17.11.14

Il CEA "Monti della Laga" per la Settimana dell'Educazione allo Sviluppo Sostenibile

 
Torna la settimana organizzata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che da ormai un decennio promuove l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile al fine di sensibilizzare i cittadini al rispetto dell’ambiente e delle risorse, promuovendo buone pratiche e stili di vita sostenibili.
Il 2014 è l’anno in cui si celebra la chiusura del Decennio UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014, con la nona e ultima edizione della sua “Settimana DESS”.
L’iniziativa di quest’anno sarà quindi dedicata al bilancio delle attività svolte: da una parte la raccolta delle buone pratiche e prassi educative svolte durante il decennio, dall’altra l’inventario delle realtà che continueranno a promuovere l’educazione alla sostenibilità.
Per l’occasione tutti i Centri di Educazione Ambientale della Provincia di Teramo (CEA Calanchi di Atri, CEA Castel Cerreto, CEA Ecocentro Pineto, CEA Area Marina Protetta Torre del Cerrano, CEA Scuola Verde, CEA Gli Aquilotti, oltre al nostro CEA Monti della Laga) hanno fatto squadra ed organizzato una serie di iniziative dal titolo “10 anni di educazione alla sostenibilità nella Provincia di Teramo - I Centri di educazione ambientale in mostra”: nelle date del 26, 27, e 29 novembre ci saranno tante attività presso i CEA aderenti all’iniziativa, che per l’occasione apriranno le porte al pubblico realizzando incontri, laboratori gratuiti e visite guidate presso le loro strutture.
Questo il programma del nostro CEA “Monti della Laga”.
Mercoledì 26 novembre: Incontro su campagna WWF “Crimini di Natura” con gli studenti e gli insegnanti delle Scuole della provincia di Teramo aderenti. La campagna “Crimini di natura” è stata lanciata dal WWF Italia per combattere i crimini ambientali che determinano la distruzione, il prelievo e l’uso illegali di risorse naturali.
Orario: due turni dalle ore 9:30 alle 11 e dalle ore 11 alle ore 12:30
Dove: Centro di Documentazione Ambientale “La Gramigna” del WWF Teramo in via De Vincentiis n. 1 a Teramo. 
Contatti: 349.7174140 - teramo@wwf.it - http://ceacortino.webnode.it/
Giovedì 27 novembre: Incontro su campagna WWF “Crimini di Natura” con gli studenti e gli insegnanti delle Scuole della provincia di Teramo aderenti. La campagna “Crimini di natura” è stata lanciata dal WWF Italia per combattere i crimini ambientali che determinano la distruzione, il prelievo e l’uso illegali di risorse naturali.
Orario: due turni dalle ore 9:30 alle 11 e dalle ore 11 alle ore 12:30
Dove: Centro di Documentazione Ambientale “La Gramigna” del WWF Teramo in via De Vincentiis n. 1 a Teramo.
Contatti: - 349.7174140 - teramo@wwf.it - http://ceacortino.webnode.it/
Venerdì 28 novembre: partecipazione al workshop "10 anni di educazione ambientale nella Provincia di Teramo - I Centri di educazione in mostra" presso Auditorium Sant'Agostino ad Atri.
Orario: dalle ore 10 alle ore 13.

15.11.14

Ultimi giorni per acquistare i biglietti della lotteria del WWF

La matrice di uno dei 4 biglietti acquistati da Donatella Bianchi

L'estrazione del 22 novembre si avvicina.
Restano pochi giorni per acquistare i biglietti, contribuire alle battaglie sul territorio del WWF Teramo e tentare la fortuna.
La bicicletta a pedalata assistita del primo premio è bellissima e anche Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia, ha acquistato 4 biglietti!
Che aspettate? Contattateci!

Il primo premio della lotteria

Ennesimo sversamento nel Fiume Tordino

 

A seguito di una segnalazione, questa mattina il WWF Teramo ha effettuato un sopralluogo nel parco fluviale del Fiume Tordino in zona Cona all’altezza dei campi di calcetto.
L’acqua del fiume appariva ricoperta da una schiuma biancastra maleodorante, probabilmente di origine organica.
“Non è certo la prima volta che segnaliamo episodi del genere”, dichiara Donatella Policreti del WWF Teramo. “Pochi mesi fa, presentammo un esposto alla magistratura su un episodio analogo. Purtroppo sembra che i fiumi siano terra di nessuno. Sversamenti, deviazioni del corso naturale, abbandono di rifiuti, taglio sconsiderato della vegetazione ripariale, depuratori inesistenti o mal funzionanti: ogni volta se ne parla per qualche giorno sui giornali ed in televisione, ma poi tutto tace fino al prossimo episodio. Se questo è il modo in cui si combatte l’inquinamento non devono certo meravigliare i dati presentati l’altro giorno dal Corpo Forestale sullo stato di qualità dei corsi d’acqua teramani”.
Il WWF auspica un pronto intervento delle forze dell’ordine ed una più concreta azione di prevenzione e repressione di questi crimini di natura. 

13.11.14

Italia insicura

 Il Governo, attraverso la propria Unità di Missione coordinata da Erasmo D’Angelis, ha organizzato l’11 novembre a Roma, gli “Stati generali contro il dissesto idrogeologico”.
Quella che poteva essere un’utile occasione di confronto è stata in realtà una vetrina per consolidare una politica dell’emergenza risultata fino ad ora fallimentare, abbandonando definitivamente la pianificazione e la prevenzione come previsto dalla Direttiva "Acque" (2000/60/CE) e dalla Direttiva “Alluvioni” (2007/60/CE), non a caso mai citate dagli interlocutori governativi (Galletti, Del Rio, Gabrielli, D’Angelis…).
Il WWF ritiene un enorme sbaglio perpetuare gli accordi di programma tra Stato e Regioni conferendo poteri commissariali ai Governatori regionali (così, ad esempio, il Commissario in Liguria è lo stesso Governatore che con le “sue” Giunte ha portato avanti leggi per la riduzione delle fasce di inedificabilità lungo i fiumi).
Inoltre s’intende finanziare questa grande operazione di deregulation e di violazione delle direttive europee proprio con i Fondi Strutturali europei.
Purtroppo con molta demagogia è passato un messaggio di efficienza di questo Governo contro la burocrazia che ha impedito di spendere 2 miliardi di euro: è però anche vero che molti progetti sono stati “bloccati” perché fatti male, perché con VIA o Vinca impresentabili (lo abbiamo anche ben documentato nel dossier sui siti di rete Natura 2000 dello scorso anno redatto con la LIPU).
Ci sono certamente anche molti ritardi, però per questo il WWF chiede di ritornare urgentemente alla pianificazione di bacino come previsto dalle normative europee ed impegnare i fondi europei solo per attuare questi piani e non programmi straordinari gestiti dalle Regioni scoordinate tra di loro.
Visitate il sito http://italiasicura.governo.it/site/home.html dove potete verificare quali interventi o scempi intendono fare nel vostro territorio.

11.11.14

Impugnazione dell'art. 38 dello (S)blocca Italia: l'Abruzzo dia l'esempio

Alle parole e agli impegni formali ora seguano i fatti: questa in estrema sintesi la richiesta che le associazioni ambientaliste avanzano ai Presidenti delle Giunte regionali.
“Ieri – dichiarano i responsabili abruzzesi di Legambiente e WWF, Giuseppe Di Marco e Luciano Di Tizio – a firma dei rispettivi vertici nazionali, è partito un appello sottoscritto da Greenpeace, FAI, Legambiente, Marevivo e WWF per chiedere di avviare gli atti necessari per l’impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale del decreto (S)blocca Italia. In Abruzzo c’è già stata l’approvazione all’unanimità di un documento proposto dal Movimento 5Stelle e c’è stato l’impegno ufficiale del presidente D’Alfonso, ribadito in un incontro con WWF e Legambiente. Auspichiamo dunque che sia proprio l’Abruzzo a dare il buon esempio impugnando per primo o comunque tra le prime regioni italiane l’art. 38 del decreto legge 133/2014, il cosiddetto (S)blocca Italia”.
Nel testo della lettera inviata a tutti i presidenti regionali sono spiegate le ragioni della ferma opposizioni delle cinque associazioni ambientaliste, del resto già ribadite nel corso di vari convegni svolti nel territorio nazionale. A Pescara, il 27 ottobre scorso, presero parte all'incontro l’assessore all’ambiente della Regione, Mario Mazzocca, alcuni sindaci ed i rappresentanti delle organizzazioni di categoria del commercio e del turismo, oltre che di tantissimi cittadini preoccupati.
“La Regione faccia ora la sua parte – chiedono Di Marco e Di Tizio – nel rispetto della volontà espressa ormai a chiarissime note dalla stragrande maggioranza degli abruzzesi”. 

6.11.14

Il paese degli elefanti


Venerdì 21 novembre, alle ore 17:30, presso la sala consiliare della Provincia di Teramo in via Giannina Milli n. 2, il WWF Teramo organizza la presentazione del libro “Il Paese degli elefanti. Miti e realtà sulle riserve italiane di idrocarburi” (Lu::Ce Edizioni, 2014) di Luca Pardi, Presidente di ASPO Italia - Association for the Study of Peak Oil & Gas.
Sarà presente l’Autore.
Il libro indaga sulla reale consistenza delle riserve di gas e petrolio in Italia, mettendo a confronto disponibilità con consumi e richiesta generale. Una concreta analisi costi-benefici, senza dimenticare che fra i costi sarà necessario mettere anche i costi legati al rischio ambientale e quelli legati ai ritardi culturali e sociali che l’insistere sulle fonti fossili comporta.

Le Associazioni abruzzesi alla Regione: sullo (s)blocca Italia ci vogliono fatti!

Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo, Massimo Lucà Dazio, presidente FAI Abruzzo e Molise, Amina Hammad, coordinatrice Greenpeace Abruzzo, e Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo, intervengono sul Decreto (s)blocca Italia, varato a colpi di fiducia dal governo Renzi.
Si tratta di un provvedimento che ignora gli enormi progressi della green economy e rappresenta un ritorno al passato. E per l’Abruzzo sono enormi i rischi ambientali ed economici.
"Il Decreto (s)blocca Italia dopo la fiducia del Senato è legge. È legge quindi anche la norma che autorizza almeno 100 concessioni per trivellare l'Italia. Scelte che sono in netto contrasto con una cultura verde in grado di tutelare l'ambiente e garantire un futuro di sviluppo sostenibile per il Paese". Questo il primo commento delle Associazioni FAI, Greenpeace, Legambiente e WWF abruzzesi dopo l'approvazione del contestato decreto che, in particolare nell’articolo 38, dà il via libera alle trivellazioni snellendo iter autorizzativi e favorendo una nuova assurda e antieconomica colonizzazione del territorio e dei mari da parte dell’industria petrolifera, invece di difendere l’interesse pubblico a uno sviluppo sostenibile.
“Contro il decreto – annunciano le quattro associazioni – la lotta continua. A livello nazionale stiamo predisponendo una lettera, che sarà inviata domani, a tutti i presidenti delle Giunte e dei Consigli regionali interessati per sollecitare ricorsi contro una norma che lede il diritto dei cittadini a scegliere in sede locale il proprio futuro. In Abruzzo c’è già stata una votazione unanime del Consiglio, pienamente confermata dal presidente D’Alfonso in un incontro con i responsabili di WWF e Legambiente. Ora ci aspettiamo che il ricorso venga predisposto e presentato nei tempi previsti dalla legge perché la Corte Costituzionale possa cancellare questa palese violazione attuata con assurda insistenza e a colpi di voti di fiducia dal Governo Renzi”.
Il decreto, tra l’altro, non tiene in alcun conto i dati sulla crescita della green economy italiana.
A confermare questo andamento sono i dati del recentissimo rapporto GreenItaly 2014: più di un’impresa su cinque dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, conoscenza, qualità e bellezza. Sono infatti ben 341.500 le aziende italiane (circa il 22%) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie verdi per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio alla nostra green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale.
L’economia verde produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra destinata a salire ancora nel corso del 2014.
Dalle realtà della green Italy infatti arriveranno quest’anno 234 mila assunzioni: ben il 61% della domanda di lavoro! “Lo sviluppo verde - sottolineano WWF, Greenpeace, Legambiente e FAI - crea occupazione; lo sfruttamento selvaggio del petrolio crea solo desolazione. La cultura verde è l’orientamento che sta progressivamente conquistando i nostri territori. Gli abruzzesi stanno tra l’altro già dimostrando grandi capacità anche nel proporre un diverso tipo di made in Italy, in cui il rispetto della nostra tradizione produttiva si sposa con la tutela dell’ambiente e si coniuga con una idea di business anche eticamente positiva e certamente vincente.
“Se vogliamo davvero rilanciare il sistema Paese - concludono le quattro associazioni - è da qui che dobbiamo ripartire: da questa green Italy che rappresenta una delle punte più avanzate del Paese. Un’Italia innovativa, competitiva e sostenibile da incoraggiare e sostenere, non da rottamare. Lo (s)blocca Italia può rivelarsi un boomerang per l'esecutivo. Tantissimi cittadini si stanno mobilitando e continueranno a lottare contro questo attacco finale alla salute, alla qualità dell'ambiente e all'economia diffusa basata su turismo, accoglienza e enogastronomia”.

Il Decreto Sblocca Italia: una manovra contro l'ambiente

Una manovra contro l’ambiente, che protegge interessi privati speculativi e che minaccia territorio e mari italiani, proprio quando l’Italia, già fragile, affronta un’emergenza permanente dovuta al dissesto idrogeologico ed ai cambiamenti climatici.
Questo il commento a caldo del WWF Italia sull’approvazione definitiva da parte del Senato ieri sera del decreto Sblocca Italia (dl 133/2014).
“La fiducia imposta dal Governo su disposizioni che perpetuano un modello di sviluppo insostenibile per le nostre risorse naturali e fossili, per le misure contrastanti le strategie dei Paesi più avanzati al mondo per una progressiva de carbonizzazione dell’economia, accresce la sfiducia nei confronti dell’esecutivo dei cittadini consapevoli oramai dell'esigenza di tutelare e valorizzare il capitale naturale del Paese. Ma questa volta siamo in buona compagnia e chiederemo alle Regioni e a tutte le categorie economiche (ad esempio del turismo e della pesca) che hanno a cuore il Bel Paese, di intraprendere ogni iniziativa, anche legale, contro queste norme contro natura”, commenta la Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi.
Il WWF ricorda che su 45 articoli, ben 11 disposizioni, un quarto delle norme contenute nel decreto, sono intese a indebolire le tutele e le valutazioni ambientali e a dare mano libera agli interessi speculativi sui beni comuni. Tutto con il rischio che ai danni ambientali si aggiungano, come segnalato dal presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, i rischi relativi ad un aumento della illegalità.
Le norme più pericolose a parere del WWF, in estrema sintesi, sono quelle relative a:
  1. la proroga delle concessioni senza gara e l’allargamento dei poteri delle concessionarie autostradali in violazione delle normative comunitarie che ha come ulteriore conseguenza un’espropriazione del territorio per realizzare tratte interconnesse, contigue o complementari;
  2. la norma su misura per favorire con agevolazioni fiscali innanzitutto il project financing, dell’europarlamentare Vito Bonsignore, per realizzare l’autostrada Orte-Mestre che, se autorizzata, minaccia l’integrità delle aree protette, tra le quali il Delta del Po e le paludi di Comacchio;
  3. il combinato disposto delle norme a favore degli speculatori edilizi e fondiari relative alle deroghe alla pianificazione urbanistica, alla elusione del nulla osta paesaggistico delle soprintendenze e del via libera agli appetiti dei privati sul patrimonio pubblico sulla base di semplici accordi di programma;
  4. l’insieme di norme che definiscono forzosamente come strategiche intere categorie di interventi (incenerimento dei rifiuti, gasdotti, rigassificatori, stoccaggio di gas, ricerca, prospezione, coltivazione e stoccaggio del gas naturale nel sottosuolo) in deroga alle procedure di valutazione ambientale ed economico-finanziarie e cancellando le ineludibili intese con le Regioni, stabilite dal Titolo V della Costituzione. 
Il WWF, che ha presentato a suo tempo le proprie osservazioni e proposte di emendamento in Parlamento, ritiene che vada mantenuta e rilanciata la mobilitazione nel Paese.

4.11.14

Educazione ambientale nella Scuola primaria di Nepezzano


Oggi volontari del WWF Teramo sono stati nella Scuola primaria di Nepezzano per una lezione sulla tutela degli uccelli.

Parchi senza guida! Il WWF scrive a D'Alfonso

Il WWF, a firma del responsabile abruzzese Luciano Di Tizio e del consigliere nazionale Dante Caserta, ha indirizzato sabato scorso una lettera al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e, per conoscenza, all’assessore ai parchi Donato Di Matteo per chiedere un intervento presso i ministeri competenti al fine di sollecitare la nomina dei consigli direttivi dei parchi nazionali presenti in Abruzzo. 
Di seguito il testo integrale della lettera.

"Egr. Presidente,
Le scriviamo per segnalarLe una situazione ormai insostenibile che riguarda i tre parchi nazionali presenti in Abruzzo.
Come ha fatto notare in più occasioni il WWF Italia, quasi tutti i parchi nazionali italiani sono privi da anni dei propri organi direttivi. Dei 23 parchi nazionali esistenti in Italia, attualmente solo 3 hanno un Presidente e un consiglio direttivo operativo. Negli altri 20 parchi è stato nominato solo il Presidente, a volte dopo commissariamenti duranti anni, ma non il consiglio direttivo, determinando così una gestione anomala, peggiore persino del commissariamento degli Enti. Trascorsi sei mesi dalla nomina del Presidente, la mancata ricostituzione dei consigli, infatti, determina un commissariamento di fatto indebolito dal venir meno dei poteri di surroga conferiti transitoriamente al Presidente. Tale situazione, oltre a rappresentare un vero e proprio deficit di democrazia e partecipazione (nei consigli direttivi dei parchi siedono, a titolo gratuito, rappresentanti degli Enti locali, dei Ministeri competenti, del mondo scientifico ed ambientalista), indebolisce di molto l’azione dei Parchi che non possono operare nel pieno delle proprie funzioni.
Il ritardo per quanto riguarda i parchi abruzzesi è addirittura imbarazzante: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è privo del consiglio direttivo dal 22 gennaio 2007, il Parco Nazionale della Majella dal 20 settembre 2007, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dall’11 luglio 2012.
La riforma legislativa entrata in vigore ad aprile 2013 (DPR n. 73/2013) ha riformato i consigli direttivi dei parchi, riducendo il numero dei componenti da 12 ad 8. A seguito di questa semplificazione sarebbe stata ovvia una rapida ricomposizione dei consigli con un ritorno alla normalità, ma purtroppo questo non è avvenuto.
Su richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le Associazioni ambientaliste hanno provveduto alle designazioni di loro competenza già dal novembre 2013 e nel frattempo molte Comunità del Parco hanno trasmesso al Ministero i loro rappresentanti nei rispettivi consigli direttivi. Risulta che anche l’ISPRA abbia provveduto alle proprie designazioni, per cui resterebbero soltanto le designazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
La invitiamo a far sentire la Sua autorevole voce ed a sollecitare il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare affinché recuperi i ritardi accumulati nel passato e proceda rapidamente a dotare i parchi dei corretti strumenti di governance.
Con l’occasione torniamo a segnalarLe anche l’importanza di giungere rapidamente anche alla definitiva perimetrazione del Parco della Costa Teatina. 
Con la recente nomina del commissario è auspicabile che questo processo arrivi alla sua conclusione dopo oltre un decennio dall’avvio!"