18.10.17

Vuoi continuare a bere l'acqua del Gran Sasso?

 
Vuoi continuare a bere l'acqua del Gran Sasso?
Immaginiamo di sì, allora dobbiamo darci da fare.
Come Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso abbiamo lanciato la Manifestazione per l'acqua trasparente che si svolgerà a Teramo il prossimo sabato 11 novembre.
Vogliamo una manifestazione grande, bella, pacifica, colorata e partecipata. E allora abbiamo bisogno di persone per decidere contenuti e per organizzarla.
Sabato 21 ottobre alle ore 15.30 ci vediamo a Teramo presso il Centro di Documentazione Ambientale "La Gramigna" per una riunione organizzativa.
Non mancare!

PS: per piacere, fai girare questo invito, le cose da fare saranno veramente tante e ci sarà bisogno del lavoro di tutti!

16.10.17

In centinaia in Abruzzo alla scoperta della natura in città

Urban Nature ad Avezzano
Si è svolta domenica 15 in tutta Italia la prima edizione di Urban Nature, iniziativa nazionale del WWF in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, l’Associazione Nazionale Musei Scientifici e il progetto CSMON-LIFE, dedicata alla natura in città. Un grande evento, unico nel suo genere, per invitare a esplorare, conoscere e ricostruire la biodiversità negli ambienti antropizzati. L’iniziativa ha avuto ovunque un successo ben superiore alle aspettative. In Abruzzo in particolare si sono svolti cinque eventi in altrettante città, tutti organizzati dalle strutture locali WWF con importanti collaborazioni. L’evento più originale è stato una “Caccia al tesoro virtuale”, un evento di citizen science con la ricerca di 10 specie comuni e rare attraverso un’App gratuita sviluppata nell’ambito del progetto europeo CSMON-LIFE (capofila l’Università di Trieste). L’obiettivo era di raccogliere dati e di divulgare a fine evento una mappa nazionale della biodiversità in città rilevata direttamente dai cittadini. Ebbene il successo è stato travolgente: in un’ora – il tempo previsto per la caccia – i terminali dell’Università di Trieste sono stati inondati da oltre duemila segnalazioni. Un risultato significativo che non ha precedenti in Europa e al quale l’Abruzzo ha dato il suo contributo con le squadre che hanno partecipato con entusiasmo alle caccie che il WWF ha organizzato a Chieti e a Lanciano.
Qui di seguito un bilancio sintetico della giornata, suddiviso per città, elencate in ordine alfabetico.
AVEZZANO. Il WWF Abruzzo Montano, favorito da una splendida giornata di sole, ha coinvolto tantissime famiglie nel Parco della Resistenza. Ragazzi e adulti hanno ammirato e applaudito l’attività dimostrativa dei Carabinieri Forestali con i due splendidi cani dei nuclei cinofili addestrati alla ricerca di esche avvelenate. Una attività importante e preziosa soprattutto nei Parchi nazionali e regionali per impedire che quelle crudeli insidie, confezionate da ignoti delinquenti, possano uccidere fauna selvatica e animali domestici. Gruppi di bambini entusiasti hanno inoltre partecipato all’attività del laboratorio di AMBeCO’ imprimendo foglie di varie essenze su medaglie di creta e incidendo i loro nomi a ricordo della giornata. Insieme a esperti dell’Oasi WWF Gole del Sagittario e della Cooperativa Daphne i giovani partecipanti hanno riprodotto radici e chiome degli Alberi incollando pezzi di corda su cartoncini. Con il laboratorio didattico-educativo della Riserva Naturale Orientata del Monte Velino sono andati invece alla scoperta della natura indovinando gli odori delle spezie dei boschi e partecipato all’ascolto della fantastica storia della fabbrica del miele e delle sue preziose e insostituibili api.
CHIETI. La Villa comunale è stato il luogo dell’evento regionale, organizzato dal WWF Chieti-Pescara. Oltre alla “Caccia al tesoro virtuale”, coordinata dall’attivista Denis Del Villano, che ha entusiasmato i componenti delle 4 squadre che hanno partecipato, ci sono state tantissime attività a cominciare da una apprezzatissima visita guidata alla scoperta dei piccoli e grandi segreti del giardino cittadino. Ai giovani e ai giovanissimi sono state dedicate attività di vario genere presso i banchetti e punti informativi allestiti da WWF e Museo universitario: scoprire effetti ottici, disegnare la natura, comporre immagini con le foglie, riconoscere gli animali attraverso le loro tracce, conoscere la natura toccando oggetti “misteriosi” raggiungibili con le mani ma non con la vista… C’è stato insomma da divertirsi per tutti. L’Oasi WWF del Lago di Penne ha invece promosso le visite presso quella interessante e preziosa riserva naturale. La Societas Herpetologica Italica ha spiegato l’importanza della tutela della fauna autoctona e il rischio per la biodiversità rappresentato dalla fauna aliena incautamente liberata in ambienti naturali. Il Servizio CITES dei Carabinieri-Forestali che si occupa del controllo sul commercio e sulla detenzione della fauna protetta a tutela della biodiversità, ha mostrato pelli, uova, animali impagliati, manufatti… tutto materiale sequestrato a trafficanti e contrabbandieri. Esperti naturalisti hanno inoltre risposto a ogni genere di domanda da parte dei “curiosi di natura” che, è stato evidente, sono veramente tanti. L’associazione locale del WWF infatti con le attività svolte ha contattato in poche ore un gran numero di cittadini, molti dei quali hanno esplicitamente chiesto di ripetere in futuro le visite guidate e i giochi nel segno della natura.
 
I premiati della caccia al tesoro a Chieti
LANCIANO. Nel Parco Diocleziano si sono confrontate 7 squadre per una caccia al tesoro giocata sino all'ultimo scampolo di natura urbana. Dopo aver scaricato l’applicazione sui cellulari che in tempo reale metteva in contatto con esperti universitari, i giovanissimi concorrenti accompagnati dai genitori hanno setacciato il parco per trovare elementi faunistici e botanici. Il sole e il piacere di conoscere un parco cittadino poco noto sono stati ingredienti fondamentali per una giornata entusiasmante, conclusasi con una passeggiata naturalistica guidata alla scoperta dei segreti e delle meraviglie della natura presenti nel Parco. L’organizzazione è stata curata dal WWF Zona Frentana e Costa Teatina.
PESCARA. Ottimo successo per le visite guidate al Centro Recupero Animali Selvatici dei Carabinieri Forestali in viale Riviera, condotte da personale dell’Arma e da Guardie volontarie del WWF Chieti-Pescara. L’afflusso è stato limitato dalla chiusura al traffico del viale per una corsa podistica, che ha costretto a raggiungere il Centro a piedi ma i numeri sono stati egualmente significativi, a dimostrazione di una “voglia di natura” che pervade migliaia di cittadini.
 
Urban Nature a Teramo
TERAMO. Dopo l'anteprima di giovedì scorso dedicata alle scuole, il WWF Teramo ha organizzato Urban Nature alla Villa Comunale, storico parco cittadino nato nei primi anni del XIX secolo come Orto Botanico di cui resta testimonianza per la presenza di alcune piante provenienti da altri continenti. Due visite, guidate da naturalisti, hanno permesso di conoscere meglio le caratteristiche di questo polmone verde, ma anche di verificare alcune situazioni problematiche legate ad atti di vandalismo e presenza di piante infestanti che richiedono un intervento da parte dell'Amministrazione Comunale. L'interesse suscitato ha suggerito al WWF Teramo di tornare a organizzare nuove visite guidate della Villa anche nei prossimi mesi, facendole diventare un appuntamento fisso per cittadini e turisti.
 

14.10.17

Acquifero del Gran Sasso d’Italia: passano i mesi e i problemi aumentano. Sabato 11 novembre manifestazione a Teramo!


Questa mattina si è svolta a Teramo, presso il Centro di Documentazione Ambientale “La Gramigna”, una conferenza stampa dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso costituito da WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.
I rappresentanti dell’Osservatorio hanno ribadito la forte preoccupazione in merito alla gestione dell’acquifero del Gran Sasso: quanto è accaduto in quest’ultima settimana è la dimostrazione di come ci si trovi davanti ad una situazione fuori controllo.
È assurdo che si venga a conoscenza del trasporto di materiale radioattivo verso i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso attraverso lo scoop di una testata giornalistica on-line e che a seguito di questa notizia emergano informazioni frammentarie e contraddittorie.
Come Osservatorio non siamo interessati a partecipare a questo “balletto” di mezze notizie e mezze smentite, né siamo interessati a calcolare il grado di pericolosità dei quantitativi di materiale in gioco. Se, come sappiamo da anni e come Regione, Strada dei Parchi, Ruzzo Reti e INFN hanno ammesso nel corso degli incontri organizzati dall’Osservatorio il 20 maggio e il 17 giugno a Teramo, esiste una situazione di interferenza tra l’acquifero e le gallerie autostradali e i Laboratori, è impensabile continuare ad aumentare il carico di materiale pericoloso o anche solo potenzialmente pericoloso fatto transitare, stoccato e utilizzato sotto il Gran Sasso. Si deve agire per ridurre il rischio e non per aumentarlo, adottando tutte le misure necessarie. Come abbiamo più volte ribadito sono gli altri usi del Gran Sasso che devono adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa!
È impensabile che la Regione, che gestisce un tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso e che ha promosso un protocollo sulla trasparenza e sulla gestione degli interventi sotto la montagna, dichiari di non essere stata messa a conoscenza di attività nei Laboratori che riguardano materiale radioattivo. Non è pensabile che i soggetti chiamati a garantire la sicurezza e la corretta informazione della cittadinanza non siano a conoscenza di tali situazioni. E se invece queste informazioni sono state effettivamente comunicate alla Regione è grave che non si sia fatto nulla e che si sia atteso che la notizia venisse fatta circolare dalle associazioni di volontariato, prima di prendere una posizione.
Non è accettabile che, dal grave episodio dell’8 maggio (quando fu interrotta la distribuzione di acqua a metà della provincia di Teramo) ad oggi, l’unico passo avanti compiuto in termini di messa in sicurezza sia stata la redazione di un Protocollo che alla prima prova reale ha mostrato di non essere efficace. Come Osservatorio abbiamo giudicato positivamente la firma del Protocollo – ritenendo incredibile che si sia dovuto attendere l’ennesimo incidente prima di predisporlo – ma ci chiediamo quale sia la sua utilità se non riesce a risolvere neppure una situazione come quella che si è dovuto affrontare in questi giorni.
Trascorsi 6 mesi, la situazione è ancora la stessa. Secondo la relazione finale del Commissario Balducci (che l’Osservatorio ha potuto acquisire dall’INFN con un accesso agli atti), i lavori effettuati, costati oltre 80 milioni di euro, hanno riguardato solo una minima parte delle problematiche riscontrate nella sicurezza del Gran Sasso. Basti pensare che sono stati impermeabilizzati solo 1,2 Km di galleria contro circa 20 km esistenti e che nella stessa relazione si legge che le verifiche sull’efficacia degli interventi effettuati è stata possibile solo in parte a causa delle difficoltà di svolgerle per la complessità delle condizioni.
Non si ha notizia di cosa si stia effettivamente facendo per procedere versa una messa in sicurezza definitiva dell’acquifero. Non si sa se si intende seguire la strada indicata da Balducci nella sua relazione finale dove erano riportati gli ulteriori interventi da svolgere o se si vuole seguire un’altra strada come è stato ipotizzato dalla Regione in varie occasioni.
La mancanza di informazione e partecipazione in tutta questa vicenda è mortificante per i cittadini, ma anche per gli stessi Enti che si sono rifiutati, a partire dalla Regione, di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione di Associazioni che sono riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione.
Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie sui social media e sui giornali è un atto dovuto, non è una concessione!
Alla luce di quanto sopra l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, continuando il percorso avviato a maggio, intende chiamare i cittadini, a partire dai consiglieri comunali di tutti i Comuni teramani e non solo, ad una presa di posizione netta che faccia capire a chi sta compiendo le scelte sul nostro territorio che non intendiamo essere semplici spettatori di quanto sta avvenendo.
Per questo chiederemo ai Sindaci, a partire dall’incontro organizzato dalla Regione mercoledì prossimo a Isola del Gran Sasso, di farsi carico di questa vicenda direttamente coinvolgendo i consigli comunali in una discussione aperta e adottando delle delibere in difesa dell’acquifero del Gran Sasso, così come fu fatto all’epoca della battaglia contro il terzo traforo.
Per questo chiederemo ai cittadini di far sentire la propria voce anche direttamente in una grande manifestazione da organizzarsi sabato 11 novembre a Teramo per l’acqua trasparente! Trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire un bene così prezioso.

13.10.17

Venite a scoprire la natura della Villa Comunale a Teramo!


Domenica 15 ottobre il WWF celebra in tutta Italia la biodiversità delle nostre città!
Si svolgerà infatti la prima edizione di Urban Nature, l’iniziativa nazionale del WWF dedicata alla natura in città: un grande evento, unico nel suo genere, per esplorare, conoscere e “ri-costruire” (dove è assente o poco curata) il patrimonio naturalistico presente nei centri urbani.
Il WWF Teramo ha aderito all’iniziativa e, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha organizzato due visite guidate gratuite della Villa Comunale alle ore 10 e alle ore 11.
“Abbiamo scelto la Villa Comunale” dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, “perché rappresenta il cuore verde della città. È sicuramente il parco cittadino più amato dai teramani, ma è anche un luogo importante per la biodiversità. Conserva infatti essenze vegetali importanti, oltre a testimonianze della storia cittadina. È un luogo che merita di essere conosciuto e tutelato. Purtroppo sono frequenti gli atti di vandalismo e di incuria verso questo piccolo gioiello di biodiversità e attraverso questa manifestazione come WWF vogliamo invitare la città e i suoi amministratori all’impegno per una maggiore cura e valorizzazione di questo parco”.

La Villa Comunale di Teramo.
Dedicata a Stefano Bandini, giovane teramano operatore della protezione civile scomparso nel 2005, medaglia d’oro al valore civile, la Villa Comunale è nata come Orto Botanico Sperimentale Agrario alla fine degli Anni Venti del XIX secolo su iniziativa della Società Economica di Teramo con un’estensione maggiore di quella odierna. Lo scopo principale era quello di coltivare specie vegetali utili in agricoltura e per i rimboschimenti. A metà del 1800 l’orto arrivò ad ospitare circa 1.000 specie. Proprio per questo ancora oggi vi si trovano diverse specie di piante provenienti anche da altri continenti. Tra il 1882 e il 1884 l’orto fu completamente ristrutturato per adibirlo a parco cittadino. Fu così realizzato il lago posto al centro della Villa, alimentato con le acque provenienti dalla captazione della sottocorrente del Torrente Vezzola. Nel corso degli anni la superficie della Villa è stata ridotta, in particolare per la realizzazione degli edifici scolastici. Del nucleo della Villa fa parte anche un bel edificio che, nato come sede della Società Economica, ospita oggi la Pinacoteca Civica. Diversi anche i monumenti che ricordano persone illustre di Teramo: da Giannina Milli ad Aurelio Saliceti, da Mario Capuani ad Alberto Pepe, fino a due giovani oppositori politici morti nelle carceri fasciste, Romolo Di Giovannantonio e Berardo Di Antonio. E nella Villa hanno trovato posto anche i famosi “Due di coppe” un tempo posti all’ingresso di Corso San Giorgio.

12.10.17

Caos acqua!

 
La situazione che si sta vivendo in merito alla gestione dell’acquifero del Gran Sasso è oltre ogni immaginazione:
  • La notizia su trasporti di materiale radioattivo verso i Laboratori del Gran Sasso viene fatta uscire da una testata giornalistica e dalle Associazioni di volontariato.
  • La versione dei Laboratori per cui si sarebbe trattato di un test senza trasporto di materiale radioattivo viene comunicato al telefono dal Direttore dei Laboratori ad un rappresentante dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso.
  • La Regione che gestisce un tavolo tecnico sulla questione e ha promosso un protocollo sulla trasparenza e sulla gestione degli interventi nel Gran Sasso dichiara di non essere stata messa a conoscenza di attività nei Laboratori che riguardano materiale radioattivo.
  • Gli Enti locali e le altre Istituzioni si interessano alla vicenda a intermittenza. Se ne occupano nel momento delle emergenze, ma dopo tornano a “dormire”.
Come si può pensare di gestire in questo modo uno dei più importanti acquiferi del centro Italia?
Leggiamo che la Regione ora chiede la sospensione dell’esperimento con il materiale radioattivo nei Laboratori. Bene, ma non sufficiente. C’è una confusione enorme e sembra che ognuno possa continuare a fare ciò che vuole, dimenticando che si sta parlando della salute di metà della popolazione abruzzese.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso lo sta ripetendo da tempo: va cambiato radicalmente il modo di agire, altrimenti si continueranno a ripetere gli errori commessi fino ad oggi.
 
Sabato 15 ottobre, alle ore 11, l’Osservatorio ha organizzato una conferenza stampa a Teramo presso la sede del WWF Teramo in via De Vincentiis n. 1 per fare il punto sulla situazione e annunciare le prossime iniziative.
 
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è costituito da: WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura Laga, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.

9.10.17

Trasporti di materiale radioattivo nel Gran Sasso?

 
Oggi il giornale online PrimaDaNoi ha lanciato la notizia di un trasporto di materiale radioattivo verso i Laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso.
Come Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso siamo immediatamente intervenuti con un comunicato stampa.
Successivamente siamo riusciti a parlare al telefono con il Direttore dei Laboratori che ha fornito una sua versione dei fatti e quindi abbiamo fatto un aggiornamento.
La ricostruzione del Direttore a noi solleva dei dubbi (sia sulla tempistica/modalità, sia sulla sostanza) e la vicenda dovrà essere sicuramente approfondita.
Di seguito, trovate il comunicato e il successivo aggiornamento.

Materiale radioattivo verso i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso?
Se confermato suonerebbe come una provocazione
Se dovesse essere confermata la notizia riportata dalla testata online “Primadanoi” in merito ad un trasporto di materiale radioattivo proveniente dalla Francia verso i Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ci troviamo di fronte ad un’azione inspiegabile che suona quasi come una provocazione.
Secondo la testata, che cita fonti della Prefettura de L’Aquila, un carico limitato con una sorgente radioattiva dovrebbe arrivare già domani, quale test per spedizioni maggiori nel prossimo anno.
Evidentemente la responsabile predisposizione al dialogo è stata male interpretata da chi ricopre responsabilità politiche e pubbliche sulle vicende che attengono all’acquifero del Gran Sasso d’Italia.
Anche grazie alle iniziative promosse dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è emersa la necessità di dotarsi di un protocollo per la gestione degli interventi sotto il Gran Sasso quale passaggio imprescindibile in attesa di soluzioni definitive per la messa in sicurezza delle due fonti potenzialmente inquinanti come i Laboratori e le gallerie autostradali.
Solo poche settimane fa è stata annunciata la sottoscrizione di questo Protocollo, ma alla luce di queste notizie sorgono alcune domande.
Gli Enti coinvolti sono a conoscenza di esperimenti con materiale radioattivo?
Il Protocollo recentemente presentato è un codice comportamentale che si sorregge sull'applicazione responsabile dei contraenti. Ma è già operativo? E come si è affrontata tale circostanza?
Se dalla relazione finale della “gestione commissariale Balducci” si evince che i lavori di impermeabilizzazione non sono stati ultimati, perché si permette il transito e l’utilizzo di questi materiali?
Che fine hanno fatto le rassicurazioni pubbliche da parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare circa la volontà di abbandonare gli esperimenti potenzialmente pericolosi?
Come Osservatorio abbiamo chiesto da subito di essere ammessi come uditori al Tavolo tecnico sull’acquifero del Gran Sasso istituito dalla Regione. Una richiesta assolutamente legittima a cui è stato opposto un fermo diniego. Le notizie di queste ore rendono ancora più incomprensibile tale atteggiamento da parte del Governo regionale. Dopo quello che è successo negli anni all’acqua del Gran Sasso i cittadini avrebbero diritto di essere informati e di essere coinvolti nei processi decisionali.
 
AGGIORNAMENTO.
L'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso ha provveduto a contattare il Direttore dei Laboratori di Fisica Nucleare, dott. Stefano Ragazzi, per chiedere informazioni in merito alla notizia del trasporto di materiale radioattivo.
Il Direttore ha affermato che si tratterebbe di una simulazione senza nessuno materiale a bordo finalizzato a fare una prova in caso di effettivo trasporto di materiale radioattivo nei Laboratori.
A questo punto va fatta assolutamente chiarezza.
Cosa si sta facendo? Un'esercitazione? E allora perché non si è provveduto ad informare la cittadinanza come si è fatto in passato in simili circostanze?
Una cosa è certa: non fornire in maniera preventiva informazioni certe alla cittadinanza crea problemi e insicurezza. Perché si continua a non voler fornire informazioni nei tempi e nei modi giusti?
Inoltre l'Osservatorio ricorda che non dovrebbero essere fatte simulazioni per portare materiale radioattivo dentro i Laboratori, ma per portare via dai Laboratori i materiali pericolosi attualmente presenti.

8.10.17

Vittime della caccia!

La notizia del cacciatore ucciso accidentalmente in provincia di Cosenza da un collega, riporta nuovamente l’attenzione sul gran numero di incidenti che costellano ogni anno la stagione venatoria. Al di là delle singole tragedie (il giovane colpito al volto nelle campagne cosentine lascia nella disperazione la moglie incinta di cinque mesi di un bambino che non conoscerà mai suo padre), il problema per la pubblica incolumità rappresentato dalla caccia è di notevole impatto e purtroppo spesso incoscientemente sottovalutato.
L’Abruzzo quest’anno, con una scelta di civiltà, ha impedito, unica regione italiana, la caccia nel mese di settembre. Non è ancora sufficiente perché non sono state poste ulteriori limitazioni, in particolare in un periodo siccitoso come quello che stiamo vivendo e dopo un’estate tormentata dagli incendi, e soprattutto perché sono state comunque autorizzate battute di caccia al cinghiale mascherandole come “caccia di selezione” in periodi e luoghi non adatti a questo tipo di attività. Ma è comunque almeno qualcosa.
Alla luce di quanto accaduto durante quel mese, il WWF dà dunque atto al presidente D’Alfonso, all’assessore Pepe, alla Giunta e al Consiglio regionale di aver fatto la scelta giusta, anche e soprattutto per la pubblica incolumità.
Secondo i dati raccolti dall’Associazione vittime della caccia (AVC), relativi appunto ai disastri provocati dai fucili in tutto il resto d’Italia nel mese di settembre, sono state infatti 14 le persone colpite dai proiettili, 5 delle quali morte, mentre tra i feriti c’è anche una bambina. Scendendo in dettaglio in meno di un mese (la stagione è iniziata il 17 settembre ma ci sono state preaperture in diverse regioni) l’AVC segnala tra i cacciatori 5 morti e 7 feriti, cui vanno aggiunti 2 feriti non cacciatori, colpiti accidentalmente. Tra questi la bambina di cui si diceva, raggiunta dai proiettili nel giardino di casa.
Quest’ultimo problema (la caccia in prossimità di aree abitate) è presente anche in Abruzzo. I cittadini lo segnalano frequentemente al WWF – ad esempio dalle contrade Cese di Avezzano e Collalto di Pianella -, anche per la cosiddetta caccia di selezione, che dovrebbe essere svolta sotto rigido controllo delle autorità, cosa che non sempre avviene a causa delle difficoltà nella fase di riorganizzazione dei Carabinieri-Forestali e delle Polizie provinciali.
Dal computo delle vittime sono ovviamente esclusi gli animali non cacciabili che vengono uccisi in gran numero a dispetto di divieti, anche in questo caso per carenze nei controlli.
L’Abruzzo quest’anno ha limitato i danni. L’auspicio è che nelle prossime stagioni possa fare qualcosa di più ricordando sempre che la fauna è patrimonio di tutti e non bersaglio di una minoranza armata.

7.10.17

Domenica 15 ottobre: vieni a scoprire la natura nelle città abruzzesi


Manca una settimana alla prima edizione di Urban Nature, l’iniziativa nazionale del WWF Italia, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, l’Associazione Nazionale Musei Scientifici e il progetto CSMON-LIFE, dedicata alla natura in città. Un grande evento, unico nel suo genere, per invitare a esplorare, conoscere e “ri-costruire” (dove è assente o poco curata) la biodiversità delle città.
Conoscere la natura presente a pochi metri da noi. Generare un nuovo modo di pensare gli spazi urbani dando più valore alla natura. Promuovere azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità. Sono questi alcuni degli obiettivi di Urban Nature che domenica 15 ottobre animerà tante città italiane.
L’invito a partecipare è rivolto a famiglie, bambini, giovani, studenti universitari, appassionati di natura, turisti e tante comunità locali già attive da anni sul territorio in azioni concrete di difesa della natura: il contatto con il verde urbano è spesso l’unica occasione per vivere la natura nel quotidiano, per conoscere la biodiversità e per comprendere gli aspetti peculiari dei servizi della natura che rendono sostenibili i nostri spazi urbani. Il numero di persone che vive in città è in continuo aumento: nel 2009 la quota della popolazione mondiale residente nelle aree urbane ha superato il 50% e le previsioni indicano che entro il 2050 le città ospiteranno oltre il 70% della popolazione complessiva. Anche l’Italia non fa eccezione: la maggior parte dei suoi oltre 60 milioni di abitanti vive nelle (o intorno alle) grandi città. Secondo i più recenti dati Istat (2016) il verde urbano rappresenta solo il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia. Ogni abitante ha a disposizione, in media, 31 metri quadrati di verde urbano, ma in 19 città (per 2,2 milioni di cittadini) non raggiunge la soglia dei 9 metri quadrati obbligatori per legge. Eppure un ambiente urbano in “buona salute” è capace di “regalare” bellezza, benessere, protezione, aria e acqua pulite e perfino cibo.

In Abruzzo i volontari del WWF hanno organizzato eventi nelle principali città.
A Chieti ci sarà l’evento regionale: dalle 9.30 appuntamento alla Villa Comunale con una “Caccia al tesoro virtuale”, un evento di citizen science con la ricerca di 10 specie comuni e rare attraverso un’App gratuita sviluppata nell’ambito del progetto europeo CSMON-LIFE (capofila l’Università di Trieste) che permetterà di divulgare a fine evento una mappa nazionale della biodiversità in città rilevata direttamente dai cittadini. Saranno anche possibili visite guidate al verde urbano e saranno presenti banchetti e punti informativi del WWF, del Museo universitario, dell’Oasi WWF del Lago di Penne, della Societas Herpetologica Italica e del Servizio CITES dei Carabinieri-Forestali, per illustrare le attività che tutti questi organismi svolgono a tutela della biodiversità.
Anche Lanciano sarà animata da un “Caccia al tesoro virtuale” nel Parco del Diocleziano con appuntamento dalle ore 9.30. Eppoi una lezione sull’avifauna presente in città con presentazione di casette-nido e mangiatoie per le specie urbane.
A Pescara, dalle 10.30 alle 13, apertura straordinaria del Centro Recupero Animali Selvatici del Reperto Biodiversità dei Carabinieri-Forestali in viale della Riviera. Sarà possibile visitare gratuitamente il Centro e grazie ai Carabinieri-Forestali, volontari e Guardie giurate del WWF saranno illustrate le caratteristiche della biodiversità della nostra regione.
A Teramo dalle ore 9.30 sono state organizzate visite guidate gratuite della Villa Comunale cittadine in Piazza Garibaldi. Si tratta del parco cittadino più amato dai teramani, nato come orto botanico, che conserva specie arboree straordinarie. Un vero e proprio museo a cielo aperto che consente di conoscere specie locali, ma anche provenienti da altre parti del mondo.
Ad Avezzano in Piazza Torlonia dalle ore 10.30 “Perlustrazione nel verde urbano” , visite guidate e passeggiate alla scoperta delle specie nascoste, organizzate insieme alla Cooperativa Daphne e all’Oasi WWF Riserva regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi. Dalle ore 11 ci sarà anche un laboratorio per bambini dagli 8 ai 12 anni “Tra foglie e fogli: un percorso tra piante, semi ed erbari a stampa“ con la partecipazione di Ambecò. Presenti i Carabinieri-Forestali della Riserva Naturale Orientata del Monte Velino con pannelli e foto della loro struttura didattico-museale e con unità cinofile.
“Negli spazi cittadini la natura si nasconde ovunque, non solo nei parchi urbani, ma anche nelle piazze, nei giardini delle scuole, sui ruderi o sui tetti delle stazioni, nei giardini condivisi fino al balcone di casa”, ricorda Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “La fauna degli spazi urbani è ricchissima: dai rondoni, grandi mangiatori di insetti, ai falchi come il gheppio o il falco pellegrino, e poi volpi, scoiattoli, ricci, pipistrelli, farfalle e coccinelle. Un vero e proprio caleidoscopio di animali cittadini che beneficiano di spazi verdi o di piccoli anfratti nascosti. E poi la vegetazione: alberi e arbusti, persino alberi monumentali, che rigenerano ogni giorno l’aria che respiriamo. L’Abruzzo, così ricco di natura ancora selvaggia sulle nostre montagne, non fa eccezione: anche nelle nostre città si sono conservate porzioni di biodiversità che dobbiamo assolutamente difendere e valorizzato".

4.10.17

Venite a scoprire la natura in città!

 
Le città sono considerate da tutti ambienti con poca natura.
In realtà anche la città è un ecosistema ed esiste una biodiversità urbana che si regola con meccanismi analoghi a quelli che si innescano in altri tipi di ecosistemi. Dal punto di vista ecologico la città rappresenta uno tra gli ambienti più dinamici e le sue continue modificazioni costituiscono una delle caratteristiche più peculiari.
Gli ecosistemi urbani presentano una serie di fattori che facilitano la presenza di popolazioni animali. Tra questi i più importanti sono le condizioni climatiche, relativamente migliori rispetto alle aree extraurbane, in quanto caratterizzate da una temperatura più elevata oltre che da minore ventosità e umidità.
Nel caos delle nostre città, poi, gli animali si sentono tranquilli perché mancano i maggiori predatori, la caccia è vietata, la gente, indaffarata per le proprie attività, non si accorge di loro, lasciandoli in pace.
C’è poi l’abbondanza di cibo (basti pensare ai rifiuti di ogni genere).
E infine c’è la somiglianza tra l’ambiente urbano e quello di provenienza di molti animali selvatici: un rudere e un monumento sono simili, malgrado tutto, alle pareti rocciose in cui vivono da sempre certi animali e piante; allo stesso modo, per un gufo o uno scoiattolo, non esistono molte differenze tra un bel bosco antico e un parco cittadino ricco di alberi secolari e cespugli.
Gli ambienti urbani, per descrivere meglio la fauna che in essa vive, possono essere suddivisi in quattro grandi settori: i monumenti, i tetti, i parchi e i fiumi.
Venite a scoprire tutto questo e molto altro ancora domenica 15 ottobre a Urban Nature! A Teramo ci ritroveremo alla Villa Comunale per due visite guidate gratuite. Non mancate!

Natura a scuola: domani i programmi di educazione ambientale del WWF

 
Domani, giovedì 5 ottobre, alle ore 16 presso il Centro di Documentazione Ambientale del WWF in via De Vincentiis n. 1 a Teramo, saranno presentati i programmi di educazione ambientale del WWF in provincia di Teramo.
L’Associazione pone da sempre grande attenzione al mondo della scuola, ritenendolo un grande alleato per la tutela dell’ambiente.
L’educazione ambientale è uno dei settori su cui il WWF locale è maggiormente impegnato e per questo nella nostra provincia gestisce due Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo, il CEA dell’Oasi dei Calanchi di Atri e il CEA “Monti della Laga” nel Parco Gran Sasso-Laga a Cortino, oltre a un Centro di documentazione ambientale a Teramo.
All’incontro sono stati invitati gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Gli educatori WWF illustreranno i programmi di educazione ambientale dell’Associazione nelle sue strutture di Atri, Cortino e Teramo oltre allo speciale progetto “Salvafratino” dedicato alla specie simbolo della nostra costa con una specifica attività presso la “Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare” ad Alba Adriatica.
Sarà anche presentato il nuovo kit didattico del WWF Italia per l’anno scolastico 2017/18, “Custodi della natura!” che consente a un’intera classe di diventare “Panda Club” ricevendo materiale per svolgere un percorso di educazione ambientale per tutto l’anno: obiettivo di questo progetto educativo è far conoscere la natura in città, proteggerla e farla crescere anche nei piccoli spazi (balconi, giardini condivisi, ecc.), “rileggere” le città come ecosistemi aperti e sostenibili, suggerire comportamenti virtuosi e promuovere la citizen science e la citizen conservation.

28.9.17

Discarica Santa Lucia di Atri: continua la mobilitazione contro il terzo ampliamento

Il giorno 27 settembre nei locali della Sezione di Italia Nostra ad Atri, un cospicuo numero di rappresentanti di associazioni e movimenti, singoli cittadini ed esponenti politici si sono riuniti per fare il punto sull’attuale gestione e sulle paventate prospettive di ampliamento della discarica “Santa Lucia”.
Il Consorzio Piomba-Fino, infatti, continua a ribadire l’intenzione di procedere con la realizzazione di un terzo lotto di discarica da 360.000 tonnellate.
Tutti i partecipanti, oltre a confermare l’assoluta contrarietà alla proposta di abnorme ampliamento della discarica, hanno deciso di avviare una campagna di sensibilizzare della cittadinanza sulle problematiche legate a questa vicenda, nonché di richiedere ai Sindaci del Consorzio di prendere una posizione chiara ed efficace in merito.
È noto che la discarica, pur essendo gestita da un Consorzio formato dai Comuni del comprensorio Piomba-Fino, non raccoglie esclusivamente i rifiuti di questi Comuni, ma viene utilizzata per ricevere i rifiuti provenienti da altre province e regioni.
Da un lato si chiede, giustamente, ai cittadini di fare una corretta raccolta differenziata, dall’altra, però, alla fine del ciclo dei rifiuti si è creata una discarica che raccoglie lo scarto proveniente da altri territori.
E si deve tenere presente che il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, di prossima adozione da parte della Giunta regionale, prevede l’ampliamento della discarica “Santa Lucia” per 360.000 tonnellate, recependo così la vecchia pianificazione provinciale fatta più di 10 anni fa. Dopo l’adozione della Giunta, il Piano andrà in discussione in Consiglio regionale e tutte le Amministrazioni Comunali contrarie dovranno far sentire la propria voce al fine di arrivare ad una modifica di questo strumento di pianificazione. Infatti, se il Piano dovesse confermare la previsione dell’ampliamento sarà molto difficile evitare che ad Atri arrivi questa terza discarica alle porte di un’area protetta regionale come l’Oasi WWF dei Calanchi di Atri.
È quindi il momento per avere dagli amministratori locali un impegno concreto!
Per questo, nel corso della riunione del 27 settembre, è stato creato un gruppo di lavoro per la definizione delle iniziative da intraprendere per portare alla luce i problemi legati all’ampliamento, ma anche a quelli già esistenti per la vecchia discarica, evidenziati in una serie di note che l’ARTA e la Regione Abruzzo hanno inviato alla locale Sezione di Italia Nostra.

27.9.17

A caccia nel SIC di Atri. Chi li ha autorizzati?

L'area interessata dalla battuta al cinghiale
Nella giornata del 19 settembre un gruppo di cacciatori ha effettuato una battuta di caccia all’interno del Sito di Interesse Comunitario “Calanchi di Atri” in violazione a quanto previsto dal Regolamento regionale “Organizzazione delle attività di controllo delle popolazioni di cinghiale” (delibera della Giunta regionale n. 224 del 28 aprile 2017 e relativo Allegato A).
Nel Regolamento, infatti, l’attività di caccia finalizzata al “presunto” controllo del cinghiale è comunque vietata sia nelle aree protette che nei Siti Natura2000 tra i quali rientra anche il SIC “Calanchi di Atri”.
I cacciatori, oltre ad essere entrati senza autorizzazione, hanno abbattuto, come peraltro evidenziato dagli stessi in un articolo di stampa uscito il 25 settembre, diversi cinghiali.
“Il fatto è di una gravità assoluta in quanto lascia presupporre che non vi sia alcun controllo degli enti e degli uffici preposti alla vigilanza, mostrando tutte le lacune del piano di controllo”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo. “Come WWF abbiamo contestato il Regolamento fin dall’inizio perché non è certo con i cacciatori, veri responsabili dell’introduzione massiccia di cinghiali nei nostri territori, che si potrà risolvere il problema dei danni alle colture. Ma in ogni caso, anche volendo applicare questo Regolamento, c’è bisogno di controlli durante le battute di caccia. Chi ha autorizzato questi cacciatori ad andare nel SIC? Chi li controllava? Come abbiamo denunciato più volte, ormai siamo nella più completa anarchia venatoria”.
E non è solo un problema faunistico, ma anche di sicurezza per le persone.
“I residenti della zona ci hanno chiamato, lamentando comportamenti molto pericolosi”, aggiunge Adriano De Ascentiis, direttore dell’Oasi WWF e Riserva naturale regionale dei Calanchi di Atri. “Cacciatori con fuoristrada e fucili si sono intrufolati su terreni privati addirittura anche nelle ore notturne, sparando a pochi metri dalle abitazioni senza preoccuparsi di segnalare la loro attività. Cosa gravissima tenuto conto che la gittata delle carabine è di oltre 1 km e risulta essere molto pericolosa per persone, cose e animali domestici presenti nell’area. È assurdo inoltre che, mentre come area protetta ci sforziamo di fare un turismo di qualità portando turisti a conoscere il nostro territorio, dobbiamo fare attenzione a chi va a caccia senza alcuna regola in periodi dell’anno in cui peraltro l’attività venatoria sarebbe vietata!”.
Nella stessa area in cui è avvenuta la battuta di caccia, che dista peraltro poche centinaia di metri dalla Riserva dei Calanchi di Atri, due giorni dopo l’illegittima incursione armata è stata rivenuta la carcassa di un capriolo. Il capriolo, segnalato dai residenti al personale della Riserva, è stato preso in carico dagli uomini del Comando Stazione dei Carabinieri-Forestali di Atri. Si è ora in attesa del risultato degli esami in corso presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo per chiarire la causa della morte.
In ogni caso, al di là di eventuali responsabilità dirette dell’uomo, la morte del capriolo evidenzia di per sé le carenze e le problematiche che questo tipo di attività causa alla fauna protetta nei SIC. Gli animali subiscono gravi ripercussioni dalle operazioni di caccia per il disturbo arrecato al loro naturale comportamento: spari e cani li costringono infatti a spostarsi dai luoghi di sosta e svernamento mettendo a rischio la loro sopravvivenza.
È paradossale che si istituiscano SIC e si approvino Piani di Gestione degli stessi giustamente restrittivi per molte attività e contestualmente si permetta di praticare la caccia in assoluta discordanza con quelli che dovrebbero essere i principi fondamentali di conservazione di queste aree di pregio naturalistico.

25.9.17

Con gli occhi della natura


L’Abruzzo, regione verde d’Europa: 3 parchi nazionali, un parco regionale, un'area marina protetta, più di 30 riserve naturali. Un sistema di aree protette che conserva un patrimonio di biodiversità tra i più importanti d’Europa. Una natura straordinaria, ma continuamente minacciata.
"Con gli occhi della natura" è un mini-documentario che racconta le meraviglie della natura abruzzese. 
Destinato ai social e al web è stato realizzato da Clouds Industry in collaborazione con il WWF Abruzzo. Il trailer, cui seguiranno gli 8 episodi, è già in rete sul canale youtube del WWF Italia e sul sito di Clouds Industry. 
Il documentario consentirà di scoprire un territorio ricco di calanchi e montagne, fiumi e laghi, ma anche di lupi e camosci, grifoni e fratini... e tanto altro ancora.
L’Abruzzo sta vivendo un anno veramente difficile: l’ennesimo terremoto, le pesanti nevicate dello scorso inverno fino agli incendi di questa estate. Vere e proprie emergenze ambientali i cui effetti negativi sono stati enormemente accresciuti da comportamenti criminali o scriteriati da parte dell’uomo. Ci sono state vittime e si è messo a rischio un patrimonio naturalistico tra i più importanti del nostro continente.
Gli 8 spot che compongono il mini-documentario vogliono essere un omaggio a questa straordinaria terra, ma anche un grido di allarme per ribadire l’importanza della conservazione della natura e della corretta gestione del territorio, unica strada oggi percorribile per sperare in un futuro migliore per l’ambiente e per l’umanità.

23.9.17

Prepariamoci: arriva Urban Nature!


Generare un modo di pensare gli spazi urbani dando più valore alla natura. Promuovere azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità. Sono questi alcuni degli obiettivi di "Urban Nature", l’iniziativa su tutto il territorio nazionale dedicata dal WWF Italia alla natura urbana, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e con CSMON-LIFE.
Si tratta di uno stimolo a esplorare, conoscere e ‘ri-costruire’ (laddove sia assente o poco curata) la biodiversità delle metropoli. Dopo la tradizionale Giornata Oasi, che accoglie gratuitamente ogni anno migliaia di visitatori nelle oltre 100 aree protette gestite dall’Associazione, e Earth Hour-Ora della Terra dedicata al cambiamento climatico, il WWF quest’anno inaugura così un nuovo appuntamento pensato per le città: l’invito è rivolto a famiglie, bambini, giovani, studenti universitari, appassionati di natura, pubblico che frequenta i parchi, turisti e le tante comunità locali già attive da anni sul territorio in azioni concrete di difesa della natura. 
Il contatto con il verde urbano è, infatti, spesso l’unica occasione per vivere la natura nel quotidiano, per conoscere la biodiversità e per comprendere gli aspetti peculiari dei servizi della natura che rendono sostenibili i nostri spazi urbani. 
Il numero di persone che vive in città è in continuo aumento: nel 2009 la quota della popolazione mondiale residente nelle aree urbane ha superato la soglia del 50% e le previsioni indicano che entro il 2050 le città ospiteranno oltre il 70% della popolazione complessiva. 
In Europa, già oggi il 70% della popolazione vive nelle aree urbane ed entro il 2020 l’Unione Europea stima che la quota di popolazione che vivrà in aree urbanizzate salirà all’80%. 
Anche l’Italia non fa eccezione: la maggior parte dei suoi oltre 60,5 milioni di abitanti abita nelle (o intorno alle) grandi città. Secondo i più recenti dati Istat (2016) il verde urbano rappresentava nel 2014 il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia. Ogni abitante ha a disposizione, in media, 31 metri quadrati di verde urbano, ma nella metà delle città italiane (per quasi 11 milioni di persone, il 60% della popolazione urbana) tale estensione è molto più contenuta (inferiore a 20 metri quadrati) e in 19 città (per 2,2 milioni di cittadini) non raggiunge la soglia dei 9 metri quadrati obbligatori per legge. 
Un ambiente urbano in ‘buona salute’ è capace di ‘regalare’ bellezza, benessere, protezione, aria e acqua pulita e perfino cibo. Per questo è stato coniato anche il termine ‘città generose’: un esempio fra tutti il proliferare di orti urbani e giardini condivisi tra comunità, a dimostrazione che le nostre città rappresentano anche una fonte di cibo e sussistenza e di spazi per la socialità, lo scambio e l’accoglienza. 
A poco meno di un mese dall’evento si prevedono già 30 iniziative in altrettante città piccole e grandi, ma il calendario è in continuo aggiornamento. 
Grazie all’impegno dei volontari e della Rete WWF sul territorio si prevede un programma ricchissimo: dalle visite guidate e passeggiate con esperti e ospiti d’eccezione alla scoperta delle specie nascoste, alle camminate che attraversano luoghi ricchi di biodiversità, dagli itinerari guidati dai ragazzi che hanno svolto con WWF percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro alle iniziative che coinvolgono i migranti. E poi corsi di disegno e fotografia naturalistici, laboratori per bambini. 
Il WWF con l’ANMS e CSMON-LIFE ha anche previsto una Caccia al tesoro ‘virtuale’ a squadre, un evento di Citizen Science con la ricerca di 10 specie comuni, specie rare e anche altri “simboli” come “animali e/o piante di pietra e nei dipinti” che fanno emergere quanto sia profondo, ancestrale e culturale il nostro rapporto con la natura. Verrà realizzata attraverso un’App gratuita sviluppata nell’ambito del progetto europeo CSMON-LIFE (con capofila l’Università di Trieste), partner dell’evento, uno strumento che permetterà di divulgare a fine evento una mappa nazionale della biodiversità in città rilevata direttamente dai cittadini. 
I vincitori delle “cacce al tesoro” organizzate nelle città italiane partecipanti riceveranno un bellissimo premio. Le iscrizioni sono gratuite e saranno aperte a breve su wwf.it.
A Roma l’evento centrale, che ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale, animerà Villa Borghese, il cuore ‘verde’ della Capitale: domenica 15 ottobre, dalle 10 fino alle 13.30 visite guidate con naturalisti, artisti e “Caccia al tesoro di biodiversità”, laboratori didattici e spettacoli dedicati a bambini e famiglie a cura del Teatro San Carlino (compagnia storica di burattini), mostre e corsi di disegno naturalistico proposti dal Progetto Ars et Natura, con la premiazione finale della squadra vincitrice della “Caccia al tesoro di biodiversità”. Grazie alla collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, l’evento si concluderà nella suggestiva terrazza del Pincio con un concerto della Fanfara dei Carabinieri. Sempre nella Capitale, oltre all’evento centrale, vi sarà un’iniziativa per conoscere la biodiversità anche in altri luoghi organizzata dal WWF Roma Metropolitana, oltre ad altri eventi organizzati da soggetti attivi nel curare la natura con i cittadini, come ad esempio Zappata Romana e Hortus Urbis che proporranno laboratori per bambini e adulti.
Sono comunque tante le città dove si stanno organizzando eventi. L’iniziativa sarà promossa all’interno di parchi Urbani, Oasi Urbane e Periurbane, Giardini e Orti condivisi, quartieri con spazi verdi diffusi etc, anche in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici con la quale il WWF ha un Protocollo di intesa decennale e che sta promuovendo presso la sua rete di circa 200 Musei l’organizzazione di iniziative dedicate a scoprire la natura in città, dentro e fuori le strutture museali.
La natura negli spazi cittadini si nasconde ovunque, non solo nei parchi urbani, ma anche nelle piazze, nei giardini di scuola, sui ruderi o sui tetti delle stazioni, nei giardini condivisi fino al balcone di casa. La fauna degli spazi urbani è ricchissima: dai rondoni, grandi mangiatori di insetti, ai falchi come il gheppio o il falco pellegrino, e poi volpi, scoiattoli, ricci, pipistrelli, farfalle e coccinelle. Un vero e proprio caleidoscopio di animali cittadini che beneficiano di spazi verdi o di piccoli anfratti nascosti. Ma la biodiversità delle città è soprattutto legata alla vegetazione presente, alberi e arbusti, persino alberi monumentali, che rigenerano ogni giorno l’aria che respiriamo.

A cena con il WWF!


Sabato 14 ottobre si terrà la tradizionale cena di autofinanziamento del WWF Teramo. 
Alle ore 20.30 ci ritroveremo presso il locale Multiplo in via Cona n. 108 a Teramo per passare un paio d’ore in compagnia, mangiare bene grazie alla nostra cuoca Adelina e contribuire ai progetti della nostra Associazione.

11.9.17

Nel 2017 quasi 1 comune abruzzese su 2 colpito dagli incendi!

 
Questa mattina a Pescara il WWF ha presentato alla Regione l’elaborazione dei dati sugli incendi 2017, dal 1° gennaio al 31 agosto.
Aree boscate in fumo con un aumento di 46 volte rispetto all’intero 2016!
Interessati in tutto 136 Comuni su 305 con rischi ambientali e per la salute dei cittadini. L’estate rovente ha favorito i roghi ma dietro ogni focolaio c’è sempre la mano dell’uomo. Serve una unica “grande opera” pubblica: mettere in sicurezza il territorio favorendo la natura.

Nell’anno che stiamo vivendo in otto mesi (dal 1 gennaio al 31 agosto) sono scoppiati in Abruzzo oltre 210 incendi. L’anno scorso in dodici mesi erano stati 89. In media 7,4 roghi al mese nel 2016, addirittura 26 nel 2017! Quest’anno, sino alla fine del mese da poco concluso, la superficie boschiva devastata dalle fiamme è stata di circa 4000 ettari. Vale a dire una superficie 46 volte più grande di quella interessata nei dodici mesi del 2016 (87 ettari - fonte ex Corpo Forestale dello Stato, dato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo). E si tratta, al momento, di stime provvisorie purtroppo destinate a essere ritoccate verso l’alto.
Una situazione tremenda che il WWF ha sintetizzato, grazie al certosino lavoro del presidente del WWF Abruzzo Montano Walter Delle Coste, con una animazione al computer. Mese dopo mese compaiono i nomi dei comuni interessati dai roghi e una simbolica fiammella va a depositarsi sulla cartina della regione che, a fine agosto, si presenta – com’è del resto accaduto nella realtà – in gran parte ricoperta dal fuoco.
"Abbiamo preso in considerazione – spiega Walter Delle Coste – soltanto gli incendi che hanno riguardato aree verdi e soltanto quelli che hanno interessato almeno un ettaro di terreno. Ebbene i risultati sono impressionanti. E certamente non basta, per spiegarli, il fatto che il 2017 sia stato sinora caratterizzato da lunghi periodi siccitosi e che l’estate che si va concludendo sia l’ennesima “più calda degli ultimi anni”. La situazione meteo può aver favorito il dilagare delle fiamme ma perché si scatenino gli incendi occorre sempre e comunque l’intervento umano: mozziconi di sigaretta lanciati a bordo strada, fuochi incautamente accessi, auto surriscaldate parcheggiate sull’erba secca… ma soprattutto il “disegno criminale” di cui ha parlato anche il Procuratore Capo di Sulmona Giuseppe Bellelli in relazione ai roghi del Morrone e quasi certamente non solo in quell’area".
I circa 4000 ettari di bosco bruciati erano parte dei 6000 ettari complessivamente devastati: sono andati infatti in fumo anche praterie e habitat di pregio di rilievo europeo. Le fiamme del resto hanno imperversato per giorni nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga (Campo Imperatore), ancora più a lungo nel Parco Nazionale della Majella (monte Morrone), hanno interessato il Parco Regionale Sirente Velino e hanno lambito il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. E l’emergenza, a dispetto del maltempo, non è tuttora conclusa, come ben si vede semplicemente seguendo le notizie di cronaca di questi giorni.
Un attacco criminoso che va contrastato sul piano giudiziario, ma anche con comportamenti e scelte politiche coerenti con l’immagine di regione verde d’Europa.
Riepiloghiamo: nel periodo 1 gennaio – 31 agosto gli incendi “verdi” sono stati oltre 210, i Comuni abruzzesi interessati dalle fiamme ben 136 (poco più del 44,5% dei 305 totali). La spesa per far fronte all’emergenza è stata calcolata intorno a 1 milione di euro. Il danno ambientale è enorme (e potrebbe essere aggravato da scelte sbagliate per il futuro), anche per le inevitabili e pesantissime ripercussioni sull’economia locale, per possibili futuri problemi idrogeologici e, soprattutto, per le conseguenze sulla salute dei residenti. Le fiamme hanno distrutto polmoni verdi generatori di ossigeno e preziosi assorbenti di gas climalteranti e hanno generato (come rilevato dall’ARTA) Monossido di carbonio (CO), Benzene, Toluene, Polveri PM10, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Inquinanti diffusi nell’aria, nel suolo, nelle acque… Senza dimenticare la biodiversità, vegetale e animale, impietosamente incenerita e i tanti animali terrorizzati e in fuga, facile bersaglio di bracconieri.
È giusto ora ringraziare quanti hanno speso energie contro le fiamme e in particolare i tanti volontari scesi in campo a tutela del proprio territorio, ma è pure fondamentale chiedere alla Regione, oggi rappresentata in conferenza stampa dal sottosegretario Mario Mazzocca, di rivedere i propri programmi di prevenzione e di attuare misure che scoraggino l’abbandono delle campagne e delle montagne; e ai Parchi di difendere le aree protette con maggiore convinzione. I cittadini, lo hanno dimostrato, vogliono e sanno essere custodi e difensori sempre e in ogni momento del proprio territorio. La politica deve aiutarli con scelte coerenti con i reali interessi della comunità. Lo abbiamo detto e scritto decine di volte e lo ribadiamo ancora: le uniche grandi opere pubbliche di cui l’Italia e l’Abruzzo hanno realmente bisogno non sono nuove cementificazioni dell’ambiente ma soltanto la messa in sicurezza del territorio cercando di rimediare ai tanti, troppi errori del passato restituendo alla natura il maltolto.  
 
Tutti i Comuni colpiti!
ABBATEGGIOPE
AIELLIAQ
ALANNOPE
ANVERSA ABRUZZIAQ
ARSITATE
ATESSACH
ATRITE
AVEZZANO AQ
BALSORANOAQ
BISENTITE
BOLOGNANOPE
BRITTOLIPE
BUSSI SUL TIRINOPE
CAGNANO AMITERNOAQ
CAMPLITE
CANISTROAQ
CAPISTRELLOAQ
CAPITIGNANOAQ
CARAMANICO TERMEPE
CARPINETO DELLA NORAPE
CARPINETO SINELLOCH
CARSOLIAQ
CARUNCHIOCH
CASACANDITELLACH
CASALBORDINOCH
CASTEL DEL MONTEAQ
CASTIGLIONE A CASAURIAPE
CASTIGLIONE MESSER MARINOCH
CASTIGLIONE MESSER RAIMONDOTE
CELANOAQ
CEPAGATTIPE
CERCHIOAQ
CERMIGNANOTE
CITTA SANT'ANGELOPE
CIVITALUPARELLACH
CIVITELLA DEL TRONTOTE
CIVITELLA ROVETOAQ
COCULLOAQ
COLLARMELEAQ
COLLEDARATE
COLLELONGOAQ
CORFINIOAQ
CORVARAPE
CRECCHIOCH
CROGNALETOTE
CUGNOLIPE
CUPELLOCH
ELICEPE
FARINDOLAPE
FRANCAVILLA AL MARECH
FRESAGRANDINARIACH
GIULIANOVATE
GUARDIAGRELECH
ISOLA DEL GRAN SASSO TE
LANCIANOCH
L'AQUILAAQ
LECCE DEI MARSIAQ
LENTELLACH
LETTOMANOPPELLOPE
LORETO APRUTINOPE
LUCO DEI MARSIAQ
MAGLIANO DE' MARSI AQ
MANOPPELLOPE
MARTINSICUROTE
MASSA D’ALBEAQ
MOLINA ATERNOAQ
MONTEODORISIOCH
MONTEREALEAQ
MONTESILVANOPE
MONTORIO AL VOMANOTE
MORINOAQ
OFENAAQ
ORICOLAAQ
ORTONACH
ORTONA DEI MARSIAQ
ORTUCCHIOAQ
PACENTROAQ
PAGLIETACH
PALMOLICH
PENNA SANT’ANDREATE
PENNADOMOCH
PENNEPE
PESCINAAQ
PESCOCOSTANZOAQ
PESCOSANSONESCOPE
PIANELLAPE
PIETRANICOPE
PINETOTE
PIZZOFERRATOCH
PIZZOLIAQ
POGGIO PICENZEAQ
POGGIOFIORITOCH
PRATOLA PELIGNAAQ
PREZZAAQ
RAIANOAQ
RAPINOCH
ROCCA DI BOTTEAQ
ROCCA PIAAQ
ROCCA SAN GIOVANNICH
ROCCARASOAQ
ROCCASCALEGNACH
ROSELLOCH
ROSETOTE
SALLEPE
SAN BENEDETTO DEI MARSIAQ
SAN BUONOCH
SAN GIOVANNI TEATINOCH
SAN SALVOCH
SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIOREPE
SAN VINCENZO VALLE ROVETOAQ
SANT'ATTOTE
SANTE MARIEAQ
SANT'OMEROTE
SCAFAPE
SCANNO AQ
SCHIAVI D'ABRUZZOCH
SCOPPITOAQ
SCURCOLA MARSICANAAQ
SECINAROAQ
SILVITE
SPOLTOREPE
SULMONAAQ
TAGLIACOZZOAQ
TERAMOTE
TIONE DEGLI ABRUZZI AQ
TOCCO DA CASURIAPE
TOLLOCH
TORINO DI SANGROCH
TORNARECCIOCH
TORNIMPARTEAQ
TORRICELLA SICURATE
TORTORETOTE
TRASACCOAQ
TURRIVALLIGNANIPE
VALLE CASTELLANATE
VASTO  CH