5x1000/

30.8.08

Calendario venatorio 2008/09: per il WWF pericolosi passi indietro nella tutela dell'Orso

Per il WWF il calendario venatorio della Regione Abruzzo 2008/09, predisposto dal neo assessore Fabbiani, rappresenta un passo indietro rispetto a quanto si era fatto negli ultimi anni.
Innanzitutto la vergognosa preapertura per la domenica 7 settembre che, oltre che per le altre specie del passato, quest’anno viene estesa al colombaccio che quindi si potrà cacciare anche nei boschi delle zone montane altrimenti tranquilli in questa giornata. Poi la proroga alla caccia alla beccaccia al 25 di gennaio quando la legge prevede la chiusura al 31 dicembre e l’apertura al 21 settembre della caccia alla lepre che l’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica prescrive da metà ottobre.
Ma è nel settore della caccia ai cinghiali che si registra la situazione peggiore, soprattutto per quanto riguarda l’incidenza che questa attività ha sull’orso.
Come è noto le battute di caccia al cinghiale sono estremamente problematiche per gli orsi che vengono fortemente disturbati dai cani utilizzati in questa modalità di caccia: non solo, vi sono stati in passato anche episodi di orsi uccisi per sbaglio durante battute di questo tipo al cinghiale svolte all’imbrunire.
Proprio per questo, tutti gli organismi scientifici richiedono il divieto di caccia al cinghiale con la battuta nelle zone dove è presente l’orso. In questo senso si è pronunciato anche il PATOM, il Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano, organismo tecnico che riunisce tutte le Aree protette, le Regioni, le Province, le Università e tanti altri enti ed organismi che agiscono nell’areale dell’orso, oltre al Ministero dell’Ambiente ed il Corpo Forestale dello Stato.
Ad oggi, invece, non è stata ancora firmato il Protocollo d’intesa tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e la Provincia di L’Aquila per vietare la pratica della battuta nella Zona di Protezione Esterna del Parco che dovrebbe rendere operativo tale divieto.
Il WWF chiede che si giunga al più presto ad una definizione della situazione sulla base di quanto stabilito dal PATOM e dallo stesso Comitato sulla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo che all’inizio di agosto si è pronunciato sul calendario venatorio: in particolare nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo deve essere assolutamente vietata la braccata durante la caccia al cinghiale, o proibendo la caccia o adottando le metodologie cautelative indicate dal PATOM.
“Se si vuole tutelare realmente l’orso”, dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo, “non è accettabile adottare una politica da gambero: 1 passo avanti e 2 indietro! Tutti sanno il rischio che si corre a consentire la caccia al cinghiale in battuta nei territorio dove è presente l’orso: la Regione, la Provincia di L’Aquila ed il Parco sono tutti rappresentati all’interno di quegli organismi scientifici che, ad iniziare dal PATOM, sostengono la necessità di vietare tale attività di caccia per non danneggiare la popolazione di orso rimasta. Sono tre anni che in Abruzzo si sta lavorando per adottare modalità di caccia al cinghiale che non determinino problemi all’orso, almeno nelle zone in cui è accertata la presenza di questa specie. Tornare ora indietro e peggiorare quello che è stato fatto fino ad oggi, è un azzardo che una Regione che negli ultimi due anni ha perso ben 7 orsi delle poche decine rimaste non può assolutamente permettersi”.

28.8.08

Incontro a Mosciano Sant'Angelo

Domani, venerdì 29 agosto alle ore 20 si svolgerà a Mosciano Sant'Angelo presso la Festa per l'unità della sinistra, un incontro su tematiche ambientali dal titolo "Ambiente e legalità", organizzato dal Coordinamento Emergenza Ambiente Abruzzo che riunisce oltre 70 tra associazioni, organismi e comitati impegnati nella salvaguardia dell'ambiente e della natura abruzzese.
All'incontro, moderato da Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo, prenderanno parte:
- Fabrizia Arduini, Cooordinamento Costa teatina;
- Loredana Di Paola, Associazione Marelibero;
- Tommaso Navarra, Avvocato.

Acqua dai Pozzi del Vomano

Nelle scorse settimane il WWF è intervenuto sulla situazione di criticità relativa alla distribuzione di acqua nel territorio della Val Pescara e della costa ricordando i dati relativi alla enorme disponibilità pro-capite e stigmatizzando il ricorso all’uso dei Pozzi 2 e 5 Vomano 1 di Scerni di Pineto, già chiusi per inquinamento da nitrati e da solventi classificati quali probabili cancerogeni (tetracloroetilene).
Il WWF, dati della stessa ACA alla mano, ha fatto semplici calcoli sulla disponibilità idrica pro-capite, ancora prima della riapertura dei pozzi di Pineto.
Il Presidente dell’ACA ha più volte dichiarato che l’ACA immette in rete 3.111 litri al secondo (in un caso ha dichiarato 3.200 l/s), prima dell’apertura dei pozzi Vomano, che hanno aggiunto ulteriori 70 litri al secondo. Dal sito dell’ACA si può leggere che la popolazione servita in estate è di circa 650.000 persone. Moltiplicando i litri al secondo prima dell’apertura dei pozzi per i secondi che compongono un giorno e dividendo per il numero di persone servite, si giunge alla mostruosa cifra di 414 litri disponibili al giorno per ogni persona (la media dei consumi giornalieri pro-capite in Italia è di 220 litri mentre in nord-Europa oscilla tra 130 e 160 litri al giorno pro-capite).
Disponibilità idriche immense (sottratte alle sorgenti ed ai fiumi) vengono dilapidate senza sapere neanche bene come: è veramente incomprensibile, con questi dati e ad oltre un anno dalla crisi drammatica del 2007, il ripetersi di disservizi in tantissimi comuni.
In tale contesto non si capisce come possano esserci i presupposti per un utilizzo straordinario dei Pozzi Vomano, già chiusi nel passato per inquinamento da sostanze estremamente pericolose, le cui acque richiedono, quindi, un trattamento di filtraggio e potabilizzazione estremamente costoso (il Sindaco di Silvi ha parlato di 500.000 euro) che, peraltro, non riesce ad abbattere completamente l’inquinamento, ma semplicemente a riportarlo entro i limiti di legge fissati per la potabilità.
L’Istituto Superiore di Sanità in una sua nota del 10 aprile 2008 aveva chiarito come il quadro di inquinamento dei pozzi configurasse “una situazione di rischio per la salute umana anche per la non prevedibile contaminazione delle acque sotterranee in seguito al rilascio delle sostanze di che trattasi e alla “delicatezza” dei sistemi di trattamento adottati”.
La ASL di Teramo nella sua nota del 31 marzo 2008 prescriveva, tra l’altro, un piano di comunicazione adeguato ed il coinvolgimento dei portatori di interesse che sono stati entrambi disattesi. Sull’uso dei pozzi del Vomano il WWF è intenzionato ad andare avanti anche su quanto è accaduto negli anni passati: i cittadini, infatti, hanno il diritto di bere acqua sicura dal rubinetto affidandosi a un sistema di gestione efficace, trasparente e partecipato, senza dover ricorrere all’acqua imbottigliata la cui produzione e commercializzazione comportano costi ambientali elevatissimi.

26.8.08

Fuoco nell'Oasi dei Calanchi

Dalla notte del 21 agosto fino al mattino seguente un grave incendio ha colpito un’importante superficie dell’Oasi WWF - Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri.
Alcune decine di ettari di rara vegetazione che vive in questi Calanchi è già andata persa per le fiamme che sono divampate verso le tre del mattino.
Purtroppo le aree interessate dall’incendio sono così impervie da impedire un’opera di spegnimento dal basso e solo l’impiego di elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Regione Abruzzo sono riusciti a limitare i danni.
Il danno ambientale è ingente: sono stati persi una trentina di ettari di preziosa vegetazione calanchiva, adattata alle estreme condizioni ambientali di queste strane formazioni geologiche che costituiscono un paesaggio unico in Italia per la vastità dei fenomeni erosivi che portano alla formazione di spettacolari lame di terra. La particolare vegetazione che riesce a crescere nei calanchi è molto rara e rientra tra gli habitat tutelati dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Nella classificazione scientifica dell’Unione Europea sono denominati “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) – siti importanti per le orchidee” e “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea”.
Entrambi tipi vegetazionali costituiti da piante adattate a vivere su suoli estremamente poveri e ricchi di sale, per cui ricordano la vegetazione delle aree costiere.
Il WWF vuole ringraziare le forze impegnate nelle opere di spegnimento, ma deve stigmatizzare il fatto che paghiamo anche la situazione di continua precarietà in cui versano le aree protette regionali da alcuni anni per i tagli di fondi indispensabili per assicurare le normali attività gestionali e la continua incertezza nelle assegnazioni.

25.8.08

Movimento Anti SUV


A Bellante si discute di ambiente!

Dal 24 al 31 agosto, il Comune di Bellante ha organizzato la “Festa dell’ambiente e dell’agricoltura”.
Sono previsti incontri pubblici su tematiche ambientali, stand, attività di educazione ambientale, mostre fotografiche, estemporanee di pittura e spettacoli.
Tra le varie iniziative vi segnaliamo:
- Lunedì 25 agosto alle ore 19, dibattito sulla gestione dell’acqua al quale parteciperà Augusto De Sanctis, Referente Acqua WWF Abruzzo;
- Martedì 26 agosto alle ore 19, dibattito su fonti energetiche al quale parteciperà Claudio Calisti, Responsabile Provinciale WWF Teramo;
- Mercoledì 27 agosto alle ore 19, dibattito sul ciclo dei rifiuti al quale parteciperà Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo;
- Giovedì 28 agosto alle ore 19, dibattito su educazione ambientale al quale parteciperà Umberto Di Loreto, WWF Teramo e Vice Presidente Coop. Pachamama.
Tutti gli incontri si svolgeranno in Piazza Mazzini a Bellante (TE).

Incontro a Pineto

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle ore 10.30 a Pineto presso la “Pinetina Catucci” (ingresso nord Via Piemonte), si svolgerà la Tavola rotonda “Per una soluzione condivisa a tutela del Mare d’Abruzzo”.
Tra i relatori: Luciano Monticelli – Sindaco Città di Pineto, Marco Verticelli – Assessore Regione Abruzzo, Domenico Di Giacomo – Assessore Comune di Montesilvano, Carla Giansante – Istituto Zooprofilattico di Teramo, Dante Caserta – Presidente WWF Abruzzo, Angelo Di Matteo – Presidente Legambiente Abruzzo, Alessio Di Carlo – Presidente Abruzzo Liberale.
È prevista la partecipazione del Ministro per l’attuazione del programma di Governo, On. Gianfranco Rotondi.
Gli interventi saranno moderati da Andrea Bernaudo – Presidente “Comitato Via Liguria”.

Recinti salvacolture (e salva orso)

Gli orsi golosi di galline, che stavano provocando disagi agli agricoltori di alcuni centri dell’Appennino abruzzese, come Scanno, hanno dovuto rinunciare al banchetto davanti ai recinti elettrificati donati dal WWF e messi in opera in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Si tratta di 35 recinti, del valore di 40.000 euro, donati dal WWF e dall’Oasi delle Gole del Sagittario, grazie ai quali si potranno prevenire danni e gravosi esborsi d’indennizzo. Una misura semplice e di relativo costo che per il momento, in Abruzzo, è servita a risolvere il problema orsa Gemma che negli ultimi tempi era arrivata a cercare le galline fin dentro i centri abitati.
Visto il successo abruzzese, il WWF - in collaborazione con il CFS - sta allargando all’area laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il territorio interessato da queste efficace iniziativa di prevenzione dei danni da fauna selvatica, intervenendo prontamente nell’area di Campoli Appennino (Frosinone), per tutelare le attività di agricoltori e allevatori e quindi l’orso bruno marsicano. Un’attività promossa nell’ambito di un programma condiviso con la Direzione protezione Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Si prevede di intervenire nelle aree più critiche dove gli orsi possono facilmente arrecare danni alle attività zootecniche, con una azione prevalentemente portata avanti nelle zone esterne ai confini amministrativi del Parco anche per supportare l’Ente, già da tempo impegnato con simili iniziative all’interno del suo territorio di competenza.
“Se si vuole salvare l’orso, che è la chiave di volta dello sviluppo economico legato al turismo nell’Appennino centrale - commenta Massimiliano Rocco, Coordinatore del Programma Orso per l’Appennino - bisogna ragionare in termini di azione concreta. La recinzione elettrificata ne è un esempio e serve a dimostrare quanto sia fasullo il dilemma orso-uomo. Orso e uomo convivono bene se il territorio è gestito bene. E per far questo deve esserci un’alleanza tra le parti coinvolte, vale a dire istituzioni locali e nazionali, soggetti che hanno sottoscritto il Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), comunità locali e associazioni. Anche i Comuni devono fare la loro parte, per esempio non possono più consentire attività zootecniche mal gestite o il pascolo non controllato nel cuore di aree naturalisticamente integre: sarebbe come servire un banchetto per questi predatori”.
I risultati ottenuti in Abruzzo fanno ben sperare in interventi su più ampia scala che vedano la partecipazione a progetti mirati anche dei competenti Assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente delle regioni e province interessate dal fenomeno: come in Abruzzo anche nel Lazio e nel Molise è necessaria un’attività capillare di sviluppo di un programma di prevenzione e collaborazione con gli operatori delle attività zootecniche tradizionali che possa favorire la convivenza tra uomo e orso.

11.8.08

Riserva naturale del Borsacchio in pericolo

Il WWF nei giorni scorsi ha presentato un esposto per segnalare una serie di interventi all’interno del perimetro della Riserva Naturale del Borsacchio istituita nel 2005 nel territorio dei Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova.
In un dettagliato dossier, il WWF ha in particolare segnalato:
- i lavori di recupero della “casetta verde” con conseguente apertura di strada di cantiere proprio al centro della riserva;
- il continuo allargamento delle aree adibite a campeggio anche con l’installazione di bungalow fissi in muratura;
- l’apertura di una strada e di un sottopasso di servizio ad un campeggio;
- la realizzazione di alcuni nuovi edifici a servizi di strutture recettive;
- la piantumazione di 50 palme, piante non autoctone;
- l’utilizzo di mezzi fuoristrada e di moto da cross fin sulla spiaggia.
Il WWF ha chiesto alla Procura di Teramo ed agli organi di polizia, oltre agli Enti locali competenti, di verificare se gli interventi segnalati siano stati correttamente autorizzati, tenuto conto che la legge istitutiva della Riserva stabilisce il divieto di alterare le caratteristiche naturali dell’area, aprire nuove strade, costruire nuovi edifici, esercitare qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento per le specie animali, per le uova e per i piccoli nati, danneggiare le specie vegetali spontanee, nonché introdurre specie non autoctone, esercitare sport con mezzi meccanici quali moto e fuoristrada (art. 69, comma 19 della Legge regionale n. 6/2005 “Istituzione della Riserva Naturale Regionale Guidata "Borsacchio" nel Comune di Roseto degli Abruzzi (Te) e Giulianova (Te), e successive modifiche ed integrazioni).
I divieti previsti dalla legge sono tutti già operativi e tutti sono obbligati a rispettarli, mentre sembra quasi che la Riserva non sia mai stata istituita e che il suo perimetro sia esclusivamente sulla carta.
Del resto sono anni che si attende l’approvazione del Piano di assetto naturalistico e la costituzione del Comitato di gestione della riserva, strumenti fondamentali per garantire la tutela e la promozione di questa area protetta costiera.
Proprio per sopperire a questo ritardo, il WWF ed il Comitato di cittadini per la Riserva naturale del Borsacchio hanno recentemente richiesto alla Regione Abruzzo di sostituirsi ai Comuni di Roseto e Giulianova e di procedere all’affidamento della Riserva alla Provincia di Teramo così da poter garantire il rispetto dei tempi previsti dalla normativa, ampiamente scaduti, per la predisposizione del Piano di assetto naturalistico e per la costituzione del Comitato di gestione della Riserva.
Il WWF non vuole certo che tutto all’interno del perimetro della Riserva si blocchi: è ovvio che, trovandoci in un territorio fortemente antropizzato e caratterizzato da attività turistiche, la gestione della Riserva dovrà garantire la possibilità di continuare a portare avanti queste attività.
Quello che però non è accettabile è che tutto avvenga senza controllo come se questo tratto di costa rimasto libero possa essere terra di nessuno, dove ognuno può permettersi di fare ciò che vuole.
È proprio per questo che l’approvazione del Piano di assetto naturalistico della Riserva è essenziale: come è accaduto per le altre riserve regionali abruzzesi, questo strumento, infatti, delimiterà il territorio della riserva in aree a diversa vocazione identificando le zone dove sarà possibile intervenire e quelle dove invece si dovrà lasciare la natura intatta.
Il WWF chiede alla magistratura ed agli organi competenti di procedere ad un’attenta verifica di quanto segnalato e, nel frattempo, si auspica che la Riserva del Borsacchio si trasformi al più presto da area protetta sulla carta ad area naturale realmente protetta.

Un decalogo per le spiagge italiane

La campagna WWF per la tutela delle spiegge italiane si trova a questo indirizzo: http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=2871.

9.8.08

Una pista ciclabile per recuperare il Tordino

Durante la manifestazione “Ambiente in festa!”, organizzata lo scorso finesettimana dal Centro di Educazione Ambientale di Giulianova e dal WWF, si è svolta una passeggiata lungo le sponde del Tordino che è stata l’occasione per ribadire la volontà di realizzare una pista ciclabile dalla foce del fiume verso l’interno.
Attualmente, lungo un tratto del fiume è già presente una stradina in terra battuta che consente di avvicinarsi al corso d’acqua risalendolo a piedi o in bicicletta. Si tratterebbe di fare dei piccoli e rispettosi interventi di recupero e cercare il prolungamento della stradina esistente verso Teramo ed anche oltre.
“Realizzare una pista ciclabile ed escursionistica lungo il fiume rappresenterebbe un modo per valorizzare il Tordino, migliorando l’offerta turistica dei comuni della sua vallata”, dichiara Gabriella Cassiani, responsabile del CEA di Giulianova. “Sicuramente il Tordino presenta molteplici problemi ambientali: erosione, inquinamento, scarichi fuori controllo, taglio della vegetazione, abbandono di rifiuti, eccessive captazioni, a volte anche illegali. Nonostante tutto questo, però, presenta ancora degli aspetti naturalistici di pregio ed offre dei punti di ristoro per l’avifauna. Durante la passeggiata organizzata la scorsa settimana abbiamo potuto osservare aironi cenererini, garzette, cardellini e gruccioni, mentre alla foce erano presenti esemplari di voltapietre e tre specie di gabbiano (comune, reale e corallino). Si tratta di un’area che anche dal punto di vista dell’educazione ambientale offre moltissime occasioni come ha dimostrato il progetto “Riscoprire il fiume” realizzato dal nostro CEA in collaborazione con alunni ed insegnanti delle quinte elementari del Secondo Circolo Didattico di Giulianova”.
CEA e WWF sono poi convinti che la realizzazione di una pista ciclabile/escursionistica sarebbe un modo per assicurare un maggior controllo del territorio.
Per Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo, “la presenza di escursionisti e ciclisti, vere e proprie sentinelle ambientali, scoraggerebbe sicuramente coloro che inquinano e danneggiano il fiume e che oggi, invece, possono agire quasi indisturbati. L’avvio della discussione sul Piano d’area della Val Tordino da parte della Provincia di Teramo rappresenta un’ottima occasione per portare avanti questa proposta di cui si parla da anni, ma che fino ad oggi non si è concretizzata. Certamente la valorizzazione del Tordino non potrà però fare a meno di un suo recupero dal punto di vista ambientale, eliminando le fonti di inquinamento ed i detrattori ambientali presenti”.

Abruzzo chiama Parà

Nell’ambito del programma nazionale “100 città per 100 progetti per il Brasile”, si è costituito in Abruzzo un Tavolo di lavoro formato da Enti ed Associazioni per l’avvio di progetti di cooperazione con varie realtà brasiliane.
A partire dal giugno 2006 si è così lavorato, in stretto contatto con i referenti del programma nazionale, per dare vita ad un progetto di cooperazione decentrata. Il Tavolo di lavoro regionale non ha inteso seguire modalità di lavoro per tematismi, ma ha deciso di affrontare il tema della cooperazione attraverso la ricerca di un progetto integrato territoriale che veda i diversi temi affrontati in maniera coerente nell’ambito di un territorio omogeneo e ben definito.
Il Tavolo si è formalizzato attraverso un Accordo di Programma che, aperto ad ogni ulteriore adesione, è stato inizialmente sottoscritto dalla Regione Abruzzo, dall’Azienda Regionale per l’Edilizia e il Territorio d’Abruzzo, dalle Aziende Territoriali Edilizia Residenziale di Chieti, Lanciano e L’Aquila, dall’Associazione Mediterracqua e dalla Sezione regionale Abruzzo del WWF Italia.
Il tavolo regionale ha individuato nello Stato amazzonico del Parà, la realtà brasiliana con cui operare, attraverso la sottoscrizione di un accordo quadro di cooperazione tra Regione Abruzzo e Stato del Parà.
Tale scelta è stata dettata dalla volontà di intervenire su un territorio che, per quanto possibile (viste le enormi differenze tra i due ambiti), rappresenti un’unità geografica con caratteristiche simili a quelle abruzzesi (aree rurali, città di 50.000-150.000 abitanti, prossimità ad aree naturalisticamente rilevanti).
La caratteristica principale del progetto di cooperazione del Tavolo abruzzese si può riassumere in una parola: “integrazione”. Non volendo disperdere le forze delle organizzazione su diversi progetti specialistici, si è preferito puntare a condividere con i partner brasiliani le priorità su cui agire per poi realizzare un progetto integrato e coerente, in cui ogni realtà interviene secondo le proprie specificità, creando sinergie e contaminazioni reciproche.
Le attività condotte, infatti, dovrebbero essere occasione di sviluppo, non solo delle relazioni internazionali da parte dei singoli aderenti, ma anche momento di crescita attraverso lo scambio di esperienze tra organismi dello stesso Paese.
Come Tavolo Abruzzese sono state individuati questi campi di azione:
a) ecoturismo ed educazione ambientale;
b) gestione della biodiversità e delle aree protette;
c) gestione dei problemi di riqualificazione urbana, anche a scala di singolo quartiere per il corretto utilizzo delle risorse (energia, acqua);
d) miglioramento ed efficientazione della qualità degli edifici e delle aree pubbliche (piazze, percorsi ecc.);
e) piani urbanistici.
Ulteriori settori per ipotesi di collaborazione sono stati individuati nella gestione sostenibile dei rifiuti e nella risoluzione di problematiche sociali legate all’infanzia ed alla adolescenza.
Varie le forme di cooperazione possibili, dallo scambio di esperienze professionali alla realizzazione di interventi materiali ed immateriali, alla formazione, ecc..
Su queste ipotesi di lavoro sono stati avviati i contatti con le realtà dello Stato del Parà che hanno trovato un primo momento di confronto con la partecipazione di un delegato del Tavolo Abruzzese al Primo incontro sulla Cooperazione Italia – Stato del Parà, svoltosi il 25 e 26 gennaio 2007 a Belèm, nel corso del quale, alla presenza del Governatore dello Stato, Ana Julia Carepa, sono state presentate tutte le iniziative di cooperazione attualmente in atto nello Stato del Parà da parte di Enti, Organizzazioni Non Governative o altre realtà italiane.
Durante l’incontro è stata illustrata la proposta di lavoro elaborato dal Tavolo abruzzese che ha suscitato un grande interesse.
Dai contatti avuti con i competenti uffici locali che si occupano di cooperazione, è stato anche possibile individuare come area di interesse dove sviluppare le iniziative il comprensorio del Carajás. Si tratta di un territorio che interessa 9 municipi (Água Azul do Norte, Canaã dos Carajás, Curionópolis, Eldorado dos Carajás, Ourilândia do Norte, Parauapebas, Sapucaia, Tucumã, Xinguara), per un totale di oltre 350.000 abitanti: l’area, da un lato, presenta straordinarie valenze naturalistiche racchiuse in un complesso sistema di aree naturali protette, dall’altro, ospita una miniera a cielo aperto di enormi dimensioni (la seconda al mondo) che rende problematica la pianificazione di interventi di conservazione e di sviluppo di attività ecoturistiche.
Si è anche svolta una riunione con una serie di realtà locali (municipi, ONG, associazioni, ecc.) interessate a cooperare con l’Abruzzo.
Nel corso della missione si sono gettate le basi per la stipula del Protocollo di Intesa tra lo Stato del Parà e la Regione Abruzzo, individuato come “contenitore” nel quale sviluppare le attività di cooperazione.
Occasione per la firma del Protocollo è stata la visita ufficiale compiuta da una delegazione di sindaci ed assessori di alcuni comuni dello Stato del Parà con a capo il Dirigente nazionale della Cooperazione Internazionale dello Stato, Nazaré Imbiriba, che nei primi giorni di marzo 2008 ha effettuato una visita in Abruzzo.
Tra i luoghi visitati anche l’Oasi WWF del Lago di Penne dove la delegazione ha avuto modo di conoscere la realtà delle aree protette italiane, ed abruzzesi in particolare, attraverso una serie di incontri con rappresentanti delle Istituzioni locali, del WWF, delle riserve naturali regionali e di Federparchi.
Nel corso della vista è stato possibile precisare ulteriormente i rispettivi interessi delle due parti così da consentire al Tavolo regionale di presentare un primo progetto al bando per il finanziamento dei progetti di cooperazione per il 2008 predisposto dalla Regione Abruzzo.
Il progetto, che prevede interventi sulla sostenibilità ambientale nell’edilizia privata, è stato parzialmente finanziato dalla Regione Abruzzo e diventerà a breve operativo, dando così l’avvio concreto alla cooperazione tra l’Abruzzo e uno degli Stati brasiliani che ospitano il polmone verde del mondo.
Nelle foto, immagini dall'alto delle attività minerarie nell'area amazzonica del Carajas.

1.8.08

Al via "Ambiente in festa!"

Domani, sabato 2 agosto, prende il via la manifestazione “Ambiente in festa!” a Giulianova Lido presso il Nautico (A.N.M.I.) lungomare Spalato n. 2.
La manifestazione, organizzata dal Centro di Educazione Ambientale di Giulianova e dalla Sezione provinciale di Teramo del WWF, gode del patrocinio del Comune di Giulianova, della Provincia di Teramo e di AGENA, l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente della provincia di Teramo, oltre alla collaborazione della Coop. Citygas.

Il programma di domani prevede dalle ore 17, giochi ed attività di educazione ambientale per bambine/i.
Prosegue poi alle 18, con una tavola rotonda: “Le aree protette della costa teramana: le volontà locali in rete” che affronterà il tema delle riserve e dei parchi costieri e marini della nostra provincia che si avviano a costituire una vera e propria rete per la conservazione e la promozione di questi tratti di costa ancora integri.
Alle ore 21 è poi prevista la proiezione del film “I Simpson”, mentre la prima giornata della manifestazione si concluderà con un concerto della Rockjuice band dalle ore 22:30.

Per il giorno successivo, domenica 3 agosto, alle ore 9 è prevista una passeggiata alla foce del Tordino per conoscere la bellezza ed i problemi di questo fiume ricompreso nella Riserva naturale regionale del Borsacchio.
Alle 17 riprenderanno i giochi e le attività di educazione ambientale per bambine/i, mentre alle 18:30 è prevista la biciclettata “Giuliaciclo!” lungo le vie della città.
Alle ore 21:30 gran chiusura con lo spettacolo teatrale dialettale “Nù guàje nìre” a cura dell’Associazione culturale “Il Carrozzone”.

Durante tutta la durata della manifestazione saranno aperti stand informativi su le principali tematiche ambientali.

Aree naturali protette

Quinta puntata della nostra mostra sulle aree naturali protette. Le precedenti puntate sono state "postate" il 5 aprile, il 19 aprile, il 16 maggio ed il 31 maggio.