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25.5.18

Oggi ultimo aperitivo scientifico del WWF: scienza vs magia!

 
Un simpatico “duello” tra scienza e magia, con protagonisti un “mentalista” e uno psicologo, è al centro dell’ultimo appuntamento degli Aperitivi scientifici del WWF Teramo, organizzati nell’ambito dei Café scientifique del WWF Italia.
Domani, venerdì 25 maggio, alle ore 18 presso il bistrot Stagioni in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo, il tema trattato sarà infatti “Scienza vs Magia: psicologo e mentalista a confronto”. Nostri ospiti saranno Aristide Saggino, Dipartimento Scienze Psicologiche, Umanistiche e del Territorio dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara e Presidente CICAP Abruzzo-Molise, e Luca Menichelli, mentalista e vice presidente CICAP Abruzzo-Molise.
“Il tema scelto per l’ultimo dei nostri appuntamenti di questa stagione degli Aperitivi scientifici è sicuramente particolare”, dichiara Fausta Filippelli del WWF Teramo. “Come associazione ambientalista, che basa le sue azioni e i suoi posizionamenti su dati scientifici, ci interessava fornire uno spunto di riflessione sul tema della credibilità che a volte siamo portati a riconoscere a pratiche prive di qualsiasi fondamento e che però sembrano avere molta presa su tanti di noi. Il confronto tra psicologo e mentalista sarà utile anche per capire certi percorsi mentali che ci portano a interpretare i nostri comportamenti e quelli degli altri mettendo da parte la logica e affidandoci a sensazioni o credenze”.
Gli Apertivi scientifici del WWF Teramo riprendono l’esperienza dei Café Scientifique anglosassoni, nati a Leeds nel 1998 e oggi attivi in molte altre città del mondo, mantenendo la stessa denominazione e il comun intento di promuovere incontri in luoghi ricreativi per ascoltare scienziati, scrittori e personaggi di cultura che danno vita a interessanti forum per discutere apertamente con appassionati e semplici curiosi.
Il WWF in Italia sta diffondendo questo nuovo modello di intrattenimento-studio con prime esperienze a Bologna, Trieste, Milano, Atri e, appunto, anche Teramo dove la prima edizione è stata lanciata nel gennaio 2015.

23.5.18

Acquifero del Gran Sasso d’Italia: ancora disagi per i cittadini della provincia di Teramo

Questa mattina un comunicato della Ruzzo Reti SpA avverte che “ ... a causa dei lavori di tinteggiatura della segnaletica orizzontale all’interno delle gallerie autostradali dell’A24, che Strada dei Parchi effettuerà dalle ore 22 di oggi, mercoledì 23 maggio, fino alle ore 6 circa di domani, giovedì 24 maggio, a scopo precauzionale la sorgente “Traforo” verrà messa fuori esercizio. Pertanto, domani potranno verificarsi diminuzioni di portate e di pressione nei seguenti comuni: Isola del Gran Sasso, Tossicia, Colledara, Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Teramo, Campli, Civitella del Tronto, Sant’Egidio alla Vibrata, Canzano, Castellalto, Bellante, Sant’Omero”.
Ancora una volta come cittadini è possibile che subiremo disagi legati alla possibile diminuzione della fornitura d’acqua; ancora una volta una notevole quantità di una risorsa preziosa sarà “sprecata”, costringendoci a bere acqua depurata di qualità più scadente e a costi maggiorati.
Quanto tempo dovremo ancora aspettare per conoscere un serio progetto di messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso? Quanta acqua dovrà ancora essere “sprecata”?
Il 12 aprile 2018 l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha chiesto un’audizione alla Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” della Regione Abruzzo. È passato più di un mese e, dopo alcune dichiarazioni stampa del Presidente, Pierpaolo Pietrucci, e l’unico sostegno da parte del Consigliere regionale del Movimento 5Stelle, Riccardo Mercante, nulla è accaduto. Siamo costretti a registrare che questo problema, ad esclusione di Mercante, non interessa ai consiglieri regionali, neppure a quelli eletti in Provincia di Teramo.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è però intenzionato a portare avanti il suo impegno e continua a chiedere risposte concrete.

Allarme Fratino: in diminuzione sulla costa abruzzese

Fratino maschio - Ph Marco Carafa
“Come abruzzesi ci stiamo assumendo una grande responsabilità: rischiamo di far scomparire il Fratino dalle nostre spiagge!”. È questo l’allarme lanciato da Luciano Di Tizio, delegato WWF per l’Abruzzo. “Nonostante gli sforzi che stiamo mettendo in campo con il Progetto Salvafratino, portato avanti dall’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e dal WWF Abruzzo, dopo i buoni risultati della stagione 2016, abbiamo registrato dati molto preoccupanti nel 2017 e ci arrivano segnali non confortanti da questa prima parte della stagione 2018”, continua Di Tizio. “Il Fratino è uno dei simboli della biodiversità costiera e farlo scomparire dalle nostre coste sarebbe gravissimo. Purtroppo l’azione dei soli volontari non è sufficiente a salvare questa specie che peraltro è in regressione in tutta Italia. Le cause sono svariate, alcune anche naturali come la predazione da parte di altri animali selvatici, ma nella stragrande maggioranza dei casi la colpa è dell’uomo che sottrae sempre più spazio al Fratino e gli arreca disturbo proprio nel periodo della riproduzione, della cova delle uova e dell’involo dei piccoli. Sono di pochi giorni fa gli ultimi due episodi. A Vasto una pulizia effettuata da privati con mezzi meccanici fino alla fascia dunale ha “arato” un ampio tratto di spiaggia. A Pescara si è intervenuti con le ruspe in quella che dovrebbe essere la Spiaggia dedicata al Fratino per prelevare sabbia da utilizzare per il ripascimento. Due operazioni condotte male e in periodo sbagliato che sicuramente non aiutano la presenza del Fratino che nidifica sulle spiagge proprio in questi mesi”.

 
I dati del 2017
Anche nel 2017 il Progetto Salvafratino ha visto la collaborazione tra il WWF Abruzzo e l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” in coordinamento con una serie di gruppi di volontari o semplici appassionati. Sono stati monitorati 14 siti: Biotopo Costiero di Martinsicuro, Villa Rosa di Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Pescara, Ortona, Riserva “Punta Aderci”, Riserva “Marina di Vasto” con il Biotopo Costiero di San Salvo Marina, San Salvo Marina e Vasto Marina.
 
Dati complessivi 2017 - Nidi
 NidiPositiviNegativi% successo
All’interno di aree protette2762122%
All’esterno di aree protette26111542%
 
Dati complessivi 2017 - Uova
 DeposteSchiuseNon schiuse% successo
All’interno di aree protette75175823%
All’esterno di aree protette73304341%
 
Confronto con anni precedenti - Nidi
 NidiPositiviNegativi% successo
201544212348%
201650292158%
201753173632%
 
Confronto con anni precedenti - Uova
 DeposteSchiuseNon schiuse% successo
2015123596448%
2016141895263%
20171484710132%
 
“Nel 2017 la stagione riproduttiva non ha dato un esito positivo come nel 2016”, dichiara Fabiola Carusi, responsabile del Progetto Salvafratino per il WWF Abruzzo. “In totale, sui circa 130 km di costa abruzzese, sono stati monitorati 53 nidi di cui solo 17 sono andati a buon fine, mentre 36 sono stati i nidi negativi. Le uova deposte sono state 148, di cui solo 47 sono giunte alla schiusa. Sia per nidi che per uova, la percentuale di successo si attesta quindi al 32%. Come era successo nel 2016, anche nel 2017 il maggior successo riproduttivo si è avuto nelle aree esterne alle aree protette, ma va considerato che è tutelata solo una piccola parte della costa. Nel confronto con gli anni precedenti, si è passati dai 44 nidi individuati e monitorati nel 2015, ai 50 nel 2016 fino ai 53 nel 2017. Uguale crescita si è riscontrata nelle uova deposte che erano 123 nel 2015, 141 nel 2016 e 148 nel 2017. In pratica è probabile che l’aumento di volontari organizzati stia consentendo di individuare un numero maggiore di nidi, ma poi da questi nidi riesce a schiudersi un numero inferiore di uova per molteplici motivi”.
 
Le cause del regresso.
Le cause del regresso possono essere svariate.
Sicuramente sono stati registrati casi di predazione naturale sui nidi: cornacchie e gabbiani tra gli uccelli, o piccoli mammiferi come ratti, ricci o volpi, possono arrecare danni a nidi e uova. Anche eventuali piogge molto forti nei periodi di cova possono creare problemi alla specie, come sta accadendo anche quest’anno.
Ma è chiaro che i maggiori danni vengono arrecati dall’uomo, direttamente o indirettamente.
Innanzitutto la pulizia meccanica delle spiagge nel periodo del corteggiamento, riproduzione, cova e schiusa provoca distruzione di uova e/o disturbo agli adulti con conseguente abbandono di nidi.
In secondo luogo la predazione o il disturbo da parte di cani lasciati liberi in spiaggia senza museruola: si tratta di un comportamento vietato i cui effetti possono essere molto pesanti sulla specie.
Da non trascurare poi le azioni di vandalismo condotte su alcuni nidi. Inspiegabilmente si sono riscontrati anche casi di furto di uova o distruzione di nidi fatti in maniera cosciente. Veri e propri “crimini di natura”.
Infine un fattore generale. La nostra costa è sempre più antropizzata. A parte l’aver costruito su praticamente tutto il litorale e il continuare a restringere le spiagge libere per aumentare le concessioni, durante la bella stagione i bagnanti sono veramente dappertutto con un continuo ed innegabile effetto di disturbo sulla specie.
 
Il futuro.
“Siamo fortemente preoccupati” riprende Di Tizio. “Se vogliamo fare in modo che questa specie continui a vivere sulle nostre spiagge va messo un freno allo sfruttamento totale della costa. Da settimane i volontari del Progetto Salvafratino stanno cercando di proteggere i nidi, le uova e i nuovi nati. Ma ovviamente non si può garantire la vigilanza tutti i giorni da aprile fino a giugno. Le amministrazioni comunali e i balneatori devono adottare sistemi di pulizia della spiaggia meno invasivi, si devono creare zone maggiormente protette con fasce di rispetto dei nidi, si devono effettuare controlli maggiori sulla presenza di cani in spiaggia facendo capire ai proprietari, auspichiamo sensibili alla tutela dei fratini quanto a quella dei loro amici a quattro zampe, che i divieti esistenti vanno rispettati perché servono a proteggere una specie a rischio di estinzione. Non mancano buone pratiche che ci fanno ben sperare. Diversi balneatori sono i primi a cercare di proteggere i nidi, così come amministratori e funzionari di vari comuni si mostrano molto più attenti di quanto lo fossero nel passato. Negli anni è cresciuta la sensibilità di molti, ma purtroppo non basta. Se vogliamo continuare a vedere i fratini correre sulla battigia delle spiagge abruzzesi, dobbiamo fare tutti di più e farlo in fretta”.

18.5.18

Domenica 20 maggio: i programmi della Giornata delle 5 Oasi WWF abruzzesi


“La prossima domenica sarà una vera e propria festa della Natura” dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “Le nostre 100 Oasi proteggono ambienti e specie animali e vegetali di grandissimo valore e rappresentano un modello di gestione delle aree naturali protette in Italia e in Europa perché grazie ai nostri operatori e volontari, pur tra mille difficoltà, in questi angoli di natura salvati dal degrado è stato possibile coniugare conservazione e promozione del territorio. Da sempre nelle Oasi, laddove possibile, abbiamo puntato sul turismo verde, un turismo sostenibile che non danneggi, ma anzi rafforzi la protezione dell’ambiente”.
In Abruzzo saranno cinque le Oasi aperte al pubblico gratuitamente con un ricco programma di iniziative e attività.
“Fin dalla mattina”, aggiunge Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo, “l’Oasi dei Calanchi di Atri, l’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello, l’Oasi delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi, l’Oasi del Lago di Penne e l’Oasi del Lago di Serranella nei Comuni di Altino, Casoli e Sant’Eusanio del Sangro saranno pronte ad accogliere visitatori, escursionisti, appassionati di natura e famiglie desiderose di passare una giornata all’aria aperta. Inaugurazioni di nuovi Centri visita e sentieri natura, escursioni floro-faunistiche, liberazione di fauna curata e restituita alla natura, visite al Centro dei Lupi ibridi, tantissime attività per bambini e ragazzi e laboratori didattici, minicorsi di fotografia naturalistica e di nordic walking… decine di iniziative per una giornata immersi nella natura della nostra regione”.

Programmi della Giornata delle Oasi WWF

OASI WWF CALANCHI DI ATRI
Centro visite in Via Colle della Giustizia ad Atri (TE)
ore 9.30: Inaugurazione del nuovo Centro visita
ore10.00: Rilascio fauna selvatica a cura del gruppo Carabinieri Forestali di Teramo
ore 10.15: Intermezzo musicale della Schola Cantorum Aristotele Pacini di Atri
ore 10.30: Escursione naturalistica “Alla scoperta della geodiversità dei Calanchi di Atri”
ore 11.00: Laboratorio didattico “La bomba di semi”
ore 16.00: Laboratorio didattico “Alla scoperta degli antichi popoli Piceni”
ore 17.00: Escursione naturalistica “Alla scoperta delle erbe dell’Oasi”
Info: 331.5799191

OASI WWF GOLE DEL SAGITTARIO
Centro visita alle Sorgenti di Cavuto ad Anversa degli Abruzzi (AQ)
Ore 10.30: apertura delle mostre “Scatti di vita dell’Orso Bruno marsicano” e “Orsi tra le nuvole”
Ore 11.00: “Il gioco dell’Orso” dedicato a tutti i bambini
Ore 12.00 e ore 16.30: “Guida all’interpretazione ambientale di un tratto di Fiume”, visita guidata incentrata sull’acqua, le sorgenti, il ciclo dell’acqua
Info: 345.4790804

OASI WWF LAGO DI SERRANELLA
Centro Visite in località Brecciaio a Sant’Eusanio del Sangro (CH)
Ore 9.30: Apertura Oasi
Ore 10.00: Passeggiate naturalistiche nell’Oasi
Ore 16.00: Lezione di avvicinamento al Nordic Walking. Camminare in natura
Ore 17.00: La Natura in un click. Mini corso per fotografi naturalisti in erba
Ore 19.00: Saluto di arrivederci e chiusura dell’Oasi
Info: 333.9224326

OASI WWF CASCATE DEL VERDE
Centro visite alla Strada provinciale Sangritana a Borrello (CH)
Ore 9:30: Apertura dell’Oasi
Ore 10:00: Inaugurazione del Percorso Natura “Cascate del Verde” recentemente ristrutturato
Ore 10.30: Laboratorio didattico all'ingresso dell’Oasi sugli organismi acquatici
Ore 15.30: Laboratorio didattico sul gambero di fiume presso l’incubatoio di valle di Borrello
Ore 19.00: Saluti e chiusura dell’Oasi
Info: 340.1172367

OASI WWF LAGO DI PENNE
Centro visite dell’Oasi a Penne (PE)
Ore 10:00: Visita guidata all’area floro-faunistica e al nuovo Centro Lupi ibridi. Inaugurazione del nuovo sentiero natura
Ore 19.30: Proiezione del documentario “Le vie dell’acqua. Dal Gran sasso alla Riserva Lago di Penne” di Alessandro Di Federico al CEA “A. Bellini” in contrada Collalto.
Info: 085.8279489

Nella Giornata di domenica 20 maggio si chiuderà anche la campagna WWF “SOS Animali in trappola”: una maratona di raccolta fondi lanciata dall’Associazione dal 6 al 20 maggio cui si può contribuire inviando un sms o chiamando da rete fissa al numero 45590. I fondi raccolti saranno utilizzati dal WWF per la campagna contro il bracconaggio.

Incremento tumori? Serve chiarezza sui dati


In merito alle notizie che qualche giorno fa sono state diffuse circa un presunto aumento di tumori “nell’area a ridosso dei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso”, sarebbe bene che coloro che hanno diffuso tali notizie fornissero in maniera chiara e pubblica i dati in loro possesso così da permettere un confronto serio e avviare le dovute verifiche.
Non è possibile fare affermazioni di un certo tipo e non fornire al contempo prove e documentazione in merito a quanto sostenuto. Trattandosi di questioni che attengono alla vita di centinaia di migliaia di cittadini è importante agire con responsabilità e correttezza scientifica.
D’altra parte, poiché certe affermazioni arrivano da un medico e da un consigliere regionale, si deve supporre che si basino su dati certi e riscontri precisi che invitiamo a produrre al più presto così da consentire un vero confronto sul tema con i competenti organi sanitari.
La questione delle interferenze tra l’acquifero del Gran Sasso e i Laboratori di Fisica Nucleare, ma anche delle gallerie autostradali, è un tema molto importante. Se si ha contezza di un presunto aumento di patologie gravi in una determinata area e se si hanno prove o anche sospetti fondati di un collegamento tra questo presunto aumento e gli esperimenti condotti nei Laboratori si ha l’obbligo di fornire tutte le informazioni sin qui acquisite perché sarebbe necessario prendere immediati provvedimenti.
In generale, l’incidenza dell’inquinamento ambientale sulla salute umana è cosa ben nota e acclarata. Molto più difficile è individuare i collegamenti causa-effetto tra fonti effettivamente inquinanti e patologie. Proprio per questo l’Osservatorio e le associazioni che lo compongono hanno chiesto da anni approfondimenti negli studi medici su questa come su varie altre situazioni nella nostra regione (si pensi al caso della discarica di Bussi sul Tirino).
In attesa che vengano forniti i dati a conferma del presunto aumento di tumori nell’area dei Laboratori e che su tali dati si proceda ai necessari approfondimenti, l’Osservatorio ricorda che già oggi vi è però un dato certo: l’acquifero del Gran Sasso d’Italia, che rifornisce circa 700.000 abruzzesi, è potenzialmente a rischio poiché il sistema di captazione delle acque, legato alle opere di drenaggio delle gallerie autostradali e dei Laboratori di Fisica Nucleare, è riconosciuto da tutti come non sicuro.
Come Osservatorio ci sentiamo di dover ricordare per l’ennesima volta che siamo ancora in attesa di un progetto di messa in sicurezza definitiva dell’acquifero e che sarebbe opportuno che la Regione Abruzzo si mostrasse molto più trasparente e partecipativa di quanto non sia stata fino ad oggi. Si rammenta al riguardo che siamo in attesa da più di 1 mese di un riscontro da parte del Presidente della Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” della Regione Abruzzo al quale abbiamo richiesto un incontro.

16.5.18

20 maggio Giornata Oasi WWF: in difesa della nostra splendida fauna!

 
Domenica 20 maggio torna la Giornata della Oasi WWF, un'occasione straordinaria per celebrare la biodiversità del nostro Paese, ricchissimo di habitat naturali e di specie di altissimo valore.
Per tutta la Giornata le Oasi WWF saranno aperte gratuitamente al pubblico, con speciali eventi e visite guidate che consentiranno di conoscere i tesori nascosti della natura dal nord al sud d’Italia.
L’Abruzzo sarà protagonista con 5 Oasi aperte, pronte ad accogliere visitatori e appassionati: Calanchi di Atri, Cascate del Rio Verde a Borrello, Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi, Lago di Penne e Lago di Serranella nei Comuni di Altino, Casoli e Sant’Eusanio del Sangro.
Per tutta la giornata nelle cinque Oasi saranno organizzate visite, attività di educazione ambientale con i più giovani, inaugurazioni di nuovi sentieri e centri vista, lezioni all’aperto e tanto altro ancora.
Tutti i programmi sono riportati su www.wwf.it.
“Le Oasi WWF rappresentano un luogo in cui conservazione e promozione del territorio convivono”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo. “Qui volontari e operatori provano a mettere in atto lo sviluppo sostenibile rispettoso del capitale naturale. Ma soprattutto le nostre Oasi sono un luogo dove la fauna è protetta e dove trovano rifugio specie importantissime che vengono studiate per consentirne la conservazione”.
Nell’Oasi delle Gole del Sagittario, ad esempio, viene monitorata la presenza di lupi, cervi, caprioli e altre specie protette. In allegato alcune foto scattate all’interno dell’Oasi tramite un sistema di fototrappole che consente di tenere sotto controllo la fauna e conoscerne le abitudini.
La Giornata delle Oasi WWF è anche il momento di chiusura dalla campagna “SOS Animali in trappola”: una maratona di raccolta fondi lanciata dal WWF dal 6 al 20 maggio a cui si può contribuire inviando un sms o chiamando da rete fissa al numero 45590. I fondi raccolti saranno utilizzati dal WWF per la campagna contro il bracconaggio.
 


 

14.5.18

Censimento Fratino: volontari al lavoro anche in Abruzzo

 
Dal 10 al 20 maggio il Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino ha lanciato in tutta Italia il terzo censimento nazionale. I dati raccolti dai volontari lungo tutte le spiagge italiane saranno utili per definire la consistenza della popolazione nidificante in Italia e il suo trend.
Anche nella nostra regione i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo, portato avanti dall’Area marina Protetta Torre del Cerrano e dal WWF regionale, sono al lavoro per censire i nidi già presenti.
La scorsa settimana l’attività è partita nel vastese grazie al Gruppo Fratino di Vasto da anni operativo in quel tratto di costa. In questa settimana fino a domenica i volontari di WWF, Associazione Torre Foro, Guide del Borsacchio e Guide del Cerrano, percorreranno le spiagge di tutti gli altri comuni costieri.
Le attività del Progetto Salvafratino Abruzzo sono effettuate grazie al volontariato.
Obiettivo è quello di salvaguardare questa specie, simbolo delle spiagge, purtroppo in forte diminuzione in tutta Europa e quindi anche sulla costa abruzzese.
Per ogni tratto di costa sono stati individuati dei referenti che hanno il compito di organizzare il lavoro dei volontari: dall’individuazione di coppie e nidi lungo la costa al controllo delle uova fino alla schiusa, dalla partecipazione a giornate di pulizia a mano della spiaggia ai contatti con le Amministrazioni comunali, dall’organizzazione di incontri pubblici e seminari alle attività di educazione ambientale con le scuole.
Il periodo per queste attività solitamente inizia a marzo e termina a luglio.
Coloro che sono interessati a partecipare possono scrivere a teramo@wwf.it per ricevere ulteriori informazioni ed essere indirizzati verso il referente del proprio comune.

13.5.18

GoGreenRedBlue: idee in circolo per parlare di sviluppo sostenibile

Il WWF Teramo ha partecipato al GoGreenRedBlue, organizzato dall'Istituto di Istruzione Superiore "Di Poppa-Rozzi" di Teramo presso il polo agrario in località Piano d'Accio dal 10 al 13 maggio.
In sinergia con il Teramo Basket 1960, abbiamo incontrato centinaia di studenti e insegnanti per parlare di sviluppo sostenibile, economia circolare e tutela dell'acqua.









 


10.5.18

Futuro circolare: circondati di idee per guardare oltre!




Ragazzi in campo per il Fratino!

Fratino - Ph Marco Cirillo
Anche quest’anno il WWF Teramo ha proposto alle Scuole della provincia di Teramo il progetto di educazione ambientale “Il mondo del Fratino”.
Al Progetto hanno aderito anche le prime classi delle medie inferiori dell’Istituto Comprensivo “D’Alessandro – Risorgimento” che hanno già incontrato i volontari del WWF Teramo che in diverse lezioni in aula hanno illustrato le caratteristiche e le abitudini del Fratino (Charadrius Alexandrinus), specie simbolo degli ecosistemi costieri.
“Il sistema rappresentato da mare, spiaggia, duna e zona retrodunale è la struttura fondamentale che partecipa all’evoluzione dinamica della costa” dichiara Fabiola Carusi, Responsabile del Progetto Salvafratino per il WWF Abruzzo. “In poche decine di metri coesistono un gran numero di microambienti, habitat, nicchie ecologiche che accolgono specie animali e vegetali uniche (alcune a rischio estinzione). Queste specie partecipano alla formazione della straordinaria biodiversità di zone di transizione mare/spiaggia/duna/retroduna/macchia/pineta: una biodiversità spesso ignorata e non rispettata, nonostante sia protetta da normative nazionali e internazionali. Lo sfruttamento della costa ha raggiunto dimensioni tali da comportare numerosi problemi e deve essere riportato a livelli di sostenibilità. L’ambiente costiero è un bene storico, sociale, culturale ed economico per l’intera collettività e in quanto tale deve essere conosciuto, salvaguardato, valorizzato, nella direzione dell’unico sviluppo possibile, quello sostenibile”.
Il progetto “Il mondo del Fratino” si inquadra nel più ampio Progetto “Salvafratino Abruzzo” portato avanti anche nel 2018 da WWF Abruzzo e Area Marina Protetta Torre di Cerrano, in collaborazione con diverse aree protette costiere e nuclei di volontari locali come il Gruppo Fratino di Vasto, le Guide del Cerrano e le Guide del Borsacchio.
Dopo le lezioni in classe per i ragazzi è arrivato il momento di scendere in campo. Accompagnati dagli insegnanti e dai volontari del WWF, i ragazzi, da domani, venerdì 11 maggio, per cinque venerdì di seguito fino al 2 giugno, da Teramo arriveranno a Giulianova in treno e da lì, percorrendo le piste ciclabili, giungeranno in bici ad Alba Adriatica dove potranno visitare la “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, nata tre anni fa dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e il WWF Teramo. Osserveranno così i diversi ambienti costieri e valuteranno gli effetti dei comportamenti dannosi dell’uomo e come, con pochi semplici azioni di tutela, sia possibile preservare e valorizzare la bellezza delle nostre spiagge.

8.5.18

L’Osservatorio sull'Acqua del Gran Sasso “festeggia” con torta e candelina un anno senza sicurezza

Conferenza stampa di oggi dell'Osservatorio
Questa mattina presso la sede del WWF Teramo l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha “festeggiato” con una torta con una candelina il primo anno trascorso dall’8 maggio 2017 quando, a seguito dell’ennesimo incidente, fu vietato in gran parte della provincia di Teramo il consumo di acqua proveniente dalla falda acquifera del Gran Sasso.
Lanciato il 10 maggio 2017 da WWF, Legambiente, ARCI e Mountain Wilderness, l’Osservatorio si allargò poi a ProNatura, Cittadinanzattiva, GADIT, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI, e nasceva con tre obiettivi:
  1. verificare cosa fosse successo tra l’8 e il 9 maggio (e nei giorni immediatamente precedenti);
  2. avviare un confronto con gli Enti competenti per comprendere cosa non funzionasse nel sistema di approvvigionamento idrico dal Gran Sasso;
  3. comprendere quali fossero i programmi per la messa in sicurezza definitiva delle acque del Gran Sasso.
Per questo, nell’anno passato l’Osservatorio ha organizzato:
  • due grandi incontri pubblici in cui i cittadini, per la prima volta, si sono potuti confrontare con tutti i soggetti coinvolti nella gestione e nel controllo dell’acquifero del Gran Sasso: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Strada dei Parchi, Ruzzo Reti SpA, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Regione Abruzzo, ARTA Abruzzo, ASL Teramo;
  • molteplici incontri locali per informare i cittadini sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso;
  • una escursione-manifestazione nei luoghi del Gran Sasso da dove parte la distribuzione di acqua;
  • una grande manifestazione per l’Acqua Trasparente a Teramo l’11 novembre 2017 con la partecipazione di 4.000 persone, aperta dai gonfaloni di quasi tutti i Comuni del teramano;
  • innumerevoli richieste di accesso agli atti, incontri e confronto ai competenti Enti locali e nazionali per chiedere informazioni e trasparenza;
  • e ancora banchetti, volantinaggi, articoli, interviste, documenti, lettere...
 
I risultati di questo anno di impegno non sono certo esaltanti.
  • Non si è ancora giunti ad una ricostruzione di quanto è accaduto tra l’8 e il 9 maggio del 2017. Cosa causò la situazione che portò ASL, ARTA e Ruzzo Reti SpA, ognuna per le proprie competenze, a vietare il consumo di acqua proveniente dal Gran Sasso non è stato reso noto. In attesa delle risultanze delle indagini della magistratura, nessun risultato sembra essere scaturito dalle verifiche interne agli organi di gestione e controllo dell’acquifero (se mai siano stati effettivamente svolte).
  • Non è stato possibile instaurare un confronto reale con gli Enti competenti perché ci si è trovati di fronte ad un vero e proprio muro di gomma. La Regione Abruzzo ha vietato all’Osservatorio di prendere parte come auditore alla “Commissione tecnica per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso”. La Regione ha adottato la strategia di negare partecipazione e trasparenza, vietando alla associazioni che compongono l’Osservatorio, tutte associazioni nazionali individuate dalla legge italiana quali portatrici di interessi diffusi riconosciuti dalla Costituzione, di partecipare ai lavori della Commissione. Una negazione del diritto alla partecipazione che pure viene garantita anche nelle disposizioni dell’Ordinanza n. 36 dell’8 settembre 2017 “Disciplina delle modalità di partecipazione delle popolazioni dei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 all’attività di ricostruzione”.
  • Nessun progetto di messa in sicurezza definitiva dell’acquifero del Gran Sasso, che rifornisce oltre 700.000 abruzzesi, è stato individuato. Si continua a brancolare nel buio con idee estemporanee che si leggono ogni tanto sulla stampa per qualche fuga di notizie e che vengono poi subito smentite.
  • Da più di un anno si mandano a scarico circa 110 litri di acqua al secondo che vengono presi dalle fonti di captazione a più stretto contatto con i Laboratori.
  • Si è appurato che il rischio di interferenza con l’acquifero da parte dei Laboratori dell’INFN e delle gallerie autostradali è talmente grave da richiedere interventi che dovrebbero modificare totalmente il sistema di captazione esistente, nonostante gli oltre 82 milioni di euro già spesi per i lavori svolti durante la gestione commissariale Balducci.
  • Non vi è alcun progetto di allontanare le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose (nafta pesante, trimetilbenzene, ecc.) stoccate all’interno dei Laboratori.
  • È ancora impossibile per il semplice cittadino conoscere tempestivamente i dati sulla qualità dell’acqua che arriva al suo rubinetto, non essendo stato messo a punto, come invece richiesto fin da subito dall’Osservatorio, un sito web dove riportare tutti i dati sulle analisi effettuate dai vari enti e organismi di controllo.
  • Va registrata la totale assenza della politica. Il tema sembra non appassionare né amministratori locali, né consiglieri regionali e neppure deputati o senatori. Al di là di qualche eccezione, il silenzio sul tema da parte del mondo politico, se si esclude la prima fase a ridosso dell’incidente in cui nessuno ha fatto mancare una dichiarazione ad effetto (magari anche totalmente infondata o irrealizzabile), è stato pressoché totale.
 
Tutto negativo? Non proprio!
  • Innanzitutto è stato importante vedere come la società civile sia stata capace di mobilitarsi in più occasioni. La manifestazione dell’11 novembre 2017 per l’Acqua Trasparente è stata sicuramente la più partecipata per la nostra città degli ultimi 10 anni!
  • Finalmente è stato messo a punto un Protocollo per la gestione delle informazioni relative agli interventi che i Laboratori di Fisica Nucleare e la Strada dei Parchi svolgono a contatto con l’acquifero. Questo, in realtà, è un risultato positivo solo parziale. In primo luogo perché è incredibile che per ottenerlo sia stato necessario attendere il 2017 quando il problema delle interferenze tra autostrada e laboratori con l’acquifero era stato denunciato dalle associazioni ambientaliste più di vent’anni fa. In secondo luogo perché il Protocollo, appena sottoscritto, fu clamorosamente disatteso in occasione delle prove di trasporto di materiale radioattivo per l’esperimento SOX.
  • Sono aumentati i sistemi di controllo dell’acqua prima della distribuzione. L’ARTA, pur lamentando carenze di organico, ha dichiarato un aumento dei controlli (4.000 negli ultimi 6 mesi) e la Ruzzo Reti SpA, seppure in ritardo rispetto a quanto ipotizzato, ha messo in campo “Early warning”, un sistema che entrerà a regime tra sei mesi e che dovrebbe essere in grado di misurare una serie di parametri (idrocarburi, sostanze volatili, Toc, torbidità, conducibilità, ph, redox, temperatura, ecc.) garantendo il controllo in tempo reale e da remoto della qualità delle acque. È stato anche acquistato un gascromatografo di massa che servirà in particolare a rilevare le sostanze aeree. Ovviamente si tratta di misure importanti per la tranquillità della distribuzione, ma che non risolvono la problematica della sicurezza intrinseca del sistema poiché intervengono solo a valle del sorgere di un eventuale problema. Peraltro il tutto avrà un costo notevole, circa 700.000 euro, che non dovrebbe essere sostenuto dai cittadini tramite le bollette dell’acqua.
La torta di oggi, quindi, non vuole essere celebrativa, ma vuole semplicemente ricordare come, a distanza di un anno dall’ultimo incidente, le cose fate per la sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso sono state ben poche e le cose che rimangono da fare restano ancora tantissime.
Sulla torta compare una sola candelina, anche se in realtà potrebbero essercene molte di più volendo contare da quanti anni questo territorio sta facendo i conti con una serie di interventi che hanno messo a rischio e pesantemente danneggiato la principale risorsa idrica del centro Italia.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è però intenzionato a portare avanti il suo impegno e a rispettare il patto stretto con i cittadini in occasione della Manifestazione per l’Acqua Trasparente: ottenere finalmente acqua sicura nelle nostre case e comportamenti trasparenti da parte di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!
 
 

4.5.18

La miopia dei nostri politici e la casetta abbandonata nel parco del Vezzola

 
Nel parco fluviale del Vezzola a Teramo è presente una piccola struttura da anni in totale abbandono. Anni fa, visto che la struttura era inutilizzata già da tempo, il WWF Teramo propose all’Amministrazione Comunale di crearci un centro di educazione ambientale impegnandosi in cambio anche a curare il verde del tratto di lungofiume prospiciente dove è presente un piccolo stagno.
La proposta fu respinta dall’Amministrazione Comunale del tempo che, per voce dell’allora vicesindaco, nel consiglio comunale del 15 giugno 2006 rispose che non si poteva dare al WWF una struttura del genere e che l’Amministrazione avrebbe fatto ben altro!
Da allora sono passati oltre 12 anni: la casetta è in totale abbandono, l’area intorno è un ricettacolo di immondizia e dei “grandi progetti” degli amministratori non vi è traccia.
Si tratta di un caso eclatante di miopia politica: pur di non farci fare qualcosa a qualcuno (che evidentemente non veniva classificato come “amico”), si fa andare in rovina un bene di tutti, mostrandosi peraltro incapaci di proporre e realizzare qualcosa di diverso.
Con l’approssimarsi del rinnovo dell’Amministrazione Comunale la speranza è che in Municipio arrivi qualcuno in grado di collaborare maggiormente con il mondo del volontariato e che abbia un minimo di capacità di gestire il patrimonio della collettività. 
 


 

2.5.18

Superstizione, una questione bestiale?

 
“Anche gli animali superstiziosi?”: a questa e a tante altre domande su superstizione e mondo animale proveranno a dare una risposta gli ospiti del quarto appuntamento con gli Aperitivi scientifici del WWF Teramo.
Venerdì 4 maggio alle ore 18, presso il bistrot Stagioni in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo, Francesco Ruggirello, criminologo e coordinatore per l’Abruzzo e il Molise del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), e Luciano Di Tizio, erpetologo e Delegato Abruzzo del WWF Italia, saranno i protagonisti dell’incontro “Superstizione, una questione bestiale?”.
L’appuntamento di venerdì fa parte degli Aperitivi scientifici organizzati dal WWF Teramo nell’ambito dei Café scientifique del WWF Italia.
Il tema scelto per questo incontro è sicuramente particolare e offrirà l’occasione di trattare un argomento originale, ma anche di sfatare tanti luoghi comuni sui comportamenti dell’uomo e degli altri animali.

27.4.18

Come creare una piccola oasi ristoro per gli uccelli


Con l'arrivo del caldo creare delle piccole oasi ristoro per gli uccelli nelle nostre città è molto importante.
Farlo è semplicissimo e richiede pochi mezzi e poco tempo.
L'ideale è avere un piccolo giardino, ma anche un balcone va più che bene. Sono sufficienti dei sottovasi con qualche pietra dentro, acqua sempre ben pulita con un filo di rame o centesimo come larvicida.
Merli, cinciarelle, codirossi e molte altre specie si potranno abbeverare nel periodo caldo e fare anche qualche bagnetto. E per voi sarà l'occasione per osservarli dalla finestra di casa senza spaventarli.
Un'unica accortezza: attenzione ai gatti...

23.4.18

Al via la campagna Salvafratino 2018


Dal mese di marzo i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo sono nuovamente al lavoro sulla costa della nostra regione.
Il Progetto, nato alcuni anni fa dalla collaborazione tra il WWF Abruzzo e l’Area Marina Protetta della Torre di Cerrano, è finalizzato alla salvaguardia del Fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello trampoliere nidificante anche sulle spiagge abruzzesi.
Questa specie, in consistente diminuzione in tutta Europa nonostante sia tutelata da convenzioni internazionali, direttive comunitarie e leggi nazionali, è minacciata dalla cementificazione della costa, dalle operazioni meccaniche di pulizia delle spiagge che finiscono per distruggere i nidi, da cani e gatti vaganti o da predatori naturali come le cornacchie che mangiano le uova deposte.
Nell’ambito del Progetto Salvafratino il WWF Abruzzo già a febbraio ha inviato a tutti i comuni costieri d’Abruzzo e alla Regione una breve guida con semplici suggerimenti per la tutela del Fratino: tutela che peraltro riveste anche un’importanza turistica poiché da alcuni anni la FEE ha individuato la conservazione del Fratino tra i criteri di aggiudicazione della Bandiera Blu. In accordo con quanto stabilito dalle Ordinanze balneari promulgate annualmente dalla Regione Abruzzo, al fine di non arrecare danno o disturbo alla specie è infatti necessario mettere in atto alcuni semplici accorgimenti relativi alla pulizia della spiaggia, al controllo dei cani vaganti, alla tutela della vegetazione spontanea, ecc..
Il Progetto Salvafratino si avvale anche della collaborazione di diverse realtà locali e regionali, dallo storico Gruppo Fratino di Vasto, all’Istituto Abruzzese Aree Protette, alle Guide del Cerrano e alle Guide del Borsacchio, oltre a una serie Riserve naturali regionali costiere come quella di “Punta Aderci”, “Marina di Vasto”, “Lecceta di Torino di Sangro”, “Punta dell’Acquabella” e “Ripari di Giobbe”.
Con il supporto scientifico dell’Area Marina Protetta di Torre di Cerrano vengono condotte campagne di individuazione e monitoraggio dei nidi presenti sulle spiagge abruzzesi, oltre a giornate di pulizia a mano di tratti di litorale interessati dalla presenza di nidi, attività di comunicazione e di educazione ambientale.
Per assicurare però una maggiore tutela della specie è necessario avere sempre nuovi volontari che possano dedicare anche poche ore del loro tempo libero alla tutela di questo simbolo della biodiversità abruzzese.
Proprio per formare nuovi volontari, è già stato organizzato un primo incontro a Roseto degli Abruzzi grazie alla collaborazione delle Guide del Borsacchio e da domani sono in programma altri incontri formativi aperti a tutti:
  • Martedì 24 aprile ore 16.30 presso Lega Navale località Madonnina - Ponte del Mare a Pescara;
  • Domenica 29 aprile ore 10 presso il Lido Punto Verde in via Nazionale Adriatica c.da Foro a Ortona;
  • Sabato 5 maggio ore 10 Terrazza Hotel Sabrina in via Grecale a Marina di Vasto.

Tutela del Fratino (Charadrius alexandrinus)
Suggerimenti per le Amministrazioni Comunali

Pulizia dell’arenile
Prima di procedere alla pulizia meccanica della spiaggia è bene verificare dove solitamente nidifica il Fratino con i volontari che da anni operano nell’ambito del progetto Salvafratino e che hanno svolto i monitoraggi sulla presenza di tale specie lungo la costa abruzzese.
La pulizia delle spiagge libere, qualora ve ne sia l’assoluta necessità, deve comunque essere effettuata al massimo entro la prima metà del mese di marzo. Successivamente a tale data il Fratino inizia a nidificare per cui è bene consultare il WWF o altri gruppi di volontari che studiano la specie per conoscere le aree interessate dalla nidificazione nel territorio di competenza. Qualora si dovesse presentare la necessità di pulire spiagge libere in periodi diversi da quelli sopra indicati, si dovrebbe procedere manualmente dove è segnalata la presenza del Fratino coordinandosi con esperti.
Si sottolinea che nei tratti di costa in cui sono presenti le dune durante la pulizia meccanica della spiaggia, ove strettamente necessario e consentito, occorre sempre tenersi ad almeno 10 metri dal piede della duna o dalle aree delimitate con funi e paletti.

Realizzazione di aree dedicate alla tutela
Seguendo l’esempio del Comune di Alba Adriatica (TE) dove, per la prima volta in Abruzzo l’Amministrazione, in collaborazione con il WWF e l’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, ha realizzato un’area dedicata al Fratino e al Giglio di Mare, possono individuarsi aree dedicate alla tutela lungo il litorale.
Peraltro, proprio l’esempio di Alba Adriatica ha dimostrato come questa specie può essere tutelata usando pochi accorgimenti anche in luoghi con forte presenza antropica.
Nelle aree dove è certa e abitudinaria la presenza nel periodo primaverile-estivo, anche al fine di non incorrere in responsabilità penali qualora i nidi dovessero essere incautamente distrutti o danneggiati, è opportuna la creazione di piccole aree interdette alla fruizione turistica e alla pulizia meccanica, mediante delimitazioni con pali e funi. È utile anche la predisposizione di reti leggere che delimitino l’area così da evitare l’ingresso ad altri animali che potrebbero predare i nidi.
Per consentire ai bagnanti di raggiungere comunque agevolmente la spiaggia, tali aree possono essere dotate di passerelle di legno.
In queste aree è poi bene posizionare pannelli didattici per fornire un’adeguata informazione a cittadini e turisti, oltre ad aumentare la sensibilizzazione verso la tutela di tale specie.
Allo scopo di prevenire atti di vandalismo si possono dotare tali aree di un sistema di videosorveglianza.

Divieto di ingresso ai cani nelle aree di nidificazione
I cani in spiaggia possono rappresentare una minaccia per il Fratino sia perché danneggiano i nidi, sia perché arrecano stress alla specie nella fase della cova.
Nel 2014 la Regione Abruzzo ha approvato la legge 17 aprile 2014, n. 19 sull’ingresso degli animali d’affezione in spiaggia. Ai sensi della normativa richiamata, entro il 30 marzo di ogni anno, i Comuni possono individuare le aree in cui è vietato l’accesso dei cani e degli altri animali da affezione proprio per non arrecare danni al Fratino. In tali aree è opportuno posizionare cartelli di divieto per l’accesso ai cani che illustrino anche la motivazione di tale divieto, mentre in tutte le altre aree (in cui è consentito l’accesso ai cani) è altrettanto opportuno potenziare o, dove è del tutto assente, installare, una segnaletica che inviti a controllare i cani sulle spiagge.

Interventi di ripascimento
Fermo restando il rispetto delle procedure fissate dalle vigenti normative di settore, vanno ovviamente evitati il prelievo e lo scarico di sabbia in aree in cui il fratino nidifica poiché tali interventi compromettono l’habitat della specie e la schiusa dei nidi.

22.4.18

Giornata della Terra: aiuta l'ambiente, riduci la plastica!


È questo il contributo del WWF per l’Earth Day che si celebra domenica 22 aprile in tutto il mondo, quest’anno dedicato proprio alla lotta contro l’inquinamento da plastica: una materia che si è diffusa in ogni settore della nostra vita da oltre 50 anni, utilizzata in un’infinità di ambiti, dagli imballaggi alle costruzioni, dall’arredamento ai trasporti, vestiario, assistenza sanitaria, elettronica. 
Nei prossimi 20 anni si prevede il raddoppio della produzione attuale ed entro il 2050 una quadruplicazione tanto che alcuni scienziati pensano che presto ci potrà essere più plastica che pesci negli oceani.
La giornata senza plastica del WWF, lanciata come anteprima del prossimo numero di Panda, la rivista del WWF, è una guida che aiuta a cambiare stile di vita seguendo tutte le fasi di una giornata ‘tipo’, dalla colazione alla ginnastica in palestra, dall’ufficio alla spesa. 
I suggerimenti per uscire dalla "dipendenza" dalla plastica si basano su tre regole fondamentali: no al monouso, occhio all’etichetta per detergenti e cosmetici, sì ai prodotti alla spina. Ogni gesto rappresenta un taglio netto alla nostra "plastica quotidiana" ed è un contributo semplice, ma fondamentale alla difesa del pianeta. 
Si comincia dal mattino: visto che il consumo "medio" di spazzolini da denti nella vita di ognuno è di almeno 300 pezzi, meglio scegliere quelli con testina intercambiabile. Lo stesso per i rasoi. Scegliere eco-ricariche per il bagnoschiuma, shampoo e altri detergenti. Possiamo risparmiare al mare le microplastiche che avvelenano il sangue di balene e cetacei, se nell’etichetta di creme e bagnoschiuma non compare il polyethylene. Una colazione con tovagliette in cotone, tazze e i piattini in vetro o ceramica al posto di quelli in melamina. Evitiamo prodotti troppo imballati, come merendine e biscotti, i succhi di frutta confezionati (meglio le spremute, centrifughe e frullati di prodotti freschi). Il caffè meglio se fatto con la moka o, per chi non può rinunciare all’espresso, con cialde compostabili visto che quelle di alluminio e plastica sono praticamente irriciclabili. Occhio anche ala bustine del thè. Al momento delle pulizie di casa, se ci rendiamo conto che l’armadio è pieno di flaconi, riduciamone via via il numero usando i rimedi della nonna come aceto, limone, bicarbonato, the, essenze naturali. Facciamo la nostra "battaglia" per convincere i negozianti a dotarsi di prodotti alla spina nel vendere saponi liquidi di largo consumo. Possiamo tagliare ancora la nostra "plastica quotidiana" usando guanti riutilizzabili e non mono-uso, pezze di cotone per spolverare e pezzette in cellulosa. Meglio mollette di legno per stendere i panni. 
Anche l’ufficio può diventare plastic-free: no bicchierino di plastica alla macchinetta, meglio una tazzina "spaiata" portata da casa. Pranzo green con la schiscetta: si evitano stoviglie monouso, spese extra e si mangia anche meglio. 
Arriva l’ora della spesa, un momento strategico per una giornata liberi dalla plastica: l’opzione migliore sarebbe il mercato, dove si possono usare le sporte di cotone al posto dei sacchetti di plastica. Al supermercato combattiamo contro l’eccesso di polistirolo, vaschette e pellicole scegliendo prodotti sfusi al banco dei formaggi e salumi, carne, pesce, pane, reparto ortofrutta.
Per uova o yogurt sì ai contenitori in carta o vetro. E poi scegliamo i formati famiglia al posto di confezioni con porzioni monodose, ricche di imballaggi. 
Anche lo sport può essere amico della Terra se usiamo tappetini in fibra di bambù al posto di quelli sintetici. 
Per l’abbigliamento scegliamo tute, canottiere, t-shirt in tessuti naturali, che non rilasciano microplastica al momento del lavaggio. 
Ogni anno (fonte Ellen Mc Arthur Foundation) mezzo milione di tonnellate di microfibre di plastica sono rilasciate nel mondo dal lavaggio dei tessuti sintetici, che equivale al 35% delle microplastiche primarie che entrano nell’oceano.
Borraccia al posto della bottiglietta di plastica per dissetarsi. Accappatoio e asciugamani in spugna e non in microfibra. Usiamo le ricariche per i flaconcini di shampoo e bagnoschiuma e abbandoniamo le monodosi. 
Anche i nostri amici animali, gatti, cani, possono "aiutarci": ciotole in ceramica o acciaio, giocattoli in corda o in altri materiali diversi dalla plastica, sacchetti in bioplastica per raccogliere gli escrementi, cucce di legno o cesti di vimini. 
Persino l’ora dell’aperitivo nasconde inside: cannuccia e agitatore monouso, piatti, bicchieri, posate e vassoi in plastica? Tutto è sostituibile con materiali più durevoli, come carta o bambù. 
Al posto dei palloncini, festoni colorati di carta. 
La nostra Giornata "zero plastica" sta per finire, è l’ora di cena: la sfida più difficile è quella del packaging dei prodotti alimentari. Impariamo a conservare i cibi sostituendo buste, pellicole e contenitori con quelli in vetro. Alternative alla plastica sono disponibili anche per cucchiai, spatole, taglieri, ciotole, piatti, tazze. Anche l’accendino può essere di metallo ricaricabile e non usa e getta.
Il Vademecum del WWF contiene anche consigli sul riciclo e gestione dei rifiuti di plastica, aiutandoci così a comprendere quanto sia difficile per l’ambiente ‘smaltire’ il nostro "Usa e Getta"! Quasi tutte le plastiche, infatti, sono riciclabili. Nel concreto però, nella differenziata vanno solo gli “imballaggi”, oggetti concepiti per contenere e trasportare le merci. Non si tratta di un problema tecnico, quanto economico-legislativo: il sistema della raccolta e del riciclo si basa su un contributo ambientale che versano solo i produttori di imballaggi. Un piatto e una posata di plastica sono realizzate spesso nello stesso materiale: il piatto è però classificato come imballaggio e versa il contributo, la forchetta no. 
Ad oggi non si possono ancora riciclare un’infinità di prodotti di uso quotidiano come pezzi di plastica di dimensioni troppo piccole, giocattoli e peluche, palloni, biro e pennarelli, ciabatte, canotti, materassini e braccioli per il mare, contenitori che presentano grossi residui di cibi o di sostanze pericolose (vernici, colle,), custodie di CD/DVD e i Cd/DVD stessi, mollette per panni, posate di plastica, rifiuti ospedalieri (siringhe, contenitori per liquidi, ecc.), accendini, spazzolini da denti, rasoi, spazzole e pettini per capelli, secchi, bacinelle e complementi d’arredo.
Ecco alcuni oggetti che possiamo mettere nella raccolta della plastica: bottiglie di acqua e bibite, tappi e flaconi e spruzzini di detersivi, flaconi di bagnoschiuma e shampoo, sacchetti della asta. Vaschette portauova e dello yogurt, flaconi di salse, blister preformati.

12.4.18

L'Osservatorio insiste: chiesta audizione alla Seconda Commissione consiliare Regione Abruzo

 
E anche l’undicesimo mese dall’incidente dell’8 maggio 2017 è trascorso senza che sia stata fornita una indicazione reale su cosa fare per la messa in sicurezza definitiva dell’acquifero del Gran Sasso.
La Regione Abruzzo continua a non consentire la partecipazione della società civile alla Commissione tecnica per la Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso che da mesi sta discutendo, senza peraltro giungere a qualche decisione.
L’Osservatorio, dopo l’appello caduto nel vuoto al Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, si è rivolto quindi al Presidente e ai componenti della Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” della Regione Abruzzo chiedendo un’audizione finalizzata ad un confronto sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso.
Questa importantissima falda rifornisce oltre 700.000 abruzzesi ed è veramente paradossale che fino ad oggi il Consiglio regionale, dove siedono i rappresentanti di tutti i cittadini abruzzesi, non abbia assunto un ruolo da protagonista su questa tematica.
L’Osservatorio auspica che almeno i consiglieri vogliano interloquire con i cittadini, ascoltino le loro istanze e rendano noti gli studi che la Regione Abruzzo sta portando avanti per mettere in sicurezza una volta per tutte l’acqua del Gran Sasso, intervenendo sui Laboratori sotterranei di Fisica Nucleare e sulle gallerie autostradali. 

Boschi del nostro territorio: il nuovo appuntamento con gli Aperitivi scientifici del WWF Teramo



Domani, venerdì 13 aprile alle ore 18, un nuovo appuntamento con gli Aperitivi scientifici organizzati dal WWF Teramo nell’ambito dei Café scientifique del WWF Italia.
Ospite dell’incontro sarà il Dott. Gualberto Mancini, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Teramo che affronterà il tema “I boschi del nostro territorio: la selvicoltura teramana dalle origini fino alle soglie del XX secolo”.
Con l’aiuto del Comandante Mancini ricostruiremo la storia della selvicoltura nel teramano, evidenziando come l’uomo sia intervenuto sul patrimonio forestale, modificando radicalmente l’assetto originario del territorio e dando vita al paesaggio come oggi lo conosciamo.
Peraltro, il tema della tutela e della gestione di boschi e foreste è di stretta attualità visto che è stato recentemente approvato il nuovo Testo Unico sulle Foreste che ha sollevato un dibattito molto acceso anche nel mondo scientifico.
L’appuntamento è alle ore 18 di venerdì 13 aprile presso il locale “Stagioni, bistrot all’italiana” in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo.

Sabato a Teramo: Keep clean and run!



Sabato 14 aprile dalle ore 8.30 il WWF Teramo sarà presente al Keep clean and run, un'azione di pulizia con Roberto Cavallo, divulgatore scientifico, rifiutologo e atleta, presso il Parco Fluviale del Tordino/Vezzola. In pratica si tratta di fare un minimo di attività fisica accompagnata dalla pulizia del principale parco cittadino. L'appuntamento è alle ore 8.30 al Parco nei pressi di via Cona all'altezza dei campi di calcetto oppure alle 9.30 sempre al Parco davanti al Cinema Smeraldo.

Chi vuole partecipare è benvenuta/o!

9.4.18

La centrale di Sulmona riguarda tutti gli abruzzesi!

Conferenza stampa con il Sindaco di Sulmona e i rappresentanti abruzzesi di WWF, Legambiente e Italia Nostra 
Un fermo no alla centrale di compressione e al metanodotto che SNAM vorrebbe realizzare in zona sismica 1 nonostante l’opposizione di cittadini e istituzioni, e insieme un appello rivolto a tutti gli abruzzesi per la partecipazione alla manifestazione “No SNAM – No Gasdotto, No Centrale, Stop HUB del gas” in programma sabato 21 aprile dalle 15 a Sulmona: questi i concetti ribaditi oggi in una conferenza stampa dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini insieme ai responsabili regionali di WWF, Legambiente e Italia Nostra.
Il primo cittadino ha ricordato ancora una volta la necessità di far sentire la voce di tutti gli abruzzesi e ha sottolineato l’importanza della mobilitazione, alla quale hanno aderito e stanno aderendo in tantissimi, per una difesa collegiale di un territorio ancora una volta minacciato da interessi del tutto estranei a quelli della collettività.
Il presidente regionale di Italia Nostra, Mimmo Valente, nel confermare la convinta adesione alla sfilata del 21, ha annunciato che anche la sua organizzazione sta valutando l’opportunità di rivolgersi alla magistratura amministrativa contro il decreto governativo favorevole al contestatissimo impianto di Sulmona.
Il delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio e il presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco hanno invece illustrato alcune delle tante criticità sulle quali sta lavorando l’avv. Francesco Paolo Febbo per la stesura del ricorso al TAR che le due associazioni presenteranno entro la metà di maggio. Tra queste sono state evidenziate:
La non strategicità dell'opera: secondo lo scenario della Ue nel 2030, se venissero realizzate tutte le infrastrutture programmate, la capacità delle importazioni di metano in Europa arriverebbe a 1.000 miliardi m3/anno, cioè un livello tre volte maggiore della domanda prevista. I consumi al contrario non potranno che diminuire in relazione alle politiche climatiche: ogni punto percentuale di aumento dell’efficienza garantisce una riduzione del 2,6% delle importazioni di metano e il Parlamento Europeo ha proposto di alzare ulteriormente l’attuale obiettivo 2030 della Commissione sull’efficienza dal 30% al 40%. Senza dimenticare che, per forza di cose e in risposta ai cambiamenti climatici in atto, nei decenni successivi le politiche di efficienza saranno ancora più aggressive.
La contraddittorietà e illogicità dell'iter legato alla realizzazione dell'opera: non convincono anche dal punto di vista del rispetto delle norme il percorso autorizzativo seguito e alcune scelte strumentali a esso affini.
Lo stravolgimento di fatto del senso della normativa sul dibattito pubblico: questa procedura è nata con l'obiettivo di rendere trasparente il confronto con i territori sulle opere pubbliche permettendo di informare e far partecipare le comunità interessate, attraverso garanzie sul coinvolgimento, risposte adeguate e tempi chiari. Il dibattito pubblico è uno strumento fondamentale non solo per informare i cittadini, ma anche per costruire un confronto sull'utilità e sull'impatto delle opere che vengono proposte nel nostro Paese.
Gli elevati rischi legati alla realizzazione dell'opera per l'uomo, da quello sismico all'incolumità pubblica.
Gli elevati rischi per il territorio e natura, la centrale ed il gasdotto mettono a rischio aree protette nazionali e regionali, siti Natura 2000, l'areale di tutela dell'orso bruno marsicano e altre specie faunistiche prioritarie, come lupo e camoscio.
Una serie di ragioni che avrebbero dovuto spingere il governo a una maggiore cautela e comunque a una maggiore considerazione dell’opposizione che migliaia di cittadini e le istituzioni locali a ogni livello ribadiscono da anni. Ancora di più un governo che ha approvato il decreto in questi giorni, dopo le elezioni, quando era rimasto in carica unicamente per l’ordinaria amministrazione. Certamente non è invece una questione ordinaria un progetto di così ampia portata contro il quale in più regioni l’opposizione è totale e convinta.

7.4.18

Disastro Vomano


Una mappa interattiva al link https://umap.openstreetmap.fr/de/map/2018-censimento-rifiuti-abbandonati-lungo-il-voman_210293#14/42.6368/13.9633 riporta la situazione delle discariche abusive lungo il Fiume Vomano. Cliccando sui punti segnalati è possibile vedere la foto della discarica trovata.
Nonostante negli ultimi anni si sia fatto un gran parlare di riqualificazione e valorizzazione del Fiume Vomano, la situazione del più grande corso d’acqua della provincia di Teramo è drammatica.
Oltre ai noti problemi legati ai fenomeni erosivi che hanno determinato veri e propri canyon in alcuni tratti dell’alveo e dei ricorrenti interventi di taglio a raso di tutta la vegetazione spondale con conseguente riduzione della capacità autodepurativa del fiume, il WWF Teramo richiama l’attenzione sul gran numero di discariche abusive presenti lungo il corso d’acqua.
Grazie ai volontari dell’associazione e alle segnalazioni di ciclisti, escursionisti e pescatori, il WWF ha redatto una mappa interattiva con oltre 50 punti con discariche abusive, piccole e grandi.
Vi si trova di tutto: dalle lastre di eternit con amianto ai residui di costruzioni e demolizioni, da vecchi televisori e frigoriferi a materiale utilizzato in agricoltura e pesca, da copertoni a buste di immondizia provenienti da (in)civili abitazioni. E ancora: materiale elettrico, giocattoli, vecchi mobili, ecc. Tutti materiali altamente inquinanti e pericolosi a pochi metri dal fiume!
Una situazione scandalosa che, riportata nella sua globalità, assume veramente il quadro di un disastro ambientale!
Siamo di fronte all’agonia di un fiume. Evidentemente c’è una parte del territorio nei comuni di Roseto degli Abruzzi, Pineto, Notaresco e Atri senza alcun controllo. E ciò è molto grave: oggi a buttare i materiali sono semplici incivili e piccoli delinquenti che vogliono risparmiare sui costi di smaltimento. Domani questi territori potrebbero diventare luogo di smaltimenti illeciti per materiali molto più pericolosi.
Più volte sono state organizzate dai volontari giornate di pulizie lungo il Vomano. E ogni volta, al termine del lavoro di raccolta, è stato chiesto alle Autorità competenti di aumentare i controlli e di mettere in atto azioni di prevenzione e repressione. La situazione però, invece di migliorare, peggiora. I pochi interventi di pulizia che sono stati condotti, si sono rilevati del tutto inutili, perché nel giro di poche settimane tutto è tornato come prima.
Nei prossimi giorni il WWF segnalerà nuovamente queste discariche ai Sindaci dei quattro Comuni interessati e alle altre Autorità competenti. 
Di seguito si segnalano le situazioni più gravi riscontrate. 

Comune di Roseto degli Abruzzi
È presente una vera e propria discarica proprio dove dovrà arrivare il nuovo ponte ciclabile sul Vomano. Come WWF abbiamo chiesto da anni di rimuovere tutti i rifiuti (cosa che peraltro avevamo già fatto con i volontari pochi mesi fa), creare un terrapieno con il materiale terrigeno preso in loco al fine di ridurre il luogo di scarico e consentire il passaggio solo ai mezzi che si recano al porticciolo turistico. Chiediamo poi di ripulire le arcate ferroviarie e quelle del ponte stradale chiuse negli anni e ricoperte da rifiuti, anche al fine di assicurare il naturale deflusso delle acque in caso di piene eccezionali.
Un’altra situazione assurda è quella della discarica censita, ma ormai senza nessun controllo, posta sul lungo fiume nell’area retrostante la zona industriale. Con il tempo il fiume sta erodendo la discarica portando al mare tutti i rifiuti accumulati negli anni.
È necessario collocare foto trappole per individuare e sanzionare pesantemente i responsabili di gesti così incivili e inspiegabili visto che ormai tutti i Comuni hanno messo in atto sistemi di raccolta degli ingombranti attraverso il porta a porta.

Comune di Pineto
Da anni le sbarre che erano state messe per evitare l’accesso e il transito sul lungofiume e all’argine del Vomano restano aperte. In questo modo si lascia l’area in balia degli inquinatori che usano le strade realizzate per l’accesso alle strutture presenti per abbandonare rifiuti di ogni genere in qualsiasi anfratto.
Chiediamo al Comune di ripristinare le sbarre presenti sugli accessi principali alle strutture e di tenerle chiuse con appositi lucchetti le cui chiavi vanno consegnate solo alle persone autorizzate e ai mezzi di soccorso. Ugualmente vanno chiusi gli accessi alla sponda destra visto che gli stessi non sono più utilizzati da nessuno se non da taglialegna abusivi e inquinatori.
Vanno poi rimosse le decine di micro discariche presenti sulla strada argine e va chiuso definitivamente anche l’accesso alla strada-argine presente in località Casone.

Comune di Atri
Chiediamo al Comune di Atri di pulire tutte le microdiscariche abusive presenti e chiudere con sbarre tutti gli accessi al fiume in località Stracca, in località Cavallo morto, ecc., nonché di imporre alla ditta Terna la realizzazione di una sbarra nella bretella realizzata qualche anno fa per accedere al lungo fiume da chiudere ogni giorno a fine turno lavorativo.

Comune di Notaresco
La situazione più grave sul Vomano si registra nel territorio comunale di Notaresco. Qui, sotto il ponte di attraversamento del fiume, da anni è presente una discarica di notevoli dimensioni continuamente alimentata. Chiediamo l’urgente bonifica del sito con materiali altamente pericolosi (amianto, RAEE e pneumatici esausti) e la chiusura della sbarra di accesso al sito presente da anni nell’intersezione tra la SSP 553 e il punto vendita di Crisante 1963.
Inoltre chiediamo al Comune di posizionare un sistema di videotrappolaggio per individuare i responsabili di questi abbandoni di rifiuti.