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Castel di Lama, pericolo finito? E le altre concessioni?

Luciano Di Tizio, Presidente WWF Abruzzo
La concessione per la ricerca ed estrazione di idrocarburi di Castel di Lama di Medoilgas, ENI, Edison e Sviluppo Risorse Naturali, sita tra la provincia di Teramo in Abruzzo e le Marche, libera i territori (184 kmq) dalla sua ingombrante presenza.
Come tutte le altre 8 concessioni a terra d'Abruzzo, Castel di Lama non ha mai versato neppure un solo euro di royalty sulla produzione di idrocarburi, non avendo mai superato la franchigia, la quota al di sotto della quale non scatta la tassa calcolata in percentuale sul greggio o gas estratto. Un dato che dimostra chiaramente quello che da anni associazioni, cittadini e realtà economiche vanno denunciando, riguardo i costi e i benefici - ambientali ed economici - di questo genere di attività. Le royalty nelle concessioni a terra sono nei fatti semplicemente inesistenti; in quelle a mare sono veramente ridotte, come già evidenziato nel dossier del WWF "Regali petroliferi anche in Abruzzo".
"In ogni caso – sottolinea il Presidente del WWF Abruzzo, Luciano Di Tizio - lo stato disastroso delle nostre acque e delle nostre coste, tra inquinamento e ingressione marina/erosione costiera, non permette l'accoglimento di ulteriori concessioni, men che meno di una come Ombrina Mare, con la sua vicinanza alla costa, la intrinseca complessità del progetto e la presenza di una nave raffineria in un contesto così delicato e fragile. Dopo le belle parole e gli ordini del giorno, alla politica si chiedono atti concreti anche per rispetto di quei 40mila abruzzesi che il 13 aprile 2013 hanno sfilato a Pescara per chiedere un futuro diverso per la regione verde d'Europa".
"Il WWF – spiega Fabrizia Arduini, referente energia WWF Abruzzo – accoglie con soddisfazione la dipartita di Castel di Lama dalle terre abruzzesi e marchigiane, e coglie l'occasione per spingere i politici tutti a dar seguito ai due atti approvati in rapida successione dal Parlamento, rispettivamente nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e nella Commissione Ambiente del Senato, entrambi sostanzialmente contrari a nuove concessioni entro le 12 miglia. Bisogna varare immediatamente un Decreto Legislativo che migliori il Decreto Passera e si conformi alle nuove direttive dell'Unione Europea: Direttiva Offshore e Direttiva sulla Strategia del Mare e degli Oceani, anche per eliminare il semplice sospetto di azioni puramente elettoralistiche, poiché la salute della terra e del mare sono un bene insindacabile di tutti gli esseri viventi".