8.7.19

Al lavoro per l’Orso bruno marsicano

In queste settimane l’Oasi WWF Riserva regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (AQ) è particolarmente impegnata nelle azioni per la tutela dell’Orso bruno marsicano.
Con la bella stagione può verificarsi che esemplari di Orso si avvicinino a stazzi, apiari o pollai alla ricerca di cibo. Per evitare predazioni è bene che le arnie delle api, così come le strutture che ospitano pecore, galline, conigli, ma anche cavalli, siano dotate di recinti elettrificati: si tratta di leggeri fili alimentanti con piccoli pannelli solari che, quando gli orsi si avvicinano e li sfiorano, rilasciano una debole scossa elettrica che, senza arrecare danni, li fa allontanare.
In queste settimane sono stati distribuiti ad Anversa degli Abruzzi un recinto a tutela delle pecore e uno a tutela delle api, mentre un altro sarà allestito la prossima settimana. A Luco dei Marsi, dove si erano registrate varie incursioni, dopo aver incontrato il Sindaco, l’Oasi ha già già messo in opera un recinto a metà giugno mentre la prossima settimana ne installerà uno a tutela dei cavalli di un allevatore: una vera e propria sfida perché si dovranno proteggere circa 2500 metri di recinto. A Trascacco, invece, è stato dato ad un pastore un recinto per la tutela delle sue pecore. E altre richieste stanno arrivando anche in queste ore.
“Stiamo lavorando dentro e fuori la nostra Oasi”, dichiara Sefora Inzaghi, direttrice dell’Oasi WWF Gole del Sagittario. “È un lavoro molto impegnativo perché oltre a portare i recinti nei vari paesi, dobbiamo anche aiutare gli allevatori a montarli e metterli in funzione. Però cerchiamo di accontentare tutti perché ci rendiamo conto che è assolutamente necessario aiutare coloro che scelgono di continuare a vivere e lavorare in questi luoghi. È possibile garantire la convivenza tra uomo e orso, proteggendo questo splendido animale e al tempo stesso assicurando il protrarsi di queste attività”.
L’Oasi distribuisce in comodato d’uso gratuito questi recinti che sono stati acquistati grazie a fondi messi a disposizione dal WWF Italia, dalla Riserva stessa e dalla Regione Abruzzo grazie alla legge n. 15/2016.
“L’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, così come altre aree protette presenti nell’areale dell’Orso bruno marsicano, a cominciare dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise grazie al quale questa specie è sopravvissuta fino ai giorni nostri”, aggiunge Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, “rappresentano il migliore esempio che con qualche finanziamento e una giusta pianificazione si può garantire la tutela dei grandi carnivori anche in territori dove sono ancora presenti le attività tradizionali delle nostre montagne. Con un lavoro in sinergia tra Istituzioni, aree protette e associazioni è possibile ottenere buoni risultati senza mettere in atto le catture che possono comunque rappresentare un pericolo per animali come l’Orso, oltre a destinarli ad una vita in cattività”.
 
IL PROGETTO ORSO2X50
Per la tutela dell’Orso bruno marsicano il WWF Italia ha lanciato il Progetto “Orso2x50”. L’Orso bruno marsicano è una delle specie più iconiche e rappresentative del nostro Paese, ma, nonostante sia protetto sia da leggi italiane che europee, ne sopravvivono solo 50 esemplari nell’Italia centrale, principalmente raggruppati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una popolazione così ristretta e isolata in un territorio dalle dimensioni ridotte, se non si agisce subito, è destinata all’estinzione! Per garantire un futuro all’Orso bruno marsicano, chiedendo aiuto a tutti gli attori presenti sul territorio (Comuni, Regioni, Aree Protette, Enti Scientifici e Associazioni), abbiamo lanciato una sfida ambiziosa: raddoppiare il numero di esemplari di Orso bruno marsicano entro il 2050. 

Arriva la scadenza per denunciare il possesso di specie esotiche. Cosa fare?

 
Tra meno di due mesi, il 31 agosto, scadrà (e questa volta sono improbabili altre proroghe) il termine utile per mettersi in regola per tutti coloro che allevano animali da compagnia inseriti nell’elenco delle specie esotiche invasive varato dall’Unione Europea che dovranno denunciarne il possesso ai sensi del Decreto legislativo 230 del 15.12.2017, n. 230, con il quale la normativa nazionale è stata adeguata al Regolamento UE n. 1143/2014.
Le specie di flora e di fauna elencate nel decreto sono una cinquantina. Tra queste, ad esempio, lo scoiattolo grigio nordamericano, diverse specie di gamberi, la rana toro e, soprattutto, la testuggine palustre americana Trachemys scripta, con le sue varie sottospecie (orecchie rosse e orecchie gialle) che hanno dominato per decenni il mercato degli animali da compagnia. Prima o poi comunque l’elenco diventerà presumibilmente assai più lungo con il varo dell’elenco nazionale delle specie invasive in corso di elaborazione da parte del Ministero dell’Ambiente.
Con l’avvicinarsi della scadenza WWF e Societas Herpetologica Italica (SHI) ricordano a tutti i cittadini di mettersi in regola, anche per evitare di incorrere nelle pesantissime sanzioni previste dalla legge:
  • la mancata denuncia di possesso è punita con sanzioni tra 150 e 20.000 euro;
  • per la violazione dei divieti di introduzione, detenzione, trasporto, utilizzo/scambio/cessione e riproduzione si va da 1.000 a 50.000 euro, con aumenti sino al triplo se dalla violazione dovesse derivare la necessità di applicare misure di eradicazione rapida o di gestione o di ripristino degli ecosistemi danneggiati;
  • il reato più grave, il rilascio in ambiente, è punibile invece con arresto sino a tre anni e sanzioni tra 10.000 e 150.000 euro.
Per la denuncia è sufficiente compilare, eventualmente con l’aiuto del proprio veterinario, un modulo scaricabile on line e inviarlo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’attestazione dell’invio, tramite PEC, fax o raccomandata postale, autorizza automaticamente il proprietario a continuare a detenere il proprio animale da compagnia.
I proprietari così autorizzati sono in ogni caso obbligati a una corretta detenzione con misure adeguate per impedire la fuga e la riproduzione degli animali.
In alternativa chi volesse rinunciare a tenersi le Trachemys, potrà affidarle, come recita il Decreto, a strutture pubbliche o private autorizzate, individuate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano (art. 27, comma 5, D.Lgs. n. 230/2017).
Qui sorgono però i problemi: nella gran parte delle regioni italiane di queste strutture non c’è al momento traccia per cui l’affidamento è una strada difficile da percorrere. I cittadini tuttavia si possono mettere in regola presentando comunque la denuncia di possesso e riservandosi di consegnare gli animali ai centri regionali non appena saranno attivati. Ed è questa la strada consigliata da WWF ed SHI: ci si mette in regola, non si fa danno all’ambiente e agli stessi animali da compagnia e si evita di rischiare sanzioni.
Discorso analogo per i Sindaci che hanno nei propri territori comunali laghetti e fontane nei quali sono presenti testuggini esotiche anche della specie oggi ritenuta invasiva. In molti casi questi animali sono il risultato della liberazione illegale fatta da ignoti che dopo aver acquistato le testuggini, non sapendo come gestirle, se ne sono sbarazzati. Il D.Lgs. n. 230/2017 prevede che l’obbligo di denuncia riguardi anche gli enti pubblici. I Comuni dovranno quindi procedere a un monitoraggio di tutti i laghetti e le aree umide in genere presenti sul proprio territorio per riscontrare l’eventuale presenza di testuggini e procedere anche loro a denunciarne la presenza compilando l’apposito modulo.
Se viene verificata la non idoneità al confinamento o la riproduzione degli animali è inoltre prevista sempre la confisca degli animali a seguito della quale il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dispone il rinvio nel Paese di provenienza (nei rari casi in cui ciò sia davvero possibile) oppure, in alternativa, l’affido a strutture pubbliche o private autorizzate o persino la soppressione.
C’è dunque poco da scherzare. Procedure di gestione e sanzioni possano apparire in effetti complicate e molto rigide, ma va anche considerato che l’introduzione di specie alloctone (cioè non del luogo) costituisce una delle principali cause di distruzione della biodiversità oltre a rappresentare, in alcuni casi, un vero e proprio flagello non solo ambientale, ma anche economico (vedi il caso della nutria, del pesce siluro, ecc.).
Ricapitolando:
  • i privati cittadini così come i Comuni per mettersi in regola possono compilare e spedire il modulo (hanno tempo fino al 31 agosto 2019) e saranno tranquilli. Nel caso in cui vogliano affidare l’animale in possesso ai centri di detenzione regionali dovranno attenderne la realizzazione;
  • le Regioni e le Province autonome sono chiamate a realizzare centri di detenzione o a convenzionarsi con strutture private. 
SHI e WWF sollecitano Regioni e Province autonome inadempienti ad adeguarsi a quanto previsto per la creazione e gestione di centri di detenzione, consultando il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e confrontandosi con le associazioni scientifiche e ambientaliste, e cercare così una soluzione, in proprio o attraverso una convenzione, per mettersi al passo con gli obblighi di legge. Del resto, anche in questo caso, vige la regola che una buona gestione della cosa pubblica si misura meglio con il rispetto delle norme e con l’aiuto concreto offerto ai cittadini e agli enti locali anche nelle piccole cose piuttosto che con progetti faraonici spesso devastanti.
Per saperne di più si possono consultare sul web le linee guida elaborate dal Ministero dell’Ambiente con il supporto dell’ISPRA e della SHI.
Sullo stesso argomento può essere utile anche consultare le più estese raccomandazioni.
Per consultare l’elenco completo delle specie esotiche di rilevanza unionale si veda invece qui.

29.6.19

Il Consiglio comunale di Teramo approva la mozione per la Dichiarazione dell’emergenza climatica ed ambientale


Nell’ultimo consiglio comunale del 27 giugno scorso, su proposta del consigliere Speca, è stata approvata una mozione recante la “Dichiarazione dell’emergenza climatica ed ambientale”. Si tratta di una iniziativa che, richiamando anche l’azione del movimento “Global Strike for Future” lanciato da Greta Thunberg in tutto il mondo e raccogliendo l’invito di una campagna nazionale dei Verdi, impegna il Sindaco e la Giunta a proclamare anche per Teramo, come sta già avvenendo in tante altre città del mondo, lo stato di emergenza climatica e ambientale.
Il Comune dovrà predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e per la promozione delle energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nella pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, nella riforestazione urbana; dovrà intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione, nonché farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi.
“Come WWF siamo molto soddisfatti di questa decisione del Consiglio comunale che molto opportunamente si è fatto carico di un problema globale”, dichiara Massimo Fraticelli del WWF Abruzzo. “Si tratta di un passo importante che dà speranza per il futuro. Ma ora dobbiamo dare concretezza alla speranza. Una dichiarazione del genere non può rimanere sulla carta: è molto impegnativa e dovranno necessariamente seguire atti concreti. La battaglia contro i cambiamenti climatici è la principale battaglia che tutto il Pianeta si trova ad affrontare e vanno adottate misure reali da subito. L’ultimo rapporto IPCC-ONU (2018) ha ricordato a tutti che l’umanità ha poco più di 10 anni per limitare l’incremento della temperatura a 1,5 gradi centigradi entro il 2030. Solo così si potranno evitare danni irreversibili al clima. Le azioni da intraprendere sono a livello nazionale e internazionale, ma anche a livello locale si può fare molto”.
Il WWF è pronto a collaborare con l’Amministrazione e con i cittadini per creare un vero e proprio laboratorio di idee per la sostenibilità ambientale e climatica nella nostra città a cui far seguire provvedimenti concreti. Gli esempi di tante altre cittadine, piccole e grandi, non mancano. Se ci sarà la volontà di tutti sarà possibile anche a Teramo mettere in atto azioni per la riduzione della produzione di CO2 e degli altri gas climalteranti.

25.6.19

Seconda escursione delle quattro stagioni del CEA


Domenica scorsa, una bella giornata di sole e qualche innocua nuvola hanno consentito di effettuare la seconda uscita de “Le quattro stagioni del CEA”, programma escursionistico organizzato dal WWF Teramo con partenza dal Centro di Educazione Ambientale “Monti della Laga”.
I partecipanti, dopo la presentazione al tema dell’escursione fatta da Roberto Rotella, profondo conoscitore del posto e biologo, si sono incamminati alla volta del torrente Zingano.
Seguendo dapprima la strada per Altovia e poi un sentiero in circa un'ora il gruppo è giunto alla meta dell'escursione, costituita da una grande lastra di roccia arenaria posta sul bordo del torrente che poco a valle forma una piccola, ma spettacolare cascata.
Dopo avere calzato gli stivali Roberto è entrato nel corso d'acqua, prelevando tramite un apposito retino una serie alcuni piccoli invertebrati che vivono sul fondo ghiaioso dello Zingano. Li ha così depositati all'interno di una bacinella ed ha spiegato l’anatomia e la funzione di questi piccoli esseri viventi del complesso ecosistema fluviale.
Successivamente l'escursione è proseguita raggiungendo il piccolo centro abitato di Altovia, ormai abbandonato da decenni, anche se alcuni edifici recentemente recuperati sono abitati durante il periodo estivo.
Il prossimo appuntamento con le Stagioni del CEA è per il prossimo 6 ottobre, quando andremo alla scoperta del bosco di abete bianco di Cortino.





24.6.19

Plastica, flagello dei mari


Grazie alla collaborazione con Cloud Industry, il WWF Abruzzo lancia documentario "Plastic Earth" sul problema dell'abbandono della plastica in mare. Il documentario, con la regia di Pasquale Giovine, è stato realizzato durante una giornata di pulizia delle spiagge a Martinsicuro e nella Riserva regionale del Borsacchio organizzata dal WWF Abruzzo con la collaborazione delle Guide del Borsacchio in occasione dell'ultima edizione dell'Ora della Terra.
Intanto, nella Giornata Mondiale degli Oceani, il WWF ha denunciato l'inefficienza nella gestione dei rifiuti plastici da parte di tutti i Paesi del Mediterraneo e questo si traduce in livelli record di inquinamento nel Mare Nostrum provocando costi enormi all’economia, dell’ordine di centinaia di milioni di euro ogni anno. Un nuovo report del WWF esamina i sistemi di gestione della plastica di tutti i Paesi del Mediterraneo e valuta le loro azioni per contrastare questo tipo di inquinamento nel processo di produzione e distribuzione. Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo: e come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto. L’inquinamento da plastica sta continuando a crescere e si prevede che entro il 2050 quadruplichi nell’area mediterranea. Discariche e inceneritori sono purtroppo ancora i principali metodi per la gestione dello smaltimento rifiuti.
Il nuovo report WWF "Fermiamo l'inquinamento da plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare" fa emergere a tutti i livelli i principali fallimenti e le responsabilità dei produttori, delle autorità pubbliche e dei consumatori, tali da rendere il sistema di gestione della plastica altamente inefficiente, costoso e inquinante.
Nel report il WWF definisce un piano di azioni politiche e iniziative che l’area mediterranea e i singoli Paesi devono sviluppare per raggiungere un’economia sostenibile e circolare che riduca a zero la produzione di rifiuti dal sistema di gestione della plastica.
Il nostro Paese da un lato subisce gli impatti pesanti dovuti all’inquinamento da plastica avendo la maggiore estensione costiera nel Mediterraneo, dall’altro contribuisce all’inquinamento essendo il maggiore produttore di manufatti di plastica nell’area e il secondo più grande produttore di rifiuti plastici. I numeri del report WWF parlano chiaro: il nostro Paese ogni anno riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’80% proviene dall’industria degli imballaggi. Il turismo allo stesso modo è ‘parte lesa’, ma è anche parte del problema: il flusso turistico incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici nei mesi estivi mentre spiagge e mare sporco allontanano i turisti. L’effetto negativo della plastica in natura colpisce tutta la Blue Economy: i settori più colpiti sono proprio il turismo, ma anche la pesca e il commercio marittimo, mentre bonifiche e pulizia costano 16,6 milioni di euro.
Le attività che si svolgono in riva al mare sono responsabili della metà della plastica riversata in mare. Ogni giorno, su ogni chilometro di costa se ne accumulano in media oltre 5 kg. In Italia i rifiuti plastici marini impattano su turismo, pesca e tutti i settori marittimi, con un danno complessivo che si aggira attorno ai 641 milioni di euro ogni anno in tutto il bacino mediterraneo. L’Abruzzo purtroppo non fa eccezione.
Per sensibilizzare e mobilitare cittadini e turisti contro l’inquinamento da plastica il WWF ha fatto salpare la sua vela Blue Panda: da luglio a novembre la barca toccherà le coste di Francia, Italia, Turchia, Tunisia e Marocco. A luglio in particolare sarà protagonista di una settimana di eventi lungo le coste dell’Argentario.
Il WWF ha anche lanciato un appello a tutti i governi del Mediterraneo e dell’Unione Europea, in quanto membri della Convenzione di Barcellona, perché assumano un impegno vincolante congiunto e un’azione nazionale per salvare il Mar Mediterraneo dall’inquinamento da plastica. Il prossimo incontro si terrà a Napoli nel mese di dicembre 2019.
Una prima soluzione perseguibile in tempi rapidi è dichiarare “guerra” alla plastica usa e getta impedendone la produzione e l’uso in tutto il territorio regionale. “Qualche Comune – sottolinea il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta – ha già dato il buon esempio. Un provvedimento della Regione potrebbe porre l’Abruzzo all’avanguardia a livello nazionale ed è proprio questo ciò che il WWF auspica”.

21.6.19

Domenica 23 giugno nuova escursione dal Centro di Educazione Ambientale WWF nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

 
Domenica 23 giugno ci sarà la seconda escursione del programma “Le quattro stagioni del CEA”, una serie di quattro passeggiate in natura organizzate dal WWF Teramo con partenza dal Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga” di Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il programma escursionistico “Le quattro stagioni del CEA” si sviluppa su quattro giornate distribuite nel corso dell’anno, una per stagione e ognuna caratterizzata dalla conoscenza di uno specifico ambiente.
L’escursione di domenica è quella estiva ed è legata agli ecosistemi fluviali presenti nel territorio vicino al CEA del WWF dove è fissato il punto di incontro alle ore 9 e da dove alle ore 9.30 prenderà il via l’escursione. Il rientro al CEA è previsto per le ore 16.30.
Per affrontare al meglio l’escursione si consigliano scarpe e abbigliamento adatti e una borraccia d’acqua.
L’escursione è gratuita. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 339 259 7935.

19.6.19

Le guardie del WWF Abruzzo a confronto con il coordinatore nazionale

 
Una riunione operativa per aggiornarsi sulla normativa, fare un punto della situazione e programmare la prossima attività. Questo il senso dell’incontro che le guardie volontarie del WWF Abruzzo (presenti in gran numero anche se purtroppo non al gran completo) hanno avuto domenica scorsa a Pescara, presso la sede della sezione locale della Lega Navale, con il coordinatore nazionale Giampaolo Oddi affiancato da quello regionale Claudio Allegrino.
C’erano, tra gli altri, il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta e il delegato Abruzzo Luciano Di Tizio (entrambi anche guardie) e i rappresentanti di tre strutture locali su quattro: Nicoletta Di Francesco (Chieti-Pescara), Fabrizia Arduini (Zona Frentana e Costa Teatina) e Fausta Filippelli (Teramo).
Tra le altre cose si è parlato dei campi nazionali che le guardie WWF svolgono ogni anno in aree particolarmente problematiche per contrastare fenomeni di bracconaggio venatorio e non solo e delle novità che presto saranno messe in campo per aumentare le potenzialità dei gruppi di vigilanza, a cominciare dall’uso dei droni i cui piloti, selezionati tra i volontari WWF, saranno formati proprio in Abruzzo dalla scuola attiva già da qualche anno presso l’Oasi di Penne.
Si è parlato anche dei prossimi quattro campi di volontariato estivi, aperti a tutti gli appassionati over 18, in programma per aiutare l’orso marsicano, in collaborazione con Oasi WWF Gole del Sagittario, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, e con i comuni di Anversa degli Abruzzi (AQ), Settefrati (FR) e Castel San Vincenzo (IS), durante i quali i volontari saranno impegnati in diverse attività di conservazione, comunicazione e sensibilizzazione. Per info e iscrizioni scrivere a conservazione@wwf.it.
La parte più importante dell’incontro è stata quella riservata alle domande che ha consentito alle guardie (24 sono entrate nella famiglia WWF da poco, dopo un articolato corso e un esame sostenuto lo scorso anno) di ottenere chiarimenti e indicazioni per il futuro prossimo. Ha preso la parola anche il coordinatore del nucleo provinciale di Pescara, Paolo Migliaccio, per ricordare gli ottimi risultati ottenuti nei pochi mesi di attività dal suo gruppo, da poco costituito. A margine dell’incontro è stata tra l’altro annunciata la prossima nomina di coordinatori provvisori per Teramo e L’Aquila, per completare l’organigramma e avviare tutti i gruppi provinciali.
È stato infine stabilito un metodo di lavoro condiviso, che comporterà riunioni periodiche di aggiornamento, organizzate per nuclei, e uscite miste con guardie esperte e neo formate, al fine di ottimizzare i risultati.

16.6.19

Il WWF incontra il Rotary per l'Orso bruno marsicano.



Marco Galaverni, Responsabile Specie e Habitat del WWF Italia, ha partecipato oggi all'incontro "La montagna abruzzese tra presente e futuro" organizzato ai Prati di Tivo dal Rotary Distretto Abruzzo, Molise, Marche e Umbria.
Introdotto dal Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra, Marco ha illustrato il Progetto del WWF Italia "Orso2x50" per la tutela dell'Orso bruno marsicano, una delle specie più iconiche e rappresentative del nostro Paese che, nonostante sia protetto da leggi italiane e europee, è a rischio di estinzione. Ne restano, infatti, solo 50 individui nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, unico areale della specie.
Una popolazione così ristretta e isolata in un territorio dalle dimensioni ridotte, se non agiamo subito, è evidentemente destinata all'estinzione! Per garantire un futuro all'Orso bruno marsicano abbiamo lanciato insieme a tutti gli attori presenti sul territorio (Comuni, Regioni, Aree Protette, Enti Scientifici e Associazioni) un ambizioso progetto di conservazione: raddoppiare il numero di individui presenti entro il 2050. 
Le info sul progetto potete trovarle qui.

11.6.19

Volontari per l'Orso bruno marsicano

 
Il WWF Italia scende in campo con i suoi volontari per la tutela dell’orso bruno marsicano, con l’obiettivo di dare un concreto contributo alla conservazione della popolazione appenninica di questo mammifero simbolo, la cui popolazione conta ormai poco più di 50 individui. Quattro campi di volontariato estivi, aperti a tutti li appassionati over 18, sono in programma nelle terre dell’orso, in collaborazione con la Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e con i comuni di Anversa degli Abruzzi (AQ), Settefrati (FR) e Castel San Vincenzo (IS), durante i quali i volontari saranno impegnati sul campo in diverse attività di conservazione, comunicazione e sensibilizzazione.
Diverse le attività in programma, da eventi e serate di comunicazione e sensibilizzazione per la cittadinanza sulle buone pratiche di coesistenza con l’orso, a momenti di animazione ed educazione per i più piccoli, fino ad azioni sul campo tese a ottenere miglioramenti ambientali per l’orso, come ad esempio la pulizia di sottopassi utili per il movimento dei plantigradi e la loro espansione in nuovi territori. Non mancherà la possibilità di offrire supporto alle operazioni di monitoraggio della popolazione residua. I volontari saranno inoltre presenti quotidianamente sui sentieri escursionistici, per esplorare anche loro le terre abitate dall’orso e per dare info utili ai turisti sui corretti comportamenti da tenere.
Due campi, ciascuno della durata di una settimana, si svolgeranno ad Anversa degli Abruzzi, nella Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario, nei periodi 20-27 luglio e 24-31 agosto, mentre due campi brevi di 4 giornate si svolgeranno a Settefrati (FR) nel periodo 1-4 agosto, sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, e a Castel San Vincenzo (IS) nel periodo 10-13 agosto, sul versante molisano.
Per info e iscrizioni scrivere a conservazione@wwf.it.

10.6.19

Commissione Ambiente della Camera: ribadito il giudizio negativo su come si vuole "commissariare" il Gran Sasso

 
Questa mattina tre rappresentanti dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, sono stati ascoltati dalla Commissione Ambiente della Camera nell’ambito delle audizioni sul Decreto Sbloccacantieri.
L’Osservatorio che ha lasciato ai parlamentari una scheda che riassume la situazione dell’acquifero del Gran Sasso, ha ribadito il proprio giudizio negativo sull’emendamento governativo finalizzato alla nomina del commissario:
  • nessuna concreta forma di partecipazione;
  • fondi insufficienti (120 milioni di euro in tre anni) rispetto alle richieste contenute nella delibera della Giunta regionale n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” (172 milioni di euro);
  • nessuna chiarezza circa gli interventi che si intendono fare: si riparte dal lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera n. 33/2019 con la definizione delle attività urgenti e indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei dell’INFN o si riparte da capo?
  • nessun impegno concreto sull’allontanamento delle sostanze pericolose che sono stoccate all’interno dei laboratori dell’INFN;
  • deroghe rispetto alle norme poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
È stata rinnovata la richiesta di modificare alcuni passaggi dell’emendamento del Governo, così come era stato fatto al Senato, dove però i sub-emendamenti presentati sono stati respinti dalla maggioranza di Governo.
Questo dell’audizione è stato comunque un passaggio importante perché ha consentito di esporre la grave situazione di rischio in cui versa il sistema di approvvigionamento idrico per oltre 700.000 abruzzesi. L’auspicio è che, passata la discussione sulla proposta di commissariamento, il Parlamento voglia continuare a vigilare su quello che accade alla salute di così tanti cittadini e all’ambiente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. 

7.6.19

Il Fratino protagonista dell’educazione ambientale

 
Questa mattina alla “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, nata dalla collaborazione del WWF Teramo e dell’Amministrazione Comunale di Alba Adriatica in un tratto di spiaggia libera del litorale albense, sono state presentate le ultime attività di educazione ambientale portate avanti dal WWF Teramo sul Fratino nell’anno scolastico che si sta chiudendo.
Oggi si è svolta l’ultima giornata del progetto che ha visto protagonisti i ragazzi degli Istituti scolastici “Falcone-Borsellino” di Villa Vomano e “D’Alessandro-Risorgimento” di Teramo in un progetto didattico multisciplinare che unisce l’osservazione naturalistica del litorale con la mobilità sostenibile: i ragazzi sono arrivati alla Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare per osservare le specie presenti attraverso un percorso in treno da Teramo a Giulianova e in bicicletta sulla pista ciclabile da Giulianova ad Alba Adriatica. All’incontro erano presenti anche il Sindaco di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti, e l’Assessore all’Ambiente, Nicolino Colonnelli.
Ieri a Giulianova si è svolto un incontro degli esperti del WWF con i ragazzi dell’Istituto Scolastico Comprensivo n. 1 che ha avviato un progetto specifico proprio per la tutela del Fratino.
Nelle scorse settimane la Scuola Don Milani di Giulianova ha aderito al progetto WWF “Il mondo del Fratino” partecipando ad uscite sul campo sia nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano che nella Riserva regionale del Borsacchio.
“Come ogni anno” dichiara Fabiola Carusi, responsabile WWF del Progetto Salvafratino Abruzzo “, attraverso il mondo della scuola, abbiamo cercato di informare i ragazzi sull’importanza della tutela del Fratino e del suo habitat. Purtroppo, nonostante gli sforzi, il numero delle coppie nidificanti diminuisce di anno in anno in Abruzzo, come nel resto d’Italia. Di questo passo in pochi anni saranno scomparsi tutti i fratini che da sempre rappresentano un elemento della biodiversità della costa abruzzese. Le cause sono tutte riconducibili all’uomo: le predazioni da parte dei cani senza guinzaglio, gli atti di vandalismo, ma soprattutto la pulitura meccanica di tutte le spiagge comprese quelle meno frequentate dove le ultime coppie di Fratino cercano rifugio. Proviamo a far conoscere alle nuove generazioni la natura delle aree marino-costiere, sperando che in futuro ci sia ancora qualcosa da proteggere”.
 

 

Verso il commissariamento del Gran Sasso: nessuna partecipazione, nessuna chiarezza su cosa si farà

 
Il decreto Sbloccacantieri passa al Senato con un emendamento finalizzato alla nomina di un commissario straordinario per la sicurezza dl sistema idrico del Gran Sasso.
Sul testo approvato resta il giudizio negativo dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra:
  • nessuna concreta forma di partecipazione;
  • fondi insufficienti (120 milioni di euro in tre anni) rispetto alle richieste contenute nella delibera della Giunta regionale n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” (172 milioni di euro);
  • nessuna chiarezza circa gli interventi che si intendono fare: si riparte dal lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera n. 33/2019 con la definizione delle attività urgenti e indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei dell’INFN o si riparte da capo?
  • nessun impegno concreto sull’allontanamento delle sostanze pericolose che sono stoccate all’interno dei laboratori dell’INFN;
  • deroghe rispetto alle norme poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
I sub-emendamenti presentati con prima firmataria la Sen. Loredana De Petris che miravano a migliorare il testo non sono stati recepiti. La maggioranza li ha respinti, approvandone altri del tutto insufficienti a modificare la sostanza di quanto previsto.
Lunedì 10 giugno, intanto, l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso sarà ascoltato dalla Commissione Ambiente della Camera che nei prossimi giorni sarà chiamata a votare il Decreto Sbloccacantieri per l’approvazione definitiva.

6.6.19

Oggi a Giulianova: i ragazzi per la tutela del Fratino


Oggi a Giulianova una bella Giornata con l'Istituto Scolastico Comprensivo n. 1 per la tutela del Fratino con il WWF Teramo e la Proloco di Giulianova.




3.6.19

Possibile che chi chiede il rispetto delle leggi sia ignorante o in malafede?


L’intervento del Presidente della Regione Marsilio di venerdì scorso offre l’occasione per ribadire ciò che, secondo l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, dovrebbe essere fatto per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Il Presidente Marsilio ha dichiarato che “se qualcuno pensasse che del complesso sistema del Gran Sasso si possano salvare acquedotti, percorrenza autostradale e laboratori di fisica nucleare nel rispetto stringente e tassativo della normativa ambientale vigente, sarebbe in malafede o quantomeno ignorante”.
L’Osservatorio chiede al Presidente Marsilio: da quando in qua chi invoca il rispetto della legge è in malafede o ignorante? E cosa vuol dire “rispetto stringente e tassativo”? Una norma o si rispetta o non si rispetta!
Ancora una volta, torniamo a ripetere che la messa in sicurezza dell’acquifero non può essere fatta sacrificando la tutela dell’ambiente e della salute: non deve essere l’acquifero ad adeguarsi alle esigenze dei Laboratori di Fisica Nucleare e delle gallerie autostradali, ma viceversa.
Quando si vuole derogare alle norme poste a tutela dell’ambiente e, di conseguenza, a tutela della salute di tutti noi, si sta dicendo che l’interesse generale deve essere sacrificato a degli interessi particolari, nonostante siano ormai 20 anni che questi interessi particolari sanno di rappresentare un pericolo potenziale – che più volte si è manifestato come reale – per un acquifero che rifornisce oltre 700.000 abruzzesi.
Al Presidente Marsilio vogliamo ricordare che il Gran Sasso ha già subìto un commissariamento per le stesse ragioni per cui ora se ne invoca uno nuovo. Un commissariamento durato anni, costato oltre 80 milioni di euro e che non è servito a risolvere il problema.
L’auspicio dell’Osservatorio, composto da associazioni che seguono la problematica dell’acquifero del Gran Sasso da 20 anni e che per prime hanno individuato le falle del sistema di approvvigionamento idrico, è che il Presidente Marsilio, come tutti gli altri abruzzesi che hanno ora responsabilità politiche e amministrative, si impegni a trovare soluzioni e non a scavalcare le leggi.
L’attenzione che il Governo sta mostrando sulla vicenda è importante e molto apprezzabile, ma l’Osservatorio ribadisce nella sua azione dovrà tenere fermi i seguenti aspetti:
  • l’accelerazione delle procedure non può essere a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente e della salute umana;
  • la messa in sicurezza deve essere completa e definitiva e di conseguenza i fondi stanziati devono esser sufficienti e gestiti in maniera trasparente;
  • informazione e partecipazione sono due aspetti fondamentali che non possono essere sacrificati;
  • vanno subito messe in atto le operazioni necessarie per rimuovere dai Laboratori le sostanze pericolose che già oggi non potrebbero essere stoccate in strutture poste a contatto con un acquifero.

2.6.19

Firmata oggi alla Biciclettata Adriatica l'alleanza tra FIAB e WWF



Nasce ufficialmente oggi, vigilia della Giornata Mondiale della Bicicletta, l’accordo di collaborazione tra FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e WWF Italia.
Le due associazioni, tra le più rappresentative nel mondo ambientalista, hanno infatti sottoscritto un “Protocollo di collaborazione per la mobilità ciclistica e il turismo in bicicletta”, con il preciso obiettivo di mettere in campo iniziative congiunte e condivise per lo studio e la promozione della mobilità su due ruote e delle necessarie infrastrutture, sia in ambito urbano sia nelle aree protette e/o ambientalmente sensibili.
L’intesa tra le due Onlus intende, inoltre, monitorare al meglio la mobilità ciclistica e il turismo in bicicletta, con particolare riferimento alle politiche urbane e di pianificazione territoriale e gli impatti con gli ecosistemi.
L’accordo è stato firmato oggi da Alessandro Tursi, presidente FIAB e Dante Caserta, vice presidente WWF Italia, a Pineto (TE) punto di arrivo della nona edizione della Biciclettata Adriatica, iniziativa organizzata congiuntamente ogni anno proprio da FIAB e WWF. “Il percorso della Biciclettata Adriatica di quest’anno – sottolinea Alessandro Tursi – attraversa una serie di territori che sono già entrati, ad eccezione di San Benedetto del Tronto, nella rete ComuniCiclabili, il progetto di FIAB che valuta e riconosce il grado di ciclabilità dei comuni italiani, con l’obiettivo di favorire lo scambio di buone pratiche anche in ambito e infrastrutturale”.
“La bicicletta è uno straordinario strumento per la tutela dell’ambiente”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia che aggiunge: “Utilizzare la bici negli spostamenti in città o nei viaggi è un modo semplice, ma efficace per dare tutti i giorni il nostro contributo concreto alla lotta ai cambiamenti climatici. Questa nuova alleanza FIAB-WWF aiuterà il lavoro che le due associazioni portano avanti da anni per garantire al nostro Paese aria più sana, città libere dal traffico e aree naturali fruibili correttamente”.
La collaborazione siglata oggi tra le due associazioni è il risultato di vedute comuni sulla fondamentale importanza di una sempre maggiore diffusione dell’uso della bicicletta in ogni ambito. FIAB e WWF, come si legge nel protocollo, riconoscono infatti che “il passaggio dalla mobilità basata sui combustibili fossili a quella incentrata sull’utilizzo dei mezzi elettrici risolve solo in minima parte le problematiche delle emissioni in atmosfera e non modifica le criticità derivanti dalla congestione urbana, dall’incidentalità, dall’occupazione di suolo pubblico, legate all’eccessivo numero di autoveicoli privati in circolazione”.
Tra i punti presi in considerazione nella stesura dell’accordo anche l’incoraggiamento che viene dalla “Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette” (107 siti in 13 Paesi) a scegliere di effettuare le visite a piedi, in bicicletta o a bordo di altri mezzi non inquinanti; e i risultati di alcuni studi che dimostrano la fattiva possibilità per le reti ciclabili di convivere e integrarsi con le reti ecologiche, permettendo la fruizione di territori sensibili con un mezzo non inquinante e di basso impatto ambientale.
Oltre alla completa condivisione delle rispettive informazioni su consumo di suolo, qualità dell’aria, qualità dell’ambiente urbano, Rete Natura 2000, mobilità nelle aree protette e pratiche nazionali ed estere per la promozione e lo sviluppo della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta, FIAB e WWF si impegnano fattivamente a collaborare sulla promozione di iniziative a livello nazionale e locale, a sviluppare una mobilità ciclistica e il turismo in bicicletta all’interno delle aree naturali protette e in particolare nella Rete delle Oasi WWF, a collaborare con la rete ComuniCiclabili promuovendo sinergie con i comuni aderenti e con quelli dove sono presenti Oasi o altre strutture del WWF.

30.5.19

Sabato 1 giugno: Volontari per la Riserva del Borsacchio

 
Il prossimo 1 giugno 2019 alle ore 9.00 nel Comune di Roseto degli Abruzzi si terrà un evento inquadrato nel progetto “SalvaFratino Abruzzo” condotto dal WWF Teramo e dall’Associazione Guide del Borsacchio.
La giornata prevede azioni pratiche a tutela della Riserva Borsacchio, della duna e delle specie protette che vivono in questo tratto di costa.
L’appuntamento è alle ore 9.00 al Villaggio Lido D’Abruzzo a Roseto. Inizieremo fornendo informazioni ai partecipanti su come preservare e tutelare le aree protette e inizieremo la distribuzione di guanti e buste.
Alle 9.30 partiremo insieme ai volontari per una pulizia a mano della spiaggia per liberarla dalle plastiche spiaggiate dopo le recenti mareggiate. Allo stesso tempo altri volontari saranno impegnati nel posizionare delle segnaletiche provvisorie sulla spiaggia per informare i frequentatori della presenza di queste specie, in primis del fratino, per indurre ad un corretto comportamento.
La pulizia a mano e il posizionamento di segnaletica rientrano nel progetto del “SalvaFratino Abruzzo” condotto dal WWF e dalle Guide in accordo con il Comune di Roseto.
Sarà quindi un evento importante per divulgare un messaggio di rispetto ambientale, sostenibilità e un’azione concreta a tutela della Riserva Borsacchio.
Segnaletiche informative, seppur provvisorie, non erano mai apparse in questi quattordici anni di non gestione e la mancanza di informazioni ai fruitori ha portato, purtroppo, a comportamenti dannosi per la riserva, anche compiuti in buona fede non essendoci indicazioni chiare.
Dopo questa giornata tutto sarà più chiaro per la stagione 2019. Ciò speriamo che possa anche garantire un incremento del tasso di riproduzione del fratino in grave crisi.
Sempre nella giornata di sabato 1 giugno alle 15.30 dalla Cantina Mazzarosa partirà un’altra escursione verso i crinali della Riserva Borsacchio nel percorso ad anello più suggestivo della Riserva.
Domenica 2 Giugno 2019 alle ore 12.00 diamo appuntamento al Lido Celommi per la tappa della Biciclettata Adriatica e la consegna della “Bandiera per i comuni ciclabili” della FIAB al Sindaco di Roseto.
Un fine settimana importante per il comune di Roseto grazie all’impegno dei volontari e delle associazioni che dimostrano ancora una volta come la Riserva Borsacchio sia un punto aggregante e centrale per la promozione della città.

Commissario Gran Sasso: nessuna partecipazione, fondi insufficienti, poca chiarezza su cosa si farà

 
Al Senato è stato presentato dalla maggioranza di governo un emendamento allo Decreto Sbloccacantieri che prevede la nomina di un commissario straordinario per la sicurezza dl sistema idrico del Gran Sasso.
Si è così scelto di ripercorrere la strada del 2003 agendo ancora una volta in un regime di straordinarietà nominando un commissario espressione del Governo d’intesa con la Regione.
L’emendamento è stato reso noto solo nella serata di ieri e l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, ha immediatamente evidenziato ai parlamentari che fino ad oggi si sono resi disponibili a seguire la vicenda le proprie osservazioni anche al fine di presentare eventuali sub-emendamenti.
Il testo proposto, infatti, contiene alcuni elementi problematici:
- Non sono previsti strumenti di informazione ai cittadini: in questo modo, per l’ennesima volta, come già avvenuto con il commissariamento Balducci, nessuno potrà sapere cosa si sta facendo e perché;
- È esclusa qualsiasi partecipazione alla società civile: né nella struttura commissariale, né nella cabina di coordinamento presieduta dal Presidente della Regione è prevista la partecipazione di rappresentanti delle associazioni che per prime hanno evidenziato i problemi su cui oggi si vuole intervenire;
- La somma stanziata per gli interventi è di 120 milioni di euro in tre anni a fronte di un fabbisogno di 172 milioni stimati dalla Regione nella delibera n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso”;
- Nell’emendamento non si fa alcun cenno al lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera n. 33/2019 che ha definito le attività urgenti ed indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei. Questo vuol dire che si ripartirà da capo per individuare gli interventi da effettuare?
- Nell’emendamento è prevista la deroga all’art. 94 del Decreto n. 152/2006 che stabilisce le distanze di sicurezza delle strutture potenzialmente inquinanti dai punti di captazione delle acque destinate al consumo umano e non si fa alcun accenno alla necessità di portare via le sostanze pericolose stoccate nei Laboratori.
Quelli evidenziati sono aspetti che non possono essere trascurati.
È stato presentato, con prima firmataria la Sen. Loredana De Petris, un sub-emendamento che recepisce quanto segnalato. L’Osservatorio rivolge un pressante invito a tutti i parlamentari abruzzesi a sostenerlo, dimostrando di volere il bene di questo territorio al di là delle appartenenze politiche.

25.5.19

Open Day dell'INFN: bene, ma è ora di agire per la messa in sicurezza


Domani, domenica 26 maggio, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare celebra l’Open Day dei Laboratori sotterranei del Gran Sasso con una giornata di iniziative aperte al pubblico e in particolare ai ragazzi. Come riporta il sito dell’INFN si tratta di “un'importante occasione di gioco, conoscenza e socializzazione in un ambiente allegro e ricco di stimoli”.
Sicuramente è una iniziativa importante. Le Associazioni che compongono l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso (WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra) ritengono i Laboratori un’eccellenza della ricerca italiana per cui è apprezzabile che si voglia portare a conoscenza di tutti il mondo della fisica e della scienza.
Allo stesso modo, l’Osservatorio ribadisce che questa “eccellenza” non può essere limitata alla ricerca, ma dovrebbe anche manifestarsi nel garantire la sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso e nel rapportarsi con le realtà locali, al di là delle pur importanti giornate di promozione.
La storia passata e recente dei Laboratori, purtroppo, non ci fornisce un’immagine di trasparenza. La volontà di costruire una terza galleria, la negazione degli incidenti verificatisi negli anni e dell’interferenza tra i Laboratori e l’acquifero hanno contraddistinto nel passato il comportamento dei vertici dell’INFN e dei Laboratori. E oggi questo stesso atteggiamento lo riscontriamo nell’aver voluto mantenere nei Laboratori migliaia di tonnellate di sostanze incompatibili con la presenza dell’acquifero, così come nel mancato rispetto della normativa “Seveso” (Decreto legislativo n. 105/2015) sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e della normativa a protezione degli acquiferi.
Tutto ciò si traduce in un prezzo altissimo per gli abruzzesi e per l’ambiente visto che circa 100 litri di acqua al secondo che si dovrebbero ricavare dal sistema di captazione intorno ai Laboratori deve essere messo a scarico in un corso d’acqua all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Negli ultimi giorni ci sono state delle aperture da parte dei vertici dei Laboratori sul fare finalmente quello che si sarebbe dovuto fare almeno dal 2002: portare via dai Laboratori le sostanze pericolose per l’acquifero. Ma ancora una volta si gioca sui tempi. L’originaria richiesta di farlo entro il 31 dicembre del 2019 è già stata posticipata al 31 dicembre del 2020 nella delibera regionale che ha indicato gli interventi per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Quello che dovrebbe essere il normale rispetto della legge continua così ad essere presentato quasi come una concessione da fare non appena sarà possibile… Non è così che si dimostra l’eccellenza di una struttura di livello internazionale.
L’Osservatorio ribadisce la richiesta ai Laboratori e agli organi competenti, nazionali e regionali, di agire subito per la messa in sicurezza definitiva dell’acquifero del Gran Sasso rispetto a due strutture potenzialmente inquinanti: Laboratori e gallerie autostradali. Ad oggi, infatti, non si registra nessuna reale novità sul piano dell’individuazione dei fondi per gli interventi ritenuti necessari, né tanto meno sui tempi e sulle modalità di avvio dei lavori.

Domenica 2 giugno: di nuovo in pista per la Biciclettata Adriatica


Il prossimo 2 giugno la costa abruzzese tornerà a riempirsi e colorarsi grazie alle due carovane della Biciclettata Adriatica che partiranno da San Benedetto del Tronto a nord e da Francavilla al Mare al sud per darsi appuntamento a Pineto.
Quella di domenica prossima sarà la nona edizione della Biciclettata, manifestazione in bicicletta e sui pattini finalizzata a sensibilizzare amministratori e cittadini sulla necessità del completamento della Ciclovia Adriatica e dello sviluppo della mobilità sostenibile a misura d’uomo e rispettosa dell’ambiente.
Promossa da FIAB e WWF, grazie alla collaborazione dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano e del Comune di Pineto, e delle associazioni Scuola Blu, Guide del Borsacchio, Guide del Cerrano, Oasi WWF dei Calanchi di Atri, PescaraPattini, WebStrade, Il sorpasso e tante altre presenti sul territorio, la Biciclettata Adriatica interesserà una buona parte della costa abruzzese con una partenza anche nelle vicine Marche.
La modalità di partecipazione è quella della ciclostaffetta, ben illustrata dal motto dell’iniziativa: “parti da dove vuoi, pedala finché puoi”. In ogni singolo comune attraversato ci sarà un punto di incontro organizzato dalle varie associazioni aderenti da cui partire ad ore stabilite. I partecipanti potranno percorrere uno o più tratti o anche tutto il percorso in bici o con i pattini fino all’arrivo previsto per le ore 13 circa presso l’area Druda a Pineto. Sarà possibile anche spostarsi in treno (in Abruzzo, sui regionali, le biciclette viaggiano gratis) per facilitare la partecipazione e il rientro al punto di partenza al termine dell'evento.
La Biciclettata Adriatica, come ogni anno, si celebra insieme con la Festa della Repubblica ed è il preludio alla Giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno. Due giornate importanti per celebrare la bicicletta che, oltre ad essere un formidabile mezzo per la tutela dell'ambiente, è anche uno strumento per il recupero di spazi comuni e tempo per ognuno di noi.
Dalla prima edizione del 2011, attraverso questa manifestazione, si è portato avanti un’opera di coinvolgimento e confronto con amministratori locali, regionali e nazionali, fino ad ottenere la realizzazione di buona parte della ciclovia costiera abruzzese (con il progetto regionale Bike to Coast) e l’inserimento della Ciclovia Adriatica nella rete delle Ciclovie Turistiche Nazionali, recentemente finanziata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. E il 2 giugno sarà anche l’occasione per verificare lo stato delle opere fino ad oggi realizzate e quello dei tratti non ancora completati.
La partecipazione alla Biciclettata Adriatica è libera e gratuita. All’arrivo a Pineto si potrà partecipare alla Festa del brodetto alla pinetese presso i ristoranti e gli chalet aderenti e alle visite guidate presso la Torre di Cerrano (eventi a pagamento, informarsi presso le singole strutture).
I punti di partenza e tutte le altre informazioni si trovano sulla pagina dell’evento Facebook della Biciclettata Adriatica 2019:


20.5.19

"Arature" delle spiagge su tutto il litorale abruzzese

Aratura nel Parco naturalistico dell'ambiente della sabbia e delle dune a Pescara
L’ultima in ordine di tempo è avvenuta a Pescara, in quello che viene pomposamente definito “Parco naturalistico dell’ambiente della sabbia e delle dune”, sino al margine delle dune stesse e senza alcun rispetto per quelle embrionali, che appena cominciavano a formarsi. Ci riferiamo alle “arature” della spiaggia, gli interventi con mezzi meccanici che distruggono sistematicamente ogni naturalità dell’arenile e mettono a rischio la nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus) e di altri uccelli limicoli teoricamente protetti ma sistematicamente maltrattati. Il WWF Abruzzo da anni invia a inizio stagione a tutti i Comuni costieri un proprio vademecum suggerendo comportamenti virtuosi a tutela dell’ambiente, nell’interesse anche delle amministrazioni visto che le azioni a tutela del fratino rientrano oggi tra i criteri per la concessione della bandiera blu. Indicazioni che troppo spesso vengono semplicemente ignorate. L’area “arata” a Pescara (si vedano le foto allegate, scattata dal dr. Marco Sborgia) è un tratto di spiaggia libera, di competenza dell’autorità portuale, nella quale vige il divieto di balneazione. Intervenire con mezzi meccanici, oltre che dannoso per l’ambiente, era anche del tutto inutile persino nell’ottica di chi vede la spiaggia soltanto come un substrato per favorire la… piantumazione degli ombrelloni!
Vale la pena di ricordare che le dune rappresentano tra l’altro un baluardo contro l’erosione ben più efficace delle costose e poco utili barriere a mare e che sono in costante evoluzione allargandosi e ritirandosi nel tempo: risparmiare il tratto in cui già esistono arando invece quello che le piante pioniere hanno appena iniziato a colonizzare rappresenta un intervento egualmente dannoso: a Pescara, per tornare all’esempio concreto, è stato assurdamente e inutilmente interrotto l’avanzare naturale delle dune.
Non è purtroppo l’unico esempio in Abruzzo di scarsa attenzione per il litorale. Più a sud, nel tratto tra il fiume Foro e il Riccio, è il Comune di Ortona a segnalarsi per un intervento che potrebbe cancellare gran parte di uno degli ultimi tratti di costa che conservano vestigia naturali. Quel Comune ha infatti intenzione di dare spazio a 10 stabilimenti che cancellerebbero il turismo rispettoso dell’ambiente oggi presente nell’area, danneggerebbero le dune e quasi certamente allontanerebbero i fratini che oggi lì nidificano come in pochissimi altri tratti della nostra costa. Il bando ha destato la preoccupazione degli ambientalisti e ha anche avuto il parere negativo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che si è messa a disposizione del Comune di Ortona per rivedere insieme il suo piano demaniale e scongiurare questo ennesimo attentato all’ambiente, ma per ora non ci sono segnali di ravvedimento da parte degli amministratori municipali.
Più a nord, nel Teramano, praticamente in tutti i Comuni si effettua una pulizia della spiaggia con mezzi meccanici anche dove non ve ne sarebbe alcun bisogno. La stessa Riserva regionale del Borsacchio è stata recentemente interessata da interventi di questo tipo e solo grazie all’impegno dei volontari del Progetto Salvafratino, portato avanti dal WWF Abruzzo e dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, e delle Guide del Borsacchio è stato possibile impedire la distruzione di un nido di fratino. E perfino dentro l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano si rinvengono tracce del passaggio di mezzi meccanici.
Con le ultime mareggiate che hanno portato rifiuti sulle spiagge vi è il rischio concreto che le arature del litorale aumentino ancora.
Il WWF Abruzzo ribadisce per l’ennesima volta che nei tratti in cui è segnalata la presenza del fratino la pratica della pulizia meccanica con le ruspe è pericolosa perché comporta la distruzione dei nidi, l’uccisione dei piccoli appena nati che non riescono a fuggire in tempo e il disturbo alle coppie in cova.
L’invito alle amministrazioni comunali e ai privati che hanno in concessione le spiagge è quello di contattare il WWF, l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano o i gruppi di volontari del Progetto Salvafratino affinché, come previsto dall’Ordinanza balnerare 2019 della Regione Abruzzo, concordino gli interventi almeno nelle aree più a rischio.

18.5.19

Domenica 19 maggio: torna la Giornata delle Oasi


“Domenica 19 maggio si aprono le porte della natura”, così Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia presenta la nuova edizione della Giornata delle Oasi WWF che sarà celebrata in tutta Italia domenica prossima. “Le Oasi WWF sono nate nel 1967 con la prima area naturale protetta gestita dall’Associazione a Burano in Toscana. Da allora, grazie a questo straordinario patrimonio di oltre 100 aree protette montane, urbane, costiere e marine, milioni di italiani, giovani e adulti, sono entrati a contatto con la biodiversità. Le nostre Oasi sono state un insostituibile argine a degrado, cemento e caccia, hanno favorito e stimolato la ricerca scientifica e l’educazione ambientale, hanno proposto modelli di sviluppo sostenibile e di reti di comunità”.
“L’Abruzzo è da sempre una terra di Oasi WWF”, aggiunge Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo. “Oggi ce ne sono 6 e tutte hanno contribuito a salvaguardare il nostro territorio e la natura della nostra regione. Grazie alle nostre Oasi è cresciuta la sensibilità ambientale e sono state tutelate habitat e specie importanti come il Lupo, l’Orso, la Lontra, il Fiordaliso del Sagittario… Ma nelle nostre Oasi abbiamo sempre lavorato anche per lo sviluppo del territorio e proprio per questo invitiamo tutti a visitare gratuitamente le nostre Oasi domenica prossima per vedere con i propri occhi i risultati raggiunti grazie al grande lavoro dei volontari e degli operatori”.

In Abruzzo sarà una domenica di eventi e iniziative speciali, una vera e propria festa della natura rivolta al grande pubblico. I programmi delle singole Oasi sono riportati sul sito www.wwf.it.
Questi i principali appuntamenti che, come tutte le iniziative della Giornata, sono per tutti e gratuiti.
Nell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (AQ) dalle ore 11 la visita guidata Conosciamo il fiume: la sua forma e la sua funzione” cui seguirà alle ore 12 il “Gioco dell’Orso”. Dalle ore 15 Laboratori didattici per i ragazzi su Stagni, Orsi, Corsi d’acqua, Piante e tanto altro. Nel corso di tutta la giornata sarà possibile assistere alla realizzazione di un’opera artistica a cura del pittore naturalista Marco Preziosi e alla realizzazione di sculture in legno a opera dello scultore Marco Di Iorio. INFO: 3454790804.
Nell’Oasi WWF del Lago di Serranella a Sant’Eusanio del Sangro (CH) dalle 10 alle 13 sarà possibile partecipare a passeggiate naturalistiche guidate alla scoperta della flora e della fauna dell’Oasi, mentre nel pomeriggio dalle 16 alle 18 ci saranno laboratori didattici “Alla scoperta dello stagno” per bambini, ragazzi e famiglie (prenotazione consigliata). INFO: 3339224326.
Nell’Oasi WWF del Lago di Penne (PE) la mattina alle 10:30 si potrà partecipare ad una escursione guidata lungo il torrente Gallero per conoscere la flora e la fauna del territorio, mentre nel pomeriggio alle 16:30 partirà un’escursione a piedi e in bici lungo il “Sentiero Serafino Razzi” con partenza dalla cittadina di Penne e arrivo presso il Centro visite dell’Oasi. INFO: 0858279489.
Nell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri (TE) alle 10 dal Centro Visita si partirà per una passeggiata alla scoperta del fiume Piomba. Al rientro alle 13:30 sarà offerto un piccolo rinfresco con prodotti locali tipici. Dalle 15 sono previsti attività e laboratori creativi per bambini: “Il concerto dello stagno”, “Il racconta storie”, “Costruiamo Valentina la rana canterina”. Alle 16 partirà invece una escursione guidata ai Calanchi di Atri. Per l’intera giornata, dalle 10 alle 18, il Centro Visita ospiterà la mostra fotografica “La natura intorno a noi” a cura di Matteo Ferretti. INFO: 3312342323.
Nell’Oasi WWF di Rifugio Giardino a Martinsicuro (TE) per tutta la giornata si celebrerà anche il Festival delle Ludoteche e dei Centri di Aggregazione Giovanile della Val Vibrata nato per far incontrare e socializzare i bambini e i ragazzi attraverso il gioco, lo scambio e la partecipazione gratuita ai numerosi laboratori creativi di piccolo giardinaggio, mosaici, riutilizzo e riciclo, costruzione di nidi artificiali per gli uccelli e tanto altro. Ci saranno anche visite guidate gratuite del sentiero Natura, una mostra fotografica sull’avifauna e un mini corso di bird gardening. INFO: 08611755166.
Nell’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello (CH) dalle ore 10 visite guidate per tutta la giornata INFO: 3401172367.
Per contribuire al grande progetto della Natura d’Italia protetta dalle oltre 100 Oasi WWF dal 5 scorso e fino a tutto il 19 maggio è possibile aderire con una piccola donazione chiamando l’SMS solidale 45590.
Il progetto ha come focus d’azione la salvezza dell’Orso bruno marsicano di cui sopravvivono solo circa 50 individui, principalmente nelle montagne dell’Abruzzo. Sono necessarie azioni urgenti per incrementare ed espandere la sua popolazione, gestire i conflitti e fermare il bracconaggio.
Si possono donare 2 euro inviando un SMS al numero 45590 da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali, oppure fino a 10 euro da rete fissa (info www.wwf.it). 

15.5.19

Archiviate le fake-news sulla chiusura delle gallerie, è ora di fare qualcosa per la messa in sicurezza dell’acquifero

 
Visto che sembra definitivamente archiviata la fake-news della chiusura delle gallerie autostradali, per l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, è ora di fare qualcosa di concreto per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Se la Strada dei Parchi SpA e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno finito di giocare sulla pelle di tutti noi, è arrivato il momento di lavorare realmente per mettere fine ad una situazione di pericolo, ben descritta nella perizia fatta fare dalla Procura di Teramo e che si conosce da ormai quasi 20 anni.
Per l’Osservatorio se si vuole risolvere una situazione oggettivamente difficile aggravata da decenni di sostanziale inerzia della classe politica nazionale e regionale, nonché di INFN e gestori dell’autostrada, c’è bisogno di:
  1. Progetti credibili che risolvano definitivamente il problema delle interferenze delle gallerie autostradali dell’A24 e dei Laboratori di Fisica Nucleare con l’acquifero che fornisce l’acqua da bere a circa 700.000 cittadini delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
  2. L’individuazione di fondi adeguati da parte dello Stato affinché questi progetti siano immediatamente messi in atto.
  3. Una responsabilizzazione del Governo nazionale, di quello regionale e degli enti locali chiamati a collaborare per giungere alla soluzione. Nessun ente può chiamarsi fuori, a partire dalla Regione e dal suo Presidente, mentre INFN e Strada dei Parchi SpA devono attivarsi tempestivamente per quanto di loro competenza, visti gli ulteriori due anni persi dall’ultimo incidente del maggio 2017 per avere solo delle proposte progettuali di massima.
  4. Chi sarà chiamato a gestire questa partita dovrà avere competenze adeguate e collegamento con il territorio. Mettiamo da parte ridicole candidature autoreferenziali e lavoriamo affinché si creino le condizioni per avere un sistema di gestione efficace e trasparente.
  5. Qualsiasi ipotesi di commissariamento, visti anche i precedenti, deve basarsi sul rispetto delle normative poste a tutela dell’acqua, dell’ambiente, della salute dei cittadini e della corretta informazione. Solo trasparenza e partecipazione possono garantirci che non si spendano ulteriori milioni senza che si risolva il problema come è stato fatto nella precedente gestione commissariale.
  6. Abbassare il rischio per l’acquifero, avviando da subito le azioni necessarie per rimuovere dai Laboratori le sostanze pericolose che peraltro già oggi non potrebbero essere stoccate all’interno di un acquifero contrastando con la normativa “Seveso” (Decreto legislativo n. 105/2015) sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e con la normativa a protezione degli acquiferi. 

13.5.19

Conferenza stampa al Senato dell'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso

 
Questa mattina, presso la sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama del Senato, l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la situazione di grave pericolo per l’acquifero del Gran Sasso in Abruzzo che rifornisce d’acqua circa 700.000 cittadini delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
L’acquifero è reso insicuro dalle due gallerie autostradali dell’A24 Roma-Teramo (oltre 10 km ciascuna), attualmente gestita dalla Strada dei Parchi SpA, e dai Laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che sono stati realizzati sotto il Gran Sasso dal 1969 al 1987, a diretto contatto con la falda. Nel corso degli anni, per evitare la pressione sulle gallerie e sui laboratori, l’acqua della falda è stata captata e utilizzata per la distribuzione potabile. Circa 100 litri/secondo vengono prelevati dall’area dei Laboratori e circa 700 litri/secondo dall’area delle gallerie. La mancata impermeabilizzazione delle gallerie e dei Laboratori ha determinato negli anni molteplici problemi, i più gravi dei quali si sono verificati il 16 agosto del 2002 quando una fuoriuscita di trimetilbenzene durante un esperimento condotto nei Laboratori determinò la perdita della sostanza nell’acquifero e da questa nella rete di distribuzione, e l’8/9 maggio del 2017 quando per due giorni fu vietato il consumo di acqua in gran parte della provincia di Teramo a seguito dell’intervento della ASL che aveva evidenziato problemi nell’acqua proveniente dalle captazioni del Gran Sasso.
A seguito di quest’ultimo incidente il 13 settembre prossimo inizierà un processo presso il Tribunale di Teramo che vede imputati i vertici della Strada dei Parchi SpA, dell’INFN e della Ruzzo Reti. I reati contestati sono l’inquinamento ambientale (art. 452 bis CP) e il getto pericoloso di cose (art. 674 CP). L’inchiesta giudiziaria, che porta la firma dei PM Greta Aloisi, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, coordinati dal procuratore Antonio Guerriero, ha visto anche la produzione di una corposa relazione da parte dei periti nominati dalla Procura che descrive una situazione drammatica per la mancanza di sicurezza del sistema.
Recentemente la Strada dei Parchi SpA ha anche annunciato per il prossimo 19 maggio la chiusura delle gallerie autostradali. Una chiusura che isolerebbe l’Abruzzo rispetto Roma e renderebbe molto più difficile il collegamento tra i due versanti.
A fronte di tale situazione la Regione Abruzzo, con la delibera della giunta regionale del 29 aprile 2019, ha avanzato la richiesta di dichiarazione di emergenza e nomina di un commissario straordinario governativo per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso. E il Governo, attraverso il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti ha confermato la volontà di accogliere tale richiesta annunciando la predisposizione di un apposito emendamento nella conversione in legge del Decreto Sbloccacantieri.
In realtà, non è la prima volta che si arriva alla nomina di un commissario da parte del Governo. Già a giugno 2003 fu dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale nel territorio interessato dagli interventi di messa in sicurezza del sistema Gran Sasso a cui seguì nel luglio del 2003 la nomina di Angelo Balducci come Commissario straordinario, poi prorogata per anni e chiusa solo nel 2009. Come ha recentemente attestato anche la richiamata perizia dei consulenti nominati dalla Procura di Teramo, nonostante gli oltre 80 milioni di euro spesi, gli interventi effettuati durante il commissariamento non hanno, se non in minima parte, risolto la mancanza di impermeabilizzazione nelle gallerie e nei Laboratori, tanto è vero che, a distanza di anni, il problema è rimasto sostanzialmente invariato e si torna a chiedere un commissario.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ribadisce che qualsiasi ipotesi di commissariamento dovrà tenere fermi i seguenti aspetti:
  1. l’accelerazione delle procedure non può essere a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente e della salute umana: l’acquifero del Gran Sasso fornisce acqua ad oltre la metà degli abruzzesi e si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;
  2. la messa in sicurezza questa volta deve essere completa e definitiva. Non si tratta di superare una situazione d’emergenza per la paventata chiusura delle gallerie autostradali, ma di rendere finalmente impermeabili gallerie e Laboratori rispetto all’acquifero;
  3. per rendere veramente sicuro l’approvvigionamento d’acqua dal Gran Sasso è necessario che lo Stato individui ingenti fonti finanziarie. Trattandosi di opere nazionali deve essere tutto il Paese a farsi carico di questa esigenza. Si tratta di almeno 170 milioni di euro, secondo quanto riportato nella delibera n. 33 del 25 gennaio 2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso - DGR n. 643 del 7.11.2017. Definizione attività urgenti ed indifferibili”: una cifra considerevole che dovrà essere amministrata bene e in maniera trasparente;
  4. partecipazione e trasparenza sono due aspetti fondamentali che mal si conciliano con una gestione commissariale. Ma proprio per evitare di ritrovarsi tra 15 anni nella stessa situazione di oggi, va evitato il modello del commissariamento del 2003 quando calò su tutta la vicenda il più assoluto silenzio. L’acqua, bene fondamentale per la vita e l’economia di un territorio, deve essere gestita in trasparenza, assicurando informazione e partecipazione;
  5. va garantito l’abbassamento del rischio per l’acqua avviando da subito le azioni necessarie per rimuovere dai Laboratori le sostanze pericolose che peraltro già oggi non potrebbero essere stoccate all’interno di un acquifero. La loro presenza nei Laboratori (ad es. circa di 1.000 tonnellate di acqua ragia e 1.292 tonnellate di trimetilbenzene) contrasta con la normativa “Seveso” (Decreto legislativo n. 105/2015) sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e della normativa a protezione degli acquiferi.

11.5.19

Regione verde? Parchi senza presidenti e riserve senza certezze sui finanziamenti

Questa mattina a Pescara, il WWF ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la drammatica situazione in cui versa la governance della maggior parte delle aree naturali protette presenti in Abruzzo.
Come evidenziato da Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, e da Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo, ormai sono più i parchi privi di direttore e presidente che quelli in regola. In pratica su tre parchi nazionali, un parco regionale e un’area marina protetta presenti in Abruzzo, soltanto il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano hanno gli organi correttamente costituiti come prevede la legge.
Per il resto il quadro è molto preoccupante.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Dal 2 maggio 2019, con la fine del periodo di prorogatio di 45 giorni del presidente Antonio Carrara giunto alla fine del suo mandato il 17 marzo scorso, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si aggiunge alla lunga lista di parchi nazionali italiani privi di presidenti. Considerando che lo stesso Parco è privo di un direttore dal febbraio 2017, il quadro di una delle aree naturali protette più importanti d’Europa, modello su cui si è costruito tutto il sistema dei parchi nazionali italiani, risulta veramente desolante.

Parco Nazionale della Majella
Non va certo meglio al Parco Nazionale della Majella che è privo di un presidente dal dicembre del 2017 e che dalla fine del 2018 è senza direttore dopo averne avuto uno part-time diviso con il Parco Regionale Sirente-Velino per circa 4 anni.

Parco Regionale Sirente Velino 
Il Parco Regionale Sirente-Velino è quello che si trova nella situazione peggiore: è commissariato dal giugno del 2015, dopo che il precedente consiglio direttivo era decaduto a fine 2014 e prorogato per 6 mesi. Ad oggi sono quindi 1411 giorni consecutivi che il Parco risulta commissariato. In tutto questo tempo si sono avvicendati due commissari senza che la Regione trovasse la volontà politica di procedere alla nomina del nuovo consiglio direttivo e del nuovo Presidente. Il Parco è anche privo di direttore dal novembre del 2018.

Parco Nazionale della Costa Teatina (il parco fantasma)
Vi è poi il caso paradossale del Parco della Costa Teatina. Istituito con una legge del 2001 è rimasto fermo per volontà della Regione Abruzzo e del Governo nazionale che non ha mai provveduto alla sua istituzione, fino a quando nell’agosto del 2014 è stato nominato un commissario ad acta per la sua perimetrazione. Il Commissario, nei tempi stabiliti, ha consegnato una perimetrazione tra il giugno e il luglio del 2015. Da allora la perimetrazione giace in qualche cassetto ministeriale senza che il Governo abbia predisposto in quasi 4 anni il Decreto da sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica.

Le Riserve regionali senza fondi
E per chiudere vi è la grave situazione in cui versano le Riserve abruzzesi. Ad oggi, a oltre 4 mesi dall’inizio dell’anno, non è stata predisposta la delibera regionale per la ripartizione dei fondi. Si sa solo che nel bilancio regionale erano stati appostati 1.850.000 € di cui 1.650.000 destinati alle 20 Riserve con Piano di Assetto Naturalistico e 200.000 (40.000 ciascuna) per le 5 Riserve (Borsacchio, Ripari di Giobbe, Punta dell’Acquabella, Grotta delle Farfalle e Marina di Vasto) sinora mai finanziate. Somma raggiunta in Consiglio Regionale grazie a un emendamento votato da entrambi gli schieramenti. Non è dato sapere quali siano le difficoltà per compiere un atto che dovrebbe essere di normale amministrazione. Tutte le Riserve sono in difficoltà, molti operatori sono in attesa di avere i contratti rinnovati e alcuni servizi sono sospesi. I soggetti gestori nella maggior parte dei casi stanno anticipando in proprio i fondi per cercare di andare avanti, ma lo fanno in un clima di assoluta incertezza. Ed è una situazione che si ripete ogni anno creando una assoluta impossibilità di programmare investimenti e interventi a medio e lungo termine.

Per i rappresentanti del WWF, aver lasciato il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente-Velino senza guida da tempo, in alcuni casi da molti anni, è una grave responsabilità del mondo politico.
Senza nulla togliere a chi, a vario titolo, si trova a ricoprire ruoli in sostituzione di presidenti o direttori, questa condizione mortifica gli Enti, complica i rapporti con le comunità locali e soprattutto rende difficile la programmazione delle azioni di conservazione.
Il Ministero dell’Ambiente per i parchi nazionali e la Regione per il parco regionale e per le Riserve devono cambiare totalmente orientamento.
Le nomine vanno programmate per tempo e fatte allo scadere di quelle precedenti. E per ruoli così delicati vanno scelte persone competenti che siano capaci di dare un impulso positivo per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile dei territori.
Il Governo nazionale, infine, deve risolvere una volta per tutte la vicenda del Parco Nazionale della Costa Teatina che ormai sfiora il ridicolo: una attesa di 18 anni per l’istituzione di un ente previsto da una legge dello Stato rappresenta una vera vergogna per un Paese civile.