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6.3.16

Teramo vota SI per fermare le trivelle



Sabato mattina, si è costituito il Coordinamento provinciale “Teramo vota Sì per fermare le trivelle”, formato da Associazioni e Comitati.
Scopo del Coordinamento è quello di informare e portare al voto quanti più cittadini possibile al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare. Il referendum, primo caso in Italia, è stato proposto da 9 Consigli Regionali (in origine erano 10, poi il Presidente D’Alfonso ha fatto fare marcia indietro proprio al nostro Abruzzo).
In caso di vittoria del Sì verrebbe abrogata la norma che rende “infinite” le attuali concessioni di estrazione e ricerca di idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa. Infatti, la Legge di Stabilità 2016, vieta il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia, ma rende senza termine quelle già rilasciate, sacrificando così per sempre i mari italiani.
La vittoria del Sì al referendum consentirà di fare un passo concreto per mettere al riparo il nostro mare dal pericolo delle trivelle, e garantire un’economia che tuteli il turismo verde, l’agricoltura di qualità e la pesca sostenibile.
Questo referendum ha un grande valore che va al di là del semplice quesito referendario.
Le italiane e gli italiani potranno, infatti, pronunciarsi sulle scelte energetiche strategiche del nostro Paese. Il vero quesito a cui saremo chiamati a rispondere il 17 aprile è: “Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% di fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione per il bene della nostra e delle future generazioni?”.
La vittoria del Sì darà un messaggio chiaro al Governo e al Parlamento sulla necessità di dotare l’Italia di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), completamente diversa da quella attuale, che punti sull’efficienza, sul risparmio energetico e sulle fonti alternative a quelle fossili.
Il petrolio è una vecchia energia fossile che provoca inquinamento, dipendenza economica, conflitti, strapotere delle multinazionali. L’Italia è un Paese che ha solo da guadagnare dal puntare sullo sviluppo delle energie alternative e sostenibili. Rinunciando alle fonti fossili, innovando il suo sistema produttivo, combattendo con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici, come già sancito a livello mondiale dalla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, l’Italia potrà godere di un ambiente più sano, sarà soggetta a meno malattie e creerà tantissimi nuovi posti di lavoro.
La battaglia per il raggiungimento del quorum (50% + 1 degli aventi diritto al voto) e per la vittoria del Sì sarà molto difficile.
Il Governo ha respinto tutti gli appelli al buon senso che chiedevano di far votare gli italiani nello stesso giorno delle elezioni amministrative, con il chiaro obiettivo di far mancare il quorum. Votando la prima domenica tra le tante possibili si restringe al massimo il confronto nel Paese su un tema tanto importante. È evidente che il Governo teme che gli italiani si confrontino e si pronuncino su questo argomento. Pur di rendere più difficile il raggiungimento del quorum, il Governo non si è fatto scrupoli di buttare via 360 milioni di euro (tanti sono i soldi che si sarebbero potuti risparmiare con l’election day). Non è la prima volta che accade: già nel 2011, in occasione del referendum contro la privatizzazione dell’acqua e contro il nucleare, l’allora Governo fece la stessa scelta... ma fu sconfitto dalle italiane e dagli italiani che invece andarono a votare!
Il Coordinamento auspica che i Sindaci dei Comuni teramani vogliano impegnarsi nel referendum. L’Abruzzo sta combattendo da anni una dura battaglia contro la petrolizzazione che ha visto una mobilitazione senza precedenti. Ai primi rappresentanti dei cittadini abruzzesi il Coordinamento chiede di impegnarsi per dare seguito a quella mobilitazione facilitando una pronuncia larga e netta dei Sì contro le trivelle.
Il Coordinamento è aperto alla partecipazione di tutti i comitati, le associazioni, i sindacati della provincia di Teramo che possono aderire scrivendo a teramo@wwf.it.
I partiti e i movimenti politici potranno invece appoggiare il Coordinamento e aderire alle singole iniziative.

Ad oggi hanno aderito al Coordinamento provinciale “Teramo vota SI per fermare le trivelle”:
WWF Teramo, No Triv Roseto, Legambiente Teramo, ARCI Comitato Provinciale Teramo, Teramo 3.0, UDU Teramo, Azione Civile Teramo, Abruzzo Beni Comuni Teramo, Zero Waste Teramo, Circolo Culturale Chaikhana, ProNatura Teramo, FAI Teramo, FIOM CGIL Teramo, Associazione Artios, Centro politico comunista “Sandro Santacroce”, Mountain Wilderness, Italia Nostra, Associazione Demos, No Triv Mosciano.
Partiti e movimenti politici di appoggio al Coordinamento fino ad oggi: SEL Teramo, Partito della Rifondazione Comunista Teramo, Possibile Teramo, Pentastellati Montorio al Vomano 2.0, Pentastellati Valle Siciliana.