14 ottobre

28.7.16

Caccia: in arrivo il solito calendario (filo)venatorio

Il WWF Abruzzo ha provveduto ad inviare le proprie osservazioni alla Regione Abruzzo sul testo fatto circolare fino ad oggi del calendario venatorio 2016/17, in vista del passaggio in Comitato Valutazione di Impatto Ambientale regionale di domani, giovedì 28 luglio.

“Dobbiamo purtroppo evidenziare che cambiano le maggioranze, ma non le scelte filovenatorie di questa Regione”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo. “Avevamo notato qualche timido segnale di miglioramento, in particolare in merito alle azioni per l’interferenza tra caccia e tutela dell’Orso, per cui avevamo voluto dare credito alla nuova maggioranza regionale. Dobbiamo invece prendere atto che la gestione Pepe/D’Alfonso è in sostanziale continuità con quella Febbo/Chiodi che l’ha preceduta. Questa Giunta si appresta ad approvare l’ennesimo calendario venatorio senza essersi prima dotata, come prevede la legge, del Piano Faunistico Venatorio Regionale scaduto dal 2007! Questa grave carenza pianificatoria della Regione, peraltro, è già stata più volte censurata dai giudici amministrativi nelle sentenze emesse dal TAR Abruzzo su ricorso del WWF. Mancanza di dati scientifici e scelte esclusivamente nell’interesse della lobby dei cacciatori: è questa la politica che continua a contraddistinguere la Regione Abruzzo. Un politica che solo negli ultimi anni è stata oggetto di ben 14 interventi di censura e annullamento da parte di TAR, Consiglio di Stato e perfino Corte Costituzionale”.
 
NOTATE DIFFERENZE?
 
 
I principali elementi di critica evidenziati dal WWF nelle sue osservazioni:
  • la caccia viene anticipata ad alcuni giorni di settembre: si tratta del solito regalo ai cacciatori per consentire loro di sparare in periodi vietati per legge. Oltretutto, anche se la preapertura è limitata ad alcune specie, finisce per avere effetti negativi per tutta la fauna, anche quella protetta;
  • si consente la caccia a specie come Canapiglia, Codone, Mestolone e Frullino che vengono considerate “vulnerabili” o “in declino” e che quindi dovrebbero essere tutelate. Sul punto si è già pronunciato il TAR Abruzzo e l’Italia è sottoposta a una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea;
  • prolungamento del periodo di caccia alla Beccaccia fino al 19 gennaio e al Colombaccio al 9 febbraio;
  • scarsa attenzione alla tutela della Lepre italica, specie protetta, difficilmente distinguibile dalla Lepre comune, che è invece cacciabile: se non viene correttamente gestita la caccia alla Lepre comune si mettono in serio pericolo i pochi esemplari di Lepre italica presenti in Abruzzo che potrebbero essere abbattuti per errore;
  • confusione nella gestione dei periodi di caccia a volpe e cinghiale nelle zone dove è presente l’Orso bruno marsicano con effetti negativi su quest’ultimo, andando contro gli impegni che la stessa Regione ha deciso di adottare per la tutela di questa preziosa specie a serio rischio di estinzione.
“A giugno come WWF Italia, insieme ad altre associazioni ambientaliste, avevamo già scritto alla Regione Abruzzo, così come a tutte le altre Regioni italiane, in vista dell’approvazione dei calendari venatori”, aggiunge il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta. “Avevamo evidenziato una serie di problemi nella gestione venatoria che peraltro rischiano di costare caro ai contribuenti italiani vista la possibile condanna dalla Commissione Europea per la procedura d’infrazione. La Regione Abruzzo non ha minimamente tenuto conto di quanto evidenziato in quella lettera. Se manterrà questa impostazione, ci obbligherà a tornare nuovamente davanti al TAR”.