- Veramente il Commissario crede che il problema della messa in sicurezza del Gran Sasso sia legata al rispetto di alcune normative ambientali che peraltro sono le stesse che valgono in tutta Europa? Veramente crede che i ritardi ventennali siano dovuti al rispetto di leggi ambientali che prevedono procedure di pochi mesi per essere rispettate?
- Sembra che vi sia la proposta da parte del Commissario di rivedere il Protocollo del 2017 su comunicazione, autorizzazione e allerta da seguire preventivamente alla realizzazione di interventi che possano comportare il rischio di pregiudicare la qualità delle acque del sistema idrico del Gran Sasso, escludendo il Commissario dal dover comunicare eventuali suoi lavori di questo tipo. Quale sarebbe il senso di una simile modifica? Perché tornare indietro a quando ASL e ARTA non erano informate di quanto si faceva a contatto con l’acquifero ed erano quindi nell’impossibilità di svolgere accurati controlli rispetto all’acqua da mettere in distribuzione?
- Come mai quando l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha giustamente ribadito – pur non essendocene bisogno trattandosi di una legge nazionale – che per intervenire nelle gallerie Strada dei Parchi SpA avrebbe dovuto far svolgere la valutazione di incidenza ambientale (VINCA), il Commissario sembra essersi schierato dalla parte di una SpA contro le legittime richieste di un ente dello Stato deputato al rispetto dell’ambiente? A tacere del fatto che l’iter per la pulizia delle gallerie era partito a maggio e che per fare una VINCA regionale sono necessarie poche settimane, per cui se si fosse avviata la procedura per tempo non vi sarebbe stato nessun rischio di rallentamento dei lavori.
- La ricostruzione del Commissario dell’impossibilità di inquinamento della falda a causa della pressione dell’acquifero è poco pertinente perché tutto il sistema di drenaggio è finalizzato proprio a evitare la pressione su gallerie e laboratori. In ogni caso non si comprende come si arriva a stabilire tale impossibilità e su quali studi si basi una simile visione atteso che ad oggi è il Commissario stesso a dire che non conosce nel dettaglio il sistema di captazione e prelievo dell’acqua e i punti di interferenza tra l’acquifero e i chilometri di gallerie e stanzoni realizzati sotto il Gran Sasso.
- Il Commissario è d’accordo con gli abruzzesi che l’acquifero del Gran Sasso deve continuare a fornire acqua a circa la metà della popolazione di questa regione? Quando il Commissario parla di “condominio Gran Sasso”, ha ben presente che i condòmini non sono tutti uguali e che non è l’acquifero a doversi adattare alle esigenze dei laboratori sotterranei dell’INFN e della Strada dei Parchi SpA, ma viceversa?
30.10.20
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso rivolge 5 domande al Commissario Gisonni
20.10.20
Viva il circo... senza gli animali!
Da alcuni giorni un circo staziona alle porte di Teramo.
Il circo rappresenta uno degli spettacoli più antichi del mondo che ha ispirato artisti di ogni epoca e per il quale l’Italia vanta un’importante tradizione. Ma la presenza di animali provenienti da altri continenti, privati della loro libertà, trasportati in lungo e largo per l’Italia (e non solo), spesso ridicolizzati e costretti a vivere secondo modalità assolutamente non adatte alla loro etologia, rende il circo una delle forme più crudeli e più diseducative di intrattenimento.
Il Comune di Teramo e tutti gli altri comuni della provincia farebbero bene a dotarsi di un regolamento che disincentivi la presenza di circhi con animali sul proprio territorio, facendo come hanno fatto tante altre amministrazioni in Italia e anticipando l’intervento del Parlamento che ha già approvato una norma che prevede la graduale dismissione di animali dai circhi. Del resto, sono ormai diverse le nazioni europee che hanno vietato l’utilizzo di animali negli spettacoli circensi, da ultima la Francia poche settimane fa.
Passando davanti al circo posizionato vicino allo Stadio si assiste ad uno spettacolo veramente triste con animali tanto grandi quanto indifesi e fragili costretti a vivere tutta la loro vita in piccole gabbie. Se mai lo avesse avuto in passato, nel 2020 non ha più alcun senso tenere degli animali in prigione solo per il nostro divertimento.
Il WWF non chiede certo che il circo smetta di esistere, ma che si modifichi e si rigeneri adattandosi alle mutate sensibilità e rinunciando all’utilizzo di animali.
Ai genitori il WWF rivolge un appello ad alimentare la conoscenza del mondo animale dei loro figli nei tanti modi possibili, ma senza finanziare la sofferenza. Visitando un’area naturale protetta per le specie presenti in Italia e guardando un documentario o facendo una ricerca su internet per le specie degli altri continenti si ha l’occasione di conoscere caratteristiche e comportamenti di tutte le specie animali che popolano il nostro Pianeta. Insegniamo ai nostri figli a prendersi cura del mondo, rispettando le altre forme di vita e soprattutto dando noi il giusto esempio da seguire.
16.10.20
730 giorni di silenzio dell'Amministrazione comunale sull'emergenza sedi per le associazioni
8.10.20
Sabato 10 ottobre, Aperilaga al CEA WWF "Monti della Laga"
2.10.20
Domenica 4 ottobre torna Urban Nature, la Natura in città con il WWF!
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Filomena Ricci, Delegata WWF Abruzzo durante la presentazione dell'edizione 2020 di Urban Nature |