2.8.21

La cultura non può chiudere: Appello per la Biblioteca Regionale Melchiorre Delfico di Teramo


Alla cortese attenzione del Presidente della Regione Abruzzo
Dott. Marco Marsilio

Alla cortese attenzione del Presidente della Provincia di Teramo
Dott. Diego Di Bonaventura

Alla cortese attenzione del Sindaco di Teramo
Dott. Gianguido D'Alberto

Appello per la riapertura della Biblioteca Regionale “Melchiorre Delfico”

Le Biblioteche sono le prime istituzioni democratiche a garanzia dell'accesso universale alla conoscenza, tra i patrimoni materiali di una società, hanno la funzione non solo di custodire il passato ma di garantire il futuro di un territorio.
La funzione storica le ha trasformate da luoghi di memoria, studio, conservazione, archiviazione a spazi di incontro e condivisione culturale, sempre più aperti e intergenerazionali nelle loro attività.
La Biblioteca “Melchiorre Delfico”, giunta oggi ad oltre 300.000 volumi, rappresenta una delle eccellenze regionali di divulgazione scientifica e archivistica ubicata, grazie al progetto di recupero e rigenerazione inaugurato nel 2004 dalla Provincia di Teramo, all'interno del palazzo settecentesco “Delfico” il concittadino Melchiorre Delfico, uomo, filosofo e politico teramano che nel 1826 impreziosì la raccolta di volumi rendendola una delle più importanti della Regione Abruzzo.
L'emergenza pandemica non può continuare a giustificare la dismissione di servizi sociali alla base della vita democratica, ma soprattutto non può diventare l'epilogo di anni di abbondono del finanziamento pubblico all'accesso ai luoghi della conoscenza.
Già lo scorso 5 novembre docenti universitari, ricercatori strutturati e freelance e dottorandi 
denunciarono l'incomprensibile parificazione delle istanze di divulgazione aperte al grande pubblico 
come musei e mostre (ed oggi possiamo aggiungere gli eventi estivi) con i luoghi di ricerca frequentati per motivi lavorativi da un’utenza ristretta e accorta di specialisti (archivi e biblioteche).
Oggi la ripartenza delle attività “culturali” pare proiettata esclusivamente “all'intrattenimento” 
finalizzato al sostegno delle attività commerciali e la chiusura per mancanza di fondi della Biblioteca Delfico mostra il rischio concreto di privare la collettività dell'ennesimo luogo di formazione e di una coscienza civica.
Inoltre l'accesso diretto a depositi librari e fondi archivistici è fondamentale e non sostituibile in alcun modo con lo “smart working” oramai assunto come moderno strumento risolutivo di ogni problema.
Sottolineiamo con forza che qualsiasi Governo e amministrazione decentrata ha il compito 
costituzionale di promuovere la cultura e la ricerca scientifica in tutte le sue declinazioni: umanistica, scientifica teorica, applicata e tecnica, perché, come recita l'art. 9 della Costituzione, “La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."
Questa salvaguardia è strettamente legata alla tutela della dimensione lavorativa richiamata dall'Art. 4 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Chiediamo quindi a tutte le Istituzioni coinvolte di attivarsi immediatamente per l’individuazione di soluzioni atte a superare la situazione di stallo determinatasi e contestualmente di provvedere ad attivare una Commissione Straordinaria pubblica aperta alle associazioni maggiormente rappresentative del Terzo Settore per avviare un tavolo di coprogrammazione e di co-progettazione ispirato alla pratica di collaborazione orizzontale prevista nella Riforma del Terzo Settore per soddisfare e realizzare il principio costituzionale di “Sussidiarietà”.
Collettivamente tutte le parti sociali hanno il dovere di custodire ciò che hanno ricevuto in eredità.
La Biblioteca Delfico permetterebbe alle future generazioni della nostra provincia e regione di continuare il lungo processo come ammoniva il filosofo Rene Descartes, che s'innesca quando si apre un libro: “La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati”.

Primi firmatari:
Giorgio Giannella - Presidente Comitato Provinciale Arci Teramo
Claudio Calisti - Coordinatore WWF Teramo
Paola Di Felice - Presidente “Italia Nostra” Teramo
Gianna Cortellini- Coordinatrice Legambiente Teramo
Domenico Valente - Presidente del Consiglio delle Sezioni abruzzesi di Italia Nostra
Giuliano Di Gaetano - Scuola Verde Legambiente
Mauro Chilante- Presidente Regionale Cittadinanzattiva
Piero Chiarini - Presidente Associazione Teramo Nostra
Marta Viola - Responsabile Regionale Mountain Wilderness
Evila Rosa Tovar - Presidentessa Circolo Culturale Chaikhana
Renato Pisciella - Presidente Circolo Culturale Zagara
Valerio D'Ignazio - Presidente Circolo Culturale Officine Indipendenti
Riccardo Verrocchi - Referente Regionale Generazioni Legacoop Abruzzo
Valerio Antonio Tiberio - Presidente Comitato Arci Abruzzo
Leandro Di Donato - già Assessore alla Cultura Provincia di Teramo
Dino Pepe - Consigliere Regionale
Avv. Domenico Giordano - Docente Diritto Commerciale Università di Teramo
Prof. Enzo Di Salvatore - Docente Diritto Costituzionale Università di Teramo
Prof. ssa Stevka Smitran - Docente Cultura e Istituzioni paesi balcanici Università di Teramo
Prof. Roberto Romani - Docente Storia pensiero economico Università di Teramo
Prof. Adolfo Noto - Docente Politica europea Università di Teramo

E' possibile aderire all'Appello inviando adesioni collettive e individuali all'indirizzo mail: presidenza@arciteramo.it