20.11.09

La rabbufonata...

Questa mattina nel corso della presentazione della decima edizione della manifestazione "+ BICI - SUV", prevista per sabato 21 e domenica 22 novembre a Roseto degli Abruzzi, WWF, Italia Nostra e Comitato per la tutela della Riserva del Borsacchio hanno avuto modo di chiarire la propria posizione sulla proposta del consigliere regionale del PdL, Berardo Rabuffo, sulla riperimetrazione della Riserva regionale del Borsacchio.
La discussione seguita a questa proposta è stata caratterizzata anche dalla diffusione di notizie non corrispondenti alla realtà, tra cui, ad esempio, che in origine la riserva presentasse un perimetro molto più limitato. Non è affatto vero! L’originale indicazione di un perimetro di 110 ettari (al posto di 1.100) è stata frutto di un mero errore di battitura come è possibile verificare controllando il perimetro della riserva allegato alla prima legge istitutiva sul Bollettino Ufficiale delle leggi della Regione Abruzzo.

Qui sopra la riproduzione del perimetro della Riserva da 1.100 ettari, così come pubblicata sul BURA nel febbraio del 2005.

In ogni caso, chiarissima è stata la posizione espressa dal Comitato e dalle Associazione ambientaliste in merito a questa "estemporanea" proposta.
1) Contrarietà assoluta a qualsiasi ipotesi di riperimetrazione della Riserva che comporterebbe ulteriori perdite di tempo (oltre che di territorio) nell’avvio delle attività dell’area naturale protetta istituita con una legge regionale dell’8 febbraio 2005. Eventuali problemi legati alla presenza di aree già fortemente antropizzate all’interno della riserva, possono essere risolti attraverso la pianificazione della riserva stessa da attuarsi, secondo quanto prevede la legge istitutiva, attraverso il Piano di Assetto Naturalistico che, come accade in qualsiasi altra area naturale protetta in Abruzzo, in Italia e nel mondo, può prevedere gradi di tutela più o meno intensa a seconda del valore e della naturalità dei luoghi.
2) Ennesima richiesta alla Provincia di Teramo di esercitare i poteri ad essa assegnati dalla Regione in ordine alla tabellazione dell’area ed alla nomina del Comitato di gestione della Riserva: atti che dovevano essere adottati per legge dal maggio del 2005. A seguito degli enormi ritardi accumulati dai Comuni territorialmente competenti (Giulianova e Roseto degli Abruzzi), il 27 novembre 2008 la Regione Abruzzo ha affidato la gestione della Riserva alla Provincia di Teramo che in un anno non è riuscita a fare nulla, caratterizzandosi per lo stesso immobilismo che ha contraddistinto i Comuni.
3) Adozione immediata del Piano di Assetto Naturalistico – costato 230.000 euro (cifra mai pagata per nessun altro Piano di nessuna altra riserva abruzzese) – dopo aver stralciato la parte relativa alla realizzazione: di nuovi insediamenti abitativi su complessivi 50.000 metri quadrati; di una nuova strada pedecollinare che taglierebbe la riserva in due parti; e della possibilità di spostamento dei volumi residenziali esistenti sui crinali delle colline. Stralci assolutamente necessari, trattandosi di previsioni contrarie alla normativa vigente.
4) Invito ai Comuni di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi ad una maggiore vigilanza al fine di prevenire e reprimere (anche con ordinanze di demolizione e di acquisizione gratuita degli immobili abusivi al patrimonio comunale come per legge) gli interventi invasivi sul territorio della riserva come quelli denunciati in passato dal WWF e dal Comitato per la tutela della Riserva Naturale del Borsacchio, attualmente sotto indagine degli Uffici della Procura della Repubblica di Teramo che ha già adottato provvedimenti di sequestro di immobili abusivi realizzati all’interno dell’area protetta.

Tutti questi aspetti saranno affrontati nell’incontro pubblico di sabato 21 novembre a Roseto degli Abruzzi durante il quale si avanzeranno anche proposte per la realizzazione della pista ciclabile sul territorio di Roseto degli Abruzzi per consentire di aggiungere un ulteriore tratto del corridoio verde sulla costa adriatica.

Programma decima edizione di “+ BICI – SUV”:

- Sabato 21 novembre mattina: i Maestri di Mountain Bike di Teramo e i rappresentanti dell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri animeranno varie attività in tutte le scuole primarie e secondarie di Roseto degli Abruzzi.
- Sabato 21 novembre pomeriggio: dalle ore 16,00 presso il Palazzo del Mare, lungomare sud: Convegno “Riserva Naturale del Borsacchio e mobilità ciclabile tra i comuni di Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Pineto. Opportunità di qualificazione ambientale e sociale del territorio e di sviluppo dell’offerta turistica. Chimere o realtà?”. Nel corso dell’incontro si confronteranno tecnici, rappresentanti di associazioni e realtà locali, amministratori regionali, provinciali e dei tre comuni interessati.
- Domenica 22 novembre mattina: biciclettata dal centro di Roseto, con appuntamento alle ore 10,00 presso il Lido “La Lucciola”. La biciclettata si svilupperà sul lungomare fino ai campeggi a nord. Da lì si tornerà indietro o, per chi è attrezzato con mountain bike, si procederà lungo la battigia, all’interno della Riserva Naturale del Borsacchio, fino a Cologna Spiaggia e poi da lì fino a Giulianova da dove ci sarà la possibilità di rientrare anche in treno. I gruppi saranno accompagnati dai Maestri di Mountain Bike di Teramo.

Presentazione X edizione + BICI - SUV

Venerdì 20 novembre alle ore 11 presso il Centro di Documentazione Ambientale del WWF in via De Vincentiis (angolo viale Bovio presso edificio del Nuovo Comi) si terrà una conferenza stampa del Coordinamento ciclabili Abruzzo teramano per la presentazione della 10a edizione di “+ BICI – SUV”, l’ormai classica due giorni per la promozione della mobilità ciclabile nella provincia di Teramo.
La decima edizione si terrà a Roseto degli Abruzzi sabato 21 e domenica 22 novembre e avrà come tema la ciclabilità della costa adriatica e la Riserva naturale regionale del Borsacchio, in questi giorni al centro di numerose polemiche per la volontà di alcuni consiglieri regionali di procedere alla sua riperimetrazione.

La decima edizione di “+ BICI – SUV)” presenta un fitto programma:
- Nella mattinata di sabato 21 novembre i Maestri di Mountain Bike di Teramo e il direttore dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri animeranno varie attività in tutte le scuole di Roseto, primarie e secondarie.
- Nel pomeriggio di sabato 21 novembre a partire dalle ore 16,00 si terrà al Palazzo del Mare, sul lungomare sud, il Convegno dal titolo: “Riserva Naturale del Borsacchio e mobilità ciclabile tra i comuni di Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Pineto” con l’esplicativo sottotitolo “Opportunità di qualificazione ambientale e sociale del territorio e di sviluppo dell’offerta turistica. Chimere o realtà?”. Parteciperanno gli amministratori regionali, provinciali e dei tre comuni interessati e il dibattito sarà animato sia da esperti di caratura internazionale e nazionale, come, tra gli altri, Marco Cestari della Time-Project e Sergio Trevisani del Comune di San Benedetto del Tronto, che potranno evidenziare esperienze ed opportunità che si stanno sviluppando altrove, sia anche da nomi del panorama locale come, tra gli altri, Adriano De Ascentiis, che presenterà la riuscita scommessa della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri, e Lucio De Marcellis, che farà il punto sull’importanza del Corridoio Verde Adriatico come infrastruttura di mobilità integrata.
- La mattinata di domenica 22 novembre è invece dedicata alla biciclettata che partirà dal centro di Roseto, con appuntamento ore 10,00 al Lido “La Lucciola” e si svilupperà lungo il lungomare fino ai campeggi a nord. Da lì si tornerà indietro o, per chi è attrezzato con mountain bike, si procederà lungo la battigia, all’interno della Riserva Naturale del Borsacchio, fino a Cologna Spiaggia e poi da lì fino a Giulianova da dove ci sarà la possibilità di rientrare anche in treno. I gruppi saranno accompagnati dai Maestri di Mountain Bike di Teramo.

17.11.09

Problema randagismo a Teramo

Lo scorso 5 novembre le Associazioni Amici degli Animali, LAV, Lega del Cane, LIPU e WWF hanno incontrato il Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, sul problema del randagismo di cani e gatti.
Nel corso dell’incontro le Associazioni hanno evidenziato le gravi condizioni in cui versano i cani che, a seguito dell’ordinanza del Sindaco di fine settembre, sono stati prelevati dalla zona di Colleparco e trasportati al canile di Castelbasso.
Gli animali sono attualmente posizionati in luoghi sovraffollati, angusti e carenti dal punto di vista igienico.
Su tale questione il Sindaco e l’Assessore Di Stefano si erano impegnati a procedere ad un controllo della situazione insieme ai rappresentanti delle Associazioni: ad oggi però le Associazioni non sono state coinvolte in alcun sopralluogo.
Nel frattempo la situazione sta peggiorando: alcuni dei cani portati da Colleparco sono già morti, mentre nel canile sono stati segnalati diversi casi di cimurro.La situazione riscontrata presso il canile di Castelbasso è stata anche segnalata con un esposto al Corpo Forestale dello Stato che ad oggi, però, non sembra aver ancora effettuato alcun controllo.
Nel corso dell’incontro le Associazioni hanno poi richiesto di dotare Teramo di strutture ricettive per cani e gatti che permettano di superare la situazione di emergenza che caratterizza da sempre la gestione del problema del randagismo.
Le Associazioni hanno avanzato proposte per rendere più efficace l’azione di prevenzione del randagismo sia attraverso una più capillare sterilizzazione di cani e gatti randagi, sia attraverso un maggior controllo sui cani padronali lasciati vaganti.
Le Associazioni hanno inoltre richiesto l’istituzione anche a Teramo di un Ufficio dei diritti degli animali, sul modello di quello creato in tanti altri comuni italiani.È stato poi affrontato il tema dell’eventuale trasferimento del gattile di Colleparco in altra struttura. Al riguardo le Associazioni hanno sottolineato la necessità di provvedere alla costituzione di un rifugio per l’assistenza di gatti malati o degenti dopo gli interventi di sterilizzazione.
Nelle foto: cani nel canile di Castelbasso.

14.11.09

Mancano 46 giorni alla scadenza della Legge che blocca il Centro Oli di Ortona


L'articolo sulla deriva petrolifera in Abruzzo comparso ieri su "Il Venerdì" di Repubblica.
I giorni passano e dalla Regione ancora nessun atto concreto.
Sentire l'Assessore Regionale all'Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz'altro un avvenimento eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini, dall'atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire qualcosa sull'argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.
I riflettori della stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione Abruzzo.
Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.
Il Corriere titola: "Battaglia biparistan contro le trivelle" e spiega al resto d'Italia che la popolazione è stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.
Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili, ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009.
Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro!
Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi – che: "Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale". Ed aggiunge: "Ad oggi io le posso parlare di una volontà politica. E non mi sembra poco".
È invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.
Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l’Assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 2004, stabilisce all’articolo 1 che “Lo Stato e le Regioni … garantiscono … l’adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni... nonché la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali”.

Svincolo Lotto Zero alla Gammarana: non c'è limite al peggio!

Cartina tratta da: http://gammarana.blogspot.com

Il principio di fondo che guida il WWF nella valutazione delle opere pubbliche è sempre quello di un utilizzo del territorio che risponda alla reali esigenze della collettività e che non provochi un danno all’ambiente non sostenibile e comunque non strettamente necessario.
Come è noto, il WWF ha sempre ritenuto il Lotto Zero un’opera inutile e devastante. Inutile perché non risolverà i problemi della viabilità cittadina, devastante perché ha sostanzialmente determinato la distruzione del tratto urbano del fiume Tordino e del suo parco fluviale.
Oggi, però, il Lotto Zero sta andando avanti. Forse un giorno qualcuno riuscirà pure ad inaugurarlo e si tratta di limitare i danni, già enormi, ed i costi che questa tangenziale ha avuto ed avrà.
In attesa che il Tribunale Amministrativo Regionale valuti i condivisibili motivi oggetto dal ricorso proposto dal Comitato di quartiere della Gammarana inerenti il procedimento amministrativo relativo allo svincolo progettato all’altezza della zona della Gammarana, è necessario sottolineare che la discrezionalità delle scelte amministrative non dovrebbe mai perdere di vista l’obiettivo del minore impatto ambientale possibile.
Rispetto ad altre ipotesi proposte e praticabili, l’attuale soluzione di svincolo, oltre ad avere maggiori costi, crea dal punto di vista pratico pesanti problemi ad aree, quali il centro sportivo dell’Acquaviva ed il vivaio del Corpo Forestale, che andrebbero estese e salvaguardate piuttosto che assediate da rotonde e rampe.
Ma la più grande preoccupazione è l’inutile “consumo” di quel territorio che, già irrimediabilmente compromesso dal Lotto Zero, viene ora ancora gravato da uno svincolo che, anziché raccordare subito l’uscita della variante alla viabilità cittadina interna, va a tagliare le zone di cui si è detto dopo essersi affiancato al tracciato principale per diverse centinaia di metri: provenendo da Montorio al Vomano si dovrebbe quindi tornare indietro, mentre arrivando da Giulianova si percorrerebbe un’inutile terza corsia. Con la conseguenza negativa di parcellizzare ulteriormente un polmone verde a ridosso della città, farne diminuire la qualità ambientale e creare le condizioni per il suo possibile degrado.
La città di Teramo può e deve cambiare strategia urbanistica: un’Amministrazione non si valuta positivamente solo se costruisce di più della precedente.
Anche se è più facile adottare una variante urbanistica ad ogni cambio di consigliatura, permettendo alla giunta di turno di introitare risorse per chiudere i bilanci realizzando opere pubbliche che, in base a logiche ormai da cambiare, portano consenso e quindi rielezione, alla base di scelte urbanistiche realmente vantaggiose ci deve essere una programmazione basata sulla lungimiranza e sull’eco-compatibilità.
Pertanto, il WWF invita l’Amministrazione Comunale a rivedere il progetto, accettando il contributo della cittadinanza, dei comitati e delle associazioni e dotandosi del parere di adeguati organi tecnici: oltre all’effetto immediato di migliorare le attuali scelte, questo mutato atteggiamento sarebbe un importante passo verso una gestione del territorio improntata all’efficienza, ma nello stesso tempo alla tutela dell’ambiente che è un diritto inviolabile di tutti.

13.11.09

L'Abruzzo del petrolio sul Corriere della Sera

Un bell'articolo sulla deriva petrolifera in Abruzzo è apparso oggi sul sito del Corriere della Sera. Lo potete leggere qui: http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_12/abruzzo_petrolio_moratoria_referendum_germano_antonucci_a0febd36-cf85-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml.

7.11.09

Quali interessi ci sono dietro il blocco della Riserva regionale del Borsacchio?

La Regione Abruzzo ha istituito la Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio l’8 febbraio 2005. In quasi cinque anni le Amministrazioni Comunali di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi, nel cui territorio ricade la riserva, nonostante precisi obblighi di legge lo imponessero dal maggio 2005, non sono riusciti:
- a nominare l’Organo di Gestione;
- ad elaborare il previsto progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati;
- ad apporre cartelli segnaletici lungo il perimetro e lungo le strade di accesso alla Riserva.
Sono invece riusciti a far predisporre il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) dell’area naturale pagandolo 230.000 euro (una cifra enorme, 5/6 volte quanto sono stati pagati questi strumenti pianificatori nelle altre aree protette abruzzesi!) che consentirebbe, all’interno della riserva, la realizzazione di un nuovo quartiere su un’area di circa 50.000 metri quadri. Una previsione talmente contraria alla legge che il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, grazie alle denunce del mondo ambientalista, non è mai riuscito ad approvare il PAN.
L’immobilismo dei Comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi, ha fatto sì che la Giunta della Regione Abruzzo, il 27 novembre 2008, affidasse la gestione della Riserva Naturale Borsacchio alla Provincia di Teramo, al fine di realizzare le attività di programmazione ed attuazione della legge istitutiva della Riserva e per evitare che i ritardi pregiudicassero gli interessi ambientali protetti.
Ma l’inerzia dei due Comuni si è trasmessa anche alla Provincia di Teramo: prima del Presidente D’Agostino, oggi del Presidente Catarra, in disaccordo su tutto, ma non sull’impedire la nascita reale della Riserva del Borsacchio.
Di fronte a questo quadro desolante, fatto di incapacità e disinteresse, giunge la proposta di riperimetrare la Riserva da parte di alcuni consiglieri regionali del Partito Democratico.
Se tale proposta fosse accolta, il Consiglio regionale legifererebbe per la quinta volta su questa area! Un’attività legislativa degna certamente di miglior causa, visto che i continui interventi legislativi non hanno portato a nulla!
Per il WWF si tratta di una proposta inaccettabile, tenuto anche conto che proviene da chi ha espresso e continua ad esprimere ruoli chiave in Enti inadempienti da quasi 5 anni.
Amministratori seri capirebbero che è finito il tempo delle chiacchiere e che dovrebbe essere arrivato quello dei fatti!
Nel frattempo l’area del Borsacchio è stata oggetto di appetiti speculativi che sono stati bloccati grazie alla continua vigilanza delle associazioni ambientaliste e del Comitato cittadino che da sempre si batte per la Riserva.
Viene allora da chiedersi: a quali interessi risponde chi sta ritardando l’operatività della Riserva?

4.11.09

I Comuni di Pineto e Silvi uniti contro la petrolizzazione. E la Regione?

Una sala affollata ha partecipato al convegno contro il petrolio organizzato dall’Amministrazione comunale di Silvi e dal Comitato di difesa dei beni comuni alla presenza dei sindaci di Silvi, Gaetano Vallescura, e di Pineto, Luciano Monticelli.
A conclusione del dibattito il sindaco Vallescura ha fatto un appello finale e incisivo: “propongo di indire un referendum per far decidere agli abruzzesi, padroni del loro territorio, se vogliono un Abruzzo nero e un Abruzzo verde. Invito le associazioni e le istituzioni interessate a organizzare tutte le procedure necessarie per indire un referendum. Una iniziativa popolare, ma anche istituzionale per vedere cosa vogliono gli abruzzesi”.
Durante l’incontro sono stati riproposti dati e video diffusi negli ultimi tempi nei tanti incontri contro la petrolizzazione.
I due sindaci hanno assicurato che insieme intraprenderanno questa azione forte. Il primo ha parlato di “un’Abruzzo da difendere contro le lobby delle multinazionali che verrebbero qui a sfruttare il nostro territorio; per questo è necessario costituire un comitato unico di tutte le associazioni e di tutti gli enti locali per combattere le mire petrolifere e pesare nelle sedi opportune. Bisogna dunque organizzarsi e mobilitarsi immediatamente”; mentre Luciano Monticelli ha espresso “la preoccupazione per il ritardo della firma di costituzione del parco marino Torre del Cerrano vedendo in ciò una situazione ambigua che potrebbe far comodo alle multinazionali. Per questo è ora di passare dall’informazione ai fatti: bisogna andare nelle sedi opportune e cominciare a farci sentire in maniera incisiva”.
L?azione dei sindaci rende ancora più evidente il silenzio della Regione Abruzzo che ad oggi sembra essersi completamente dimenticata del pericolo che l'Abruzzo corre di vedere circa il 50% del suo territorio invaso da trivelle e pozzi petroliferi.
Ad oggi, il Presidente Chiodi, nonostante le molteplici richieste, non ha ancora trovato il tempo di incontrare i responsabili delle associazioni ambientaliste e dei comitati locali che si stanno battendo contro la deriva petriolifera.

30.10.09

Centrale a biomasse a Cortino? Troppi problemi irrisolti

Il WWF Teramo interviene sulla centrale a ciclo combinato da 10 Mw elettrici che si vorrebbe realizzare nella frazione Faieto del Comune di Cortino sui Monti della Laga.
L’associazione ambientalista è da sempre particolarmente legata al territorio di Cortino dove da anni organizza le sue vacanze verdi di turismo responsabile, coinvolgendo centinaia e centinaia di bambini, ragazzi e famiglie, provenienti da tutta Italia, che trascorrono presso l’Ostello di Cortino periodi di vacanza di circa 1 settimana a turno. Un’offerta turistica che ha determinato un indotto economico reale e che sarà ancora potenziata con l’ormai prossima apertura del Centro di Educazione Ambientale che il WWF sta realizzando presso l’ex casa dei pastori del bivio di Casagreca.
Il WWF ribadisce quanto ha già espresso nel corso di una riunione pubblica di presentazione dell’impianto alcune settimane fa, quando ha evidenziato le forti criticità riscontrate nella documentazione progettuale fino ad oggi messa disposizione.
Il sito individuato per la localizzazione della centrale, il bivio della frazione di Faieto, essendo interessato da fenomeni franosi ed instabilità, è classificato dal Piano di Assetto Idrogeologico a pericolosità “P2”. L’opera, quindi, al di là di ogni altra considerazione, non può essere localizzata in quell’area.
La documentazione progettuale fornita non consente di calcolare correttamente il bilancio energetico della centrale: permangono dubbi sia sull’approvvigionamento del materiale che dovrà essere utilizzato come combustibile, sia sul compunto di tutta una serie di voci accessorie, quale, ad esempio il trasporto del materiale da utilizzare come combustibile. Solitamente impianti di questo genere vengono localizzati a ridosso di aree dove esistono attività produttive che utilizzano legname al fine di ottimizzare il ciclo produttivo impiegandone gli scarti. Attività di questo tipo non sono presenti a Cortino, né le aziende agricole e forestali dell’area producono sufficienti scarti agricoli o di potature e taglio.
Nell’ambito della produzione di energia da biomasse il WWF suggerisce la realizzazione di impianti di taglia più piccola, capaci di raccogliere gli scarti agricoli e forestali di aree limitrofe e di fornire energia nel comprensorio interessato. Ciò vale anche per le altre forme di energia rinnovabile, come il WWF sta cercando di dimostrare sperimentalmente nell'Oasi naturalistica di Penne, dove un impianto fotovoltaico ed uno eolico concorrono all'accumulo di energia sotto forma di idrogeno, poi utilizzato dal Centro di Educazione all’Ambiente per le sue attività.
Il progettista ha sostenuto che la centrale non produrrà inquinamento atmosferico. Sul punto è fondamentale poter verificare le analisi condotte su impianti con le medesime caratteristiche.
Deve essere approfondito tutto l’aspetto del consumo di acqua necessario per il funzionamento dell’impianto.
Deve essere approfondito l’aspetto della immissione nella rete generale dell’energia prodotta dalla centrale.
Permane poi un problema di fondo: la centrale non può essere inquadrata in una seria pianificazione che tenga conto del fabbisogno energetico regionale e delle risorse disponibili poiché la Regione Abruzzo non si è ancora dotata, nonostante l’obbligo normativo, di un Piano Energetico ed Ambientale. È pertanto necessario procedere almeno ad una verifica degli impianti dello stesso genere autorizzati e/o in fase di autorizzazione al fine di non sovradimensionare l’offerta di energia e di conseguenza la domanda di materia da avviare a combustione.
“Come WWF”, sottolinea Pino Furia, Presidente del WWF Teramo, “non siamo contrari pregiudizialmente alle centrali a biomasse. Un impianto di queste dimensioni in una località di montagna a ridosso di un parco nazionale non appare però la scelta più logica, anche per l’impatto paesaggistico che l’opera avrà su un’area non urbanizzata. I dubbi tecnici che abbiamo sollevato non hanno trovato risposta nell’unico incontro con il progettista della centrale al quale siamo stati invitati. Riteniamo pertanto che, qualora si voglia continuare su questa ipotesi, si dovrà avviare un confronto molto più approfondito sul progetto, nell’ottica di una concreta e reale partecipazione della collettività”.

25.10.09

Per un dieci e lode in sostenibilità: arrivano i Panda Club in Abruzzo

Iniziata la consegna, a partire da L’Aquila, dei primi kit didattici per la scuola che il WWF distribuirà gratuitamente ai bambini di 300 classi di primo ciclo nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile scorso.
Il WWF ha scelto il capoluogo abruzzese per presentare, attraverso questa iniziativa speciale, i nuovi programmi scuola Panda Club e Panda Explorer, che ogni anno vengono scelti da 5.000 classi e 100.000 ragazzi in tutta Italia e possono essere richiesti durante tutto l’arco del’anno.
Martedì scorso, presso l’Istituto Comprensivo Gianni Rodari di L’Aquila, grazie alla collaborazione di POLIECO (Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti di beni a base di polietilene), i bambini di tre classi della scuola primaria hanno ricevuto i kit “Quale futuro”, dedicati alla sostenibilità e al consumo delle risorse, direttamente dalle mani del presidente del WWF Italia, Stefano Leoni.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare, con il presidente di Polieco Enrico Bobbio, il progetto nazionale “Rifiuti: zero in condotta” realizzato dal WWF Italia in collaborazione con il Consorzio per avvicinare insegnanti e alunni al problema dei rifiuti - ancora largamente diffuso in Italia - attraverso iniziative e laboratori con l’obiettivo di ridurre la produzione di scarti, evitare gli sprechi, avviare corrette procedure di smaltimento e soprattutto promuovere nei giovani una nuova consapevolezza verso il tema della sostenibilità e la capacità di “contaminare”, a partire dalla scuola, il territorio e la società.
Nella mattinata, tre classi dell’Istituto Gianni Rodari hanno partecipato ai laboratori didattici sul tema con l’aiuto degli educatori del WWF.
“L’educazione ambientale è fondamentale per suscitare nei cittadini una maggiore consapevolezza sui problemi dell'ambiente, insieme alla capacità e volontà di reagire al degrado - ha detto Stefano Leoni Presidente del WWF Italia - Cominciando proprio dai bambini delle scuole, per proseguire poi nell’età adulta, si forma il senso di cittadinanza che ci porta a considerare il mondo e la natura come qualcosa a cui apparteniamo, di cui prenderci cura. La collaborazione con le istituzioni è importante in questo percorso e proprio qui in Abruzzo abbiamo ottimi esempi di collaborazione tra scuola, educatori, associazioni e istituzioni.”
In conclusione della giornata il WWF Italia ha voluto consegnare un “panda” in cartapesta quale riconoscimento del grande lavoro fatto dalla Croce Rossa Italiana in questi mesi in Abruzzo.
Il WWF ricorda a tutti gli insegnanti che vogliono condividere le riflessioni, i contatti, gli strumenti, le esperienze maturate dal programma educazione del WWF ed entrare in contatto con altri docenti che vogliono essere protagonisti di questo percorso, possono iscriversi alla newsletter educazione del WWF, inviando una email a docenti@wwf.it .
Sul sito www.wwf.it/educazione si trovano invece le proposte di attività educative da fare sul campo nelle oltre 100 Oasi WWF sparse in tutta l’Italia, i corsi docenti e il turismo scolastico.
Su www.wwf.it/scuole tutti i dettagli e i moduli per iscriversi online

PROGRAMMI SCUOLA WWF 2009-2010

PANDA CLUB: “QUALE FUTURO” (ultimi anni di primaria e scuola secondaria)
Si tratta di un viaggio nel mondo della sostenibilità e dei rifiuti il materiale educativo per le scuole primarie e secondarie di quest’anno. Si chiama “Quale Futuro” ed è l’ultima tappa del percorso triennale “Tutti per una - Una per tutti” dedicato al tema del consumo di risorse e del ciclo di vita degli oggetti, fino alla complessa gestione dei rifiuti. I rifiuti e le tecniche per la loro riduzione assumono infatti un significato rilevante in considerazione del duplice impatto che generano sull’ambiente. I materiali di scarto non più utilizzabili devono trovare una destinazione definitiva, andando ad occupare terra, acqua ed atmosfera, dove in origine non erano presenti; in secondo luogo, lo scarto di materiale implica la sua sostituzione con una risorsa prelevata dall’ambiente e disponibile in quantità limitate.
Il kit didattico Panda Club che arriva a ogni classe che iscritta è composto da:
Manuale per gli insegnanti: Contiene la proposta complessiva di lavoro sul calcolo dell’Impronta Ecologica, l’analisi dei modelli di produzione e di consumo, la limitazione della produzione dei rifiuti e il riutilizzo deggli oggetti.
Quaderno per i ragazzi (uno per ogni alunno): Un racconto scritto appositamente per il WWF da Federico Bini, autore di numerosi libri per ragazzi. I due protagonisti sono un fratello e una sorella che aiuteranno un medico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a scoprire un traffico di rifiuti nocivi…
L’ecoguida realizzata da Electrolux in collaborazione con il WWF illustrata con i disegni delle classi Panda Club.

PANDA EXPLORER: "IL MONDO DELLA CAMPAGNA" (scuola dell’infanzia e primi anni della primaria)
Un kit didattico dedicato alla campagna il programma per le scuole dell’infanzia e per la primaria, all’interno della collana “Giocare, Fare, scoprire con il WWF”.
Cinque coloratissimi poster sono i materiali didattici dedicati alle classi che vogliano iscriversi al Panda Explorer:
- La vita nella fattoria: Per conoscere gli ambienti, gli animali tipici e le attività che si svolgono in una fattoria.
- Dalla città alla campagna: Un viaggio alla scoperta dei paesaggi, delle piante e degli animali che si incontrano in un percorso che si snoda dalla città alla campagna.
- Giocate con la campagna: un poster costituito da una serie di carte con degli indizi per indovinare quali sono gli animali, le piante e le attività lavorative tipiche del mondo della campagna.
- Il pranzo è servito: un divertente gioco per far capire ai bambini da dove provengono le materie prime che trovano sulla loro tavola.
- Il vostro quadro della campagna: dove la classe potrà creare dei veri e propri quadri della campagna arricchendo le immagini rappresentate sul poster con fili d’erba, ritagli di giornale etc
Ai poster si aggiunge un manuale per gli insegnanti con una serie di attività da fare in classe e all’aperto, singolarmente o in gruppi.