30.7.17

Dal nido alla Riserva del Borsacchio

Oggi è stata una giornata straordinaria per la Riserva del Borsacchio: tanti volontari, senza nessun contributo economico, contando solo sulle loro forze e sulla collaborazione tra associazioni sono riusciti a portare ad un evento oltre 600 persone.
Abbiamo liberato la tartaruga Marina: un buon auspicio per la Riserva del Borsacchio che potrà diventare un'area protetta di primo piano se il Comune di Roseto degli Abruzzi si deciderà finalmente ad affidarne la gestione alle associazioni ambientaliste che l'hanno voluta, difesa e valorizzata. 



















29.7.17

Acqua del Gran Sasso: errare è umano, perseverare è diabolico

Un momento di "Camminiamo per l'acqua" di domenica 23 luglio sul versante teramano del Gran Sasso d'Italia

Bene ha fatto il Presidente della Provincia di Teramo a chiedere la sospensione dei lavori che Strada dei Parchi si ostina a voler fare senza attendere le giuste autorizzazioni.
La mancanza di coordinamento tra quanti operano a contatto con l’acquifero del Gran Sasso e chi deve garantire la sicurezza è stata una delle ragioni degli incidenti registratisi nel corso degli anni.
Se non diventa operativo il protocollo di sicurezza, più volte annunciato dalla Regione, non vi è alcuna garanzia che non si ripeta quanto è accaduto nel maggio scorso.
Ricordiamo che durante l’incontro “La situazione del Gran Sasso”, organizzato dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso sabato 17 giugno a Teramo, il vicepresidente regionale, Giovanni Lolli, aveva annunciato, fra le altre, due iniziative:
un nuovo protocollo operativo per la gestione delle comunicazioni in caso di emergenza e di comunicazione/autorizzazione di qualsiasi tipo di lavoro da effettuarsi nelle gallerie autostradali e nei Laboratori dell’INFN;
la creazione di un sistema web che raccolga tutte le informazioni sulla qualità dell’acqua del Gran Sasso, mettendo sullo stesso sito i dati dei vari enti in maniera chiara e trasparente, oltre a verbali, documenti e relazioni tecniche ecc. del Tavolo tecnico regionale.
Rispetto a questi due obiettivi ancora non è stato fatto nulla di concreto e ci si trova a governare situazioni con superficialità e ingiustificabili resistenze da parte di chi sembra non voler capire la gravità della situazione e i danni che si possono causare a cittadini e ambiente.
L’Italia sta vivendo proprio in questi giorni una grave crisi idrica. Noi abruzzesi, che l’acqua l’abbiamo, dobbiamo difenderla e impedire che in piena estate si possa correre il rischio di lasciare a secco oltre 700.000 cittadini, per non parlare del danno alle attività economiche e all’ambiente fluviale. Possibile che non si comprenda che la misura è colma e che chi opera a stretto contatto con il Gran Sasso deve adattarsi all’acquifero e non viceversa?
Strada dei Parchi e INFN devono essere molto più collaborativi, nei fatti e non solo a parole. Non sono tollerabili atteggiamenti arroganti di chi sembra sordo a qualsiasi ipotesi, anche la più banale, di gestione condivisa. Prima dell’attuazione del nuovo protocollo sicurezza e dell’implementazione dei sistemi di monitoraggio possono essere condotte solo operazioni indispensabili.
Strada dei Parchi deve comunicare i lavori che intende fare per tempo e attendere autorizzazioni e prescrizioni che le verranno date. Di fronte a questo atteggiamento negativo della Società che gestisce l’Autostrada per conto dello Stato chiederemo con forza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di venire a confrontarsi con il territorio in prima persona.
In ogni caso ASL, Regione e Prefettura hanno gli strumenti per impedire a Strada dei Parchi di compiere lavori che possano creare problemi al nostro acquifero, li usino. Sappiamo che i diversi Enti che avrebbero dovuto controllare i lavori di messa in sicurezza dell’acquifero, peraltro non attuati completamente dal commissario Balducci, negli anni passati non lo ha fatto.
Errare è umano, ma perseverare è diabolico e in questo caso anche un po’ stupido.
Come Osservatorio, infine, continuiamo a registrare un problema di partecipazione e coinvolgimento. Anche di questa situazione si è venuti a conoscenza dopo un comunicato della Provincia di Teramo.
Al riguardo ripetiamo che non condividiamo la decisione del vicepresidente Lolli di negare la partecipazione al Tavolo tecnico regionale dell’Osservatorio costituito da Associazioni riconosciute a livello nazionale per la tutela di interessi diffusi garantiti dalla Costituzione.

L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è promosso dalle rappresentanze locali delle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.

27.7.17

Panda-soccorso per rondoni!

Niente ferie per il WWF Teramo. Continua infatti l'attività di recupero e assistenza dei rondoni in difficoltà.
I più fortunati hanno già lasciato i nostri cieli da tempo, altri presto li seguiranno.
Buon volo a tutti!



23.7.17

L'acqua va difesa!

Oggi abbiamo organizzato una nuova iniziativa per far conoscere la situazione dell'acquifero del Gran Sasso. 
Abbiamo portato le persone direttamente sui luoghi simboli di questa battaglia: l'anello delle fonti, l'ex Villaggio COGEFAR dei lavori del traforo, i vari fontanili, il paese di Casale San Nicola...
Dobbiamo tutelare l'acqua che arriva dalla nostre case e lo dobbiamo fare innanzitutto conoscendo come stanno le cose. Dopo dobbiamo ottenere un sistema di approvvigionamento idrico che sia effettivamente sicuro. E questa volta dovranno ascoltarci!
Non può essere l'acqua ad adeguarsi alle esigenze dei Laboratori o dei tunnel autostradali, ma questi ad adeguarsi all'esigenza di far acqua sicura nelle nostre case.















20.7.17

Domenica 23 luglio, Camminiamo per l'acqua

 
Domenica 23 luglio si terrà “Camminiamo per l’acqua”, nuova iniziativa dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso. Con partenza alle ore 9 da Casale San Nicola nel Comune di Isola del Gran Sasso si percorrerà l’Anello delle fonti con un’escursione nei luoghi dell’acquifero che fornisce da bere a metà degli abruzzesi: la Fonte San Nicola, la Chiesetta di San Nicola con i ruderi dell’eremo dei Frati Camaldolesi, la Fonte Nera, l’ex villaggio della Cogefar. Durante il percorso guide ed esperti illustreranno il sistema di captazione del Gran Sasso, oltre alle bellezze naturali del versante teramano del Gran Sasso d’Italia.
Questa escursione vuole essere un ulteriore contributo di conoscenza dell’Osservatorio per far crescere la consapevolezza tra i cittadini sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso. Dopo gli incontri pubblici organizzati a Teramo e in vari altri comuni della provincia, si va direttamente sul campo per comprendere la complessità e la fragilità del sistema grazie al quale l’acqua arriva nelle nostre case.
L’escursione, a partecipazione gratuita, terminerà nel stesso punto della partenza, non riveste particolari difficoltà e avrà una durata, comprese le pause, di circa 4 ore.
Al termine dell’escursione, prevista per le ore 13, chi vorrà potrà partecipare ad un pranzo preparato dal circolo ARCI “Il nido dei falchi” di Fano a Corno per finanziare le attività dell’Osservatorio.
Per maggiori informazioni: 3483717423. Per prenotare il pranzo: 3666691912.
 
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è promosso dalle rappresentanze locali delle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.

14.7.17

13.7.17

Riserva del Borsacchio: le associazioni continuano a chiedere un confronto al Comune

Le associazioni Italia Nostra, Legambiente e WWF, insieme al Comitato per la Riserva del Borsacchio e le Guide del Borsacchio, esprimono soddisfazione per il fatto che finalmente il Sindaco di Roseto degli Abruzzi, attraverso una dichiarazione alla stampa locale, abbia fatto presente che esiste una loro proposta per la gestione della Riserva regionale del Borsacchio.
Nella stessa occasione hanno appreso che esiste anche un’ulteriore proposta da parte di un’altra associazione e che è intenzione dell’Amministrazione Comunale di decidere in tempi brevi.
Al riguardo ritengono doverose alcune precisazioni:
una prima proposta di disponibilità alla gestione della Riserva fu avanzata dall’Istituto Abruzzese Aree Protette, che per il WWF gestisce 5 riserve regionali in Abruzzo (una insieme a Legambiente), il 1° febbraio 2016: a tale proposta il Comune di Roseto degli Abruzzi non ha mai data risposta;
le associazioni che hanno ora rinnovato la proposta sono profondamente radicate nel territorio di Roseto degli Abruzzi, sono state le promotrici dell’istituzione stessa della Riserva e l’hanno difesa in tutti questi anni dai continui tentativi di cancellazione e riperimetrazione;
come sanno bene l’Amministrazione Comunale e tutta la cittadinanza di Roseto, queste stesse associazioni, solo negli ultimi due anni, hanno organizzato, senza alcun contributo da parte delle istituzioni, decine di iniziative che hanno portato nella Riserva migliaia di cittadini e di turisti.
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Comitato per la Riserva del Borsacchio e Guide del Borsacchio sono certi che, nel momento in cui si dovrà prendere una decisione, la storia e l’impegno di tutti verranno adeguatamente tenuti in considerazione e si potranno anche conoscere le iniziative per la tutela e la valorizzazione della Riserva del Borsacchio organizzate dall’altra Associazione che si è proposta per la gestione. Così come è auspicabile che l’Amministrazione Comunale comunichi come ha intenzione di ricevere e valutare gli eventuali piani e modelli di gestione che saranno avanzati.
Le associazioni, che anche per l’estate 2017, dopo il successo di “Esploriamo il Borsacchio”, stanno mettendo insieme un calendario di iniziative nella Riserva, ribadiscono la loro richiesta di un confronto con l’Amministrazione Comunale sul futuro della Riserva regionale del Borsacchio.
Italia Nostra
Legambiente
WWF
Comitato per la Riserva del Borsacchio
Guide del Borsacchio

12.7.17

La telenovela del collegamento Isola-Prati

 
Venerdì scorso ad Isola del Gran Sasso è andata in onda l’ennesima puntata della telenovela “Collegamento Isola del Gran Sasso - Prati di Tivo”. E nella tradizione delle migliori telenovelas sudamericane i soliti personaggi hanno ripetuto le solite cose che ripetono da decenni.
Si tracciano linee su carte senza tenere conto della presenza di aree protette, siti di interesse comunitario, zone di protezione speciale, vincoli paesaggistici, vincoli idrogeologici e senza preoccuparsi di continuare a consumare, cementificare e impermeabilizzare il territorio: il tutto, ovviamente, promettendo finanziamenti pubblici.
S ipotizzano così collegamenti che costerebbero milioni di euro (presi dalle tasse dei cittadini) verso una stazione sciistica già costata, solo negli ultimi anni, 12 milioni di euro al contribuente, che in esercizio ha continuato a perdere soldi per anni, con la Gran Sasso SpA in liquidazione e con gli impianti chiusi.
Paradossale, poi, che a proporre questi interventi siano gli stessi amministratori che nel frattempo, dichiarando che non ci sono soldi, cancellano punti sanitari, scuole, uffici postali, collegamenti pubblici, e che non sono in grado di assicurare la manutenzione delle strade esistenti, assistono impotenti alla mancanza di erogazione di luce per settimane, non riescono a garantire servizi antincedio efficienti, ecc..
Si anima così ciclicamente un dibattito surreale che ha come unico scopo quello di fornire un po’ di visibilità al politico che lo promuove. Stupisce solo che il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga non rimarchi da subito una sua differenza rispetto a questo spettacolino senza senso.
Gli esperti di scienze del turismo sono ormai concordi che il turismo di massa è sempre più in crisi, mentre emerge prepotentemente il turismo che predilige il rapporto con i territori e le popolazioni, con la natura, la cultura, la storia e le tradizioni. Un turismo che preferisce le emozioni al “mordi e fuggi”, che cerca luoghi veri che possano trasmettere sensazioni autentiche. L’Abruzzo è ricco di questi luoghi, ma evidentemente per qualcuno è preferibile rincorrere un modello turistico vecchio di decenni, sognando di trasformare la nostra regione in un enorme villaggio turistico anni ‘70, con divertimento preconfezionato un tanto al chilo, distruggendo tutto quello che potrebbe distinguerci dalla vacanza omogenizzata e standardizzata.
L’idea di realizzare il collegamento Isola del Gran Sasso - Prati di Tivo va proprio in questa direzione: meglio sottrarre fondi al turismo sostenibile, alle aree protette e alla cura del territorio, e costruire nuovi svincoli, cavalcavia, collegamenti funicolari, trenini a cremagliera e così via, pensando che il rilancio del turismo montano si possa ottenere facendo risparmiare 20 minuti di tempo a chi vuole parcheggiare sotto il Corno Grande.

11.7.17

Borsacchio: domandare è lecito, rispondere è cortesia!

Alcuni dei partecipanti di "Esploriamo il Borsacchio"
Il grande successo di “Esploriamo il Borsacchio”, passeggiata lungo i sentieri della Riserva naturale del Borsacchio con visita finale alla cantine storiche Mazzarosa, organizzato da associazioni ambientaliste e locali, dovrebbe suggerire agli amministratori comunali di Roseto degli Abruzzi una riflessione.
Ancora una volta centinaia di appassionati, cittadini e turisti hanno avuto modo di apprezzare l’offerta delle associazioni da anni impegnate nella tutela e nella valorizzazione della Riserva regionale del Borsacchio. Solo nell’ultimo anno e mezzo le associazioni, senza contributi da parte delle Istituzioni, hanno organizzato decine di eventi. Da “Spiaggia Pulita” a “Tutti insieme per il Borsacchio”, da “Sulle tracce dell’Elmo Ostrogoto” a “Camminiamo nel Borsacchio”, da “Passeggiate in Riserva” a “Cori alla Luna nella Riserva Borsacchio”, a “Tutti i colori per il Borsacchio”, a “Riserva del Borsacchio, Oasi WWF per un giorno” e tante altre: attraverso giornate di pulizia del litorale, osservazioni e censimenti floro-faunistici, serate enogastronomiche e incontri musicali, solo grazie al volontariato, la Riserva del Borsacchio, nonostante sia priva di qualsiasi tipo di gestione e pianificazione, è riuscita ad avere un calendario di eventi di grande interesse.
A fronte di questo impegno della società civile risalta ancora di più il silenzio dell’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi che, al di là di qualche comunicato stampa, per la Riserva del Borsacchio continua a non fare nulla.
Ad oggi il Sindaco non ha ancora risposto alla lettera del 12 giugno scorso con la quale WWF, Legambiente, Italia Nostra e il Comitato per la Riserva Borsacchio, con l’appoggio delle neonate Guide del Borsacchio, riprendendo una precedente domanda avanzata nel febbraio del 2016, hanno posto all’Amministrazione Comunale il tema dell’affidamento della gestione della Riserva.
Le associazioni hanno chiesto un confronto con l’Amministrazione per verificare se ci sono le condizioni per lavorare insieme sull’affermazione e sulla promozione dell’unica riserva regionale costiera della provincia di Teramo.Sarebbe opportuno che, dopo aver fatto passare inutilmente oltre 12 anni (l’istituzione della Riserva regionale del Borsacchio infatti risale al febbraio del 2005), il Comune di Roseto degli Abruzzi non si faccia scappare anche questa occasione per valorizzare il proprio territorio.

10.7.17

Strada verso la Torre di Cerrano: accesso agli atti per conoscere l'iter autorizzativo

 
Dalle polemiche dei giorni scorsi non si è capito molto bene cosa sia successo e perché alla fine, dovendosi rifare un tratto della strada di accesso alla Torre, si sia scelto di asfaltarla come si sarebbe fatto per una qualsiasi strada urbana e non di utilizzare un materiale più consono a quella che, per la maggior parte dei visitatori, rappresenta la porta d’ingresso dell’Area Marina Protetta di Torre di Cerrano.
Sono circolate varie ricostruzioni sull’iter autorizzativo dell’intervento, ma per capire come stanno effettivamente le cose, il WWF ha fatto un accesso agli atti al Comune di Pineto.
Ad oggi il Comune non ha ancora comunicato quando potremo andare a vedere il fascicolo dell’opera. E ad un nostro sollecito, hanno risposto che daranno seguito al nostro accesso agli atti entro i termini previsti dalla legge.
Noi aspettiamo pazientemente…anche se pensiamo che, per rispondere ad una richiesta così semplice, sarebbero sufficienti un paio di giorni al massimo. Del resto… è vero che la legge fissa in 30 giorni il termine per l'accesso, ma si tratta del termine massimo e nulla impedisce ad una pubblica amministrazione efficiente di farlo più rapidamente!

6.7.17

Esploriamo il Borsacchio


Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso: continuano le iniziative

Due nuove iniziative in programma prossimamente per l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso: domani venerdì 7 luglio alle ore 20 presso la sala polifunzionale in via Mulano di Castelnuovo un incontro organizzato dalle Guardie Ambientali d’Italia con il patrocinio del Comune di Castellalto; lunedì 10 luglio alle ore 20.30, invece, incontro a Giulianova presso la sala Buozzi.
Continua quindi l’impegno dell’Osservatorio per far crescere la consapevolezza tra i cittadini sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso. Le Associazioni che compongono l’Osservatorio sono impegnate in una serie di incontri nei comuni della provincia di Teramo per illustrare quanto è emerso dai confronti avuti nelle scorse settimane con l’ASL, l’ARTA, la Ruzzo Reti SpA, la Strada dei Parchi, i Laboratori dell’INFN e la Regione Abruzzo.
La situazione dell’acquifero continua ad essere molto complessa. Quanto è successo a maggio, con la dichiarazione di non potabilità dell’acqua distribuita a Teramo e in tanti altri comuni della provincia, potrebbe ripetersi in qualsiasi momento. Le misure prospettate dalla Regione Abruzzo restano ancora a livello di proposte, mentre stenta a crearsi quel momento di collegamento tra gli Enti competenti e la cittadinanza anche per la scelta della Regione di non accogliere la richiesta, peraltro fatta propria anche dal Presidente della Provincia e dal Sindaco di Teramo, di consentire la partecipazione dell’Osservatorio al Comitato tecnico regionale sulla crisi dell’acquifero del Gran Sasso.
È necessario tenere alta l’attenzione su questa problematica. Ed è per questo che, oltre agli incontri nei vari comuni, l’Osservatorio sta organizzando due ulteriori momenti di partecipazione e confronto.
Il primo è previsto per domenica 23 luglio: “Camminiamo per l’acqua”, un’escursione aperta a tutti lungo l’anello delle Fonti con partenza e arrivo a Casale San Nicola sul Gran Sasso d’Italia, proprio nei luoghi simbolo della tutela dell’acquifero. Al termine dell’escursione è prevista anche la possibilità di partecipare a un pranzo di autofinanziamento per sostenere le iniziative dell’Osservatorio.
Il secondo evento sarà invece un incontro a cui saranno invitati tutti i sindaci della provincia di Teramo per un confronto aperto su quello che dovrà essere un impegno concreto di tutti gli enti locali: mettere finalmente in sicurezza l’acquifero del Gran Sasso e garantire un approvvigionamento idrico di qualità, sicuro per i cittadini e sostenibile per l’ambiente naturale.
Nel frattempo cresce il numero delle Associazioni che compongono l’Osservatorio: si registra l’adesione del FAI – Delegazione di Teramo che porta a 11 le rappresentanze locali delle maggiori associazioni nazionali: WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.

Il Panda e la Coppa

Ieri sera per le vie del centro di Teramo, il WWF Teramo ha partecipato alla sfilata dell'edizione 2017 della Coppa Interamnia.
E il Panda ha presentato al mondo l'Orso bruno marsicano.