13.2.19

Aperitivo scientifico: api e sostenibilità

 
Al via i cinque nuovi appuntamenti con gli aperitivi scientifici del WWF Teramo, organizzati nell’ambito dei Café scientifique del WWF Italia.
Tanti i temi che saranno affrontati con illustri relatori per avvicinare con leggerezza, ma con grande competenza ad argomenti legati alla natura, alla sostenibilità ambientale e alla salute.
“Siamo molto felici del successo di questa iniziativa” dichiara Fausta Filippelli del WWF Teramo. “Siamo arrivati alla quinta edizione e abbiamo messo a punto un programma a nostro parere molto interessante. La formula è efficace e prende spunto dai Café Scientifique anglosassoni, nati a Leeds nel 1998 e oggi attivi nel Regno Unito con oltre 40 esperienze sul territorio nazionale, il WWF ha lanciato in Italia questo nuovo modello di intrattenimento scientifico: si tratta di incontri della durata di 1 ora o poco più con esperti che provengono dal mondo universitario, della ricerca, ma anche attivisti e appassionati che affrontano un tema specifico e alla fine si intrattengono con i partecipanti per un aperitivo. I temi trattati sono vari e rappresentano uno stimolo per poi approfondire problematiche e argomenti”.
 
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 15 febbraio alle ore 18 presso il locale “Stagioni” in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo.
Il titolo dell’incontro è “To bee or not to bee. Api e sostenibilità” e vedrà la partecipazione di Michele Amorena, Professore Ordinario di Farmacologia e Tossicologia Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo.
 
Gli altri appuntamenti, che si svolgeranno sempre presso il locale “Stagioni”, sono:
  • Giovedì 7 marzo – ore 18: “Quando la natura ti stupisce. Le meraviglie dell'evoluzione” con Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo.
  • Venerdì 29 marzo – ore 18: “Il clima è impazzito. Cambiamenti climatici e salute mentale” con Gianfranco Contini, psichiatra.
  • Venerdì 12 aprile – ore 18: “In bici dal Gran Sasso a capo Nord. Quando la natura diventa cammino” con Francesca Filippi, viaggiatrice.
  • Venerdì 10 maggio – ore 18: “Cosa rende un lupo sexy? Le strategie di scelta di coppia dei lupi italiani” con Marco Galaverni, Ufficio Conservazione del WWF Italia.

7.2.19

Due giornate per il Lupo

 
Due giornate ad Atri dedicate al Lupo e al suo mondo. Ad organizzarle sono l’Oasi WWF Riserva regionale dei Calanchi di Atri, il WWF Teramo e il gruppo di studio Project Wolf Ethology - CSEBA Teramo. Obiettivo: far conoscere le abitudini di questo splendido predatore, illustrare i risultati di un progetto di studio protrattosi nell’ultimo anno all’interno dell’area naturale protetta atriana e presentare le attività che si possono mettere in atto per garantire la convivenza di questo splendido predatore e con l’uomo.
Si inizia domani, venerdì 8 febbraio alle ore 10.30 presso l’Istituto tecnico agrario “Adone Zoli” di Atri con la seconda tappa del Wolf School Tour organizzato dal WWF Teramo e dal Project Wolf Ethology per diffondere la convivenza tra uomo e lupo attraverso conoscenza e divulgazione. L’incontro con gli studenti sarà coordinato da Daniela Magno, Dirigente scolastico, e vedrà la partecipazione dei ricercatori Andrea Gallizia, Federica Bava e Francesca Trenta del Project Wolf Ethology, nonché di Pierluigi Ricci del WWF Teramo che presenterà le attività che l’associazione svolge in tutta Italia per la tutela del Lupo. Al termine dell’incontro sarà anche presentato un lavoro svolto dagli studenti sulla tutela del Lupo.
Il giorno dopo, invece, sabato 9 febbraio alle ore 16 presso il Centro Visita dell’Oasi WWF a Colle della Giustizia ad Atri si terrà la tavola rotonda “Il Lupo: un anno di ricerche nell’Oasi WWF Riserva Naturale Regionale Calanchi di Atri”. Dopo i saluti di Alfonso Di Basilico, Assessore alle Aree Protette del Comune di Atri, e di Adriano De Ascentiis, Direttore dell’Oasi, ci saranno gli interventi di Filomena Ricci, Referente Conservazione del WWF Abruzzo, Andrea Gallizia, Federica Bava e Francesca Trenta del Project Wolf Ethology che illustreranno i risultati dello studio condotto sui Lupi presenti in riserva, e Antonio Pollutri del WWF Italia che presenterà le collaborazioni dell’Associazione con gli allevatori per la conservazione del Lupo. 

Taglio alberi lungo SS259: interviene la Soprintendenza del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali

 
Alla luce della lettera inviata dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo del Ministero per i Beni e le Attività culturali in data 7 febbraio 2019 con protocollo n. 1869 il WWF torna a chiedere che si fermi il taglio ingiustificato di alberi lungo la SS259.
Nella nota della Soprintendenza, che scrive a seguito del suo coinvolgimento da parte dell’Ordine degli Architetti e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, vengono smentite le argomentazioni dell’ANAS SpA in merito alla possibilità di procedere al taglio delle piante lungo la SS259 senza le necessarie autorizzazioni, così come la necessità di tagliare tutte le piante poste a meno di 6 metri dalla careggiata stradale. Sempre nella nota si definiscono di particolare pregio paesaggistico i Tigli che si stanno tagliano, profilandosi anche un valore monumentale degli stessi.
Il WWF depositerà una integrazione all’esposto presentato il 4 febbraio scorso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, chiedendo nuovamente alla Procura di svolgere una verifica su quanto sta accadendo e di valutare un immediato intervento, considerato che anche in questi giorni sta proseguendo il taglio delle piante.
Il WWF auspica che anche i Comuni interessati facciano tutto quanto è nelle loro possibilità per interrompere questo scempio privo di giustificazioni. 

5.2.19

Taglio di alberi lungo la SS 259: il WWF Teramo presenta un esposto

 
Il Presidente del WWF Teramo Claudio Calisti ha presentato ieri a nome dell’associazione un esposto alla Procura di Teramo sul taglio delle alberature lungo la SS 259 in vari comuni della Val Vibrata, in particolare nel comune di Martinsicuro.
L’esposto, corredato da una serie di documenti, ricostruisce quanto sta avvenendo nelle ultime settimane a seguito della decisione dell’ANAS di procedere al taglio delle piante che da sempre accompagnano la SS 259 come tante altre strade abruzzesi e, più in generale, italiane.
Questo intervento ha determinato le proteste di istituzioni, associazioni e comitati di cittadini ed è del tutto ingiustificato. Le presunte ragioni di sicurezza che vengono avanzate sono palesemente contraddette dal fatto che, se da un lato si tagliano gli alberi, dall’altra si continua a consentire la presenza lungo le strade di cartelloni pubblicitari, muri ed edifici.
Nell’esposto peraltro si evidenzia come la normativa vigente non imponga affatto il taglio di tutte le piante poste lungo le strade, ma semplicemente vieta la piantumazione di nuovi alberi ad una certa distanza dalla strada. L’interpretazione estensiva dell’ANAS, alla base dell’intenzione di tagliare tutte le piante poste a meno di sei metri dalla carreggiata, contrasta con una serie di norme, circolari e documenti che negli anni sono stati prodotti dall’allora Ministero dei Lavori Pubblici, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Nell’esposto il WWF chiede alla Procura di disporre gli opportuni accertamenti al fine di verificare se l’ANAS stia operando nel rispetto delle norme vigenti e se abbia acquisito tutte le autorizzazioni necessarie. Si chiede anche di verificare se lo smaltimento o l’eventuale recupero dei prodotti derivanti dagli abbattimenti venga effettuato nel rispetto delle norme vigenti.
“Siamo stati costretti a presentare questo esposto”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo. “Come associazione, al pari di altri organismi e istituzioni, abbiamo auspicato che l’ANAS volesse avviare un confronto per giungere a soluzioni condivise, ma è stato tutto inutile. I tagli praticamente non si sono mai fermati e non ci sembra che ci sia alcuna intenzione di rivedere la pianificazione della completa eliminazione di tutte le piante che costeggiano la SS 259. Ora è tutto nelle mani della magistratura: speriamo che si possa approfondire la questione e che si proceda a verificare effettivamente se è possibile eliminare tutte le alberature che da sempre caratterizzano le strade italiane”.

2.2.19

Elezioni regionali: presentate le richieste del WWF ai candidati presidente


Conferenza stampa questa mattina a Pescara, presso la sede della Lega Navale Italiana, per la presentazione di “10 temi per un Abruzzo capace di futuro”, un dossier elaborato dal WWF in occasione delle elezioni regionali del 10 febbraio prossimo.
“Il documento – ha spiegato il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta – è stato inviato questa mattina, contestualmente alla presentazione al pubblico attraverso la conferenza stampa, ai quattro candidati presidenti ai quali chiediamo di farne tesoro. Soprattutto sarà utile per chi sarà scelto dai cittadini come nuovo Presidente per confrontarsi sulle scelte ambientali da attuare in regione”.
Il testo (può essere richiesto a abruzzo@wwf.it) si apre con una premessa di carattere generale nella quale si chiede ai candidati di riconoscere nei loro programmi la tutela ambientale quale superiore valore trasversale di cui tener conto nell’intera programmazione regionale; di impegnarsi nelle politiche di settore a perseguire i migliori standard ambientali, così come richiesto dalle norme comunitarie; di inserire nella contabilità pubblica indicatori di tipo ambientale che consentano di valutare anche il patrimonio naturale come componente non irrilevante della ricchezza delle comunità locali da non depauperare.
I dieci temi sviluppati nel dettaglio sono invece: 1. Biodiversità; 2. Aree protette e Rete Natura 2000; 3. Tutela della fauna selvatica e attività venatoria; 4. Governo del territorio: difesa del suolo e delle acque; 5. Mobilità, politiche dei trasporti e delle infrastrutture; 6. Valutazioni ambientali (VAS e VIA); 7. Lotta ai cambiamenti climatici e piano di adattamento; 8. Energia; 9. Gestione dei rifiuti; 10. Educazione per l’ambiente e per la sostenibilità. Per ciascuno di essi il documento propone un inquadramento di carattere generale cui seguono le proposte di dettaglio del WWF.
Sulla biodiversità, ad esempio, si chiede, tra l’altro, che la Regione si doti di un Piano di azione per la biodiversità e che individui e riconosca formalmente nelle norme e nella pianificazione ordinaria una “rete ecologica regionale”, come già è stato fatto in altre Regioni (Umbria e Marche per citare le più vicine), che garantisca la continuità ecosistemica anche al di fuori delle aree protette e tuteli i frammenti naturali residuali anche nei contesti più antropizzati. Degli obiettivi per la conservazione della biodiversità si deve tener conto anche nel piano paesistico e in agricoltura. Nel settore agricolo vanno anzi incrementate tutte le misure che contribuiscono in modo positivo alla conservazione della biodiversità, eliminando o riducendo in modo significativo i sussidi alle misure inutili e dannose.
Nel tema che analizza le aree protette, tra le altre cose, non possono mancare un esplicito riferimento alla approvazione della nuova legge quadro regionale oltre alla necessità di restituire piena governance ai Parchi scegliendo le figure apicali non in base alle vicinanze politiche, ma in base alla competenza specifica sulla materia; al rilancio delle Riserve regionali attraverso una pianificazione gestionale a lungo termine e la certezza nei finanziamenti. Il WWF chiede anche che venga ripreso l’iter istitutivo per il Parco regionale Simbruini-Ernici che sarebbe di grande importanza anche per favorire il collegamento con le aree protette del Lazio e che la Regione prema per l’immediata istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina, atteso ormai da due decenni.
Sul tema del Governo del territorio: difesa del suolo e delle acque, il WWF ricorda che negli anni ’80 del secolo scorso la Regione Abruzzo fu insignita del “Premio Attila” proprio per aver distrutto i propri fiumi cementificandoli, deviandoli e distruggendone le sponde. Purtroppo la situazione oggi non è migliorata di molto. Secondo il rapporto ISPRA sul consumo del suolo 2018 l’Abruzzo, “regione verde d’Europa”, ha 549 Kmq complessivamente artificializzati (pari al 5,08% del suo territorio) con un incremento annuo del 0,22% (dato nazionale: 0,23%). Nel litorale, dalla linea di costa entro i primi 300 metri, l’Abruzzo col 36,6% si colloca tra le regioni con la massima percentuale di suolo consumato mentre in collina ha addirittura il primato nazionale col 21,7%.
Il WWF chiede che si concluda al più presto, ma garantendo partecipazione e confronto, l’approvazione del Piano di tutela delle acque e che insieme venga avviato un piano straordinario di risanamento dei corsi d’acqua che sono lontani dal raggiungere gli obiettivi di qualità fissati dalla normativa italiana e da quella europea. Fiumi, torrenti e fossi devono essere gestiti in quanto ecosistemi, evitando gli interventi di taglio a raso della vegetazione spondale che da un lato aumenta il rischio di piene e esondazioni, dall’altro annulla la capacità autodepurativa. Più che mai da evitare, ovviamente, nuove costruzioni a ridosso dei fiumi, a cominciare da quelle assurdamente già in progetto come gli ampliamenti nella zona di Megalò.
Non poteva ovviamente mancare un riferimento all’acquifero del Gran Sasso che rifornisce oltre la metà degli abruzzesi è a rischio a causa delle gallerie autostradali e dei Laboratori sotterranei di Fisica Nucleare. La Regione deve essere capace di imporre una messa in sicurezza definitiva consentendo anche alla società civile (a partire dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso) di partecipare al processo decisionale.
Sulla Mobilità manca tuttora in Abruzzo il Piano Regionale dei Trasporti. Il WWF chiede che venga redatto basandosi una seria analisi delle domanda di mobilità e sulla necessità di superare lo squilibrio modale in favore della gomma attraverso la creazione di un sistema integrato dei trasporti e delle logistica. Un piano che abbia anche obiettivi ambientali espliciti in termini di: contenimento del consumo del suolo e della tutela del paesaggio, riduzione delle emissioni di CO2, riduzione del rumore. Tutto ciò anche attraverso il dare priorità all’ottimizzazione delle reti e delle opere esistenti a scapito alla realizzazione di nuove grandi opere.
Citiamo, infine, tra i dieci punti, la fondamentale questione dei cambiamenti climatici. Il WWF sottolinea che l’Abruzzo è caratterizzato dalla più alta diversità climatica dell'Italia peninsulare, passando dal clima temperato-caldo della fascia costiera al temperato freddo dei maggiori rilievi appenninici, e che chiede accelerazione per Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PACC). Sinora la Regione ha approvato il Profilo Climatico e le Linee Guida a definizione del PACC (DGR 860/2018). È necessario ora predisporre il Piano nel più breve tempo possibile, rispettando, migliorando e aggiornando quanto già indicato nelle Linee Guida, al fine di evitare sprechi di risorse, pianificazioni insulse, tragedie e disagi. Il Piano per poter ottenere reali effetti positivi dovrà inoltre essere preordinato e condizionante rispetto a ogni programmazione regionale.

1.2.19

Approvata la delibera regionale per la gestione del rischio nel sistema del Gran Sasso

 
La Giunta Regionale ha approvato la delibera n. 33 del 25 gennaio 2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso - DGR n. 643 del 7.11.2017. Definizione attività urgenti ed indifferibili”.
L'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso ribadisce quanto già affermato con il comunicato del 22 gennaio scorso: l’atto segna un passo avanti verso la soluzione del problema, ma siamo soltanto ad una prima dichiarazione di intenti.
L’impianto generale conferma quanto sostenuto in questi due anni dall’Osservatorio: molte delle nostre osservazioni si ritrovano nella proposta della Commissione Tecnica Regionale, ma non c'è molto da essere allegri perché tutto ciò dimostra che un coinvolgimento delle associazioni avrebbe accorciato i tempi e impedito i continui “rimandi” a cui si è assistito fino ad oggi.
Ci sono voluti quasi vent'anni, 82 milioni di euro, diversi incidenti e sversamenti di sostanze, il sequestro dei Laboratori, un processo con patteggiamento, un’altra inchiesta che ha portato a dieci indagati coinvolgendo la Ruzzo Reti SpA, l'INFN e la Strada dei Parchi SpA, decine di manifestazioni e iniziative pubbliche affinché, finalmente, la Regione Abruzzo e gli enti coinvolti proponessero un piano per la messa in sicurezza dell’acquifero.
Sul piano di messa in sicurezza l'Osservatorio si riserva di fare le proprie valutazioni tecniche analizzando i documenti progettuali, ma desta non poche perplessità il fatto che alcuni interventi siano stati indicati come “urgenti ed indifferibili”, mentre per altri ci si limiti a chiedere una valutazione di fattibilità tecnica con analisi costi-benefici senza indicare i tempi entro cui concluderla e chi dovrà effettivamente procedere a tale valutazione.
Assolutamente inaccettabile è poi che, ancora una volta, gli interessi dei Laboratori dell'INFN risultino prioritari rispetto all’interesse a bere acqua di 700.000 cittadini. Infatti, mentre la bozza di delibera indicava il 31/12/2019 come data ultima e non procrastinabile per la realizzazione del piano di dismissione degli esperimenti che comportano l’utilizzo di sostanze pericolose oltre la soglia del DLgs n. 105/2015 (Direttiva Seveso 3), magicamente nella delibera approvata la data si sposta di un anno al 31/12/2020. La motivazione di tale posticipo è contenuto in un passaggio della Delibera in cui si sostiene che, in virtù di accordi internazionali, i Laboratori indicano la data della fine del 2020. Eppure è noto da quasi due decenni che determinate sostanze non possono essere stoccate a contatto con un acquifero e tutti sapevano, quindi, che tale situazione doveva essere superata da molto tempo! Concedere ulteriori 24 mesi per fare quello che si sarebbe dovuto fare da anni rappresenta un nuovo schiaffo agli abruzzesi!

29.1.19

Elezioni regionali: Vota per la Natura!

 
Il WWF Abruzzo lancia oggi sui social network la sua campagna elettorale con cinque manifesti che invitano i candidati Presidente della Regione a impegnarsi nella tutela dell’ambiente e della natura della nostra regione.
Il Fratino e la costa, l’Orso marsicano e il suo ambiente, i fiumi puliti e un mare libero da trivelle, l’aria pulita e la mobilità sostenibile, le aree naturali protette: sono questi i cinque temi scelti per la campagna del WWF.
“Abbiamo scelto cinque simboli dell’impegno per la tutela ambientale e per la salute umana”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “Sono argomenti che riguardano la nostra vita perché ci parlano di acqua che beviamo, di aria che respiriamo, di capitale naturale che ci permette di vivere. È un modo per richiamare i candidati alla carica di presidente regionale ad occuparsi di cose concrete e sviluppare idee e progettualità per tutelare l’ambiente di una regione che è al centro dell’ecoregione mediterranea e che ha avuto ed ha ancora oggi un ruolo fondamentale per la tutela del patrimonio naturale del nostro Paese”.
“Salvo qualche lodevole eccezione, fino ad oggi i temi ambientali sono stati quasi del tutto assenti nel dibattito elettorale”, aggiunge Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo. “Eppure sono temi che attengono alla qualità della nostra vita: solo un ambiente sano ci permette di sviluppare un’economia forte e sostenibile. La distruzione del territorio ha costi altissimi per la collettività: basti pensare ai danni per frane e alluvioni o alla crescita della spesa pubblica per la sanità che risente molto anche di tante patologie legate all’inquinamento. Dai candidati alla prima carica regionale e da tutti coloro che in questi giorni si presentano all’elettorato per chiedere di essere chiamati a ricoprire il ruolo di consigliere regionale ci aspettiamo un maggiore attenzione per l’ambiente. Per questo abbiamo anche elaborato un documento in 10 punti che presenteremo a giorni in vista della chiusura della campagna elettorale e con il quale avanziamo le richieste del WWF ai candidati”.
 



28.1.19

Gestione e vigilanza sulla caccia, la Regione “dimentica” anche gli obblighi di legge

 
Il WWF ha richiesto ufficialmente alla Regione Abruzzo i dati dal 2015 al 2018 sullo stato dei servizi preposti alla vigilanza in materia di caccia e il numero di accertamenti; informazioni necessarie per avere un quadro aggiornato sullo stato della vigilanza venatoria nel territorio. Sono state richieste informazioni anche sull’attuale pianificazione faunistico-venatoria e in particolare i dati sugli abbattimenti, la consistenza numerica dei cacciatori e numeri aggiornati sulle immissioni di selvaggina. Il risultato è semplicemente desolante sia dal punto di vista della quantità e qualità dei dati in possesso dell’Ente regionale, sia in merito alla vigilanza venatoria in Abruzzo.
La Regione Abruzzo non possiede i dati e le informazioni minime sulla fauna selvatica, sulla caccia e sulla vigilanza venatoria, neppure quelli che dovrebbe avere secondo quanto disposto dalle normative nazionali e regionali. Il WWF ha chiesto i “rapporti informativi sulla vigilanza nelle diverse province” delle ultime 3 annualità. La raccolta di questi dati è prevista dalla L. 157/92 e dalla L.R. 10/2004. La Regione ha comunicato al WWF solo i dati del 2015 o, in altri casi, solo i dati del 2016. Informazioni peraltro incomplete: in alcuni casi mancano il numero delle unità addette o quello delle giornate di servizio o il numero dei verbali redatti.
Ancora. La Regione scrive al WWF di non essere in possesso della “relazione illustrativa delle immissioni di selvaggina” (relazione prevista dalla stessa legge regionale che evidentemente l’ente per primo non rispetta) e ci chiede di rivolgerci agli Ambiti Territoriali di Caccia (AATTCC) per ottenere queste informazioni. A questo punto c’è da chiedersi come faccia la Regione a effettuare la funzione ispettiva sulla gestione degli AATTCC se non conosce come vengono fatte le immissioni di selvaggina che rappresentano la voce più importante dei bilanci degli Ambiti?
Le Polizie Provinciali, di fatto smantellate dalla disastrosa recente riforma di quegli enti, non svolgono oramai quasi più la vigilanza venatoria a causa del forte ridimensionamento degli organici e dello spostamento ad altre mansioni. Dai dati forniti dalla Regione Abruzzo emerge che la Polizia Provinciale di Teramo nel 2015 ha riscontrato un solo illecito amministrativo e 2 penali. La Provincia di Pescara è riuscita a fare peggio: in quasi 2 anni (da gennaio 2015 ad ottobre 2016) ha riscontrato zero illeciti penali e zero amministrativi! Le altre due province abruzzesi sin sono invece mostrate più attive nel campo della vigilanza venatoria: la Polizia Provinciale di Chieti nel 2016 ha irrogato 26 sanzioni amministrative e 8 penali mentre quella de L’Aquila 75 sanzioni amministrative e nessun penale.
Nel complesso anche in questa circostanza la Regione ha dimostrato le proprie gravissime carenze nella gestione faunistico venatoria fino al punto limite di non avere a disposizione neppure i rapporti informativi sulla vigilanza venatoria che, per legge, dovrebbe procurarsi dalle Province e trasmettere, ogni anno, al Ministero delle Politiche Agricole.
Già nel 2016 del resto l’Abruzzo era tra quelle Regioni che, secondo il rapporto dell’Ispra “Analisi dei dati dei tesserini venatori”, non avevano fornito i dati necessari ad assicurare il rispetto dei principi di rigorosa verifica e di costante monitoraggio del prelievo venatorio degli uccelli, imposti dalle Direttive dell’Unione Europea.
«L’auspicio del WWF – sottolinea il coordinatore regionale delle guardie WWF Claudio Allegrino - è che il prossimo Presidente della Regione e la prossima giunta regionale rispettino e facciano rispettare le leggi in materia di caccia e di tutela della fauna e risolvano la grave e non più tollerabile carenza relativa alla vigilanza venatoria».

22.1.19

L'Università D'Annunzio rinuncia alla scienza e promuove le fake news?

 
Mercoledì 23 gennaio al Campus dell'Università "Gabriele d'Annunzio" a Chieti si terrà la presentazione del libro "Clima: basta catastrofismi. Riflessioni scientifiche su passato e futuro".
Incredibilmente l'Ateneo abruzzese offre ospitalità ai negazionisti del clima con tanto di saluti iniziali da parte del Magnifico Rettore. Senza prevedere alcun contraddittorio, una frangia talmente minoritaria da essere fuori da qualsiasi discussione scientifica mondiale, potrà così illustrare in una sede universitaria dati che sono stati confutati migliaia di volte.
I cambiamenti climatici sono una realtà ormai acclarata, così come è acclarato il ruolo delle attività antropiche in questi cambiamenti. Non passa giorno senza che i più autorevoli istituti di ricerca a livello mondiale richiamino l'attenzione di cittadini, imprese e istituzioni sulla necessità di operare subito per impedire l'innalzamento della temperatura. Il cambiamento climatico è un pericolo costante già oggi. I suoi effetti li stiamo già vivendo con la morte di migliaia e migliaia di persone, la distruzione dell'ambiente e anche con danni economici rilevanti.
L'Università dovrebbe essere un luogo di ricerca e studio, di crescita culturale e confronto tra ricercatori e scienziati. Questa volta la “Gabriele d'Annunzio” ha preferito dare spazio ai negazionisti del cambiamento climatico. Ci aspettiamo nelle prossime settimane un convegno promosso dai terrapiattisti e poi un seminario sugli unicorni!

Nuove guardie del WWF in Abruzzo

Questa mattina negli uffici regionali di via Conte di Ruvo 74, a Pescara, presso il Dipartimento per la Salute e il Welfare, si è proceduto all’assegnazione della qualifica di Guardia Zoofila Volontaria agli attivisti che hanno partecipato al corso di formazione organizzato dal WWF e che hanno superato l’esame finale di fronte alla commissione nominata dalla Regione presieduta dal dr. Corrado Sorgi. Le determinazioni regionali sono state consegnate dal dirigente dr. Giuseppe Bucciarelli e dai funzionari del Servizio Sanità Veterinaria, Igiene e Sicurezza degli Alimenti.
Al corso hanno partecipato oltre 30 aspiranti guardie, 24 delle quali hanno acquisito titoli adeguati per la nomina. Le lezioni, che si sono protratte per circa 5 mesi, hanno permesso ai partecipanti di ricevere una puntuale formazione su tutti i settori della vigilanza ambientale con particolare riguardo a quella zoofila, appunto, ma anche a quella ittica e venatoria.
«Attualmente la vigilanza ambientale del WWF in Abruzzo è articolata con due nuclei a Pescara e Chieti», spiega Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo. «L'arrivo di nuove guardie anche nella altre due province ci consentirà di aumentare i controlli sul territorio. Episodi come quelli del cervo ritrovato ucciso tra Introdacqua e Bugnara dimostrano come la piaga del bracconaggio sia ormai dilagante e richieda un maggior impegno anche sul fronte della repressione. Un adeguato gruppo di volontari potrà essere molto utile anche alle Forze dell'Ordine con le quali i nuclei di vigilanza ambientale del WWF collaborano da sempre. Le nostre guardie potranno svolgere attività in vari settori contribuendo così a rendere il nostro ambiente più protetto».
Le guardie WWF sono dei volontari molto speciali, collaboratori preziosi per le attività giudiziarie e legali che ogni giorno il WWF svolge in tutta Italia. Nate all'inizio degli anni Novanta, le guardie del Panda in Italia sono oggi oltre 300, organizzate in cinquanta nuclei distribuiti su quasi tutte le regioni. Ogni anno offrono in maniera disinteressata e gratuita complessivamente 55mila ore di servizio in difesa della natura.
Migliaia sono gli accertamenti di violazione effettuati in questi anni: dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora, dall’inquinamento di fiumi e mari, alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti, agli scarichi abusivi e agli incendi.