15.5.16

Cicloturismo, sostenibilità e sviluppo locale: a Teramo giovedì 26 maggio

Non prendete impegni. Giovedì 26 maggio un importante appuntamento per parlare di cicloturismo, sostenibilità e sviluppo locale all'Università di Teramo.


13.5.16

Insieme per la Riserva del Borsacchio

 
Domenica 15 Maggio si rinnova l’impegno del “Comitato per la Riserva Borsacchio” per proteggere e promuovere l’area di maggior pregio della nostra città.
Alle ore 10.30, presso il Lido Bora Bora di Roseto degli Abruzzi, le associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, Italia Nostra, Giacche Verdi e Guide del Cerrano, nonché le associazioni impegnate da sempre per la Riserva Chaikana , Amena, MareVivo, Centro Studi Cetacei, Brucare, Logos Imagines, Lega Navale, Abruzzo Beni comuni, No Triv, LIPU, Altura e FIAB, si sono date appuntamento per l’iniziativa “Insieme per la Riserva Borsacchio”.
Sarà una giornata d’impegno e conoscenza a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Al ritrovo del Bora Bora distribuiremo del materiale (consigliamo di portare comunque guanti da giardinaggio) per la raccolta a mano dei rifiuti che deturpano quella spiaggia e insieme passeggeremo per l’arenile raccogliendo ogni genere di immondizia.
Contemporaneamente, grazie all’aiuto di guide qualificate, istruiremo i presenti al riconoscimento delle conchiglie e delle piante costiere per comprendere finalmente le particolarità della Riserva.
Sarà poi l’occasione migliore per completare l’opera di censimento ufficiale del “Fratino”, insieme agli esperti del “Comitato italiano per il fratino”, e consegneremo i dati raccolti direttamente all’ISPRA.
A tutti i partecipanti verrà spiegato come riconoscere questi rarissimi uccelli migratori, indicatori naturali del benessere delle nostre coste, e i loro siti di riproduzione, osservandoli in massima sicurezza.
Sarà una giornata chiave per il rilancio della Riserva Borsacchio. Mai tante associazioni e cittadini si sono dati un appuntamento così importante per il futuro della Riserva e sarà un nuovo inizio dopo anni di torpore. L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Abruzzo ed è organizzata con il supporto dell’Ufficio del Commissario della Riserva Naturale Borsacchio.
Domenica abbiamo tutti un’occasione per non restare a guardare ed essere attori principali del futuro della Riserva Borsacchio.

7.5.16

Salvafratino, un progetto vincente!

La spiaggia del Fratino e del Giglio di mare realizzata lo scorso anno ad Alba Adriatica
Questa mattina a Pescara, nel corso di una conferenza stampa presso la Libreria Qui Abruzzo, sono state presentate le iniziative organizzate in Abruzzo per la conservazione del Fratino, il piccolo uccello nidificante anche sulle spiagge della nostra regione, tutelato da normative comunitarie e nazionali perché in consistente diminuzione in Europa.
Da alcuni anni il WWF Abruzzo, sotto il coordinamento dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, collabora con numerosi gruppi di volontari portando avanti iniziative per la tutela del Fratino: campagne di individuazione e monitoraggio dei nidi presenti sulla spiaggia, giornate di pulizia a mano di tratti di litorale interessati dalla presenza di nidi, attività di comunicazione e programmi di educazione ambientale con le scuole.
I risultati delle attività condotte nel 2015 in Abruzzo sono stati presentati il 30 aprile scorso al Workshop nazionale svoltosi a Comacchio, al quale ha preso parte anche Fabiola Carusi, responsabile regionale per il WWF Abruzzo del Progetto “Salvafratino”.
Nel 2015 i volontari e gli operatori del progetto “Salvafratino” hanno monitorato i nidi realizzati in 11 località lungo la costa abruzzese. Sono state seguite 123 uova deposte e il 48% di queste sono arrivate alla schiusa. Durante il Workshop sono state illustrate anche le tante attività organizzate: ad Alba Adriatica, grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale e alla collaborazione del WWF, è stata creata una “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, prima in Abruzzo, delimitando un tratto di spiaggia dedicato alla tutela del Fratino e, più in generale, alla tutela della biodiversità litorale; a Vasto sono state effettuate importanti sperimentazioni di spostamento dei nidi più a rischio; in quasi tutti i comuni costieri sono state organizzate giornate di informazione e piccole attività di tutela con scuole e gruppi scout e sono stati apposti cartelloni esplicativi sull’importanza della tutela del Fratino.
“Il confronto con le altre realtà regionali al Workshop di Comacchio”, ha dichiarato Fabiola Carusi, “è stato molto proficuo. L’Abruzzo è una delle regioni che organizza più iniziative per la tutela di questo piccolo trampoliere. Stiamo lavorando per far comprendere a tutti che la tutela del Fratino non rappresenta un ostacolo per le attività balneari, ma anzi può costituire un valore aggiunto. Finalmente alcune Amministrazioni, come quella di Pineto e di Giulianova, iniziano a prendere consapevolezza adottando nel regolamento comunale i suggerimenti inviati dal WWF. E anche alcuni balneatori iniziano a collaborare attivamente. Del resto la tutela di questo uccello, oltre a rappresentare un preciso obbligo di legge, è anche un investimento promozionale per il territorio: da quest’anno la FEE ha deciso di inserire tra i criteri di aggiudicazione della Bandiera Blu anche i parametri che riguardano la tutela del Fratino (oltre a quella della tartaruga Caretta Caretta), includendo nei criteri di aggiudicazione la presenza sul territorio comunale di queste specie”.
Anche nel 2016 le iniziative messe in campo sono molte a partire dal censimento dei nidi che si svolgerà, in contemporanea con quelli svolti in tutta Italia, dal 10 al 22 maggio e per i quali è possibile fare attività di volontariato aderendo al progetto “Salvafratino”.
E domani, domenica 8 maggio, a Pescara si svolgerà un’altra importante attività di volontariato: dalla ore 8:30 in località Madonnina (ingresso vicino al Ponte del Mare), i volontari del WWF e del Progetto “Salvafratino” saranno al lavoro per posizionare delle piccole recinzioni per salvaguardare i nidi di Fratino.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Leone Cantarini, Presidente dell’Area Marina Protetta di Torre di Cerrano, da sempre impegnata nella tutela della specie lungo i tratti di costa del perimetro del parco, ma che svolge anche un importantissimo ruolo di coordinamento delle iniziative di tutela del fratino lungo tutta la costa abruzzese.
“Da quest’anno, grazie al WWF e ai volontari che siamo riusciti a coinvolgere” ha dichiarato il Presidente Cantarini, “il progetto SalvaFratino dell’Area Marina Protetta è divenuto il fulcro delle attività, lungo l’intera costa abruzzese, per la conservazione di una specie così rara. Ciò ci rende orgogliosi perché vediamo che la nostra opera di protezione della natura si allarga anche a zone fuori parco. Aree dove non sempre ci si rende conto di avere importanti valori ambientali da conservare per consentire la tutela di specie migratrici”.
E proprio per informare tutte le Amministrazioni Comunali anche quest’anno il WWF Abruzzo ha inviato a tutti i comuni costieri delle semplici linee guida de seguire.

Suggerimenti forniti alle Amministrazioni Comunali in merito alla gestione del Fratino.

Pulizia dell’arenile
Prima di procedere alla pulizia meccanica della spiaggia è bene verificare la presenza di eventuali aree di nidificazione con i volontari che da anni operano nell’ambito del progetto Salvafratino e che hanno svolto i monitoraggi sulla specie lungo la costa abruzzese.
La pulizia delle spiagge libere, qualora ve ne sia l’assoluta necessità, deve comunque essere effettuata al massimo entro la prima metà del mese di marzo. Successivamente a tale data il Fratino inizia a nidificare per cui è bene consultare il WWF o altri gruppi di volontari che studiano la specie per conoscere le aree interessate dalla nidificazione nel territorio di competenza. Qualora si dovesse presentare la necessità di pulire le spiagge libere in periodi diversi da quelli sopra indicati, dove è segnalata la presenza del Fratino si dovrebbe procedere manualmente, assicurando possibilmente la presenza di esperti.
Si sottolinea che nei tratti di costa in cui sono presenti dune, durante la pulizia meccanica della spiaggia, ove strettamente necessaria e consentita, occorre sempre e comunque tenersi ad almeno 10 metri dal piede della duna o dalle aree delimitate con funi e paletti.

Realizzazione di aree dedicate alla tutela
Seguendo l’esempio del Comune di Alba Adriatica dove l’Amministrazione, collaborando con il WWF e l’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, ha realizzato un’area dedicata al Fratino e al Giglio di Mare, possono individuarsi aree dedicate alla tutela lungo il litorale.
Proprio l’esempio di Alba Adriatica ha peraltro dimostrato come questa specie può essere tutelata usando pochi accorgimenti anche in luoghi in cui vi è una forte presenza antropica legata al turismo.
Nelle aree dove è certa e abitudinaria la presenza nel periodo primaverile-estivo, anche al fine di non incorrere in problematiche legali qualora i nidi dovessero essere incautamente distrutti, è opportuna la creazione di piccole aree interdette alla fruizione turistica e alla pulizia meccanica, mediante delimitazioni con pali e funi. Utile è anche l’eventuale predisposizione di reti leggere che delimitino l’area così da evitare anche l’ingresso ad altri animali che potrebbero predare i nidi.
Per consentire ai bagnanti di raggiungere comunque agevolmente la spiaggia, tali aree possono essere dotate di passerelle di legno.
In questi siti è bene inoltre posizionare pannelli didattici al fine di fornire un’adeguata informazione a cittadini e turisti e di aumentare la sensibilizzazione verso la tutela della specie.
Allo scopo di prevenire atti di vandalismo sarebbe anche opportuno dotare tali aree di un sistema di videosorveglianza.

Divieto di ingresso ai cani nelle aree di nidificazione
I cani in spiaggia possono rappresentare una minaccia per il Fratino sia perché danneggiano i nidi, sia perché arrecano stress alla specie nella fase della cova.
Nel 2014 la Regione Abruzzo ha approvato la legge 17 aprile 2014, n. 19 sull’ingresso degli animali d’affezione in spiaggia. Ai sensi della normativa richiamata, entro il 30 marzo di ogni anno, i Comuni possono individuare le aree in cui è vietato l’accesso dei cani e degli altri animali da affezione proprio per non arrecare danni al Fratino. In tali aree è opportuno posizionare cartelli di divieto per l’accesso ai cani che illustrino anche la motivazione di tale divieto, mentre in tutte le altre aree (in cui è consentito l’accesso), è altrettanto opportuno potenziare o, dove è del tutto assente, installare una segnaletica che inviti a controllare i cani sulle spiagge.

4.5.16

Aperitivo scientifico sull'inquinamento luminoso

 
“Svelare la notte” è il titolo del prossimo appuntamento con gli Aperitivi scientifici del WWF Teramo, previsto per venerdì 6 maggio alle ore 18:30 presso il Bar “San Matteo” in Largo San Matteo a Teramo.
Tema dell’incontro con Mauro Dolci, astronomo ricercatore INAF – Osservatorio Astronomico di Teramo è l’inquinamento luminoso, un problema spesso ignorato, nonostante gli effetti negativi che ha sull’ambiente e sulla ricerca scientifica.
Il WWF da anni segue questa tematica e produsse un dossier sull’argomento, uno dei primi in Italia, già nel 1995.
Con l’enorme diffusione delle fonti luminose, l’alterazione della luce naturalmente presente nelle ore notturne ha raggiunto livelli preoccupanti.
La luce artificiale delle nostre città e delle infrastrutture sul territorio costituisce da tempo un problema per la ricerca e per lo studio degli astri, ma incide anche sulla fauna, sulla vegetazione e perfino sui microclimi locali. Inoltre l’illuminazione anche dove non sarebbe necessaria comporta consumi energetici che hanno impatti economici e ambientali non trascurabili.
L’incontro di venerdì 6 maggio fornirà elementi per una valutazione del problema e permetterà di conoscere i rimedi che possono essere adottati.

2.5.16

Addio vigilanza ambientale delle Province?

Con la soppressione formale delle Province, così come disposto dalla legge 125/2015 di conversione del DL “Enti Locali”, si sono concretizzati problemi nella riorganizzazione degli apparati e delle funzioni che erano finora di competenza delle Province stesse.
Il WWF denuncia in particolare la paralisi della vigilanza ambientale che veniva garantita dalle Polizie Provinciali. Buona parte del personale è stato destinato ad altri settori di altri Enti locali come polizia municipale o settore manutenzione strade. Gli agenti saranno chiamati a svolgere quindi mestieri diversi da quello svolto fino ad oggi, con una inaccettabile dispersione di professionalità e competenze acquisite negli anni. Quelli non ancora ricollocati altrove sono attualmente in mobilità in attesa di conoscere il proprio destino.
Oltre all’oggettivo e grave ridursi del numero di Agenti di polizia ambientale, in Abruzzo è evidente un clamoroso ritardo nelle procedure di applicazione delle nuove competenze in tema di vigilanza a livello regionale. Con la L.R. 32/2015, approvata l’ottobre scorso, il Consiglio regionale abruzzese si era impegnato (art. 6, riportato integralmente in calce) ad avvalersi del personale appartenente ai Corpi di Polizia Provinciale, ma da allora non è stata realizzata alcuna iniziativa concreta per salvaguardare il patrimonio professionale degli agenti né tantomeno per dare concretezza all’impegno di continuare a vigilare su tematiche ambientali. La Regione in sostanza ignora la propria normativa!
Altre Regioni sono intervenute attraverso leggi e/o convenzioni, dando vita a un Servizio di Vigilanza Regionale Ambientale. Una scelta che consente di garantire continuità sulle competenze di tutela ambientale (caccia, pesca, bracconaggio, uso del suolo e del sottobosco, rifiuti, inquinamenti) sinora affidate alle Polizie Provinciali. In Abruzzo si tutelano invece interessi contrari a quelli della salvaguardia del territorio, come dimostra anche la recente legge che consente attività cinofile all’interno delle aree protette.
La situazione attuale di quel che resta delle Polizie Provinciali è caratterizzata dall'assenza di controlli su bracconaggio, caccia e pesca, cui si aggiungono incertezze operative: senza precise direttive di fatto le Polizie Provinciali hanno al momento sospeso la vigilanza in tema di fauna e caccia.
Di fronte a tutto questo, il WWF fa appello alla Regione perché affronti e risolva urgentemente una situazione inaccettabile e gravissima per l’ambiente e la fauna dell’Abruzzo, ma anche per i cittadini stessi, esposti al rischio di muoversi su un territorio senza più controllo alcuno.
È necessario rendere operative e rafforzare subito tutte le forze di vigilanza, istituzionali e volontarie, dando completa e immediata attuazione a tutti i necessari passaggi organizzativi e normativo/regolamentari, e nello stesso tempo non diminuire, ma anzi accrescere le forze dedicate alla tutela dell’ambiente. In questo senso è fondamentale che gli Agenti delle Polizie Provinciali mantengano le loro competenze su ambiente e fauna pur nell’ambito di un rinnovato contesto dovuto al trasferimento alla Regione.
 
Art. 6 L.R. Abruzzo 20/10/2015, n. 32
La Regione, per l'esercizio delle attività di vigilanza e controllo connesse alle funzioni diverse da quelle fondamentali, si avvale del personale appartenente ai corpi ed ai servizi di polizia provinciale come individuato nell'ambito degli accordi stipulati.

29.4.16

Un provvedimento da cani!

La Regione Abruzzo cancella d’incanto ogni sua precedente scelta “verde”, votando all’unanimità un provvedimento legislativo in palese contrasto con almeno due leggi nazionali (legge quadro 394/91 sulle aree protette; legge 157/92 sull’attività venatoria), con la stessa legge regionale 38, modificata in modo assurdo e incoerente, e con la delibera 451/2009 della Giunta.
Si tratta della legge regionale n. 11 di modifica della l.r. 38/1996 (approvata in Consiglio Regionale il 5 aprile scorso e pubblicata sul Bollettino Ufficiale il 14 aprile) con la quale si consentono attività cinofile e cinotecniche all’interno delle aree protette regionali. In pratica diventerà possibile – se questo allucinante provvedimento non verrà immediatamente cassato - attività di addestramento e allenamento di cani, nonché lo svolgimento di gare cinofile, su tutto il territorio del Parco Regionale Velino Sirente e su quello delle Riserve regionali durante tutto l’anno.
È un provvedimento di assoluta gravità che, come segnala con giusta indignazione anche Federparchi, non ha precedenti in alcuna regione italiana. Un provvedimento che mette a gravissimo rischio la conservazione di specie faunistiche importanti, tutelate da norme europee e nazionali, a cominciare dall’orso e dal camoscio. Si tratta inoltre di una norma illogica, illegale e ancora più assurda perché votata all’unanimità dai consiglieri regionali di quella che dovrebbe essere la regione verde d’Europa.
La vergognosa legge è passata quasi alla chetichella in Consiglio, senza alcun coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e degli stessi dirigenti delle aree protette regionali. Fa specie in particolare il voto favorevole di forze politiche che si dicono favorevoli alla tutela ambientale. Evidentemente il sì alla norma che apre la prospettiva di uccisioni a danno di cervi e caprioli non è stato un errore di percorso ma una precisa scelta a favore della caccia e delle attività collaterali ad essa connesse. È impressionante anche la rapidità con la quale questa leggina è passata a confronto con i tempi biblici che il Consiglio applica quando si tratta di provvedimenti di segno opposto come ad esempio l’approvazione dei Piani di gestione dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria), che giacciono nei cassetti a dispetto di una procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea sulla mancata trasformazione dei SIC stessi in Zone Speciali di Conservazione.
WWF, Legambiente, Ambiente e/è vita, LIPU, Pro Natura, Mountain Wilderness e Salviamo l’Orso, nel mentre si ripromettono di segnalare all’opinione pubblica i responsabili di questa vera e propria nefandezza e si riservano di contrastare in ogni sede una legge che minaccia le specie e le aree protette, si associano all’appello di Federparchi perché la norma venga immediatamente abrogata augurandosi che in seno al Governo e al Consiglio regionali torni a prevalere il buon senso.

Il "Salvafratino" cerca volontari!


L'Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e il WWF Abruzzo da anni portano avanti il progetto “Salvafratino” per la tutela del Fratino, il piccolo trampoliere che nidifica anche sulle nostre spiagge.
Questa attività viene condotta grazie ai volontari che dedicano un po’ del loro tempo libero alla tutela di questo simbolo della biodiversità costiera. In particolare da aprile fino a giugno vengono controllati i nidi e le uova deposte sul litorale per evitare che siano distrutti durante la pulizia meccanica delle spiagge, disturbati da curiosi o predati da cani e altri animali.
I volontari sono chiamati a garantire almeno una uscita settimanale nel tratto di spiaggia loro assegnato in uno dei comuni costieri d’Abruzzo.
Sono previsti momenti di formazione e uscite sul campo con esperti. I volontari prenderanno parte anche al censimento nazionale condotto in contemporanea lungo tutta la costa italiana dove è segnalata la presenza del Fratino.
Chi è interessato a ricevere ulteriori informazioni può chiamare l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano al numero 085.9492322. 

28.4.16

Luci e ombre nella tutela del Fratino

L’Amministrazione Comunale di Giulianova ha deciso di seguire l’esempio di quella di Pineto adottando le “linee guida” che il WWF ha predisposto e inviato a tutti i Comuni della costa abruzzese per la gestione del Fratino, il piccolo trampoliere che nidifica anche sulle nostre spiagge.
“Il Comune ha inserito nel regolamento comunale le linee guida che abbiamo fornito per la tutela del Fratino”, dichiara Fabiola Carusi, responsabile per il WWF Abruzzo del progetto “Salvafratino”, “dando indicazioni circa la pulizia della spiaggia, il controllo dei cani vaganti e la tutela della vegetazione spontanea. Abbiamo anche apprezzato la decisione dell’Amministrazione di intervenire con la delimitazione dei nidi. Sono segnali importanti che testimoniano come il lavoro portato avanti dai volontari in questi ultimi anni sta cominciando a dare frutti. È importante che ora il Comune diffonda e faccia rispettare le “linee guida”.
La tutela del Fratino sulle nostre spiagge coinvolge ormai decine e decine di volontari che da aprile a giugno monitorano quasi giornalmente i nidi e la cova.
Purtroppo situazioni positive continuano ad intervallarsi con altre negative.
Non più tardi di un mese fa si era verificato un grave episodio a Roseto degli Abruzzi: due aree, dove da tempo sono presenti coppie di Fratino, sono state pulite con mezzi meccanici proprio nel periodo in cui erano stati avvistati i primi esemplari intenti a costruire il proprio nido. Fortunatamente dopo circa un mese tre coppie hanno ugualmente realizzato tre nidi, prontamente protetti con una rete dagli operatori del progetto “Salvafratino”, coordinato dall’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e al quale partecipa anche il WWF Abruzzo: e questa volta anche l’Amministrazione Comunale ha collaborato, contribuendo a realizzare un’apposita delimitazione. Il fatto che questo secondo tentativo finora sia andato a buon fine non giustifica certo il precedente intervento con le ruspe nelle aree dove è presente il Fratino, ma anzi dimostra che questi siti sono particolarmente vocati e meritano di essere tutelati.
Ed un altro episodio grave va registrato nelle ultime ore a Pineto: dei cinque nidi individuati in zona Torre Cerrano in queste settimane, due sono falliti per cause non ancora chiare.
“Come WWF ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Amministrazioni Comunali per salvaguardare il Fratino e più in generale la biodiversità costiera”, continua Fabiola Carusi. “Per un Comune si tratta di adottare semplici accorgimenti che consentono di garantire una presenza che, al di là dell’aspetto naturalistico, valorizza un territorio ed è garanzia di qualità. Non è un caso che da quest’anno le azioni per la tutela del Fratino sono ricomprese tra le attività delle Amministrazioni Comunali valutate per l’assegnazione della Bandiera Blu. Anche se sono ancora molte le Amministrazioni che commettono errori nella fase di pulizia della spiaggia che coincide con quella della nidificazione, riproduzione e cova di questa specie, riscontriamo una crescente sensibilità sul tema”.
Il WWF ricorda però che anche gli operatori balneari e i singoli cittadini possono fare molto: prestare attenzione ai nidi, non disturbare le madri con i piccoli, non lasciare liberi i cani nelle spiagge dove sono i fratini, sono semplici accorgimenti che contribuiscono alla tutela di una specie simbolo del nostro litorale.

20.4.16

Che festa!

Sabato 16 aprile il WWF Teramo ha celebrato i primi 50 anni dell’Associazione del Panda in Italia.
Oltre cento persone hanno preso parte ad una cena presso il locale “Multiplo” a Teramo durante la quale sono state ricordate le attività svolte dal WWF in Italia nel mezzo secolo trascorso dal lontano 1966, quando un piccolo gruppo di appassionati naturalisti, capeggiati da Fulco Pratesi, diedero vita al WWF Italia.
Nel corso della serata sono stati anche distribuiti gli attestati “Amici del Panda 2016” che il WWF Teramo ha voluto assegnare a quanti, persone o istituzioni, ha collaborato con il WWF nella difesa dell’ambiente e della natura teramana.
Gli attestati “Amici del Panda” 2016 sono andati:
  • al Paese di Cortino (TE) che ospita da anni il Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga”, uno dei primi CEA italiani, nato prima dell’istituzione del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga;
  • alla Città di Atri (TE) che ospita l’Oasi WWF dei Calanchi, una delle 100 aree naturali protette gestite dall’Associazione in Italia, modello di sviluppo sostenibile e valorizzazione e conservazione del territorio;
  • a Tommaso Navarra, appassionato avvocato da sempre a fianco dell’Associazione nella difesa dell’ambiente nelle aule dei tribunali;
  • ad Adriano De Ascentiis, instancabile e generoso Direttore dell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, profondo conoscitore della natura e del territorio abruzzese.
Gli attivisti del WWF Teramo hanno poi consegnato due attestati di ringraziamento a:
  • Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, quale miglior socio, attivista e presidente di tutti i tempi, vero esemplare di volontario in serio pericolo di estinzione;
  • Dante Caserta, attivista da tanti anni del WWF Teramo e attualmente vicepresidente del WWF Italia.
Un attestato speciale è stato poi consegnato alla moglie e al figlio di Michele Scuderi, in ricordo dell’attivista e responsabile della Sezione LIPU Teramo, prematuramente scomparso, artefice di tanti progetti di salvaguardia e compagno del WWF in importanti battaglie in difesa della natura.