28.12.21

Irricevibile la proposta di una nuova strada tra il casello dell’A24 e Prati di Tivo


Questa mattina presso la sede del Club Alpino Italiano in via Cona n. 180 a Teramo si è svolta una conferenza stampa durante la quale è stato presentato il Comitato “No Strada Panoramica, Sì Sviluppo Sostenibile” promosso da Comitato Locale Sant’Andrea Verde, CAI, Italia Nostra, Mountain Wilderness e WWF.
Il Comitato nasce dalla volontà di contrastare la proposta dell’Amministrazione Provinciale di un collegamento stradale tra l’Autostrada A24 e la stazione sciistica dei Prati di Tivo sul versante teramano del Gran Sasso: l’ennesima proposta di infrastrutturazione pesante della montagna teramana a scapito dell’integrità del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e senza nessuna nuova proposta di vero rilancio turistico e promozionale delle aree interne.
Con la rappresentanza territoriale delle associazioni ambientaliste CAI, Italia Nostra, Mountain Wilderness e WWF e della popolazione locale del Comitato Sant’Andrea Verde nasce così un Comitato che si prefigge l’obiettivo di contribuire a far rinascere il territorio che va dal Montagnone al fiume Vomano, un comprensorio montuoso bellissimo, ma politicamente abbandonato.
Il Comitato “No Strada Panoramica, Sì Sviluppo Sostenibile” è aperto all’adesione di associazioni e singoli cittadini che vogliono effettivamente impegnarsi per un reale rilancio delle aree interne nel rispetto della valenza naturalistica e tradizionale di questi luoghi.
L’ipotesi di tracciato stradale fin qui circolata viene eufemisticamente chiamata “Strada Panoramica del Gran Sasso” e sarà ora oggetto di un bando per la progettazione che costerà centinaia di migliaia di euro: ingenti fondi pubblici per progettare una strada che dovrebbe attraversare territori oggi integri dove al più sono presenti vecchi sentieri ben diversi da una strada provinciale destinata al traffico automobilistico.
Il Comitato si oppone ad un progetto che porterà asfalto, terrapieni, sbancamenti e gallerie in zone oggi naturali, stravolgendo il patrimonio culturale, naturale e storico ed eliminando le possibilità di sviluppare economicamente e socialmente in modo sostenibile questo territorio che al contrario, se giustamente valorizzato, potrebbe avere una grande vocazione turistica.
La proposta del collegamento stradale con l’A24 è basata su una premessa vecchia, provata erronea, che l’asfalto e la viabilità “automaticamente” portano economia. La viabilità, senza la possibilità di attività produttive a monte, non è un motore, ma un freno allo sviluppo economico dei piccoli paesi, perché spinge alla centralizzazione dei servizi in centri più grandi, causando lo spopolamento di quelli più piccoli. È stato proprio questo ragionamento la scusa con cui negli ultimi 50 anni sono stati portati via servizi pubblici, scuole, centri sportivi e servizi medici per cui molti abitanti, ma anche aziende e negozi, hanno abbandonato, spesso necessariamente, questi territori.
Ed è questo il punto critico: investire somme pazzesche in una strada che comprometterebbe la caratteristica di questo territorio, la sua vocazione naturale e culturale, che potrebbe essere l’unico punto di forza e motore di sviluppo economico sostenibile, finirebbe per creare solo danni ambientali, sociali e economici e un’ulteriore fuga di persone dai centri montani.
Inoltre appare francamente incredibile che un’opera del genere possa mai essere autorizzata. Tutto il tracciato attraversa aree naturali, ma l’ultimo tratto dovrà necessariamente entrare in uno dei territori più protetti d’Europa essendo ricompreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ma anche in Zone di Protezione Speciale e Zona Speciale di Conservazione tutelate dall’Unione Europea, su proposta della Regione Abruzzo e dello Stato Italiano, nell’ambito della Rete Natura2000.
Il Comitato ha anche un’alternativa alla proposta della Provincia e chiede di aprire finalmente un confronto pubblico sul futuro delle nostre montagne.
Per farlo propone un programma di progetti dal nome “Montagnone, la montagna che unisce” che si basa su interventi di recupero di vecchi sentieri da adattare a rete escursionistica ciclopedonale che costituirà l’ossatura su cui mettere a punto un’offerta turistica di livello nazionale.
Si tratta di investire somme molto più piccole rispetto a quanto richiesto da una nuova strada per creare una vera e propria operazione di marketing territoriale che caratterizzi questo comprensorio con un’offerta “spendibile” sul mercato turistico nazionale e internazionale. Un programma di sviluppo economico e culturale sostenibile che trasformi questo territorio in un’unica meta turistica costituita da tutti i paesi piccoli del comprensorio: Forca di Valle, Varano, Cerchiara, Fano a Corno, Casale San Nicola, Ornano, Tossicia, Tozzanella, Flamignano, Aquilano, Azzinano, Cusciano, Cerqueto e Pietracamela con i Prati di Tivo, ognuno con le sue particolarità ed eccellenze, potranno essere parte di questa offerta di un turismo più stabile, destagionalizzato e duraturo.
Il programma consiste di una serie di progetti di manutenzione, creazione e valorizzazione di percorsi turistici e escursionistici esistenti e nuovi, progetti di recupero e valorizzazione di punti d’interesse culturali, storici e naturali, progetti di eventi e uscite inclusivi per partecipanti di tutti livelli fisici e campagne di informazione e pubblicizzazione, digitale e cartacea, delle bellezze della zona, proposte di educazione ambientale e di volontariato e aggregazione giovanile teso a rivitalizzare i centri ormai quasi abbandonati.
Ai tanti fallimenti degli ultimi decenni, caratterizzati da investimenti milionari di fondi pubblici su una stazione sciistica che neppure si riesce a tenere aperta, si vuole contrapporre una serie di interventi legati da un’unica logica, tutti finalizzati a produrre effetti concreti di miglioramento del tessuto sociale e a creare nuove opportunità economiche basate su un utilizzo responsabile del territorio e del patrimonio esistente. Il Programma “Montagnone, la montagna che unisce” punta a diventare un vero motore di start-up di persone e aziende che possano esplorare, scoprire, costruire insieme, ma anche mettere a frutto in modo responsabile e sostenibile le opportunità che questo territorio sottovalutato offre, utilizzando nuovi concetti e teoremi, invece di fidarsi degli stessi vecchi schemi che hanno portato sempre di più alla situazione attuale.
La speranza delle realtà locali e associative è che questa voglia di confronto venga colta dalle forze sociali, imprenditoriali e politiche del territorio con uno spirito nuovo, capace di guardare avanti e non a modelli di sviluppo da Anni ’70 del secolo scorso: come diceva Albert Einstein “Non si può risolvere un problema con lo stesso schema mentale con cui si è creato il problema”.

13.12.21

I consigli del WWF Abruzzo per aiutare l’avifauna nel periodo più freddo dell’anno


Piccoli gesti alla portata di tutti possono essere un aiuto prezioso per l’avifauna che durante l’inverno, a causa delle prime nevicate e delle basse temperature, può trovarsi in difficoltà. Come ogni anno il WWF ricorda le accortezze da seguire per attivare le mangiatoie e dare sostegno a questi animali nella stagione fredda. Fornendo con regolarità cibo dalle nostre case, terrazzi o giardini potremo dare un supporto all’avifauna: semi, frutta o biscotti andranno benissimo per i piccoli uccelli.
Le mangiatoie possono essere di vario tipo, costruite in legno e posizionate su un palo, acquistate nei negozi specializzati, ma anche realizzate in modo semplice e creativo usando materiale di recupero. In rete si possono trovare molti esempi e suggerimenti per la costruzione e il corretto funzionamento delle mangiatoie.
Passeri, cince, merli, storni, pettirossi, fringuelli, codirossi, ma anche tantissime altre specie meno comuni potranno venire a farci visita… si rimarrà stupiti dalla grande biodiversità presente così vicino a noi. Collegandosi al sito https://www.naturaitaliaindiretta.it/ si potranno osservare in tempo reale, grazie alle webcam appositamente istallate, le mangiatoie dell’Oasi WWF e Riserva regionale Lago di Penne, un esempio di quanta vita e quante specie possono ritrovarsi intorno a un semplice punto di alimentazione.
Grazie alle mangiatoie potremo, inoltre, osservare queste specie più da vicino e, senza disturbarle, imparare a riconoscerne le caratteristiche e il comportamento.

I Consigli del WWF Abruzzo per realizzare le mangiatoie

Tipi di mangiatoie
Ne esistono di svariate tipologie, in legno a forma di casetta sistemata su un palo, a forma di cilindro in plastica o in rete metallica... Le mangiatoie possono essere costruite anche in modo artigianale recuperando bottiglie di plastica, contenitori per il latte o per i succhi di frutta, meglio se in colori mimetici e naturali o semplicemente appendendo agli alberi una palla di lardo e semi o riutilizzando una mezza buccia di arancia riempita di semi. Meglio se le mangiatoie sono coperte in modo da ripararle dalla pioggia e dotate di un foro per far uscire l’acqua piovana.

Dove collocarla
Il posto ideale per sistemare la mangiatoia è un punto tranquillo del giardino, magari protetto dalla vegetazione, dove la fauna selvatica si senta al riparo, ma che al contempo ci permetta l'osservazione e lo studio delle specie che vorranno farci visita. Si può collocare anche sul balcone o usare i rami degli arbusti presenti vicino casa per appenderle. In mancanza di giardini e balconi, andrà bene anche il davanzale di una finestra. In ogni caso va sistemata in un punto riparato e non esposto alla pioggia. Importantissimo sarà offrire il cibo a una altezza sufficiente a mettere al sicuro dagli attacchi dei predatori. La mangiatoia va sistemata infine in luoghi non frequentati dai gatti, che sono i maggiori predatori degli uccelli nelle aree urbane: tenerli in casa nei giorni di neve sarà un’altra preziosa accortezza per aiutare l’avifauna.

Quale cibo utilizzare
Frutta matura, bacche, miscele di semi (canapa, miglio, avena, girasole…), frutta secca, arachidi non salate, avanzi di panettone, lardo, strutto o margarina mischiati con briciole dolci e semi misti… anche camole della farina o mangimi per insettivori, se possibile, possono essere graditi. Non mettere pane, cibi salati o piccanti. Aggiungere una piccola ciotola con l’acqua da tenere sempre pulita.

Periodo
Le mangiatoie vanno istallate in inverno da dicembre a marzo, nel periodo in cui gli animali hanno maggiori difficoltà ad alimentarsi. La fornitura di cibo va gradualmente diminuita con l’arrivo della primavera e sospesa del tutto durante le stagioni più calde, anche per evitare che i giovani appena usciti dal nido diventino dipendenti dalla mangiatoia.

Altre accortezze da seguire
  • Mantenere la mangiatoia sempre pulita eliminando il cibo che non viene consumato per evitare la produzione di muffe e il propagarsi di infezioni che possono essere molto dannose per gli uccelli.
  • Non interrompere mai la somministrazione di cibo per tutta la stagione invernale, gli uccelli si abitueranno a trovare nella nostra mangiatoia un punto certo per alimentarsi.
  • Fare attenzione a non usare nella mangiatoia materiali taglienti o oggetti nei quali gli uccelli potrebbero impigliarsi e rimanere bloccati come le retine.

8.12.21

A Natale regalati o regala un'iscrizione al WWF!


La principale forza del WWF sono i soci! Grazie a loro possiamo portare avanti le nostre tante battaglie per la difesa della natura e dell'ambiente.
A Natale hai la possibilità di fare qualcosa di concreto per la natura, regalandoti o regalando un'iscrizione al WWF.
In cambio riceverai (fino a esaurimento scorte) un buonissimo panettone bio!
Scrivi subito a teramo@wwf.it e ti contatteremo noi per procedere all'iscrzione.
Per ogni iscrizione fatta una quota rimane al WWF Teramo per sostenere le azioni a livello locale.
L'iscrizione vale per un anno e le quote sono queste:
  • Socio fino a 14 anni: 24 euro
  • Socio ordinario: 30 euro
  • Socio famiglia (iscrizione collettiva di tutto il nucleo familiare): 60 euro

A 10 anni dal referendum l’acqua ancora a rischio privatizzazione!


“A dieci anni dal referendum l’acqua è ancora a rischio privatizzazione!”: è questo l’allarme rilanciato dal WWF Abruzzo in occasione del convegno “Modelli di gestione per l’acqua bene comune” che si è svolto a Chieti sabato 4 dicembre nell’Auditorium del Museo Universitario.
Al convegno, moderato da Luciano Di Tizio della segreteria regionale del WWF Abruzzo, hanno preso parte Alessandra Sardu e Domenico Aiello, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di ABC Napoli (unica azienda acquedottistica in Italia ad essere passata da Società per Azioni ad Azienda Speciale), Gianguido D’Alberto, Presidente dell'ANCI Abruzzo, nonché Sindaco di Teramo, Stefano Civitarese, professore di Diritto Pubblico dell’Università “G. d’Annunzio”, Nunzio Merolli, Presidente dell’Ente Regionale Servizio Idrico, e Dante Caserta, Vicepresidente del WWF Italia, oltre a Paolo Scopece, responsabile dell’Ufficio legale di ABC Napoli che ha illustrato le caratteristiche dell’Azienda speciale.
La preoccupazione per la ripresa della spinta verso la privatizzazione dell’acqua, come è stato evidenziato da diversi interventi, viene dal disegno di legge delega sulla concorrenza varato dal Governo che prevede all’art. 6 una procedura che spinge le amministrazioni pubbliche verso l’affidamento ai privati del servizio idrico attraverso un meccanismo disincentivante della gestione diretta che diventerebbe residuale rispetto alla privatizzazione. Le stesse condizioni (proposte dall’Italia e non imposte dall’Europa) che hanno determinato l’assegnazione dei fondi europei del Next Generation Europe destinati al PNRR, poi, spingono verso una riforma della gestione dei servizi pubblici (acqua, rifiuti, ecc.) tutta indirizzata verso il mercato.
“A poco più di 10 anni dal referendum contro la privatizzazione” commenta Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, “il tema della gestione dell’acqua è di nuovo al centro dell’attenzione e purtroppo nuovamente per mire speculative. La grande vittoria nel referendum del 2011 viene rimessa in discussione da una politica che guarda ancora a modelli di neoliberismo spinto che francamente credevamo superati. È necessario l’impegno di tutte le amministrazioni comunali e dei parlamentari affinché nella discussione che ci sarà in parlamento sul disegno di legge delega sulla concorrenza, l’art. 6 venga stralciato”.
“Sul punto” aggiunge Filomena Ricci, delegato WWF Abruzzo, “invitiamo le amministrazioni comunali abruzzesi ad approvare, come proposto dal Forum dei Movimenti per l’Acqua in tutta Italia, delibere consigliari con la chiara richiesta di eliminare dalla legge sulla concorrenza l’art. 6 e il suo contenuto a favore della privatizzazione. Solo facendo sentire forte la voce del popolo dell’acqua come fu nel 2011 si riuscirà ad arginare la privatizzazione dell’acqua. Al contempo seguiremo il percorso di riforma del servizio idrico integrato che la Regione Abruzzo sta portando avanti e invitiamo l’Assessore Imprudente ad aprire un confronto con la società civile e le associazioni. Gli evidenti limiti mostrati dalle società per azioni che gestiscono l’acqua in Abruzzo devono spingere tutti a lavorare verso una reale gestione pubblica e partecipata dell’acqua, bene comune per eccellenza su cui non si può fare mercato”.

3.12.21

Uomo e fauna selvatica: quale futuro?

Qui puoi vedere il video del Convegno "Uomo e fauna selvatica: quale futuro", organizzato a Roseto degli Abruzzi dalle Guide del Borsacchio e dal WWF Teramo.

Confronto su “Modelli di gestione per l’acqua bene comune” con la partecipazione di ABC Napoli – Azienda Speciale


Sabato 4 dicembre alle ore 16:30 nell’Auditorium del Museo Universitario di Chieti il WWF Abruzzo organizza l’incontro dal titolo “Modelli di gestione per l’acqua bene comune”.
A poco più di 10 anni dal referendum contro la privatizzazione dell’acqua, il tema della gestione dell’acqua è quanto mai attuale e sentito da tutto il territorio sia per le difficoltà che si stanno vivendo in questi ultimi anni in Abruzzo con forti perdite e numerosi disservizi, sia per il dibattito seguito al disegno di legge delega sulla concorrenza del Governo che rappresenta un passo indietro rispetto alla volontà dei cittadini italiani espressa nel referendum del giugno 2011.
Il WWF Abruzzo ha voluto promuovere una riflessione e un confronto sulla gestione dei servizi pubblici e, nello specifico, del servizio idrico integrato.
Si partirà dall'esperienza di ABC Napoli - unica in Italia ad essere passata da Società per Azioni ad Azienda Speciale - che sarà illustrata dalla Presidente Alessandra Sardu (in videocollegamento) e dal vicepresidente Domenico Aiello che sarà presente all’incontro insieme al Presidente dell'ANCI Abruzzo, nonché Sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, al professore di Diritto Amministrativo dell’Università “G. D’Annunzio” Stefano Matteucci Civitarese e al Vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta.
Al convegno, moderato da Luciano Di Tizio della Segreteria del WWF Abruzzo, prenderà parte in videocollegamento anche Paolo Scopece, responsabile dell'Ufficio legale di ABC Napoli che traccerà un quadro del modello gestionale dell'Azienda speciale e sono invitati, oltre ai cittadini interessati, amministratori pubblici, gestori del servizio idrico integrato, rappresentanti di sindacati e associazioni.
Saranno rispettate le norme in vigore per il contenimento della pandemia. Ingresso libero sino a esaurimento posti.

29.11.21

L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha incontrato Maurizio Gentile, Commissario straordinario per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25


Nella giornata di venerdì 26 novembre una delegazione dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso da WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia - GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra, ha incontrato presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Maurizio Gentile, Commissario straordinario per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25.
L’incontro, richiesto dall’Osservatorio, era finalizzato ad avere il quadro della situazione da parte del Commissario anche alla luce delle notizie uscite sulla stampa nei mesi scorsi su possibili interventi nelle gallerie del Gran Sasso con ampiamento delle stesse.
Nel corso dell’incontro il Commissario Gentile ha assicurato che gli interventi che si stanno ipotizzando per la messa in sicurezza dell’autostrada non comporteranno nessun ampliamento della sezione delle gallerie esistenti, né tanto meno nuove gallerie sotto il Gran Sasso.
Il Commissario ha anche specificato che la programmazione e l’attuazione degli interventi di sua competenza saranno strettamente coordinate con quelle del Commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, Corrado Gisonni.
Come si ricorderà, l’ipotesi di interventi di ampliamento della sezione delle gallerie era stata accolta con fortissime riserve, non solo dalle associazioni che compongono l’Osservatorio, ma anche dagli enti del territorio: Comune di Teramo, Provincia di Teramo e Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga avevano sottoscritto un appello lanciato dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso con tre richieste chiare e definite:
  • qualsiasi intervento programmato dovrà avere al centro la tutela dei beni primari dell’acqua, dell’ambiente e della salute dei cittadini: le esigenze della ricerca scientifica e del traffico veicolare non possono in alcun modo condizionare la distribuzione di acqua potabile di qualità e il rispetto degli straordinari valori naturalistici del luogo in cui si deve intervenire;
  • non è ammissibile alcun intervento infrastrutturale che possa anche solo lontanamente determinare un pericolo alla falda acquifera del Gran Sasso che dalla costruzione delle gallerie autostradali e dei Laboratori ha già subito un gravissimo abbassamento con conseguenze negative sulle sorgenti della montagna, oggi aggravate dai cambiamenti climatici ormai in atto;
  • nessuna decisione sull’acqua può esser imposta dall’alto: il territorio non deve solo essere “informato” di quanto si intende fare, ma deve essere reso partecipe del processo decisionale e devono essere garantite forme di partecipazione non solo delle Istituzioni, ma anche della società civile che ha da sempre rappresentato un elemento fondamentale di controllo e stimolo.
L’Osservatorio continuerà a seguire l’evolversi della situazione affinché si giunga finalmente alla messa in sicurezza dell’acquifero e delle gallerie senza che questo determini nuovi danni ambientali o peggioramento della qualità dell’acqua del Gran Sasso.
L’Osservatorio ribadisce poi che è fondamentale che le strutture commissariali garantiscano la piena trasparenza sulle scelte che andranno a compiere: il diritto dei cittadini di essere resi partecipi delle decisioni da prendere sulla gestione di un bene così importante come l’acqua non può essere sacrificato per nessuna ragione.

Studenti e volontari al lavoro per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti


Dopo l’installazione di una casetta scambia-libro venerdì scorso nel Parco fluviale del Vezzola, sabato 27 novembre il WWF Teramo ha organizzato una giornata di mobilitazione con una raccolta di rifiuti nei parchi fluviali cittadini e un’azione di sensibilizzazione in Piazza Martiri della Libertà. 
Nella mattinata, insieme al WWF Teramo e all’Amministrazione comunale, gli studenti del Liceo Statale “A. Einstein” hanno raccolto rifiuti in un’azione di pulizia in queste due importanti aree verdi della città. All’iniziativa hanno dato la loro adesione anche le associazioni FIAB Teramo e RifiutiZero Abruzzo. 
Parte del materiale raccolto è stato poi esposto nel pomeriggio in Piazza Martiri della Libertà così da sensibilizzare i cittadini teramani sulla necessità di non abbondonare rifiuti, in particolare nelle aree verdi e naturali.









25.11.21

Sabato 27 novembre giornata di mobilitazione con una raccolta di rifiuti nei parchi fluviali cittadini e un’azione di sensibilizzazione in Piazza Martiri della Libertà


La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti – che quest’anno si svolge dal 20 al 28 novembre – è un’iniziativa volta a promuovere azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti. Nata all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea, consiste in una campagna di comunicazione ambientale che punta a far crescere la consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente: dalla sua nascita nel 2009 sono state portate avanti oltre 100.000 azioni di sensibilizzazione in tutta Europa.
A Teramo è stata rilanciata dal WWF che, dopo l’installazione di una casetta scambia-libro venerdì scorso nel Parco fluviale del Vezzola, per sabato 27 novembre ha organizzato una giornata di mobilitazione con una raccolta di rifiuti nei parchi fluviali cittadini e un’azione di sensibilizzazione in Piazza Martiri della Libertà. Nella mattinata, insieme al WWF Teramo e all’Amministrazione comunale, ci saranno gli studenti del Liceo Statale “A. Einstein” che raccoglieranno i rifiuti in un’azione di pulizia in queste due importanti aree verdi della città. All’iniziativa di pulizia hanno dato la loro adesione anche le associazioni FIAB Teramo e RifiutiZero Abruzzo. Parte del materiale raccolto sarà poi esposto nel pomeriggio in Piazza Martiri della Libertà così da sensibilizzare i cittadini teramani sulla necessità di non abbondonare rifiuti, in particolare nelle aree verdi e naturali.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare: l’appuntamento per l’iniziativa di pulizia dei parchi fluviali è fissato alle ore 9 di sabato 27 novembre all’ingresso del Parco fluviale del Vezzola davanti al Cinema Smeraldo. Nel pomeriggio ci sarà invece l’installazione di parte del materiale raccolto in Piazza Martiri della Libertà dalle ore 17.

19.11.21

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti con il WWF Teramo


Presentate oggi a Teramo in conferenza stampa le iniziative per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti promosse dal WWF Teramo in collaborazione con il Comune di Teramo e la partecipazione degli studenti del Liceo Statale “A. Einstein”.
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti – che quest’anno si svolge dal 20 al 28 novembre – è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti. L’iniziativa nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea e consiste in una campagna di comunicazione ambientale che vuole far crescere tra i cittadini una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. L’accento è quindi sulla prevenzione dei rifiuti e ogni azione della Settimana mostra come ogni attore della società – compresi i singoli cittadini – possa, in modo creativo, contribuire a ridurre i rifiuti in prima persona e a comunicare questo messaggio d’azione agli altri. Dalla sua nascita nel 2009 sono state portate avanti oltre 100.000 azioni di sensibilizzazione in tutta Europa.
Oggi, 19 novembre, è stata impiantata nel Parco fluviale del Vezzola una casetta scambio-libri realizzata con materiali di recupero dai volontari WWF: chiunque potrà portare un libro che non legge più e prenderne un altro in cambio. Un modo per non buttare un oggetto prezioso come un libro e facilitare gli scambi tra i cittadini.
Sabato 27 novembre, invece ci sarà una giornata di mobilitazione con una raccolta di rifiuti nei parchi fluviali cittadini e un’azione di sensibilizzazione in Piazza Martiri della Libertà. Nella mattinata, insieme al WWF Teramo e all’Amministrazione comunale, ci saranno gli studenti del Liceo Statale “A. Einstein” che raccoglieranno i rifiuti in un’azione di pulizia in queste due importanti aree verdi della città. Parte del materiale raccolto sarà poi esposto nel pomeriggio a piazza Martiri della Libertà così da sensibilizzare i cittadini teramani sulla necessità di non abbondonare rifiuti, in particolare nelle aree verdi e naturali.
“Siamo convinti che azioni come queste siano importanti per aumentare la sensibilità di tutti su questo tema”, dichiara Claudio Calisti, presidente del WWF Teramo. “Ormai i rifiuti, specialmente quelli in plastica, stanno invadendo il Pianeta. Dobbiamo necessariamente ridurre il consumo di beni usa-e-getta e dobbiamo fare la raccolta differenziata in maniera corretta per evitare spreco di risorse e costi per la collettività. Lo dobbiamo fare tutti e lo dobbiamo fare ora”.