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16.2.17

Ancora Polo scolastico su La Città

 
Lo scorso 12 febbraio il quotidiano “La Città” ha pubblicato la nostra replica con un ulteriore intervento a firma del Direttore Alessandro Misson, come potete vedere nell’immagine soprariportata.
Poiché le rispettive posizioni si sono ormai chiarite, evitiamo di intervenire nuovamente sul quotidiano. A questo punto sarebbe molto più utile che altri soggetti e organizzazioni intervenissero nel dibattito.
Su questo nostro blog, però, vogliamo fare qualche precisazione, a futura memoria.
Nel merito non possiamo che confermare le questioni che abbiamo sollevato fin dall’inizio:
  • l’area interessata si allaga ed è a pochi metri dal fiume, dove non si deve costruire;
  • la realizzazione di un nuovo edificio comporterà consumo di suolo;
  • l’aumento di traffico nell’area determinerà problemi di viabilità, posto che già ora questi problemi si determinano in concomitanza con l’ingresso e l’uscita dalla scuola presente;
  • spostare le scuole determinerà un ulteriore spopolamento del centro cittadino;
  • il progetto non coglie le indicazioni circa i criteri ambientali minimi sugli interventi pubblici che vengono dalla dottrina e dal recente decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 gennaio 2017;
  • ci piacerebbe confrontarci nel merito delle questioni e pensiamo che quando si pianificano interventi urbanistici di una certa rilevanza si dovrebbe avere una visione di città sganciata da occasioni di finanziamento, regali di progettisti e altre condizioni particolari.
Nella forma, invece, ci sembra di cogliere un eccesso di polemica e un tono sopra le righe sia nell’articolo del 10 febbraio che nella replica pubblicata il 12 febbraio. In ogni caso, poiché polemizzare con una testata giornalistica non è di nessuna utilità, ci siamo limitati a postare tutto lo scambio su questo nostro blog: i lettori potranno farsi un’idea sulle modalità di pubblicazione e sui toni usati.
Una sola cosa ci preme osservare. Il direttore Misson scrive che non vuole bollare le nostre considerazioni come “il solito ambientalismo ideologico”. Lo vogliamo rassicurare: noi siamo assolutamente orgogliosi del nostro “ambientalismo” che è “solito” solo perché siamo costretti a ripetere spesso le stesse cose, visto che si fanno spesso gli stessi errori. E anche “ideologico” non ci offende, posto che l’aggettivo vuol dire “che concerne l’ideologia o un’ideologia” (definizione del vocabolario on line della Treccani) e in quest'epoca di grande confusione l'ideologia ambientalista può essere un punto di riferimento importante.