14 ottobre

30.12.16

Bilancio della Regione Abruzzo 2017: ancora tagli per le aree protette


Non è servito a molto il presidio permanente organizzato durante il Consiglio regionale di fine anno per l'approvazione del bilancio. 
Promosso da parte delle associazioni ambientaliste, dei rappresentanti delle Riserve regionali e del Parco Sirente-Velino con la partecipazione delle comunità locali la cui economia è sostenuta, spesso in maniera considerevole, proprio dalla presenza delle aree naturali protette, il presidio doveva servire a garantire i fondi minimi indispensabili per la gestione del sistema di parchi e riserve che caratterizzano la nostra regione.
L’incontro in conferenza dei capogruppo alla presenza degli assessori al bilancio Paolucci e ai Parchi Di Matteo, richiesto dai manifestanti e sostenuto dai consiglieri del M5S, era servito solo a ribadire che la Regione avrebbe operato tagli lineari senza garantire neppure il mantenimento del già inadeguato contributo assegnato per il 2016. Ma non solo: il Consiglio ha anche deciso che la definizione ultima dei capitoli di bilancio avverrà soltanto a gennaio (per cui non si possono escludere ulteriori tagli). Questo nonostante siano stati assegnati pochi giorni fa svariati milioni con gli ennesimi interventi “a pioggia”, fuori da ogni programmazione e nonostante la finta scelta di perseguire l’immagine di “regione verde d’Europa”.
L’importo dell’intero capitolo per le aree protette nel bilancio regionale 2017 sarà di 2.400.000 euro, di cui 1.600.000 per le Riserve e 800.000 per il Parco Regionale: un ennesimo taglio rispetto agli anni passati che porterà il Parco Sirente-Velino a un passo dalla chiusura e le Riserve pericolosamente vicine alla soglia della sopravvivenza. Le richieste, calcolate sulla base delle attività effettivamente svolte, erano per un ben più cospicuo finanziamento: 2.450.000 euro alle Riserve e 1.250.000 euro al Parco.
Va poi evidenziato come ancora una volta tale situazione si è iniziata a definire a fine dicembre e non è stata neppure completamente definita perché, come si è appena ricordato, per avere le cifre reali si dovrà attendere gennaio 2017. Questo modo di procedere rende difficilissimo per i gestori mettere in campo qualsiasi forma di pianificazione e programmazione visto che non sanno neppure su quali fondi potranno effettivamente contare. Anche da questo punto di vista le richieste erano ben altre: una certezza di stanziamenti che possa consentire almeno una programmazione triennale e che non costringa più i gestori delle aree protette a una perenne precarietà.
A fronte di questa inaccettabile situazione il WWF e le altre associazioni hanno in programma una serie di attività tese alla mobilitazione degli amministratori locali e dei cittadini per chiedere di rivedere le scelte di bilancio adottate in Consiglio regionale.