5.10.11

Osservatorio faunistico: Febbo se la suona e se la canta!

Il WWF, insieme a LIPU, ALTURA, Stazione Ornitologica Abruzzese e Societas Herpetologica Italica, ha contestato fortemente la proposta di regolamento approvata dalla Giunta Regionale per l'Osservatorio Faunistico Regionale: la proposta è approdata in Consiglio Regionale ed è in discussione presso la Terza Commissione.
Il Regolamento prevede che l'attività dell'osservatorio possa in teoria spaziare su molteplici fronti della ricerca e monitoraggio in campo ambientale, sovrapponendosi addirittura alle competenze di altre direzioni della Regione (come quella sanitaria, in campo veterinario) e di altri Enti, come gli Enti Parco. Il tutto, però, in maniera autoreferenziale, accentrando sulla Direzione Agricoltura della Regione, che ha quasi esclusivamente competenze in materia venatoria, i poteri che riguardano i monitoraggi faunistici anche di specie protette.
Se da un lato appare utile allargare le competenze dell'Osservatorio, dall'altro, con queste premesse, la Associazioni ritengono di poter dubitare della reale intenzione della Regione Abruzzo di costituire un centro effettivamente collegato al monitoraggio ed allo studio della fauna e non meramente un piccolo ufficio completamente strumentale all'attività venatoria.
I dati faunistici servono alla corretta applicazione delle direttive comunitarie, alla redazione ed al costante monitoraggio di piani e programmi come il piano paesistico ed il piano di tutela delle acque: tutte questioni su cui un efficiente ed efficace Osservatorio potrebbe svolgere un importante ruolo di supporto.
A riprova della scarsa lungimiranza della Giunta Regionale, la bozza di Regolamento è stata valutata solo con le Province (ancora enti che hanno competenza in materia venatoria), lasciando fuori dalla discussione chi ha maggiormente contribuito alla ricerca scientifica in campo faunistico in Abruzzo.
Nonostante gli slogan circa l'adozione nella nostra Regione di metodi che premino il merito, sono state però escluse dalla discussione quelle organizzazioni che studiano effettivamente la fauna abruzzese e che hanno prodotto il 95% delle pubblicazioni scientifiche (stiamo parlando delle riviste scientifiche del mondo accademico) riguardanti l'avifauna e l'erpetofauna della Regione.
Sono state altresì escluse le aree protette nazionali e regionali, che tutelano un'importante percentuale di territorio regionale e che in questi anni hanno prodotto numerosi studi faunistici. Nessun coinvolgimento neppure del mondo universitario.
Tale approccio dell'Assessorato all'Agricoltura appare volto, quindi, ad evitare strenuamente il confronto con chi ha più contribuito alle conoscenze faunistiche nella Regione e confligge clamorosamente con l'asserita volontà di provvedere a molteplici iniziative in campo faunistico.
Le associazioni chiedono quindi al Consiglio Regionale di bloccare l'iter autorizzativo per recuperare quel confronto che è completamente mancato. La ricerca faunistica non può essere piegata alle sole esigenze della piccola minoranza di abruzzesi rappresentata dai cacciatori.