13.9.19

Il comitato VINCA rinvia: confermato stop alla caccia!

 
Ieri, 12 settembre 2019, il WWF Abruzzo è stato ascoltato, insieme ad altre associazioni, nel comitato VIA per la discussione sulla nuova versione del calendario venatorio dopo la sospensione del primo a seguito del ricorso del WWF e della LNDC. I rappresentanti dell’Associazione del Panda hanno avuto modo di esporre le criticità più volte segnalate in queste ultime settimane.
“Il rinvio della discussione sul calendario venatorio”, dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo, “conferma che l’iter seguito per l’approvazione presenta delle criticità, che abbiamo puntualmente segnalato. La Regione Abruzzo ha pubblicato la proposta di un nuovo calendario venatorio senza però sottoporlo a un nuovo parere ISPRA, organo deputato alla valutazione della sostenibilità dei prelievi venatori disposti dalle Regioni”.
Bene ha fatto il comitato a rimandare la decisione e ad aspettare per esprimersi le indicazioni che arriveranno dall’ISPRA.
Sempre più a ostacoli resta il percorso della chiusura del calendario venatorio, nonostante il tentativo di aggirare, con la pubblicazione della nuova proposta, la sospensiva data dal TAR fino alla discussione del 25 settembre. Il giudizio rinviato del comitato VIA, considerato che quindi non ci può essere l’approvazione del nuovo calendario da parte della Giunta, mantiene ferma ogni attività venatoria almeno fino al prossimo martedì: ciò vuol dire che domenica 15 settembre in Abruzzo non si aprirà la caccia!
Il WWF continuerà a vigilare perché, oltre alla mancanza del parere ISPRA, molte altre erano le criticità sollevate nella nuova proposta di calendario venatorio sia su aspetti procedurali sia su aspetti di gestione e tutela faunistica.

Processo acqua Gran Sasso: si apre e subito si rinvia


Questa mattina si è aperto al Tribunale di Teramo il processo penale a carico dei vertici di Strada dei Parchi SpA, INFN e Ruzzo Reti SpA a seguito dell’incidente dell’8 e 9 maggio 2017 che portò al divieto di consumo di acqua per quasi due giorni per il territorio della provincia di Teramo.
Dopo l'apertura vi è stato il deposito delle istanze per la costituzione di parte civile da parte di 14 soggetti (associazioni e enti) a cui è seguito quindi il rinvio al prossimo 7 ottobre per l'esame delle stesse.
Il WWF Italia è tra le associazioni che hanno deposito istanza di costituzione, insieme a Legambiente, CAI e Cittadinanzattiva (tutte presenti nell'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso).
"Al pari di altre associazioni, il WWF segue questa vicenda fin dall'inizio" ha dichiarato Dante Caserta, Vicepresidente del WWF Italia. "Fummo i primi a segnalare il problema della sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso rispetto agli esperimenti dei Laboratori e al transito di autoveicoli nelle gallerie autostradali. Negli anni abbiamo prodotto decine di documenti sul tema, organizzato campagne di mobilitazione e sensibilizzazione. Siamo stati del resto già ammessi nel precedente processo che scaturì dall'incidente dell'agosto del 2002. Siamo quindi molto confidenti che la nostra costituzione possa essere accolta e che la nostra Associazione possa dare il proprio contributo anche in questa fase. Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso: accertamento della verità come elemento per giungere alla messa in sicurezza definitiva dell'acquifero".

12.9.19

Domani al via il processo sull’acqua del Gran Sasso

 
La conferenza stampa di Pescara
Questa mattina a Pescara i rappresentanti di WWF, Legambiente, Cittadinanzattiva e Club Alpino Italiano, tra i promotori dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, hanno presentato in una conferenza stampa le loro attività in vista dell’avvio del procedimento penale davanti al Tribunale di Teramo a carico dei vertici di Strada dei Parchi SpA, INFN e Ruzzo Reti SpA a seguito dell’incidente dell’8 e 9 maggio 2017 che dimostrò, per l’ennesima volta, la situazione di pericolo in cui versa l’acquifero del Gran Sasso al cui interno trovano posto le gallerie autostradali dell’A24 e i Laboratori sotterranei dell’INFN.
All’udienza del 13 settembre le quattro associazioni si costituiranno in giudizio, patrocinate dall’Avv. Prof. Domenico Giordano: la costituzione sarebbe già avvenuta se, alla prima udienza del 10 aprile scorso, il Giudice dell’Udienza Preliminare non avesse dichiarato la propria “non competenza” rispetto alle ipotesi contestate agli indagati decidendo per il rinvio alla Procura.
Nel corso della conferenza i rappresentanti delle associazioni hanno ribadito come questo non sarà un “processo alla scienza”, ma un processo per l’accertamento di responsabilità rispetto a situazioni e fatti noti da anni e ben definiti nelle conclusioni della consulenza dei tre esperti incaricati dalla Procura di Teramo durante le indagini. La costituzione di parte civile delle Associazioni rappresenta la prosecuzione della ricerca della verità che da sempre queste perseguono con lo scopo finale di giungere alla messa in sicurezza permanente dell’acquifero e del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga nato proprio per tutelare il Gran Sasso e il suo ecosistema. Negli anni sono stati numerosi, da parte di queste associazioni, gli atti di denuncia agli organi competenti e di sollecitazione dell’opinione pubblica affinché si superasse la situazione di rischio determinata dalla permeabilità delle due infrastrutture rispetto alla falda acquifera.
“Ci si augura - ha dichiarato l’Avv. Giordano - che il Tribunale di Teramo vorrà ammettere la costituzione delle associazioni ambientaliste e dei consumatori, permettendo in tal modo ai cittadini di partecipare al processo. Troppe volte nel nostro Paese il bene pubblico alla salute è stato posposto ad altri interessi; così ad esempio è accaduto per l’ILVA di Taranto o per il Petrolchimico di Porto Marghera. Per quanto riguarda l’Abruzzo bisognerà riflettere sul delicato equilibrio fra tutela della salute pubblica e determinate infrastrutture come i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali”.
Le associazioni hanno anche evidenziato come, a distanza di mesi, non sia stato ancora nominato il commissario straordinario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Secondo quanto previsto dalla legge di conversione del Decreto-legge n. 32/2019, cosiddetto Sbloccacantieri, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e sentito il Presidente della Regione Abruzzo, avrebbe dovuto nominare il Commissario entro il 3 luglio scorso. È noto che solo a inizio agosto è stato individuato il soggetto da nominare, ma ad oggi non risulta che il procedimento di nomina sia stato effettivamente concluso. Nel frattempo c’è stata la crisi di governo e l’arrivo del Conte bis.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, pur non essendo pregiudizialmente contrario, ha più volte ribadito puntuali critiche all’emendamento governativo che ha introdotto la nomina di questo nuovo Commissario:
  • mancanza di garanzie su una reale partecipazione dei cittadini e delle associazioni ai processi decisionali;
  • fondi insufficienti (120 milioni di euro in tre anni) rispetto alle richieste contenute nella delibera della Giunta regionale n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” (172 milioni di euro);
  • nessuna chiarezza circa gli interventi da fare;
  • nessun impegno concreto sull’allontanamento delle sostanze pericolose stoccate all’interno dei Laboratori dell’INFN;
  • introduzione di deroghe alle norme poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Una volta però che è stata scelta la strada del commissariamento non si capisce il perché di questi ritardi: i mesi passano e la situazione dell’acquifero che rifornisce 700.000 abruzzesi continua a non essere affrontata.

Caccia: Errare è umano, perseverare…

 
Una decisa volontà di insistere nell’errore, sia pure apportando qualche correttivo, con l’obiettivo evidente di accontentare quella parte del mondo venatorio interessata solo a premere il grilletto: questa l’impressione che si ricava osservando le scelte della Regione Abruzzo in tema di caccia.
Gli uffici regionali preposti avevano presentato infatti un calendario che non teneva in alcun conto le osservazioni presentate dal WWF e, quel che è peggio, ignorava in buona parte le indicazioni di ISPRA e le stesse sentenze emesse dal TAR negli scorsi anni, a seguito dei continui ricorsi che il WWF e il mondo ambientalista sono stati costretti a presentare.
Ebbene, a seguito del ricorso al TAR del WWF e della LNDC, anche quest’anno il calendario è stato sospeso, in attesa della discussione in Camera di Consiglio fissata per il 25 settembre: l’attività venatoria è quindi ferma, su disposizione del tribunale amministrativo fino alla data della discussione.
La Regione Abruzzo, per tutta risposta, il 5 settembre, ha emanato una seconda proposta di calendario, sottoponendola alla procedura di VINCA e costringendo i nostri attivisti a rincorrere le scadenze per poter presentare le osservazioni. Per inciso: il WWF Abruzzo ha comunque presentato questa mattina osservazioni in critica alla nuova versione.
Una procedura, quella scelta dalla Regione, a nostro avviso non corretta e comunque non rispettosa del ruolo della magistratura e penalizzante anche per gli stessi cacciatori, almeno per quelli che condizionano la loro passione al rispetto della natura e delle leggi. Il testo rinnovato è di fatto condizionato da una futura sentenza del TAR, che deve essere ancora espressa: vengono accolte infatti molte delle indicazioni ISPRA ignorate nella prima versione, ma poi si introducono "allargamenti", ad esempio nei periodi di caccia consentita, da definire in base all’esito della discussione del TAR.
Non si procede autonomamente con le indicazioni tecniche, ma ci si riserva di farlo solo a seguito di una pronuncia del giudice amministrativo: sarebbe stato più logico confrontarsi prima con tutti i portatori di interesse, non solo con il mondo venatorio, ed evitare l’ennesima battaglia giudiziaria. Che ovviamente non finirà qui: la nuova versione parte già con i crismi della illegittimità non rispettando, ad esempio, i tempi previsti per consentire osservazioni e permettere a tutti i portatori di interesse di partecipare al procedimento della VINCA: sarebbe necessario far decorrere 30 giorni e invece la pubblicazione è del 5 settembre e la discussione del 12!
Attenderemo quindi la pronuncia del Comitato regionale sulla VINCA, ma gli avvocati del WWF sono stati già allertati per eventuali successivi ricorsi. Un vero peccato che la Regione ci costringa a simili scelte spendendo denaro dei cittadini tutti (e non solo dei cacciatori) per difendere scelte bocciate dalla magistratura ormai in decine di sentenze che, stagione dopo stagione, si cerca di ignorare.
Entrando, invece, nel merito delle questioni più faunistiche, è palese che per un paio di specie, il Merlo e la Tortora, l’attività venatoria, se la proposta di calendario verrà confermata, inizierà di fatto prima del 25 settembre, data di discussione del ricorso fino alla quale il giudice aveva sospeso ogni attività. Coturnice e Allodola potrebbero tornare a essere cacciabili, mentre la caccia a Pavoncella e Moriglione è già prevista in difformità con quanto richiesto espressamente dal Ministero dell’Ambiente con la nota n. 16169 del 9 luglio 2019. Anche l’area contigua, in caso di bocciatura del ricorso, tornerà a scomparire dalla regolamentazione dell’attività venatoria della Regione Abruzzo, consentendo di fatto la caccia anche ai non residenti, in contrasto con quanto chiaramente afferma la Legge quadro sulle aree protette (Legge n. 394/91).
Sono tanti insomma i passaggi discutibili dell’iniziativa della Regione, che di fatto creano solo confusione intorno a una materia, quale quella dell’attività venatoria già di per sé abbastanza conflittuale.
Comprendiamo che la giunta regionale insediatasi a ridosso dell’approvazione del nuovo calendario si trovi ad affrontare anche i ritardi e le inadempienze delle giunte precedenti (manca da tanti anni il piano faunistico venatorio, mancano i monitoraggio e i censimenti, non è mai stato istituito l’Osservatorio faunistico) e come WWF ribadiamo la nostra disponibilità a instaurare un confronto a tutto campo sulla gestione faunistica regionale che non si limiti alla gestione venatoria.

8.9.19

Campi di volontariato WWF per l'Orso bruno marsicano


Conclusi in questi giorni i Campi Orso WWF 2019, organizzati nell’ambito della Campagna 2x50 del WWF, che ha come ambizioso obiettivo quello di puntare a raddoppiare la popolazione di Orso bruno marsicano entro il 2050. Soddisfazione per le azioni svolte: 7 le amministrazioni comunali che hanno ospitato le attività, migliaia le persone incontrate, diverse le associazioni coinvolte.
Ai campi hanno partecipato ragazzi volontari provenienti da tutta Italia, che hanno deciso di impiegare alcuni giorni delle proprie vacanze estive per svolgere azioni in favore dell’Orso, come ad esempio, osservazioni e raccolta segni di presenza, potatura meli, potatura arbusti, posizionamento di recinzioni elettriche, animazione e giochi per bambini.
“Sono stati realizzati 4 campi, patrocinati dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e guidati da Vanessa Ponziani, accompagnatore di Media montagna”, sottolinea Filomena Ricci, delegato regionale del WWF Abruzzo, “2 campi si sono svolti nel Comune di Anversa degli Abruzzi, nell’Oasi WWF Gole del Sagittario, di 8 giorni ciascuno, 1 nel Comune di Settefrati (Lazio) e un altro nel Comune di Castel San Vincenzo (Molise) di 4 giorni ciascuno. L’idea è stata quella di essere presenti nei 3 versanti del Parco, soprattutto in zone marginali e a confine dell’area protetta, dove però si registra un’espansione dell’Orso bruno marsicano e dove le popolazioni locali devono sperimentare azioni volte alla corretta e pacifica convivenza”.
Tra le attività svolte, molto importanti sono state quelle di comunicazione che hanno permesso di distribuire il materiale informativo del Parco e di trasmettere conoscenze e buone pratiche, ad adulti e bambini, in modo ludico grazie al GiocOrso.
“Abbiamo incontrato – continua Filomena Ricci - migliaia di persone nelle piazze dei paesi, tutte molto desiderose di conoscere e di sapere, abbiamo organizzato le iniziative in collaborazione con 7 amministrazioni comunali (Anversa degli Abruzzi, Villetta Barrea, Bisegna, Settefrati, Castel San Vincenzo, Villavallelonga, Pescasseroli), numerose associazioni (Orso and friends a Settefrati, Montagna Grande a Bisegna, associazione D.F.P. e Villavallelonga bike a Villavallelonga) e realtà commerciali (Ecotur di Pescasseroli, Campeggio Natura di Antonio Prospetto in Val Canneto a Settefrati, Campeggio “Oasi delle Mainarde” di Castel San Vincenzo, gestito dalla società Mainarde Turismo). Molte sono le persone da ringraziare, tutti i sindaci dei comuni, poi la direttrice della Riserva e Oasi WWF Gole del Sagittario Sefora Inzaghi e Andrea Gennai, del servizio tecnico del Parco, che hanno guidato i volontari in molte delle attività sul campo”.
“Questa estate abbiamo assistito a brutti episodi che minano la conservazione dell’Orso”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, “un’orsa investita in Molise, un’altra inseguita fino a farla separare dai cuccioli, a Pescasseroli. Questo ci ricorda quanto la popolazione sia vulnerabile e a rischio, ma anche quanto siano importanti i comportamenti di ognuno di noi. I campi hanno avuto come obiettivo proprio quello di aumentare la consapevolezza dell’importanza di questo animale unico al mondo e della responsabilità che tutti abbiamo nella sua conservazione. Cogliamo quest’occasione anche per ringraziare il lavoro svolto dal servizio scientifico del Parco, che ha permesso il ricongiungimento di almeno uno dei cuccioli con la madre. Ricordiamo a tutti che osservare un orso è un’emozione grandissima, che i volontari partecipanti ai campi hanno avuto modo di provare, ma che è fondamentale adottare comportamenti responsabili, osservare da lontano, non rincorrere gli animali, non circondarli, moderare la velocità quando si è in macchina lungo le strade dove si può incontrare un Orso o un qualunque altro animale selvatico".
La campagna Orso del WWF continua e si aspettano altri volontari pronti a dedicare un po’ del loro tempo alla tutela di questa specie e dell’ambiente. 




3.9.19

Mangialonga 2019

Anche la seconda edizione della Mangialonga dei Borghi è stato un successo. Circa 100 partecipanti che dal CEA WWF "Monti della Laga"hanno attraversato i Monti della Laga passando per Fonte Spugna e per la vetta del Monte Bilanciere.
La Mangialonga 2019 è stata organizzata dal WWF Teramo con la collaborazione del Gruppo Alpini di Cortino, il patrocinio del Comune di Cortino e il finanziamento dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga promosso nel programma Esploratori con gusto".
 



Calendario venatorio sospeso: il WWF diffida la Regione

 
Questa mattina il WWF Italia ha provveduto ad inviare una diffida al Presidente della Regione Abruzzo, alla Giunta regionale e ai Dirigenti regionali di riferimento in merito all’intenzione, anticipata a mezzo stampa dal vicepresidente Imprudente, di adottare un nuovo provvedimento teso a superare la decisione del TAR Abruzzo che ha sospeso l’avvio della stagione venatoria accogliendo il ricorso del WWF Italia e della LNDC Animal Protection.
Gli attuali rappresentanti regionali sono stati diffidati dall’approvare nuovi atti di Giunta e/o effettuare interventi legislativi nelle materie oggetto del calendario venatorio regionale 2019/2020 e del ricorso presentato dalle due associazioni per sovvertire la ratio delle decisioni statuite dal giudice amministrativo che, come è stato riportato nel dispositivo della decisione, mirano a far prevalere l’interesse pubblico generale della conservazione della fauna selvatica.
Peraltro nella diffida si ricorda che non è stato neppure concluso il procedimento in merito alla Valutazione di Incidenza Ambientale del calendario venatorio la cui approvazione, quindi, rappresenterebbe una grave e palese violazione di quanto stabilito dalla direttiva “Habitat” e dalla normativa italiana di recepimento.
“Siamo stati costretti a firmare questo nuovo atto nei confronti della giunta regionale per tutelare l’interesse primario della tutela della natura e, nello specifico, della fauna”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “Rinnoviamo l’invito al Presidente Marsilio, già formulato in fase di predisposizione del calendario e dopo l’annullamento del TAR, di aprire un tavolo di confronto per arrivare, stante l’attuale legge che consente la caccia in Italia, ad una gestione corretta dell’attività venatoria. Gestione corretta che vuol dire porre al centro la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini abruzzesi e non ad una piccola minoranza”.

31.8.19

Mangialonga dei Borghi al via!


Domani, domenica 1° settembre 2019, si terrà la seconda edizione della “Mangialonga dei borghi”, un’escursione alla scoperta della natura e dei sapori del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
L'evento fa parte del programma “Esploratori con gusto” finanziato dall'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Punto di partenza sarà il Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga” al bivio per Casagreca a Cortino (TE).
L’escursione toccherà varie frazioni del comune di Cortino e consentirà di attraversare l’abetina di Cortino e giungere in vetta al Monte Bilanciere. Da qui si riscenderà fino all’Albergo La Pineta di Fonte Palumbo dove si terrà un pranzo finale.
Durante il percorso le guide del WWF illustreranno le peculiarità dei Monti della Laga. Caratteristica della Mangialonga è unire l’escursionismo in natura con l’enogastronomia: lunga la passeggiata sarà possibile assaggiare i prodotti tipici locali e vedere la realizzazione artigianale del formaggio da parte di un pastore.
L’evento sarà plastic-free: nelle varie tappe, dove non sarà possibile utilizzare piatti di porcellana e bicchieri di vetro, il WWF fornirà posate e stoviglie in materiale compostabile.
“Dopo il successo dello scorso anno, anche per questa edizione abbiamo registrato il tutto esaurito” dichiara il Presidente del WWF Teramo, Claudio Calisti. “Il nostro obiettivo è far trascorrere una giornata piacevole, ma anche permettere di conoscere i luoghi del Parco trasmettendo a tutti i partecipanti l’esigenza di proteggerli”.

28.8.19

Ricorso WWF sulla caccia: il TAR sospende il calendario venatorio

Questa mattina il Presidente del Tribunale Amministrativo d’Abruzzo ha emanato un decreto cautelare che sospende, di fatto, la caccia almeno per tutto il mese di settembre, almeno sino al 25 settembre.
Niente preapertura alla tortora, gazza, ghiandaia e cornacchia il 1 e 2 settembre e niente caccia a tutte le altre specie, prevista per il 15 settembre. Le doppiette dovranno insomma essere lasciate a casa in quanto il TAR ha disposto che l’esercizio venatorio sia completamente fermo in Abruzzo. Il WWF e la LNDC Animal Protection avevano nei giorni scorsi depositato ricorso (curato dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone) ai giudici amministrativi dopo aver preso visione di un calendario venatorio anche quest’anno dannoso e pregiudizievole per la fauna selvatica.
Dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo: “ Avevamo chiesto alla Giunta Marsilio-Imprudente di cancellare le assurde disposizioni previste in questo calendario come la caccia già dal 1° settembre alla tortora, una specie gravemente minacciata o l’anticipo e l’estensione del periodo di caccia a quasi tutte le specie oppure ancora la cancellazione di molti limiti relativi ai carnieri e la scarsa incidenza nelle misure per la conservazione dell’Orso bruno marsicano. La Regione non ha tenuto in considerazione nessuna delle nostre osservazioni e siamo stati costretti a ricorrere ancora una volta ai giudici amministrativi”.
Tra l’altro nel calendario sono state riproposte scelte già bocciate negli anni scorsi dal TAR in maniera del tutto illogica. C’è da chiedersi perché la Regione non scelga nuovi consulenti visto che quelli di cui si serve la espongono da anni a pessime figure continuando a proporre un calendario improponibile finendo così col danneggiare gli stessi cacciatori. Dieci anni di sconfitte giudiziarie della Regione Abruzzo a seguito dei ricorsi al TAR non hanno evidentemente convinto la nuova Giunta Regionale Marsilio-Imprudente ad avviare un cambio di rotta a favore della tutela della fauna del nostro territorio. Si continua ostinatamente a servire gli interessi della parte più retriva del mondo venatorio piuttosto che quelli della fauna e dell’ambiente, che sono un bene collettivo.
Dichiara Piera Rosati Presidente della LNDC Animal Protection: “Con il nostro ricorso abbiamo salvato migliaia di animali da morte certa. Confidiamo che il blocco totale della caccia sia confermato dai giudici amministrativi il 25 settembre quando si riuniranno in Camera collegiale. Le disposizioni contenute nel calendario venatorio sono infatti, per molti aspetti, insostenibili e assurde per la fauna selvatica del nostro territorio”.
Le Associazioni ribadiscono ancora una volta la necessità di una seria riforma del Settore Caccia della Regione Abruzzo che evidentemente non è in grado di effettuare una programmazione venatoria senza incorrere nelle illegalità ogni anno rimarcate dai ricorsi vinti dalle Associazioni ambientaliste.
È indispensabile intanto che le Forze di Polizia vigilino con una attenzione ancora maggiore di quella abitualmente impiegata sulla sospensione della caccia in tutto il territorio abruzzese in modo da evitare che qualche cacciatore possa sparare illegalmente nel mese di settembre. 

27.8.19

Il popolo immobile, le ultime foreste del Mediterraneo: giovedì 29 agosto a Pineto

 
Giovedì 29 agosto dalle ore 21 presso Villa Filiani ARCI e WWF presentano il nuovo libro di Alberto Cambone e Roberto Isotti “Il popolo immobile. Le ultime foreste del Mediterraneo”, De Luca Editori d’Arte 2019.
Il libro racconta un mondo unico per bellezza e complessità ed è stato realizzato dal team “Homo Ambiens” formato dai fotografi Alberto Cambone e Roberto Isotti e da Micol Ricci, autrice dei testi. 194 immagini dal cuore delle foreste del "Mare Nostrum", un progetto a lungo termine che ha visto coinvolti quasi 100 tra enti di ricerca, associazioni e istituzioni pubbliche, tutti impegnati per la conservazione della natura nei Paesi del bacino del Mediterraneo.
La presentazione, che si svolge grazie alla collaborazione della Piccola Biblioteca del Viandante del Circolo ARCI Metexis di Pineto, ha il patrocinio dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e del Comune di Pineto, e vedrà la partecipazione, oltre che degli Autori, di Giorgio Giannella, Presidente provinciale dell’ARCI, e Dante Caserta, Vicepresidente WWF Italia.
Per ARCI e WWF presentare un libro come questo mentre il mondo vede bruciare i suoi grandi polmoni verdi è particolarmente importante. Quanto sta accadendo in Siberia e in Amazzonia rappresenta una immane catastrofe ambientale che deve spingerci tutti ad un maggiore impegno verso la conservazione delle foreste, a iniziare da quelle più vicine a noi nel bacino del Mediterraneo e nella nostra regione. Il Mediterraneo presenta una straordinaria biodiversità che fornisce quel capitale naturale indispensabile per la vita di tutti noi. Conoscere e tutelare la flora, la fauna e gli habitat di questo bacino è un dovere per ogni cittadino di questo Pianeta, ma rappresenta anche il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro e per quello delle prossime generazioni.