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31.7.16

La Natura unisce!

Sabato 30 luglio è stata una bella giornata di volontariato nella Riserva regionale del Borsacchio.
Volontari e richiedenti asilo ospitati a Roseto hanno ripulito un bel tratto di spiaggia.

28.7.16

Dall’Ipogeo al verde pensile


Al centro di Piazza Garibaldi a Teramo, dove fino a quale anno fa campeggiava una grande scultura in metallo a forma di sfera, è in fase di completamento l’Ipogeo, una struttura parzialmente interrata destinata a ospitare eventi di carattere culturale.
La sua realizzazione ha suscitato molte polemiche soprattutto per la forma della copertura che a qualcuno ha ricordato l’apertura di una scatola di pelati. Con il passare del tempo la sua sagoma è però diventata parte integrale del paesaggio urbano e passa inosservata.
Tralasciando la valenza architettonica e l’utilità della struttura per la collettività cittadina, c’è un particolare che è passato inosservato, ma che merita un approfondimento con un’ottica ambientalista.
Sopra la copertura in metallo è stato realizzato un giardino pensile, cioè una copertura edilizia orizzontale costituita da più strati di materiali per realizzare installazioni vegetali su superfici non in contatto con il suolo, quale parte integrante dell’edificio stesso.
L’uso di ricoprire le abitazione di terra e verde non è un’invenzione dei nostri giorni e ha origine in tempi molto lontani. Tutti abbiamo studiato a scuola, fin dalle elementari, i giardini pensili che adornavano la città di Babilonia. E anche in seguito si è seguitato a utilizzare zolle erbose per ricoprire i tetti delle abitazioni, dalle ville romane alle più umili case in legno dell’Islanda, della Norvegia e di altre regioni del mondo.
E guardando attentamente anche nella nostra città si può vedere che qualcosa è stato realizzato. Se dal ponte San Gabriele ci si affaccia verso nord, si può osservare che il parcheggio sottostante è stato coperto (anche se solo parzialmente e con scarsi risultati) con uno strato di verde.
 
 
Forse qualcuno si chiederà per quale bizzarro motivo collocare sopra un edificio uno strato di terra e farci crescere delle piante, considerato che spesso dalla strada non si scorge nemmeno.
A questo proposito occorre brevemente ricordare che una parte dei processi di degradazione microclimatica del nostro ambiente cittadino è causata dalla impermeabilizzazione del suolo. Le superfici così trattate provocano un riscaldamento della massa d’aria sovrastante. Come diretta conseguenza ciò provoca un aumento delle temperature nelle nostre città, venendo a mancare l’effetto mitigatorio della vegetazione. Inoltre, essendo stata ridotta la naturale infiltrazione attraverso il suolo, le acque meteoriche defluiscono velocemente sulle superfici coperte di tetti e strade cittadine confluendo in canalizzazioni e sistemi di smaltimento. Nel caso in cui le precipitazioni siano particolarmente violente e concentrate (come accede sempre più spesso negli ultimi anni) ciò può provocare notevoli danni. In questo quadro le coperture a verde degli edifici cittadini possono rappresentare utili strumenti di mitigazione e compensazione ambientale per il contesto urbano.
Di seguito si riassumono brevemente i principali aspetti positivi di tale pratica.
 
 
La copertura a verde:
  • grazie alla capacità di ritenzione idrica, può ritardare il deflusso delle acque meteoriche verso i corpi idrici di ricezione contribuendo efficacemente a contenere la necessità del loro ridimensionamento. In funzione del tipo e dello spessore della stratificazione e della tipologia di vegetazione, possono essere ridotti gli effetti degli eventi di piena, dato che il ritardo nel deflusso, in occasione di forti acquazzoni, procura un rilevante alleggerimento dei sistemi di fognatura nelle fasi critiche;
  • trattiene e accumula l’acqua piovana restituendola all’ambiente per evapo-traspirazione. Attraverso questo processo l’aria diviene più umida e, rinfrescandosi, può ridurre la percezione di aria asciutta e polverosa caratteristica delle isole di calore negli insediamenti urbani;
  • grazie allo spessore di terra, fornisce prestazioni di isolamento termico in inverno e di raffrescamento passivo in estate: in questo modo si ottiene, all’interno degli edifici, un ambiente caldo nei mesi invernali e fresco in quelli estivi;
  • fissa le polveri sottili che vengono sottratte all’atmosfera grazie alla vegetazione che eleva l’umidità dell’aria e riduce la velocità del vento;
  • compensa (anche se parzialmente) la cementificazione legata alle attività costruttive;
  • crea nuovi ambienti di vita per la fauna e per la flora: il ridotto intervento umano richiesto per la manutenzione favorisce uno sviluppo naturale della vegetazione;
  • aumenta la qualità di vita (soprattutto con inverdimenti visibili o fruibili) grazie all’effetto tranquillizzante ingenerato dalle superfici a verde;
  • migliora la qualità di percezione visiva degli insediamenti e del paesaggio (aumento delle superfici a verde, migliore integrazione degli edifici nel territorio).
Il verde pensile, pertanto, può costituire un importante strumento per la riqualificazione della città, soprattutto se gli edifici realizzati con questa copertura diventeranno sempre più numerosi e non rappresenteranno un caso isolato. In questo senso, la soluzione adottata presso l’Ipogeo può essere un esempio da non guardare solo come qualcosa di originale, ma può essere riproposta su altri immobili di proprietà pubblica, facendo da stimolo per interventi di privati cittadini per il miglioramento della qualità della vita cittadina.
Il patrimonio immobiliare del Comune di Teramo è costituito da edifici di diverse tipologie edilizie. Tra gli Anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso furono realizzati molte strutture destinate a asili nido, scuole elementari e medie. Nella maggioranza dei casi la copertura venne realizzata mediante un lastrico solare, una situazione favorevole per dotare almeno una parte degli edifici menzionati di coperture verdi: e nel caso specifico, vista la loro destinazione, tra i vantaggi sopra elencati si può aggiungere l’importante opportunità di utilizzare la copertura anche a fini didattici.
Per quanto poco conosciuti, anche in Italia sono stati realizzati diversi interventi con coperture a verde: impianti sportivi, parcheggi multipiano, abitazioni civili. In alcuni casi con questo sistema sono stati effettuati interventi di ricucitura del paesaggio a seguito della realizzazione di infrastrutture stradali.
 
 
Per evitare che ogni realizzazione conduca a risultati poco soddisfacenti, e soprattutto che vengano assimilate pedissequamente tecniche provenienti da altre nazioni con climi diversi dal nostro, il nostro Paese si è dotato della relativa normativa di riferimento: il Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009 “Criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti” e la Norma UNI 11235 del 2007 “Per le buone pratiche esecutive”. Inoltre giova ricordare che la Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani” che all’art. 3 lett. c) auspica “un adeguamento dell'edilizia e delle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca la riqualificazione degli edifici, in coerenza con quanto previsto dagli articoli 5 e 6 della presente legge, anche attraverso il rinverdimento delle pareti e dei lastrici solari”.
A conclusione di quanto brevemente esposto esortiamo l’Amministrazione Comunale di Teramo a non considerare la realizzazione del tetto pensile di piazza Garibaldi come una realizzazione a se stante, ma un esempio da riproporre su altre strutture comunali. Inoltre, invitiamo l’Amministrazione a pubblicizzare tale iniziativa al fine di stimolare anche la realizzazione di simili interventi sulle strutture private, contribuendo a migliorare l’ambiente cittadino.

Caccia: in arrivo il solito calendario (filo)venatorio

Il WWF Abruzzo ha provveduto ad inviare le proprie osservazioni alla Regione Abruzzo sul testo fatto circolare fino ad oggi del calendario venatorio 2016/17, in vista del passaggio in Comitato Valutazione di Impatto Ambientale regionale di domani, giovedì 28 luglio.

“Dobbiamo purtroppo evidenziare che cambiano le maggioranze, ma non le scelte filovenatorie di questa Regione”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo. “Avevamo notato qualche timido segnale di miglioramento, in particolare in merito alle azioni per l’interferenza tra caccia e tutela dell’Orso, per cui avevamo voluto dare credito alla nuova maggioranza regionale. Dobbiamo invece prendere atto che la gestione Pepe/D’Alfonso è in sostanziale continuità con quella Febbo/Chiodi che l’ha preceduta. Questa Giunta si appresta ad approvare l’ennesimo calendario venatorio senza essersi prima dotata, come prevede la legge, del Piano Faunistico Venatorio Regionale scaduto dal 2007! Questa grave carenza pianificatoria della Regione, peraltro, è già stata più volte censurata dai giudici amministrativi nelle sentenze emesse dal TAR Abruzzo su ricorso del WWF. Mancanza di dati scientifici e scelte esclusivamente nell’interesse della lobby dei cacciatori: è questa la politica che continua a contraddistinguere la Regione Abruzzo. Un politica che solo negli ultimi anni è stata oggetto di ben 14 interventi di censura e annullamento da parte di TAR, Consiglio di Stato e perfino Corte Costituzionale”.
 
NOTATE DIFFERENZE?
 
 
I principali elementi di critica evidenziati dal WWF nelle sue osservazioni:
  • la caccia viene anticipata ad alcuni giorni di settembre: si tratta del solito regalo ai cacciatori per consentire loro di sparare in periodi vietati per legge. Oltretutto, anche se la preapertura è limitata ad alcune specie, finisce per avere effetti negativi per tutta la fauna, anche quella protetta;
  • si consente la caccia a specie come Canapiglia, Codone, Mestolone e Frullino che vengono considerate “vulnerabili” o “in declino” e che quindi dovrebbero essere tutelate. Sul punto si è già pronunciato il TAR Abruzzo e l’Italia è sottoposta a una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea;
  • prolungamento del periodo di caccia alla Beccaccia fino al 19 gennaio e al Colombaccio al 9 febbraio;
  • scarsa attenzione alla tutela della Lepre italica, specie protetta, difficilmente distinguibile dalla Lepre comune, che è invece cacciabile: se non viene correttamente gestita la caccia alla Lepre comune si mettono in serio pericolo i pochi esemplari di Lepre italica presenti in Abruzzo che potrebbero essere abbattuti per errore;
  • confusione nella gestione dei periodi di caccia a volpe e cinghiale nelle zone dove è presente l’Orso bruno marsicano con effetti negativi su quest’ultimo, andando contro gli impegni che la stessa Regione ha deciso di adottare per la tutela di questa preziosa specie a serio rischio di estinzione.
“A giugno come WWF Italia, insieme ad altre associazioni ambientaliste, avevamo già scritto alla Regione Abruzzo, così come a tutte le altre Regioni italiane, in vista dell’approvazione dei calendari venatori”, aggiunge il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta. “Avevamo evidenziato una serie di problemi nella gestione venatoria che peraltro rischiano di costare caro ai contribuenti italiani vista la possibile condanna dalla Commissione Europea per la procedura d’infrazione. La Regione Abruzzo non ha minimamente tenuto conto di quanto evidenziato in quella lettera. Se manterrà questa impostazione, ci obbligherà a tornare nuovamente davanti al TAR”.

26.7.16

50 anni di Natura: il WWF Italia al Quirinale!


L’impegno civile e istituzionale per curare e dare valore all’ambiente al centro dell’udienza del WWF di oggi al Quirinale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dalla fondazione del WWF Italia, ha ricevuto una delegazione dell’Associazione guidata dalla Presidente Donatella Bianchi e dal Vicepresidente Dante Caserta, abruzzese, e composta dal Presidente onorario Fulco Pratesi, dai membri del consiglio direttivo, dal Presidente del WWF Oasi Antonio Canu e dal Direttore generale Gaetano Benedetto.
Nella delegazione del WWF Italia era presente anche Khatir Najibullah, un rifugiato afgano, in fuga dal suo Paese e dalle persecuzioni talebane, ospite delle strutture Centro CAS LAPISS dell'Oasi WWF del Lago di Penne (PE).
"Solidarietà e accoglienza - sottolinea il Delegato WWF Abruzzo Luciano Di Tizio - caratterizzano già da tempo le attività del WWF Italia, come dimostrano anche i numerosi progetti di accoglienza per migranti, molti dei quali sono anche “profughi ambientali” fenomeno che sarà certamente in forte aumento nei prossimi anni".
Nel corso dell’udienza è stato presentato in anteprima al presidente Mattarella il Rapporto “Natura d’Italia: 50 Anni di WWF”, un focus sulla storia della conservazione nel nostro Paese con uno sguardo al futuro, alle nuove emergenze ambientali, ma anche sociali, culturali, economiche.
"L’incontro con il Presidente Mattarella che, sin dall’inizio del suo mandato, ha riservato grande attenzione ai temi ambientali, riconoscendo la centralità della natura nel suo impegno istituzionale, è stata una straordinaria occasione di confronto sulle nuove emergenze e sulle azioni in favore della tutela dell’ambiente che l'Italia dovrà intraprendere anche nel rispetto di impegni assunti a livello internazionale. Consideriamo per questo il Presidente Mattarella il primo sostenitore e testimone delle cause ambientaliste, e per noi un punto di riferimento fondamentale che abbiamo voluto ringraziare consegnandogli la tessera di Socio Onorario del WWF", ha dichiarato Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia, di recente ospite in Abruzzo per una affollata assemblea celebrativa, anche in quella occasione dedicata al 50° compleanno della associazione del Panda.
Tra i punti rappresentati dalla delegazione del WWF al presidente Mattarella:
il riconoscimento del valore del capitale naturale, come previsto dalla legge n. 221/2015, relativa alle informazioni e i dati ambientali sullo stato del capitale naturale della nazione, che dovranno essere rendicontate, negli strumenti formali di programmazione economica nazionale;
la lotta ai cambiamenti climatici, con l'auspicio che l’Italia ratifichi al più presto l’Accordo di Parigi e si doti, conseguentemente, di una Strategia climatica con obiettivo di ‘decarbonizzazione’ dell’economia. Per il WWF l’Italia ha bisogno di un Piano Nazionale Energetico-Climatico che individui target stringenti per sostituire le fonti fossili con le energie rinnovabili, in un quadro di risparmio e di efficienza energetica. Contrastare i cambiamenti climatici significa anche aiutare le popolazioni oggi in fuga dai paesi più colpiti dalla siccità e dalle guerre spesso alimentare da crimini di natura;
l’emergenza Mediterraneo, pressato da una antropizzazione costiera crescente e da un eccessivo sfruttamento. Solo un “utilizzo” più consapevole delle risorse del bacino mediterraneo potrà consentire efficaci politiche internazionali che garantiscano sostenibilità ed equità ma anche stabilità politica di quest’area. È necessario contrastare l'illegalità anche con campagne di sensibilizzazione dei consumatori oltre che con il sostegno al settore della pesca legale;
educazione e innovazione, al servizio di una nuova cultura ambientale anche per la conservazione attiva della biodiversità, e nell’educazione alla sostenibilità attraverso meccanismi partecipativi di “Citizen Conservation” per la tutela della biodiversità.
Nel corso dell’incontro il WWF ha voluto rappresentare, innanzitutto, al presidente l’auspicio che lo Stato sia conseguente e innovativo nell’applicazione e interpretazione dell’art. 9 della Costituzione che tutela l’ambiente, dando la giusta rilevanza al valore biologico, economico e sociale della natura.
"Questi cinquant’anni per il WWF Italia sono stati ricchi di sfide, battaglie, successi che hanno scritto buona parte della storia della conservazione italiana. Una lunga azione in difesa di importanti ambienti naturali, nella salvaguardia di specie minacciate di estinzione. Oggi - ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi - crediamo che la natura debba avere un riconoscimento pure formale, fino ad oggi negato, anche nella nostra Costituzione, magari proprio nell’articolo 9 che tutela il paesaggio ed il patrimonio storico artistico.È evidente che lo straordinario lavoro fatto in difesa dell’ambiente e dell’incredibile ricchezza di vita che la Terra e la nostra meravigliosa penisola racchiudono, non è bastato a sventare significative distruzioni e grandi modificazioni degli ambienti naturali preesistenti, ma è indubbio che senza questo costante e paziente impegno la situazione sarebbe senz’altro peggiore. Ripartire dalla Natura è la condizione abilitante per costruire il futuro: intendiamo farlo richiamando l’esigenza di un riconoscimento formale del suo valore biologico oltre che economico e sociale, ma anche con una importante iniziativa popolare che la ricollochi al centro del dibattito politico e culturale del Paese".

24.7.16

Viaggio nell'Oasi WWF dei Calanchi

Viaggio nella bellezza dell'Oasi WWF dei Calanchi.
Marco Terrei, nuovo Responsabile Aree Protette del WWF Abruzzo, ha visitato l'Oasi dei Calanchi di Atri. Quello che segue è il suo racconto.


L'apparente aspetto brullo dei Calanchi potrebbe far pensare che qui la vegetazione faccia fatica a crescere... invece non è così. La parola d'ordine è adattamento.

La bellezza di questo paesaggio lascia senza parole... Questa sensazione si prova ogni volta che ci si ferma a guardare questa meraviglia che caratterizza il territorio.

La bellezza di un mondo agricolo apparentemente scomparso che ha ridisegnato i profili delle nostre colline. Qui l'agricoltura non viene praticata in modo intensivo.
 
La storia, la cultura e le tradizioni rendono i nostri territori unici. La bellezza che in questi luoghi si rinviene è data anche dalla tolleranza che si aveva per il diverso, per lo straniero.

Nei calanchi lo scivolamento delle acque superficiali genera dei canali che finiscono a valle dove la vegetazione è più ricca e variegata.

La bellezza della Natura viene messa a disposizione dei fruitori che con ogni mezzo posso goderla.

Questo è il centro visite dell'Oasi che con la sua semplicità accoglie tutti coloro che intendono avvicinarsi al mondo delle aree protette e della Natura.
 
 
Nelle riserve trovano riparo una grande varietà di animali che altrove si rinvengono con maggiore difficoltà.
 
Questa è la bellezza delle Oasi presso le quali vengono portati, come in questo caso, piccoli animali in difficoltà.
 

Grazie ad Adriano De Ascentis, direttore dell'Oasi WWF Riserva regionale dei Calanchi di Atri. Grazie ad Adriano, la guardia, grazie a Maria Cristina che con passione dedica le sue giornate alle attività della riserva e infine grazie a tutte le persone che gratuitamente rendono possibile il sistema delle aree naturali protette.

21.7.16

SOS rondoni

 
Continua l'attività del WWF Teramo di recupero della piccola fauna in difficoltà.
Nei giorni scorsi sono stati rimessi in libertà diversi rondoni consegnati al WWF e perfettamente recuperati.

Venerdì 22 luglio pulizia straordinaria spiaggia dell'AMP "Torre di Cerrano"

Un'attività di pulizia della spiaggia con il WWF
L’Area Marina Protetta continua a mobilitarsi per porre rimedio ai danni causati dall’alluvione dei giorni scorsi patita da Pineto e dalle zone limitrofe. Nel corso dell’evento tecnici dell’AMP avevano affiancato quelli del Comune per una prima valutazione dei danni e per la verifica dello stato dei luoghi. Sotto osservazione soprattutto la spiaggia e la pineta danneggiate pesantemente dalla mareggiata.
Nelle parole del Presidente Leone Cantarini, tutta l’apprensione del consiglio di amministrazione: “La nostra preoccupazione adesso è quella di ripristinare al meglio la spiaggia e la pineta, ma questo significa farlo nel migliore dei modi, con tutte le procedure necessarie a salvaguardare la duna e l’ecosistema”. Ecco perché l’AMP oltre al proprio impegno chiede a volontari, associazioni e semplici cittadini un aiuto tangibile. Esiste, infatti, l’esigenza di effettuare le operazioni di pulizia a mano in modo tale da rispettare la flora e la fauna e senza asportare quantitativi di sabbia, pertanto il coinvolgimento dei volontari diventa essenziale.
Nell’AMP le operazioni di pulizia sono più delicate, considerando le peculiarità del parco marino. L’appuntamento, quindi, è per venerdì 22 luglio alle ore 18 presso l'info-Point dell'AMP Torre del Cerrano in prossimità del sottopasso di accesso a Torre Cerrano al Km431 della Strada Statale 16 Adriatica a Pineto.
È raccomandato portare con se guanti da lavoro mentre le buste per la raccolta differenziata saranno consegnate dagli addetti dei Comuni di Pineto e Silvi.Partiti da quel punto la pulizia avverrà lungo gli arenili verso sud e verso nord con la possibilità di lasciare le buste piene in prossimità dei sottopassi ferroviari e degli accessi all'arenile che si indicheranno alla partenza. Senza necessità di rincontrarsi a fine giornata, ogni volontario sarà libero di muoversi autonomamente fino a quando e fino a dove vorrà portare il proprio aiuto per la tutela dell'ambiente dell'Area Marina Protetta.

15.7.16

La spiaggia del Fratino e del Giglio di mare in abbandono ad Alba Adriatica

 
L’esperienza della “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, avviata dal Comune di Alba Adriatica con la collaborazione del WWF Teramo e dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, rischia di naufragare. 
La delimitazione dell’area realizzata con una semplice corda retta da paletti in legno è stata vandalizzata ormai da mesi e, nonostante i numerosi solleciti del WWF, non viene sostituita dall’Amministrazione Comunale.
“Avevamo avuto rassicurazioni dall’Amministrazione che l’area sarebbe stata ripristinata il giorno del Fratino day lo scorso 31 maggio”, dichiara Fabiola Carusi, responsabile del progetto Salvafratino per il WWF Abruzzo. “Abbiamo organizzato quindi l’iniziativa con la Scuola di Alba Adriatica facendo realizzare ai ragazzi delle classi partecipanti anche un pannello da posizionare nell’area. Purtroppo né in quel giorno né nelle settimane successive è stato fatto nulla. Come volontari del WWF siamo sempre stati disponibili a collaborare gratuitamente, svolgendo azioni di pulizia e educazione ambientale, mettendo a disposizione materiale e strumenti per i pannelli esplicativi e per la piantumazione dei gigli di mare e per l’osservazione dei fratini. Però non ci possiamo sostituire totalmente all’Amministrazione Comunale che, nonostante solleciti settimanali, da mesi continua a non rispondere”.
Il WWF chiede che nel tratto di spiaggia vengano ripristinati al più presto paletti e corde per indicare chiaramente che in quell’area non è possibile transitare al fine di consentire la nidificazione dei fratini e la crescita dei gigli.
“Francamente non comprendiamo il comportamento dell’Amministrazione Comunale”, continua Fabiola Carusi. “A inizio settimana abbiamo rivolto un appello al Sindaco perché intervenga in prima persona. Siamo ormai in piena stagione turistica e i turisti, lo scorso anno, in più di un’occasione, avevano dimostrato di apprezzare l’iniziativa che, va ricordato, è stata la prima in Abruzzo. Ci auguriamo che il Comune albense possa continuare ad essere un esempio per le altre Amministrazioni non solo regionali, visto che questa esperienza è stata presentata in workshop regionali e nazionali come quello che si è tenuto lo scorso aprile alla Fiera Internazionale per il Turismo Naturalistico e il Birdwatching a Comacchio”.

13.7.16

Fermiamo le ruspe in azione nel Parco Nazionale d'Abruzzo!

Foto tratta da esposto Salviamo l'Orso
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, per tutti noi abruzzesi, è il parco per eccellenza! Non si può consentire un simile scempio.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è un Sito di Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000, uno dei parchi nazionali storici e tra i più importanti d’Italia con specie uniche come l’orso bruno marsicano, il lupo e il picchio di Lilford.
Proprio una delle aree di maggior pregio per la presenza di faggete secolari, tutelate dalla presenza di zone a riserva integrale, è stata sfregiata dall’inizio di lavori per asfaltare una strada che penetra nella bellissima zona di Prati d’Angro, nel comune di Villavallelogna, per un progetto dell’Amministrazione Comunale di “manutenzione straordinaria” con una spesa di circa 500.000 Euro di fondi pubblici.
La strada in questione fu già parzialmente asfaltata anni addietro, ma ormai da molto tempo si trovava in condizioni di sterrato a uso solo di locali aventi diritto per svolgere le attività silvo-pastorali tipiche delle aree montane abruzzesi e ai pochi turisti della domenica non disposti a lasciare l’auto pochi chilometri prima.
Da anni il Parco cerca di porre un limite all’accesso, come è avvenuto in altri comuni del dell’area protetta, ma purtroppo con scarsi risultati. Quest’ultimo intervento è stato autorizzato anche dall’Ente Parco che ha cercato un compromesso proponendo misure di compensazione e mitigazione, seppur minime, al progetto del Comune.
Tra le prescrizioni dell’Ente Parco c’era anche quella di limitare l’intervento alla parte iniziale della valle e la futura limitazione dell’accesso attraverso una sbarra. Tutto vano, perché i lavori sono iniziati proprio dal fondo valle, dall’area più sensibile, peraltro in base ad una valutazione d’incidenza, obbligatoria per il rispetto delle norme comunitarie, assolutamente insufficiente. Del resto, molti studi scientifici dimostrano inequivocabilmente l’impatto che ha questo tipo di interventi su molte specie animali e vegetali.
A parere del WWF, l’Ente Parco non avrebbe dovuto rilasciare il nulla-osta e comunque deve oggi intervenire per bloccare l’attacco al suo patrimonio. E tutti gli Enti competenti, compreso il Ministero dell’Ambiente, devono adoperarsi per fermare questo assurdo progetto, scongiurando danni irreversibili al patrimonio naturale del Parco con conseguenti inadempienze delle normative comunitarie foriere di ulteriori procedure di infrazione in materia ambientale sulle quali il nostro Paese detiene un record negativo.
“Il WWF non può assistere a questo scempio non giustificato da alcuna motivazione pratica visto che la strada non ha neppure funzioni di collegamento”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo. “Stiamo assistendo ad un’aggressione al territorio che ci riporta alle battaglie storiche del Parco d’Abruzzo contro i tentativi di costruzione di strade e villette in un’area prossima a questa, quella della Cicerana”.
“L’area di Prati d’Angro è di grande importanza per l’orso bruno marsicano, frequentata anche da femmine con prole, ricca di siti di rifugio e alimentazione”, conclude Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia. “E riveste un’importanza anche per la presenza di specie nidificanti ornitiche inserite nella Direttiva Uccelli. Come WWF siamo pronti ad affiancare tutti gli Enti che intendono effettivamente opporsi a questo scempio, a partire dall’Ente Parco al quale chiediamo di intervenire immediatamente, vista la violazione delle sue stesse prescrizioni, e subito dopo di rivedere l’autorizzazione rilasciata”.

6.7.16

Più controlli per preservare la bellezza!

 


Il WWF condivide la preoccupazione manifestata dall’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” in merito alla pressione antropica che, in determinate aree del parco, se non correttamente gestita, può risultare eccessiva.
La forte presenza turistica che si sta registrando in questi primi fine-settimana d‘estate, da un lato, è la prova migliore dell’importanza di istituire aree naturali protette anche lungo la costa, dall’altro, deve responsabilizzare tutti affinché non finisca per danneggiare il patrimonio naturale, a partire dalla pineta storica.
Proprio nei fine-settimana la massiccia concentrazione di persone può determinare problemi all’ambiente naturale: in particolare l’abbandono di rifiuti e i bivacchi sotto la pineta stanno aumentando in maniera preoccupante e la poca consapevolezza dei fruitori “mordi e fuggi” rischia di prevalere e minare l’essenza stessa dell’area protetta. È necessario assicurare il rispetto delle ordinanze e dei regolamenti per il decoro degli spazi pubblici, ma soprattutto è indispensabile garantire il rispetto degli spazi naturali e degli habitat che hanno portato all’istituzione dell’area protetta.
Occorrono controlli stringenti per far comprendere ai fruitori dell’area come ci si deve comportare e anche per sanzionare comportamenti sbagliati che finiscono per danneggiare i beni che appartengono a tutti.
Da questo punto di vista è molto importante la collaborazione di associazioni di volontariato che possono svolgere un ruolo deterrente ed informativo importante, ma non è sufficiente. È fondamentale che le Forze dell’ordine intensifichino i controlli anche per quanto riguarda l’area a mare. E il sistema di videosorveglianza a mare presentato recentemente sarà di supporto all’azione delle Forze dell’ordine che devono essere rapide nell’intervenire.
Il WWF Teramo chiede un sempre maggiore impegno alla Guardia costiera, al Corpo Forestale dello Stato e alle Polizie municipali: in particolare è fondamentale un presidio costante nella zona B dell’Area Marina Protetta. Per il WWF non è poi pensabile di risolvere i problemi di bivacco in pineta con l’idea, espressa nel nuovo Piano Demaniale Marittimo Comunale, di tappezzare la pineta storica di panche e trasformarla in un ristorante!
“Il turismo è una delle grandi risorse delle aree naturali protette”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, “ma in aree particolarmente delicate, se non viene gestito, rischia di trasformarsi in problema. Questo è un tema che tutte le aree protette importanti si trovano ad affrontare e la soluzione è stata individuata in regole certe e chiare e in una capillare azione educativa alla quale deve però accompagnarsi anche un efficace sistema sanzionatorio dei comportamenti più gravi. La pineta costiera costituisce un elemento caratterizzante l’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” ed è da sempre motivo di orgoglio per gli abitanti di Pineto: la sua giusta valorizzazione passa necessariamente attraverso la sua tutela”. 

Il Panda sfila alla Coppa Interamnia

Ieri sera alla tradizionale sfilata inaugurale della Coppa Interamnia c'era anche un ospite d'eccezione: il Panda del WWF che proprio ieri ha festeggiato i suoi primi 50 anni in Italia!




















4.7.16

Dal panda alla lotta al nucleare, cinquant'anni di Wwf in Italia

Domani il WWF Italia compie 50 anni. L'Associazione del Panda, infatti, nacque in Italia il 5 luglio del 1966.
Oggi su Repubblica è uscito una pagina che celebra mezzo secolo dalla parte della Natura!
 
 

Il Panda alla Coppa Interamnia!

Quest’anno anche il WWF prenderà parte alla Coppa Interamnia, il grande torneo internazionale di pallamano, giunto alla 44° edizione e che si svolgerà a Teramo dal 5 all’11 luglio 2016.
L’Associazione del Panda sarà presente alla Coppa con l’allestimento di una mostra sui 50 anni del WWF in Italia con poster, pubblicazioni, foto e tanto altro materiale presso la sala espositiva di Torre Bruciata in via Antica Cattedrale a Teramo che per l’occasione si trasformerà in una vera e propria CasaPanda!
Tutti i giorni, dal 5 all’11 luglio, dalle ore 21 alle ore 24 sarà possibile visitare gratuitamente la mostra per celebrare mezzo secolo dalla parte della Natura e conoscere le battaglie e l’impegno del WWF dal 1966, anno della sua nascita in Italia, ad oggi.
Il WWF parteciperà anche alla sfilata inaugurale della Coppa con una simpatica sorpresa!
Vi aspettiamo!

1.7.16

Commissione UE autorizza l'uso del glifosato per 18 mesi

 
Dopo l’impasse politico la Commissione Europea ha autorizza ieri, nell’ultimo giorno utile, l’uso di glifosato nei campi e nei giardini. La proroga vale per 1 anno e mezzo e non per i 15 anni che normalmente vengono concessi ai prodotti fitosanitari.
La Coalizione #StopGlifosato avverte: “L’esecutivo europeo non si illuda che questo slittamento faccia abbassare la guardia ai cittadini”.
"I tempi di eliminazione del glifosato dai nostri campi e dalle nostre tavole sono significativamente ridotti rispetto alla ‘norma’ solo grazie alla fortissima mobilitazione dei cittadini. Ma non basta”, afferma Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione #StopGlifosato, che riunisce ben 46 associazioni e organizzazioni della società civile. “La Coalizione chiedeva e continua a chiedere con chiarezza un divieto immediato all’uso del glifosato, in applicazione del principio di precauzione che è uno dei temi fondanti dell’Unione. Il glifosato è stato catalogato come probabile cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo Iarc di Lione. È inoltre nella lista delle sostanze che attaccano il sistema endocrino, minacciando la sfera sessuale e riproduttiva. Ora si stabilisce un periodo di proroga decisamente più breve per aspettare il parere dell' Echa, l’Agenzia europea sulle sostanze chimiche: in altre parole si chiedono altri pareri scientifici prima di procedere alla decisione definitiva”.
Ma a non prendere la decisione di vietare decisamente a partire da ieri l’uso dell’erbicida sono stati, oltre all’organismo europeo, anche i governi. “Gli Stati membri – si legge in un comunicato della stessa Commissione - non sono stati disposti ad assumersi la responsabilità di una decisione e non sono riusciti a raggiungere una maggioranza qualificata né nella riunione del comitato permanente del 6 giugno né in quella di appello del 24 giugno”. “Si tratta di un ulteriore segnale preoccupante, che parla di una debolezza dei nostri Governi ad assumere su di sé la responsabilità della salute umana e dell’ambiente”, afferma Mammuccini. “Se questa proroga ridotta fosse il tentativo di dilazione per far abbassare la guardia all’opinione pubblica, l’Unione europea e i governi sappiano che non è una strada saggia. I cittadini non abbasseranno l’attenzione e la Coalizione non ridurrà il suo impegno. Veglieremo affinché questo periodo venga effettivamente utilizzato per avere adeguati pareri scientifici e non come manovra dilatoria per far calare la tensione politica intorno a un tema essenziale per la salute degli agricoltori e di tutti i cittadini. Se c’è qualcosa che l’Unione Europea può imparare dai risultati della Brexit è proprio questa: occorre porre più attenzione alle richieste che vengono dalla pubblica opinione, e smettere di rispondere alle sollecitazioni delle multinazionali come Monsanto", conclude la portavoce della Coalizione.

Ancora turbosoffianti nell'AMP Torre di Cerrano

Il divieto di pesca per le turbosoffianti è nuovamente violato nell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
Alcune imbarcazioni ieri mattina hanno gettato la draga sui fondali protetti in barba ai divieti e alle denunce degli scorsi anni. L'azione di ieri mattina non è isolata: nei giorni scorsi altre situazioni simili sono segnalate da semplici cittadini. Che siano singoli operatori o gruppi organizzati, ciò dimostra che qualcuno ancora non ha il dovuto rispetto per l'area protetta e per la legalità.
Inoltre, stante la devastazione condotta nel resto del mare al di fuori nel piccolo tratto protetto, fa sempre più gola il serbatoio di biodiversità che è diventato il parco marino.
Tali azioni si spera non rimangano impunite, visto che il Consorzio di Gestione dell'AMP sta attivando un sistema di videosorveglianza che faciliterà il compito degli organi di controllo.