14 ottobre

23.12.15

Il "mistero" dei fondi per le riserve naturali regionali

Per la prima volta in quasi 20 anni la Regione Abruzzo, nell'ambito delle audizioni relative alla sessione di bilancio, non ha neppure comunicato quale sarà il contributo assegnato alle Riserve Naturali Regionali per il 2016.
“Una scelta – denunciano i responsabili regionali di WWF, Legambiente e Ambiente e/è Vita – irresponsabile e inaccettabile, soprattutto se dovesse nascere dalla volontà di nascondere l’ennesimo taglio a un settore che è stato lasciato negli ultimi anni in progressivo abbandono”.
Tutto nasce, dopo le ricorrenti “voci” relative a un'ulteriore irresponsabile riduzione degli stanziamenti per le Riserve regionali, dalla audizione che c’è stata martedì in Prima Commissione fra i rappresentanti delle Riserve Naturali e i consiglieri regionali presenti. Una seduta caotica, dispersiva, quasi alienante, caratterizzata da un confronto privo dei necessari contenuti poiché l'Amministrazione Regionale non ha inteso far conoscere la somma assegnata per il 2016 alle aree protette. A fronte di richieste specifiche inoltrate dagli ambientalisti presenti, si è alzato un impenetrabile muro di gomma che ha reso impossibile una qualsiasi discussione concreta. Una scelta sconcertante e senza precedenti nella storia di quella che ha scelto per se stessa la definizione di Regione Verde d'Europa.
Un episodio che ben si allinea con la destrutturazione di un settore e di un "sistema" che ha contribuito a far conoscere l'Abruzzo nel mondo e che ha arricchito esponenzialmente l'immagine della Regione oltre che sostenuto un non secondario settore della sua economia. Non bisogna dimenticare infatti che le Riserve regionali hanno già subito una decurtazione del contributo annuale rispettivamente del 14% e 7,50% negli ultimi due esercizi di bilancio, che non percepiscono fondi straordinari dal 2013, che non hanno partecipato ai tavoli di concertazione della Programmazione Unitaria 2014/2020, che la Regione Abruzzo è in procedura di preinfrazione per il VINCA, che l'Ufficio regionale Conservazione della Natura è stato di fatto smantellato, che il Parco Regionale Sirente Velino non conosce la propria dotazione finanziaria annuale, non ha il Piano del Parco, è privo di organi direttivi e attende da mesi una riforma al momento solo annunciata.
Come se non bastasse, a tutto questo si aggiungono i tagli ai Centri di Educazione Ambientale risconosciuti di interesse regionale; la mancata erogazione dei fondi agli orti botanici riconosciuti; la continua presentazione di proposte di legge devastanti per il settore ambientale e la tutela della biodiversità.
In ragione di quanto esposto appare ovvia la crescente preoccupazione della "rete delle riserve" che non può contare su elementi certi per la programmazione operativa del 2016 e che non sa se riuscirà a garantire in futuro i livelli occupazionali del 2015.
Le Associazioni ambientaliste e le Riserve avevano avviato un confronto costruttivo con la Regione cercando di far nascere un percorso condiviso. In una audizione in Conferenza dei Capigruppo in ottobre e in una prima audizione in Commissione Bilancio nelle settimane passate, erano state formalizzate proposte concrete che qui di seguito sintetizziamo:
creazione di un capitolo di bilancio dedicato alle Riserve Regionali;
assegnazione di un contributo ordinario complessivo per tutte le Riserve per l'annualità 2016 di almeno due milioni di euro;
previsione di non variazione, su scala almeno triennale, del contributo ordinario attributo alle Riserve;
assegnazione e trasferimento, a margine di rendicontazione, del contributo ordinario nei primi due mesi di ogni annualità di esercizio e non con gli attuali enormi ritardi;
assegnazione alla Riserve, a titolo di fondi straordinari, di assi della Programmazione Unitaria 2014-2020;
partecipazione di rappresentanti delle Riserve ai tavoli di concertazione e partenariato per la redazione del redigendo Masterplan regionale;
previsione nel Masteplan regionale di fondi dedicati alle aree protette e in particolare alle Riserve Regionali;
implementazione delle dotazione di personale dell'Ufficio regionale Parchi e Riserve;
previsione di fondi per orti botanici ( in riferimento alla legge regionale di settore) e Centri di Educazione Ambientali riconosciuti ai sensi della L.R. 122/99 e s.m.i.
dare corso, da parte del settore Ambiente affidato al Sottosegretario Mazzocca, agli adempimenti amministrativi previsti dalla Lr.122/99 e s.m.i. e nello specifico: stesura del Piano Triennale di Educazione Ambientale, nomina del CREA e previsione di sostegno finanziario per CEA in considerazione del taglio dei Fondi Fas precedentemente assegnati.
La risposta, senza neppure entrare nel merito delle richieste, è stata un irragionevole e assurdo: “non possiamo comunicare i dati”. A questo punto per l’importante fetta di tutela e valorizzazione della natura rappresentata dalle Riserve regionali è allarme rosso che costringerà le associazioni e le Riserve stesse alla mobilitazione. Abbiamo organizzato una cabina di regia per far fronte all’emergenza, saremo presenti con un presidio in consiglio regionale e vigileremo per la tutela del patrimonio regionale abruzzese così come per la tutela e la valorizzazione delle Riserve che rappresentano esse stesse un importante patrimonio per la collettività e per l’economia dei territori.
Chiediamo a tutti i consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione, di riconoscere l’importanza delle Riserve e di impegnarsi immediatamente perché non ci siano ulteriori tagli alla dotazione finanziaria per il prossimo anno e in tempi brevi perché si esca una volta per sempre dalla politica della improvvisazione iniziando finalmente a programmare a livello pluriennale nel settore della tutela e della valorizzazione della natura.

Luciano Di Tizio, Delegato Abruzzo WWF Italia
Giuseppe Di Marco, Presidente regionale Legambiente Abruzzo
Patrizio Schiazza, Segretario Regionale Ambiente e/è Vita Abruzzo