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31.3.14

AMP Torre del Cerrano: parla il Presidente

L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano esprime vivo apprezzamento per il riconoscimento manifestato dalle numerose associazioni ambientaliste circa la valenza delle attività svolte dal parco. Hanno constatato che nella zona sono tornate a vedersi alcune specie marine, delfini, cavallucci e stelle di mare, fino a qualche anno fa scomparse dalla nostra costa. Non solo, le stesse associazioni hanno evidenziato il ruolo sempre più determinante che Torre Cerrano ha assunto nello sviluppo sostenibile e nella diffusione di buone pratiche.
Quanto alla richiesta di intervento dell’AMP da parte delle associazioni ambientaliste, per scongiurare il rischio che gli effetti positivi sull'ecosistema e sul turismo sostenibile vengano vanificati, il Presidente Benigno D’Orazio ha dichiarato: “Ritengo che la delibera non produca alcun effetto perché esiste una legge regionale (L.R. n. 3/2013 art. 21) che riconosce la valenza dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano e disciplina la partecipazione della regione nell'AMP, pertanto la legge non è superabile”. Per quanto riguarda il parere favorevole sul Regolamento dell’AMP, aggiunge: “La Regione Abruzzo ha espresso quel parere nella Conferenza Unificata, nel contempo si è costituita nel procedimento al TAR, intentato dal CoGeVo, per difendere l'istituzione dell’AMP e la delibera stessa non è stata oggetto di revoca”.
In merito alla vicenda il Presidente D’Orazio aveva già rilasciato un’intervista al Tg3. Tuttavia, ribadisce: “Mi dispiace dirlo, ma questa delibera regionale di revoca del parere favorevole, rischia di essere un ulteriore presa in giro per i pescatori (a tal proposito mi sembra significativa l’assenza del Presidente Chiodi e dell’Assessore ai Parchi Giuliante). Ritengo, invece, che gli stessi pescatori abbiano bisogno di interventi concreti e non di trovate elettoralistiche; ci sono troppe imbarcazioni da pesca in pochi chilometri di costa e per capire il rapporto è sufficiente il raffronto con il compartimento di Ortona”.
Per quanto concerne il da farsi, il Presidente Benigno D’Orazio ritiene che le richieste sollevate dalle associazioni ambientaliste, di cui prende atto, sono di competenza esclusiva dell’Assemblea dell’AMP Torre del Cerrano, che tornerà a riunirsi nelle pienezza dei poteri subito dopo le elezioni, con i neo rappresentanti dei Comuni di Pineto e Silvi, della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo.
“Il mio invito è quello di abbassare i toni e non esasperare un problema concreto, ma risolvibile attraverso un incontro serio e scevro da condizionamenti, al quale partecipino le istituzioni, il CoGeVo e le associazioni ambientaliste; incontro che necessariamente dovrà tenersi dopo il 25 maggio, per ovvi motivi – conclude D’Orazio. – Per quanto mi riguarda, sono fermamente ancorato alla proposta che l'Assemblea del parco ha fatto all'unanimità nel 2011 e che prevede una serie di interventi e progetti per la ricerca scientifica, nonché un sistema di collaborazione con il CoGeVo, fermo restando i limiti e i divieti imposti dal decreto istitutivo dell’AMP”.

Galleria fotografica dell'Ora della Terra a Teramo




28.3.14

Teramo cammina nell'Ora della Terra

Domani, sabato 29 marzo 2014, torna l’Ora della Terra, la più grande manifestazione mondiale per il risparmio energetico e contro i cambiamenti climatici.
L’Ora della Terra è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili.
In tutto il mondo alle ore 20:30 si spegneranno i monumenti più famosi: dalla Torre Eiffel alla Piazza San Marco a Venezia, dal Castello di Edimburgo all’Empire State Building, dal Cremlino alla Cupola di San Pietro a Roma e tantissimi altri.
Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la manifestazione si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Nel frattempo le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono troppo lente e poco incisive, sicuramente non al passo con un rischio che mette a repentaglio la Natura e la stessa vita umana.
A Teramo l’appuntamento è alle ore 20:30 in piazza Martiri della Libertà: si spegnerà il Duomo e poi si partirà per un’edizione speciale di “Teramo cammina”, una passeggiata notturna per le vie della città.

Anche l'Area Marina Protetta di Torre del Cerrano aderisce all'Ora della Terra



Luci spente per un’ora in tutto il mondo. Accadrà sabato 29 marzo alle ore 20:30 anche a Torre Cerrano per l’Ora della Terra, “Earth Hour”, l’iniziativa promossa dall’associazione ambientalista WWF, giunta all’ottava edizione.
L’AMP Torre del Cerrano, con l’IZS A&M, aderisce alla mobilitazione mondiale e spegnerà l’illuminazione del baluardo medievale, sede legale e cuore del parco stesso, ma anche uno dei simboli più rappresentativi della costa abruzzese. 
L’obiettivo è quello di contribuire, unitamente ad altre istituzioni, cittadini e imprese di ogni parte del globo, a vincere la sfida del cambiamento climatico, di sollecitare i governi ad adottare politiche energetiche a favore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, ma anche di intervenire sui nostri consumi di energia.
Tutti possono aderire spegnendo simbolicamente per un’ora la luce a casa, in ufficio, nei musei e segnalando la propria partecipazione sul sito dell’evento www.wwf.it/oradellaterra e postando le foto su https://www.facebook.com/wwfitalia.

27.3.14

Anche Spider-Man all'Ora della Terra!

Anche Spider-Man all'Ora della Terra!
E voi che aspettate?
Appuntamento a Teramo ed Atri sabato 29 marzo dalle 19 ad Atri e della 20:30 a Teramo.



Area Marina Protetta di Torre del Cerrano: chi vuole distruggerla?

Turbosoffianti all'assalto dell'Area Marina Protetta di Torre del Cerrano

Per l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano il 2014 si è aperto con una Delibera della Giunta Regionale d’Abruzzo che, dopo ben 8 anni, si è rimangiata il suo precedente parere favorevole sul Regolamento dell’Area Marina Protetta.
Una scelta inspiegabile ed illogica che sembra avere l’unico obiettivo di racimolare qualche voto alle prossime elezioni regionali, promettendo di far entrare all’interno dell’Area Protetta le imbarcazioni da pesca dotate di draga idraulica, le cosiddette turbosoffianti. In pratica si vorrebbe consentire quanto è vietato in tutte le altre aree marine protette d’Italia.
Una scelta profondamente sbagliata, sia dal punto di vista ambientale perché le turbosoffianti distruggono completamente i fondali marini, sia dal punto di vista economico perché le aree marine protette costituiscono serbatoi e nursery di preziose risorse ittiche che poi si diffondono anche al di fuori delle aree protette.
Tale pretesa è portata avanti da anni dal Co.Ge.Vo. (Consorzio di Gestione della Vongola) di Giulianova e testimonia lo stato di prostrazione delle risorse ittiche nostrane, dato che gli stessi vongolari dichiarano di non trovare più vongole se non all’interno del perimetro dell’Area Marina Protetta del Cerrano. E di chi sarebbe la responsabilità? Non sarà anche di chi ha distrutto i fondali ricorrendo a mezzi di pesca assolutamente incompatibili con i tempi naturali del mare?
Evidentemente la gestione della risorsa naturale affidata ai vongolari tramite licenze dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali si è rivelata fallimentare, al punto che in più circostanze il prelievo illegale delle vongole con turbosoffianti all’interno dell’AMP Torre del Cerrano è stato giustificato dal Co.Ge.Vo. come una scelta vitale in quanto non si trovano più molluschi nel compartimento di pesca a loro affidato.
Queste violazioni del regolamento nazionale di istituzione dell’Area Marina Protetta Torre di Cerrano si sono ripetute più volte a partire dal Natale 2012 in poi, con un’intensificazione sotto le feste di Natale 2013.
Tuttavia, la posizione ambigua di alcuni politici locali ha sempre creato un colpevole clima di tolleranza verso tali evidenti violazioni. Politici locali che invece ignorano le richieste di quelle categorie economiche che hanno legato le loro strategie di marketing turistico e commerciale proprio alla promozione di un’area marina protetta nel loro territorio e che in passato si sono espresse a favore della tutela del mare. Le attività di albergatori, balneatori, commercianti e artigiani di Silvi e Pineto subiscono gravi danni economici e d’immagine da queste violazioni del regolamento del parco, eppure sono inspiegabilmente ignorate dalla politica locale.
Eccessivo prelievo ed inquinamento stanno distruggendo un patrimonio naturale che, se ben amministrato, può essere – come in passato – una fonte di reddito per tanti settori.
Pur non disponendo di dati attendibili, il Co.Ge.Vo. afferma continuamente di aver subito danni dall’istituzione dell’Area Marina Protetta. Eppure i dati ufficiali pubblicati dall’IREPA - Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l'Acquacoltura (http://www.irepa.org/it/dati-sistan/dati-regionali/2012/category/238-abruzzo.html) testimoniano come che l’andamento delle catture e la produzione lorda vendibile per il sistema di pesca con Draga Idraulica in Abruzzo dal 2004 al 2012  è aumentata ed ha raggiunto i suoi valori massimi proprio negli ultimi anni.
Purtroppo oggi del mare di una volta è rimasto ben poco per colpa dell’ingordigia di qualcuno e dell’indifferenza di molti. Nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano si ricomparsi delfini, stelle e cavallucci marini, ma qualcuno ritiene che nemmeno 7 km di costa possono restare immuni dalla distruzione generale.
Se effettivamente c’è stato un mancato guadagno legato al divieto di utilizzo delle turbosoffianti, è giusto che lo Stato o la Regione Abruzzo indennizzino, a seguito di comprovati raffronti economici con gli anni passati, i vongolari, ma questo potrà avvenire solo a condizione che ogni azione dei vongolari in spregio della legge istitutiva dell’Area Protetta e della volontà popolare che l’ha istituita nel territorio di Pineto e Silvi cessino per sempre.

Le Associazioni WWF Abruzzo, Legambiente Abruzzo, LIPU Abruzzo, Italia Nostra Abruzzo, Pro Natura Abruzzo, Touring Club Abruzzo, Alternativa Abruzzo, Altura Abruzzo, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, CONALPA, Marelibero, Marevivo, Lega Navale Italiana Pineto, Acqua e Beni Comuni Chieti, Arci Provinciale di Chieti chiedono:

  1. la difesa dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano da parte del Presidente della stessa e degli esponenti politici locali;
  2. l’assoluto rispetto del divieto di pesca con le turbosoffianti nell’Area Marina Protette e l'introduzione del divieto di transito delle stesse all’interno della zona di protezione C;
  3. che l’Area Marina Protetta si doti di comitati tecnico-scientifici che si pronuncino su questioni inerenti alla conservazione della natura;
  4. la difesa dell’attuale perimetro dell’Area Marina Protetta e, nel caso, il suo allargamento fino alla foce del Vomano per conservare ulteriormente le risorse marine ormai al collasso e favorire la vocazione turistica del territorio del Cerrano.

22.3.14

Banchetto per l'Ora della Terra


Oggi banchetto in corso San Giorgio a Teramo per l'Ora della Terra.
Vi aspettiamo sabato 29 marzo a Teramo in piazza Martiri della Libertà (ore 20:30) o ad Atri in piazza Duca d'Acquaviva (ore 19).

21.3.14

Attacco ai Parchi

La Commissione Ambiente del Senato ha completato la discussione sulle proposte di Legge per la modifica della normativa quadro sulle aree naturali protette, la Legge 394 del 1991, definendo il testo unico che andrà all’approvazione definitiva. Le maggiori Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia lanciano l’allarme per un autentico ed inaccettabile attacco alla natura. La proposta di legge prevede l’introduzione del silenzio assenso per il nulla osta rilasciato dagli Enti Parco, la caccia nei parchi mascherata da controllo faunistico per tutte le specie, royalty per le opere ad elevato impatto ambientale, aumento del potere dei Comuni nella gestione dei parchi e nuove categorie di parchi per soddisfare solo gli interessi di alcuni territori.
Le 8 maggiori Associazioni ambientaliste si appellano ai Senatori chiedendo di fermare questo colpo di mano che rischia di trasformare la Legge quadro sulle aree naturali protette in uno strumento per sferrare un attacco mortale al patrimonio naturale del nostro Paese. Questa proposta di riforma della Commissione Ambiente del Senato non è solo inopportuna ma è pericolosa per le sorti della natura italiana.
Le Associazioni ambientaliste chiedono per questo l’eliminazione dal testo unificato che sarà portato in aula per l’approvazione definitiva delle modifiche ritenute lesive dei principi e finalità della Legge quadro approvata nel 1991 e rivolgono un appello ai Senatori della tredicesima Commissione affinché sia fermata questa sciagurata riforma.
Le Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia chiedono al Parlamento di favorire le condizioni per un ampio confronto con tutte le parti interessate sul rilancio del ruolo dei parchi e delle riserve naturali per garantire una efficace conservazione del patrimonio naturale del Paese e si adopereranno nei prossimi giorni per far meglio comprendere al Senato la necessità di fermare questa riforma.

COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA LEGGE 394/1991 PROPOSTA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO:
Ecco le principali proposte di modifica della Legge quadro sulle aree naturali protette che preparano il nuovo attacco alla Natura d’Italia:

CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA NELLE AREE NATURALI PROTETTE: Le Associazioni evidenziano i rischi di pericolosi effetti collaterali delle modifiche proposte alla Legge quadro sui parchi sulla normativa nazionale sulla caccia (la Legge n.157/92), che porterebbero sicuramente all’avvio di una nuova procedura d’infrazione dal parte dell’Unione Europea. Con artifizi giuridici si vuole legittimare l’ingresso dei cacciatori nei parchi per la gestione della fauna selvatica, confermando pratiche che si sono già diffuse in molti parchi senza una soluzione concreta dei problemi dovuti al sovrannumero di alcune specie, come il cinghiale.

GESTIONE DEI PARCHI IN MANO AI COMUNI: La proposta di riforma del Senato prevede nella procedura di approvazione del Piano del Parco, il principale strumento di gestione dell’area naturale protetta, l’obbligo dell’intesa con i Comuni. Il Piano del Parco viene oggi adottato dal Consiglio Direttivo dell’Ente costituito al 50% dai Comuni, dopo consultazione della Comunità del Parco costituita dai Comuni e da altri Enti Locali. La proposta del Senato introdurrebbe anche l’obbligo dell’intesa con i Comuni da parte della Regione che approva definitivamente il Piano. Si consegna definitivamente in questo modo la gestione dei Parchi nelle mani dei Comuni.

FINANZIAMENTO DEI PARCHI ATTRAVERSO ROYALTY: Contestato dalle Associazioni ambientaliste il meccanismo di pagamento di royalty agli Enti Parco da parte di titolari di attività economiche ad elevato impatto ambientale operanti o possibili all’interno delle aree naturali protette e nelle aree contigue. Il rischio di gravi condizionamenti dell’operato degli Enti Parco è senza dubbio elevato se dovesse essere confermato l’approccio previsto dalla proposta del Senato. Serve piuttosto un necessario approfondimento per introdurre nel nostro ordinamento il tema del pagamento dei servizi ecosistemici per assicurare comunque la prevalenza della tutela della natura su altri particolari interessi economici e, al tempo stesso, il rafforzamento dei divieti nella legge, in modo da porre il Parco più al riparo dalle possibili, e anzi probabili, pressioni finalizzate all’ingresso di nuove attività il più delle volte non compatibili con la specifica qualità ambientale dei Parchi italiani.

COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI DIRETTIVI: Dopo l’approvazione del DPR n.78 del 2013 che ha rivisto la composizione dei Consigli direttivi dei Parchi nazionali, portando da 12 a 8 i componenti e modificando i soggetti coinvolti, si ritiene inopportuno intervenire di nuovo con l’inserimento di un rappresentante delle Associazioni di categoria degli agricoltori, senza rivedere la composizione ed il ruolo della Comunità del Parco. Nell’organo di governo dei parchi nazionali devono sempre prevalere gli interessi pubblici generali rispetto a pur legittimi interessi particolari e di settore. In una eventuale revisione della composizione dei Consigli direttivi dovrebbe essere valutato anche  l’inserimento di un esperto in temi di tutela paesaggistica  e beni culturali. Su questo tema tra l’altro è già intervenuto il Governo con un articolo presente nel collegato ambientale alla Legge di Stabilità.

NASCONO I PARCHI GEOLOGICI SOLO A VANTAGGIO DI ALCUNI TERRITORI: Viene introdotta nella Legge quadro la categoria dei Parchi geologici nazionali, categoria non prevista dalla classificazione internazionale dell’IUCN, per finanziare la fallimentare esperienza dei parchi geominerari. Il condivisibile obiettivo del recupero delle miniere e cave abbandonate non può essere spacciato per conservazione della natura favorendo la nascita di Parchi nazionali speciali con una ridotta tutela del patrimonio naturale (nei parchi geologici sarebbe ad esempio consentita la caccia). La Legge 394 del 1991 già consente oggi la nascita di Parchi nazionali per tutelare emergenze geologiche e geomorfologiche, come già avvenuto nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio.

IL RUOLO DELLA FEDERPARCHI: La proposte di Legge dei Senatori attribuirebbero a Federparchi il ruolo esclusivo di rappresentanza degli Enti gestori delle aree naturali protette, sebbene Federparchi sia un’Associazione di categoria che non riunisce tutti i soggetti che hanno oggi la responsabilità della gestione delle aree naturali protette. Si costituirebbe per legge una sorta di monopolio della rappresentanza degli Enti gestori dei Parchi e Riserve naturali del nostro Paese che davvero non pare giustificato e corretto.

La richiesta delle 8 maggiori Associazioni ambientaliste è di stralciare questi punti dal testo che il Senato dovrà approvare nelle prossime settimane, favorendo un percorso diverso e mirato al rilancio delle aree protette e della loro missione.

19.3.14

Cosa non si farebbe per quattro voti...

Continua la sistematica aggressione alle aree naturali protette ed all'ambiente da parte della Regione Abruzzo.
Questa volta il bersaglio è l'Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, colpevole, agli occhi del governo abruzzese, di tutelare un piccolo tratto di mare da una eccessiva pressione della pesca che altrove sta pesantemente danneggiando quella che, ai fini alieutici, viene detta la “produttività” del mare. Una tutela, peraltro, che va a favore degli stessi pescatori, concedendo alla fauna marina una piccola area nella quale riprodursi e crescere al riparo delle reti e delle turbosoffianti, con benefici generalizzati per tutti.
Per quella che nei depliant turistici continua ad autoincensarsi come Regione Verde d'Europa o Regione dei Parchi, invece, l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, istituita nel 2009 dal Ministero dell'Ambiente, rappresenta evidentemente soltanto un fastidio.
L'ultima “trovata” della Giunta Chiodi è la deliberazione 148/c del 10 marzo scorso con la quale il Governo regionale smentisce se stesso ed annulla la delibera 1035 del 25 settembre 2006 che contiene il parere favorevole della Regione al “Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'area marina protetta”.
La formale giustificazione per questo inconcepibile passo indietro viene offerta considerando il parere su un regolamento come se fosse inerente agli indirizzi generali e di settore della programmazione nazionale, questi ultimi di competenza del Consiglio e non della Giunta. Una interpretazione che poco convince e comunque se anche fosse vera, sarebbe ben preoccupante: in pratica la Regione si accorge di un suo presunto errore dopo 8 anni!
“L’obiettivo palese, del resto esplicitamente dichiarato nel testo, è quello di cedere alla richieste di quei pescatori che vedono nell'Area Marina protetta un ostacolo e non una opportunità. È significativo – sottolinea il Presidente del WWF Italia, Dante Caserta – che alla riunione di Giunta, che ha preso questa sconsiderata decisione, non abbia partecipato l'Assessore regionale all'ambiente Giuliante”.
“L'attuale maggioranza regionale – conclude il Presidente del WWF Abruzzo, Luciano Di Tizio – in questi ultimi mesi di legislatura sta assurdamente prendendo di mira l'ambiente, prima con l'ennesimo tentativo di ridimensionare il Parco regionale Sirente Velino, ora con un attacco senza precedenti a un'area protetta nazionale. Sinceramente mi aspetterei ben altro atteggiamento, soprattutto alla vigilia del voto: probabilmente gli attuali assessori non si sono accorti che la stragrande maggioranza degli abruzzesi vorrebbe per sé e per la regione un futuro diverso e più verde”.

L'Ora della Terra a Teramo

 
Sabato 29 marzo torna l'Ora della Terra.
In tutto il mondo, per un'ora, si spegneranno le luci di monumenti, città, case ed uffici per chiedere una politica energetica sostenibile.
A Teramo il WWF e "Teramo Cammina" organizzano una passeggiata per la città.
Appuntamento alle ore 20:30 in piazza Martiri della Libertà.

17.3.14

Pulizie di primavera!

 
Il WWF aderisce e promuove la giornata di pulizia della spiaggia dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, lanciata in occasione della Ocean Initiatives 2014, giornata di volontariato internazionale organizzata contemporaneamente in tutto il mondo, ed in coincidenza con la ricorrenza del World Water Day. Tutti gli amanti del mare, bambini e adulti, sono invitati a partecipare per raccogliere i rifiuti (plastica, vetro, lattine, ecc.) sparsi lungo la costa e gli ambienti di duna, in seguito alle ultime mareggiate. L’apporto del volontariato è essenziale ad evitare l’intervento di mezzi meccanizzati lungo i delicati ecosistemi del parco marino.
L’appuntamento è alle ore 10.00 per la consegna di guanti e sacchi di plastica per la raccolta scegliendo per la partenza uno dei due punti d’incontro:
Pineto:  Lido Marco’s beach presso via Cellini             
Silvi Marina:  Lido ex-Moby Dick (ora Twenty beach) su via Taranto
Da lì si procederà a piedi operando la pulizia lungo la spiaggia e muovendosi in direzione di Torre Cerrano. Prima di iniziare, le Guide del Cerrano che guideranno i due gruppi forniranno indicazioni sulle modalità di raccolta e sui processi di differenziazione dei rifiuti.
Tutti i volontari si ritroveranno a Torre Cerrano alle 13.30 per un rinfresco a base di prodotti tipici offerto dall’Area Marina Protetta.
A seguire si svolgerà una attività didattica e le Guide del Cerrano illustreranno ai partecipanti le peculiarità degli habitat di duna costiera e le abitudini dell’uccello Fratino (Charadrius alexandrinus).


Il giorno prima, sabato 22 marzo, si svolgerà un'altra iniziativa all'interno dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri che ha lanciato l'iniziativa "Piomba Pulito", riservata ai soli soci attivisti, data la difficoltà dei luoghi in cui si dovrà operare.
L'inquinamento del mare è causato anche dai fiumi dove finiscono bottiglie, cartacce e rifiuti che tanti buttano per strada e nei fossi: la pulizia del mare inizia dalla pulizia dei fiumi!

16.3.14

Pop Economix Live Show


Martedì 18 marzo alle ore 19 all’Auditorium Le Crocelle di via dei Crociferi a Chieti, Banca Etica presenta, in collaborazione con WWF, ARCI, CSI e Centro interculturale Chieti, lo spettacolo teatrale “Pop Economix Live Show” di Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza.
Lo spettacolo racconta la crisi globale che ci ha investito e lo fa in modo semplice e puntuale, con sguardo leggero e ironico, contribuendo a spiegare i complessi meccanismi della crisi economica e pure (anzi soprattutto) gli effetti su ciascuno di noi.

5.3.14

L'Ora della Terra ad Atri


Sabato 29 marzo torna Earth Hour, l'Ora della Terra, la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico.
L'Oasi WWF dei Calanchi di Atri ha organizzato una bella cena a lume di candela. 

Chiodi spara a Bambi?

Siamo alle solite: la Regione Abruzzo nella gestione ambientale predica bene e razzola male.
Gli slogan “verdi” ampiamente utilizzati per la promozione turistica vengono clamorosamente disattesi dai ripetuti tentativi di provocare danni irreparabili e da una assoluta e conclamata indifferenza alle sorti dell'orso marsicano, animale simbolo d'Abruzzo e specie prioritaria a livello comunitario.
Pochi giorni fa a Roma ISPRA e Ministero dell'Ambiente hanno presentato i risultati del 3° Rapporto Direttiva Habitat. La situazione del nostro orso è drammatica: la popolazione marsicana è in un cattivo stato di conservazione e “molto al di sotto di una soglia che assicuri possibilità di persistenza nel medio lungo periodo”.
Servirebbero provvedimenti eccezionali, a cominciare da una drastica riduzione della pressione venatoria in territori frequentati anche solo marginalmente dall'orso. La Regione invece che fa? Rispolvera alla chetichella un provvedimento già ritirato nell’ottobre 2012: nel dicembre scorso con una delibera di Giunta ha approvato un regolamento che sostanzialmente apre la caccia al cervo e al capriolo.
Si tratta di due specie che sono tornate in Abruzzo, dopo che la caccia le aveva completamente distrutte, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie ad un’intelligente operazione di reintroduzione in parchi e riserve naturali. Da allora le due specie si sono gradualmente diffuse anche all’esterno delle aree protette, ma ancora oggi vi sono ampie zone, potenzialmente adatte, in cui, soprattutto il cervo, è molto raro o assente.
La LIPU e il WWF ritengono assurdo pensare di aprire la caccia a queste due specie, visto che è ancora in pieno svolgimento il processo di ricolonizzazione di vaste aree, e comunque senza studi adeguati sulla loro presenza in Abruzzo. In ogni caso ogni progetto di questo genere va respinto di fronte alla necessità prioritaria di tutela dell'orso bruno marsicano.
La massima concentrazione di cervi si trova infatti nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo. Aprire la caccia al cervo e al capriolo in questa zona, di estrema importanza per l’orso, significa aggiungere un ulteriore grave fattore di disturbo ai già molti presenti nella zona, a cominciare dalla caccia al cinghiale, e anche di minaccia di uccisione fortuita, tanto più che il periodo della caccia al cervo verrebbe in gran parte a sovrapporsi con quello cosiddetto della “iperfagia”, quello cioè in cui gli orsi devono nutrirsi abbondantemente per prepararsi ai mesi invernali. Invece di cercare di adottare misure per assicurare la massima protezione all’habitat dell’orso marsicano tutelandone gli ambienti dentro e fuori dai Parchi, come raccomandato dai tecnici e dagli studiosi che da anni seguono la specie, e in particolare dal PATOM, dal piano cioè per la tutela dell’orso marsicano, ufficialmente adottato dalla Giunta regionale, la Regione Abruzzo, continua a coprirsi gli occhi. I cittadini che amano la natura sapranno valutare...