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8.6.17

GenerAzioneMare: quattro eventi in Abruzzo

 
GenerAzioneMare è la nuova campagna del WWF Italia in difesa del mare e delle coste.
La storia e la vita del nostro Paese, ponte nel Mediterraneo tra due continenti, sono profondamente legate al mare. Dal mare è nata una delle civiltà più antiche del Pianeta e lungo gli 8.000 km di costa si è sviluppata una ricca economia fatta di pesca, scambi commerciali e, in tempi più recenti, turismo.
Eppure questa risorsa così importante è sotto assedio: l’inquinamento dai corsi d’acqua interni, la cementificazione della costa, la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la distruzione delle aree umide di transito, l’eccessivo sfruttamento degli stock ittici, l’abbandono di plastiche con il loro pericoloso rilascio di sostanze chimiche nell’ambiente mettono a serio rischio l’ecosistema marino.
Un ecosistema che è ancora ricco di biodiversità. L’Italia, infatti, è uno dei Paesi più ricchi in Europa e nel Mediterraneo in termini di biodiversità marina: delle 8.750 specie elencate nelle checklist del Mediterraneo il 10% è nota esclusivamente per i mari italiani, delle 10 specie di Cetacei presenti nel Mar Mediterraneo ben 8 sono presenti nelle acque italiane, i sistemi dunali ancora intatti occupano 3.000 km di costa.
Il WWF ha così lanciato una campagna di informazione e mobilitazione in difesa del mare e delle coste che, dopo un convegno nazionale svoltosi a Napoli il 7 giugno, avrà una prima attivazione con decine di iniziative di volontariato domenica 11 giugno.
Anche in Abruzzo sono previste varie iniziative.
Si inizia sabato 10 giugno alle ore 10 con l’incontro pubblico “GenerAzioneMare” a Pescara nella Sala della Figlia di Iorio della Provincia in piazza Italia. Un’occasione di confronto sulla tutela del mare e sugli effetti dell’inquinamento sull’ambiente marino, ma anche su quello che, tramite il pescato, arriva sulle nostre tavole. Dopo i saluti di Antonio Di Marco, Presidente della Provincia, del Contrammiraglio Enrico Moretti, direttore della Capitaneria di Porto di Pescara, e di Marina De Ascentiis, consigliere dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, i lavori, coordinati dal giornalista Roberto Mingardi, proseguiranno con gli interventi di Dante Caserta, Vicepresidente WWF Italia, Vincenzo Olivieri, Presidente del Centro Studi Cetacei, e Antonio Canu, Presidente di WWF Oasi.
Domenica 11 giugno sono invece previsti tre diversi eventi a Vasto, Pescara e Roseto degli Abruzzi.
A Vasto un’esperienza di citizen science con appuntamento alle ore 9.15 presso l’ingresso nord della Riserva regionale “Marina di Vasto”, nuova Oasi WWF regionale, per una giornata di censimento sulla fauna vertebrata presente nella Riserva e la presentazione del progetto “Fra onde e sabbia” presso il Giardino botanico mediterraneo di San Salvo.
A Pescara appuntamento alle ore 15.30 presso il porto turistico per la liberazione di una tartaruga Caretta caretta recuperata dal Centro Studi Cetacei che potrà essere restituita al suo ambiente naturale.
A Roseto degli Abruzzi appuntamento alle ore 17.30 presso il Lido Celommi sul lungomare per conoscere il “Mondo del Fratino” con una mostra di disegni degli alunni degli Istituti comprensivi rosetani, la presentazione del libro “Fratini d’Italia“ con l’autore Franco Sacchetti e una passeggiata verso la Riserva naturale del Borsacchio.
“Il mare della nostra regione merita una maggiore attenzione”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato regionale del WWF. “Anche noi abruzzesi, infatti, conosciamo fin troppo bene, purtroppo, i problemi evidenziati a scala planetaria dal WWF Internazionale: dall’inquinamento dei fiumi che si ripercuotono puntualmente nel mare con problemi ingigantiti durante la stagione balneare alla cementificazione della costa, dalle ricerche petrolifere alla pesca invasiva e all’avvio di grandi impianti di acquacoltura senza alcuna pianificazione. Anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte. La difesa del mare è anche una difesa di un modello di sviluppo sostenibile che dovrà essere necessariamente più attento alla tutela delle risorse naturali, pena la perdita della capacità rigenerativa del mare e il conseguente danneggiamento delle economie sviluppatesi nel mare e lungo la costa”.