7.11.09

Quali interessi ci sono dietro il blocco della Riserva regionale del Borsacchio?

La Regione Abruzzo ha istituito la Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio l’8 febbraio 2005. In quasi cinque anni le Amministrazioni Comunali di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi, nel cui territorio ricade la riserva, nonostante precisi obblighi di legge lo imponessero dal maggio 2005, non sono riusciti:
- a nominare l’Organo di Gestione;
- ad elaborare il previsto progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati;
- ad apporre cartelli segnaletici lungo il perimetro e lungo le strade di accesso alla Riserva.
Sono invece riusciti a far predisporre il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) dell’area naturale pagandolo 230.000 euro (una cifra enorme, 5/6 volte quanto sono stati pagati questi strumenti pianificatori nelle altre aree protette abruzzesi!) che consentirebbe, all’interno della riserva, la realizzazione di un nuovo quartiere su un’area di circa 50.000 metri quadri. Una previsione talmente contraria alla legge che il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, grazie alle denunce del mondo ambientalista, non è mai riuscito ad approvare il PAN.
L’immobilismo dei Comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi, ha fatto sì che la Giunta della Regione Abruzzo, il 27 novembre 2008, affidasse la gestione della Riserva Naturale Borsacchio alla Provincia di Teramo, al fine di realizzare le attività di programmazione ed attuazione della legge istitutiva della Riserva e per evitare che i ritardi pregiudicassero gli interessi ambientali protetti.
Ma l’inerzia dei due Comuni si è trasmessa anche alla Provincia di Teramo: prima del Presidente D’Agostino, oggi del Presidente Catarra, in disaccordo su tutto, ma non sull’impedire la nascita reale della Riserva del Borsacchio.
Di fronte a questo quadro desolante, fatto di incapacità e disinteresse, giunge la proposta di riperimetrare la Riserva da parte di alcuni consiglieri regionali del Partito Democratico.
Se tale proposta fosse accolta, il Consiglio regionale legifererebbe per la quinta volta su questa area! Un’attività legislativa degna certamente di miglior causa, visto che i continui interventi legislativi non hanno portato a nulla!
Per il WWF si tratta di una proposta inaccettabile, tenuto anche conto che proviene da chi ha espresso e continua ad esprimere ruoli chiave in Enti inadempienti da quasi 5 anni.
Amministratori seri capirebbero che è finito il tempo delle chiacchiere e che dovrebbe essere arrivato quello dei fatti!
Nel frattempo l’area del Borsacchio è stata oggetto di appetiti speculativi che sono stati bloccati grazie alla continua vigilanza delle associazioni ambientaliste e del Comitato cittadino che da sempre si batte per la Riserva.
Viene allora da chiedersi: a quali interessi risponde chi sta ritardando l’operatività della Riserva?

4.11.09

I Comuni di Pineto e Silvi uniti contro la petrolizzazione. E la Regione?

Una sala affollata ha partecipato al convegno contro il petrolio organizzato dall’Amministrazione comunale di Silvi e dal Comitato di difesa dei beni comuni alla presenza dei sindaci di Silvi, Gaetano Vallescura, e di Pineto, Luciano Monticelli.
A conclusione del dibattito il sindaco Vallescura ha fatto un appello finale e incisivo: “propongo di indire un referendum per far decidere agli abruzzesi, padroni del loro territorio, se vogliono un Abruzzo nero e un Abruzzo verde. Invito le associazioni e le istituzioni interessate a organizzare tutte le procedure necessarie per indire un referendum. Una iniziativa popolare, ma anche istituzionale per vedere cosa vogliono gli abruzzesi”.
Durante l’incontro sono stati riproposti dati e video diffusi negli ultimi tempi nei tanti incontri contro la petrolizzazione.
I due sindaci hanno assicurato che insieme intraprenderanno questa azione forte. Il primo ha parlato di “un’Abruzzo da difendere contro le lobby delle multinazionali che verrebbero qui a sfruttare il nostro territorio; per questo è necessario costituire un comitato unico di tutte le associazioni e di tutti gli enti locali per combattere le mire petrolifere e pesare nelle sedi opportune. Bisogna dunque organizzarsi e mobilitarsi immediatamente”; mentre Luciano Monticelli ha espresso “la preoccupazione per il ritardo della firma di costituzione del parco marino Torre del Cerrano vedendo in ciò una situazione ambigua che potrebbe far comodo alle multinazionali. Per questo è ora di passare dall’informazione ai fatti: bisogna andare nelle sedi opportune e cominciare a farci sentire in maniera incisiva”.
L?azione dei sindaci rende ancora più evidente il silenzio della Regione Abruzzo che ad oggi sembra essersi completamente dimenticata del pericolo che l'Abruzzo corre di vedere circa il 50% del suo territorio invaso da trivelle e pozzi petroliferi.
Ad oggi, il Presidente Chiodi, nonostante le molteplici richieste, non ha ancora trovato il tempo di incontrare i responsabili delle associazioni ambientaliste e dei comitati locali che si stanno battendo contro la deriva petriolifera.

30.10.09

Centrale a biomasse a Cortino? Troppi problemi irrisolti

Il WWF Teramo interviene sulla centrale a ciclo combinato da 10 Mw elettrici che si vorrebbe realizzare nella frazione Faieto del Comune di Cortino sui Monti della Laga.
L’associazione ambientalista è da sempre particolarmente legata al territorio di Cortino dove da anni organizza le sue vacanze verdi di turismo responsabile, coinvolgendo centinaia e centinaia di bambini, ragazzi e famiglie, provenienti da tutta Italia, che trascorrono presso l’Ostello di Cortino periodi di vacanza di circa 1 settimana a turno. Un’offerta turistica che ha determinato un indotto economico reale e che sarà ancora potenziata con l’ormai prossima apertura del Centro di Educazione Ambientale che il WWF sta realizzando presso l’ex casa dei pastori del bivio di Casagreca.
Il WWF ribadisce quanto ha già espresso nel corso di una riunione pubblica di presentazione dell’impianto alcune settimane fa, quando ha evidenziato le forti criticità riscontrate nella documentazione progettuale fino ad oggi messa disposizione.
Il sito individuato per la localizzazione della centrale, il bivio della frazione di Faieto, essendo interessato da fenomeni franosi ed instabilità, è classificato dal Piano di Assetto Idrogeologico a pericolosità “P2”. L’opera, quindi, al di là di ogni altra considerazione, non può essere localizzata in quell’area.
La documentazione progettuale fornita non consente di calcolare correttamente il bilancio energetico della centrale: permangono dubbi sia sull’approvvigionamento del materiale che dovrà essere utilizzato come combustibile, sia sul compunto di tutta una serie di voci accessorie, quale, ad esempio il trasporto del materiale da utilizzare come combustibile. Solitamente impianti di questo genere vengono localizzati a ridosso di aree dove esistono attività produttive che utilizzano legname al fine di ottimizzare il ciclo produttivo impiegandone gli scarti. Attività di questo tipo non sono presenti a Cortino, né le aziende agricole e forestali dell’area producono sufficienti scarti agricoli o di potature e taglio.
Nell’ambito della produzione di energia da biomasse il WWF suggerisce la realizzazione di impianti di taglia più piccola, capaci di raccogliere gli scarti agricoli e forestali di aree limitrofe e di fornire energia nel comprensorio interessato. Ciò vale anche per le altre forme di energia rinnovabile, come il WWF sta cercando di dimostrare sperimentalmente nell'Oasi naturalistica di Penne, dove un impianto fotovoltaico ed uno eolico concorrono all'accumulo di energia sotto forma di idrogeno, poi utilizzato dal Centro di Educazione all’Ambiente per le sue attività.
Il progettista ha sostenuto che la centrale non produrrà inquinamento atmosferico. Sul punto è fondamentale poter verificare le analisi condotte su impianti con le medesime caratteristiche.
Deve essere approfondito tutto l’aspetto del consumo di acqua necessario per il funzionamento dell’impianto.
Deve essere approfondito l’aspetto della immissione nella rete generale dell’energia prodotta dalla centrale.
Permane poi un problema di fondo: la centrale non può essere inquadrata in una seria pianificazione che tenga conto del fabbisogno energetico regionale e delle risorse disponibili poiché la Regione Abruzzo non si è ancora dotata, nonostante l’obbligo normativo, di un Piano Energetico ed Ambientale. È pertanto necessario procedere almeno ad una verifica degli impianti dello stesso genere autorizzati e/o in fase di autorizzazione al fine di non sovradimensionare l’offerta di energia e di conseguenza la domanda di materia da avviare a combustione.
“Come WWF”, sottolinea Pino Furia, Presidente del WWF Teramo, “non siamo contrari pregiudizialmente alle centrali a biomasse. Un impianto di queste dimensioni in una località di montagna a ridosso di un parco nazionale non appare però la scelta più logica, anche per l’impatto paesaggistico che l’opera avrà su un’area non urbanizzata. I dubbi tecnici che abbiamo sollevato non hanno trovato risposta nell’unico incontro con il progettista della centrale al quale siamo stati invitati. Riteniamo pertanto che, qualora si voglia continuare su questa ipotesi, si dovrà avviare un confronto molto più approfondito sul progetto, nell’ottica di una concreta e reale partecipazione della collettività”.

25.10.09

Per un dieci e lode in sostenibilità: arrivano i Panda Club in Abruzzo

Iniziata la consegna, a partire da L’Aquila, dei primi kit didattici per la scuola che il WWF distribuirà gratuitamente ai bambini di 300 classi di primo ciclo nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile scorso.
Il WWF ha scelto il capoluogo abruzzese per presentare, attraverso questa iniziativa speciale, i nuovi programmi scuola Panda Club e Panda Explorer, che ogni anno vengono scelti da 5.000 classi e 100.000 ragazzi in tutta Italia e possono essere richiesti durante tutto l’arco del’anno.
Martedì scorso, presso l’Istituto Comprensivo Gianni Rodari di L’Aquila, grazie alla collaborazione di POLIECO (Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti di beni a base di polietilene), i bambini di tre classi della scuola primaria hanno ricevuto i kit “Quale futuro”, dedicati alla sostenibilità e al consumo delle risorse, direttamente dalle mani del presidente del WWF Italia, Stefano Leoni.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare, con il presidente di Polieco Enrico Bobbio, il progetto nazionale “Rifiuti: zero in condotta” realizzato dal WWF Italia in collaborazione con il Consorzio per avvicinare insegnanti e alunni al problema dei rifiuti - ancora largamente diffuso in Italia - attraverso iniziative e laboratori con l’obiettivo di ridurre la produzione di scarti, evitare gli sprechi, avviare corrette procedure di smaltimento e soprattutto promuovere nei giovani una nuova consapevolezza verso il tema della sostenibilità e la capacità di “contaminare”, a partire dalla scuola, il territorio e la società.
Nella mattinata, tre classi dell’Istituto Gianni Rodari hanno partecipato ai laboratori didattici sul tema con l’aiuto degli educatori del WWF.
“L’educazione ambientale è fondamentale per suscitare nei cittadini una maggiore consapevolezza sui problemi dell'ambiente, insieme alla capacità e volontà di reagire al degrado - ha detto Stefano Leoni Presidente del WWF Italia - Cominciando proprio dai bambini delle scuole, per proseguire poi nell’età adulta, si forma il senso di cittadinanza che ci porta a considerare il mondo e la natura come qualcosa a cui apparteniamo, di cui prenderci cura. La collaborazione con le istituzioni è importante in questo percorso e proprio qui in Abruzzo abbiamo ottimi esempi di collaborazione tra scuola, educatori, associazioni e istituzioni.”
In conclusione della giornata il WWF Italia ha voluto consegnare un “panda” in cartapesta quale riconoscimento del grande lavoro fatto dalla Croce Rossa Italiana in questi mesi in Abruzzo.
Il WWF ricorda a tutti gli insegnanti che vogliono condividere le riflessioni, i contatti, gli strumenti, le esperienze maturate dal programma educazione del WWF ed entrare in contatto con altri docenti che vogliono essere protagonisti di questo percorso, possono iscriversi alla newsletter educazione del WWF, inviando una email a docenti@wwf.it .
Sul sito www.wwf.it/educazione si trovano invece le proposte di attività educative da fare sul campo nelle oltre 100 Oasi WWF sparse in tutta l’Italia, i corsi docenti e il turismo scolastico.
Su www.wwf.it/scuole tutti i dettagli e i moduli per iscriversi online

PROGRAMMI SCUOLA WWF 2009-2010

PANDA CLUB: “QUALE FUTURO” (ultimi anni di primaria e scuola secondaria)
Si tratta di un viaggio nel mondo della sostenibilità e dei rifiuti il materiale educativo per le scuole primarie e secondarie di quest’anno. Si chiama “Quale Futuro” ed è l’ultima tappa del percorso triennale “Tutti per una - Una per tutti” dedicato al tema del consumo di risorse e del ciclo di vita degli oggetti, fino alla complessa gestione dei rifiuti. I rifiuti e le tecniche per la loro riduzione assumono infatti un significato rilevante in considerazione del duplice impatto che generano sull’ambiente. I materiali di scarto non più utilizzabili devono trovare una destinazione definitiva, andando ad occupare terra, acqua ed atmosfera, dove in origine non erano presenti; in secondo luogo, lo scarto di materiale implica la sua sostituzione con una risorsa prelevata dall’ambiente e disponibile in quantità limitate.
Il kit didattico Panda Club che arriva a ogni classe che iscritta è composto da:
Manuale per gli insegnanti: Contiene la proposta complessiva di lavoro sul calcolo dell’Impronta Ecologica, l’analisi dei modelli di produzione e di consumo, la limitazione della produzione dei rifiuti e il riutilizzo deggli oggetti.
Quaderno per i ragazzi (uno per ogni alunno): Un racconto scritto appositamente per il WWF da Federico Bini, autore di numerosi libri per ragazzi. I due protagonisti sono un fratello e una sorella che aiuteranno un medico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a scoprire un traffico di rifiuti nocivi…
L’ecoguida realizzata da Electrolux in collaborazione con il WWF illustrata con i disegni delle classi Panda Club.

PANDA EXPLORER: "IL MONDO DELLA CAMPAGNA" (scuola dell’infanzia e primi anni della primaria)
Un kit didattico dedicato alla campagna il programma per le scuole dell’infanzia e per la primaria, all’interno della collana “Giocare, Fare, scoprire con il WWF”.
Cinque coloratissimi poster sono i materiali didattici dedicati alle classi che vogliano iscriversi al Panda Explorer:
- La vita nella fattoria: Per conoscere gli ambienti, gli animali tipici e le attività che si svolgono in una fattoria.
- Dalla città alla campagna: Un viaggio alla scoperta dei paesaggi, delle piante e degli animali che si incontrano in un percorso che si snoda dalla città alla campagna.
- Giocate con la campagna: un poster costituito da una serie di carte con degli indizi per indovinare quali sono gli animali, le piante e le attività lavorative tipiche del mondo della campagna.
- Il pranzo è servito: un divertente gioco per far capire ai bambini da dove provengono le materie prime che trovano sulla loro tavola.
- Il vostro quadro della campagna: dove la classe potrà creare dei veri e propri quadri della campagna arricchendo le immagini rappresentate sul poster con fili d’erba, ritagli di giornale etc
Ai poster si aggiunge un manuale per gli insegnanti con una serie di attività da fare in classe e all’aperto, singolarmente o in gruppi.

19.10.09

Incontro su Foca Monaca

Il paesaggio tra culto, arte e terapia

Pubblichiamo questo bel contributo del nostro socio Franco Sbrolla, comparso sul numero 9/2009 di "Piccola città" (cliccateci sopra per leggerlo meglio).

Corso di disegno naturalistico

Il WWF, insieme all’Oasi dei Calanchi, i Comuni di Atri e Pineto ed alla Proloco di Pineto, organizza due corsi di disegno naturalistico rivolti ai bambini dai 5 ai 10 anni.
I corsi si svolgeranno ad Atri presso il Centro visita dell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri in località Colle della Giustizia ed a Pineto presso la dependance di Villa Filiani.
A curare i corsi saranno Chiara Druda, disegnatrice naturalistica, ed Adriano De Ascentiis, naturalista e direttore dell’Oasi dei Calanchi.
NaturArte è un vero e proprio laboratorio di osservazione e creazione, pensato per bambini. Gli incontri, 12 per ogni corso, hanno una durata di 90 minuti, e si articolano in due fasi: una prima fase dedicata all’educazione ambientale, alla conoscenza del territorio ed all’analisi scientifica delle caratteristiche rilevanti dell’elemento osservato; la seconda fase con il vero e proprio laboratorio di disegno e pittura utilizzato come mezzo e fine di conoscenza della natura e delle regole della rappresentazione.
“Continua l’impegno del WWF e della nostra Oasi dei Calanchi di Atri, in particolare, nel campo dell’educazione ambientale”, dichiara Pino Furia, Presidente del WWF di Teramo. “Attraverso NaturArte vogliamo offrire un’occasione per conoscere e riconoscere il mondo che ci circonda, per fornire alla fantasia nuovi elementi con cui giocare, sperimentare, costruire… e creare! La collaborazione con la brava disegnatrice locale Chiara Druda ci consentirà di avvicinare, tramite il disegno, tanti bambini alla natura”.
I corsi prenderanno il via dall’ultima settimana di ottobre e proseguiranno con un incontro settimanale fino al prossimo febbraio. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Ufficio della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri” al numero 085.8780088, oppure visitare il sito http://www.riservacalanchidiatri.it/.

15.10.09

Chiodi, c'è posta per te!

La rete di sessanta associazioni e comitati che compongono “EmergenzAmbienteAbruzzo” ha inoltrato una richiesta formale di incontro al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi per conoscere se e quali atti istituzionali la Regione dei Parchi intende portare avanti per contrastare la deriva petrolifera in Abruzzo.
Il tempo stringe.
Continue nuove richieste di perforazioni stanno interessando le province costiere sia in terra che in mare ed è ormai prossima la scadenza della Legge 14/2008, cosiddetta Legge “blocca Centro Oli” fissata per il 31 dicembre 2009.
EmergenzaAmbienteAbruzzo pensa che sia giunta l’ora di un confronto franco e democratico con il Presidente Chiodi su questo tema. Si chiede una posizione precisa non basata solo su parole, ma avvalorata da atti istituzionali.
L’attivismo dei cittadini, le professionalità dei singoli, le competenze e l’esperienza delle associazioni storiche che si occupano di ambiente hanno portato alla stesura di numerosi documenti di contrarietà al proposto progetto di perforazione del pozzo Elsa2, nelle acque antistanti Ortona, tutte regolarmente inviate al ministero dell'Ambiente. Ben quattordici osservazioni sono state redatte, fra cui quelle della Provincia di Chieti, della Confcommercio, di Assoturismo, del WWF, dei Comuni di Miglianico e Francavilla, della Federazione Autonoma Balneare, della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola Impresa, e dalla diocesi di Lanciano/Ortona. Un’azione corale coordinata dalla scienziata Maria Rita D’Orsogna che con grande determinazione continua a lottare per difendere il territorio abruzzese dalla deriva petrolifera.
Di fronte a tutto questo il silenzio del nostro Governatore e dell’Assessore all’ambiente Stati non è più giustificabile.
La rete EmergenzaAmbienteAbruzzo chiede espressamente loro se intendono farsi interpreti della volontà popolare presso le istituzioni centrali o se invece vogliano restare meri spettatori.

14.10.09

A L'Aquila la presentazione dei Panda Club 2009/10 del WWF


Problema randagismo a Teramo

Le Associazioni Amici degli Animali, LAV, Lega del Cane e WWF hanno richiesto al Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, un incontro sul problema del randagismo di cani e gatti.
Il recente episodio del prelievo di cani presso la colonia felina di via Melarangelo in località Colleparco ha evidenziato, ancora una volta, le deficienze del sistema di gestione degli animali abbandonati nel territorio del Comune di Teramo e degli altri Comuni della provincia.
Il pur necessario trasferimento, richiesto peraltro da queste stesse associazioni in più occasioni, non risolve certamente il problema della gestione del randagismo nella nostra città che da anni viene affrontato principalmente attraverso le attività delle associazioni di volontariato.
Al riguardo deve essere ricordato che le stesse strutture pubbliche delegate alla gestione del problema del randagismo hanno portato presso la struttura di Colleparco i cani che sono stati successivamente trasferiti, determinando una situazione di sovraffollamento che i volontari dell’Associazione “Amici degli animali” hanno cercato di risolvere, ma della quale non hanno certamente nessuna responsabilità.
Le Associazioni chiedono al Sindaco di conoscere:
- le iniziative che l’Amministrazione intende prendere circa la carenza di strutture ricettive per cani e gatti; infatti, nonostante siano stati più volte annunciati (anche recentemente), ad oggi, i lavori nel canile di Carapollo non sono stati ancora avviati;
- il destino della colonia felina di via Melarangelo;
- come l’Amministrazione Comunale pensa di risolvere il problema della mancanza di strutture di ricovero per i gatti randagi bisognosi di cure;
- le attività che le Pubbliche Amministrazioni intendono svolgere per migliorare il servizio di sterilizzazione di cani e gatti randagi, al fine di ridurre le nascite.