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31.7.12

Temporali ed emergenza idrica: le domande del WWF


Da quanto si è appreso dalla stampa e dalle dichiarazioni della Ruzzo Reti SpA, l’emergenza idrica che sta attraversando la provincia di Teramo sarebbe imputabile ai temporali abbattutisi sul nostro territorio.
Alcuni pomeriggi di pioggia avrebbero determinato problemi alla sorgente del Mescatore (chiusa per 8 ore), al potabilizzatore di Casale San Nicola ed a quello di Piane di Collevecchio di Montorio al Vomano (TE).
Nessuno, però in effetti ha chiarito quali problemi tecnici si siano effettivamente verificati e sono molte le domande rimaste senza risposta
Perché si è dovuto ricorrere alla chiusura di una sorgente di alta quota come quella del Mescatore che non dovrebbe subire interferenze di sostanze inquinanti, men che meno a seguito di un temporale estivo (tra l’altro più violento lungo la costa che in montagna)?
Possibile che il sistema di approvvigionamento idrico di metà provincia venga messo in crisi da qualche temporale estivo, considerato anche che le presenze turistiche sono in calo?
In che condizioni versa la rete idrica teramana?
Perché le analisi alle acque potabili che vengono pubblicate sul sito istituzionale della Ruzzo Reti SpA risalgono al 2011?
Perché si riparla della realizzazione di nuove e costose opere idrauliche per il “superamento definitivo delle emergenze idriche” quando sono state recentemente realizzate opere costosissime (ad es. il potabilizzatore di Montorio al Vomano) che in fase progettuale furono giustificate come necessarie ai fini della risoluzione definitiva dell’annoso problema?
Le gravi carenze verificatesi che stanno determinando un notevole danno economico e di immagine al nostro territorio sono da addebitare alla sfortuna o alla incapacità gestionale?
Non sarebbe più utile che gli amministratori chiamati a ricoprire un ruolo nel consiglio di amministrazione della Ruzzo Reti SpA fossero scelti per capacità e competenza, piuttosto che in base a logiche di spartizione partitica?
I primi cittadini dei Comuni teramani che siedono nell’Assemblea dei Sindaci per il Servizio Idrico (ASSI) stanno facendo realmente gli interessi dei propri amministrati?
Non sarebbe il momento di avviare una profonda revisione del servizio idrico a Teramo che porti ad una gestione partecipata, così come hanno chiesto i cittadini italiani che, non più tardi di un anno fa hanno votato al referendum contro la privatizzazione dell’acqua, richiedendo una gestione del bene comune “acqua” trasparente, realmente pubblica e non spartitoria/partitocratica.

30.7.12

Abruzzo cementificato?


Nonostante le osservazioni delle associazioni ambientaliste, WWF e Italia Nostra, presentate lo scorso maggio alla II Commissione Consiliare, la Regione Abruzzo sta per approvare una legge devastante che permetterà enormi aumenti di cubatura senza regole e senza rispetto per gli standard urbanistici.
A differenza di altre Regioni, quali la Toscana e la Puglia, la nostra Regione sta per partorire una legge che è in palese contrasto con le finalità della legge nazionale da cui discende (legge 106/2011).
La legge nazionale cerca di rilanciare il settore delle costruzioni, in crisi dopo il boom edilizio degli ultimi anni, con il contestuale miglioramento della condizione urbana e della qualità edilizia attraverso le seguenti azioni:
1- incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio;
2- promuovere la riqualificazione delle aree urbane degradate;
3- riutilizzare edifici non residenziali dismessi o in via di dismissione;
4- favorire l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Gli strumenti previsti per il perseguimento di tali finalità sono principalmente misure premiali, in termini di quantità edificatorie aggiuntive, la possibilità di mutamento delle destinazioni d’uso (ambedue in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, in modo da favorire processi di sostituzione edilizia) e lo snellimento procedurale dei piani attuativi conformi ai PRG.
Le finalità della legge nazionale però sono accettabili solo se rigorosamente coniugate con:
- il contenimento del consumo di suolo;
- il miglioramento della qualità urbana, senza che si determinino, cioè, contrasti palesi fra rinnovo dell’edificato, assetto del territorio e vivibilità urbana;
- l’adeguamento del patrimonio edilizio in termini di sostenibilità.
La proposta di legge regionale in discussione non risponde alle finalità definite nella normativa nazionale poiché là dove la legge nazionale norma con chiarezza che la riqualificazione deve avvenire in ben individuate aree di degrado, la normativa in esame estende il proprio ambito di applicazione all’intero patrimonio edilizio esistente e all’intero territorio comunale, suolo agricolo compreso.
Inoltre, limitandosi alle questioni più eclatanti, la legge regionale in discussione:
- prevede enormi premi di cubatura (sino al 60% dell’esistente), senza peraltro adeguate contropartite per la collettività;
- prevede la deroga al DM 1444/68 per le densità edilizie (norma nazionale attinente all’igiene più che all’urbanistica e inderogabile con legge regionale!) e per la dotazione degli standard (si fa sempre riferimento al solo standard per parcheggi: ma la città non si costruisce a misura d’auto, occorrono anche spazi verdi, servizi, ecc.)
- prevede la monetizzazione degli standard senza alcuna possibilità di interlocuzione del Comune;
- non prevede alcuna condizione o criterio efficace circa gli esiti derivanti dal trasferimento totale o parziale delle volumetrie;
- nell’ampliare le compatibilità fra destinazioni d’uso coinvolge impropriamente non solo le zone agricole (che c’entrano con la rigenerazione urbana?), ma anche le destinazioni ambientali e di uso collettivo!
Per il Italia Nostra e WWF quattro devono essere i i “pilastri” su cui costruire questa nuova legge sulla riqualificazione edilizia e urbanistica:
1. Le aree di degrado urbano su cui intervenire devono essere ben definite ed interessare solo le zone B, C, D dei Piani Regolatori Generali vigenti, escludendo pertanto non solo i centri storici, ma anche gli edifici e i tessuti edilizi riconosciuti di interesse architettonico, storico-testimoniali e tipologico dagli strumenti urbanistici vigenti;
2. il rinnovo del patrimonio edilizio deve avvenire garantendo la riqualificazione urbanistica (garanzia degli standard, anche pregressi, ambiti di intervento unitario di rigenerazione urbana ...) e l’effettiva sostenibilità edilizia nel suo complesso (non solo, quindi, sotto l’aspetto energetico, ma anche del risparmio idrico, delle fonti energetiche, bioedilizia, ecc.);
3. il ruolo delle Amministrazioni Comunali, da marginale e del tutto subordinato alle richieste dei proponenti, deve essere centrale (individuazione delle aree di degrado, condizioni per la monetizzazione per carenza di standard, criteri per la delocalizzazione delle volumetrie);
4. lo stop al consumo del suolo, con la certezza che gli interventi non interessino aree agricole, con destinazione d’uso collettivo e non urbanizzate.
Qualora la legge non venisse radicalmente emendata c’è da augurarsi che il Consiglio Regionale non l’approvi affatto. In tal caso sarebbero direttamente operanti le norme nazionali che, per lo meno, contengono gli aumenti volumetrici al 20% e consentono la deroga ai PRG, ma nel rispetto del DM 1444/68 cioè delle densità edilizie, altezze massime e della dotazione degli standard urbanistici.

29.7.12

Grandi pulizie al CEA di Cortino

Oggi, sfidando una delle domenica più calde dell'anno, un manipolo di eroi ha avviato la pulizia del nuovo Centro di Educazione Ambientale di Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Armati di stracci e bastoni, questi coraggiosi hanno affrontato lo sporco accumulatosi per decenni nella struttura abbandonata destinata ad ospitare il CEA del WWF.
Il cammino per giungere alla vittoria del pulito è ancora lungo, ma oggi si è partiti con il piede giusto!
Come al solito, dopo la dura fatica, insieme alla soddisfazione per il lavoro svolto, è arrivata la ricompensa! 
Domenica 5 agosto si replica: cerchiamo uomini e donne di buona volontà!

Come si presentava il pavimento del CEA

All'inizio dei lavori c'è molto buon'umore: durerà poco!

L'equipaggiamento lascia a desiderare, ma dove non arrivano i mezzi, arriva la tempra dell'attivista WWF!

Il Presidente Pino Furia sente il bisogno di ricordare a tutti di quale associazione facciamo parte.

Si recuperano reperti storici (ogni scusa è buona per allontanarsi dal lavoro!)

Finisce come al solito: tutti a mangiare!

Notte verde delle Oasi WWF in Abruzzo


Il “chiù” dell'Assiolo, le variopinte ali delle falene, il rapido volo dei pipistrelli, le costellazioni ed i pianeti, gli odori delle piante aromatiche, i paesaggi rischiarati dalla luna piena: sono i protagonisti della prima Notte Verde delle Oasi del WWF in Abruzzo che è in programma giovedì 2 agosto in 5 aree protette abruzzesi gestite dall'associazione.
A partire dalle 21:30 presso le Oasi WWF delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (AQ), dei Calanchi di Atri (TE), delle Sorgenti del Pescara a Popoli (PE), delle Cascate del Rio Verde a Borrello e del Lago di Serranella a Sant’Eusanio del Sangro, Casoli ed Altino (CH) i visitatori potranno scoprire versi, colori e racconti della natura abruzzese in una maniera inusuale, di notte.
I programmi sono diversi da oasi ad oasi e prevedono passeggiate al chiaro di Luna, una notte trascorsa al museo, incontri con ricercatori impegnati in studi sulle rarissime specie presenti nelle oasi, degustazioni di prodotti del luogo a km zero, concerti di musica tradizionale, osservazione di stelle e pianeti.
La partecipazione è gratuita e nell’ambito dei programmi alcune attività saranno rivolte ai giovani tra 18 e 35 anni per il progetto nazionale “Giovani Protagonisti” che ha visto il contributo della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Politiche Giovanili.
Le Oasi del WWF in Abruzzo sono realtà dinamiche che portano avanti moltissime iniziative di sensibilizzazione del pubblico, anche grazie a risorse ottenute tramite progetti vinti su bandi nazionali ed internazionali. Da diversi anni ogni Oasi organizza un programma estivo e sono decine di migliaia i turisti che ospitiamo. Quest’estate si è aggiunta questa iniziativa coordinata per far conoscere i paesaggi e la biodiversità delle aree protette del sistema WWF in maniera inusuale, di notte.
Oltre alla Notte Verde del 2 agosto, sono comunque decine gli appuntamenti che stiamo realizzando da luglio e che proseguiranno fino a settembre.
Tutte queste iniziative dimostrano come le aree protette possono divenire luoghi di incontro, di conoscenza e di promozione della nostra regione. La stragrande maggioranza di queste iniziative sono gratuite per il pubblico ed è evidente che strutture così dinamiche possono dare un contributo importante per presentare l’Abruzzo migliore, quello dove la Natura si protegge con cura.
I programmi dettagliati della Notte Verde del 2 agosto possono essere consultati sul sito www.wwf.it/abruzzo. Per i giovani interessati a partecipare alle specifiche iniziative in programma in estate nelle Oasi è possibile iscriversi sul sito http://www.giovaniprotagonistiwwf.it/.  

PROGRAMMA NOTTE VERDE DELLE OASI WWF IN ABRUZZO

OASI WWF GOLE DEL SAGITTARIO
Escursione “Tra rocce e fiume” del sentiero geologico.
Notte al Museo: letture al alta voce e mostra del Libro dell’Infanzia, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Anversa.
Ascolto ed osservazione di animali notturni e giochi sensoriali.
“Star party” con osservazione di stelle e galassie al telescopio con Heliomania

OASI WWF CASCATE DEL RIO VERDE
Escursione notturna.
Versi nella notte.
Gamberi nella notte.
Laboratorio tattile per bambini.
Il tutto con mini-break di degustazione di prodotti del territorio.

OASI WWF LAGO DI SERRANELLA
Laboratorio “Arte&Natura”.
Concerto “Il suono del ricordo”.
“Note animali”, laboratorio sui suoni degli animali.

OASI WWF SORGENTI DEL PESCARA
Arrivo dei partecipanti ed accoglienza con degustazione.
Visione video “I pipistrelli e gli altri animali della notte”.
Escursione notturna di ascolto della fauna notturna presso le sorgenti del Pescara.
Alla ricerca delle falene della Riserva.
Mini corso di astronomia per imparare a riconoscere le costellazioni estive.

OASI WWF CALANCHI DI ATRI
Passeggiata al chiaro di luna tra Sapori e Ricerca scientifica.

27.7.12

Chi abbandona gli animali è un mostro!

Non si può non essere d'accordo con Dylan Dog, famosissimo personaggio a fumetti della Sergio Bonelli Editore.
L'abbandono degli animali è una pratica veramente barbara, oltre che estremamente pericolosa visti i tantissimi incidenti che ogni anno determina sulle strade italiane.

Riserva del Borsacchio: la Provincia non si smentisce!

Nella seduta del consiglio provinciale del 24 luglio 2012, conclusasi in tardissima serata, non è passata la mozione del consigliere Riccardo Mercante diretta a chiedere l’abrogazione della recente legge n. 29 del 26 giugno 2012 di riperimetrazione della Riserva del Borsacchio.
La Provincia di Teramo si è dimostrata, nei fatti, ente inutile ed incapace di rappresentare e promuovere gli interessi delle popolazioni locali.
Vari chilometri di fascia costiera teramana, con le aree di foce del Tordino e del Borsacchio, sono stati consegnati alla speculazione edilizia. Ed il Consiglio Provinciale non se ne è forse neppure accorto. Ma ancor prima la Provincia di Teramo non aveva mai nominato l’Organo di Gestione della Riserva, per consentire a questa di funzionare. Viene così meno l'opportunità di fare della Riserva del Borsacchio un formidabile motore di crescita economica, sociale ed ambientale per la collettività. E senza che questa abbia ricevuto nulla in cambio.
Hanno votato contro la mozione i partiti della coalizione di maggioranza, con la sola astensione dell’UDC. Ma contro ha votato anche il consigliere di minoranza Rosanna Di Liberatore (PD), sull'esempio del concittadino, consigliere regionale, Claudio Ruffini.
Il consigliere IDV era inspiegabilmente assente al momento del voto.
A favore della mozione tutte le altre forze di minoranza, che ringraziamo per il sostegno alla mozione.

Un abruzzese vicepresidente del WWF Italia

L’abruzzese Dante Caserta, esperto in diritto e procedure ambientali con particolare esperienza nel settore dei rifiuti, è stato eletto vicepresidente del WWF Italia. Caserta si affianca al presidente Stefano Leoni e all’altro vice presidente Raniero Maggini, entrambi confermati.
La nomina, decisa dal rinnovato Consiglio Nazionale dell’associazione ambientalista, rappresenta in qualche modo un riconoscimento per l’intensa attività svolta in questi anni dal WWF Abruzzo, del quale Caserta è stato a lungo presidente prima di diventare, tre anni fa, consigliere nazionale.
“La scelta di un esponente di punta del WWF Abruzzo, tuttora sempre presente nelle nostre battaglie – dichiara l’attuale presidente regionale Luciano Di Tizio – rappresenta un premio per l’impegno delle donne e degli uomini della nostra associazione, nelle strutture locali, nelle oasi e nelle mille iniziative che il WWF porta avanti”.
Il WWF conta oggi in Italia su 450mila tra soci e donatori e su 1.200 volontari e protegge con le sue 114 oasi oltre 30mila ettari di natura. In Abruzzo i soci e donatori sono oltre 3.000, in continuo aumento grazie soprattutto alla preziosa azione delle strutture territoriali locali attive per il momento a Chieti, nell’area frentana e costa teatina, a Teramo e nella Marsica.
Oltre a Dante Caserta, l’Abruzzo vanta l’elezione nel Consiglio nazionale del prof. Bernardino Romano, esperto di urbanistica, senza tener conto dei diversi altri consiglieri innamorati della nostra regione della quale potremmo considerarli quasi dei cittadini onorari.
“Dante Caserta – conclude Di Tizio – potrà contare sull’impegno e sull’appoggio di tutti i nostri attivisti, che mi sento in questo momento di rappresentare, ma nello stesso tempo sarà chiamato a continuare a lavorare al nostro fianco nelle tante battaglie aperte, in difesa della natura a livello globale, nazionale e regionale, e accanto alle popolazioni locali che rivendicano il sacrosanto diritto di avere una adeguata qualità della vita in un ambiente quanto meno non inquinato”.
Soddisfazione viene espressa anche da Pino Furia, Presidente del WWF Teramo: “Il WWF Teramo si congratula per l’elezione a Vice Presidente del WWF Italia di Dante Caserta, attivista storico del WWF teramano. Siamo molto contenti per questa nomina che conferma come il volontariato sia un elemento portante della nostra Associazione. Siamo certi che Dante non mancherà di apportare il qualificato appoggio per la difesa ambientale del nostro territorio che purtroppo vive momenti di criticità affrontati con serietà e determinazione dai soci e dagli attivisti del WWF Teramo”.

22.7.12

Escursione teatrale all'Oasi dei Calanchi di Atri


Il prossimo 27 luglio, alle ore 21:30, dal centro visite dell’Oasi WWF Calanchi di Atri partirà la prima escursione teatrale, dal titolo “La Pietra di San Paolo. Racconti di santi, streghe e sortilegi”. Fede, leggenda e storia si intrecciano fino a confondersi intorno a questo misterioso monolite che emerge dal piano di campagna per circa un metro. La pietra è bianca, tenera, simile a una colonna spezzata e diversa dalle altre del luogo, di forma fallica, presenta la sommità con un incavo e un piccolo canaletto per il deflusso dei liquidi. La pietra inoltre è caratterizzata da segni di incisioni e raschiamenti superficiali per il prelievo di materiale “taumaturgico”.
“L’idea di realizzare un’escursione teatrale incentrata sulla Pietra di San Paolo ci fu sottoposta, inizialmente, da Gilda Antonelli, nostra associata, e da Norma Di Felice”, racconta Gaetano Tudini, vice presidente dell’Associazione Hatria-Atri e autore del testo teatrale e delle musiche. “L’intento era quello di creare un evento che coniugasse natura, storia e tradizione. Nella Pietra di San Paolo, incastonata nello splendido scenario naturale dei calanchi di Atri, trovammo un trait d'union perfetto. Il primo passo fu quello di coinvolgere l’amico Adriano, direttore dell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, il quale sposò subito l’idea con entusiasmo e convinzione. La scelta poi del Teatro Minimo Atri e del suo direttore artistico Francesco Anello, come coordinatore e realizzatore della messa in scena del testo, fu altrettanto naturale”.
“Mi è subito piaciuta la trama” - racconta Francesco Anello – “e caldeggiai anche la composizione delle musiche. Difficile fu trovare due uomini disponibili e adatti ai ruoli principali. Dopo varie ricerche individuammo in Pierpaolo Marcone e in Egidio De Luca i protagonisti cercati. La scelta di rivolgerci a due neofiti non è stata casuale, ma cercata. La storia narrata, una storia di tradizioni popolari, reclama la recitazione genuina che solo un neofita può dare”.
Alla realizzazione dell’evento hanno partecipato realtà locali. Gli attori coinvolti nella realizzazione dell’evento, infatti, provengono dalla scuola di recitazione del Teatro Minimo Atri. Anche tra i musicisti impegnati nell’esecuzione delle musiche trovano posto giovani musicisti locali.
Per informazioni e prenotazioni: info@riservacalanchidiatri.it, oppure lasciare un messaggio in segreteria chiamando il numero 085.87.80.088. Nei giorni precedenti la serata, coloro che si sono prenotati sono pregati di passare presso gli uffici amministrativi dell’Oasi in Piazza Duchi d’Acquaviva, dalle ore 9:30 alle ore 14:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Corte Costituzionale: rispettare il referendum del giugno 2011

Il 20 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha restituito la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo ha fatto dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 agosto 2011, con il quale il Governo Berlusconi calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, comprese quelle del Governo Monti.
La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua sostenne un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.
La sentenza della Corte ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito per chi vuole speculare sui beni comuni.

17.7.12

Orsi tra le nuvole a Pineto


L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano ed il WWF, in collaborazione con Comune di Pineto e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “G. Caporale” Abruzzo e Molise, organizzano insieme la mostra “Orsi tra le nuvole” dedicata all’orso bruno marsicano, simbolo vivente della regione Abruzzo.
Si comincerà venerdì 20 luglio alle 17.00 con la visita guidata a tema alla Torre del Cerrano e l’inaugurazione della mostra “Orsi tra le nuvole”, un’esposizione di vignette che dieci famosi fumettisti hanno dedicato all’orso per sensibilizzare la popolazione sulla necessità della sua tutela e conservazione.
Al termine della visita è previsto l’intervento di Daria Di Sabatino, ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “G. Caporale”.
A seguire, alle 21.30, si terrà un incontro a Pineto, in Villa Filiani, durante il quale verranno illustrate le azioni del programma europeo Life Arctos, finanziato dall’Unione Europea, con la partecipazione per l’Abruzzo di WWF Italia, Università di Roma La Sapienza, Regione Abruzzo e Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per favorire la tutela delle popolazioni di orso bruno marsicano e sostenerne l’espansione numerica, attraverso l’adozione di misure gestionali compatibili con la presenza del plantigrado, la riduzione dei conflitti con le attività umane, l’informazione e la sensibilizzazione dei principali portatori d’interesse.
Interverranno il Presidente dell’AMP Benigno D’Orazio e, in veste di relatori, Stefano Allavena, Delegato della LIPU Abruzzo e di ALTURA, Dante Caserta, Consigliere Nazionale del WWF Italia, e Filomena Ricci, Direttrice della Riserva Regionale “Oasi delle Gole del Sagittario”.
Moderatore della serata sarà Mario Cipollone, Guida del Cerrano.
Durante gli interventi verranno mostrati video e fotografie dell’orso bruno marsicano per far conoscere e ammirare questo splendido abitante delle nostre montagne ai presenti che, si spera, parteciperanno numerosi all’evento.
Sabato 21 luglio, dalle 9.00 alle 18.00 si terranno delle visite guidate alla Torre del Cerrano e alla mostra “Orsi tra le nuvole”.
I dieci fumettisti che hanno donato la loro rappresentazione dell’orso e le cui opere sono presenti alla mostra sono: Giacomo Bevilacqua, Bruno Bozzetto, Stefano Casini, Emanuele Di Dio, Carmine Di Giandomenico, Milo Manara, Corrado Mastantuono, Paolo Moisello, Davide Toffolo e Stefano Turconi. A questi si è aggiunto Marco Preziosi, disegnatore naturalista.
Tutti gli amanti della natura e dell’arte e quanti hanno a cuore la conservazione dell’orso bruno marsicano sono invitati a partecipare.
Ulteriori informazioni sul sito http://www.torredelcerrano.it/.

Modello Rimini

Ugo Centi, attento osservatore della realtà rosetana, dopo aver letto la dichiarazione del Sindaco di Rimini sull'ultimo numero del Venerdì di Repubblica, ha mandato in rete questa riflessione che ci sentiamo di condividere pienamente.

"Se avete in mente la Rimini degli anni ’80, insomma la vacanza notturna e sballata delle discoteche, allora siete fuori strada. Eravamo schiacciati da quel modello lì, del divertimento a tutti i costi, della notte, dello sballo”, dice il sindaco, Andrea Sgassi. “Abbiamo sofferto 7-8 anni poi abbiamo capito (…) Dunque basta con le discoteche (…) ora Rimini è la città della cura di sé".
Così sul “Venerdì di Repubblica” del 13 luglio.
Qualcuno potrebbe passare la voce ai sindaci della costa abruzzese?

14.7.12

Torna l'incubo incendi a Teramo


Ieri è stata una giornata caratterizzata da numerosi incendi che hanno colpito varie zone periferiche di Teramo, in particolare a ridosso del quartiere della Cona in contrada Gattia. Già nei giorni scorsi si era registrato un incendio in contrada Carapollo, ma, in realtà, sono almeno tre anni che a Teramo si verificano situazioni simili in questo periodo dell’anno.
“Sembra quasi che ci sia un’unica regia”, dichiara Pino Furia, Presidente del WWF Teramo. “Ci sono pochi dubbi che anche dietro gli incendi di questi giorni, come per quelli che hanno colpito la nostra città negli anni passati, ci sia la mano dell’uomo. Del resto è lo stesso Corpo Forestale dello Stato a ricordare che la quasi totalità degli incendi ha origine antropica, o dolosa o colposa. I responsabili sono quasi sempre piromani o soggetti che hanno un qualche interesse sull’area bruciata oppure persone che. involontariamente, per imperizia ed incuria determinano l’avvio dell’incendio. Sono rarissimi i casi di incendi nati per cause naturali (fulmini, autocombustione, ecc.). Purtroppo molto spesso i responsabili di questi atti criminali non vengono individuati e possono tornare a colpire, determinando, oltre al danno ambientale, anche un vero e proprio pericolo per edifici e persone. L’azione di prevenzione, investigazione e repressione deve essere intensificata. Rivolgiamo un appello anche ai cittadini, a partire dai nostri soci, a fornire elementi potenzialmente utili all’identificazione di chi, con i suoi gesti sconsiderati, danneggia beni della collettività, crea situazioni di pericolo e distoglie mezzi, personale e risorse pubbliche da eventuali altre emergenze”.
Anche la pessima abitudine di lasciare abbandonati rifiuti lungo scarpate ed ai margini delle strade vicino a rovi ed arbusti rappresenta un ulteriore pericolo perché facilita la nascita di focolai ed il propagarsi del fuoco.
“È molto importante”, conclude Pino Furia, “che, ogni qual volta, vengano segnalati al Comune ed alla Team rifiuti abbandonati, questi vengano rimossi al più presto, specialmente in questo periodo dell’anno. E anche in questo caso è necessaria un’azione sanzionatoria al fine di scoraggiare questa pratica incivile e pericolosa”.

11.7.12

A chi conviene la deriva petrolifera?


La situazione delle richieste e concessioni di idrocarburi in Abruzzo (clicca sopra per vederla meglio)

Questa mattina presso il Centro Servizi Volontariato di Pescara, Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Abruzzo, Fabrizia Arduini, consigliere regionale del WWF Abruzzo, e Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia, hanno presentato il dossier WWF “Regali petroliferi anche in Abruzzo. La regione verde d’Europa nella giungla di royalty, incentivi e facilitazioni”.
Attualmente oltre il 50% del territorio regionale è interessato da attività legate alla ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi: sono ormai coinvolti il 75% dei comuni abruzzesi dove risiede quasi l’80% della popolazione.
Situazione simile nel mare antistante la costa abruzzese non è migliore: quasi 6.000 km quadrati di mare sono interessati da permessi di ricerca, concessioni ed estrazione di idrocarburi.
La legge regionale approvata nel 2010 non è capace di bloccare questa deriva petrolifera, limitandosi a individuare dei semplici “profili di incompatibilità” per le attività legate agli idrocarburi in alcune parti della regione Abruzzo, trascurandone tante altre e non occupandosi minimamente né delle istanze a mare né delle istanze che attengono alla ricerca di idrocarburi gassosi.
In particolare in Abruzzo, secondo l’ultimo bollettino fornito dall’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico, a terra ci sono:
• 10 istanze di permesso di ricerca;
• 11 permessi di ricerca;
• 2 istanze di concessione di coltivazione.
A questi si aggiungano nel tratto di mare antistante la costa abruzzese:
• 1 istanza di permesso di prospezione;
• 4 istanze di permesso di ricerca;
• 4 permessi di ricerca;
• 2 istanze di coltivazione.
Ma l’Abruzzo conta già 7 progetti produttivi di coltivazione di idrocarburi (1 di petrolio e 6 di gas) a mare ed 8 a terra (di cui 2 attualmente operanti).
Il WWF Abruzzo, attraverso il dossier “Regali petroliferi anche in Abruzzo. La regione verde d’Europa nella giungla di royalty, incentivi e facilitazioni” ha voluto analizzare questo forte interesse delle compagnie petrolifere verso le nostre terre al fine di comprendere quanto ricavano i comuni interessati e la regione Abruzzo dalle attività di ricerca ed estrazioni svolte ne propri territori.
I ricavi per lo Stato, le regioni ed i comuni risultano estremamente contenuti grazie ad un amplissimo sistema di esenzioni, aliquote sul prodotto, canoni di concessione bassissimi ed una serie di agevolazioni ed incentivi.
Le principali agevolazioni previste sono:
1. le royalty oscillano tra il 4 ed il 10% del valore del prodotto estratto, a seconda che si tratti di idrocarburi gassosi o liquidi estratti in mare o in terraferma, mentre le royalty degli altri Paesi vanno dal 20 e all’80%;
2. le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte annualmente in terraferma e le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare, come i primi 25 milioni metri cubi standard di gas in terra e i primi 80 milioni di metri cubi standard di gas in mare sono esenti dal pagamento di royalty;
3. nessuna royalty è dovuta per le produzioni effettuate in regime di permesso di ricerca;
4. il gasolio utilizzato nei cantieri per l’esecuzione di perforazioni per la ricerca e la produzione di idrocarburi può essere acquistato ad un prezzo agevolato;
5. oltre ai numerosi investimenti statali fatti nel settore ed al sistema del CIP6 che fornisce sussidi alle centrali che bruciano scarti di raffineria, sono previsti contributi da parte dello Stato per le attività di rilevamento geofisico per la prospezione da parte dei concessionari e per la conversione a stoccaggio di gas naturale dei giacimenti in fase di avanzata coltivazione.
Ciò determina una situazione che nel corso del meeting Offshore Mediterrean Conference svoltosi a Ravenna nel 2004 è stato presentato con il significativo titolo: “La favorevole legislazione italiana per le compagnie petrolifere”.
Nel dossier WWF si spiega come la Regione Abruzzo nel 2010 si è vista riconoscere, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, solo poco più di 250.000 euro.
Nessuna royalty è stata presentata per le attività di estrazione a terra poiché tutte si sono tenute al di sotto del limite minimo esentato.
Solo 3 o 4 progetti (a seconda degli anni) di estrazione a mare sui 7 presenti hanno pagato royalty poiché hanno superato i quantitativi minimi esentati.
Il WWF è convinto che non vi siano royalty sufficienti per distruggere un territorio. Ma è evidente che il sistema delle royalty esistente è ad esclusivo vantaggio delle compagnie petrolifere.
Il sistema attualmente vigente in Italia, quindi, promuove fortemente la ricerca di fonti fossili. Ed i segnali che vengono dal Governo nazionale lasciano intendere che vi sia una volontà di incrementare ulteriormente incentivi ed agevolazioni. In più occasioni, poi, è stata messa in discussione l’unica norma di tutela introdotta recentemente che vieta le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi entro le 5 miglia nautiche dalla costa che diventano 12 in caso di presenza di aree naturali protette.
L’Abruzzo è attualmente investito da continue istanze di ricerca. Non è facile stimare cosa comporterebbe per la nostra regione non bloccare la deriva petrolifera ormai in atto da alcuni anni.
Quali sarebbero i costi ambientali? Quali i costi sanitari? Quali le ripercussioni sulle economie configgenti con l’industria petrolifera, come il turismo, l’agricoltura, ecc.
Gli esempi di altri luoghi, in Italia e all’estero, dove si sono svolte attività di ricerca, estrazione e raffinazione di idrocarburi evidenziano come i rischi per l’ambiente, la salute umana e le attività economiche sono elevatissimi.
Non è un caso che contro le richieste delle compagnie petrolifere sempre più spesso si schierano, oltre alle associazioni ambientaliste ed ai comitati locali, anche le associazioni di categoria, gli enti locali, la società civile e perfino la Conferenza episcopale abruzzese e molisana che in più occasioni ha fatto sentire la sua voce contraria.
Sulla capacità di resistere e bloccare la deriva petrolifera in atto si gioca il futuro della nostra regione e di noi tutti.

6.7.12

Festa per il Fratino

Caccia 2011/12: una Waterloo per la Regione Abruzzo


È stata depositata dal TAR Abruzzo di L'Aquila la sentenza di merito sul ricorso presentato dal WWF Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia.
Si ricorderà che il TAR ad ottobre scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Ora, con la sentenza di merito, il TAR non solo ha accolto le principali critiche sollevate dalle associazioni, ma ha anche ritenuto fondata l'eccezione di costituzionalità della Legge Regionale 10/2004 sull'attività venatoria in Abruzzo nella parte che disciplina un aspetto fondamentale, il cosiddetto Comparto Unico sulla Migratoria.
Il WWF Abruzzo esprime grande soddisfazione sulla decisione del TAR.
Intanto il Collegio ha soddisfatto l’esplicita richiesta delle associazioni di discutere nel merito il ricorso pur essendo caduto il Calendario Venatorio 2011-2012. Infatti ha ritenuto che sia interesse non solo dei ricorrenti ma anche della stessa Regione Abruzzo, conoscere le motivazioni di merito sulle eccezioni sollevate anche per adeguare i futuri calendari venatori.
Moltissime erano le criticità evidenziate dalle associazioni. Tra i punti salienti:
1) SPECIE IN DECLINO: si era consentita l'apertura alla caccia per specie in declino e l'ampliamento del periodo di caccia per queste e altre specie (come frullino, moretta, marzaiola, mestolone, codone,canapiglia, fischione, beccaccino) discostandosi dai periodi e dalle modalità gestionali indicati dall’ISPRA. Per il primo punto il WWF aveva sostenuto che la Regione Abruzzo
permetteva la caccia per diverse specie in declino, soprattutto acquatiche, nonostante non avesse prodotto censimenti recenti e nonostante i dati raccolti dalla Stazione Ornitologica Abruzzese indicassero una presenza minima in Abruzzo delle specie in questione (meno di 5.000 unità, per alcune pochi individui). In una tale situazione non solo la Regione Abruzzo ha comunque aperto la caccia a queste specie, ma ha anche previsto carnieri inusitati rispetto alla reale consistenza numerica delle specie in Abruzzo Il TAR ha accolto pienamente questa critica ed ora la Regione Abruzzo dovrà adeguarsi anche per il futuro chiudendo la caccia a queste specie in declino e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo.
2) ORSO BRUNO: il comitato V.I.A. prima aveva vietato l'inizio dell'attività venatoria nell'area A del PATOM di massima presenza dell’Orso bruno, ma dopo poche settimane aveva cambiato idea con un secondo giudizio in cui si consentiva l'attività venatoria ponendo alcune prescrizioni per la sola caccia al Cinghiale. Su questo punto il TAR censura la Regione Abruzzo e il Comitato V.I.A. sulla tutela del animale simbolo della Regione, l’Orso bruno marsicano. Dopo la richiesta pervenuta dall'Ente Parco nazionale d’Abruzzo che chiedeva di evitare il disturbo all’Orso in un periodo delicatissimo come quello che precede il letargo in cui l'orso è iperfagico, il Comitato V.I.A. aveva varato un primo parere vietando fino al primo novembre tutta l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Dopo poche settimane lo stesso Comitato fece un clamoroso dietrofront nonostante le precise e circostanziate diffide inviate dal WWF. Ebbene il TAR ha bacchettato pesantemente l'Assessorato all’Agricoltura e il Comitato V.I.A. scrivendo “Le carenze della valutazione effettuata e la mancanza di motivazione sui punti specifici suddetti conduce quindi all’accoglimento delle censure esaminate relative alla Valutazione di incidenza”.
3) RELAZIONE TECNICA INIDONEA: l’Assessorato all’Agricoltura aveva allegato al Calendario Venatorio una relazione tecnica. Tale relazione, secondo le associazioni, non era conforme ai requisiti tecnici che deve avere lo Studio di Incidenza Ambientale secondo quanto previsto dalle normative comunitarie in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale al fine di valutare l'impatto della caccia (per disturbo ecc.) sulle specie particolarmente protette a livello comunitario (non solo l'Orso, ma anche il Lupo, il Camoscio, il Falco grillaio ecc.). Il Comitato V.I.A. aveva inopinatamente accettato di valutare tale studio. Ancora più grave appare quindi la censura del TAR sull’operato del Comitato V.I.A. e dei funzionari dell'assessorato all’Agricoltura su questo punto, quando conferma che l'intera relazione tecnica allegata al Calendario non permetteva di valutare gli effetti della caccia sulle specie protette a livello comunitario.
4) COSTITUZIONALITÀ DEL COMPARTO UNICO SULLA MIGRATORIA: il comparto unico sulla migratoria, introdotto dalla legge regionale 10/2004, definendo l’Abruzzo come unico comparto, nega il legame cacciatori-territorio richiesto dalla legge nazionale sulla caccia rendendo possibile ai cacciatori non solo di andare a caccia anche fuori dall'ATC in cui è iscritto, ma anche di cacciare per più giorni la settimana. Il TAR ha emesso un’ordinanza con la quale chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità della norma regionale.
5) USO DELLE MUNIZIONI AL PIOMBO: la Regione ha consentito l'uso delle munizioni al piombo (pallini e cartucce di piombo) per i quali l’ISPRA aveva evidenziato l'esistenza di gravi problemi sanitari derivanti dalla contaminazione da questo metallo pesante, non solo per le rare specie necrofaghe come Nibbio reale e Grifone ma anche per l’uomo stesso. Invece di vietarlo la Regione ne aveva semplicemente sconsigliato” l’uso. Anche su questo aspetto il TAR ha dato ragione al WWF sostenendo che la Regione Abruzzo non ha correttamente valutato la necessità di vietare l’uso delle munizioni al piombo nonostante la loro pericolosità.
6) ALTRI ASPETTI: il TAR ha anche accolto la parte del ricorso sulla definizione degli orari di caccia. Altri aspetti marginali non sono stati accolti (come l'indicazione chiara delle mappe delle aree incendiate e alcuni giorni in più sulla caccia alla Beccaccia), ma è tale il numero di punti su cui è stata data ragione alle associazioni che viene minato alla base l’intero apparato del calendario.
Dichiara Michele Pezone, avvocato che ha curato il ricorso al TAR per le associazioni: “Assai rilevante l’accoglimento da parte del TAR della questione di legittimità costituzionale del comparto unico sulla migratoria prevista dalla normativa regionale: è un successo enorme che apre la strada, finalmente, ad una sentenza chiarificatrice della Corte Costituzionale. Nonostante la regione Abruzzo continui a varare i calendari all’ultimo secondo invece di approvarli entro il 15 giugno come prevede la legge, complicando e rallentando la nostra azione, abbiamo ottenuto un risultato straordinario. Inoltre lo scorso anno sono arrivati addirittura a cambiare il calendario venatorio “in corsa” e alla fine, dopo la prima sospensiva del TAR, abbiamo anche dovuto presentare diffide formali e un “ricorso per ottemperanza” perché l’assessorato tardava nell’applicazione puntuale della sospensiva del TAR”.
La sentenza in un punto dichiara che era necessario entrare nel merito anche perché è bene chiarire vicende che potrebbero avere rilevanza anche sotto altri aspetti, come quello del danno al patrimonio indisponibile dello Stato costituito dalla fauna selvatica. Ora si potrà lavorare anche in tal senso affinché chi deve prendere decisioni sulla biodiversità che è patrimonio di tutti lo faccia per il bene comune e non per avvantaggiare l’interesse di parte dei cacciatori.
Il WWF ritiene che il prossimo calendario venatorio debba adeguarsi alla sentenza del TAR Abruzzo e vigilerà attentamente perché questo accada.