7.10.19

A scuola in natura!

 
Il WWF e tre aree naturali protette della fascia collinare della provincia di Teramo, l’Oasi WWF - Riserva regionale dei Calanchi di Atri, la Riserva regionale di Castel Cerreto e il Parco territoriale attrezzato di Fiume Fiumetto, hanno presentato questa mattina a Teramo il catalogo “Scuola in Natura” con le proposte di educazione all’ambiente e alla sostenibilità rivolte al mondo della scuola.
Il catalogo rappresenta la prima azione, non la meno importante, della collaborazione tra queste tre aree protette: uno strumento che consente di illustrare l’offerta delle singole aree sull’educazione ambientale finalizzata a diffondere tra i giovani la consapevolezza dell’importanza della conservazione della natura e della tutela dell’ambiente.
Educare le giovani generazioni alla cultura della sostenibilità è uno degli obiettivi del WWF ed è anche una delle principali funzioni delle aree naturali protette. Nello specifico, il progetto “Scuola in Natura”, proposto attraverso lezioni partecipate, laboratori didattici, lezioni sul campo e visite guidate, intende stimolare la conoscenza e il rispetto del patrimonio naturale del nostro territorio.
Il catalogo si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado con circa 30 progetti diversificati da sviluppare all’interno delle aree protette coinvolte: flora e fauna, geologia, archeologia e antropologia, biodiversità e tanto altro saranno gli argomenti che le scuole, scegliendo il progetto più adatto alle proprie esigenze educative e didattiche, potranno approfondire.
Vengono anche proposti due percorsi didattici di rete che prevedono l’intervento in tutte e tre le aree protette: un’opportunità unica, a livello formativo, per capire l’evoluzione della fascia collinare della nostra provincia, un territorio fortemente antropizzato, ma che conserva ancora elementi di grande naturalità.
Il catalogo “Scuola in Natura” coinvolge queste tre aree naturali protette:
  • l’Oasi WWF - Riserva naturale dei Calanchi di Atri, istituita nel 1995 e divenuta Oasi WWF nel 1999, è compresa nel comune di Atri e presenta un percorso ad anello con panorami suggestivi sui principali sistemi calanchivi del territorio;
  • la Riserva naturale di Castel Cerreto, nata nel 1991, è situata nel comune di Penna Sant’Andrea e offre l’opportunità di conoscere l’ambiente di bosco attraverso numerosi sentieri didattici;
  • il Parco territoriale attrezzato di “Fiume Fiumetto”, nato nel 1990 nel comune di Colledara, dove si ha l’opportunità di apprezzare, attraverso un sentiero immerso nella natura, la transizione da un ambiente boschivo a uno tipicamente fluviale.
Le attività didattiche verranno svolte dall’Associazione Istrice che opera nell’Oasi WWF dei Calanchi, dalla Cooperativa Floema della Riserva di Castel Cerreto e dalla dott.ssa Serena Cipolletti, collaboratrice del Parco di Fiume Fiumetto.
Il catalogo sarà spedito a tutte le scuole d’Abruzzo e sarà pubblicato sui siti delle aree naturali coinvolte.

Nuovo rinvio per il processo "Acqua del Gran Sasso". E sul commissario... silenzio!

Oggi nuovo rinvio nel processo davanti al Tribunale di Teramo sull’incidente dell’8/9 maggio 2017 a seguito del quale fu vietato il consumo di acqua in gran parte della provincia teramana.
Il Giudice, dott. Lorenzo Prudenzano, ha depositato in data odierna una richiesta di sostituzione sostenendo di trovarsi in una situazione di incompatibilità. Su detta istanza dovrà ora pronunciarsi il Presidente del Tribunale. Se l’istanza dovesse essere accolta verrà nominato un nuovo giudice.
La prossima udienza si terrà il 21 ottobre, ma anche questa si risolverà quasi sicuramente un nuovo rinvio perché per quel giorno è prevista l’astensione collettiva degli avvocati.
I tempi del procedimento quindi si allungano e di questo passo è probabile che il dibattimento non verrà aperto prima del 2020.
WWF, Legambiente, CAI e Cittadinanzattiva, le quattro associazioni che, tra quelle che compongono l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, hanno chiesto di essere ammesse come parte civile nel processo esprimono la propria preoccupazione per il dilatarsi dei tempi.
Preoccupazione che è ancora maggiore se si pensa che ad oggi si sono perse le tracce della nomina del Commissario straordinario per la messa in sicurezza del Gran Sasso. Le associazioni ricordano che, secondo quanto previsto dalla legge di conversione del Decreto-legge n. 32/2019, cosiddetto Sbloccacantieri, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e sentito il Presidente della Regione Abruzzo, avrebbe dovuto nominare il Commissario entro il 3 luglio scorso.
Su questo punto l’Osservatorio rinnova l’invito al Presidente della Regione Marsilio e ai parlamentari eletti in Abruzzo a sollecitare la nomina del Commissario per evitare questa situazione di paralisi, considerato che hanno contribuito a scegliere la strada del Commissario straordinario.
Il Presidente Marsilio, inoltre, potrebbe avviare la Cabina di coordinamento che deve essere da lui presieduta e che ha compiti di comunicazione e informazione nei confronti delle popolazioni interessate, di coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti e di verifica circa lo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. E dovrebbe anche aprire questa Cabina alla partecipazione delle associazioni che da sempre seguono la vicenda e che invece la Giunta regionale precedente ha voluto escludere, nonostante un parere favorevole al coinvolgimento espresso dall’allora Commissione consiliare regionale competente.

6.10.19

Domenica 13 ottobre nuova escursione con il WWF


Oggi una bella giornata al Parco Fluviale del Vezzola con il WWF Teramo per la Festa della Natura in città


Questa mattina in tanti hanno partecipato a Teramo a Urban Nature, la Festa della Natura in città organizzata dal WWF in tutta Italia.
Il WWF Teramo quest'anno ha scelto come luogo dove svolgere Urban Nature il Parco fluviale del Vezzola, una delle più importanti aree verdi della nostra città, un corridoio ecologico ricco di biodiversità, ma anche un luogo di fruizione per tanti amanti della natura. La mattinata è partita con una visita guidata del Parco alla scoperta della storia e della natura del Vezzola e a seguire bambini e adulti hanno partecipato ad una caccia al tesoro a squadre.
Urban Nature promuove la conoscenza della natura urbana e la partecipazione attiva dei cittadini. Le aree verdi, i parchi urbani, i giardini sono preziosi alleati di piante e animali che vivono nelle nostre città e nei nostri paesi; la gestione del verde e la cura della biodiversità urbana possono migliorare la vivibilità delle aree urbane, lo stato di benessere e di salute dei cittadini e rappresentano punti di incontro e occasioni di partecipazione alla vita sociale.
Urban Nature 2019 ha ricevuto i Patrocini del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero della Salute e dell’ANCI ed è organizzata con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari (CUFAA) dell’Arma dei Carabinieri.
 









3.10.19

Urban Nature all'Oasi affiliata WWF Fosso Giardino di Martinsicuro

Domenica 6 ottobre, l'Oasi Fosso Giardino, prima Oasi urbana WWF in Abruzzo, istituita appena un anno fa a Martinsicuro, aderisce all'iniziativa Urban Nature, la Festa della Natura in città, organizzata dal WWF in tutta Italia. Una giornata dedicata alla riscoperta del patrimonio naturale che è ancora presente nelle nostre città e un'occasione per coinvolgere famiglie e ragazzi in attività dedicate a scoprire l'importanza della biodiversità urbana.
Il programma della giornata all'Oasi è dedicato ai più giovani e punta a trasmettere, attraverso il divertimento e l'osservazione diretta del mondo, il messaggio di preservare la natura anche vicino ai centri abitati: dalle 15:00 si svolgerà una caccia al tesoro tematica nel bosco; alle 16.30 ci sarà una merenda nell'Oasi; alle 17.15 si svolgerà un laboratorio di biomimetica (esperienza tattile e sensoriale). Sarà anche allestita una mostra delle varie invenzioni ispirate dalla natura.
L'Oasi Fosso Giardino di Martinsicuro, localizzata tra la Val Vibrata e la Valle del Tronto, è un vero laboratorio naturale a due passi dalla città. Particolarmente adatta ad ospitare scuole di ogni ordine e grado, presenta numerosi valori naturalistici e paesaggistici: salici e pioppi che ospitano picchi rossi e picchi verdi, pettirossi, usignoli di fiume, capinere, codibugnoli e merli. Sul costone ad est si trova un ettaro di pino d’Aleppo piantato negli anni ’70 in cui nidifica l’astore e sono frequenti le osservazioni di scoiattoli e colombacci, ma anche di cardellini, fringuelli e verzellini. Un bellissimo sentiero-natura ad anello, con numerosi pannelli esplicativi, ricchi di testi e immagini, attraversa tutta l’Oasi percorrendo l’area degli allori secolari, del querceto e dell’ornieto dove vivono volpi, istrici, caprioli e lepri. Tra gli uccelli in questa zona non mancano scriccioli, rampichini, cinciallegre e ghiandaie mentre nelle suggestive forme calanchive si possono osservare upupe e gruccioni, ma anche sparvieri, gheppi e poiane. Particolarmente ricca la vegetazione ripariale con la presenza nel sottobosco di specie legate all’acqua dolce come gli equiseti, le tife, il fragmiteto e una presenza piuttosto rara, il giglio d’acqua con le spettacolari fioriture di giallo intenso a primavera.
Per info e prenotazioni contattare il numero 3443405302.

1.10.19

L’esperienza del Salvafratino Abruzzo al XX Convegno italiano di Ornitologia a Napoli

Fabiola Carusi e Stefano De Ritis con il poster del Progetto Salvafratino Abruzzo
Dal 26 al 29 settembre si è tenuto a Napoli il XX Convegno italiano di Ornitologia. Il programma ha previsto sessioni scientifiche e workshop tematici tra i quali anche una tavola rotonda sulla tutela del Fratino (Charadrius alexandrinus) in Italia alla quale sono stati invitati i rappresentanti dei gruppi locali e regionali che seguono la specie.
Sono stati così presentati i dati del censimento nazionale effettuato nel 2018 che purtroppo, ancora una volta, ha segnalato come i fratini siano sempre meno su tutta la costa italiana: tranne la Campania, infatti, tutte le regioni presentano un trend negativo dovuto all’occupazione, ormai quasi totale, delle spiagge dove il Fratino nidifica solitamente, a seconda delle regioni, da fine marzo a luglio.
Per l’Abruzzo erano presenti al Convegno di ornitologia due dei responsabili del Progetto Salvafratino Abruzzo: Fabiola Carusi, referente per il WWF Abruzzo, e Stefano De Ritis, responsabile scientifico per l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”.
I due abruzzesi hanno presentato un poster e illustrato una comunicazione sullo stato del Fratino in Abruzzo prendendo in esame i dati relativi al periodo 2015/2019 durante il quale il Progetto Salvafratino si è via via sviluppato.
Grazie a questo Progetto, promosso dall’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” e dal WWF Abruzzo, nella nostra regione vengono condotte da anni azioni di monitoraggio, tutela, sensibilizzazione e denuncia sullo stato di salute dei fratini. Il Progetto coinvolge un gran numero di volontari, singoli o riuniti in gruppi locali come le Guide del Borsacchio di Roseto degli Abruzzi, il Gruppo Fratino di Vasto e l’associazione Torre Foro di Ortona: i volontari da marzo a tutto luglio monitorano la presenza di coppie e nidi sulla costa seguendoli fino alla schiusa e all’involo. Il Progetto va avanti solo grazie agli sforzi di questi volontari e a un piccolo contributo da parte dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” che è peraltro l’unico ente pubblico a destinare dei fondi specifichi per la tutela della specie in Abruzzo insieme al Comune di Alba Adriatica che finanzia un progetto di comunicazione e sensibilizzazione legato alla Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare.
Come denunciato più volte, negli ultimi anni, nonostante qualche buona pratica inizi a farsi strada tra balneatori e amministrazioni comunali, anche in Abruzzo si sta registrando una situazione di difficoltà per il Fratino. Viene individuato un numero troppo limitato di nidi e purtroppo non tutti giungono a buon fine: ancora oggi in ogni stagione molti nidi con uova vengono vandalizzati o distrutti durante la pulizia meccanica delle spiagge o predati da animali da affezione (cani e gatti) vaganti. A questi fattori si aggiungono poi le predazioni di origine naturale come quelle da parte di corvidi e in alcuni casi di volpi.
I dati abruzzesi per il 2019, che saranno illustrati a breve durante un evento che si terrà a ottobre per la presentazione di un dossier regionale sulla tutela del Fratino, mostrano una piccola ripresa delle nidificazioni rispetto al 2018 che è stato un anno drammatico con il minor numero di nidi da quando si effettua il monitoraggio e circa il 50% di schiuse andate a buon fine: è evidente che per la tutela del Fratino c’è ancora molto da fare sia dal punto della conservazione sia da quello dell’educazione ambientale.

Verso la bocciatura dell’ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. Soddisfazione del WWF Teramo

Massimo Fraticelli durante la manifestazione contro l'ampliamento della discarica di Atri
Il WWF Teramo esprime soddisfazione per la decisione del Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo che nella riunione di ieri, lunedì 30 settembre, ha espresso il proprio parere negativo con preavviso di rigetto sull’ennesimo ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri proposto dal Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti urbani Piomba-Fino.
Il WWF Teramo aveva presentato le proprie osservazioni in merito alla proposta di ampliamento evidenziando come il territorio interessato sia stato da anni destinato dall’Amministrazione comunale, dalla Regione, dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea alla tutela ambientale con la creazione di una riserva naturale regionale, l’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, e di un sito di interesse comunitario ricompreso nella Rete Natura 2000 attraverso la quale la Commissione Europea tutela la biodiversità europea. Ciò ha portato ad una crescita di attività turistiche sostenibili e di agricoltura di qualità. Il WWF aveva anche segnalato come la localizzazione di questo ampliamento contrastava con moltissimi criteri localizzativi indicati dal Piano regionale dei rifiuti: l’area, infatti, è sottoposta a vincolo idrogelogico, è individuata come zona di pregio agricolo, è posta nelle vicinanze di case e corsi d’acqua.
“Siamo soddisfatti della decisione del Comitato che segue un parere estremamente negativo espresso dai competenti Uffici regionali e che ha accolto gran parte delle nostre osservazioni”, dichiara Massimo Fraticelli del WWF Teramo e responsabile del settore rifiuti del WWF Abruzzo. “È una vittoria di tutto il territorio, raggiunta grazie ad un lavoro di squadra portato avanti dal comitato cittadino, dall’amministrazione comunale e dal WWF. La creazione di un terzo invaso destinato ad accogliere altri 300.000 metri cubi di rifiuti era una proposta inaccettabile per una comunità e un sito che hanno già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari. Ora speriamo che il Consorzio voglia definitivamente accantonare questo progetto e dedicarsi alla messa in sicurezza delle due discariche già esistenti”.
Il WWF richiama come sempre l’attenzione di tutti sulla necessità di garantire un corretto ciclo di gestione dei rifiuti.
“Ovviamente”, conclude Fraticelli, “non si può fare finta che il problema dello smaltimento dei rifiuti non esista. Tutti devono lavorare in primo luogo per ridurre la produzione dei rifiuti in origine, assicurare alti livelli di raccolta differenziata e riciclo e infine assicurare uno smaltimento in impianti ben tenuti e correttamente localizzati”.

Domenica 6 ottobre: con Urban Nature nel Parco fluviale del Vezzola

 
Domenica 6 ottobre torna Urban Nature, la Festa della Natura in città organizzata dal WWF in tutta Italia. Una giornata dedicata alla riscoperta del patrimonio naturale che è ancora presente nelle nostre città, piccole e grandi. Urban Nature vuole contribuire a ripensare gli spazi urbani restituendo ai cittadini la biodiversità perduta e dando finalmente valore alla natura.
Per l’edizione 2019 il WWF Teramo, dopo le esperienze degli anni passati nella Villa comunale, ha scelto un altro polmone verde della nostra città: il Parco fluviale del Vezzola.
L’appuntamento è alle ore 9:30 di domenica 6 ottobre nel tratto di Parco vicino al laghetto. Dopo la presentazione della Giornata, alle ore 10 partirà una visita guidata naturalistica del Parco e alle ore 11 ci sarà invece una caccia al tesoro a squadre per adulti e bambini.
“Teramo conserva alcune aree verdi importanti come i due parchi fluviali del Tordino e del Vezzola, la Villa comunale, i giardini della Madonna delle Grazie. Tutelare queste aree, tenerle pulite e fruibili è molto importante”, dichiara Claudio Calisti, presidente del WWF Teramo. “Le nostre città non sono progettate per i bambini. Anche a Teramo la stragrande maggioranza degli spazi pubblici urbani è occupato dal traffico automobilistico che ostacola la possibilità di movimento attivo dei bambini. Le poche isole di natura rimaste vanno perciò tutelate e valorizzate. Tutti i bambini, soprattutto quelli che vivono in condizioni sociali più svantaggiate, hanno bisogno di un contatto costante con la natura per crescere in modo equilibrato. La disponibilità di spazi verdi nelle zone di residenza è fondamentale per garantire il loro benessere fisico, psichico e relazionale. Incrementare questa disponibilità significa quindi migliorare il benessere dei bambini. Dobbiamo trovare delle soluzioni per promuovere e proteggere la biodiversità in ambito urbano creando una rete tra amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole”. 

27.9.19

Le piazze abruzzesi si riempiono dei colori del Friday for Future

 
“Migliaia di ragazzi, organizzati nel movimento indipendente Friday for future, hanno riempito le piazze di città e paesi abruzzesi, per far sentire la propria voce contro il cambiamento climatico”, dichiara Filomena Ricci, Delegato WWF Abruzzo. “Una manifestazione pacifica e colorata con protagonisti così tanti giovani non può essere ignorata da chi partecipa ai tavoli decisionali. I cambiamenti globali passano attraverso movimenti diffusi tra la gente perché richiedono, da un lato, una modifica delle nostre abitudini rispetto al tema della sostenibilità, dall’altro, scelte politiche e modalità di produzione che abbiano come obiettivo la riduzione dell’impatto sul pianeta e non il solo aumento del profitto per una piccola parte dell’umanità”.
Il WWF Abruzzo ringrazia i tanti giovani che hanno animato le piazze abruzzesi e rilancia affinché questa giornata di mobilitazione sia solo un momento di un impegno complessivo che si protragga nel tempo fino a quando non si inizieranno a fare quei cambiamenti concreti che non sono più rinviabili.

26.9.19

Pubblicata l’ordinanza del TAR sul calendario venatorio: soddisfazione del WWF Abruzzo



“Siamo soddisfatti per l’ordinanza del TAR Abruzzo che di fatto accoglie alcune questioni importanti che avevamo sollevato nel ricorso amministrativo che il WWF Italia ha presentato insieme alla LNDC Animal Protection”, dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo. “Innanzitutto siamo riusciti a bloccare tutte le preaperture e anzi, grazie al nostro ricorso, la caccia è restata bloccata in Abruzzo fino ad oggi e non è iniziata neppure al momento dell’avvio nazionale fissato quest’anno per il 15 di settembre. Siamo anche molto soddisfatti del fatto che sono stati ridotti i periodi di caccia per 18 specie cui si potrà sparare solo dal 1° ottobre, non dal 15 settembre come voleva la Regione, e solo fino al 20 gennaio, invece che fino al 30 gennaio, com’era previsto dal calendario. Bene anche la riduzione di venti giorni del periodo di caccia per la beccaccia e di un mese per il beccaccino, nonché il divieto di caccia in forma vagante oltre il 31 dicembre. È sempre bene ricordare che riuscire a limitare i periodi di caccia vuol dire salvare dalla morte decine di migliaia di animali ed essere riusciti ad evitare più di un mese di caccia tra ritardato avvio e anticipo della chiusura è stato un grande risultato per il quale ringraziamo i nostri legali, Michele Pezone ed Herbet Simone, e tutti i nostri volontari che hanno lavorato al ricorso”.
Restano invece irrisolte dall’ordinanza del TAR alcune questioni pure importanti: la caccia all’allodola, alla coturnice, al moriglione e alla pavoncella che, stante le difficoltà delle specie, andrebbe vietata; la mancata limitazione alla caccia nelle zona contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ai soli residenti; alcuni aspetti sulle distanze dalle foci dei fiumi.
“Sugli aspetti che non sono stati accolti ci confronteremo con i nostri legali e valuteremo se è il caso di presentare ricorso al Consiglio di Stato o se sia più utile attendere il giudizio di merito nel quale sarà possibile argomentare con maggiore compiutezza le questioni”, conclude la Ricci. “Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione della caccia nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che la Regione Abruzzo fa finta di non riconoscere, perché è qui che si gioca una parte importante della battaglia per la salvezza dell’Orso bruno marsicano”.