29.7.09

Piano casa = cementificazione

Proposta di legge n. 52/09 (Piano-Casa): la Regione Abruzzo sceglie la cementificazione anche nei Parchi e nelle Riserve. Le associazioni ambientaliste chiedono audizione alle Commissioni regionaliQuesta mattina le Associazioni WWF, Legambiente e Italia Nostra, venuti a conoscenza della proposta di Legge denominata "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio" (DL 52/09), hanno inviato richiesta urgente di audizione alla Commissione Bilancio e Affari Generali e a quella del Governo del Territorio che in giornata si riuniranno per licenziare il provvedimento. Le Associazioni esprimono forte preoccupazione per le pesanti ricadute che questa Legge potrebbe avere dal punto di vista della ulteriore cementificazione del territorio, quindi riguardo l'aspetto paesaggistico e di consumo di suolo, della sicurezza dei cittadini in relazione ai vincoli idrogeologici e ambientali in genere, dal punto di vista della riqualificazione architettonica, energetica e turistico-ricettiva. Ritengono inoltre gravissimo che un disegno di Legge di tale portata sia stato elaborato senza alcuna forma di partecipazione e di consultazione delle Associazioni (non solo ambientaliste) che rappresentano i molteplici e diversi interessi collettivi.

AGGIORNAMENTO: E' stata momentanamente sospesa l'approvazione della legge. WWF, Italia Nostra e Legambiente dovrebbero essere sentite dalle Commissioni competenti lunedì 3 agosto.

27.7.09

+ Bici - SUV a Pineto

Il Coordinamento delle ciclabili dell'Abruzzo teramano organizza la sesta edizione di + Bici - SUV a Pineto i prossimi venerdì 31 luglio e sabato 1° agosto.
Il programma:
Venerdì 31 luglio, ore 21: Tavola rotonda I nuovi turismi: bicicletta ed aree protette alla Villa Filiani di Pineto.
Sabato 1° agosto, ore 18: Biciclettata Pineto-Scerne e risalita del tratto pinetese del Fiume Vomano.

22.7.09

Scomparsa della spiaggia ed inquinamento del mare a Pineto: si paga la gestione sconsiderata del Fiume Vomano

In queste settimane sono state da più parti evidenziate una serie di problematiche ambientali nel territorio del Comune di Pineto.
Ci troviamo di fronte alla natura che presenta il suo conto: la gestione sconsiderata del bacino del Fiume Vomano da anni determina problemi non solo all’ambiente, ma alle stesse attività umane, mettendo a rischio il turismo, principale attività economica locale.
È noto che il fiume Vomano è interessato ogni giorno da due piene (che solitamente dovrebbero verificarsi con cadenza annuale) a causa del rilascio dell’acqua da parte dell’ENEL dai bacini utilizzati per la produzione idroelettrica.
Ciò ha comportato e continua a comportare una pesantissima erosione lungo il fiume, tanto che il basso corso del Vomano è oggi caratterizzato da canyon alti oltre 10 metri. È così scomparso lo strato di sabbia presente nell’alveo e l’acqua scorre ormai sullo strato argilloso.
La conseguenza è, da un lato una velocizzazione dell’acqua, e dall’altra la perdita di apporto solido dal fiume con successiva mancanza di ripascimento naturale della linea di costa.
Ma non solo. Attualmente le prime arcate, lato Roseto, del ponte ferroviario sono state occupate da depositi di inerti, mentre le protezioni per il porticciolo di Roseto degli Abruzzi realizzate alla foce del Vomano hanno occluso la foce e fanno “rimbalzare” le acque di piena verso sud, determinando così forti problemi di erosione ed inquinamento nel territorio di Pineto.
Come se tutto questo non bastasse, è stato progettato un muro in cemento sempre a protezione del porto che non farà altro che alterare il libero deflusso del fiume accelerando i fenomeni sopradescritti.
Allo stesso modo, la costruzione negli anni scorsi di pennelli nel tratto litorale tra Pineto e Scerne, realizzati allo scopo di fermare il trasporto di ghiaia, hanno di fatto ulteriormente ridotto l’apporto di materiale solido sulla spiaggia aumentando i fenomeni erosivi.
Il Fiume Vomano risulta poi essere molto inquinato: il corso d’acqua, infatti, attraversa nuclei industriali ed artigianali, centri abitati e campagne a coltivazione intensiva. Il tutto determina un carico inquinante fortissimo che si riversa in mare.
Il WWF da sempre sostiene la necessità di affrontare la questione del Vomano in termini complessivi a livello di bacino idrografico. Il procedere attraverso interventi episodici a spot ha determinato esclusivamente l’aggravamento della situazione.
È necessario un coordinamento generale (Autorità di bacino) che lavori per il ripristino naturale del bacino, per risolvere una volta per tutte il problema delle piene giornaliere, per aumentare i controlli e la repressione degli inquinamenti puntuali e diffusi e per rendere la foce del fiume libera attraverso la delocalizzazione del porticciolo.

La mancanza di senso del ridicolo

Ormai sparare a specie protette non interessa più i cacciatori più estremisti.
La nuova campagna di Federcaccia spara sulla serenità dei bambini e la loro capacità di vivere in armonia con la natura.
Crediamo che sia vergognoso il tentativo di Federcaccia di sfruttare l’immagine di un bambino e la sua serenità nella natura per “svecchiare” la caccia.
È ormai noto infatti che di anno in anno i cacciatori diminuiscono anche per l’età matura della maggioranza. E dunque oggi Federcaccia non solo chiede a gran voce la licenza di caccia ai sedicenni, ma addirittura sfrutta la foto di un bimbo di non più di 4 anni con tanto di fucile accanto.
Per il WWF è incredibile e pericoloso prevedere l’abbassamento dell’età della licenza di caccia quando la caccia è considerata, ovviamente, uno sport pericoloso, motivo per cui è obbligatoria l’assicurazione civile. Ogni anno sono decine i morti per incidente di caccia, e solo in ultimo all’inizio di luglio un bambino con un fucile da caccia del padre ha ucciso accidentalmente l’amichetto.
La proposta riforma del disegno di legge del Sen. Orsi in discussione in Senato sta spingendo a un rigurgito di violenza del mondo venatorio più retrivo ed estremista. Un disegno di legge che è anche diseducativo proprio quando prevede la caccia a 16 anni e contro la sicurezza dei cittadini quando liberalizza i periodi di caccia.
(Peraltro dalla foto della campagna pubblicitaria non si capisce se il bambino stia utilizzando un richiamo o si stia facendo un grappino per dimenticare la sfortuna di avere un padre che lo ha vestito da scemo e lo ha portato a caccia).

20.7.09

No oil

Sabato mattina si è svolta a Pescara, sul lungomare davanti la “Nave di Cascella”, la manifestazione "Abruzzo libero dal petrolio per un futuro sostenibile" con la partecipazione di tanti cittadini abruzzesi, associazioni e comitati della Rete EmergenzAmbienteAbruzzo, alcuni sindaci ed alcuni consiglieri delle amministrazioni regionali e provinciali che hanno ribadito la loro netta contrarietà al progetto del Governo di trasformare la regione Abruzzo in distretto petrolifero.
Un presidio per informare, raccogliere firme sulla petizione che chiede la revoca delle concessioni a terra e mare, e per ribadire, anche con azioni creative, che il destino della nostra regione non può essere deciso “dall'alto” senza tener conto del parere della popolazione, né tanto meno della vocazione naturale del territorio.
Due artisti di strada hanno inscenato una divertente pantomima tra una donna vestita con abito tipico abruzzese ed il cane a sei zampe simbolo dell'ENI.
Circa 200 partecipanti si sono spostati poi a Piazza Salotto per scrivere NO OIL usando i propri corpi.
Erano presenti al presidio il sindaco di Miglianico, De Marco, il vice-sindaco di Fara Filiorum Petri, Simone, l'Assessore all'Ambiente di Fossacesia, Natale, il consigliere regionale del PRC, Acerbo, il sindaco di Pineto, Monticelli, l'assessore all'Ambiente di Casalbordino, Galante, il consigliere della Provincia di Pescara del PRC, Di Minco. Ma il fronte del "no istituzionale" si allarga sempre più: molti altri sindaci, pur non potendo essere presenti, hanno aderito.
Grande assente la Regione: si avvicina la scadenza della moratoria votata l'anno scorso riguardante il Centro Oli di Ortona ed il commento è stato unanime: a parte le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, gli amministratori regionali fino ad oggi sono stati latitanti.
Intanto cresce la preoccupazione per la legge nazionale in prossima discussione alla Camera dei Deputati (già passata al Senato) che di fatto esautora gli Enti Locali da qualunque decisione in materia energetica. Per questo le Associazioni hanno preparato una lettera indirizzata ai parlamentari abruzzesi che li richiama ad esprimersi pubblicamente sul tema ed a dichiarare chiaramente quali azioni sono disposti a mettere in campo per contrastare la deriva petrolifera regionale.

Segue il testo della lettera inviata ai parlamentari abruzzesi.

La politica abruzzese non può più tacere
Lettera aperta ai Parlamentari eletti dagli Abruzzesi


Al Senato
Fabrizio Di Stefano
Giovanni Legnini
Franco Marini
Alfonso Mascitelli
Andrea Pastore
Filippo Piccone
Paolo Tancredi

Alla Camera dei Deputati
Ferdinando Adornato
Sabatino Aracu
Carla Castellani
Marcello De Angelis
Giovanni Dell’Elce
Vittoria D’Incecco
Augusto Di Stanislao
Tommaso Ginoble
Giovanni Lolli
Paola Pelino
Maurizio Scelli
Lanfranco Tenaglia
Daniele Toto
Livia Turco

I Comitati locali ed il movimento ambientalista hanno per primi evidenziato i pericoli derivanti dalla realizzazione del Centro Oli ad Ortona.
Da quel primo allarme, il movimento è cresciuto ed ha continuato a lavorare, evidenziando come – secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico – il territorio di 221 comuni abruzzesi su 305 sono oggi interessati dalla ricerca e dalla coltivazione di gas e petrolio (quest’ultimo “amaro”, altamente corrosivo e di bassa qualità).
Oltre il 49% dell’Abruzzo (compresi i parchi nazionali) e 5.600 kmq di mare antistante le nostre coste sono interessati da tali attività che saranno accompagnate dalla creazione di oleodotti, raffinerie (Centri Oli) e desolforatori in mare.
In maniera assolutamente casuale siamo così venuti a conoscenza che l’Abruzzo è destinato a diventare un distretto minerario.
Di punto in bianco, qualcuno, senza preoccuparsi minimamente di confrontarsi con la società abruzzese, ha deciso di modificare per sempre la storia e le vocazioni della nostra regione.
Purtroppo dobbiamo osservare come da parte della maggior parte di Voi non vi sia stata alcuna presa di posizione tesa, se non a contrastare, perlomeno ad illustrare e giustificare tali scelte.
Il movimento per un Abruzzo libero dal petrolio ha avviato una campagna informativa in tutte le piazze dei comuni abruzzesi anche attraverso una petizione che chiede a chiare lettere di fermare la deriva petrolifera che sembra poter investire la nostra regione.
Siamo fortemente preoccupati per il Vostro silenzio e per la poca operosità su questo tema ed è per questo che chiediamo pubblicamente le Vostre singole posizioni e le azioni concrete che avete realizzato e che intendete realizzare, affinché venga fermata quella che noi riteniamo un’autentica devastazione dell'intero territorio per i seguenti motivi:
L’Abruzzo è la regione verde d'Europa e le estrazioni petrolifere non sono compatibili con questa particolare e straordinaria specificità che attraverso anni di fatica e impegni economici si è voluto potenziare.
L’Abruzzo è una regione ricca di falde acquifere sotterranee (preziosa riserva d'acqua per noi e le generazioni future) e come voi saprete esiste una vasta bibliografia, in cui si spiega come le perforazioni per idrocarburi possano essere un potenziale e terribile rischio di inquinamento delle stesse.
Per la nostra regione le royalties delle attività estrattive di idrocarburi sono assolutamente insignificanti, sia sotto il profilo occupazionale che economico, mentre i danni alla salute, all’ambiente e alle attività agricole,vitivinicole e turistiche fondanti la nostra economia sarebbero devastanti, come ci insegna la vasta bibliografia sui distretti minerari italiani e stranieri, così come sarà devastante l’impatto sul patrimonio immobiliare dei singoli cittadini e degli enti nelle aree strettamente interessate.
L’Abruzzo, proprio per le sue caratteristiche ambientali si presta a sviluppare le fonti energetiche alternative ed investire sull’ottimizzazione e sul risparmio energetico: una scelta, peraltro, che tutti i Paesi dovranno compiere anche per rispondere agli impegni presi a livello internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nello studio inerente le ricerche petrolifere in Val D’Agri, il cui territorio è a rischio sismogenetico come il nostro, spiega chiaramente come le perforazioni legate alla ricerca ed alla coltivazione degli idrocarburi aumentino l’incidenza del suddetto rischio (R = valore x vulnerabilità x pericolosità).
Restiamo in attesa di un Vs. riscontro che crediamo un atto dovuto ai cittadini che siete stati chiamati a rappresentare.

Maria Rita D'Orsogna, docente Fisica Università Columbia Los Angeles
Dante Caserta, Consigliere nazionale WWF
Angelo Di Matteo, Presidente regionale Legambiente

Libriamoci a Giulianova

17.7.09

Abruzzo libero dal petrolio per un futuro sostenibile

Sabato 18 luglio, a Pescara, nella spiaggia antistante la Fontana della Nave di Cascella dalle ore 10:30, si terrà la manifestazione “Abruzzo libero dal petrolio per un futuro sostenibile”.
Sarà una giornata per sensibilizzare tutti i cittadini abruzzesi ed i turisti ad iniziare dai bagnanti che non sanno delle 16 piattaforme già operanti nel nostro mare e delle numerose altre in arrivo.
Le piattaforme stanno per essere installate anche a pochi chilometri dalla costa e rimarranno attive per decenni.
Una giornata per ricordare al Presidente della Regione ed a tutto il Consiglio regionale che non basta dire "no al centro oli di Ortona" sotto campagna elettorale perché TUTTO l'Abruzzo é in pericolo.
Il 50% del territorio abruzzese e l'80% della popolazione saranno infatti interessati dalle attività estrattive di gas e petrolio e dalle infrastrutture ad esse connesse.
L'Abruzzo sarà di fatto trasformato in distretto minerario con la distruzione di interi comparti economici e la svalutazione del patrimonio immobiliare nelle zone direttamente interessate.
Non vogliamo che l'Abruzzo diventi come Falconara, la Val D'Agri, Sarroch, Taranto, Priolo o Gela.
Emergenza Ambiente Abruzzo ha predisposto una lettera per i sindaci dei comuni abruzzesi interessati dalle ricerche ed etrazioni petrolifere ed una lettera ai Deputati e Senatori eletti in questa regione affinché si impegnino nella difesa del loro territorio. Sarà inoltre presentata la petizione con cui comuni, associazioni e cantine chiedono di fermare la follia del petrolio in Abruzzo. Una follia, ricordiamo, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico.
Alla manifestazione hanno aderito, oltre alle 70 associazioni e comitati che costituiscono Emergenza Ambiente Abruzzo, anche numerosi sindaci, in particolare della Costa Teatina, la Federpesca, Cantine vinicole e tanti cittadini.
In provincia di Teramo sono 40 i Comuni interessati da ricerche o richieste attinenti agli idrocarburi: Alba Adriatica, Ancorano, Atri, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castiglione M. R., Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Cortino, Crognaleto, Giulianova, Montefino, Montorio al Vomano, Morro d’Oro, Martinsicuro, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Pineto, Rocca Santa Maria, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Torricella Sicura, Tortoreto, Tossicia, Valle Castellana.
La popolazione che vive nei comuni interessati ammonta a 276.720 su 306.067 degli abitanti complessivi della provincia di Teramo (il 90,4%).

15.7.09

Gravissimo atto contro il WWF nella nostra regione

Questa notte l'Oasi WWF del Lago di Alanno, in Provincia di Pescara, è stata oggetto di un grave atto contro il patrimonio. Ignoti hanno completamente bruciato quella che doveva essere da settembre l'aula didattica dell'oasi, un edificio in legno che era stata appena terminato e di cui la ditta stava completando la recinzione. Anche un piccolo escavatore della Coop. Cogecstre, che era parcheggiato ad una certa distanza, è stato incendiato deliberatamente ed è andato completamente distrutto.
L'aula didattica era stata finanziata dall'Amministrazione Provinciale di Pescara con 40000 euro messi a disposizione del Comune di Alanno, che stava realizzando l'opera. La struttura sarebbe servita per ospitare le classi scolastiche in visita alla locale stazione di inanellamento scientifico degli uccelli, attiva da anni con grandi risultati scientifici per lo studio degli uccelli migratori.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “Questo incendio doloso è un gravissimo atto di intimidazione nei confronti dell'associazione e rappresenta un danno per l'intera collettività. In questi ultimi due anni avevamo segnalato alle autorità divcersi epidosi intimidatori e di vandalismo. Mai avremmo pensato che questi delinquenti sarebbero arrivati a premeditare e mettere in pratica l'incendio di un'edificio, con tetto e stanze, con un sistema mafioso. Quello di stanotte è il più grave danno mai arrecato deliberatamente ad una struttura di un'area protetta in Abruzzo. Ci preoccupa questo livello di imbarbarimento e chiediamo alle amministrazioni pubbliche una risposta ferma per ribadire che il territorio non è nelle mani di bande di violenti ma luogo dove deve regnare la legalità”.
Dichiara Enisio Tocco, sindaco del Comune di Alanno: “L'aula didattica sarebbe stata inaugurata a settembre dagli gli studenti delle nostre scuole che così perdono una struttura che sarebbe stata a loro disposizione tutto l'anno per studiare la natura all'aperto insieme con i ricercatori del WWF che da anni fanno ricerca ornitologica nell'area. E' un atto odioso che mina i valori fondamentali del vivere comune e che la comunità che guido vuole rifiutare nel modo più categorico. Ho chiesto ai Carabinieri il massimo sforzo per assicurare alla giustizia l'autore o gli autori di questi reati. Ritengo, inoltre, che dovremo presto ricostruire le opere distrutte per far sì che quanto le istituzioni avevano programmato sia realizzato nonostante tutto, dando un segnale forte di ripristino della legalità ai violenti. Questo è il messaggio che dobbiamo e vogliamo dare e ci adoperermo per questo”.

14.7.09

Oggi sciopero!

Oggi il nostro blog sciopera contro la legge bavaglio: tutte le info su http://dirittoallarete.ning.com/ .