14 ottobre

2.5.16

Addio vigilanza ambientale delle Province?

Con la soppressione formale delle Province, così come disposto dalla legge 125/2015 di conversione del DL “Enti Locali”, si sono concretizzati problemi nella riorganizzazione degli apparati e delle funzioni che erano finora di competenza delle Province stesse.
Il WWF denuncia in particolare la paralisi della vigilanza ambientale che veniva garantita dalle Polizie Provinciali. Buona parte del personale è stato destinato ad altri settori di altri Enti locali come polizia municipale o settore manutenzione strade. Gli agenti saranno chiamati a svolgere quindi mestieri diversi da quello svolto fino ad oggi, con una inaccettabile dispersione di professionalità e competenze acquisite negli anni. Quelli non ancora ricollocati altrove sono attualmente in mobilità in attesa di conoscere il proprio destino.
Oltre all’oggettivo e grave ridursi del numero di Agenti di polizia ambientale, in Abruzzo è evidente un clamoroso ritardo nelle procedure di applicazione delle nuove competenze in tema di vigilanza a livello regionale. Con la L.R. 32/2015, approvata l’ottobre scorso, il Consiglio regionale abruzzese si era impegnato (art. 6, riportato integralmente in calce) ad avvalersi del personale appartenente ai Corpi di Polizia Provinciale, ma da allora non è stata realizzata alcuna iniziativa concreta per salvaguardare il patrimonio professionale degli agenti né tantomeno per dare concretezza all’impegno di continuare a vigilare su tematiche ambientali. La Regione in sostanza ignora la propria normativa!
Altre Regioni sono intervenute attraverso leggi e/o convenzioni, dando vita a un Servizio di Vigilanza Regionale Ambientale. Una scelta che consente di garantire continuità sulle competenze di tutela ambientale (caccia, pesca, bracconaggio, uso del suolo e del sottobosco, rifiuti, inquinamenti) sinora affidate alle Polizie Provinciali. In Abruzzo si tutelano invece interessi contrari a quelli della salvaguardia del territorio, come dimostra anche la recente legge che consente attività cinofile all’interno delle aree protette.
La situazione attuale di quel che resta delle Polizie Provinciali è caratterizzata dall'assenza di controlli su bracconaggio, caccia e pesca, cui si aggiungono incertezze operative: senza precise direttive di fatto le Polizie Provinciali hanno al momento sospeso la vigilanza in tema di fauna e caccia.
Di fronte a tutto questo, il WWF fa appello alla Regione perché affronti e risolva urgentemente una situazione inaccettabile e gravissima per l’ambiente e la fauna dell’Abruzzo, ma anche per i cittadini stessi, esposti al rischio di muoversi su un territorio senza più controllo alcuno.
È necessario rendere operative e rafforzare subito tutte le forze di vigilanza, istituzionali e volontarie, dando completa e immediata attuazione a tutti i necessari passaggi organizzativi e normativo/regolamentari, e nello stesso tempo non diminuire, ma anzi accrescere le forze dedicate alla tutela dell’ambiente. In questo senso è fondamentale che gli Agenti delle Polizie Provinciali mantengano le loro competenze su ambiente e fauna pur nell’ambito di un rinnovato contesto dovuto al trasferimento alla Regione.
 
Art. 6 L.R. Abruzzo 20/10/2015, n. 32
La Regione, per l'esercizio delle attività di vigilanza e controllo connesse alle funzioni diverse da quelle fondamentali, si avvale del personale appartenente ai corpi ed ai servizi di polizia provinciale come individuato nell'ambito degli accordi stipulati.