20.5.19

"Arature" delle spiagge su tutto il litorale abruzzese

Aratura nel Parco naturalistico dell'ambiente della sabbia e delle dune a Pescara
L’ultima in ordine di tempo è avvenuta a Pescara, in quello che viene pomposamente definito “Parco naturalistico dell’ambiente della sabbia e delle dune”, sino al margine delle dune stesse e senza alcun rispetto per quelle embrionali, che appena cominciavano a formarsi. Ci riferiamo alle “arature” della spiaggia, gli interventi con mezzi meccanici che distruggono sistematicamente ogni naturalità dell’arenile e mettono a rischio la nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus) e di altri uccelli limicoli teoricamente protetti ma sistematicamente maltrattati. Il WWF Abruzzo da anni invia a inizio stagione a tutti i Comuni costieri un proprio vademecum suggerendo comportamenti virtuosi a tutela dell’ambiente, nell’interesse anche delle amministrazioni visto che le azioni a tutela del fratino rientrano oggi tra i criteri per la concessione della bandiera blu. Indicazioni che troppo spesso vengono semplicemente ignorate. L’area “arata” a Pescara (si vedano le foto allegate, scattata dal dr. Marco Sborgia) è un tratto di spiaggia libera, di competenza dell’autorità portuale, nella quale vige il divieto di balneazione. Intervenire con mezzi meccanici, oltre che dannoso per l’ambiente, era anche del tutto inutile persino nell’ottica di chi vede la spiaggia soltanto come un substrato per favorire la… piantumazione degli ombrelloni!
Vale la pena di ricordare che le dune rappresentano tra l’altro un baluardo contro l’erosione ben più efficace delle costose e poco utili barriere a mare e che sono in costante evoluzione allargandosi e ritirandosi nel tempo: risparmiare il tratto in cui già esistono arando invece quello che le piante pioniere hanno appena iniziato a colonizzare rappresenta un intervento egualmente dannoso: a Pescara, per tornare all’esempio concreto, è stato assurdamente e inutilmente interrotto l’avanzare naturale delle dune.
Non è purtroppo l’unico esempio in Abruzzo di scarsa attenzione per il litorale. Più a sud, nel tratto tra il fiume Foro e il Riccio, è il Comune di Ortona a segnalarsi per un intervento che potrebbe cancellare gran parte di uno degli ultimi tratti di costa che conservano vestigia naturali. Quel Comune ha infatti intenzione di dare spazio a 10 stabilimenti che cancellerebbero il turismo rispettoso dell’ambiente oggi presente nell’area, danneggerebbero le dune e quasi certamente allontanerebbero i fratini che oggi lì nidificano come in pochissimi altri tratti della nostra costa. Il bando ha destato la preoccupazione degli ambientalisti e ha anche avuto il parere negativo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che si è messa a disposizione del Comune di Ortona per rivedere insieme il suo piano demaniale e scongiurare questo ennesimo attentato all’ambiente, ma per ora non ci sono segnali di ravvedimento da parte degli amministratori municipali.
Più a nord, nel Teramano, praticamente in tutti i Comuni si effettua una pulizia della spiaggia con mezzi meccanici anche dove non ve ne sarebbe alcun bisogno. La stessa Riserva regionale del Borsacchio è stata recentemente interessata da interventi di questo tipo e solo grazie all’impegno dei volontari del Progetto Salvafratino, portato avanti dal WWF Abruzzo e dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, e delle Guide del Borsacchio è stato possibile impedire la distruzione di un nido di fratino. E perfino dentro l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano si rinvengono tracce del passaggio di mezzi meccanici.
Con le ultime mareggiate che hanno portato rifiuti sulle spiagge vi è il rischio concreto che le arature del litorale aumentino ancora.
Il WWF Abruzzo ribadisce per l’ennesima volta che nei tratti in cui è segnalata la presenza del fratino la pratica della pulizia meccanica con le ruspe è pericolosa perché comporta la distruzione dei nidi, l’uccisione dei piccoli appena nati che non riescono a fuggire in tempo e il disturbo alle coppie in cova.
L’invito alle amministrazioni comunali e ai privati che hanno in concessione le spiagge è quello di contattare il WWF, l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano o i gruppi di volontari del Progetto Salvafratino affinché, come previsto dall’Ordinanza balnerare 2019 della Regione Abruzzo, concordino gli interventi almeno nelle aree più a rischio.

18.5.19

Domenica 19 maggio: torna la Giornata delle Oasi


“Domenica 19 maggio si aprono le porte della natura”, così Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia presenta la nuova edizione della Giornata delle Oasi WWF che sarà celebrata in tutta Italia domenica prossima. “Le Oasi WWF sono nate nel 1967 con la prima area naturale protetta gestita dall’Associazione a Burano in Toscana. Da allora, grazie a questo straordinario patrimonio di oltre 100 aree protette montane, urbane, costiere e marine, milioni di italiani, giovani e adulti, sono entrati a contatto con la biodiversità. Le nostre Oasi sono state un insostituibile argine a degrado, cemento e caccia, hanno favorito e stimolato la ricerca scientifica e l’educazione ambientale, hanno proposto modelli di sviluppo sostenibile e di reti di comunità”.
“L’Abruzzo è da sempre una terra di Oasi WWF”, aggiunge Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo. “Oggi ce ne sono 6 e tutte hanno contribuito a salvaguardare il nostro territorio e la natura della nostra regione. Grazie alle nostre Oasi è cresciuta la sensibilità ambientale e sono state tutelate habitat e specie importanti come il Lupo, l’Orso, la Lontra, il Fiordaliso del Sagittario… Ma nelle nostre Oasi abbiamo sempre lavorato anche per lo sviluppo del territorio e proprio per questo invitiamo tutti a visitare gratuitamente le nostre Oasi domenica prossima per vedere con i propri occhi i risultati raggiunti grazie al grande lavoro dei volontari e degli operatori”.

In Abruzzo sarà una domenica di eventi e iniziative speciali, una vera e propria festa della natura rivolta al grande pubblico. I programmi delle singole Oasi sono riportati sul sito www.wwf.it.
Questi i principali appuntamenti che, come tutte le iniziative della Giornata, sono per tutti e gratuiti.
Nell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (AQ) dalle ore 11 la visita guidata Conosciamo il fiume: la sua forma e la sua funzione” cui seguirà alle ore 12 il “Gioco dell’Orso”. Dalle ore 15 Laboratori didattici per i ragazzi su Stagni, Orsi, Corsi d’acqua, Piante e tanto altro. Nel corso di tutta la giornata sarà possibile assistere alla realizzazione di un’opera artistica a cura del pittore naturalista Marco Preziosi e alla realizzazione di sculture in legno a opera dello scultore Marco Di Iorio. INFO: 3454790804.
Nell’Oasi WWF del Lago di Serranella a Sant’Eusanio del Sangro (CH) dalle 10 alle 13 sarà possibile partecipare a passeggiate naturalistiche guidate alla scoperta della flora e della fauna dell’Oasi, mentre nel pomeriggio dalle 16 alle 18 ci saranno laboratori didattici “Alla scoperta dello stagno” per bambini, ragazzi e famiglie (prenotazione consigliata). INFO: 3339224326.
Nell’Oasi WWF del Lago di Penne (PE) la mattina alle 10:30 si potrà partecipare ad una escursione guidata lungo il torrente Gallero per conoscere la flora e la fauna del territorio, mentre nel pomeriggio alle 16:30 partirà un’escursione a piedi e in bici lungo il “Sentiero Serafino Razzi” con partenza dalla cittadina di Penne e arrivo presso il Centro visite dell’Oasi. INFO: 0858279489.
Nell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri (TE) alle 10 dal Centro Visita si partirà per una passeggiata alla scoperta del fiume Piomba. Al rientro alle 13:30 sarà offerto un piccolo rinfresco con prodotti locali tipici. Dalle 15 sono previsti attività e laboratori creativi per bambini: “Il concerto dello stagno”, “Il racconta storie”, “Costruiamo Valentina la rana canterina”. Alle 16 partirà invece una escursione guidata ai Calanchi di Atri. Per l’intera giornata, dalle 10 alle 18, il Centro Visita ospiterà la mostra fotografica “La natura intorno a noi” a cura di Matteo Ferretti. INFO: 3312342323.
Nell’Oasi WWF di Rifugio Giardino a Martinsicuro (TE) per tutta la giornata si celebrerà anche il Festival delle Ludoteche e dei Centri di Aggregazione Giovanile della Val Vibrata nato per far incontrare e socializzare i bambini e i ragazzi attraverso il gioco, lo scambio e la partecipazione gratuita ai numerosi laboratori creativi di piccolo giardinaggio, mosaici, riutilizzo e riciclo, costruzione di nidi artificiali per gli uccelli e tanto altro. Ci saranno anche visite guidate gratuite del sentiero Natura, una mostra fotografica sull’avifauna e un mini corso di bird gardening. INFO: 08611755166.
Nell’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello (CH) dalle ore 10 visite guidate per tutta la giornata INFO: 3401172367.
Per contribuire al grande progetto della Natura d’Italia protetta dalle oltre 100 Oasi WWF dal 5 scorso e fino a tutto il 19 maggio è possibile aderire con una piccola donazione chiamando l’SMS solidale 45590.
Il progetto ha come focus d’azione la salvezza dell’Orso bruno marsicano di cui sopravvivono solo circa 50 individui, principalmente nelle montagne dell’Abruzzo. Sono necessarie azioni urgenti per incrementare ed espandere la sua popolazione, gestire i conflitti e fermare il bracconaggio.
Si possono donare 2 euro inviando un SMS al numero 45590 da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali, oppure fino a 10 euro da rete fissa (info www.wwf.it). 

15.5.19

Archiviate le fake-news sulla chiusura delle gallerie, è ora di fare qualcosa per la messa in sicurezza dell’acquifero

 
Visto che sembra definitivamente archiviata la fake-news della chiusura delle gallerie autostradali, per l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, è ora di fare qualcosa di concreto per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Se la Strada dei Parchi SpA e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno finito di giocare sulla pelle di tutti noi, è arrivato il momento di lavorare realmente per mettere fine ad una situazione di pericolo, ben descritta nella perizia fatta fare dalla Procura di Teramo e che si conosce da ormai quasi 20 anni.
Per l’Osservatorio se si vuole risolvere una situazione oggettivamente difficile aggravata da decenni di sostanziale inerzia della classe politica nazionale e regionale, nonché di INFN e gestori dell’autostrada, c’è bisogno di:
  1. Progetti credibili che risolvano definitivamente il problema delle interferenze delle gallerie autostradali dell’A24 e dei Laboratori di Fisica Nucleare con l’acquifero che fornisce l’acqua da bere a circa 700.000 cittadini delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
  2. L’individuazione di fondi adeguati da parte dello Stato affinché questi progetti siano immediatamente messi in atto.
  3. Una responsabilizzazione del Governo nazionale, di quello regionale e degli enti locali chiamati a collaborare per giungere alla soluzione. Nessun ente può chiamarsi fuori, a partire dalla Regione e dal suo Presidente, mentre INFN e Strada dei Parchi SpA devono attivarsi tempestivamente per quanto di loro competenza, visti gli ulteriori due anni persi dall’ultimo incidente del maggio 2017 per avere solo delle proposte progettuali di massima.
  4. Chi sarà chiamato a gestire questa partita dovrà avere competenze adeguate e collegamento con il territorio. Mettiamo da parte ridicole candidature autoreferenziali e lavoriamo affinché si creino le condizioni per avere un sistema di gestione efficace e trasparente.
  5. Qualsiasi ipotesi di commissariamento, visti anche i precedenti, deve basarsi sul rispetto delle normative poste a tutela dell’acqua, dell’ambiente, della salute dei cittadini e della corretta informazione. Solo trasparenza e partecipazione possono garantirci che non si spendano ulteriori milioni senza che si risolva il problema come è stato fatto nella precedente gestione commissariale.
  6. Abbassare il rischio per l’acquifero, avviando da subito le azioni necessarie per rimuovere dai Laboratori le sostanze pericolose che peraltro già oggi non potrebbero essere stoccate all’interno di un acquifero contrastando con la normativa “Seveso” (Decreto legislativo n. 105/2015) sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e con la normativa a protezione degli acquiferi. 

13.5.19

Conferenza stampa al Senato dell'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso

 
Questa mattina, presso la sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama del Senato, l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la situazione di grave pericolo per l’acquifero del Gran Sasso in Abruzzo che rifornisce d’acqua circa 700.000 cittadini delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
L’acquifero è reso insicuro dalle due gallerie autostradali dell’A24 Roma-Teramo (oltre 10 km ciascuna), attualmente gestita dalla Strada dei Parchi SpA, e dai Laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che sono stati realizzati sotto il Gran Sasso dal 1969 al 1987, a diretto contatto con la falda. Nel corso degli anni, per evitare la pressione sulle gallerie e sui laboratori, l’acqua della falda è stata captata e utilizzata per la distribuzione potabile. Circa 100 litri/secondo vengono prelevati dall’area dei Laboratori e circa 700 litri/secondo dall’area delle gallerie. La mancata impermeabilizzazione delle gallerie e dei Laboratori ha determinato negli anni molteplici problemi, i più gravi dei quali si sono verificati il 16 agosto del 2002 quando una fuoriuscita di trimetilbenzene durante un esperimento condotto nei Laboratori determinò la perdita della sostanza nell’acquifero e da questa nella rete di distribuzione, e l’8/9 maggio del 2017 quando per due giorni fu vietato il consumo di acqua in gran parte della provincia di Teramo a seguito dell’intervento della ASL che aveva evidenziato problemi nell’acqua proveniente dalle captazioni del Gran Sasso.
A seguito di quest’ultimo incidente il 13 settembre prossimo inizierà un processo presso il Tribunale di Teramo che vede imputati i vertici della Strada dei Parchi SpA, dell’INFN e della Ruzzo Reti. I reati contestati sono l’inquinamento ambientale (art. 452 bis CP) e il getto pericoloso di cose (art. 674 CP). L’inchiesta giudiziaria, che porta la firma dei PM Greta Aloisi, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, coordinati dal procuratore Antonio Guerriero, ha visto anche la produzione di una corposa relazione da parte dei periti nominati dalla Procura che descrive una situazione drammatica per la mancanza di sicurezza del sistema.
Recentemente la Strada dei Parchi SpA ha anche annunciato per il prossimo 19 maggio la chiusura delle gallerie autostradali. Una chiusura che isolerebbe l’Abruzzo rispetto Roma e renderebbe molto più difficile il collegamento tra i due versanti.
A fronte di tale situazione la Regione Abruzzo, con la delibera della giunta regionale del 29 aprile 2019, ha avanzato la richiesta di dichiarazione di emergenza e nomina di un commissario straordinario governativo per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso. E il Governo, attraverso il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti ha confermato la volontà di accogliere tale richiesta annunciando la predisposizione di un apposito emendamento nella conversione in legge del Decreto Sbloccacantieri.
In realtà, non è la prima volta che si arriva alla nomina di un commissario da parte del Governo. Già a giugno 2003 fu dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale nel territorio interessato dagli interventi di messa in sicurezza del sistema Gran Sasso a cui seguì nel luglio del 2003 la nomina di Angelo Balducci come Commissario straordinario, poi prorogata per anni e chiusa solo nel 2009. Come ha recentemente attestato anche la richiamata perizia dei consulenti nominati dalla Procura di Teramo, nonostante gli oltre 80 milioni di euro spesi, gli interventi effettuati durante il commissariamento non hanno, se non in minima parte, risolto la mancanza di impermeabilizzazione nelle gallerie e nei Laboratori, tanto è vero che, a distanza di anni, il problema è rimasto sostanzialmente invariato e si torna a chiedere un commissario.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ribadisce che qualsiasi ipotesi di commissariamento dovrà tenere fermi i seguenti aspetti:
  1. l’accelerazione delle procedure non può essere a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente e della salute umana: l’acquifero del Gran Sasso fornisce acqua ad oltre la metà degli abruzzesi e si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;
  2. la messa in sicurezza questa volta deve essere completa e definitiva. Non si tratta di superare una situazione d’emergenza per la paventata chiusura delle gallerie autostradali, ma di rendere finalmente impermeabili gallerie e Laboratori rispetto all’acquifero;
  3. per rendere veramente sicuro l’approvvigionamento d’acqua dal Gran Sasso è necessario che lo Stato individui ingenti fonti finanziarie. Trattandosi di opere nazionali deve essere tutto il Paese a farsi carico di questa esigenza. Si tratta di almeno 170 milioni di euro, secondo quanto riportato nella delibera n. 33 del 25 gennaio 2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso - DGR n. 643 del 7.11.2017. Definizione attività urgenti ed indifferibili”: una cifra considerevole che dovrà essere amministrata bene e in maniera trasparente;
  4. partecipazione e trasparenza sono due aspetti fondamentali che mal si conciliano con una gestione commissariale. Ma proprio per evitare di ritrovarsi tra 15 anni nella stessa situazione di oggi, va evitato il modello del commissariamento del 2003 quando calò su tutta la vicenda il più assoluto silenzio. L’acqua, bene fondamentale per la vita e l’economia di un territorio, deve essere gestita in trasparenza, assicurando informazione e partecipazione;
  5. va garantito l’abbassamento del rischio per l’acqua avviando da subito le azioni necessarie per rimuovere dai Laboratori le sostanze pericolose che peraltro già oggi non potrebbero essere stoccate all’interno di un acquifero. La loro presenza nei Laboratori (ad es. circa di 1.000 tonnellate di acqua ragia e 1.292 tonnellate di trimetilbenzene) contrasta con la normativa “Seveso” (Decreto legislativo n. 105/2015) sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e della normativa a protezione degli acquiferi.

11.5.19

Regione verde? Parchi senza presidenti e riserve senza certezze sui finanziamenti

Questa mattina a Pescara, il WWF ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la drammatica situazione in cui versa la governance della maggior parte delle aree naturali protette presenti in Abruzzo.
Come evidenziato da Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, e da Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo, ormai sono più i parchi privi di direttore e presidente che quelli in regola. In partica su tre parchi nazionali, un parco regionale e un’area marina protetta presenti in Abruzzo, soltanto il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano hanno gli organi correttamente costituiti come prevede la legge.
Per il resto il quadro è molto preoccupante.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Dal 2 maggio 2019, con la fine del periodo di prorogatio di 45 giorni del presidente Antonio Carrara giunto alla fine del suo mandato il 17 marzo scorso, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si aggiunge alla lunga lista di parchi nazionali italiani privi di presidenti. Considerando che lo stesso Parco è privo di un direttore dal febbraio 2017, il quadro di una delle aree naturali protette più importanti d’Europa, modello su cui si è costruito tutto il sistema dei parchi nazionali italiani, risulta veramente desolante.

Parco Nazionale della Majella
Non va certo meglio al Parco Nazionale della Majella che è privo di un presidente dal dicembre del 2017 e che dalla fine del 2018 è senza direttore dopo averne avuto uno part-time diviso con il Parco Regionale Sirente-Velino per circa 4 anni.

Parco Regionale Sirente Velino 
Il Parco Regionale Sirente-Velino è quello che si trova nella situazione peggiore: è commissariato dal giugno del 2015, dopo che il precedente consiglio direttivo era decaduto a fine 2014 e prorogato per 6 mesi. Ad oggi sono quindi 1411 giorni consecutivi che il Parco risulta commissariato. In tutto questo tempo si sono avvicendati due commissari senza che la Regione trovasse la volontà politica di procedere alla nomina del nuovo consiglio direttivo e del nuovo Presidente. Il Parco è anche privo di direttore dal novembre del 2018.

Parco Nazionale della Costa Teatina (il parco fantasma)
Vi è poi il caso paradossale del Parco della Costa Teatina. Istituito con una legge del 2001 è rimasto fermo per volontà della Regione Abruzzo e del Governo nazionale che non ha mai provveduto alla sua istituzione, fino a quando nell’agosto del 2014 è stato nominato un commissario ad acta per la sua perimetrazione. Il Commissario, nei tempi stabiliti, ha consegnato una perimetrazione tra il giugno e il luglio del 2015. Da allora la perimetrazione giace in qualche cassetto ministeriale senza che il Governo abbia predisposto in quasi 4 anni il Decreto da sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica.

Le Riserve regionali senza fondi
E per chiudere vi è la grave situazione in cui versano le Riserve abruzzesi. Ad oggi, a oltre 4 mesi dall’inizio dell’anno, non è stata predisposta la delibera regionale per la ripartizione dei fondi. Si sa solo che nel bilancio regionale erano stati appostati 1.850.000 € di cui 1.650.000 destinati alle 20 Riserve con Piano di Assetto Naturalistico e 200.000 (40.000 ciascuna) per le 5 Riserve (Borsacchio, Ripari di Giobbe, Punta dell’Acquabella, Grotta delle Farfalle e Marina di Vasto) sinora mai finanziate. Somma raggiunta in Consiglio Regionale grazie a un emendamento votato da entrambi gli schieramenti. Non è dato sapere quali siano le difficoltà per compiere un atto che dovrebbe essere di normale amministrazione. Tutte le Riserve sono in difficoltà, molti operatori sono in attesa di avere i contratti rinnovati e alcuni servizi sono sospesi. I soggetti gestori nella maggior parte dei casi stanno anticipando in proprio i fondi per cercare di andare avanti, ma lo fanno in un clima di assoluta incertezza. Ed è una situazione che si ripete ogni anno creando una assoluta impossibilità di programmare investimenti e interventi a medio e lungo termine.

Per i rappresentanti del WWF, aver lasciato il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente-Velino senza guida da tempo, in alcuni casi da molti anni, è una grave responsabilità del mondo politico.
Senza nulla togliere a chi, a vario titolo, si trova a ricoprire ruoli in sostituzione di presidenti o direttori, questa condizione mortifica gli Enti, complica i rapporti con le comunità locali e soprattutto rende difficile la programmazione delle azioni di conservazione.
Il Ministero dell’Ambiente per i parchi nazionali e la Regione per il parco regionale e per le Riserve devono cambiare totalmente orientamento.
Le nomine vanno programmate per tempo e fatte allo scadere di quelle precedenti. E per ruoli così delicati vanno scelte persone competenti che siano capaci di dare un impulso positivo per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile dei territori.
Il Governo nazionale, infine, deve risolvere una volta per tutte la vicenda del Parco Nazionale della Costa Teatina che ormai sfiora il ridicolo: una attesa di 18 anni per l’istituzione di un ente previsto da una legge dello Stato rappresenta una vera vergogna per un Paese civile.

9.5.19

Cosa rende un lupo sexy?

 
Un approccio veramente originale per avvicinarsi al tema della tutela dei lupi sarà quello che caratterizzerà l’ultimo degli Aperitivi scientifici del WWF Teramo che si svolgerà domani, venerdì 10 maggio, alle ore 18 presso il locale “Stagioni” in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo.
Il titolo dell’appuntamento è “Cosa rende un Lupo sexy?” e il relatore Marco Galaverni, Responsabile Specie e Habitat del WWF Italia, affronterà il tema delle scelte di coppia di questi affascinanti predatori.
“Con l’appuntamento di domani si chiude anche questa stagione di Aperitivi scientifici”, dichiara Fausta Filippelli del WWF Teramo. “Sono stati 5 piacevoli incontri che ci hanno permesso di affrontare temi diversi, ma tutti ugualmente interessanti: dai misteri dell’evoluzione agli effetti dei cambiamenti climatici sulla psiche umana, dai viaggi in bicicletta al mondo delle api. E non potevamo chiudere in modo migliore: il Lupo è una delle specie per la cui tutela il WWF Italia si è maggiormente impegnato fin dalla sua nascita nel 1966 ed è nel cuore di tutti coloro che amano e rispettano la natura”.
Il Lupo, sull’orlo dell’estinzione in Italia negli Anni ’70 del secolo scorso, proprio dall’Abruzzo, grazie all’Operazione San Francesco portata avanti dal Parco Nazionale d’Abruzzo e dal WWF Italia, ha riconquistato in maniera naturale tutti gli Appennini arrivando fino alle Alpi e alla Francia. Oggi la specie – un tempo definita nociva e per questo cacciata – gode di protezione a livello nazionale ed europeo, ma purtroppo è ancora oggetto di atti di bracconaggio: si calcola che ogni anno nel nostro Paese muoiano circa 300 lupi quasi sempre per cause direttamente o indirettamente collegate all’uomo. Oggi la sfida più grande è garantire la convivenza tra questo simbolo della natura italiana e le attività umane condotte nel suo areale, prima fra tutte la pastorizia.
Con Marco Galaverni, di cui recentemente è anche uscito un libro proprio dedicato a questo splendido animale (“L’uomo che sognava i Lupi”, Orme Editore), affronteremo un viaggio nel mondo dei lupi conoscendo le dinamiche che regolano le scelte e la vita all’interno dei branchi.

5.5.19

Prima delle quattro escursioni del programma "Le stagioni del CEA"


Nonostante le pessime previsioni meteo della vigilia, si è svolta ugualmente la prima delle escursioni del programma “Le quattro stagioni del CEA”, organizzate dal WWF Teramo.
Pierluigi Ricci, esperto del WWF, ha condotto i partecipanti lungo i pendii erbosi che sovrastano il Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga” di Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Con opportune soste ha spiegato le caratteristiche dell'ambiente delle praterie secondarie, illustrando inoltre le numerose fioriture, in particolare quelle delle orchidee, che in questo periodo dell'anno abbondano su questi prati.
Purtroppo all'arrivo a Piano Roseto, il maltempo ha colto gli escursionisti con una fitta pioggia e gelide raffiche di vento, costringendo a un rapido cambio di programma per raggiungere velocemente il CEA dove Pierluigi ha concluso l'illustrazione delle caratteristiche floristiche dei Monti della Laga con una serie di diapositive.
Il programma “Le quattro stagioni del CEA” proseguirà con l' uscita del 23 giugno 2019 dedicata alla scoperta dell’ambiente fluviale.

4.5.19

Acqua Gran Sasso: la politica si muove, ma non si devono ripetere gli errori del passato


L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI, esprime soddisfazione perché finalmente la politica regionale e quella locale hanno mostrato di voler occuparsi dell’acquifero del Gran Sasso.
L’Osservatorio valuta positivamente questo nuovo attivismo da parte della Provincia, dell’Assemblea dei Sindaci del teramano e della Regione che sembra aver trovato una prima sponda nel Governo nazionale.
Certo, spiace che per arrivare a questo sia stata necessaria la minaccia della chiusura del traforo del Gran Sasso da parte della Strada dei Parchi SpA. Sarebbe stato auspicabile che una tale volontà di risolvere la situazione fosse emersa da tempo, visto che sono ormai due decenni che facciamo i conti con il pericolo di veder compromessa la principale fonte d’acqua della nostra regione e una delle più importanti dell’Italia centrale.
In ogni caso è un bene che questa volontà si sia finalmente manifestata, ma per evitare il ripetersi degli errori del commissariamento passato si deve agire in maniera diversa. Ricordiamo che il sistema Gran Sasso ha già conosciuto un commissariamento nel 2003 che ha lasciato sostanzialmente invariata l’interferenza delle gallerie autostradali e dei laboratori con l’acquifero del Gran Sasso, nonostante sia andato avanti per diversi anni e sia costato 80 milioni di euro.
L’Osservatorio ribadisce che qualsiasi ipotesi di commissariamento dovrà tenere fermi questi aspetti, tutti ugualmente importanti e non sacrificabili:
  1. l’accelerazione delle procedure non può essere a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente e della salute umana, a maggior ragione perché l’acquifero del Gran Sasso fornisce acqua ad oltre la metà degli abruzzesi e si trova all’interno di un’area naturale protetta di valenza europea, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; 
  2. la messa in sicurezza questa volta deve essere completa e definitiva. Non si tratta di superare una situazione di emergenza legata alla paventata chiusura delle gallerie autostradali, ma di rendere finalmente impermeabili gallerie e laboratori rispetto all’acquifero; 
  3. per rendere veramente sicuro l’approvvigionamento d’acqua dal Gran Sasso è necessario che lo Stato individui ingenti fonti finanziarie. Trattandosi di opere nazionali deve essere tutto il Paese a farsi carico di questa esigenza. Si tratta di almeno 170 milioni di euro, secondo i calcoli effettuati dalla Regione: una cifra considerevole che dovrà essere amministrata bene e in maniera trasparente;
  4. partecipazione e trasparenza sono due aspetti fondamentali che mal si conciliano con una gestione commissariale. Ma proprio per evitare di ritrovarsi tra 15 anni nella stessa situazione di oggi, va evitato il modello del commissariamento del 2003 quando calò su tutta la vicenda il più assoluto silenzio. L’acqua, bene fondamentale per la vita e l’economia di un territorio, deve essere gestita in trasparenza, assicurando informazione e partecipazione;
  5. va immediatamente garantito l’abbassamento del rischio potenziale, avviando le azioni necessarie per eliminare dai laboratori quelle sostanze pericolose che peraltro già oggi non potrebbero essere stoccate all’interno di un acquifero.
Ora si tratta di capire come si evolverà la situazione nelle prossime settimane.
Dipende solo dalla classe dirigente di questo Paese e di questa regione se si imboccherà la strada della soluzione definitiva dei problemi creati da gallerie autostradali e laboratori o se invece si ripercorreranno le strade del passato cercando di adottare soluzioni momentanee in attesa che passi l’attenzione dei cittadini e della magistratura.
Come l’Osservatorio ha ribadito in tante occasioni, la soluzione al problema dell’acquifero del Gran Sasso che si trascina da almeno 20 anni arriverà solo quando le gallerie e i laboratori si adegueranno all’acquifero che li ospita e non cercando di adeguare l’acquifero alle esigenze della Strada dei Parchi SpA e dell’INFN.

3.5.19

Domenica 5 maggio: escursione dal CEA WWF nel Parco nazionale Gran Sasso-Laga

 
Domenica 5 maggio ci sarà la prima delle escursioni del programma “Le quattro stagioni del CEA”, una serie di quattro passeggiate in natura organizzate dal WWF Teramo con partenza dal Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga” di Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
“Il progetto “Le quattro stagioni del CEA” ha come obiettivo quello di far conoscere la biodiversità dei Monti della Laga” dichiara Adriano Di Michele del WWF Teramo. “Le escursioni saranno l’occasione per guardare con occhi attenti quanti e quali organismi viventi caratterizzano gli ambienti naturali che attraverseremo. L’attività si svilupperà su quattro giornate distribuite nel corso dell’anno, una per ogni stagione e ciascuna caratterizzata da uno specifico ambiente. La base di partenza sarà ovviamente il nostro CEA, il primo nato nel territorio del Parco e uno dei primi dell’Italia meridionale. Da qui prenderanno il via le nostre escursioni guidate da esperti accompagnatori”.
L’escursione di domenica 5 maggio 2019, quella di primavera, è legata alle praterie secondarie e alle fioriture di Piano Roseto. Il punto di incontro è fissato alle ore 9 presso il CEA di Cortino (TE) al Bivio di Casagreca. Alle 9.30 la partenza per l’escursione verso i prati di Pantanelle e le modeste alture di Piano Roseto. Durante la camminata si svolgerà il laboratorio sul campo “Che cosa c'è sotto il suolo?”. Dopo il pranzo al sacco, l’escursione continuerà per concludersi con il rientro al CEA per le 16.30.
Alla prima escursione di domenica, seguiranno quella estiva il 23 giugno 2019 alla scoperta dell’ambiente fluviale, quella autunnale il 6 ottobre 2019 dedicata al bosco e in particolare all’abetina di Cortino e quella invernale il 23 febbraio 2020 nella quale si visiterà la chiesa di Piano Roseto e i resti della rocca omonima per conoscere la trasformazione dei Monti della Laga ad opera dell’uomo.
L’escursione è gratuita. Si raccomandano scarpe e abbigliamento adatti e una borraccia d’acqua. In caso di maltempo si provvederà ad effettuare una attività all’interno del CEA.
Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 339 259 7935.

29.4.19

Acqua del Gran Sasso: tra chiusure e commissariamento


Questa mattina a Teramo, l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI, ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto sugli ultimi sviluppi sulla vicenda dell’emergenza Gran Sasso.
Ovviamente si è partiti dalla paventata chiusura delle gallerie autostradali dell’A24 programmata per il prossimo 19 maggio da parte di Strada dei Parchi SpA. Per l’Osservatorio è singolare che una scelta del genere arrivi ora dopo circa 20 anni da quando si è evidenziata la situazione di pericolo per l’acquifero del Gran Sasso a causa della presenza nella montagna di gallerie prive di una impermeabilizzazione rispetto alla principale risorsa idrica per gli abruzzesi. Ancora più singolare che questa arrivi dopo 2 anni dall’avvio dell’inchiesta della magistratura seguita all’ultimo incidente dell’8 e 9 maggio 2017 e che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per i vertici della Strada dei Parchi SpA, ma anche dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e della Ruzzo Reti SpA.
Sembra di assistere ad una partita a scacchi fatta a danno dell’ambiente e della salute degli abruzzesi. I vari giocatori muovono le loro pedine, non per trovare una soluzione ad un problema conosciuto da almeno due decenni, ma per cercare di evitare di trovarsi in difficoltà.
È paradossale poi che Strada dei Parchi voglia in qualche modo tirarsi fuori da questa situazione annunciando la chiusura di un collegamento autostradale definito “strategico” dopo aver presentato, su richiesta della Regione, il progetto di messa in sicurezza per la parte che la riguarda. Progetto che è stato acquisito nella Delibera di Giunta regionale n. 33 del 25 gennaio 2019 recante “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso - DGR n. 643 del 7.11.2017. Definizione attività urgenti ed indifferibili”.
Questo annuncio della chiusura ha peraltro offerto l’opportunità alla Regione Abruzzo di avanzare la proposta di un commissariamento per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Non è la prima volta che si arriva alla nomina di un commissario da parte del Governo. Già il 27 giugno 2003 fu dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale nel territorio delle province di L’Aquila e Teramo interessato dagli interventi di messa in sicurezza del sistema Gran Sasso. A quella dichiarazione seguì nel luglio del 2003 la nomina di Angelo Balducci come Commissario straordinario, poi prorogata per anni, con gli effetti che tutti conosciamo: oltre 80 milioni di euro spesi senza che il problema fosse risolto. Come ha recentemente attestato anche la perizia dei consulenti tecnici nominati dalla Procura di Teramo nell’ambito del processo seguito all’incidente dell’8 e 9 maggio 2017, gli interventi effettuati durante il commissariamento non hanno, se non in minima parte, affrontato la mancanza di sistemi di impermeabilizzazione nelle gallerie autostradali e nei Laboratori sotterranei dell’INFN.
Il commissariamento, oltretutto, se conferito con poteri di deroga dalle normative vigenti, specialmente in materia ambientale, comporterebbe una deresponsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione e dagli enti locali, nonché delle strutture di controllo come l’ARTA e l’ASL che, come è accaduto con il commissariamento Balducci, avranno la “scusa” per interrompere qualsiasi attività di programmazione e reale controllo su quanto accade nel Gran Sasso.
Quello di cui c’è bisogno, a giudizio dell’Osservatorio, è procedere rapidamente a mettere in atto le azioni necessarie per la messa in sicurezza definitiva dell’acquifero e dell’intero sistema Gran Sasso, prendendo le mosse dalle conclusioni della Delibera regionale n. 33/2018. Le proposte progettuali avanzate devono ora essere definite nel dettaglio e soprattutto realizzate.
Per questo, a giudizio dell’Osservatorio, qualsiasi ipotesi di accelerazione delle procedure dovrà:
garantire il pieno rispetto delle normative a difesa dell’ambiente e della salute umana;
far allontanare le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose per l’acqua che ancora oggi sono stoccate all’interno dei Laboratori, ristabilendo così il rispetto della normativa Seveso sulle strutture a rischio di incidente rilevante, come sono classificati i Laboratori dell’INFN fin dal 2002, e della normativa a protezione degli acquiferi;
assicurare partecipazione e trasparenza: l’acqua non può essere gestita con procedure opache che vietino ai cittadini di sapere cosa sta succedendo ad un bene fondamentale per la loro vita e per l’economia di un territorio;
individuare immediatamente le fonti finanziarie per far svolgere i lavori necessari che, secondo i calcoli effettuati dalla Regione, ammontano a circa 170 milioni di euro. Una cifra enorme che, trattandosi della messa in sicurezza di due opere nazionali dovrà essere messa a disposizione dallo Stato il più rapidamente possibile affinché i lavori necessari possano partire subito.
Nel corso della conferenza stampa è stato anche annunciato che le Associazioni WWF Italia, Cittadinanzattiva e Legambiente, tra i promotori dell’Osservatorio, hanno dato incarico all’Avv. Prof. Domenico Giordano per la costituzione di parte civile nel procedimento penale davanti al Tribunale di Teramo a carico dei vertici di Strada dei Parchi SpA, INFN e Ruzzo Reti SpA a seguito all’incidente dell’8 e 9 maggio 2017. La costituzione sarebbe già avvenuta se alla prima udienza del 10 aprile scorso il Giudice dell’Udienza Preliminare non avesse dichiarato la propria “non competenza” rispetto alle ipotesi contestate agli indagati decidendo di rinviare tutto nelle mani della Procura. La costituzione di parte civile delle Associazioni rappresenta la prosecuzione della ricerca della verità che da sempre queste perseguono con lo scopo finale di giungere alla messa in sicurezza permanente dell’acquifero e del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga nato proprio per tutelare il Gran Sasso e il suo ecosistema.
Il quadro che emerge ad oggi è quindi estremamente complesso. A distanza di quasi 2 anni dall’incidente dell’8 e 9 maggio non è stato impermeabilizzato neppure un metro quadro né dei Laboratori, né delle gallerie, così come non è stato portato via neppure un kg delle sostanze pericolose stoccate nei Laboratori. Quanto è accaduto due anni fa potrebbe verificarsi anche oggi, nonostante sia trascorso tanto tempo e la Procura di Teramo abbia trasmesso da tempo a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali le conclusioni della consulenza dei tre esperti incaricati durante le indagini, richiamando ciascun Ente alle proprie responsabilità.
Per questo l’Osservatorio convocherà un nuovo incontro pubblico il prossimo 18 maggio a Teramo per un confronto con le istituzioni e i cittadini su quanto (non) è stato fatto e su quanto si dovrà fare.

27.4.19

Ma chi ha incontrato il Sottosegretario Vacca?


L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha appreso con stupore che questa mattina l’On. Gianluca Vacca, Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha incontrato a Pescara le associazioni ambientaliste sul tema dell’emergenza Gran Sasso.
Lo stupore nasce dal fatto che a questo incontro non è stata invitata nessuna delle associazioni che compongono l’Osservatorio: WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.
Non sappiamo quali associazioni ambientaliste abbia incontrato l’On. Vacca, che ovviamente può incontrare chi vuole, ma sembra francamente strano che sul tema della salvaguardia dell’acquifero del Gran Sasso un rappresentante politico con incarichi di governo non abbia sentito il bisogno di confrontarsi con le rappresentanze abruzzesi delle principali associazioni ambientaliste (e non solo) nazionali che poi sono quelle che da sempre portano avanti le battaglie per la difesa dell’acqua del Gran Sasso.
L’Osservatorio auspica che tutte le forze politiche, in particolare quelle che in questo momento siedono al Governo, vogliano affrontare questa tematica in maniera trasparente, aprendosi ad un serio confronto con la società civile.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso conferma che lunedì 29 aprile alle ore 10.30 terrà una conferenza stampa a Teramo presso la sede del WWF Teramo in via De Vincentiis n. 1.

24.4.19

25 aprile: escursione sui sentieri della Liberazione

Per informazioni e prenotazioni, telefonare a 3666691912.

Assemblea dei soci del WWF Teramo

 
Ai sensi dello Statuto è convocata l’Assemblea dell'Associazione WWF Teramo in prima convocazione per il giorno domenica 28 aprile 2019 alle ore 7:00 a Teramo, presso la sede dell’Associazione in Via De Vincentiis e, all'occorrenza, in seconda convocazione per lo stesso giorno domenica 28 aprile 2019 alle ore 10:00 presso la stessa sede in Via De Vincentiis con il seguente ordine del giorno:
  1. Relazione del Presidente sulle attività del 2018;
  2. Presentazione ed approvazione bilancio consuntivo 2018;
  3. Presentazione ed approvazione programma e bilancio preventivo 2019;
  4. Varie ed eventuali.
Cordiali saluti
 
Il Presidente Claudio Calisti
 
Se impossibilitati a partecipare, ai sensi dello Statuto, è possibile delegare altro socio (non è ammessa più di una delega per ciascun socio partecipante).

20.4.19

Con la distruzione delle spiagge il Fratino sempre più a rischio


Il Fratino, piccolo trampoliere che nidifica sulle spiagge abruzzesi, sta scomparendo. Non c’è altro modo per dirlo. Come ogni anno i volontari impegnati nel Progetto Salvafratino Abruzzo, portato avanti dall’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano e dal WWF Abruzzo, stanno monitorando i nidi e purtroppo finora ne hanno riscontrato un numero molto basso, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Si conferma così, almeno in questa prima parte della stagione, il dato molto problematico del 2018. Ormai il numero di coppie presenti in Abruzzo è di poche decine: un trend negativo comune al resto d’Italia dove negli ultimi 10 anni la popolazione di Fratino è diminuita del 50%.
In questi giorni, fondamentali per la riproduzione della specie perché si costituiscono le coppie e si predispongono i nidi, tutta la costa abruzzese viene percorsa da ruspe che “arano” la spiaggia per la pulizia meccanica. Anche dove la spiaggia non è sporca o nei pochi tratti di spiaggia libera dove non devono essere posizionati gli ombrelloni, si effettua una pulizia con mezzi pesanti che distruggono nidi e uova e fanno scappare i Fratini che saltano così la riproduzione. Trasformare la spiaggia in una uniforme e livellata distesa di sabbia vuol dire distruggere un ecosistema complesso dove trovano posto specie animali e vegetali ormai rare e per questo tutelate dalla legge.
Il WWF Abruzzo ha scritto a fine febbraio a tutte le amministrazioni comunali affinché la pulizia della spiaggia venisse pianificata in modo da non creare eccessivo disturbo a questa specie. Stiamo anche collaborando con quanti ce lo chiedono per la pulizia di tratti di spiaggia a mano, ma purtroppo i nostri appelli alla collaborazione, salvo qualche eccezione, non vengono raccolti. E sono ancora rari i balneatori che si impegnano con noi per la tutela del Fratino con pochi e semplici accorgimenti che non compromettono minimamente la loro offerta turistica, anzi la migliorano e la qualificano.
I pochi nidi che riescono a scampare alle ruspe devono poi fare i conti con predatori naturali come le cornacchie o con i cani lasciati senza guinzaglio. In altri casi i nidi vengono vandalizzati dall’uomo che distrugge o ruba le uova.
Rivolgiamo l’ennesimo invito ai balneatori e agli amministratori e funzionari dei Comuni costieri: per non far scomparire il Fratino dalla costa abruzzese, per continuare a vederlo correre lungo le spiagge come siamo abituati a fare da sempre, è necessario soprattutto il loro impegno.
I volontari del Progetto Salvafratino sono al lavoro su tutta la costa (anche oggi c’è una giornata di formazione e monitoraggio nella Riserva del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi), ma non possono essere ovunque. Se non vi sarà una presa di coscienza da parte di tutti sul reale pericolo che corre questa specie, simbolo della nostra costa, non ci sarà nulla da fare e il numero dei Fratino continuerà a scendere fino a scomparire.
Chiunque voglia svolgere attività di volontariato nel Progetto Salvafratino Abruzzo su tutti i comuni costieri della nostra regione può chiedere informazioni scrivendo a teramo@wwf.it.

17.4.19

È ora di chiudere definitivamente la discarica Santa Lucia di Atri

 
“Il WWF Teramo esprime la sua contrarietà all’ennesimo ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. La proposta di creare un terzo invaso destinato ad accogliere altri 300.000 m3 di immondizia è irricevibile perché il livello di aggressione al territorio e alla pazienza dei cittadini dell’area ha superato ogni ragionevole limite”, così Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, commenta la proposta di ampliamento recentemente rilanciata dal Consorzio Piomba-Fino con l’ultima deliberazione del 20 marzo scorso.
La storia della discarica Santa Lucia è iniziata moltissimi anni fa. La proposta di un nuovo ampliamento risale a oltre dieci anni fa, passando per conferenze di servizi, varie versioni del piano regionale dei rifiuti, pronunciamenti del consiglio regionale, prese di posizione dell’amministrazione comunale. Nel frattempo il territorio interessato subisce gli effetti dell’inquinamento del vecchio invaso ancora non bonificato ed è in corso un’inchiesta della magistratura.
In quello stesso territorio amministrazione comunale, Regione, Ministero dell’Ambiente e Unione Europea hanno fatto scelte diverse puntando sull’ambiente attraverso la creazione di una riserva naturale regionale, l’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, e un sito di interesse comunitario ricompreso nella Rete Natura 2000 attraverso la quale la Commissione Europea tutela la biodiversità europea.
Ciò ha portato ad una crescita di attività turistiche sostenibili e di agricoltura di qualità.
Mentre il territorio fa scelte diverse, il tempo per il Consorzio Piomba-Fino sembra essersi fermato e il vecchio progetto viene puntualmente ripresentato senza che la Regione assuma una posizione chiara e contraria.
Per il WWF Teramo l’area merita una gestione totalmente diversa che deve prendere le mosse dal superamento delle emergenze ambientali segnalate nel corso degli anni: gli inclinometri oggi presenti per monitorare la situazione della discarica indicano una situazione preoccupante tale da far ipotizzare che i due invasi attualmente esistenti non reggerebbero il peso di un terzo. E al tempo stesso andrebbero intensificati i controlli sullo stato del Fosso Portella che attraversa l’attuale discarica e confluisce nel sito di interesse comunitario con rischio di caricarlo di inquinanti.
Già nel settembre del 2018 sia il Comune di Atri che la ASL di Teramo rispetto alla richiesta di incremento del 15% in termini di conferimento rifiuti (circa 12.000 m3) si erano espressi con un parere contrario. In particolare la ASL aveva evidenziato come l’invaso “ ...non fornisce, sulla base dello stato attuale del sito, condizioni sufficienti per ciò che riguardano gli aspetti ambientali, igienico sanitari e di sicurezza...”. A fronte di un tale parere come si può pensare di procedere ad un ampliamento 30 volte maggiore?
“Siamo davvero stupiti di come si vogliano realizzare tali interventi”, conclude Calisti. “Ci piacerebbe vedere il Consorzio Piomba-Fino perseguire con la stessa determinazione la bonifica dei vecchi invasi attesa da anni. Chiediamo alla Regione Abruzzo di organizzare un immediato incontro con il Comune, il comitato dei cittadini impegnato da anni nella richiesta di una bonifica del sito e i gestori della Riserva naturale dei Calanchi di Atri.

14.4.19

Flash mob #stopesticidi a Teramo








In vista dell’approvazione del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN Pesticidi), in attuazione della Direttiva europea sui pesticidi 2009/128/CE, questa mattina anche a Teramo, come in altre 30 città italiane, il WWF ha organizzato il flash mob fotografico #stopesticidi per chiedere a Governo e Regioni un PAN Pesticidi che tuteli la salute di consumatori e agricoltori, salvaguardi la biodiversità nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette e promuova l’agricoltura biologica.
L’evento, in collaborazione con Federbio e la Coalizione #StopGlifosato, ha visto gruppi di volontari WWF e cittadini interessati ritrovarsi nelle piazze italiane per comporre la frase “Stop Pesticidi”. Al flash mob sta seguendo per tutta la giornata un’azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) rivolta ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi (Gian Marco Centinaio Ministro dell’Agricoltura, Sergio Costa Ministro dell’Ambiente e Giulia Grillo Ministro della Salute) e alle Regioni che hanno il compito dell’attuazione del PAN Pesticidi nei territori, nella persona del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede alcune modifiche sostanziali al vecchio PAN Pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, e in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Entro il mese di aprile la nuova versione del Piano dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica e le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, potranno presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano che dovrà poi essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
Attraverso la Campagna “Cambia la Terra” le Associazioni aderenti hanno definito le proposte di regole obbligatorie e vincolanti che il nuovo PAN Pesticidi deve prevedere a tutela della salute dei cittadini, della biodiversità e delle produzioni con metodi biologici:
  • 40% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nazionale deve essere utilizzata con il metodo biologico entro il 2030;
  • distanze minime di sicurezza dalle abitazione, dalle aree pubbliche e dalle coltivazioni biologiche per i trattamenti fitosanitari;
  • misure regolamentari (obblighi e divieti) per l’utilizzo di principi attivi, di cui è stata accertata la pericolosità per habitat e specie selvatiche, nei siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette;
  • adozione di tecniche biologiche per la manutenzione nelle aree non agricole (rete ferroviaria e viaria);
  • divieto di usare del glifosato in Italia entro il 2022;
  • definizione di criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di principi attivi vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi;
  • aumento dei sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo;
  • maggiore formazione dei tecnici e degli agricoltori per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo di fornire sempre informazioni anche sulle tecniche e pratiche agroecologiche alternative all’utilizzo della chimica di sintesi.

11.4.19

In bici dal Gran Sasso a Capo Nord


“In bici dal Gran Sasso a capo Nord. Quando la natura diventa cammino”: è questo il titolo del quarto Aperitivo scientifico del WWF Teramo che si terrà domani, venerdì 12 aprile, alle ore 18 presso il locale “Stagioni” in circonvallazione Ragusa n. 20 a Teramo.
Ospite dell’incontro sarà Francesca Filippi, una vita dedicata allo sport nella continua ricerca dei propri limiti e di come superarli, ma anche una appassionata della natura che ha da sempre ispirato le sue imprese di viaggiatrice, protagonista di avventure cicloturistiche memorabili in Italia e in ogni parte del mondo: Cina, Irlanda, Ungheria, Austria, India e Lituania.
Una delle sue ultime sfide ha preso il via dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga del quale è ambasciatrice dal 2017. Grazie a lei, infatti, si è celebrato un “gemellaggio sportivo” tra il Calderone, il ghiacciaio più a sud d’Europa, e Capo Nord, dove si trova il ghiacciaio più a nord d’Europa, in prossimità della cittadina norvegese di Hammerfest. Un percorso in bicicletta, in solitaria, per la prima volta, di oltre 4000 km attraverso Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia percorsi in circa 40 giorni.
“Siamo contenti di ospitare Francesca nei nostri Aperitivi” dichiara Fausta Filippelli del WWF Teramo. “La sua storia è una storia di imprese sportive, ma anche di grande attenzione all’ambiente e alla natura. Aver collegato il ghiacciaio del Calderone con Capo Nord ci ricorda anche il tema dei cambiamenti climatici che proprio nel Calderone stanno mostrando tutti i loro effetti. Inoltre l’aver scelto la bicicletta per i suoi viaggi dimostra una particolare attenzione ai nostri stili di vita: il biciturismo è una pratica fortunatamente in crescita e merita anche una maggiore attenzione da parte dei nostri amministratori a cui da sempre come WWF chiediamo piste ciclabili e percorsi sicuri all’interno e all’esterno delle nostre città”.

10.4.19

A Roma il convegno del WWF “Insieme per il futuro dell’Orso bruno in Appennino”

 
Visto lo stato di conservazione ancora critico in cui versa l’Orso bruno marsicano, specie prioritaria oltre che simbolo della natura d’Italia, con poco più di 50 esemplari concentrati attorno al Parco Nazionale d’Abruzzo e zone limitrofe, il WWF Italia intende rilanciare un percorso condiviso con Istituzioni, Enti pubblici, Amministrazioni, portatori di interesse ed esperti che a vario titolo si occupano della gestione, conservazione e comunicazione sulla specie, per favorire un rilancio delle politiche di conservazione a lungo termine di questa sottospecie unica al mondo.
Per questo, il WWF Italia ha convocato il convegno “Insieme per il futuro dell’Orso bruno in Appennino” che si svolgerà domani, giovedì 11 aprile, dalle 9.30 alle 17.30 a Roma presso la “Sala dei Lecci” del Bioparco di Roma in viale del Giardino Zoologico 1 (ingresso pedonale di Villa Borghese).
Nel corso dell’incontro, a partire dalle conoscenze più aggiornate sul plantigrado e da ciò che è emerso da una serie di incontri preparatori che si sono svolti nelle scorse settimane, verrà dato ampio spazio alla presentazione delle best practices su diversi aspetti della gestione e conservazione del plantigrado che in differenti contesti, da quelli storici a quelli di più recente presenza, potranno fare la differenza per il futuro della specie.
L’evento sarà anche un’occasione per il pubblico per porre domande agli esperti sulla biologia e sulla presenza del plantigrado sul territorio. La giornata si concluderà con una tavola rotonda con i referenti istituzionali coinvolti nella gestione della specie a cui seguirà un momento conviviale organizzato da WWF Young.
Tra i relatori del convegno anche Sefora Inzaghi, direttrice dell’Oasi WWF – Riserva regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi in provincia de L’Aquila. “Grazie alle attività di monitoraggio e ricerca che da anni vengono condotte dal personale dedicato e ai dati raccolti, possiamo affermare non solo che l’Oasi WWF Riserva regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi è un’area di storica frequentazione da parte dell’Orso bruno marsicano al di fuori del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, ma anche che riveste ruolo di territorio strategico per l’espansione di questa specie. Consapevole di questa responsabilità, negli anni l’Area Protetta ha investito risorse ed energie in azioni concrete e misure preventive al fine di mitigare eventuali situazioni di criticità generate dalla presenza della fauna selvatica sul territorio, che si manifestano soprattutto come danni alle attività produttive, e pericolo per quanto riguarda la viabilità stradale. A questo si aggiungono anche i momenti di comunicazione, educazione e sensibilizzazione in merito al tema prioritario della tutela di questa specie. L’areale dell’Orso bruno marsicano è in espansione, questo è un dato di fatto, e per questo la nostra Oasi lavora ogni giorno consapevole che il compito di tutti noi è rendere i territori che l’orso sta lentamente tornando a frequentare più accoglienti e meno pericolosi per questo animale, gettando così le basi per una sana e condivisa cultura della coesistenza”. 

2.4.19

Nuovo svincolo stradale di Cartecchio: occasione per riflettere sulla città che vogliamo

 
Mentre l’Unione Europea bacchetta l’Italia per gli elevati valori inquinanti nell’aria dovuti anche al traffico veicolare; mentre in tante parti del mondo si lavora su nuovi modelli di mobilità urbana; mentre tutti applaudiamo i giovani che scendono in piazza per chiedere impegni concreti contro l’innalzamento delle temperature e i cambiamenti climatici dovuti all’utilizzo delle fonti fossili… a Teramo inauguriamo il nuovo svincolo stradale di Cartecchio, con il necessario sottopasso ferroviario, pensato unicamente per le auto.
E chi vuole o deve raggiungere quei posti a piedi? Si metta pure l’animo in pace e aspetti.
“È un problema inesistente” avranno pensato progettisti e responsabili della realizzazione dell’opera. “È un problema risolvibile” provano a rassicurare gli attuali amministratori promettendo un nuovo sottopasso esclusivamente pedonale e ciclabile.
Il problema però c’è. E non è neppure legato al singolo intervento.
A Teramo continua a mancare la percezione del tema “mobilità sostenibile”: non c’è un’idea di città che punti ad un reale sviluppo sostenibile, che metta al centro la salute delle persone a iniziare dalle fasce più deboli come bambini e anziani, che disincentivi fortemente l’utilizzo delle auto private spingendo verso i mezzi pubblici, che renda facile andare a lavoro o a scuola in bici.
Da sempre il tema della mobilità si affronta esclusivamente invertendo sensi unici e/o promuovendo la costruzione di nuovi parcheggi a ridosso del centro storico.
Dello slogan “città del pedone e della bicicletta” rimangono solo quattro bici arrugginite, un paio di progetti di ciclabili mai (o mal) realizzate e tante chiacchiere.
E invece sarebbe utile avviare una riflessione pubblica da cui far emergere immediatamente proposte concrete e credibili. Sarebbe ora di lanciare un confronto aperto a tutti i cittadini, ai portatori di interessi (diretti, ma soprattutto diffusi) e agli amministratori per fissare da subito le azioni da fare affinché Teramo faccia la sua parte nella lotta ai cambiamenti climatici, dotandosi di strumenti pianificatori (a partire dal piano regolatore, il piano energetico, il piano della mobilità) basati su obiettivi di risparmio di risorse e di conservazione del capitale naturale del nostro territorio.
Il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, intervenendo davanti ai ragazzi dello sciopero del clima del 15 marzo scorso, ha riconosciuto come giuste le richieste avanzate dalle nuove generazioni in quell’occasione di avviare azioni efficaci contro i cambiamenti climatici e di avviarle subito.
Ebbene, se, come hanno gridato le piazza di tutto il mondo del Friday for Future, il “momento è ora”, il sindaco D’Alberto oggi ricopre il ruolo giusto affinché anche a Teramo si possa provare tutti insieme a fare in modo che il momento sia veramente ora!

1.4.19

Grande successo e una sorpresa "internazionale" per l'Ora della Terra abruzzese

 
Una bella sorpresa: nel video ufficiale del WWF Internazionale che celebra l’edizione 2019 di Earth Hour è presente, appena dopo la Torre Eiffel e il Partenone, Anversa degli Abruzzi con lo spegnimento della splendida facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie e del Municipio la cui scalinata, affollata dai tanti partecipanti, compare appunto nel video. Soddisfazione immensa per l’amministrazione municipale e per la locale Oasi WWF che hanno organizzato insieme gli eventi. Anversa tra l’altro ha “battuto” Matera, capitale europea della cultura 2019, sede dell’evento nazionale del WWF Italia. Il link del video:
Non solo Anversa e l’Oasi WWF delle Gole del Sagittario: Earth Hour ha avuto in Abruzzo oltre 60 eventi, in ogni angolo della Regione.
Eccezionale è stata definita dai presenti, ad esempio, ad Avezzano all'interno del Castello Orsini, alla luce solo di alcune candele, la performance degli attori della compagnia teatrale "Lanciavicchio" che hanno recitato un brano tratto da "Fontamara" accompagnati dal pianista Giuseppe Ippoliti.
Un castello, quello Ducale, protagonista anche a Casoli: l’antico maniero è stato illuminato da lanterne di carta con disegni e slogan legati alla sfida sui cambiamenti climatici realizzate dalle classi terze della primaria mentre sulla torre il Gruppo Astrofili Frentani ha guidato all’osservazione della volta celeste, com’è accaduto anche a Tollo con esperti dell’Istituto Nautico.
Luci spente anche al Castello Aragonese di Ortona, presenti quasi cento persone, molte delle quali hanno partecipato alla cena con la scienza, rigorosamente a lume di candela (come in tante altre parti d’Abruzzo): tra una portata e l’altra i commensali hanno potuto compiere un viaggio fra le ere geologiche e l’atmosfera grazie agli appassionati e appassionanti interventi dei docenti universitari Brozzetti, Di Carlo e Stoppa.
Osservazione del cielo anche a Teramo, in collaborazione con gli studiosi dell'Osservatorio astronomico di Collurania, mentre a Chieti si è sì parlato del cielo di aprile ma anche, nel prestigioso auditorium del Museo universitario, della fine della notte, cancellata dall’illuminazione artificiale, e dei problemi di salute connessi all’eccesso di luce.
A Teramo lo spegnimento del Duomo è stato accompagnato dall’esibizione del coro Gospel locale.
In ogni caso i capoluoghi di provincia hanno partecipato tutti, con siti prestigiosi: fontana luminosa a L’Aquila, casa comunale e torre civica a Pescara, due piazze nel cuore del centro storico (San Giustino e Vico) a Chieti.
Tantissimi anche gli altri comuni. Tra i primi ad aderire, con grande sollecitudine, quello di Montorio al Vomano, dove sono state spente le luci dell'illuminazione pubblica in diversi punti panoramici della città, con canti e balli e riflessioni sul tema dei cambiamenti climatici e del risparmio energetico. Lo citiamo a mo’ di esempio, nell’impossibilità di elencare di nuovo tutte le adesioni.
Un grande successo, insomma, che fa ben sperare per un futuro migliore. Quel che conta davvero tuttavia è continuare, con piccoli gesti quotidiani, a celebrare ogni giorno l’Ora della Terra…

30.3.19

Ora della Terra: grande adesione in Abruzzo. Accendi anche tu il cambiamento!


Sabato 30 marzo dalle 20:30 alle 21:30 in tutto il mondo in tantissimi luoghi, dai monumenti più famosi alle abitazioni di privati cittadini, si spegneranno le luci e centinaia di milioni di persone parteciperanno alla ola di Earth Hour, l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione planetaria sul tema dei cambiamenti climatici. Saranno oltre 160 i Paesi che parteciperanno e migliaia i luoghi in cui si spegneranno le luci come gesto sì simbolico ma molto importante per aumentare la consapevolezza sull’importanza della natura e incoraggiare individui, imprese e governi in tutto il mondo a trovare le soluzioni necessarie per costruire un futuro sano e sostenibile per ogni abitante del pianeta.
In Italia l’evento centrale sarà a Matera,capitale europea della cultura 2019, con lo spegnimento di uno dei luoghi più suggestivi della Città dei Sassi, l’area di San Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris.
In Abruzzo saranno circa 60 gli eventi previsti con l’adesione di molti Comuni a cominciare dai quattro capoluoghi di provincia e da praticamente tutte le città più popolose e con tantissime iniziative diciamo così “collaterali”, dalle classiche cene a lume di candela a convegni, visioni del cielo notturno, proiezioni cinematografiche a tema e quant’altro la fantasia degli attivisti WWF e delle associazioni che collaborano all’evento hanno saputo inventare. Oltre agli eventi serali, quest’anno Earth Hour in Abruzzo comincia dal mattino con la pulizia a mano di tratti di spiaggia a Martinsicuro, Roseto, Pescara e San Vito Chietino.
“Un successo considerevole – è il commento di Dante Caserta, vice presidente WWF Italia - ma è importante che al gesto simbolico seguano atti concreti. Alcuni comuni già lo fanno ed è indispensabile che altri li imitino: la lotta agli effetti dei cambiamenti climatici passa anche attraverso le scelte locali che cittadini e amministrazioni devono prendere con urgenza, per ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso una seria politica volta al risparmio energetico, all’abbandono totale delle fonti fossili, alla pedonalizzazione di zone sempre più ampie delle nostre città. E bisogna farlo in fretta perché ormai non c’è più tempo da perdere”.
Qui di seguito l’elenco completo, aggiornato alle ore 13 di venerdì 29 marzo, degli eventi previsti per Earth Hour in Abruzzo.

Le adesioni dei Comuni con lo spegnimento di un luogo simbolico della città dalle 20.30 alle 21.30.
  • Alba Adriatica: si spegnerà l’illuminazione delle luci del Palazzo del Municipio.
  • Anversa degli Abruzzi: si spegnerà l’illuminazione della Scalinata del Municipio e della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
  • Arsita: si spegnerà l’illuminazione del Museo del Lupo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
  • Assergi: si spegnerà l’illuminazione della sede del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga.
  • Atri: si spegnerà l’illuminazione della Piazza del Duomo e delle luci della torre campanaria con proiezione di un video realizzato dall’Istituto “A. Zoli”.
  • Avezzano: si spegnerà l’illuminazione di Piazza della Repubblica e del Castello.
  • Balsorano: si spegnerà l’illuminazione di Piazza Scacchi.
  • Barisciano: si spegnerà l’illuminazione del Centro ricerche floristiche del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
  • Bellante: si spegnerà l’illuminazione pubblica del paese e delle frazioni.
  • Casoli: si spegnerà l’illuminazione del Palazzo ducale e osservazione delle stelle con gli “Astrofili frentani”.
  • Castel Castagna: si spegnerà l’illuminazione dell’Abbazia Santa Maria di Ronzano.
  • Chieti: si spegneranno l’illuminazione delle piazze Vico e San Giustino e della facciata del Museo universitario in Piazza Trento e Trieste.
  • Collarmele: si spegnerà l’illuminazione di Piazza Primo Maggio.
  • Corropoli: si spegnerà l’illuminazione del Palazzo comunale in Piazza Pie' di Corte.
  • Cortino: si spegnerà l’illuminazione di luoghi significativi del paese.
  • Fontecchio: si spegnerà l’illuminazione di Palazzo Muzi e della Fontana Trecentesca.
  • Fossacesia: si spegnerà l’illuminazione dell’Abbazia di San Giovanni in Venere.
  • Giulianova: si spegnerà l’illuminazione pubblica del Lungomare monumentale, del Belvedere della città, della Cupola della chiesa di San Flaviano.
  • Isola del Gran Sasso: si spegnerà l’illuminazione degli Uffici del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.
  • L’Aquila: si spegnerà l’illuminazione della Fontana luminosa.
  • Lanciano: si spegnerà l’illuminazione della Torre civica del Palazzo comunale e del Monumento ai caduti.
  • Lecce dei Marsi: si spegnerà l’illuminazione del Monumento ai caduti.
  • Martinsicuro: si spegnerà l’illuminazione del Torrione Carlo V.
  • Montorio al Vomano: si spegnerà l'illuminazione del centro storico con canti, balli e riflessioni a lume di candela. 
  • Mosciano Sant’Angelo: si spegnerà l’illuminazione di Piazza Saliceti e del centro storico.
  • Nereto: si spegnerà l’illuminazione di Piazza Cavour.
  • Ortona: si spegnerà l’illuminazione del Castello Aragonese.
  • Pescara: si spegnerà l’illuminazione del Palazzo di Città e della Torre civica.
  • Pineto: si spegnerà l’illuminazione di “Villa Filiani”.
  • Roseto Degli Abruzzi: si spegnerà l’illuminazione di Piazza della Repubblica.
  • San Pietro di Isola del Gran Sasso: si spegnerà l’illuminazione del Centro dell’Acqua del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
  • San Vincenzo Valle Roveto: si spegnerà l’illuminazione della Piazza del comune.
  • San Vito Chietino: si spegnerà l’illuminazione di Via Madonna del Porto.
  • Sant’Eusanio del Sangro: si spegnerà l’illuminazione del Palazzo comunale.Scoppito: si spegnerà l’illuminazione del paese.
  • Spoltore: si spegnerà l’illuminazione del campanile della Chiesa di San Panfilo.
  • Tagliacozzo: si spegnerà l’illuminazione di Piazza Duca degli Abruzzi e del palazzo Ducale.
  • Teramo: si spegnerà l’illuminazione del Duomo e di Piazza Martiri della Libertà. Osservazione delle stelle in collaborazione con l’Osservatorio di Collurania e coro gospel.
  • Tollo: si spegnerà le luci in tutti gli edifici comunali e organizza una degustazione a lume di candela di vini e prodotti tipici locali presso l’Enomuseo. Ci sarà anche l'osservazione del cielo.
  • Tortoreto Lido: si spegnerà l’illuminazione di via Trieste.
  • Vasto: si spegnerà l’illuminazione del Palazzo d’Avalos, Castello Caldoresco, Monumento a Rossetti.
Ultim'ora: si sono aggiunte anche Civitella Alfedena, Pescasseroli e Silvi.

Eventi speciali.
  • A Chieti alle ore 17.45 presso l’Auditorium del Museo universitario si terranno un incontro a tema con tre relazioni: “La fine della notte”, “Luce sulla salute” e “Il cielo di aprile” per parlare di inquinamento luminoso e degli effetti sull’uomo: interventi del Dott. Massimiliano La Rovere e della Dott.ssa Irma Castelnuovo.
  • A Lanciano alle ore 10 proiezione del film “Before the flood” con Leonardo Di Caprio sui cambiamenti climatici con le scuole della città presso il Cinema CiakCity.
    Ad Avezzano partecipazione al Festival del Cinema Ambientale al Castello Orsini Colonna.
  • A Vasto adesione della Confesercenti e del Consorzio commercianti Vasto in centro con cene e aperitivi a lume di candela e vetrine spente, più un flash-mob al Monumento Rossetti a cura della Consulta giovanile.

Cene a lume di candela.
  • Ad Atri presso l’Osteria Zedi.
  • A Chieti presso il Ristorante “Da Nino”.
    A Ortona presso la pizzeria “Da Cristiano” con tre docenti della Università D’Annunzio - Piero Di Carlo, Francesco Stoppa, Francesco Brozzetti - che parleranno dei cambiamenti climatici.
  • A Teramo presso il ristorante Stagioni, Bistrot all’italiana.

Le adesioni delle aree naturali protette.
  • Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga spegnerà l’illuminazione esterne di tutte le sue sedi.
  • Parco Nazionale della Majella: si spegnerà l’illuminazione del Centro di Visita del Giardino Botanico “D. Brescia”, sede del CEA del Parco. Presentazione presso la Badia Morronese del libro “La botanica de’ Fiori dedicata al Bel Sesso”, edizione rivisitata di un volumetto ottocentesco.
  • Area Marina Protetta Torre del Cerrano spegnerà le luci della Torre del Cerrano a Pineto.
  • Parco Regionale Sirente-Velino ha aderito attraverso un’attività di comunicazione.
  • Riserva Naturale “Castel Cerreto” spegnerà il centro visita e ci sarà una serata a tema con laboratorio, aperitivo e letture a lume di candela.
  • Oasi WWF Riserva regionale dei Calanchi di Atri: nel pomeriggio ha organizzato ad Atri una serie di iniziative per ragazzi in attesa dell’Ora della Terra.
  • Oasi WWF Riserva regionale delle Gole del Sagittario: nel pomeriggio in Oasi e ad Anversa degli Abruzzi ha organizzato una serie di iniziative in attesa dell’Ora della Terra.
Pulizie delle spiagge la mattina.
Quattro spiagge saranno ripulite a mano dai volontari del WWF che hanno coinvolto scuole, associazioni e gruppi locali nella pulizia.
  • Martinscuro, appuntamento alle ore 9 presso la rotonda davanti allo stabilimento “La rosa blu” con la partecipazione delle classi dell’Istituto comprensivo “S. Pertini”.
  • Roseto degli Abruzzi, appuntamento alle ore 9.30 presso lo stabilimento Lido d’Abruzzo con la partecipazione dell’Istituto “V. Moretti”.
  • Pescara, appuntamento alle ore 9 presso l’ingresso a mare della sede della Lega Navale Italiana con la partecipazione di classi del Liceo linguistico “Marconi”.
  • San Vito Chietino, appuntamento alle ore 10 presso il molo lungomare di Gualdo con la partecipazione della Federazione Italiana Nuoto (FIN) Abruzzo.