14 ottobre

20.11.14

L'Italia non è il Paese degli elefanti. E neanche del petrolio!

Domani, venerdì 21 novembre, alle ore 17:30 presso la sala consiliare della Provincia in via Milli n. 2 a Teramo, il WWF organizza la presentazione del libro “Il Paese degli elefanti. Miti e realtà sulle riserve italiane di idrocarburi” (Lu::Ce Edizioni, 2014) di Luca Pardi, Presidente di ASPO Italia - Association for the Study of Peak Oil & Gas.
L’incontro, al quale prenderà parte l’Autore, è l’occasione per fare il punto sul rischio concreto che l’Abruzzo sta correndo di diventare una regione “petrolizzata”.
Le ragioni del titolo sono spiegate dallo stesso Autore nella quarta di copertina: "Fra l’intervento di Prodi e quello del ministro Guidi ho avuto l’opportunità di intervenire nella trasmissione Ambiente-Italia di Rai 3, condotta da Giuseppe Rovera. In quell’occasione mi venne spontanea la battuta che è la base del titolo di questo libro: «dire che il nostro Paese è ricco di idrocarburi è come dire che l’Italia è il Paese degli elefanti perché ce ne sono due allo zoo di Pistoia e altri tre o quattro sparsi per i circhi: non è così, è una frottola». E allora è arrivato il momento di discutere in maggior dettaglio l’entità della frottola indagando la consistenza delle riserve di gas e petrolio presenti nel sottosuolo e metterle a confronto con i consumi e con la produzione attuale. Solo partendo da questi dati è infatti possibile iniziare una corretta analisi costi-benefici, senza dimenticare che fra i costi sarà necessario mettere anche i costi legati al rischio ambientale e quelli legati ai ritardi culturali e sociali che l’indugiare nel paradigma dell’energia fossile comportano".

ASPO-Italia è la Sezione italiana di un’associazione scientifica il cui scopo principale è lo studio del picco del petrolio, delle sue gravi conseguenze sui sistemi ecologici, economici e sociali, e della mitigazione di questi effetti. Si occupa inoltre dell’esaurimento delle risorse non rinnovabili, dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e, più in generale, dei limiti alla crescita economica.