7.7.11

Fiumi massacrati nel teramano: cosa dicono i tecnici?

Il trattamento riservato al Fiume Tordino qualche anno fa. In pieno contrasto con quanto stabiliscono la legge regionale in materia, le Linee guida fatte dalla stessa Regione per gli interventi in alveo ed il parere dei tecnici.



Pubblichiamo la nota a firma congiunta del Presidente degli Ordini degli Architetti della Provincia di Teramo, Dott. Arch. Giustino Vallese, e del Presidente dell’Ordine dei Geologi della Provincia di Teramo, Dott. Geol. Nicola Tullo, indirizzata al Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al Presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, ed al Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi in merito agli interventi di “manutenzione” dei corsi d’acqua.

In relazione alle ultime notizie di stampa sulla segnalazione, da parte del WWF di Teramo, di lavori all'interno dell'alveo del Torrente Vezzola, nel Comune di Teramo, vista anche la frequenza di eventi atmosferici “eccezionali” che determinano danni al territorio, i sottoscritti Ordini Professionali desiderano ricordare a tutti gli Enti interessati, le cui competenze sono definite dall'art. 19, comma 10, della Legge Regionale 16 settembre 1998, n. 81 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”, che l’indispensabile ed obbligatoria manutenzione dei corsi d'acqua deve essere compiuta, necessariamente seguendo le direttive specifiche emanate dall’Autorità di Bacino.
La stessa L.R. 81/98 specifica, tra l’altro, che nelle more delle linee guida dell’Autorità di Bacino, i lavori e le attività devono ispirarsi:
- alla salvaguardia della pubblica incolumità nei confronti delle portate di piena ammissibili;
- al recupero ed alla salvaguardia delle caratteristiche naturali ed ambientali degli alvei avendo conto della necessità di non compromettere irreversibilmente le funzioni biologiche del corso d'acqua;
- alla permanenza della vegetazione ripariale;
- alla continuità biologica del corso d'acqua per la fauna ittica;
- ai criteri dell’ingegneria naturalistica.
Ai fini dell’osservanza di detti indirizzi, l’uso di mezzi meccanici in alveo per interventi manutentivi deve essere limitato al massimo.
Successivamente alla norma di cui sopra, la Giunta Regionale con Delibera n. 494 del 30.03.2000 “Atto di indirizzi, criteri e metodi per la realizzazione di interventi sui corsi d’acqua della Regione Abruzzo” ha stabilito i criteri e le direttive a cui devono ispirarsi gli interventi sui corsi d’acqua, che possono riassumersi come segue:
- mantenere in efficienza le opere di difesa esistenti;
- limitare le nuove opere ai punti di effettivo rischio, in particolare a protezione degli abitati, privilegiando le difese trasversali a quelle longitudinali ed utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica;
- evitare qualsiasi forma di canalizzazione e geometrizzazione dell’alveo con misure artificiali favorendo la spontanea divagazione delle acque;
- escludere, in assoluto, interventi di impermeabillizzazione dell’alveo consentendo il ricorso all’uso del calcestruzzo solo in casi in cui è posta in essere la tutela della pubblica incolumità;
- ripristinare le naturali aree di espansione dei fiume ed evitare, quindi, la riduzione delle aree inondabili e dei volumi di invaso in caso di piena;
- evitare di eseguire gli interventi in alveo in periodi di riproduzione delle specie esistenti;
- ripristinare le situazioni idrauliche ed ambientali storiche, in particolare quelle vegetazionali.
Inoltre definisce le seguenti tipologie di interventi di manutenzione:
- manutenzione delle arginature in terra...;
- rimozione dei rifiuti solidi...;
- rimozione di materiali organici di origine vegetale.. .;
- taglio selettivo delle formazioni arbustive ripariali: alberi ad alto fusto morti e/o pericolanti, con sostituzione degli stessi con specie a forte radicazione (es. ontano), e della vegetazione infestante;
- rinaturazione delle sponde... mediante tecniche di ingegneria naturalistica;
- riduzione dei detrattori ambientali... ;
- ripristino di protezioni spondali deteriorate o franate in alveo...;
- ripristino della stabilità dei versanti... mediante tecniche di ingegneria naturalistica.
Per quanto sopra, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Teramo e l’Ordine dei Geologi dell'Abruzzo, nel ricordare come spesso nel passato si è operato con inopportune modifiche dei corsi d’acqua che hanno compromesso, irreparabilmente, gli ecosistemi degli stessi, a causa di interventi privi di ogni criterio scientifico, aggravando a volte situazioni di pericolo e con inutile sperpero di denaro pubblico, invitano gli Enti che leggono la presente a vigilare affinché qualsiasi
intervento nei corsi d'acqua venga eseguito nel totale rispetto di quanto previsto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 494 del 30.03.2000.
Auspicano, inoltre, un coordinamento dei vari interventi di competenza dei singoli Enti, al fine di evitare sovrapposizioni e interferenze affinché l’ambiente fluviale sia considerato, non solo come corso d’acqua, ma come ecosistema complesso che interessa, oltre all’alveo vero e proprio, anche i territori contermini e il delicato ecosistema marino.