14 ottobre

10.8.15

Non si ferma l'invasione petrolifera del mare abruzzese

Il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti:
sua la firma per l'ok alla piattaforma Ombrina Mare
In Italia accade spesso che gli atti autorizzativi di opere fortemente contrastate arrivino in piena estate. Non ha fatto eccezione il decreto interministeriale di approvazione della piattaforma Ombrina Mare emanato alla viglia di ferragosto. Sembra quasi che gli stessi estensori di tali atti si vergognino delle loro scelte. O probabilmente sperano di passare inosservati.
Ma questo non è certamente possibile per Ombrina Mare che è sicuramente l’opera “meno amata” dagli abruzzesi degli ultimi anni.
È dal 2008, quando davanti alla costa di San Vito Chietino arrivò la piattaforma Gallowai per operazioni di ricerca, che il fronte nato per osteggiare il Centro Oli di Ortona, altro progetto insensato sulle colline del Montepulciano, ripartì con la stessa indignazione contro la piattaforma Ombrina Mare. Perché ormai il futuro delle nostre terre e delle nostre coste si dispiegava nella maniera più insensata possibile: da regione verde a distretto minerario. Abbiamo cercato di opporci a questa sventura in tutti i modi, scontrandoci però contro la volontà del Governo nazionale di autorizzare a tutti i costi l’opera e l’insipienza o la complicità di alcuni politici locali che non hanno fatto nulla per fermare la deriva petrolifera che ci sta investendo, a iniziare dal non far nascere il Parco della Costa Teatina.
Tutto questo però non deve farci indietreggiare di un passo!
Dopo la decisione favorevole della Commissione VIA nazionale di qualche mese fa, il decreto interministeriale era un atto atteso.
Il Presidente regionale D’Alfonso e tutta la Regione Abruzzo devono farsi portavoce della volontà degli abruzzesi e contrastare in tutti i modi e in tutte le sedi questo atto scellerato del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali.
Le Associazioni ambientaliste hanno messo a disposizione le competenze di tecnici e scienziati per affrontare questa battaglia. Geologi, ingegneri, fisici dell’atmosfera, chimici, naturalisti già in sede di valutazione ambientale avevano evidenziato e dimostrato le gravissime incongruenze del progetto. Tutto questo sapere potrà essere utilizzato nelle opportune sedi giudiziarie. Ci vuole però la volontà di combattere questa battaglia fino in fondo, anche mettendo in crisi il rapporto con il Governo nazionale.
In questa situazione non si può non sottolineare la pessima figura dei parlamentari abruzzesi di maggioranza! Fino ad oggi si sono dimostrati del tutto inutili nella difesa degli interessi dei propri concittadini. Non sono riusciti a fare nulla di concreto, assumendo una posizione di comodo: ambientalisti in Abruzzo, dove hanno marciato contro Ombrina Mare, e amici dei petrolieri in Parlamento, dove hanno votato gli atti che ne hanno favorito l’autorizzazione. La loro dignità li dovrebbe spingere ad abbandonare questo comportamento da furbetti e a porsi, sino alle estreme conseguenze, un reale problema politico rispetto alle scelte dannose per i loro elettori portare avanti dal Governo che appoggiano.