14 ottobre

27.8.15

WWF e Legambiente sui fatti de L'Aquila

I fatti de L’Aquila e l’eco mediatica che hanno avuto meritano un commento a freddo.
Intanto ribadiamo che la manifestazione di protesta, cui WWF e Legambiente hanno aderito e partecipato insieme a numerose altre associazioni e movimenti provenienti da varie parti della regione, era volta principalmente a ribadire il no di tantissimi abruzzesi all’idea di “sviluppo” antiquata e dannosa per il territorio che il governo Renzi sta caparbiamente portando avanti. La sfilata dell’Aquila ha rappresentato una ideale continuazione delle grandi iniziative di protesta organizzate nel 2013 a Pescara (40mila persone) e pochi mesi fa a Lanciano (60mila partecipanti).
“Una manifestazione pacifica, alla quale - commenta Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del WWF - hanno partecipato anche anziani e giovanissimi, donne ed uomini, uniti dalla comune volontà di chiedere uno sviluppo diverso per l’Abruzzo, quello scelto dagli abruzzesi, fatto di industria e artigianato sostenibili, di agricoltura di qualità, di turismo... in linea con quella regione verde d’Europa che, a parole, anche i grandi partiti sostengono, salvo poi votare a Roma provvedimenti di segno opposto”.
Nella sfilata non c’erano provocatori né anarcoinsurrezionalisti. Certo nessuna persona dotata di buon senso può farsi prendere in giro accettando senza reagire l’idea che alla manifestazione che avrebbe voluto contestare le scelte di Renzi e del suo governo fosse stata destinata una piazza, quella delle fontana luminosa, a molte centinaia di metri dai luoghi della visita. Come se una protesta contro un provvedimento regionale dovesse avere luogo invece che davanti alla sede della Regione, come abitualmente avviene, in tutt’altra zona della città. È stato per reazione a questa incomprensibile decisione che il corteo ha cercato comunque di avvicinarsi ai posti che il presidente del Consiglio avrebbe dovuto visitare. Ed è importante ribadire che i lanci di uova, che pure ci sono stati, si sono verificati solo dopo le cariche di alleggerimento o i tentativi di respingere i manifestanti operati dalla forze dell’ordine. La situazione ha rischiato di degenerare solo perché mal gestita e ha per questo determinato alcuni feriti e contusi ai quali va la nostra totale solidarietà. Solidarietà che esprimiamo con convinzione anche agli agenti di tutte le forze di polizia costretti a rispettare ordini e a difendere un presidente del consiglio e una maggioranza che continuano a negare anche le risorse economiche minime per garantire un servizio efficiente e che stanno cancellando con un colpo di spugna gli oltre 190 anni di storia del Corpo Forestale.
Gli abruzzesi hanno detto no alle scellerate scelte energetiche nazionali che vorrebbero, nel solo interesse dei petrolieri, trasformare la regione in un distretto minerario e il presidente D’Alfonso e la sua maggioranza hanno il dovere di difendere questo no, senza piegarsi a scelte sbagliate imposte da chi non ha neppure il coraggio civile di confrontarsi con chi lo contesta e si limita ad incontri con inviti riservati nei quali gli applausi sono scontati. Allo stesso modo D’Alfonso tenga fede agli impegni presi dall’assessore all’ambiente Mario Mazzocca che da mesi si sta proficuamente impegnando nella battaglia contro la petrolizzazione dell’Abruzzo e del suo mare.
Una risposta infine anche alle dichiarazioni del segretario del Pd Marco Rapino che nella foga di difendere il suo partito ha oltraggiato, oltre che la grammatica, anche la verità dei fatti. Gli ambientalisti, almeno per quanto ci riguarda, da sempre accompagnano proposte alle loro proteste e questo il massimo esponente del Pd abruzzese dovrebbe saperlo se ha un qualche colloquio con i rappresentanti del suo stesso partito nelle istituzioni. È necessario inoltre chiarire che non basta investire denaro per tutelare l’ambiente (e anche – aggiungiamo noi – l’economia del territorio), ma occorre investirlo davvero e non sprecarlo. Su questo gli ambientalisti sono pronti a collaborare. Ma non accetteranno mai che si cerchi di cancellare il loro diritto, garantito dalla Costituzione, a manifestare ogni volta che sarà necessario anche il loro dissenso. Alla senatrice Pezzopane, che si è distinta per il suo voto favorevole allo Sblocca Italia in contrasto ai reali interessi degli abruzzesi, bisogna invece ricordare che siamo in democrazia e che la democrazia garantisce il diritto alla protesta. Circa la sua valutazione numerica (“quattro gatti”) sulle diverse centinaia di aquilani e abruzzesi che hanno manifestato non possiamo che prendere atto delle difficoltà che la senatrice evidentemente ha con l’aritmetica.
“Insieme a tantissimi altri volontari – conclude Francesca Aloisio, vice presidente regionale di Legambiente nonché presidente del circolo de L’Aquila – ero presente a manifestare in maniera totalmente pacifica e non violenta. Era la prima visita in Abruzzo di Renzi e appare normale aver voluto portare alla sua attenzione tematiche legate a tutto il territorio. Ero presente anche e soprattutto come cittadina aquilana, una città che vediamo riprendersi troppo lentamente. Questo governo non si distingue dai precedenti in tema di ricostruzione e ripresa economica, a cominciare dallo Sblocca Italia che finanzia e favorisce opere inutili per un reale sviluppo del nostro Paese”.