15.5.08

L'Orso a scuola

Segnaliamo un'interessante iniziativa organizzata in provincia di Chieti.
Domani, sabato 17 maggio, alle ore 10 il WWF incontra i ragazzi della Scuola elementare e media di San Vito Chietino presso la palestra della Scuola media in via Michelangelo n. 1, nell’ambito della manifestazione “Insieme per l’Orso”.
Gli alunni della Scuola Primaria “Umberto I”, coordinati dalla loro insegnante Assunta Di Florio, anche quest’anno hanno partecipato alla raccolta fondi del WWF per la campagna in difesa dell’Orso bruno.
All’incontro prenderanno parte Rosanna D’Agostino, Preside dell’Istituto scolastico, Dante Caserta, Presidente regionale del WWF Abruzzo, Maria Laura Perini, responsabile provinciale del WWF Chieti, e Corrado Teofili, dell’Ufficio biodiversità del WWF Italia.
Corrado Teofili, che ha maturato una formazione specifica ed esperienze professionali in biologia della conservazione e salvaguardia delle risorse naturali, è autore del libro “L’Orso” di Franco Muzzio Editore, e terrà una lezione ai ragazzi per illustrare le caratteristiche di questa specie, purtroppo a rischio di estinzione.
Le recenti notizie sul ritrovamento dell’orsa morta a Lecce dei Marsi hanno confermato la necessità dell’impegno di tutti per far sì che questo animale continui a popolare le nostre montagne come ha sempre fatto. In quest’ottica l’attenzione che la Scuola di San Vito Chietino dedica da anni all’Orso sono un segnale di speranza.

14.5.08

La natura e l'uomo tra scienza e tradizione religiosa

L'Associazione Culturale "Nuove Sintesi" e l'Associazione Culturale "Il Leone Bellantese" organizzano l'incontro pubblico "La natura e l’uomo tra scienza e tradizione religiosa" che si terrà Domenica 18 maggio alle ore 17.00 presso la sala consiliare del Comune di Bellante in piazza Mazzini.
Sono previsti gli interventi di:
Michele Antonelli (Identità Europea) - "L’Uomo, l’ambiente e il sacro";
Dante Caserta (Presidente WWF Abruzzo) - "Un Pianeta in affanno. Perdita di biodiversità e criticità ambientali".
Coordina Andrea De Angelis.

12.5.08

Lo scandalo di Bussi (PE) alla ribalta nazionale

Lo scandalo della discarica abusiva di Bussi e della somministrazione di acqua "non idonea al consumo umano" nella Val Pescara è tornata alla ribalta della stampa nazionale.
Su "La Stampa" di oggi, si trova un interessante articolo che ricostruisce la vicenda.
Quello della discarica di Bussi si può considerare il peggiore scandalo della storia abruzzese, visto che coinvolge direttamente un terzo della sua popolazione ed il futuro di grandi territori. L’accertamento dei danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini e la bonifica del sito dovrebbero essere in cima alle priorità di questa regione. Ad oltre un anno dal sequestro della prima megadiscarica, invece, non è stata neanche fatta la messa in sicurezza d’emergenza del sito.

11.5.08

Domenica 25 maggio: festa delle Oasi

Preparatevi: domenica 25 maggio c'è la Festa delle Oasi WWF.
Visitate il sito www.wwf.it/giornataoasi e scegliete l'Oasi dove trascorrere una domenica nella natura!

Continua la vergogna: un'altra orsa uccisa nel PNALM?

Un Orso marsicano è stato rinvenuto morto in località Lecce dei Marsi, nella fascia di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Se dovesse trattarsi di una nuova uccisione, per il WWF si tratterebbe di un episodio inaccettabile, un ennesimo duro colpo alla popolazione di questo animale. La notizia è ancora più grave perché si tratta di una femmina adulta.
L’Orso marsicano, di cui non restano che 40-45 individui in tutto l’Appennino, è una delle specie più preziose della nostra fauna. Il WWF ricorda che negli ultimi due anni sono stati già uccisi 6 esemplari in alcune aree critiche della stessa regione.
Al di là delle verifiche su questo ultimo caso, il WWF chiede a cosa abbiano portato le indagini sulle precedenti uccisioni.
Questa pessima notizia spinge a richiedere con forza ancora una volta un presidio serrato e soprattutto coordinato delle forze di polizia investite di questo compito. Solo così sarà possibile concentrare gli sforzi di tutela in quell’area che ormai sappiamo essere particolarmente delicata per l’Orso marsicano e per molte altre specie protette come lupi, aquile, grifoni, spesso vittime di bocconi avvelenati.
Il Governo e le Istituzioni che hanno la responsabilità della gestione del territorio prendano scelte anche impopolari per permettere di lasciare uno spazio vitale a queste specie e fare in mode che l’Orso marsicano continui a vivere nelle nostre montagne appenniniche.
Oggi la sfida per salvare dall’estinzione l’Orso bruno marsicano deve partire da un progetto comune ed una strategia condivisa dalle amministrazioni nazionali e locali come dalle comunità locali e dall’intera società civile. La promozione e la ratifica del PATOM, il protocollo d'intesa per la redazione del piano d'azione interregionale sull'orso marsicano, ha contribuito a promuovere questo coordinamento, ma si deve in tempi veloci passare dalle parole ai fatti e promuovere, in maniera coordinata tutte quelle azioni locali e necessarie per tutelare l'Orso.
L'obiettivo principale deve essere la promozione di una strategia comune che veda coinvolti persone e strumenti per il contrasto del bracconaggio e contrasti quelle modifiche ambientali che stanno riducendo l’habitat dell’Orso.
Ogni sforzo deve essere compiuto per fermare l’uso di bocconi avvelenati, la caccia illegale, la distruzione di boschi e foreste, il consumo e l’occupazione del territorio necessario a questo mammifero, mitigare i conflitti con le attività umane quali zootecnia e agricoltura, favorire la ricerca ed il monitoraggio degli esemplari per garantire loro risorse e ambienti adatti alla sopravvivenza, garantendo lo stop a tutte quelle attività eventualmente svolte nelle aree di presenza dell'Orso incompatibili con la sopravvivenza di questo magnifico animale a rischio.

Piano d'area della vallata del Tordino

Si svolgerà martedì 13 maggio a partire dalle ore 9, all’Auditorium dell’ITI di Teramo, il primo forum di presentazione del “Piano d’area della media e bassa Val Tordino”.
Si tratta di una preliminare “visione” strategica dello sviluppo urbanistico e socio economico dell’asse fluviale che, partendo dal capoluogo, si sviluppa fino alla costa.
“Il lavoro fin qui svolto – afferma il presidente Ernino D’Agostino - sulla base di analisi territoriali, economiche e sociali, punta ad individuare le possibili chiavi di lettura delle dinamiche in atto attraverso un’interpretazione del sistema territoriale: con le sue reti infrastrutturali, gli insediamenti urbani e i luoghi della produzione. Il Piano d’area si candida, quindi, ad operare uno sforzo concreto di innovazione introducendo elementi di novità nella progettazione del territorio provinciale con l’obiettivo di governare lo sviluppo nel senso della sostenibilità ambientale”.
Si tratta di un progetto preliminare aperto al confronto con gli enti locali e gli attori territoriali, pubblici e privati.
Ad illustrare le linee guida del piano il gruppo di progettisti, tutti dell’Università D’Annunzio di Pescara: Piergiorgio Landini, ordinario di Geografia economica; Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica; Lorenzo Pignatti, ordinario di Progettazione.

6.5.08

Tre inceneritori in Abruzzo! Chi offre di più?

Le recenti dichiarazioni del Presidente Del Turco in ordine alla volontà di procedere alla realizzazione di tre inceneritori nella nostra Regione lasciano a dir poco perplessi quanti vogliono occuparsi seriamente del problema del gestione dei rifiuti.
Prima ancora del contenuto delle dichiarazioni che presentano l’incenerimento come la panacea di tutti i mali, tacendo le problematiche sanitarie evidenziate da moltissimi studi, quello che sconcerta è il metodo.
Vale la pena ricordare che nel dicembre 2007 il Consiglio regionale abruzzese ha approvato il nuovo Piano regionale dei rifiuti che in precedenza era stato adottato dalla Giunta regionale di cui, ci sembra, faccia parte anche il Presidente Del Turco.
Il piano prevede che, prima di parlare di ipotesi di incenerimento, la Regione Abruzzo raggiunga almeno il 40% di raccolta differenziata.
Pensare di realizzare prima impianti di incenerimento – redditizi per chi li costruisce e li gestisce, solo perché sovvenzionati con fondi pubblici presi dalle nostre bollette energetiche – vuol dire rinunciare a far decollare la raccolta differenziata che, negli ultimi tre anni non ha certo fatto reali passi avanti, essendo ferma ad un vergognoso 16/17%.
Ipotizzare poi di costruirne addirittura tre, visti i quantitativi di rifiuti prodotti in Abruzzo e tenuto conto che gli inceneritori per funzionare necessitano di andare avanti a ciclo continuo, vuol dire candidare la nostra regione a ricevere i rifiuti da altre regioni attraverso appositi accordi di programma: ciò spiegherebbe perché si vorrebbe localizzare gli impianti al nord nel teramano ed a sud nel chetino.
Oltretutto lascia stupiti che un processo di condivisione e partecipazione avviato nel novembre del 2005 e concluso due anni dopo con l’approvazione del Piano regionale dei rifiuti, venga rimesso in discussione da una serie di dichiarazioni alla stampa da parte di chi dovrebbe essere il garante di quanto scritto nei programmi elettorali e nelle delibere di giunta e di consiglio regionale.
Il Presidente Del Turco vuole veramente buttare via quanto fatto dalla sua stessa maggioranza e tornare, dopo tre anni di governo, esattamente alla proposta avanzata a fine consigliatura dall’allora presidente regionale Giovanni Pace? Questo è modo migliore per continuare a far peggiorare la situazione senza concludere niente, esattamente come fece chi lo ha preceduto.
Se vuole evitare il rischio Campania, il Presidente Del Turco investa tutta la sua autorevolezza e le sue capacità per portare la raccolta differenziata in Abruzzo ai livelli stabiliti da una legge che in Abruzzo viene disattesa dal 2003. Invece di parlare di costruire inceneritori – per la cui realizzazione sarebbero necessari anni – faccia in modo che l’Abruzzo si doti di seri impianti di compostaggio (molto più semplici da autorizzare e realizzare) cui destinare la parte umida, consentendo così di ridurre i rifiuti del 40% senza inquinare ulteriormente l’aria che respiriamo.

3.5.08

Nuovo blog dedicato alla Torre di Cerrano

Se seguite da un po' di tempo questo blog e le attività del WWF in provincia di Teramo, sapete che l'area marina della Torre di Cerrano è da sempre al centro delle nostre attività.
Non possiamo, quindi, non segnalarvi un nuovo interessante blog: http://triviadicerrano.blogspot.com/.
Vi troverete informazioni su uno degli ultimi tratti di costa libera della nostra provincia.

Discarica La Torre: chiesti i rinvii a giudizio

Dopo oltre due anni di indagini sul crollo della discarica “La Torre”, la Procura di Teramo chiede il rinvio a giudizio di 14, tra amministratori e tecnici.
Il sostituto procuratore Valentina D’Agostino ha mandato davanti al Giudice per le udienze preliminare: Marcello Catalogna, tecnico incaricato dal Comune, Gianni Chiodi sindaco di Teramo, Ernino D’Agostino, presidente della Provincia, Nicola D’Antonio, tecnico del Comune di Teramo, Massimo Di Giacinto, ex dirigente regionale del settore rifiuti, Roberto Di Giovanni, tecnico incaricato dal Comune, Ferdinando Di Sanza, dirigente provinciale del settore ambiente, Franco Gerardini, dirigente regionale del settore rifiuti, Maria Pia Gramenzi, dirigente dell’Arta, Maria Daniela Marcozzi Rozzi, dirigente dell’Arta, Berardo Rabbuffo, vice sindaco di Teramo, Claudio Ruffini, ex presidente della Provincia, Angelo Sperandio, ex sindaco di Teramo, Carlo Taraschi, tecnico incaricato dal Comune.
Molto gravi le ipotesi di reato contestate: attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell’aria, crollo colposo, falso materiale, deturpazione di bellezze naturali, omessa denuncia di reato.
L’accusa sostiene che il sito de "La Torre" non era idoneo per una discarica a causa della sua instabilità e che le proroghe concesse erano illegittime, avendo la stessa esaurito la sua capienza e dovendo comunque essere chiusa nel 2004. L’accusa del magistrato ha ritenuto, inoltre, che si sarebbe continuato a depositare pattume ben oltre i limiti.
Come sempre il WWF attende che la magistratura faccia il suo dovere ed accerti le responsabilità in quello che è stato un vero e proprio disastro ambientale, ampiamente preannunciato. La nostra Associazione segue da sempre il procedimento e sosterrà le ragioni della tutela dell’ambiente.