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29.9.11

Come natura insegna

Con lo slogan “Come Natura Insegna” inizia l’annuale campagna di educazione ambientale del WWF.
Quest’anno sono due i programmi di educazione ambientale rivolti alle scuole della regione per l’anno scolastico 2011-2012, il Panda Club e il Panda Explorer.
Il Programma Panda Club “NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETA – EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ A TAVOLA” è dedicato all’alimentazione ed all’ecologia.
Dichiara Vanessa Ponziani, responsabile del WWF Abruzzo per l’Educazione Ambientale: “Le classi che si iscriveranno ai Panda Club seguiranno il percorso didattico con giochi, concorsi di ricette sostenibili e piccoli esperimenti per scoprire l’impronta ecologica dei diversi cibi. Il Programma Panda Club affronta l’argomento con uno sguardo rivolto anche al tema dei consumi, la cui importanza è più volte ricordata nelle Linee guida per educazione ambientale allo sviluppo sostenibile (2009), diffuse congiuntamente dai Ministeri dell’Istruzione e dell’Ambiente. Il programma Panda Club ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, nonché dell’Unione delle Province Italiane”.
Il secondo percorso didattico è quello sulle Foreste. Con il Programma Panda Explorer “GIOCARE, FARE, SCOPRIRE CON IL WWF – S.O.S. FORESTE”, pensato per i più piccoli, i ragazzi verranno introdotti nel mondo della Natura favorendo l’apprendimento attraverso il gioco. Quest’anno, Anno Internazionale delle Foreste, le classi potranno avventurarsi in un lungo e appassionante percorso su uno dei sistemi naturali più importanti per il nostro Pianeta. I ragazzi impareranno a conoscere i delicati equilibri che regolano i cosiddetti “polmoni della Terra” e il loro ruolo nel proteggere la biodiversità e nell’attenuare gli effetti del cambiamento climatico. Di fatto le foreste sono fonte di benefici a livello socio-culturale: le attività legate alle foreste influiscono sulle condizioni di vita di 1 miliardo e 600 milioni di persone in tutto il mondo.
I programmi didattici del WWF hanno ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ed il riconoscimento della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, che promuove nel nostro Paese il Decennio ONU (2005 - 2014) dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, e contribuisce a diffonderne i principi.
Per la formazione degli insegnanti sugli argomenti dei due programmi didattici il WWF ha organizzato 14 incontri nelle Oasi e nei principali centri abruzzesi. Tre delle aree protette che gestiamo, Lago di Penne, Gole del Sagittario e Calanchi di Atri, sono anche riconosciute dalla Regione Abruzzo quali Centri di Educazione Ambientale in considerazione della decennale esperienza sull'educazione ambientale.
Per aderire ad uno dei percorsi educativi, per ricevere tutto il materiale didattico e per partecipare ad uno degli incontri formativi, è possibile scrivere ad abruzzo@wwf.it oppure consultare il sito www.wwf.it.
Gli incontri previsti in provincia di Teramo:
Martedì 4 ottobre, ore 15.30 presso il Centro visita dell’Oasi WWF “Calanchi di Atri”;
Mercoledì 12 ottobre, ore 16.00: presso il Centro di documentazione ambientale “La Gramigna” in via De Vincentiis a Teramo.

27.9.11

Overshoot day: da oggi siamo in riserva!

L’umanità ha superato il budget naturale a sua disposizione per questo anno e da oggi, 27 settembre, è “in rosso”. Questo secondo i dati del Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che promuove la scienza della sostenibilità lavorando sull’impronta ecologica, con la quale il WWF pubblica dal 2000 il rapporto biennale “Living Planet Report” (prossima edizione nel 2012, prima della grande conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile che avrà luogo a Rio de Janeiro a giugno, 20 anni dopo il grande Earth Summit del 1992).
I calcoli del GFN dimostrano che - approssimativamente in nove mesi, ovvero il 27 settembre - il fabbisogno di risorse dell’umanità ha sorpassato il livello che il pianeta è in grado di fornire e rigenerare.
Secondo i dati del Sustainable Europe Research Institute (SERI), oggi gli esseri umani estraggono e utilizzano circa 60 miliardi di tonnellate di materie prime l’anno (che diventano quasi 100 se consideriamo la mobilitazione di materia prima causata dalle attività minerarie e di estrazione). Il 50% in più rispetto a solo 30 anni fa. Ciò equivale al peso di 40 miliardi di automobili che per essere parcheggiate richiederebbero uno spazio almeno delle dimensioni dell’Italia e Austria messe insieme.

Oggi ogni essere umano utilizza in media oltre 8 tonnellate di risorse naturali l’anno, 22 kg al giorno. Se si includono i materiali di estrazione e inutilizzati, ogni abitante del pianeta utilizza quasi 40 kg di risorse al giorno. In Europa, vengono estratte circa 36 kg di risorse a persona al giorno, a cui vanno sommate le risorse estratte, ma non utilizzate, arrivando così almeno a 43 kg di risorse consumate a persona al giorno. Gli europei beneficiano, quindi, di un significativo trasferimento di risorse dai paesi più poveri; infatti con quasi 3 tonnellate pro capite l'anno, l’Europa è il continente con il più elevato tasso di importazioni di risorse destinate a mantenere il proprio livello di consumi.

Si tratta di una situazione insostenibile. Per questo, tra le tante iniziative avviate dal WWF, una è orientata proprio a “trasformare i mercati”, per ridurre significativamente il nostro consumo di materie prime quali il legno, la carta, il cotone, l’olio di palma, il pesce. Una trasformazione necessaria e urgente a tutti i livelli della società, dalla vita quotidiana dei singoli, fino alle filiere produttive delle imprese.

26.9.11

Ultimi giorni per la lotteria del WWF Teramo

Mancano pochi giorni per l'estrazione della lotteria organizzata dal WWF di Teramo.

Restano pochi biglietti, quindi affrettatevi.

Qui sotto vedete il terzo premio, un bellissimo pacco di prodotti e pubblicazioni delle Terre dell'Oasi. E se questo è il terzo premio, figuratevi i primi due!!!

Festa del Volontariato 2011





Sabato scorso, come ogni anno, il WWF Teramo ha partecipato alla Festa del Volontariato organizzata dal Centro Servizi del Volontariato provinciale in piazza Martiri della Libertà.

22.9.11

A Giulianova, pedoni e ciclisti alla riscossa!

Un gruppo di cittadini giuliesi, unitamente al Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, il Circolo Legambiente di Giulianova, il WWF provinciale di Teramo e il Centro di Educazione Ambientale “G. Torresi” di Giulianova, hanno costituito il “Comitato per la pedonalizzazione – Giulianova”.
Prime iniziative del Comitato sono due distinte raccolte firme: una per la pedonalizzazione di via Nazario Sauro e l’altra per la pedonalizzazione del lato est del Lungomare Zara (Lungomare “Storico”).
“Via Nazario Sauro – afferma il comitato - è il “salotto buono” di Giulianova Lido. La strada, unitamente alle traverse laterali, ha una forte vocazione turistico-commerciale. La presenza di una pista ciclabile sul lato sud, a collegamento con la pista del lungomare, costituisce un ulteriore elemento qualificante della via, che in tutte le stagioni è luogo di incontro di giuliesi e turisti. La mancata pedonalizzazione permanente, però, vanifica in gran parte il ruolo di spazio di incontro e socializzazione che ha la strada.”
Il Comitato, quindi, propone la chiusura permanente al traffico motorizzato, con sistemazione della via, in modo che la stessa, insieme a Piazza Fosse Ardeatine, analogamente a quanto accade in altre città (vedi S. Benedetto del Tronto) diventi un punto di incontro e socializzazione per l’intera città, favorendo attività all’aperto, anche complementari a quelle commerciali esistenti, migliorando la fruibilità della pista ciclabile e diventando luogo privilegiato per manifestazioni e iniziative culturali, civili, ludiche e turistiche.
Per quanto riguarda il lungomare Zara est la proposta è analoga.
“Il lungomare monumentale di Giulianova – precisa il Comitato – è uno dei simboli della città. Oggi è utilizzato alla stregua di un’autostrada, con due carreggiate separate. La pedonalizzazione della parte est permetterebbe di creare una “piazza a mare”, con relativa pista ciclabile, unendo l’attuale marciapiede alla zona verde centrale, in modo da realizzare uno spazio urbano di eccezionale valore, utilizzabile per manifestazioni, incontri o semplici passeggiate”.
Il Comitato propone di far confluire il traffico motorizzato sull’attuale corsia ovest, abbastanza ampia da accogliere una strada a doppia percorrenza. Si conserverebbero almeno i 3/4 dei posti auto esistenti, incluse le isole centrali, poiché solo una quota minoritaria di posteggi è localizzata nella parte est.
“Il grande spazio ciclopedonale, analogamente a quanto già realizzato in altre città (Rimini, Riccione, ma anche nella vicina Porto d’Ascoli) - evidenziano i promotori della proposta - costituirebbe un sicuro richiamo per residenti e turisti, e potrebbero trovare posto anche piccole attività commerciali, che arricchirebbero l’offerta turistica della città”.

La raccolta firme avrà inizio già da sabato prossimo (per continuare la domenica successiva e nei fine settimana seguenti) presso i banchetti istituiti in Via Nazario Sauro.

15.9.11

Il futuro delle aree naturali protette

All’interno della Festa Provinciale del PD teramano, che si terrà a Mosciano Sant’Angelo dal 15 al 18 settembre, venerdì 16 settembre alle ore 17 in Piazza Aurelio Saliceti si terrà un dibattito pubblico dal titolo “IL FUTURO DELLE AREE PROTETTE. Approfondimento e confronto sulle modifiche alla legge quadro sulle Aree Protette”.

Introduce:
Michele Fina – Responsabile Nazionale Parchi e Paesaggi PD

Intervengono:
Dante Caserta – Consigliere Nazionale WWF Italia
Angelo Di Matteo – Presidente Legambiente Abruzzo
Benigno D’Orazio – Presidente Area Marina Protetta Torre Del Cerrano
Massimo Fraticelli – Referente abruzzese Mountain Wilderness
Marcello Maranella – Coordinatore Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga

Conclude:
Roberto Della Seta – Commissione Ambiente Senato - Esecutivo Nazionale ECODEM

13.9.11

Strumenti ed approcci sostenibili per la difesa del suolo



I numeri del dissesto in Italia sono spaventosi: 485.000 frane mappate; 6,9% del territorio nazionale a rischio frana; 5.708 comuni a rischio idrogeologico di cui 2.940 a rischio molto elevato. Il 21,1% dei comuni ha nel proprio territorio aree franabili, il 15,8% aree alluvionabili e il 32,0% aree a dissesto misto (aree franabili+aree alluvionabili). Ben 992.403 italiani sono direttamente esposti al rischio frane. Il 30% dei suoli ha un rischio di erosione superiore alla soglia di tollerabilità.
In Abruzzo quasi 17.000 siti sono a rischio con oltre 1.500 kmq di superficie con dissesti. Passando alla cementificazione del suolo in Italia le superfici coperte in maniera permanente con materiali impermeabili sono passate dal 2,38% al 6,34%, con un incessante consumo di suolo (quasi 100 ettari al giorno tra il 1999 e il 2006).
D'altro lato in Italia esistono tantissimi geositi, aree di estremo interesse scientifico e paesaggistico collegate ad emergenze geologiche peculiari e rare, come i Calanchi di Atri.
Nella Banca dati dell'ISPRA sono stati censiti 3.000 geositi: una ricchezza notevole per il Paese, che a volte è stata valorizzata da circuiti turistici internazionali.
L'Italia è in Europa uno dei paesi con maggiori problemi di dissesto idrogeologico. La stessa provincia di Teramo ha subito pesantissimi danni alcuni mesi fa dimostrando la vulnerabilità di territori ormai troppo urbanizzati.
Per questo l'Oasi WWF dei Calanchi di Atri (TE) ha organizzato il convegno “Strumenti ed approcci sostenibili per la difesa del suolo” con relatori di organismi nazionali ed internazionali il prossimo 16 e 17 settembre al Teatro Comunale di Atri (TE).
Dichiara Cesare Crocetti, responsabile del Progetto Geomorfologico dell'Oasi WWF Calanchi di Atri: “I Calanchi di Atri sono fenomeni erosivi conosciuti in tutto il mondo, una peculiarità naturalistica e paesaggistica oggi tutelata dall'Oasi del WWF. Studiosi di vari Paesi si sono interessati a quest'area e tanti turisti la visitano ogni anno. L'area protetta ha attivato da tempo il Progetto Geomorfologico, la cui prima fase si chiude con questo convegno scientifico. Abbiamo coinvolto scuole e agricoltori per spiegare come mitigare il rischio frana, abbiamo realizzato due cantieri didattici durante altrettanti corsi rivolti a tecnici del settore per divulgare le metodologie di gestione del rischio con l'ingegneria naturalistica. Con la produzione di video e pubblicazioni e un sito web dedicato abbiamo cercato di divulgare le conoscenze circa le migliori tecniche da utilizzare per prevenire e gestire i rischi. Ora abbiamo invitato ospiti nazionali e stranieri che illustreranno lo stato dell'arte riguardo non solo il rischio idrogeologico ma anche le opportunità di valorizzazione dei meravigliosi ed unici geositi italiani”.
Per Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia, servono politiche ed azioni adeguate: “I dati dell'ISPRA che abbiamo citato sono ormai abbastanza noti, ma non si vedono azioni conseguenti. L'Europa nel 2007 ha promulgato la Direttiva 60 sulla Valutazione e Gestione del Rischio Alluvioni. Il WWF richiede da anni che la gestione di queste emergenze e la prevenzione sia effettuata cambiando l'approccio culturale e tecnologico. In primo luogo le persone che usano a vario titolo il territorio devono farlo con consapevolezza. Ad esempio, tecniche agricole scorrette, come l'aratura in profondità o il sovrapascolo, possono esacerbare i dissesti. In questo caso bisogna formare i cittadini e cambiare comportamenti rischiosi. Per i dissesti già in atto l'ingegneria naturalistica in moltissimi casi può risolvere situazioni rischiose senza provocare ulteriori danni ambientali, come accade frequentemente in Abruzzo ed in Italia con sconsiderati lavori di “pulizia” dei letti dei fiumi che alla fine peggiorano anche i rischi. Continuano però i tentativi per costruire in aree in cui il rischio è ormai accertato. Basti pensare al nuovo progetto per la realizzazione di enormi complessi commerciali sul fiume Pescara a Chieti, in cui una parte consistente è all'interno di una zona classificata a rischio esondazione, oppure alla nuova strada statale 17 proposta dall'ANAS in piena area a rischio alluvione del fiume Aterno a L'Aquila. Lo stesso vale per l'occupazione del suolo: i piani regolatori di tutti i comuni abruzzesi continuano a contenere previsioni edificatorie immense, del tutto insostenibili. Serve un cambio di rotta radicale in un paese ad enorme rischio”.


12.9.11

Tutela Orso: il WWF diffida la Regione Abruzzo

Il WWF ha inviato una diffida alla Regione Abruzzo a seguito dell’incredibile richiesta inoltrata dall'Assessorato all'Agricoltura guidato da Mauro Febbo al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione stessa.
La Direzione Agricoltura ha richiesto al Comitato VIA di rivedere la decisione del 3 agosto scorso in merito al Calendario venatorio 2011-2012 con la quale aveva imposto il posticipo al 1° novembre dell’apertura della caccia nell’area di massima concentrazione dell'Orso bruno marsicano (Zona A dell’Accordo P.A.T.O.M. per la protezione dell’orso).Massimiliano Rocco, responsabile del programma specie per il WWF Italia, evidenzia come “il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise aveva ribadito al Comitato VIA quanto già emerso in numerosi studi scientifici e, cioè, la necessità di evitare il disturbo degli orsi in uno dei periodi più delicati, quello dell’iperfagia che precede il letargo. In autunno l’Orso marsicano cerca di mangiare il più possibile per accumulare grasso sufficiente per passare l’inverno e per questo si muove moltissimo, divenendo più vulnerabile. Basti pensare che le femmine gravide devono accumulare risorse tali da poter partorire in pieno inverno ed allattare nella tana fino ad aprile inoltrato. La presenza di cacciatori e gli spari conseguenti possono rappresentare un grave disturbo. Basti pensare che nei mesi scorsi il Parco ha chiuso precauzionalmente alcuni sentieri in quota per limitare il disturbo ad una specie così rara ed in pericolo, limiti ad escursionisti che al massimo hanno un binocolo e non un fucile a tracollo”.L’assessorato regionale all’Agricoltura e l’ufficio caccia della Regione Abruzzo sembrano trascurare irresponsabilmente la gravità della situazione in cui versa la specie simbolo della nostra Regione o peggio ritengono di subordinarla agli interessi dei cacciatori più estremisti.
L’Orso bruno marsicano è a grave rischio di estinzione eppure si continua a far finta di niente. Per la conservazione dell’Orso bruno marsicano è fondamentale coinvolgere i cacciatori delle aree interne, mantenendo uno stretto legame tra chi pratica l’attività venatoria e territorio, evitando l’invasione di cacciatori residenti in aree esterne.
Lo stesso PATOM sottoscritto dalla Regione ricorda l’importanza della creazione delle aree contigue ai parchi in cui solo i residenti possano cacciare. Una norma a tal riguardo è inserita nella Legge Quadro sulle aree naturali protette, ma la Regione Abruzzo è inadempiente ormai da 20 anni.
Non solo, la Direzione Agricoltura è riuscita a peggiorare ulteriormente la situazione inserendo nel calendario venatorio di quest’anno il famigerato Comparto Unico sulla Migratoria che di fatto azzera anche gli Ambiti Territoriali di Caccia (provocando, peraltro, un forte risentimento tra i cacciatori dell’aquilano).
La Direzione Agricoltura della Regione appare sempre più ostaggio dell'estremismo venatorio: è necessario cambiare rotta immediatamente e confidiamo che il Comitato VIA rigetti nella riunione di domani questa richiesta confermando le scelte fatte a tutela dell'Orso il 3 agosto scorso.

4.9.11

Estate con i delfini a Torre Cerrano

Una segnalazione su FaceBook dell'ennesimo avvistamento di delfini di fronte a Torre Cerrano ha creato una vera e propria festa sulle spiagge dell'Area Marina Protetta.
Arianna Mazzocchetti, una dei tanti volontari del PROS-Protezione Civile che collaborano con il parco marino inseriva il messaggio, ieri mattina, nel gruppo "Parco MarinoTorre del Cerrano" di FaceBook, in cui avvisava della presenza di un gruppo di delfini nella zona di mare di fronte alla torre. Da lì è iniziato un vero e proprio pellegrinaggio di giovani e meno giovani in bicicletta verso Torre Cerrano, provenienti sia da Pineto che Silvi, attirati dalla voglia di vedere questi splendidi animali sempre più frequenti nell'Area Marina Protetta. I più fortunati sono stati ricompensati essendo rimasto il gruppo di delfini per ore davanti alla torre e ragazzi e bambini si sono esaltati della possibilità di vedere delfini dalla spiaggia così facilmente.
Le osservazioni di delfini dalla spiaggia quest'anno sono state particolarmente frequenti a Torre Cerrano e la cosa no può che fare felici tutti coloro che hanno lavorato tanto per l'istituzione e la gestione dell'Area Marina Protetta.
"I delfini osservabili in questi giorni lungo le coste Adriatiche appartengono alla specie Tursiope Tursiops truncatus, una delle specie più comuni in Adriatico" ci dice Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei di Pescara "il tursiope è sicuramente la specie che si avvicina con maggior frequenza alla costa (delfino costiero è stato uno dei nomi italiani di questa specie) e in prossimità delle foci dei fiumi alla ricerca di cibo: pesci, ma anche calamari e molluschi cefalopodi in genere. E' possibile osservare diversi gruppi spesso temporanei, formati da coppia madre-piccolo o gruppi di subadulti di entrambi i sessi, femmine di diverse generazioni con piccoli o maschi adulti solitari".
Al Dr. Olivieri è stato chiesto se è solo una coincidenza il fatto che tali avvistamenti siano così frequenti a Torre Cerrano. "La notevole presenza di questi animali in questo periodo lungo le coste adriatiche è legata all'abbondanza di pesce che si è determinata in conseguenza della sospensione obbligatoria dell'attività di pesca a strascico (fermo biologico) che si protrarrà fino alla fine di settembre" conferma il Veterinario e aggiunge: "nell'AMP Torre del Cerrano l'interdizione alle attività alieutiche nell'intero arc dell'anno, estesa anche ad altri sistemi altrettanto impattanti con la biologia dei Cetacei e la regolamentazione delle attività nautiche a motore, stanno creando delle condizioni ideali per questi mammiferi marini che ovviamente trovano così un ambiene ideale per la loro alimentazione".
Ma non tutto rose e fiori. Per la questa presenza di delfini così vicini alla costa viene confermato che: "purtroppo proprio questa attitudine ad avvicinarsi alla costa rappresenta, in zone non protette del nostro mare ed in periodi di intensa attività di pesca, un notevole pericolo per i Tursiopi che rimangono spesso vittime di pesca accidentale o di traumi causati da eliche".
L'Area Marina Protetta Torre del Cerrano ha avviato su questo fronte importanti opere di sensibilizzazione attraverso incontri tematici con esperti svoltisi durante tutta l'estate alla Torre e avviando tavoli di colloquio con le associazioni ed organizzazioni che raggruppano pescatori sportivi e pescatori professionali per ridurre al minimo l'impatto delle loro attività anche al di fuori dell'Area Marina Protetta.

3.9.11

Gestione rifiuti...

Raccolta di rifiuti alla periferia di Napoli? No, via Romualdi nel Comune di Roseto degli Abruzzi (TE).
Le foto sono state scattate ieri, venerdì 2 settembre 2011.



2.9.11

La Provincia conferma: l'impianto a biomasse non può sorgere sul Vomano


La Provincia di Teramo ha comunicato che il proprio Servizio urbanistico, il 26 agosto, ha espresso parere di “non compatibilità” al progetto per la realizzazione di un impianto di energia elettrica da biomassa presentato dalla ditta Rolli di Roseto Degli Abruzzi
La Provincia, in questi casi, si esprime sulla compatibilità o meno del progetto con il Piano territoriale e la “non compatibilità”, nel caso specifico, è riferita all’ubicazione dell’impianto.
Come aveva evidenziato il WWF, il vigente Piano Territoriale classifica l’area nella quale dovrebbe sorgere l’impianto, a ridosso della foce del Vomano, quale “area di interesse bioecologico-area ripariale e umida” nonché “piano d’area a matrice ambientale e paesistica – riqualificazione ambientale della foce del Vomano”.
Nel parere di non compatibilità rilasciato dagli uffici urbanistici si fa presente, quindi, “che la Provincia di Teramo ha in corso un progetto strategico per la riqualificazione idraulico-ambientale del fiume Vomano” e che il progetto “non è compatibile con le previsioni insediative del vigente Piano territoriale provinciale che per l’area interessata ammette trasformazioni dello stato dei luoghi solo se finalizzate al risanamento e al restauro ambientale, alla difesa idrogeologica, alla salvaguardia e al corretto uso delle risorse e dei valori biologici, ambientali e paesaggistici escludendo, invece, interventi comportanti trasformazioni insediative”.
Il parere però riporta la frase “salve le determinazioni conclusive della Conferenza di servizi e dell’organo competente al rilascio dell’autorizzazione unica, nel caso di specie la Regione”.

Ci aspettiamo che la Regione non superi il parere della Provincia di Teramo e stabilisca la delocalizzazione dell'impianto.

1.9.11

Vivi la Torre: si parla di energia!

Nell'ultima visita a tema del prossimo venerdì 2 settembre, del ciclo "Vivi la Torre" sarà trattato il tema delle fonti energetiche idroelettiche e petrolifere che, pur se indirettamente, interessano in maniera importante l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
L'argomento, al termine della consueta visita guidata, sarà trattato in compagnia dell'esperto Piero Angelini, Maestro del Lavoro e referente WWF per l'energia.
Il titolo dell'intervento recita: "Adriatico, Vomano ... quale energia?".
L'occasione è offerta dalla visita a Torre Cerrano del gruppo organizzato dal Consolato della Provincia di Teramo della Federazione dei Maestri del lavoro d’Italia che vede tra le proprie fila persone di elevata esperienza nei settori più vari della vita lavorativa. Ed è proprio la presenza con questo gruppo di esperti di Piero Angelini, noto fotografo paesaggista, ma anche esperto di impianti di produzione energetica per la propria carriera lavorativa, che consentirà di ascoltare un contributo importante su un tema particolarmente attuale per l'intera costa abruzzese dove è in corso un dibattito importante sul rilascio di concessioni per le prospezioni petrolifere in mare aperto.
Con questo appuntamento di venerdì si conclude il programma di "Vivi la Torre" che ha visto nel periodo di luglio e agosto l'apertura quotidiana, anche di sabato e domenica, delle visite estive alla Torre e torna così, a partire da sabato l'orario delle visite consuete del mercoledì e venerdì, sempre alle ore 17,00.
"Vivi la Torre" ha avuto un successo strepitoso ed oltre diecimila sono stati i visitatori che durante l'estate hanno potuto usufruire delle visite guidate al monumento simbolo dell'Area Marina Protetta.