8.11.17

Provincia e Comuni aderiscono alla manifestazione dell’11 novembre dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua

 
Pubblichiamo il comunicato dell'Amministrazione Provinciale di Teramo.
 
Approvata all’unanimità dall’Assemblea dei Sindaci (presenti 29 Comuni) una delibera riguardante la “sicurezza del sistema acquifero del Gran Sasso” in vista dell’annunciato esperimento SOX in programma per la prossima primavera nel Laboratorio di fisica nucleare. Un esperimento che suscita le preoccupazioni di cittadini, associazioni ambientaliste e enti locali perché prevede l’utilizzo di fonti radioattive.
Le amministrazioni locali, Provincia e Comuni, questa mattina, hanno deliberato di:
  • richiedere al Governo di individuare e deliberare le risorse economiche necessarie per la messa in sicurezza del sistema acquifero del Gran Sasso da ogni possibile contaminazione;
  • richiedere alla Regione Abruzzo l’avvio delle attività di studio e progettazione per la realizzazione degli interventi strutturali idonei ad azzerare il rischio di interferenze tra il sistema di captazione delle acque e di tutte le condutture con le strutture dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il tratto autostradale della A 24, rimettendo all’Assemblea dei Sindaci l’elaborato e le proposte che si intendono adottare;
  • sottoporre l’avvio di nuovi esperimenti presso i laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare alle procedure di verifica e controllo di cui al protocollo d’intesa, nelle premesse richiamato, sottoscritto dagli Enti intervenuti;
  • richiedere, nelle more della realizzazione dei lavori di messa in sicurezza, la sospensione delle attività e degli esperimenti, come il Sox, che comportano il ricorso all’uso di sorgenti radioattive;
  • rimuovere dai Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso le sostanze radioattive e comunque pericolose attualmente stoccate, non immediatamente utilizzabili;
  • promuovere, in caso di mancato riscontro positivo entro 30 giorni in merito ai punti sub 3, sub 4 e sub 5, d’intesa con i Comuni, le opportune azioni per la tutela della collettività, per ottenere giudizialmente quanto sopra richiesto.
Piena adesione dell’Assemblea alla manifestazione promossa dall’Osservatorio indipendente delle acque del Gran Sasso (in programma per l'11 novembre con partenza alle ore 15 a Viale Mazzini a Teramo) che riunisce 11 associazioni ambientaliste e i cui rappresentanti, questa mattina, sono intervenuti all’assemblea lanciando un appello alla partecipazione: “Le associazioni possono fare molto – ha dichiarato Giorgio Giannella presente insieme a Massimo Fraticelli e Giuliano Di Gaetano – ma abbiamo bisogno della politica per sostenere una campagna per la trasparenza e per la sicurezza”.
In apertura dei lavori il presidente Di Sabatino, ha illustrato la proposta di delibera, poi implementata nel corso del confronto, sostenendo, fra le altre cose: “Siamo di fronte a dei nodi che attengono alla politica nazionale, all’assetto dello Stato, al ruolo delle popolazioni e degli enti locali. Si delinea un nuovo centralismo che limita il diritto dovere di partecipazione del cittadino, da una parte le Province svuotate di poteri e enti come l’Ersi che esistono ma non operano - ha affermato - Ci sono cinque Ministeri e la stessa della Regione che hanno autorizzato la realizzazione dell’esperimento: autorizzazioni e informazioni che non sono mai arrivate al tavolo regionale istituito dal vicepresidente Lolli proprio per condividere un percorso per la messa in sicurezza del bacino acquifero. Immagino che le autorizzazioni siano state rilasciate dalle strutture amministrative sulla base di protocolli regolamentari e di leggi ma si tratta di capire per cosa è stata richiesta l’autorizzazione. In ogni caso la criticità del sistema idrico, i rischi di interferenze e, quindi di contaminazioni, oggi sono ampiamente riconosciuti e nelle more di lavori di messa in sicurezza è impensabile porre in essere altre attività che riducono margini di sicurezza.
Molti gli interventi nel corso del dibattito: “Sono preoccupato – ha commentato Umberto De Annuntiis, sindaco di Corropoli – la Regione si è mossa solo dopo le indiscrezioni di stampa”; ha insistito sulla mancanza di trasparenza il sindaco Diego Di Bonaventura di Notaresco proponendo la via del ricorso giudiziale: “Dopo i fatti di contaminazione accaduti, l’istituzione di un tavolo regionale istituzionale, le informazioni non rassicuranti sullo stato delle interferenze esistenti, si continua a registrare una assoluta mancanza di trasparenza sui procedimenti”.
Secondo il sindaco di Penna Sant’Andrea, Severino Serrani: “E’ il momento giusto per porre delle condizioni perché c’è la giusta attenzione e una filiera politica di Governo omogenea”. Massimo Di Giancamillo, assessore del Comune di Isola del Gran Sasso ha affermato: “Che di fronte ad un simile rischio non c’è ristoro ambientale ma che in questi anni i territori coinvolti non hanno avuto nemmeno questo”. Robert Verrocchio, il sindaco di Pineto, ha invitato a partecipare compatti alla manifestazione: “Dobbiamo dare prova di un sentimento comune, quello che unisce cittadini e enti locali”.
Molte le domande che attendono una risposta: il Laboratorio di fisica nucleare opera in zona protetta, in piena area Parco; è stata chiesta la valutazione di incidenza del rischio? E’ stata chiesta la valutazione di impatto ambientale? Esistono dei piani di emergenza esterni in caso di incidenti?
Quindi la decisione di porre un termine, 30 giorni, entro il quale ricevere delle risposte altrimenti ci si muoverà per via giudiziale. “Ho già dato mandato agli uffici di ripercorrere la schema utilizzato per i ricorsi contro le trivelle” ha chiosato Di Sabatino a margine dell’Assemblea.

Sabato 11 novembre a Teramo marcerà il popolo dell’acqua

 
Continua l’organizzazione per la Manifestazione per l’Acqua Trasparente promossa dall’Osservatorio Indipendente per l’Acqua del Gran Sasso che riunisce le associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI.
Sabato 11 novembre a Teramo marcerà il popolo dell’acqua: punto di ritrovo alle ore 15 in viale Mazzini presso i “Giardini Carino Gambacorta” (noti come i “Tigli”) da dove partirà un corteo che attraverserà tutto il centro cittadino.
Oggi in un’affollata assemblea dei sindaci della provincia di Teramo, il Presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e i rappresentanti dell’Osservatorio hanno rilanciato l’invito alla partecipazione dei primi cittadini e tante sono state le adesioni alla manifestazione.
Così come tante sono le adesioni che stanno arrivando dalla società civile: associazioni, comitati, sindacati, partiti e movimenti politici saranno presenti alla Manifestazione.
La Manifestazione per l’Acqua Trasparente è aperta a tutti coloro che si riconoscono nell’appello predisposto dall’Osservatorio Indipendente per l’Acqua del Gran Sasso: l’adesione e la partecipazione sono però una chiara assunzione di responsabilità, in particolare per gli amministratori e le forze politiche che dovranno poi portare avanti e sostenere le istanze dei cittadini su trasparenza e sicurezza.
 
Elenco dei partecipanti ad oggi.
 
Associazioni promotrici dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso:
  • ARCI;
  • CAI;
  • Cittadinanzattiva;
  • FAI;
  • FIAB;
  • Guardie Ambientali d’Italia;
  • Italia Nostra;
  • Legambiente;
  • Mountain Wilderness;
  • ProNatura;
  • WWF.
 
Associazioni/Comitati aderenti:
  • Abruzzo Social Forum;
  • Associazione Circolo Culturale Chaikhana;
  • Auser provinciale di Teramo;
  • Brigate di Solidarietà attiva;
  • Centro di Educazione all’Ambiente dei Calanchi di Atri;
  • Centro di Educazione all’Ambiente “Monti della Laga”;
  • Centro di Educazione all’Ambiente “Scuola Verde”;
  • Comitato di Quartiere Cona, Fonte Baiano e Piano Solare di Teramo;
  • Comitato NoBiomasse L’Aquila;
  • Comitato Salute pubblica di Colonnella;
  • Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Teramo;
  • Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua;
  • Gruppo AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) San Nicolò a Tordino 1;
  • Mobilitazione Gran Sasso;
  • Nuovo Senso Civico Onlus;
  • Oasi WWF dei Calanchi di Atri;
  • Salviamo l’Orso;
  • Stazione Ornitologica Abruzzese.
 
Ordini professionali, Sindacati e Associazioni di categoria aderenti:
  • CGIL di Teramo;
  • Confesercenti Comunale di Teramo;
  • Confesercenti Provinciale di Teramo;
  • Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Teramo;
  • Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Teramo;
  • Sindacato dei Medici di Famiglia FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) della Provincia di Teramo.
 
Partiti e Movimenti politici aderenti:
  • Giovani comunisti Abruzzo;
  • Movimento 5stelle - Teramo;
  • Movimento 5stelle - Tortoreto;
  • Partito Democratico provinciale di Teramo;
  • Partito Rifondazione Comunista Abruzzo;
  • Progressisti per il Partito Democratico - Teramo;
  • Prospettiva Comune - Teramo;
  • Sinistra Italiana Federazione regionale d’Abruzzo;
  • Sinistra Italiana Federazione provinciale di Teramo.
 
L’Appello per la Manifestazione
 
TERAMO 11 NOVEMBRE 2017
MANIFESTAZIONE PER L’ACQUA TRASPARENTE
 
Manifestiamo perché …
L’acqua è il bene più prezioso per la nostra vita: dalla sua disponibilità e qualità dipendono l’ambiente e la natura in cui viviamo, ma anche l’economia del nostro territorio.
Dal massiccio del Gran Sasso ricevono acqua di alta qualità le popolazioni di tre province abruzzesi (Teramo, L’Aquila e Pescara). Questa montagna, oggi Parco nazionale, ospita al suo interno i Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le gallerie dell’autostrada A24 Teramo-Roma. La realizzazione di queste opere ha comportato, oltre alla morte di 11 operai durante i lavori, l’abbassamento della falda di circa 600 metri con gravi conseguenze su tutto il sistema idrogeologico abruzzese. La convivenza di queste infrastrutture con le prese di captazione per l’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano è costellato di piccoli e grandi incidenti, l’ultimo dei quali, a maggio 2017, ha comportato l’interruzione della distribuzione di acqua in buona parte della provincia di Teramo.
Grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste e delle comunità locali contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori del Gran Sasso, si è potuto conoscere una preoccupante verità: l’approvvigionamento idrico di 700.000 abruzzesi dipende da un acquifero a contatto del quale sono state costruite due fonti potenzialmente inquinanti come i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali.
Siamo consapevoli dell’importanza dei collegamenti autostradali e della ricerca scientifica, ma la tutela dell’acqua, la salute delle popolazioni e la salvaguardia dell’ambiente vengono prima di tutto. Non è l’acqua ad essere “ospite sgradito” della montagna e non possono essere i cittadini e l’ambiente a pagare un conto salatissimo in termini socio-sanitari e ambientali.
 
Cosa vogliamo ...
Trasparenza e partecipazione. La mancanza di informazioni e di strumenti di reale partecipazione in tutta questa vicenda è mortificante per i cittadini, ma anche per gli stessi Enti che si sono rifiutati, a partire dalla Regione, di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione di associazioni riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione. Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie è un atto dovuto, non è una concessione!
La messa in sicurezza dell’acqua. Sono trascorsi più di 15 anni da quando le associazioni ambientaliste portarono a conoscenza degli abruzzesi una verità da sempre tenuta nascosta: l’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori. In questi anni si sono spesi tanti soldi (più di 80 milioni di euro), ma il problema non è stato risolto. Ad oggi, pur in presenza di qualche passo in avanti nelle dichiarazioni di principio per la prevenzione di incidenti, non è stata avviata un’azione reale per la sicurezza. È il momento di mettere in campo le energie migliori e i fondi necessari per definire cosa deve essere fatto per garantire l’acqua del Gran Sasso a questa e alle future generazioni.
L’azzeramento del rischio. Nella consapevolezza che la soluzione definitiva alla messa in sicurezza dell’acquifero non potrà essere immediata e richiederà forti investimenti, è necessario che si azzeri il rischio di incidente. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, in presenza di una pericolosa interferenza, come finalmente ammettono le stesse Istituzioni, è impensabile continuare a mantenere e aumentare il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso: sono gli altri usi della montagna che devono adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa!
 
Teramo 11 novembre 2017: la Manifestazione per l’Acqua trasparente.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha lanciato la manifestazione aperta a tutti gli abruzzesi perché è tempo di far sentire, come abbiamo già fatto in passato, la nostra voce.
Vogliamo una manifestazione partecipata, colorata e pacifica per l’Acqua trasparente, trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!

7.11.17

Sabato in piazza anche per tutelare la natura del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga

Il WWF è tra i promotori dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso che sta organizzando la Manifestazione per l’Acqua Trasparente che si terrà a Teramo sabato 11 novembre con partenza alle ore 15 da viale Mazzini presso i “Giardini Gambacorta” meglio noti come “I Tigli”.
“Seguiamo la vicenda dell’acquifero del Gran Sasso fin dai tempi della battaglia contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori di Fisica Nucleare”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato del WWF Abruzzo. “Fummo i primi a denunciare la presenza di materiale pericoloso sotto il Gran Sasso, presenza incompatibile con le interferenze sull’acquifero che, dapprima negate, sono ora riconosciute da tutte le istituzioni. Denunciammo una serie di incidenti verificatisi nel corso degli anni nei Laboratori e che non erano mai stati resi pubblici. Lo abbiamo fatto sempre nel massimo rispetto della ricerca scientifica, perché riteniamo la scienza un grande alleato del movimento ambientalista. Ma lo abbiamo fatto con fermezza, fino nelle aule dei tribunali, perché riteniamo che la tutela della salute di chi beve l’acqua del Gran Sasso sia un obiettivo irrinunciabile che non può essere messo in discussione per nessuna ragione. E lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo anche perché fin dall’inizio degli Anni ’80 abbiamo lottato affinché il Gran Sasso diventasse un’area naturale protetta di valenza nazionale ed europea. Oggi la vetta più alta degli Appennini è ricompresa in uno dei più estesi parchi nazionali italiani ed è tutelato dalle normative europee attraverso la Rete Natura 2000 che protegge i siti più importanti per la biodiversità del nostro continente. Ed ecco perché sabato prossimo è importante essere a Teramo alla Manifestazione per l’Acqua Trasparente. Manifestare quel giorno vuol dire anche ribadire la nostra richiesta di tutelare un territorio di straordinaria bellezza e grande naturalità: un territorio che ha una reale possibilità di sviluppo solo attraverso la tutela del patrimonio naturale che ha ereditato dalla passate generazioni e che deve conservare per le future”.

La Coronella girondica nuova presenza nella fauna dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri

Nella foto una Coronella girondica adulta nel suo habitat fotografata da Matteo Di Nicola
Importante scoperta, di rilievo a livello nazionale, nell’Oasi WWF e Riserva Regionale dei Calanchi di Atri: un gruppo di giovani della Facoltà di Scienze Forestali di Ancona, in visita di studio nell’area protetta, ha trovato, a fine ottobre scorso, un raro serpente, il colubro del Riccioli (nome scientifico: Coronella girondica) sino ad oggi mai segnalato in quel territorio. Si trattava purtroppo di un individuo morto che, proprio per questo, è stato possibile esaminare con cura prima di confermare la scoperta.
Il colubro del Riccioli è un ofide di piccola taglia che a un occhio inesperto può sembrare vagamente simile a una vipera e per questo capita che venga assurdamente ucciso, benché sia al 100% innocuo. Per sua fortuna ha abitudini molto elusive e solo raramente capita di incontrarne qualche individuo.
"Appena pochi anni fa, nel quadro di un aggiornamento delle presenze floro-faunistiche nel SIC e nella Riserva di Atri - racconta il direttore dell’Oasi dei Calanchi Adriano De Ascentiis - erano stati censiti anche i rettili. Ci fu anche in quel caso una significativa novità, con la segnalazione della presenza di un altro colubride fino ad allora mai visto da queste parti, la Coronella austriaca, nota anche come colubro liscio. Ne fummo piacevolmente sorpresi e non avremmo mai immaginato di poter trovare da lì a poco anche quest’altro e ancor più raro ofide".
"La Coronella girondica - spiega Francesco Di Toro, coordinatore della Sezione Abruzzo e Molise della Socìetas Herpetologica Italica, sodalizio scientifico che si occupa dello studio di anfibi e rettili - è una specie a distribuzione mediterraneo occidentale, presente in Italia soprattutto, in base alle segnalazioni note, sul versante tirrenico. In Abruzzo ha una diffusione prevalentemente collinare con pochissimi avvistamenti: meno di una decina negli ultimi cinque anni con ancor meno dati storici. La segnalazione di Atri, oltre che rappresentare una novità assoluta per quel territorio, è anche di notevole importanza per gli studi regionali su un serpente elusivo e sino a oggi decisamente poco conosciuto".

4.11.17

Teramo ospita la giornata inaugurale del Wolf Tour nelle Università italiane


Mercoledì 8 novembre dalle ore 9 a Teramo si terrà l'incontro inaugurale dell'Universiitaly Wolf Tour.
Si tratta di un incontro di natura scientifico-divulgativa il cui argomento portante è ovviamente il Lupo. 
All'incontro parteciperanno moltissime personalità di spicco impegnate nello studio di questo animale oltre che ai ragazzi del Project Wolf Ethology. 
L'incontro si terrà presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Teramo nell'Aula tesi e in contemporanea in aula 10 grazie a videoconferenza.

Vietato mancare: Manifestazione per l'Acqua Trasparente!


Presentata oggi a Pescara in una conferenza stampa regionale, durante uno dei tanti banchetti informativi che animeranno questo finesettimana, la Manifestazione per l’Acqua Trasparente.
La manifestazione, organizzata dall’Osservatorio Indipendente per l’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI si svolgerà sabato 11 novembre a Teramo: il punto di ritrovo sarà alle ore 15 in viale Mazzini presso i “Giardini Carino Gambacorta” (noti come i “Tigli”) e il corteo attraverserà tutto il centro cittadino.
“Abbiamo scelto di presentare la Manifestazione a Pescara con una conferenza stampa regionale perché la messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso è un problema di tutto l’Abruzzo” hanno evidenziato i rappresentanti dell’Osservatorio. “L’acquifero del Gran Sasso fornisce acqua a circa 700.000 abruzzesi nelle province di Teramo, L’Aquila e Pescara. La sua messa in sicurezza è fondamentale per oltre metà degli abitanti di questa regione ed è importante che in tanti sabato prossimo partecipino alla manifestazione per far sentire la propria voce e chiedere sicurezza e trasparenza. Come riportato nel nostro appello, questa manifestazione è stata organizzata come momento importante di un percorso portato avanti dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso nei mesi successivi all’incidente dell’8 maggio scorso. Ed è stata organizzata oggi per pretendere una svolta nella gestione di questa annosa vertenza”.
Chi marcerà a Teramo il prossimo sabato 11 novembre chiederà:
  • Trasparenza e partecipazione. Finora tutta la vicenda dell’acqua del Gran Sasso è stata caratterizzata da mancanza di informazione e di partecipazione. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa succede all’acqua che arriva nelle loro case e all’ambiente in cui vivono.
  • Sicurezza per l’acqua. La consapevolezza dell’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori deve spingere ad atti concreti per mettere finalmente in sicurezza l’acquifero del Gran Sasso. Dopo gli oltre 80 milioni spesi dalla gestione commissariale, centinaia di migliaia di cittadini hanno potuto verificare che la sicurezza ad oggi non è affatto garantita. È il momento di affrontare una volta per tutte il problema e adottare soluzioni efficaci che mettano al primo posto la tutela della salute e dell’ambiente.
  • Azzeramento del rischio. In attesa della soluzione definitiva è però necessario azzerare il rischio di incidenti. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, in presenza di una conclamata interferenza non si può continuare a mantenere e aumentare il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso.

Appello per la Manifestazione per l’Acqua Trasparente
TERAMO 11 NOVEMBRE 2017
MANIFESTAZIONE PER L’ACQUA TRASPARENTE

Manifestiamo perché…
L’acqua è il bene più prezioso per la nostra vita: dalla sua disponibilità e qualità dipendono l’ambiente e la natura in cui viviamo, ma anche l’economia del nostro territorio.
Dal massiccio del Gran Sasso ricevono acqua di alta qualità le popolazioni di tre province abruzzesi (Teramo, L’Aquila e Pescara). Questa montagna, oggi Parco nazionale, ospita al suo interno i Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le gallerie dell’autostrada A24 Teramo-Roma. La realizzazione di queste opere ha comportato, oltre alla morte di 11 operai durante i lavori, l’abbassamento della falda di circa 600 metri con gravi conseguenze su tutto il sistema idrogeologico abruzzese. La convivenza di queste infrastrutture con le prese di captazione per l’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano è costellato di piccoli e grandi incidenti, l’ultimo dei quali, a maggio 2017, ha comportato l’interruzione della distribuzione di acqua in buona parte della provincia di Teramo.
Grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste e delle comunità locali contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori del Gran Sasso, si è potuto conoscere una preoccupante verità: l’approvvigionamento idrico di 700.000 abruzzesi dipende da un acquifero a contatto del quale sono state costruite due fonti potenzialmente inquinanti come i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali.
Siamo consapevoli dell’importanza dei collegamenti autostradali e della ricerca scientifica, ma la tutela dell’acqua, la salute delle popolazioni e la salvaguardia dell’ambiente vengono prima di tutto. Non è l’acqua ad essere “ospite sgradito” della montagna e non possono essere i cittadini e l’ambiente a pagare un conto salatissimo in termini socio-sanitari e ambientali!

Cosa vogliamo...
Trasparenza e partecipazione. La mancanza di informazioni e di strumenti di reale partecipazione in tutta questa vicenda è mortificante per i cittadini, ma anche per gli stessi Enti che si sono rifiutati, a partire dalla Regione, di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione di associazioni riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione. Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie è un atto dovuto, non è una concessione!
La messa in sicurezza dell’acqua. Sono trascorsi più di 15 anni da quando le associazioni ambientaliste portarono a conoscenza degli abruzzesi una verità da sempre tenuta nascosta: l’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori. In questi anni si sono spesi tanti soldi (più di 80 milioni di euro), ma il problema non è stato risolto. Ad oggi, pur in presenza di qualche passo in avanti nelle dichiarazioni di principio per la prevenzione di incidenti, non è stata avviata un’azione reale per la sicurezza. È il momento di mettere in campo le energie migliori e i fondi necessari per definire cosa deve essere fatto per garantire l’acqua del Gran Sasso a questa e alle future generazioni.
L’azzeramento del rischio. Nella consapevolezza che la soluzione definitiva alla messa in sicurezza dell’acquifero non potrà essere immediata e richiederà forti investimenti, è necessario che si azzeri il rischio di incidente. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, in presenza di una pericolosa interferenza, come finalmente ammettono le stesse Istituzioni, è impensabile continuare a mantenere e aumentare il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso: sono gli altri usi della montagna che devono adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa!
Teramo 11 novembre 2017: la Manifestazione per l’Acqua trasparente.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha lanciato la manifestazione aperta a tutti gli abruzzesi perché è tempo di far sentire, come abbiamo già fatto in passato, la nostra voce.
Vogliamo una manifestazione partecipata, colorata e pacifica per l’Acqua trasparente, trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!

27.10.17

Manifestazione per l'Acqua Trasparente, deciso il percorso

 
Sabato 11 novembre un corteo pacifico e festoso attraverserà il centro di Teramo per chiedere partecipazione e sicurezza per l’acqua del Gran Sasso.
È stato definito il percorso della Manifestazione per l’Acqua Trasparente, organizzata dall’Osservatorio Indipendente per l’Acqua del Gran Sasso, costituito dalle associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI. Il punto di ritrovo sarà in viale Mazzini alle ore 15 presso i “Giardini Carino Gambacorta” (noti come i “Tigli”): da qui si arriverà in Corso San Giorgio per poi attraversare piazza Martiri della Libertà, corso Cerulli e corso De Michetti. La manifestazione si concluderà in Largo Madonna delle Grazie con alcuni interventi.
“Con questa manifestazione intendiamo offrire un’occasione agli abruzzesi e ai teramani in particolare” dichiarano dall’Osservatorio. “Un’occasione per far sentire la propria voce e chiedere a chi ha responsabilità su un bene prezioso come l’acqua di porre al primo posto la tutela della salute e dell’ambiente. Invitiamo cittadini, enti e organizzazioni a partecipare per dare forza alle richieste di trasparenza nella gestione e di sicurezza per l’acquifero del Gran Sasso. Non dobbiamo attendere l’ennesimo incidente per lamentarci o dare l’assalto ai supermercati per accaparrarci l’acqua in bottiglia: è questo il momento per pretendere di avere acqua sicura nelle nostre case”.
Le adesioni vanno indirizzate a teramo@wwf.it.
In vista della manifestazione, l’Osservatorio sta anche organizzando una serie di banchetti informativi con volantinaggio nel fine settimana di sabato 4 e domenica 5 novembre in tante piazze.
Di seguito si riporta l’appello per la Manifestazione.
 
TERAMO 11 NOVEMBRE 2017
MANIFESTAZIONE PER L’ACQUA TRASPARENTE
 
Manifestiamo perché …
L’acqua è il bene più prezioso per la nostra vita: dalla sua disponibilità e qualità dipendono l’ambiente e la natura in cui viviamo, ma anche l’economia del nostro territorio.
Dal massiccio del Gran Sasso ricevono acqua di alta qualità le popolazioni di tre province abruzzesi (Teramo, L’Aquila e Pescara). Questa montagna, oggi Parco nazionale, ospita al suo interno i Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le gallerie dell’autostrada A24 Teramo-Roma. La realizzazione di queste opere ha comportato, oltre alla morte di 11 operai durante i lavori, l’abbassamento della falda di circa 600 metri con gravi conseguenze su tutto il sistema idrogeologico abruzzese. La convivenza di queste infrastrutture con le prese di captazione per l’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano è costellato di piccoli e grandi incidenti, l’ultimo dei quali, a maggio 2017, ha comportato l’interruzione della distribuzione di acqua in buona parte della provincia di Teramo.
Grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste e delle comunità locali contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori del Gran Sasso, si è potuto conoscere una preoccupante verità: l’approvvigionamento idrico di 700.000 abruzzesi dipende da un acquifero a contatto del quale sono state costruite due fonti potenzialmente inquinanti come i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali.
Siamo consapevoli dell’importanza dei collegamenti autostradali e della ricerca scientifica, ma la tutela dell’acqua, la salute delle popolazioni e la salvaguardia dell’ambiente vengono prima di tutto. Non è l’acqua ad essere “ospite sgradito” della montagna e non possono essere i cittadini e l’ambiente a pagare un conto salatissimo in termini socio-sanitari e ambientali!
 
Cosa vogliamo ...
Trasparenza e partecipazione. La mancanza di informazioni e di strumenti di reale partecipazione in tutta questa vicenda è mortificante per i cittadini, ma anche per gli stessi Enti che si sono rifiutati, a partire dalla Regione, di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione di associazioni riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione. Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie è un atto dovuto, non è una concessione!
La messa in sicurezza dell’acqua. Sono trascorsi più di 15 anni da quando le associazioni ambientaliste portarono a conoscenza degli abruzzesi una verità da sempre tenuta nascosta: l’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori. In questi anni si sono spesi tanti soldi (più di 80 milioni di euro), ma il problema non è stato risolto. Ad oggi, pur in presenza di qualche passo in avanti nelle dichiarazioni di principio per la prevenzione di incidenti, non è stata avviata un’azione reale per la sicurezza. È il momento di mettere in campo le energie migliori e i fondi necessari per definire cosa deve essere fatto per garantire l’acqua del Gran Sasso a questa e alle future generazioni.
L’azzeramento del rischio. Nella consapevolezza che la soluzione definitiva alla messa in sicurezza dell’acquifero non potrà essere immediata e richiederà forti investimenti, è necessario che si azzeri il rischio di incidente. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, in presenza di una pericolosa interferenza, come finalmente ammettono le stesse Istituzioni, è impensabile continuare a mantenere e aumentare il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso: sono gli altri usi della montagna che devono adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa!
Teramo 11 novembre 2017: la Manifestazione per l’Acqua trasparente.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha lanciato la manifestazione aperta a tutti gli abruzzesi perché è tempo di far sentire, come abbiamo già fatto in passato, la nostra voce.
Vogliamo una manifestazione partecipata, colorata e pacifica per l’Acqua trasparente, trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!

Domani a L'Aquila, primo bilancio sugli ecoreati

 
Sono stati tantissimi gli accrediti per il Forum “Ecoreati nel Codice Penale: numeri e storie a due anni dall’approvazione della legge”, in programma domani, sabato 28 ottobre, dalle 9:30 alle 13:00, presso l’auditorium del Comando Regione Carabinieri Forestali “Abruzzo e Molise”, a L’Aquila in Via delle Fratte (ex polveriera), moderato dal giornalista Roberto Mingardi. Saranno presenti numerosi addetti ai lavori (magistrati, forze dell’ordine, guardie giurate, avvocati, operatori di strutture che hanno a che fare con i reati ambientali, ecc.) ma anche semplici cittadini che vogliono saperne di più su una normativa che ha comunque rappresentato una svolta epocale nel nostro Paese. Il Forum vuole rappresentare infatti una occasione di riflessione e di approfondimento sul primo periodo di applicazione della legge 22 maggio 2015 n° 68, meglio nota come legge sugli ecoreati. Ne parleranno alcuni qualificatissimi esperti, con tre relazioni e quattro interventi programmati e con le conclusioni affidate al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini che commenterà quanto emerso dal dibattito.
L’evento è stato organizzato da WWF e Legambiente, associazioni entrambe legate da un protocollo nazionale d’intesa con i Carabinieri, insieme a Libera e alla stessa Arma. Ha collaborato anche Coldiretti Campagna Amica che al termine dei lavori offrirà a tutti i presenti un assaggio di prodotti tipici abruzzesi.
Prima delle conclusioni di Legnini, il fitto programma prevede i saluti della presidente della Corte d’Appello dell’Aquila Fabrizia Ida Francabandera, del procuratore generale Pietro Mennini, del Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e del sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi.
L’introduzione sarà a cura del Generale di Divisione Davide De Laurentis, Vice Comandante delle Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri.
Tre invece le relazioni, rispettivamente di: Stefano Ciafani, Direttore generale Legambiente: “La maratona ventennale per l’approvazione della legge sugli ecoreati”; Gaetano Benedetto, Direttore generale WWF Italia: “Ecoreati, prima casistica sull’applicazione della legge 68/2015”; Pasquale Fimiani, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione: “La legge n. 68/2015: le nuove fattispecie e la procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali”.
Quindi gli interventi programmati di Luca Marchesi (presidente Assoarpa), Arianna Aradis (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Francesco Chiavaroli (direttore generale ARTA Abruzzo), Federica Marinucci (coordinamento regionale Libera Abruzzo).

23.10.17

La città creativa


E' stato pubblicato il volume "La città creativa. Spazi pubblici e luoghi della quotidianità" a cura di R. Galdini e A. Marata, e prodotto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Qui il link per scaricare l'intera pubblicazione.
All'interno il saggio "Gli spazi urbani della mobilità non motorizzata" dell'Arch. Raffale Di Marcello, socio WWF e tra i promotori della Biciclettata Adriatica. Il saggio è visionabile qui. 

Trasparenza e sicurezza: sabato 11 novembre Manifestazione per l'Acqua Trasparente a Teramo


È partita l’organizzazione per la Manifestazione per l’Acqua Trasparente che si terrà a Teramo il prossimo sabato 11 novembre con ritrovo alle ore 15 in piazza Madonna delle Grazie.
Un corteo attraverserà il centro cittadino e si chiuderà con un momento di confronto in piazza. Il percorso definitivo si sta valutando con Questura e Comune e sarà comunicato al più presto.
L’Osservatorio, costituito dalle associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, FIAB, CAI, Italia Nostra e FAI, in questi giorni sta chiamando alla partecipazione i cittadini, le associazioni e le organizzazioni di tutto l’Abruzzo. Un invito particolare è rivolto ai Sindaci, in particolare dei comuni della provincia di Teramo, affinché partecipino con i gonfaloni delle loro città. È il momento di far sentire la nostra voce in una iniziativa aperta a tutti, pacifica e partecipata, una Manifestazione per l’Acqua Trasparente: trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!

Di seguito si riporta l’appello per la Manifestazione.

TERAMO 11 NOVEMBRE 2017
MANIFESTAZIONE PER L’ACQUA TRASPARENTE

Manifestiamo perché …
L’acqua è il bene più prezioso per la nostra vita: dalla sua disponibilità e qualità dipendono l’ambiente e la natura in cui viviamo, ma anche l’economia del nostro territorio.
Dal massiccio del Gran Sasso ricevono acqua di alta qualità le popolazioni di tre province abruzzesi (Teramo, L’Aquila e Pescara). Questa montagna, oggi Parco nazionale, ospita al suo interno i Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le gallerie dell’autostrada A24 Teramo-Roma. La realizzazione di queste opere ha comportato, oltre alla morte di 11 operai durante i lavori, l’abbassamento della falda di circa 600 metri con gravi conseguenze su tutto il sistema idrogeologico abruzzese. La convivenza di queste infrastrutture con le prese di captazione per l’approvvigionamento idrico destinato al consumo umano è costellato di piccoli e grandi incidenti, l’ultimo dei quali, a maggio 2017, ha comportato l’interruzione della distribuzione di acqua in buona parte della provincia di Teramo.
Grazie alle battaglie delle associazioni ambientaliste e delle comunità locali contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori del Gran Sasso, si è potuto conoscere una preoccupante verità: l’approvvigionamento idrico di 700.000 abruzzesi dipende da un acquifero a contatto del quale sono state costruite due fonti potenzialmente inquinanti come i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali.
Siamo consapevoli dell’importanza dei collegamenti autostradali e della ricerca scientifica, ma la tutela dell’acqua, la salute delle popolazioni e la salvaguardia dell’ambiente vengono prima di tutto. Non è l’acqua ad essere “ospite sgradito” della montagna e non possono essere i cittadini e l’ambiente a pagare un conto salatissimo in termini socio-sanitari e ambientali!

Cosa vogliamo ...
Trasparenza e partecipazione. La mancanza di informazioni e di strumenti di reale partecipazione in tutta questa vicenda è mortificante per i cittadini, ma anche per gli stessi Enti che si sono rifiutati, a partire dalla Regione, di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione di associazioni riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione. Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie è un atto dovuto, non è una concessione!
La messa in sicurezza dell’acqua. Sono trascorsi più di 15 anni da quando le associazioni ambientaliste portarono a conoscenza degli abruzzesi una verità da sempre tenuta nascosta: l’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori. In questi anni si sono spesi tanti soldi (più di 80 milioni di euro), ma il problema non è stato risolto. Ad oggi, pur in presenza di qualche passo in avanti nelle dichiarazioni di principio per la prevenzione di incidenti, non è stata avviata un’azione reale per la sicurezza. È il momento di mettere in campo le energie migliori e i fondi necessari per definire cosa deve essere fatto per garantire l’acqua del Gran Sasso a questa e alle future generazioni.
L’azzeramento del rischio. Nella consapevolezza che la soluzione definitiva alla messa in sicurezza dell’acquifero non potrà essere immediata e richiederà forti investimenti, è necessario che si azzeri il rischio di incidente. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, in presenza di una pericolosa interferenza, come finalmente ammettono le stesse Istituzioni, è impensabile continuare a mantenere e aumentare il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso: sono gli altri usi della montagna che devono adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa!

Teramo 11 novembre 2017: la Manifestazione per l’Acqua trasparente.
L’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha lanciato la manifestazione aperta a tutti gli abruzzesi perché è tempo di far sentire, come abbiamo già fatto in passato, la nostra voce.
Vogliamo una manifestazione partecipata, colorata e pacifica per l’Acqua trasparente, trasparente come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso!