28.12.10

2010 in Abruzzo: il bilancio del WWF

Il 2010, Anno Internazionale per la Biodiversità, si chiude con una bella notizia dall’Oasi WWF Riserva regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (AQ): è terminata l’opera di censimento delle piante presenti in questo angolo di Appennino e sono state segnalate ben 806 entità segnalate, di cui ben 6 per la prima volta in Abruzzo.
La ricerca, durata 3 anni, è stata effettuata da Fabio Conti e Daniela Tinti dell’Università di Camerino. I campioni sono stati raccolti dalla primavera all’autunno con visite in tutti i diversi ambienti dell’Oasi.
Un vero e proprio erbario è stato approntato per permettere il confronto con campioni provenienti da altri erbari italiani e stranieri: per diverse specie, infatti, è necessario un esame in laboratorio per distinguerle a livello specifico e sottospecifico. La ricerca ha dimostrato che il 15% di tutte le specie italiane è concentrato in poco più di 400 ettari dell’Oasi nel territorio del Comune di Anversa degli Abruzzi in provincia di L’Aquila.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “L’anno della biodiversità si chiude con questa bella notizia che conferma il valore naturalistico internazionale di una delle nostre Oasi più belle, quella delle Gole del Sagittario. Ma per l’Anno della biodiversità ci siamo impegnati in modo particolare in tutte le aree protette che gestiamo e sono state tantissime le iniziative messe in campo dal WWF in Abruzzo con grandissimi risultati. Abbiamo dimostrato che attraverso la conservazione di un territorio è possibile la sua valorizzazione con importanti ricadute anche economiche”.

L’Oasi WWF dei Calanchi di Atri (TE) ha visto nidificare per la prima volta il Martin pescatore, specie tutelata a livello comunitario, ed è stata recentemente ricolonizzata dal Capriolo. Si conferma così il ruolo di corridoio ecologico di quest’area protetta tra la costa antropizzata e l’Appennino. L’inaugurazione della cicloippovia avvenuta a maggio consente ora ai visitatori di apprezzare questo paesaggio unico con mezzi di fruizione più sostenibili. Sempre in questa riserva nel 2010 sono state avviate due ricerche di particolare interesse gestionale, sull’uso degli artropodi quali indicatori della qualità ambientale nella valutazione degli impatti degli incendi e sul legame tra gestione degli ambienti agricoli e presenza di specie di pipistrelli. In particolare lo studio condotto dal Prof. Danilo Russo ha già permesso di individuare quest’estate la presenza di femmine riproduttrici del rarissimo Barbastello.
L’Oasi WWF delle Cascate del Rio Verde a Borrello (CH) ha superato nel 2010 i 15.000 visitatori. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Mario Negri Sud in questa riserva sono state individuate quest’anno diverse specie nuove per l’Abruzzo di licheni, organismi che derivano dalla simbiosi tra alghe e funghi e che vengono usati come bioindicatori della qualità dell’aria, che a Borrello è risultata elevatissima.
Nell’Oasi WWF delle Sorgenti del Pescara di Popoli (PE) hanno nidificato con successo diverse coppie di Airone cenerino i cui piccoli spuntavano a maggio dai grandi nidi costruiti nel canneto. Sono terminati nel 2010 i campionamenti per lo studio degli invertebrati delle sorgenti da parte dell’Università di L’Aquila ed i primi risultati sono attesissimi in quanto la riserva tutela la principale sorgente abruzzese, con circa 6.000 litri al secondo di portata, e una risorsa strategica per la nostra regione.
L’Oasi WWF del Lago di Penne (PE), con i suoi prodotti agricoli è al centro del progetto nazionale del marchio “Terre dell’Oasi” presentato poche settimane or sono, confermandosi così una delle principali realtà nel sistema delle aree protette nazionali e testimoniando il ruolo che l’agricoltura biologica ha nella tutela di paesaggi agrari tradizionali e di pregio e della fauna e flora ad essi collegati.
Ed alla biodiversità rurale è dedicato un progetto nell’Oasi WWF del Lago di Serranella nei Comuni di Altino, Casoli e Sant’Eusanio del Sangro (CH), incentrato sulla tutela di specie arboree ed erbacee, nonché su un'azione di ricerca scientifica, documentazione e sensibilizzazione.
Infine nell’Oasi WWF della Diga di Alanno (PE) sono continuati i monitoraggi avifaunistici sulla migrazione, confermando l’importanza delle aree umide per specie provenienti dal nord e dall’est Europa a dimostrazione che la tutela della biodiversità non può essere svolta seguendo i confini politici, ma ha bisogno di politiche di largo respiro.
Dichiara Camilla Crisante, Presidente del WWF Abruzzo: “Con l’impegno si possono ottenere risultati tangibili, sia dal punto conservazioni stico che da quello promozionale. Abbiamo dimostrato che la tutela porta anche alla crescita sociale dei comuni che vengono coinvolti e resi responsabili della gestione delle aree naturali protette. Con la miriade d’iniziative svolte, le nostre Oasi hanno dimostrato che anche in Abruzzo era possibile contribuire concretamente per dare concretezza all’Anno Internazionale della Biodiversità. Ovviamente non mancano problemi, ma se compariamo i risultati che abbiamo ottenuto con pochissimi mezzi con quanto viene speso per altri settori vediamo che la produttività è elevatissima. Per la gestione delle nostre Oasi vengono impegnati complessivamente in un anno meno soldi di quanto costa una rotatoria stradale costruita in qualsiasi periferia di paese abruzzese”.

Purtroppo nel suo complesso, non si può certo dire che la nostra regione, che si presenta come la regione dei parchi, abbia onorato l’Anno della Biodiversità come aveva chiesto il WWF all’inizio del 2010 consegnando ai vertici della Regione un calendario tutto dedicato alla conservazione del patrimonio naturale del Pianeta.
Le morie di pesci in diverse foci fluviali, con il caso gravissimo del Vibrata nel teramano, provano come i fiumi siano sottoposti a stress ambientali di origine antropica non più sostenibili.
È stato adottato il Piano di Tutela delle Acque dopo quasi un decennio di attesa. Poteva essere il migliore contributo per l’Anno della Biodiversità da parte della Regione Abruzzo, ma in realtà rischia di essere un appuntamento mancato perché il piano è stato per ora svuotato di significato prevedendo deroghe su deroghe sia sul Deflusso Minimo Vitale sia sulla qualità delle acque. Basti pensare che secondo il piano ben il 25% dei fiumi abruzzesi potrà continuare a non rispettare gli standard di qualità previsti dall’Unione europea fino al 2027!
L’Abruzzo presenta livelli di inquinamento inaspettati, con 1190 siti da bonificare censiti dalla Regione.
Sulla caccia la Regione Abruzzo si è vista addirittura smentire dallo stesso Governo nazionale ed è stato gravissimo il ricorso alla legge regionale per varare un calendario venatorio che ha reso inadempiente la nostra regione rispetto alle norme comunitarie in materia di tutela della fauna.
I nove giardini botanici regionali, tra i quali quelli storici di Campo Imperatore e di Collemaggio entrambi nel Comune di L’Aquila, visitati da decine di migliaia di visitatori ogni anno, hanno visto azzerare le risorse da parte della Regione e sono destinati ad una lenta agonia con il loro patrimonio di biodiversità.
I boschi continuano la loro espansione ricolonizzando aree un tempo coltivate: si tratta di un segnale positivo per la riconnessione ecologica, ma resta tantissimo da fare affinché le aree forestali siano considerate per la loro qualità biologica e non solo come legna da sfruttare.
Conclude Camilla Crisante: “Complessivamente abbiamo verificato un’insopportabile disattenzione nei confronti della nostra biodiversità, come se in tempo di crisi difendere il nostro patrimonio naturalistico costituisse un lusso! In realtà a un’alta biodiversità corrisponde un territorio con migliore qualità ambientale anche per l’uomo. Una grande preoccupazione continuiamo ad avere per la tutela del più grande mammifero europeo. L’Orso bruno marsicano è ormai ridotto a poche decine di esemplari. Per questo vogliamo lanciare un appello affinché la Regione Abruzzo attui immediatamente e concretamente il PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), lo strumento di conservazione della specie che si è adottato a livello nazionale, cominciando con l’istituire le zone contigue attorno ai parchi previste dalla legge italiana fin dal 1991. La vicina Regione Molise l’ha fatto pochi mesi or sono ed è bene che la regione che si presenta all’estero usando l’Orso bruno quale simbolo identitario faccia qualcosa di concreto prima che questo animale si estingua”.

26.12.10

Ordinanza di demolizione nell'Oasi dei Calanchi

Il Comune di Atri ha riconosciuto una casa costruita all’interno della Riserva dei Calanchi di Atri come abusiva emettendo un’ordinanza di demolizione.
La realizzazione del fabbricato aveva sollevato le proteste di WWF ed Italia Nostra.

Contro il nucleare, per la democrazia

Non curandosi minimamente della volontà espressa dai cittadini italiani contro l’energia nucleare, il Governo Berlusconi, supportato da ENEL ed altri, sta cercando di rilanciare il nucleare nel nostro Paese.
Ancora una volta saranno però i cittadini a bloccare questa dispendiosa e pericolosa fonte di energia.
Poco prima di Natale sono state depositate alla Camera dei Deputati 80.000 firme certificate per una legge di iniziativa popolare per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, la salvaguardia del clima e per il NO al nucleare.
Ora il Parlamento dovrà metterla all’ordine del giorno dei suoi lavori.
Si tratta di uno straordinario risultato di una campagna promossa dalle associazioni ambientaliste nazionali come WWF, Greenpeace, Legambiente, Forum Ambientalista e altre, insieme a tanti comitati locali.
All’iniziativa hanno contribuito in modo significativo la CGIL, l’Arci, insieme a unimportante arco di forze politiche.
Su queste basi il Comitato Promotore convoca per il 22 gennaio 2011 un’assemblea nazionale alla quale prenderanno parte i rappresentanti di tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta delle firme.Obiettivo: premere con una vasta gamma di iniziative perché la proposta sia portata immediatamente all’esame parlamentare, ascoltando la richiesta dei cittadini.Occorre urgentemente un piano energetico nazionale. Occorre investire nel risparmio energetico e nell’uso delle rinnovabili. Il nucleare non serve, è più costoso, è pericoloso per la salute e per l’ambiente, compromette il futuro, impedisce il decollo di un impegno industriale verso le rinnovabili e l’efficienza energetica. La lobby affaristica del nucleare vuole mettere il Paese di fronte a fatti compiuti, mentre pende il ricorso al referendum abrogativo della legge 99/2009. Si chiede al Governo di sospendere ogni iniziativa sul nucleare in attesa del voto degli italiani.

23.12.10

Prevenire è meglio che uccidere

È possibile far convivere animali selvatici e colture agricole, uccelli e centri storici senza ricorrere a mezzi cruenti?
L'Oasi WWF Calanchi di Atri ha promosso il progetto “Prevenire è meglio che uccidere” e in questi giorni ha pubblicato un bando per agricoltori del comune per la distribuzione gratuita di sei recinti elettrificati per la difesa delle colture. Inoltre l'Oasi ha stampato in migliaia di copie un opuscolo informativo ricco di consigli concreti destinato ai cittadini atriani ed abruzzesi per la prevenzione di tutti i danni da fauna selvatica, compresi quelli dei piccioni domestici nei centri storici.
Negli ultimi anni la fauna della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri è cresciuta sia come numero di specie sia come abbondanza di individui: è di questi giorni l'avvistamento di caprioli che hanno raggiunto quest'oasi collinare dall'Abruzzo interno in un processo di colonizzazione che sta riguardando parte del territorio regionale. Il territorio della riserva è però antropizzato e al suo interno vivono numerose famiglie ed hanno sede altrettanto numerose imprese agricole. D'altro lato la presenza di animali in un'area protetta non solo è un indicatore di qualità ambientale, ma costituisce un richiamo per il turismo naturalistico. È proprio per prevenire i possibili disagi arrecati dagli animali selvatici, quali cinghiali, caprioli, tassi, che il Comune di Atri si è detto fortemente interessato alla collaborazione con il WWF per l'applicazione di tecniche incruente per la tutela delle colture e dei centri storici.
Dichiara il vicensidaco del Comune di Atri, Domenico Felicione: “Ho condiviso da subito l'idea del WWF di realizzare un progetto specifico sulla prevenzione dei danni da fauna selvatica non solo in agricoltura, ma anche nei centri storici. Grazie ai fondi regionali destinati alla Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Calanchi di Atri oggi lanciamo un bando per l'assegnazione di sei recinti elettrificati da concedere in comodato d'uso gratuito agli imprenditori atriani che ne facciano richiesta. Inoltre le aree protette devono educare e sensibilizzare: per questo abbiamo prodotto un opuscolo che stiamo distribuendo in migliaia di copie non solo agli agricoltori, ma a tutti i cittadini. A breve svolgeremo anche un corso aperto alla cittadinanza per la corretta messa in opera dei recinti e per la gestione del problema della presenza di animali nelle aree urbane e rurali che arrechino danni, quali piccioni, roditori, oltre che mammiferi di media e grande taglia. Grazie ad un'opera di corretta informazione della cittadinanza riteniamo possibile fornire soluzioni facili e immediate per convivere con i nostri amici animali”.
Per Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia, “l'utilizzo dei recinti elettrificati è da anni comune in tutto il mondo e si adoperano anche in Africa e in Australia per impedire l'accesso ai terreni agricoli a bufali, ippopotami, canguri ed altri grandi mammiferi. I dissuasori olfattivi e le barriere fisiche garantiscono più di un colpo di fucile. La convivenza con le specie selvatiche a volte non è facile, ma i dati confermano che l'abbattimento o la riduzione delle popolazioni mediante programmi di cattura non si sono rivelate strategie efficaci. Per questo motivo ci siamo impegnati nella ricerca di modalità di gestione alternative e di prevenzione e difesa dai danni. Queste tecniche, usate ormai da anni in tanti luoghi del mondo, sono estremamente efficaci e riducono sia i conflitti sia l'entità dei danni. Il ruolo delle nostre Oasi è proprio quello di introdurre metodologie nuove facendo emergere tutti i limiti di quelle soluzioni che paiono più sbrigative, ma che in realtà costituiscono scorciatoie che non evitano i problemi nel medio e lungo periodo. Inoltre l'Oasi dei Calanchi vuole contribuire con la sua esperienza tecnica a supportare il Comune non solo per affrontare questi problemi nell'area dei calanchi, ma in tutto il territorio comunale. La guida pratica che oggi divulghiamo, con tanto di analisi dei costi in euro delle diverse soluzioni e indicazione dei siti WEB dove trovare materiali e altre informazioni, sarà utile a tutti i cittadini abruzzesi perchè descrive tecniche utilizzabili facilmente nelle più diverse situazioni”.
L'opuscolo sulla prevenzione dei danni si può scaricare dal sito
http://www.wwf.it/UserFiles/File/AltriSitiWWF/Abruzzo/depliantprevenzionedanni.pdf, mentre il bando è publicato sul sito del comune di Atri (http://www.comune.atri.te.it/), alla sezione "Urbanistica e Ambiente", e sul sito della Riserva (http://www.riservacalanchidiatri.it/) alla sezione "News".

19.12.10

Variante al PRG di Roseto: manca la partecipazione

Italia Nostra, Comitato Riserva naturale guidata del Borsacchio e WWF hanno inviato una nota a tutti gli organi compotenti sulla procedura di adozione e approvazione della Variante Generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roseto degli Abruzzi, evidenziando il mancato coinvolgimento delle associazioni di tutela ambientale che rappresentano il pubblico interessato nel procedimento di formazione del nuovo strumento urbanistico.
Il Comune di Roseto degli Abruzzi, pur espressamente invitato a farlo, ha scientemente omesso di coinvolgere le associazioni, in aperta violazione delle norme del Codice dell'Ambiente.

Caos sull'Area Marina Protetta della Torre di Cerrano

Botta e risposta sul quotidiano Il Centro tra il Presidente dell'Area Marina ed il Sindaco di Pineto.
Emerge in maniera chiara che qualcuno sta cercando di forzare la mano per consentire, caso unico in Italia, di far entrare le vongolari-turbosoffianti all'interno dell'Area Marina Protetta della Torre di Cerrano.

Un suggerimento per i cacciatori abruzzesi

Il diritto di sciopero è un diritto riconosciuto dalla Costituzione.
E allora rivolgiamo un invito ai cacciatori abruzzesi: prendete esempio dai vostri colleghi liguri! Scioperate e non adate a caccia.
Una volta tanto farete del bene alla natura.

14.12.10

Turbosoffianti nell’AMP Torre del Cerrano? Gli ambientalisti scrivono alla Prestigiacomo

Le Associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra, LIPU, Legambiente, Marevivo e Touring Club Italiano hanno inviato una nota con un dettagliato dossier all’On. Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per contrastare l’ipotesi di consentire l’ingresso di turbosoffianti all’interno dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano.
La nota è stata inviata anche al Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al Presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, al Sindaco del Comune di Silvi, Gaetano Vallescura, al Sindaco del Comune di Pineto, Luciano Monticelli, ed al Presidente del Consorzio di Gestione Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Benigno D’Orazio.
Nella nota le Associazioni segnalano la loro totale contrarietà alla richiesta di modifica della zonazione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
Da quando l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano è stata istituita, è in atto una azione tesa ad una modifica dei decreti istitutivi da parte del Consorzio di Gestione Vongole (Co.Ge.Vo.) che esercita le proprie attività di pesca lungo la costa abruzzese tra San Benedetto del Tronto e Pescara.
Il Co.Ge.Vo. ha richiesto al TAR la sospensiva del decreto istitutivo dell’Area Marina Protetta (richiesta respinta) e, contemporaneamente, si è attivato presso la Regione Abruzzo e gli Enti Locali per chiedere di deliberare in favore di una modifica del decreto istitutivo dell’Area Marina affinché si consenta la pesca delle vongole al suo interno.
Fermo restando la necessità di dare ascolto alle argomentazioni del Co.Ge.Vo., le Associazioni ricordano che la pesca delle vongole o di altri molluschi, così come qualunque altra forma di pesca che utilizzi strumentazioni a forte impatto per gli ecosistemi marini, come le vongolare cosiddette “turbosoffianti”, è assolutamente incompatibile con l’esistenza di un’Area Marina Protetta.
La proposta di modifica della zonazione è stata in qualche modo validata da un Istituto locale afferente al Ministero della Sanità che ha preso in considerazione la sola risorsa vongola nel proprio parere senza affrontare il tema della conservazione della biodiversità che invece è alla base dell’istituzione dell’Area Marina Protetta.
Purtroppo alcuni Enti Locali stanno ingenerando l’idea che si possa tornare presto a pescare con le “turbosoffianti” dentro l’Area Marina, portando così ad una radicalizzazione delle posizioni che impedisce di aprire dibattiti concreti sul problema e di operare per il bene comune.
Per andare incontro alle richieste delle imprese di pesca delle vongole si possono trovare altri sistemi di compensazione sull’eventuale riduzione del proprio pescato provocato dalla sottrazione dei 7 km dell’Area Marina Protetta (rispetto agli oltre 80 km di costa su cui viene svolta l’attività da parte del Co.Ge.Vo.).
Le formule utilizzabili sono molte: dalla ridefinizione dei comparti di pesca, di competenza regionale, all’introduzione di forme di pesca controllate nelle aree contigue all’Area Marina Protetta che consenta l’identificazione di un prodotto a valore aggiunto, dall’integrazione del reddito con attività di pesca-turismo al mero indennizzo, con fondi facilmente reperibili nei programmi europei della pesca, attraverso il ritiro delle imbarcazioni più vetuste della flotta.
Le tante possibili opzioni alternative, peraltro, sono state già esposte e verificate in occasione delle tante riunioni intercorse tra Enti e Co.Ge.Vo. ed in incontri pubblici promossi dallo stesso Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta.
In tali occasioni è stata chiara la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, nonché della totalità dei turisti, di non voler rivedere le “turbosoffianti” a pesca nell’area di Torre Cerrano.
Le Associazioni chiedono al Ministro di dare un segnale autorevole, fermo e deciso, affinché non si ingannino i cittadini, e gli stessi pescatori in particolare, con provvedimenti impropri, ma si chiarisca definitivamente che sarebbe inconcepibile un’Area Marina Protetta con i fondali sconvolti dal dragaggio quotidiano esercitato dalle vongolare “turbosoffianti”.

La Green Economy a tavola

Ieri mattina a Pescara è stato presentato il nuovo progetto “Terre dell’Oasi”, promosso dal WWF con il sostegno di Legacoop: all’incontro erano presenti Dante Caserta, consigliere nazionale WWF Italia e Fernando Di Fabrizio, presidente della Cooperativa Cogecstre e di Legacoop Abruzzo.
Il progetto “Terre dell’Oasi”, lanciato nelle scorse settimane con un evento speciale a Roma presso la Città del Gusto del Gambero Rosso, nasce per difendere la biodiversità ed i paesaggi agrari grazie ad un’agricoltura pulita e per sostenere, attraverso la vendita diretta dei prodotti, la gestione delle Oasi WWF e dei progetti di conservazione che si svolgono al loro interno.
Il progetto coinvolge le Oasi WWF e anche quelle “affiliate”, ovvero aree gestite da privati secondo i criteri indicati dall’Associazione, dove si produce agricoltura biologica e biodinamica.
L’iniziativa prende origine dalla volontà di valorizzare al meglio le esperienze già attivate a livello locale, proiettandole su scala nazionale.
La missione del progetto “Terre dell’Oasi” è innanzitutto difendere l’agricoltura e la conservazione della biodiversità e del paesaggio, attraverso uno sviluppo sostenibile, ma di fronte alla crisi dell’agricoltura intensiva, l’agricoltura biologica collegata alla conservazione della natura può effettivamente rappresentare una risposta anche economica.
L’agricoltura biologica è in crescita: sebbene la quota di consumi in Italia oscilli ancora intorno all’1,5% (poca cosa rispetto alla media europea del 20/30%), gli operatori del settore sono passati dai 41.613 nel 2000 ai 48.509 del 2009, mentre gli ettari coltivati cereali, olivi, viti e pascoli “bio” sono oggi 1.106.684, oltre 500.000 ettari in più rispetto al 2000.
Un territorio coltivato biologicamente è una garanzia per la difesa dell’ambiente con benefici immediati: falde acquifere pulite, risparmio d’acqua, nessun impiego di sostanze chimiche. Un barattolo di miele o un pacco di pasta di “Terre dell’Oasi” non hanno quindi solo un valore alimentare di qualità, ma anche profondi valori ambientali che ne rappresentano un importante valore aggiunto.
Il progetto è nato proprio in Abruzzo, partendo dall’esperienza più riuscita di sviluppo e conservazione in un’Oasi WWF, la Riserva Naturale di Penne in provincia di Pescara che costituisce un punto di riferimento all’interno del sistema delle Oasi WWF, ma anche di tutto il settore delle aree protette italiane. Nell’Oasi di Penne operano alcune Cooperative impegnate nella gestione della Riserva, a cominciare dal gruppo fondatore, la Cooperativa Cogecstre.
Il progetto gode del sostegno della Legacoop nazionale con l’obiettivo di replicare l’esperienza abruzzese in altre regioni italiane: la collaborazione WWF e Legacoop nasce dalla volontà di integrare due realtà che condividono l’impegno per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente.
Attualmente sono tre le principali aree coinvolte nel progetto: la Riserva regionale del Lago di Penne in Abruzzo, l’Oasi WWF della Laguna di Orbetello in Toscana e la Riserva naturale regionale del Bosco WWF di Vanzago in Lombardia, ma il progetto mira ad espandersi su tutto il territorio nazionale sfruttando le potenzialità del sistema che oggi conta 100 aree. Grandi potenzialità vengono anche da altre Oasi WWF presenti in Abruzzo a partire dall'Oasi dei Calanchi di Atri dove 16 aziende agricole hanno già aderito a progetti portati avanti dall'Oasi.
Olio, pasta, farro, miele biologico sono i primi prodotti di questo progetto ai quali presto si aggiungeranno vino, pomodori, sale ed altro ancora.
Il progetto si caratterizza per la tutela ambientale, ma anche per una particolare attenzione al sociale: a “Terre dell’Oasi”, infatti, partecipa anche la Cooperativa Sociale Daphne di Anversa degli Abruzzi (AQ), che, in collaborazione con la Casa di Reclusione di Sulmona, ha avviato, grazie all’impegno del direttore Sergio Romice, un progetto che vede coinvolti i detenuti nel realizzare una parte dei contenitori e delle strutture espositive dei prodotti.
I prodotti di “Terre dell’Oasi” sono già disponibili nei punti vendita di alcune Oasi WWF ed è possibile richiederli a wwfoasi@wwfoasi.it e terredelloasi@cogecstre.com. Ma per potenziare il sostegno al progetto nelle prossime settimane prenderanno il via altri canali di distribuzione su internet, nei negozi bio delle grandi città, a cominciare da Roma, ed entro i primi mesi del nuovo anno anche in alcuni supermercati della grande distribuzione.