31.3.16

Domenica 3 aprile: Non ci fossilizziamo


Aperitivo scientifico WWF: incontro con Alessandro Di Federico

 
Venerdì 1° aprile alle ore 18 presso il Bar “San Matteo”, in Largo San Matteo a Teramo, un nuovo appuntamento con gli “Aperitivi scientifici”, l’innovativa formula di divulgazione e intrattenimento del WWF Teramo.
Titolo dell’incontro è “Proteggere fotografando. Le avventure di un giovane fotografo abruzzese in giro per il mondo”, con Alessandro Di Federico, fotografo e documentarista che ha iniziato la sua attività nell’Oasi WWF del Lago di Penne (PE) per poi arrivare a visitare e documentare la ricchezza della biodiversità in tante parti del mondo.
“L’attività del fotografo può essere un valido aiuto per l’azione di conservazione e valorizzazione che come associazione ambientalista portiamo avanti”, dichiara Fausta Filippelli del WWF Teramo. “Documentare le bellezze naturali così come i danni ambientali provocati dall’azione dell’uomo è spesso un modo per far comprendere la necessità di proteggere e conservare gli ambienti che ci circondano e quelli più lontani. Incontrare Alessandro e farci raccontare la sua esperienza è veramente un’occasione straordinaria per avvicinarsi al mondo della fotografia naturalistica, comprenderne le tecniche e soprattutto le motivazioni etiche che devono sempre accompagnarla”.

26.3.16

Mattanza di volpi: WWF e GADIT chiedono il ritiro della delibera provinciale

Foto tratta da Internet
Dal 20 marzo scorso, con la delibera n. 92 del 2016, la Provincia di Teramo ha dato il via a una vera e propria mattanza di volpi sul territorio provinciale.
La delibera apre la caccia alla volpe nel periodo primaverile quando tutta la fauna presente sul territorio è in fase produttiva. Oltre al danno sulle volpi, questa decisione sta quindi creando enormi problemi a tutta l'altra fauna (caprioli, tassi, lepri, ecc.) che sarà disturbata da spari e cani da caccia durante una delle fasi più delicate della loro vita.
La decisione della Provincia è solo l'ennesimo regalo alla lobby delle doppiette e non ha nulla a che vedere con la gestione della specie.
Sono molteplici gli elementi del Piano di abbattimento delle volpi predisposto dalla Provincia che contrastano con la legge e con la corretta gestione faunistica:
1) il Piano prevede di procedere ad abbattimenti senza che siano stati messi in atto metodi ecologici di contenimento (prescritti dalla legge) nel caso in cui, per le volpi tutto da dimostrare, ci si trovi in presenza di un eventuale squilibrio ecologico;
2) il Piano prevede gli abbattimenti senza aver prima imposto la sospensione dell'immissione di fagiani e lepri di allevamento che, appena rilasciati in natura, proprio perché provengono da allevamenti, diventano facili prede delle volpi. In pratica la Provincia, tramite gli Ambiti Territoriali di Caccia, prima paga il cibo alle volpi e poi le fa abbattere;
3) il Piano non ha nulla di selettivo perché consente la caccia a maschi e femmine, piccoli e maturi, senza alcuna distinzione. Inoltre l'utilizzo dei segugi rende particolarmente cruenta la caccia in questa fase in cui molti cuccioli di volpe appena nati saranno sbranati da cani da caccia mandati a stanare le volpi;
4) il Piano non si avvale dei suoi “selecontrollori” che la stessa Provincia ha formato attraverso corsi costati soldi alla collettività. Si preferisce dare la possibilità di caccia a tutti, allungando così il periodo di caccia oltre quello consentito dalla legge;
5) il Piano non prevede alcun controllo sui cacciatori che saranno coordinati da una guardia ecologica volontaria che è anch'essa scelta tra i cacciatori: in pratica controllore e controllato sono la stessa persona;
6) il Piano fa riferimento alla tecnica di caccia della “girata” e all'utilizzo del cane “limiere” che non vengono usati nella caccia alla volpe, ma nella caccia al cinghiale.
Non è un caso che il Piano predisposto dalla Provincia non abbia avuto il parere favorevole dell'ISPRA, l'Istituto scientifico nazionale che deve rilasciare pareri obbligatori sui piani di abbattimenti dopo averne verificata l'efficacia e il rispetto della normativa di settore.
Il WWF Teramo e il Nucleo teramano delle Guardie Ambientali d'Italia manifestano tutta la loro contrarietà a questo modo di procedere da parte dell'Amministrazione Provinciale che sta dimostrando di essere più interessata ad accontentare i cacciatori che a garantire una corretta gestione della fauna che è un patrimonio di tutti e non di una sola minoranza di cacciatori.
Il WWF Teramo e il Nucleo teramano delle Guardie Ambientali d'Italia chiedono alla Provincia di ritirare il Piano e di avviare un confronto sul tema della gestione faunistica che si basi su reali elementi scientifici e non sull'interesse del mondo venatorio.

25.3.16

Non solo di cioccolato... le uova in natura!


Uova di cioccolato, dipinte, nei dolci tradizionali: alla vigilia della Pasqua arriveranno sulle nostre tavole, simbolo "per eccellenza" della fertilità. Un simbolo che, ricorda il WWF, è stato in realtà “inventato” da rettili e uccelli (e qualche mammifero, come l’ornitorinco e l’echidna australiani).
Nel processo evolutivo l’uovo è stato “creato” con un guscio esterno protettivo per assicurare un mezzo acquoso adeguato a consentire lo sviluppo dell’embrione alle specie animali che hanno lasciato l’ambiente acquatico, colonizzando le terre emerse. Pesci e anfibi invece, hanno continuato a deporre uova senza guscio in un mezzo liquido. Vediamo curiosità e qualche record.
L’uovo più grande. L’uovo più grande mai deposto da un uccello sembra essere stato quello di una specie di Moa (Dinornis robustus), un grande uccello simile allo struzzo vissuto in Nuova Zelanda, alto più di due metri e pesante circa 250 kg. Il suo uovo misurava 17,8 x 24 cm. 
A dispetto delle loro imponenti dimensioni, invece, i dinosauri non deponevano uova molto grandi. Le più grandi mai rivenute sono quelle di un dinosauro vissuto nel Cretacico 75 milioni di anni fa – il Gigantoraptor erlianensis – che misuravano ben 60 cm. L’uovo più grande deposto da un uccello vivente è stato deposto da uno struzzo in un allevamento in Svezia nel 2008: pesava circa 2,5 kg.
L’uovo più piccolo. L’uccello che depone l’uovo più piccolo è un colibrì della Giamaica (Mellisuga minima), lungo appena 10 mm e del peso di soli 0,365 g.
La forma dell’uovo. Le uova degli uccelli non hanno tutti la stessa forma. Esistono uova ellittiche, ovali, ovali appuntite e piriformi. Gli uccelli marini come le Urie, le Gazze marine e i Gabbiani tridattili che nidificano sulle falesie rocciose, depongono le uova a forma di pera allungata per non rischiare che cadano rotolando giù. Le uova delle specie che nidificano in cavità o in buche hanno forma più rotonde. La forma, oltre che per un adattamento al tipo di nido e all’ambiente in cui la specie si riproduce, è determinata dalla forma del bacino della femmina.
Il colore dell’uovo. Ci sono bianche, marroni, azzurre e rosse. Il colore, infatti, costituisce un adattamento utile alla sopravvivenza dell’uccello. Svolge una funzione mimetica con l’ambiente. Il colore è dato da sostanze deposte in parte sullo strato esterno del guscio. Le melanine sono responsabili delle colorazioni nere, scure e brune, i carotenoidi producono le colorazioni gialle, rosse, arancio, marrone e violetto, le cianine contribuiscono alla formazione dei toni blu e verdi. Il Codirosso algerino (Phoenicurus moussieri) depone nella stessa covata uova sia bianche sia azzurre. L’Uccello sarto (Orthotomus sutorius) depone nella stessa covata, normalmente composta da quattro uova, uova bianche, verdi, rosa macchiettate di rosso chiaro, violetto e nero e uova blu-verdastro. Alcune specie come il Fratino (Charadrius alexandrinus), al centro proprio in questo periodo delle azioni WWF per difendere le spiagge naturali dove nidifica, soprattutto in Toscana e Abruzzo, depongono uova che si confondono benissimo con l’ambiente sabbioso in cui si riproduce. Altre specie come la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Chiurlo (Numenius arquata) depongono uova ombreggiate di marrone e verde oliva macchiettate di rossiccio difficilmente distinguibili dall’irregolare substrato su cui giacciono: si chiamano colorazioni disruptive. Il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) che nidifica nelle cavità scavate nei tronchi, depone uova bianche e lucide per facilitare la localizzazione da parte sui genitori nell’oscurità.
Strategie di riproduzione. I Cuculi hanno una strategia di riproduzione molto particolare: depongono le uova nei nidi di altre specie di uccelli e la femmina del Cuculo è specializzata nel “copiare” il colore dell’uovo della specie prescelta per ospitare inconsapevolmente il suo. Il piccolo Cuculo butta fuori dal nido le altre uova o, nel caso, anche i pulcini dei suoi genitori adottivi per garantirsi tutte le attenzioni e il cibo.

22.3.16

Appello WWF nella Giornata mondiale dell'acqua: rispettate il voto degli italiani sull'acqua bene comune

Il WWF Italia, nella Giornata mondiale dell’acqua, si rivolge ai Deputati della Camera affinché rispettino la volontà di 26 milioni di italiani che nel 2011 hanno votato per mantenere la gestione del servizio idrico e la proprietà delle infrastrutture in mano pubblica.
Il WWF chiede che vengano ritirati gli emendamenti che modificano alcuni articoli del progetto di legge di iniziativa popolare attualmente in discussione alla Commissione Ambiente e che venga ripristinato il testo originale.
La proposta di legge di iniziativa popolare è stata presentata da centinaia di associazioni nazionali e comitati locali impegnati nella salvaguardia del bene acqua e fu sottoscritta da ben 400.000 italiane e italiani (secondo la legge ne bastavano 50.000). Il Parlamento l’ha tenuta nei cassetti per anni, ignorandola, nonostante tale proposta sia stata avallata dall’esito referendario del 2011 quando l’Italia si pronunciò in maniera schiacciante contro la privatizzazione dell’acqua.
È veramente un paradosso che proprio la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata alla tutela dell’acqua come bene comune venga stravolta da una serie di emendamenti e finisca per essere il grimaldello per far ripartire il percorso di privatizzazione della risorsa idrica.
Il WWF richiama poi il Governo ad una maggiore attenzione sul tema della gestione delle risorse idriche e sul governo delle acque.
Il nostro Paese è inadempiente nei confronti di alcune importanti direttive europee, dalla depurazione dei reflui (Direttiva 91/271/CEE) alla Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE). Dal 2016 rischiamo di dover pagare 500 milioni di euro l’anno a causa delle procedure d’infrazioni aperte nei confronti del nostro Paese. È necessario un drastico e urgente cambiamento di rotta anche perché la gestione sostenibile della risorsa idrica è il primo passo per impostare una concreta politica di adattamento ai cambiamenti, come con forza è stato unanimemente richiamato nella recente Conferenza COP 21 svoltasi a Parigi tra il 30 novembre e il 12 dicembre dello scorso anno.

L'Ora della Terra, un successo planetario!

Ha battuto tutti i record precedenti la decima edizione dell’Ora della Terra, la maratona planetaria per il clima organizzata dal WWF in tutto il mondo sabato 19 marzo.
Per 24 ore si sono spenti luoghi-simbolo come l’Opera House di Sydney, il Big Ben e il Palazzo di Westminster a Londra, la Tokyo Tower, l’Empire State Building a New York, la Marina Bay Sands di Singapore. In Italia è toccato alla Fontana di Trevi, con Piero Angela ospite d’onore, e poi alla Basilica di San Pietro, al Colosseo e a tantissimi altri monumenti in ogni parte d’Italia.
Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha sostenuto l’iniziativa dichiarando: “L’Ora della Terra arriva in un momento cruciale in cui la strada che dobbiamo percorrere richiede impegno e ambizione, impegno in cui tutti devono fare la propria parte”. Anche il Palazzo dell’Onu a New York si è spento: luogo quanto mai simbolico che vedrà il prossimo 22 aprile la firma dell’accordo di Parigi sul clima raggiunto alla COP21. Quel giorno il WWF si augura che tutti i Paesi annunceranno ulteriori sforzi per combattere i cambiamenti climatici.
 
L’ORA DELLA TERRA IN NUMERI
Record di partecipazioni di Nazioni: 178 in tutto il mondo.
Oltre 6.600 eventi organizzati nel mondo segnalati da individui e organizzazioni.
1.230.000 azioni individuali concrete di riduzione dell’impatto sul clima (spegnimenti, cene solidali, petizioni per il clima).
In Italia si sono spenti oltre 400 luoghi-simbolo tra torri, ponti, castelli, monumenti storici, sculture.
Social da record nel mondo: oltre 2 miliardi e mezzo di visualizzazioni degli hashtag dedicati.
Boom Social anche in Italia: circa 1 milione di persone coinvolte sulle bacheche Facebook.
L’hashtag #oradellaterra è stato costantemente nei top trend italiani per tutta la durata dell’iniziativa.

RECORD DI ADESIONI ANCHE IN ABRUZZO
“Tra spegnimenti e eventi quest’anno l’Ora della Terra in Abruzzo ha coinvolto quasi 50 realtà tra Comuni, Province, Parchi e riserve naturali, Centri di Educazione Ambientale” dichiara Luciano Di Tizio, Delegato del WWF Abruzzo. “Una dimostrazione di impegno importante che ci auguriamo possa proseguire con tanti gesti concreti di riduzione del nostro impatto ambientale. Gesti concreti come un forte impegno nella campagna referendaria che ci aspetta da qui al 17 aprile quando saremmo chiamati a votare sulle trivelle petrolifere entro le 12 miglia dalle coste italiane”.

20.3.16

Proteggere fotografando, incontro con il documentarista Alessandro Di Federico


Ora della Terra per il referendum



Ieri a Teramo i volontari del WWF hanno organizzato un banchetto informativo per il referendum del 17 aprile e a seguire hanno atteso lo spegnimento delle luci del centro per l'edizione dell'Ora della Terra 2016.

16.3.16

Ruspe in azione a Roseto degli Abruzzi: cancellate le spiagge del Fratino!

Poche ore di lavoro di una ruspa e salta la nidificazione del fratino sulle spiagge del Comune di Roseto degli Abruzzi.
Nonostante le segnalazioni fatte per tempo agli Uffici comunali le ruspe sono entrate in azione su due tratti della spiaggia di Roseto degli Abruzzi (all’altezza dell’albergo Mion e dello stabilimento Luna Rossa) e hanno completamente arato il litorale dove erano presenti due siti riproduttivi storici del Fratino e dove nei giorni scorsi i volontari che seguono il progetto “Salvafratino 2016” avevano individuato diverse coppie nel tipico atteggiamento di predisposizione di nidi per la cova delle uova.
I volontari avevano comunicato quanto stava accadendo e avevano chiesto agli Uffici comunali di non intervenire nell’area in questa fase delicatissima nella vita dei Fratini che proprio in questo periodo costruiscono i loro nidi sulla sabbia.
 
 
Nonostante queste segnalazioni e nonostante il WWF, come ogni anno, nelle scorse settimane avesse scritto a tutti i Comuni costieri offrendosi di collaborare con le Amministrazioni per provvedere alla pulizia della spiaggia senza arrecare danni alla specie, l’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi ha proceduto in maniera sistematica alla pulizia meccanica di questi tratti di spiaggia compromettendo la riproduzione.
Purtroppo il Comune di Roseto degli Abruzzi non è nuovo a questo genere di azioni e già negli anni passati è risultata la “maglia nera” regionale in quanto a successo riproduttivo del Fratino nel proprio territorio.
Il Fratino, simbolo delle nostre spiagge, è una specie protetta a livello comunitario, nazionale e regionale. La stessa Ordinanza balneare predisposta annualmente dalla Regione Abruzzo (compresa quella del 2016) stabilisce che la specie deve essere protetta. Per questo il WWF è intenzionato a presentare un esposto alla magistratura e agli organi competenti su quanto è accaduto.
Inoltre il WWF scriverà anche alla FEE, l’Organizzazione che assegna le “Bandiere blu” per segnalare quanto è accaduto, considerato che proprio da quest’anno le azioni per la tutela del Fratino sono ricomprese tra le attività delle Amministrazioni Comunali da valutare per l’assegnazione di questo riconoscimento.
 

Il Comitato contro il referendum del 17 aprile si presenta: ha paura del confronto e si rifugia nell'astensionismo!

 
Questa mattina si è presentato a Roma il Comitato contro il referendum del 17 aprile.
Non puntano al confronto (che sanno perdente), ma all'astensionismo.
"L’invito a non andare a votare da parte del Comitato per il No al Referendum del 17 aprile offende i cittadini italiani i quali hanno il diritto di esprimere il proprio voto su questioni fondamentali per il destino del nostro Paese e per il futuro dei propri figli e dimostra la mancanza di argomenti dei pasdaran delle trivelle". Lo dichiara Dante Caserta, vice Presidente del WWF Italia, che aggiunge: "Sui temi sensibili di rilevanza ambientale, gli italiani si sono espressi sempre a grande maggioranza per il SI all'abrogazione di norme che minaccino il grande patrimonio naturale che rende ricco il nostro Paese".
La nostra Penisola è praticamente imbrigliata da strutture operative legate al ciclo del petrolio e degli idrocarburi, sono 12 le raffinerie, 14 i porti che movimentano prodotti petroliferi e petrolchimici, 50 i depositi strategici di oli minerali che assediano le coste italiane. Sono 69 le piattaforme petrolifere a mare e 40 sono i permessi di ricerca che condizionano il nostro futuro: tutto questo ha delle conseguenze sulla qualità delle acque del nostro mare, meta di destinazione privilegiata dei flussi turistici di milioni di turisti italiani e stranieri - spiega -. Non sono solo gli incidenti ma anche le operazioni di routine dei depositi, degli scali costieri, delle piattaforme petrolifere a provocare un costante avvelenamento, persistente e duraturo del nostro splendido bacino del Mediterraneo, come dimostra il fatto che la densità media del catrame pelagico (in mare aperto) depositato nei nostri fondali raggiunge una densità di 38 mg per metro quadrato: tre volte superiore a quella del Mar dei Sargassi, che è al secondo posto di questa classifica negativa con 10 mg per metro quadrato.
"Anche rispetto allo spreco di denaro pubblico, evidentemente, il Comitato del No sbaglia indirizzo: quella è una responsabilità esclusiva del Governo che ha rifiutato la richiesta (più che ragionevole) di accorpare il referendum con le elezioni amministrative che si svolgeranno dopo qualche settimana nelle principali città italiane - conclude Caserta -. Invitare a disertare il voto significa aggiungere al danno già fatto dal Governo anche la beffa democratica espropriando i cittadini del diritto di decidere”.
 
Tutti i motivi per dire "Sì" sul sito WWF con dossier e approfondimenti: http://www.wwf.it/unmaredisi.cfm