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7.4.13

13 aprile: tutti a Pescara contro la deriva petrolifera!


“No alla deriva petrolifera, Sì all'Abruzzo sostenibile e alla tutela del suo mare” decine di organizzazioni, comitati e movimenti hanno lanciato l'appello per la partecipazione alla manifestazione regionale che si terrà il prossimo sabato 13 aprile 2013 a Pescara con partenza alle ore 15:30 dalla Madonnina al Porto. La scelta del luogo di partenza è altamente simbolica perché sotto attacco è il Mare Adriatico.
Tantissimi, come detto, i promotori dell'evento. Tra questi, le principali associazioni del commercio e ambientaliste, assieme ad importanti sindacati, movimenti, comitati e organizzazioni che da anni si battono sul territorio per un futuro sostenibile per la nostra regione, basato sulla qualità della vita e su un'economia veramente responsabile e durevole. Il turismo legato al mare e al territorio, le produzioni alimentari di qualità; la tutela dei beni culturali; le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica; il comparto industriale all'avanguardia nella gestione dei processi tecnologici a basso impatto ambientale; questo costituisce già il presente per il nostro territorio. Le fonti rinnovabili nel 2011 contribuivano per oltre il 40% al fabbisogno di energia elettrica regionale. Decine di migliaia di persone vivono grazie all'uso delle risorse ambientali del territorio, dalle spiagge ai prodotti agricoli di qualità. L'Abruzzo sta già dimostrando nei fatti che una società più sostenibile non è solo possibile ma necessaria, accettando, nel suo piccolo, la sfida imposta dai cambiamenti climatici in atto a scala globale a causa dell'uso del petrolio e delle altre fonti fossili di energia. Gli abruzzesi, a partire dal loro Statuto regionale, hanno già deciso quale strada perseguire per vivere il presente e costruire il futuro.
La mobilitazione è scattata dopo l'approvazione del progetto Ombrina mare della Medoilgas ma è la vera e propria deriva petrolifera contenuta nella Strategia Energetica Nazionale varata dal Governo Monti a preoccupare associazioni, sindacati e movimenti. In questo documento, inopinatamente varato da un Governo dimissionario, sono contenute scelte che dovrebbero incidere sul futuro della regione almeno fino al 2020, Tra queste, la destinazione a vero e proprio distretto minerario per gli idrocarburi dell'intero territorio abruzzese e del suo mare.
Il presente e il futuro della regione e del suo territorio non possono essere ostaggio di scelte calate dall'alto volte a promuovere gli interessi di pochi su quelli dei cittadini. L'Abruzzo sta già scontando pesantemente attività ambientalmente devastanti: il caso di Bussi pesa come una spada di Damocle sul futuro dell'intera Valpescara, con il depauperamento della qualità di una risorsa strategica per la vita e il territorio come l'acqua, con danni stimati miliardi di euro. Ora è il momento di impegnarsi per cancellare queste emergenze e per tutelare orgogliosamente la meravigliosa natura e gli struggenti paesaggi che il nostro territorio può ancora offrire, a partire dalla Costa dei Trabocchi che il Parlamento italiano fin dal 2001 ha destinato a Parco nazionale. Chi promuove i progetti petroliferi, come accaduto in altri campi, promette sempre la massima compatibilità; puntualmente la realtà mostra una faccia diversa di queste industrie, con incidenti che minano intere economie. Cosa accadrebbe all'Adriatico e alle sue spiagge in caso di sversamento di 40.000 barili di petrolio, la quantità rilasciata in mare nel 2011 in un unico incidente da una nave raffineria simile a quella che vogliono installare di fronte a San Vito Chietino? I rilasci in mare di sostanze inquinanti sono fatto ordinario nell'industria petrolifera e il Mediterraneo ha già oggi una concentrazione di idrocarburi dieci volte più alta rispetto agli altri mari.
Per questo i promotori invitano la comunità abruzzese ad aderire alla manifestazione e a partecipare al corteo che sfilerà colorato per le vie di Pescara. Un modello sociale, ambientale ed economico basato sulla qualità della vita e sulla sua durevolezza: questo vogliono i cittadini che manifesteranno. Alle organizzazioni che fanno politica e alla istituzioni chiediamo di aderire alla lotta con iniziative e scelte concrete. Atti che devono contribuire a risolvere con successo questa vertenza, a partire dall'imporre il divieto di sfruttamento degli idrocarburi in Adriatico e all'impegno ad avversare con sollecitudine e accortezza tutti i progetti petroliferi che ormai quotidianamente cercano di assalire il nostro territorio.