16.3.12

Animali in città



Il prossimo 22 marzo 2012, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri”, in collaborazione con il Comune di Atri, darà il via al corso “Animali in città”.
Il corso, che mira a illustrare ai cittadini e a tutti gli amanti della natura, le abitudini e le caratteristiche degli animali che popolano le aree urbane e quelle limitrofe, si articola in 4 incontri, aperti a tutti, che si terranno presso l’Auditorium Sant’Agostino ad Atri, dal 22 marzo al 12 aprile 2012, ogni giovedì, dalle ore 18:00 alle 20:00.
Faranno da relatori esperti faunisti: si inizia con la lezione sugli uccelli del 22 marzo, tenuta dal Presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese (S.O.A), Augusto De Sanctis, che parlerà di piccioni, passeri, e altri volatili. Il successivo incontro si terrà il 29 marzo, la lezione sarà tenuta dal prof. Massimo Dell’Agata e dal dott. Angelantonio D’Amario che illustreranno la vita degli insetti, come zanzare, farfalle, calabroni, oltre a concentrarci su quella particolare tipologia di insetti che sono soliti attaccare le nostre piante. Durante il terzo incontro, il noto erpetologo Luciano Di Tizio parlerà di serpenti e anfibi, come bisce, rospi, gechi e della loro funzione in natura. L’incontro conclusivo del corso sarà tenuto dal direttore dell’Oasi, Adriano De Ascentiis, e dalla naturalista Alessia Ferretti, sul tema dei mammiferi in città come pipistrelli, donnole, faine e tanti altri animali.
Il corso è gratuito, è gradita la prenotazione.Per maggiori informazioni potete consultare il nostro sito https://mail2.mclink.it/Redirect/www.riservacalanchidiatri.it/, oppure chiamare lo 085.87.80.088, oppure scrivere a info@riservacalanchidiatri.it.

13.3.12

Riserva del Borsacchio: lettera aperta al Sindaco di Giulianova

Lo scorso 6 marzo è andato in scena a L’Aquila, in Consiglio Regionale, l’ultimo atto di una soap opera che, seppure proposta e riproposta in versioni e da attori diversi, pone al centro della trama un comune obbiettivo: lo smantellamento della Riserva Naturale del Borsacchio.
Le associazioni ambientaliste, i comitati ed alcune forze politiche in più occasioni si sono ritrovate a confrontarsi con le Amministrazioni Comunali di Giulianova e di Roseto, sottolineando il valore naturalistico, paesaggistico, economico e sociale della Riserva; in particolare:
1) con il perimetro definitivamente approvato con Legge n. 34/2007, la Riserva tutela formalmente l’incontaminata bellezza di un’area, quella del Borsacchio, con i suoi aspetti di integrità della costa sabbiosa abruzzese, la presenza di dune embrionali di vegetazione alofita con tratti di macchia mediterranea dove si riproducono e sostano rare specie di uccelli;
2) la tutela della Riserva è funzionale ad un nuovo modello di turismo responsabile centrato sulla valorizzazione durevole dell’ambiente; questo modello è già stato sperimentato con successo in molte altre località italiane, registrando positive ricadute, malgrado la crisi in atto da diversi anni nel comparto turistico, in termini di incremento di presenze e di fatturato per l’imprenditoria turistica. Non è casuale che la stessa legge istitutiva della Riserva identifichi tra i benefici attesi anche la creazione di nuove opportunità di lavoro per disoccupati ed inoccupati;
3) per effetto della legge della Regione Abruzzo n. 48/2010 (art. 1, comma 2, lett. a), la presenza della Riserva del Borsacchio pone un freno alle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi in un’area di 1.100 ettari, al centro di un bacino in cui risiedono circa 60.000 persone e numerose imprese (aziende agricole, della pesca, manifatturiere, turistico-ricettive) che verrebbero fortemente penalizzate dallo sviluppo della filiera degli idrocarburi in quell’area. Collocare, inoltre, una zona franca (quella del Borsacchio, per l’appunto) all’interno del vasto “mosaico” composto dalle aree interessate dalle richieste di ricerca e coltivazione di idrocarburi, costituirebbe un serio problema per le compagnie petrolifere che da anni puntano alla costituzione di un distretto minerario in provincia di Teramo e in Abruzzo. Tra queste ricordiamo la Medoilgas che, con le istanze di ricerca “Corropoli”, “Villa Mazzarosa” e “Villa Carbone”, ha gli occhi puntati su tutto il territorio di Giulianova, Roseto, Mosciano, Bellante, Notaresco e Pineto. Preservare gli attuali confini della Riserva equivale ad erigere un bastione a difesa anche di Giulianova e della sua popolazione;
4) per effetto delle norme contenute nel decreto legislativo n. 128/2010, l’esistenza della Riserva fa sì che la minaccia delle trivelle venga ulteriormente allontanata dalle nostre coste: “all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare…. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette ….”.
Anche in virtù delle considerazioni fin qui espresse, ci piace pensare che sia diventata patrimonio condiviso - soprattutto da parte Vostra che amministrate la cosa pubblica - la consapevolezza che la Riserva vada valorizzata e non ridimensionata.
Ciò premesso, è nostra intenzione richiamare la Vostra attenzione sulle motivazioni che spinsero il Consiglio Comunale a votare all’unanimità l’atto n. 74 del 20/9/2010, avente ad oggetto “Piano di Assetto Naturalistico (PAN) Borsacchio – Modifica Perimetro”.
È evidente che in quell’atto sia prevalsa la comune preoccupazione:
- di non mettere a rischio l’ultimazione di quanto previsto nel “Contratto di Quartiere dell’Annunziata” di fronte al perdurare di una situazione di stallo determinata da "norme di salvaguardia" che dovevano avere carattere transitorio e che invece sono in vita da sette lunghi anni;
- di dare risposta alle esigenze dei cittadini, residenti in quel quartiere, sensibili alla salvaguardia di un’area destinata a parco pubblico ed invece minacciata dalla edificazione di una struttura ricettiva.
Da qui la Vostra richiesta alla Giunta ed al Consiglio Regionale di rimodulare il “perimetro della riserva del Borsacchio estrapolando da questo, per le motivazioni suddette, la porzione di territorio giuliese che vi ricade”.
Ebbene, è stato ampiamente dimostrato che le motivazioni che spinsero il Consiglio Comunale a richiedere l’uscita di Giulianova dal perimetro della Riserva sono venute meno. Infatti, le previsioni del Contratto di Quartiere, essendo antecedenti alla nascita della Riserva, potrebbero essere fatte salve, o attraverso il Piano di Assetto Naturalistico, o attraverso un semplice emendamento alle norme di salvaguardia, senza tagliare nulla dell’area protetta. Il tutto potrebbe risolversi in appena 30 minuti di discussione in Consiglio Regionale e con l’approvazione di una semplice modifica alle norme di salvaguardia (il cui testo, approntato dal Dott. Antonio Sorgi, Responsabile della Direzione Affari Della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali ed Energia della Regione Abruzzo, nei giorni scorsi è stato portato a conoscenza del Sindaco di Giulianova) che prevede due cose semplicissime:
- è consentita agli edifici esistenti nell’area protetta la realizzazione di tutti gli interventi previsti nel PRG al momento dell’approvazione della legge istitutiva della Riserva;
- è possibile, per quanto riguarda Giulianova, l’immediata realizzazione delle previsioni del Contratto di Quartiere e dei suoi strumenti urbanistici.
Ed invece si tergiversa strumentalmente e si perde tempo prezioso. L’obiettivo non dichiarato è impedire il superamento della fase transitoria (già 7 anni!) delle norme di salvaguardia e bloccare il funzionamento degli ordinari strumenti di gestione previsti per le aree protette regionali, impedendo il decollo, anche economico, della Riserva. Costi quel costi, anche se ciò comporta tenere in ostaggio un intero quartiere di Giulianova e chi vi risiede.
Ma vi è anche un secondo aspetto, di natura giuridico-amministrativa, su cui vorremmo richiamare la Vostra attenzione. Attiene, in particolare, all’iter finora seguito per giungere alle varie modifiche del perimetro dell’area protetta.
Come a Voi noto, ad oggi le proposte di riperimetrazione del Borsacchio poste all’esame del Consiglio Regionale sono tre: di queste una prevede la cancellazione della Riserva. Delle restanti due, una verrà discussa dalla II Commissione il prossimo 15 marzo.
Quale che sia la proposta che il Consiglio Regionale riterrà opportuno approvare, essa dovrà essere comunque preceduta dal parere di indirizzo degli enti territorialmente coinvolti (quindi, Comuni e Provincia di Teramo) che, così come previsto dalla legge nazionale e da quella regionale (v. legge regionale n. 38/1996), avrebbero dovuto già pronunciarsi in apposita conferenza dei servizi. La qual cosa non è avvenuta.
Ne consegue che, qualsiasi delle tre proposte divenga legge, il rischio di impugnazione, per illegittimità dell’iter seguito, da parte del Governo nazionale sarà molto concreto.
A questo punto crediamo di aver fornito tutti gli elementi per poter avviare una riflessione ed un dibattito in Consiglio Comunale, invitandoVi, ovviamente, a rivedere quelle decisioni che furono assunte nel corso del consiglio comunale del 30 settembre di due anni fa.
Nel congedarci, vorremo fosse a tutti ben chiaro che, una volta aperto un varco nel muro della difesa della Riserva Naturale del Borsacchio, sarà facile per chiunque poter violare nuovamente quel confine. Cui prodest? Da parte nostra vi è certezza che ad avvantaggiarsi dell’eventuale “taglio” non saranno né la Collettività di Giulianova né i residenti del quartiere dell’Annunziata, ma solo i componenti di quel partito trasversale della cementificazione che ha i suoi occhi puntati soprattutto sul versante rosetano.
A Voi, quindi, la scelta tra rimanere in un mortale immobilismo oppure inviare ai nostri rappresentanti regionali un forte segnale di discontinuità.


WWF - Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni - Comitato Riserva Naturale del Borsacchio

12.3.12

Fano Adriano, borgo attivo

Con una partecipata riunione nella sala polifunzionale del paese, sabato 10 marzo, anche a Fano Adriano è entrato nel vivo il progetto “Borghi attivi: Statuto partecipato dei paesi d’Italia” (http://www.borghiattivi.it/) che coinvolge 5 comuni del cratere del terremoto del 6 aprile 2009: Civitella Casanova, Fano Adriano, Fontecchio, Pescomaggiore (L’Aquila) e Santa Maria del Ponte (Tione).
Il progetto, che vede il WWF di Teramo quale capofila di una rete di associazioni, enti locali e Centri di Educazione Ambientale, si è aggiudicato un finanziamento, vincendo il bando per la Progettazione Sociale “Emergenza Abruzzo”.
L’intervento mira a coinvolgere le comunità locali dei cinque paesi pilota in altrettanti percorsi di progettazione partecipata per elaborare il cosiddetto “Statuto dei luoghi”, sviluppato per far fronte a problemi già presenti nelle nostre aree interne e che il terremoto non ha fatto altro che acuire: i cambiamenti economici e demografici e le nuove espansioni urbane, che tendono ad inglobare le aree rurali, hanno portato alla perdita delle identità locali e paesaggistiche, allo sfaldamento delle comunità rurali ed all’estinguersi della loro visione del futuro, esattamente come sta accadendo a tanti abitanti dell’interno che oggi sempre di più si sentono “stranieri in casa”. Nuovi iniziative economiche e nuovi insediamenti trascurano la necessità di rispettare le tipologie, i paesaggi e le “visioni” locali, finendo per minacciare l’unicità del carattere di ciascun luogo che si è andata formando in secoli di storia e di stratificazioni culturali e di usi del territorio.
Il progetto propone la realizzazione del percorso di uno “Statuto dei luoghi”, diventando mezzo e fine al tempo stesso: mezzo, in quanto porta le comunità locali a disegnare e dichiarare una propria visione del futuro; fine, in quanto aiuta a ristabilire legami sociali nella fase di raccolta e condivisione delle informazioni, nell’elaborazione delle linee guida, nella riscoperta della identità locale.
Dichiara Vanessa Ponziani, facilitatore del progetto per il Comune di Fano Adriano: “Con l’incontro del 10 marzo, grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione “I Grignetti” di Fano Adriano e la ProLoco di Cerqueto, abbiamo dato il via alla seconda fase del progetto, attivando la partecipazione diretta dei cittadini ai quali è stato proposto un questionario esplorativo per tracciare una prima visione condivisa sugli aspetti urbanistici, paesistici e socio economici, nonché sulle aspettative per lo sviluppo del proprio territorio. Si è costituito un gruppo di lavoro, eterogeneo per età e occupazione, che approfondirà ulteriormente i temi del questionario. Tale fase terminerà nel mese di maggio nell’ambito di una giornata pubblica in cui saranno presentati i primi esiti del lavoro che rappresenteranno la base di partenza per elaborare le linee guida dello Statuto dei Luoghi per il territorio di Fano Adriano. La giornata sarà aperta a tutti e prevederà anche attività di studio e laboratori con la popolazione. Siamo convinti che si potrà realizzare un lavoro molto utile anche grazie al sostegno che il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Fano Adriano hanno voluto dimostrare al progetto”.

11.3.12

Lo Strillone

Sull'ultimo numero de Lo Strillone un'interveista a Dante Caserta del WWF sulla Riserva del Borsacchio ed il Contratto di quartiere de L'Annuziata.

10.3.12

La festa per i 50 anni di WWF ed Amnesty International


Il 17 novembre 2011 abbiamo festeggiato i 50 anni del WWF e di Amnesty International.

7.3.12

Continua il ping-pong sulla Riserva del Borsacchio

Ieri il Consiglio regionale ha deciso l’ennesimo rinvio sulla Riserva regionale del Borsacchio. Nessuna delle tre proposte di legge è stata affrontata e discussa: né le due che ne chiedono la riduzione (presentate da Rabbuffo di FLI e da Ruffini del PD) né quella che ne chiede la completa cancellazione (presentata da Venturoni del PDL).
I consiglieri hanno deciso di ritornare di nuovo in Commissione.
WWF, Italia Nostra, Comitato per la Riserva del Borsacchio e Comitato per la difesa dei Beni Comuni hanno partecipato al Consiglio con una folta rappresentanza, tanto che diverse persone hanno dovuto attendere fuori, essendosi raggiunta la capacità massima dell’aula consiliare.
Sono due anni che il Consiglio regionale è impegnato a discutere sulla proposta di riperimetrare la Riserva del Borsacchio: come è possibile che il massimo organo decisionale della Regione non abbia niente di meglio da fare?
Le scuse di chi vuole tagliare o cancellare la riserva sono ormai tutte saltate, a cominciare dal Contratto di quartiere dell’Annunziata a Giulianova: le previsioni di tale strumento urbanistico, essendo precedente alla nascita della Riserva stessa, potrebbero essere fatte salve o attraverso il Piano di Assetto Naturalistico o attraverso un semplice emendamento esplicativo, senza tagliare nulla dell’area protetta. Il tutto potrebbe risolversi in 30 minuti di discussione in Consiglio regionale!
Identica situazione per i campeggi presenti nella Riserva: coloro che vogliono svolgere l’attività di campeggiatori non hanno nulla da temere dall’essere inclusi in un’area protetta, come dimostrano i tantissimi campeggi presenti nelle aree protette italiane.
In realtà ben altri sono gli appetiti che uno dei pochi tratti liberi della costa abruzzese hanno da sempre suscitato ed è per questo che vari consiglieri regionali si prestano a proporre e sostenere una riperimetrazione priva di senso: facendo così, però, stanno bloccando l’applicazione di leggi che loro stessi hanno votato, impedendo alla Riserva del Borsacchio di superare la fase transitoria delle norme di salvaguardia e di arrivare al funzionamento degli ordinari strumenti di gestione previsti per le aree protette regionali.
La responsabilità di questo ricade interamente su quei consiglieri regionali che, a distanza di sette anni dall’istituzione della Riserva, dopo 4 modifiche dell’originaria legge istitutiva e la spesa di 230.000 euro per la predisposizione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva, costringono ancora il consiglio regionale ad infinite ed ingiustificabili discussioni.

Comitato per la Riserva del Borsacchio
Italia Nostra
WWF

4.3.12

Riserva del Borsacchio: che dice Mastromauro?

Dall’iniziativa organizzata dall’Italia dei Valori a Giulianova Paese all’assemblea voluta da Rifondazione Comunista all’Annunziata è trascorsa una settimana appena: un tempo sufficiente per spiegare, soprattutto ai preoccupati cittadini del quartiere dell’Annunziata, che a mettere a rischio il completamento del Contratto di Quartiere non sono gli attuali confini della Riserva del Borsacchio, ma coloro che in Consiglio Regionale si sono finora rifiutati di modificare le cosiddette “norme di salvaguardia”. Queste dovevano avere carattere transitorio e invece sono state lasciate in vita per troppo tempo (7 anni).
Senza farsi scrupolo di tenere in ostaggio un intero quartiere, uno schieramento trasversale creatosi in seno al Consiglio Regionale ha volutamente ignorato una modifica alle norme di salvaguardia - portata in Seconda Commissione dal Direttore Antonio Sorgi sulla base di quella presentata dal Consigliere Regionale di RC, Maurizio Acerbo - che prevede due cose semplicissime:
- è consentito di realizzare tutti gli interventi previsti nel PRG al momento dell’approvazione della Riserva sugli edifici esistenti;
- per quanto riguarda Giulianova, sono immediatamente realizzabili tutti le previsioni del Contratto di Quartiere e del PRG vigente.
Gli incontri promossi a Giulianova dall’IDV, prima, e da RC, in seconda battuta, si sono dimostrati molto preziosi perché hanno dato modo di chiarire tutti gli aspetti di questa telenovela senza fine - da quelli concernenti la ricerca di idrocarburi a quelli più squisitamente urbanistici - lasciando intravedere una soluzione che potrebbe essere molto diversa da quella, distruttiva, auspicata da alcuni consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza che puntano a “tagliare” la Riserva o a sopprimerla del tutto.
Di una cosa siamo certi: il pallino ora è nelle mani dell’Amministrazione Comunale di Giulianova.
Al Sindaco di Giulianova chiediamo quindi con forza di confermare, dandone immediata notizia al Consiglio Regionale, la posizione espressa dal suo Vice, Filipponi, nel corso della partecipata assemblea all’Annunziata: in questa occasione il vicesindaco di Giulianova si è detto favorevole alla modifica delle norme di salvaguardia ed al contestuale rispetto degli attuali confini della Riserva del Borsacchio; ciò allo scopo di tutelare un bene così importante come la Riserva e allo stesso tempo di far uscire l'Annunziata dalla situazione di stallo in cui è stata tenuta da anni di colpevole immobilismo.
Quale miglior segnale del Sindaco di Giulianova che presentarsi a L’Aquila, al Palazzo dell’Emiciclo, in occasione della seduta del 6 marzo (inizio discussione ore 17), o inviarvi un suo delegato, per comunicare la lieta novella ai Consiglieri Regionali? Noi saremo lì ad attenderlo. “Liberata” dunque l’Annunziata, assicurata la possibilità di dare completa ed immediata attuazione al Contratto di Quartiere e sventato il tentativo di ridimensionare l'area protetta, resterebbe obiettivo comune a tutti (Amministrazione, Comitati, Associazioni e cittadini) di dare concreta attuazione alla Riserva Naturale del Borsacchio ed al Parco dell’Annunziata, tulelandoli da ogni ulteriore tentativo di cementificazione.

La storia di Cappuccetto Rosso che ci piace!









La presentazione del libro "La vera storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo", pubblicato dagli Animalisti Italiani, al Centro di Documentazione Ambientale WWF "La Gramigna" è stato un grande successo. I ragazzi del IV Circolo Didattico di Teramo hanno tempestato di domande gli autori del libro Michele Pezone, Fabio Malfagia e Sara Palombo. Questi ultimi due, bravissimi illustratori, hanno regalato a tutti i bambini disegni con i personaggi del libro.

1.3.12

Venerdì 2 marzo: arriva Cappuccetto Rosso!

Domani, venerdì 2 marzo, dalle ore 15:30, a Teramo presso il Centro di Documentazione Ambientale WWF “La Gramigna” in via De Vincentiis (Edificio Croce Rossa), il WWF Teramo, in collaborazione con l’Associazione “Animalisti Italiani”, presenta il libro di Michele Pezone “La vera storia di Cappuccetto Rosso e di Lupo Pupo”.
All’incontro con Michele Pezone e con Fabio Malfagìa, illustratore, prenderanno parte i bambini delle Quinte classi del IV Circolo Didattico nell’ambito del progetto scolastico “Invito alla lettura”.
Il libro è una fiaba illustrata nata dalla penna di Michele Pezone e dalla matita di Fabio Malfagìa: si tratta di una rilettura della classica storia di Cappuccetto Rosso in cui nessuna nonnina viene mangiata, nessun lupo muore ed il bosco diventa un fantastico luogo pieno di avventure.