9.7.15

Non c'è pace per il Fiume Tordino: continuano gli sversamenti!

“Il problema del nostro mare non si risolverà mai se i nostri fiumi continueranno ad essere inquinati e se nessuno interverrà”, così dichiara il Presidente del WWF Teramo, Claudio Calisti, dopo che i volontari dell’Associazione nella giornata di ieri, mercoledì 8 luglio, hanno potuto verificare che è ripreso lo sversamento nel Fiume Tordino. Il punto dello sversamento è lo stesso già più volte segnalato, nel percorso ciclopedonale del lungofiume in zona Cona a Teramo.
Come nelle volte precedenti un flusso continuo di acqua maleodorante e sporca raggiunge il fiume provocando il cambio di colore dell’acqua e un odore nauseabondo.
Il WWF ha immediatamente avvertito la Polizia Municipale e il Corpo Forestale dello Stato per gli opportuni accertamenti. Nonostante i solleciti nessuno è potuto intervenire.
“Questa è la terza volta che segnaliamo agli organi competenti uno sversamento nel medesimo luogo”, continua Claudio Calisti. “Abbiamo anche presentato esposti alla Magistratura e ci dicono che sarebbero in corso delle indagini, ma lo sversamento continua a ripetersi a distanza di pochi giorni. Evidentemente c’è qualcuno che scarica periodicamente nel fiume. Fino a quando non si procederà a delle verifiche puntuali sul posto, non si riuscirà a bloccare questa situazione”. 

4.7.15

Allarme natura! Si può firmare fino al 24 luglio.


È in corso un attacco alle normative europee per la tutela dell’ambiente e della natura!
Migliaia di specie di uccelli, farfalle, cervi, lupi, orsi, ma anche piante, fiori, fiumi, laghi sono protetti da norme comunitarie, considerate tra le migliori al mondo. Senza la loro protezione, molte specie uniche in Europa potrebbero scomparire per sempre. Le norme europee sulla Natura, infatti, rappresentano una barriera contro il rischio concreto di perdita della biodiversità, considerato che ancora oggi il 60% degli animali e delle piante europee e il 77% degli habitat sono in pericolo.
Attraverso il sistema creato dalla Direttiva “Uccelli” e dalla Direttiva “Habitat” l’Europa protegge oltre 1 milione di chilometri quadrati del proprio territorio (il 18% del territorio totale) a cui si aggiungono altri 300.000 chilometri quadrati a mare: per proteggere habitat e specie animali e vegetali, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, sono stati individuati Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale che costituiscono la Rete Natura 2000, la rete di aree naturali protette più grande al mondo il cui compito è quello di proteggere la biodiversità del nostro continente.
Contro questo sistema è in atto una pressione sulle Istituzioni europee affinché siano riviste le Direttive “Habitat” e “Uccelli” introducendo deroghe e scappatoie. Esiste il rischio concreto che la Commissione Europea indebolisca queste normative, cancellando decenni di progresso nella protezione dell’ambiente.
Con la Campagna “Allarme Natura!” il WWF chiede, insieme ad altre centinaia di Associazioni in tutta Europa, di difendere queste normative e con esse le 27.000 aree e le 1.000 specie tutelate in Europa, partecipando alla Consultazione popolare on-line che durerà sino al 24 luglio per decidere il destino della tutela della natura in Europa.
Chiunque può fare un atto concreto in difesa della natura, partecipando al sondaggio e inviando le risposte al questionario sulla base di quelle che troverà cliccando su: https://www.naturealert.eu/it.
Ad oggi sono già oltre 300.000 i cittadini europei che hanno deciso di contribuire al successo della Campagna.
“È necessario contrastare questo attacco che mina le basi stesse della tutela ambientale in Europa, considerando che gran parte delle leggi nazionali in materia di protezione della natura deriva dalla normativa europea”, dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia. “Ad esempio, le norme comunitarie sono importantissime anche per tutelare la natura abruzzese: ad oggi in Abruzzo sono stati individuati 58 siti che fanno parte della Rete Natura 2000 e attraverso i finanziamenti europei legati alla tutela di specie e habitat è stato possibile portare avanti importanti interventi di conservazione su specie simbolo della nostra regione come il Camoscio d’Abruzzo e l’Orso Marsicano”.
Per il WWF è importante far sentire la propria voce perché quello di cui la biodiversità europea ha bisogno è di una piena applicazione delle normative di tutela in tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia, non certo di una riscrittura del corpo delle regole tuttora del tutto preziose e valide.

28.6.15

Il WWF Teramo alla Marcia per il clima a Roma

Gli attivisti del WWF Teramo hanno partecipato, insieme agli altri attivisti arrivati da tante parti d'Italia, alla Marcia "Una Terra, una famiglia umana" a Roma a 10 giorni dalla pubblicazione dell'enciclica "Laudato si'" sui cambiamenti climatici e la tutela dell'ambiente.










27.6.15

La Goletta Palinuro ad Ortona: WWF e Marina Italiana per la tutela del Mar Mediterraneo


Questa mattina, nel porto di Ortona, a bordo dalla Goletta Palinuro si è tenuta una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Capitano di Fregata Gabriele Belfiore, Comandante della Nave Palinuro, Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia, Luigi Agresti, Campagna Mare del WWF Italia, e Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del WWF Italia.
La Palinuro, nave scuola della Marina Militare, è la protagonista assoluta della nuova Campagna di sensibilizzazione “MEdiTErraneo” voluta dal WWF e dalla Marina Militare: attraverso un periplo degli 8.000 chilometri di coste italiane, in 5 tappe da giugno a settembre, sta invitando gli italiani a conoscere meglio, amare e difendere il mare. Con la collaborazione degli allievi della Scuola Navale “Francesco Morosini” e degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, l’obiettivo è far conoscere a quanti visiteranno la nave l’importanza di proteggere la ricca biodiversità del Mar Mediterraneo e quanto questo mare faccia parte della nostra storia e della nostra identità culturale.
La Palinuro, partita da Venezia il 16 giugno scorso e che terminerà il suo viaggio a Montecarlo a settembre, in questo fine settimana farà tappa nel porto di Ortona, dove resterà ormeggiata a disposizione del pubblico, per le visite sabato 27 giugno dalle ore 15 alle ore 18.30 e domenica 28 giugno dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle 18.30. Nel molo di attracco e a bordo saranno allestiti stand con materiali informativi sulle attività del WWF in difesa di specie e ambienti; una speciale iniziativa coinvolgerà i visitatori per un “selfie” da scattare accanto ad una sagoma di balenottera comune, la specie più grande del Mediterraneo e la seconda al mondo.
Il Mar Mediterraneo è il nostro “piccolo angolo” di Oceano, ricchissimo di biodiversità, ma costantemente a rischio. Il suo lento ricambio (80/90 anni per le acque superficiali e ben 7.500 anni per l’intero volume), non riesce a smaltire l’inquinamento prodotto dalle molteplici attività umane. Le minacce sono tante dalle piattaforme estrattive petrolifere agli scarichi illegali e fuori norma, dalla cementificazione delle coste a pratiche di pesca eccessiva fino alla diffusione delle plastiche. Su quest’ultimo aspetto, secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica “PLOS one”, nel Mar Mediterraneo c’è un rifiuto plastico ogni 4 metri quadrati: una massa inquinante stimata tra le 1.000 e le 3.000 tonnellate e comparabile con le grandi “isole di plastica” galleggianti osservate negli Oceani.
La tappa di Ortona è dedicata in particolare a due temi: le difesa del mare dalla deriva petrolifera e l’istituendo Parco Nazionale della Costa Teatina, con la terza edizione dell’iniziativa WWF “Cammina per il Parco”.
L’allarme petrolio è particolarmente sentito in Abruzzo e in tutto il Mare Adriatico, un ecosistema importante, ma estremamente fragile, messo a dura prova da 78 concessioni attive per l’estrazione di gas e petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata, a cui si aggiungono 24 ulteriori richieste avanzate per il tratto italiano: un’area di oltre 55.000 kmq del Mare Adriatico è quindi a rischio estrazioni, con conseguenti pericoli non solo per l’ambiente, ma anche per le consolidate economie turistiche costiere.
E il problema del petrolio non riguarda solo il Mare Adriatico, ma tutti i nostri mari.
Il Mar Mediterraneo, culla di civiltà e millenaria compagna dell’uomo, deve essere consegnato alle generazioni future, indenne e con tutta la sua bellezza. Il mare non ha padroni, ma solo ospiti che dovrebbero trattarlo con la massima attenzione.
Altro tema della tappa di Ortona saranno le aree naturali protette. L’Abruzzo è la regione dei parchi, con tre parchi nazionali, un grande parco regionale, un’area marina protetta e un sistema di riserve naturali regionali. Manca però un importante tassello, atteso da ormai più di 15 anni: il Parco della costa teatina, istituto con legge dello Stato nel 2001 per proteggere una dei tratti di costa più belli del litorale adriatico.
Il parco è però solo sulla carta e l’iter per giungere alla sua perimetrazione si è concluso solo recentemente, dopo tanti anni di rinvii: il WWF da sempre chiede di accelerare questo processo per creare anche sulla costa abruzzese un’importante area protetta di carattere nazionale che possa rappresentare un modello di sviluppo sostenibile per un territorio che attende da tempo una valorizzazione.
Proprio per richiamare l’attenzione su questo processo, il WWF lancia dalla Palinuro la nuova edizione del “Cammina per il Parco”.
Dal 2 al 5 luglio Marco e Andrea, due attivisti del WWF, insieme a tanti altri trekkers che si aggiungeranno ad ogni tappa, saranno i protagonisti della terza edizione del “Cammina per il Parco”, ripercorrendo l’ex tracciato ferroviario della Costa dei Trabocchi. 72 chilometri di costa percorsi in quattro giorni con incontri con amministratori, operatori economici e cittadini. Partendo da San Salvo si attraverseranno i nove comuni della costa teatina fino a Francavilla al Mare, visitando così riserve regionali, siti di interesse comunitario della Rete Natura2000, parchi urbani, dunali e archeologici. Il cammino, che ha come comune denominatore il trabocco, l’antica macchina da pesca tipica di questo territorio, procederà lungo luoghi ricchi di natura, ma caratterizzati anche dalla presenza dell’uomo che ha sempre tratto il proprio sostentamento dal mare senza distruggerlo.
La Campagna del WWF per conoscere il Mediterraneo http://www.mybluemed.org/ si svilupperà anche sui Social media: per tutta l’estate con lo slogan #MyBlueMed verranno postate ogni giorno sui profili social WWF di diversi paesi che si affacciano sul bacino informazioni e immagini su specie, habitat e le tante attività di tutela messe in atto dall’associazione nel Mediterraneo.

Info sulla goletta Palinuro e sulla tappa di Ortona.
La Palinuro, nave scuola della Marina Militare Italiana, è lunga 59 metri e larga 10. È provvista di tre alberi di acciaio, il più alto dei quali arriva a 35 metri.
Durante la tappa di Ortona la nave sarà visitabile sabato 27 giugno dalle 15 alle 18.30 e domenica 28 giugno dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30.
Sempre sabato 27 e domenica 28 giugno, dalle 15 alle 19, nei locali della Capitaneria di Porto di Ortona si potrà ammirare una mostra sui cetacei spiaggiati, organizzata in collaborazione con l’Associazione “Amici di Punta Aderci”.

25.6.15

Il calendario di luglio delle attività dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri

 
Sabato 27 giugno alle ore 17.30, la prima escursione guidata, tra natura, storia e leggenda, inaugurerà la stagione estiva 2015 all’Oasi WWF Calanchi di Atri.
"Anche quest'anno, nonostante i tagli, siamo riusciti a mettere su un cartellone estivo di tutto rispetto, grazie soprattutto alla collaborazione di privati e associazioni che vedono nell'Oasi un punto di riferimento sul territorio per promovere iniziative e attività", dichiara il direttore dell’Oasi, Adriano De Ascentiis.
Un calendario che, realizzato in collaborazione con Comune di Atri e Soc. Coop Terracoste, prevede numerose attività per adulti, ragazzi e bambini.
"La cultura e la natura vanno di pari passo e sono il biglietto da visita di un territorio. Rappresentano beni preziosi da tutelare e valorizzare e, come ogni anno, anche quest’anno la nostra riserva è riuscita sapientemente nel suo obiettivo" ha dichiarato l’assessore Domenico Felicione.
La prima parte delle attività sono previste dalla fine di giugno a tutto luglio.
Per chi ama la natura e il trekking, le escursioni guidate, oltre alla prima del 27 giugno, si svolgeranno anche nei pomeriggi del 3, 10, 18, 21 e 28 luglio, alle ore 17:30 con partenza dal centro visite dell’Oasi in località Colle della Giustizia ad Atri.
Appuntamento fisso che ogni anno richiama centinaia di curiosi e affezionati visitatori, l’escursione notturna al chiaro di luna "La luna, le stelle e i calanchi", che si terrà il 31 luglio, dalle ore 21:00 presso il centro visite dell’Oasi.
Il Centro di Educazione Ambientale della Riserva resterà aperto anche durante l’estate, proponendo laboratori didattici per bambini sui temi della paleontologia, archeologia, flora e fauna e riuso creativo: si svolgeranno dal 9 luglio, ogni giovedì alle ore 16:00, presso il centro visite dell’Oasi. Sabato 25 luglio, dalle ore 10:30, è in programma ArcheoLab, un laboratorio didattico di archeologia sperimentale sui Piceni, a cura di Arte Picena e Asd Natura Abruzzo.
Tanti anche gli eventi speciali.
Lunedì 6 luglio il benessere sarà protagonista alle ore 18 con "Un’Oasi di Benessere", per una serata di esercizi di bioenergetica.
Sabato 11 luglio, alle ore 18:30, sarà la volta di "Yoga in Natura" la maestro Isabel Sheridan.
Venerdì 17 luglio, alle ore 18, si terrà "L’Oasi dell’Ascolto", un laboratorio di consapevolezza ludico esperienziale.
Spazio al fitness mercoledì 22 luglio, alle ore 17:30, con MammaFit, esercizi di fitness dedicati alle mamme.
Venerdì 24 luglio, alle ore 18.30, tornerà Verderame, lo spettacolo teatrale itinerante nella natura incantata, ideato e realizzato dalle menti creative dei membri delle due associazioni culturali Les enfants rouges e La meccanica delle tende.
Mercoledì 29 luglio alle ore 21, l’associazione Sancho Panza propone una serata teatrale, dal titolo "Frullo di zampe e scalpito d’ali, i calanchi in vita".
Per una consultazione completa del calendario degli eventi estivi, vi invitiamo a consultare il nostro sito www.riservacalanchidiatri.it, oppure la nostra pagina Facebook Oasi WWF Calanchi di Atri Riserva Naturale Regionale.
Ricordiamo inoltre che tutte le attività sono su prenotazione obbligatoria, pena l’esclusione, entro le ore 12:00 del giorno precedente. Per l’attività escursionistica è necessario indossare scarpe da tennis o trekking e cappellino.
Informazioni e prenotazioni dalle ore 9 alle 17 ai seguenti recapiti: tel. 085.8780088, cell. 331.57.99.191, email info@riservacalanchidiatri.it.

Campagna MEdiTErraneo con la Palinuro ad Ortona


Approda a Ortona la Palinuro, nave scuola della Marina Militare, protagonista assoluta della nuova Campagna di sensibilizzazione “MEdiTErraneo”, voluta dal WWF e dalla Marina Militare: un periplo di 8.000 chilometri di coste che in 5 tappe da giugno a settembre sta invitando gli italiani a conoscere meglio, amare e difendere il mare. Con la collaborazione degli allievi della Scuola Navale “Francesco Morosini” e degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, l’obiettivo è far conoscere a quanti visiteranno la nave la ricca biodiversità del Mare Mediterraneo e quanto questo mare faccia parte della nostra storia e della nostra identità culturale.
La Palinuro è partita da Venezia il 16 giugno scorso e questo fine settimana farà tappa nel porto di Ortona, dove resterà ormeggiata a disposizione del pubblico, per le visite sulla nave, sabato 27 dalle 15 alle 18.30 e domenica 28 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30. Nel molo di attracco e a bordo saranno allestiti stand con materiali informativi sulle attività del WWF in difesa di specie e ambienti; una speciale iniziativa coinvolgerà i visitatori per un ‘selfie’ da scattare accanto ad una sagoma allestita in banchina della più grande specie del Mediterraneo, la balenottera comune.
Sempre sabato e domenica, dalle 15 alle 19, nei locali della Capitaneria di Porto di Ortona si potrà ammirare una mostra sui cetacei spiaggiati, organizzata in collaborazione con l’associazione Amici di Punta Aderci.
La Palinuro, nave scuola della Marina Militare Italiana, lunga 59 metri e larga 10, provvista di tre alberi di acciaio il più alto dei quali arriva a 35 metri, ha partecipato ai più prestigiosi raduni di imbarcazioni e navi d’epoca e alle regate delle cosiddette “Tall Ships” (navi a vela di grandi dimensioni). Dopo la sosta in Abruzzo la goletta continuerà nel suo viaggio verso Catania (4-5 luglio), Livorno (11-14 luglio) e infine Montecarlo (10-14 settembre). Queste ultime due tappe saranno particolarmente significative poiché situate alle "porte" del Santuario Pelagos: uno degli obiettivi della Campagna MEdiTErraneo è quello di rendere, a 16 anni dalla sua nascita, l’area dell’accordo Pelagos una zona realmente protetta in quanto habitat principale di Balenottere comuni, Capodogli e Stenelle, ancora oggi a rischio per traffico navale mal gestito e inquinamento.
Il legame tra il WWF e la Marina Militare risale a ben 37 anni or sono, quando venne lanciata, allora con la Amerigo Vespucci, la campagna “Il Mare deve Vivere”, la prima in assoluto realizzata in Italia di sensibilizzazione sulla tutela del Mar Mediterraneo. Un accordo “antico”, ma proiettato verso il futuro visto che l’Associazione del Panda e la Marina proprio quest’anno hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per la divulgazione e la ricerca sul mare.
“È il Mare Nostrum, culla delle più grandi civiltà del passato e regno della biodiversità del presente a chiederci aiuto”: è questo il messaggio che Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia, ha affidato alla campagna.
“Questo piccolo angolo di ‘oceano’ ricchissimo di biodiversità, contiene anche molto ‘di noi’", aggiunge Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia. "Il suo lento ricambio (80/90 anni per le acque superficiali e ben 7.500 per l’intero volume)  non riesce a smaltire l’inquinamento prodotto dalle nostre attività. Le minacce sono tante dalle piattaforme estrattive petrolifere alle plastiche: su quest'ultimo aspetto, secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica PLOS one c’è un rifiuto plastico ogni 4 metri quadrati diMar Mediterraneo; una massa inquinante stimata tra le 1.000 e le 3.000 tonnellate e comparabile con le grandi ‘isole di plastica’ galleggianti osservate negli Oceani”.
Particolarmente importante per la battaglia contro la deriva petrolifera che sta colpendo l'Abruzzo, questa tappa nella nostra regione. “L’Adriatico, piccola parte di un piccolo mare", conclude al riguardo Luciano Di Tizio. delegato Abruzzo del WWF, "è ancora più a rischio e ha bisogno dell’aiuto di noi tutti per garantire a se stesso e alle specie che ospita nelle sue acque e sulle sue sponde, uomo compreso, un futuro sostenibile. L’invito agli abruzzesi è quello di partecipare numerosi alla due giorni di Ortona, insieme al WWF e alla Marina Italiana: uniti si vince, anche nella difesa del mare".
La Campagna del WWF per conoscere il Mediterraneo si svilupperà anche sui Social media: per tutta l’estate con lo slogan #myblueMed verranno postate ogni giorno sui profili social WWF di diversi paesi che si affacciano sul bacino informazioni e immagini su specie, habitat e le tante attività di tutela messe in atto dall’associazione nel Mediterraneo.

Scioglimento delle Polizie provinciali: ennesimo regalo a chi vuole distruggere l'ambiente

"La scelta del Governo di azzerare le funzioni di tutela ambientale delle polizie provinciali, mentre ancora non è chiaro il destino del Corpo Forestale dello Stato, per destinarne il personale preposto a compiti di polizia municipale provocherebbe un crollo verticale della vigilanza e dei controlli e dunque un danno all'ambiente di grandi proporzioni, proprio quando la recente introduzione degli ecoreati comporterebbe un rafforzamento delle azioni di contrasto agli illeciti ambientali".
Lo dichiarano 15 tra le maggiori associazioni ambientaliste riconosciute (Accademia Kronos, Ambiente e Lavoro, AIIG, CAI, CTS, Federazione Pro Natura, FIAB, Greenpeace Italia, LAC, Legambiente, LIPU, Marevivo, Sigea, Touring Club Italiano, WWF) a proposito del Decreto legge 78/2015 "Misure urgenti in materia di enti territoriali", pubblicato il 19 giugno e trasmesso al Senato per l'iter di conversione in legge, che, tra le altre cose, azzererebbe lo storico ruolo delle polizie provinciali. Le Associazioni chiedono un ripensamento del Governo, o comunque un intervento del Parlamento nella fase di conversione in legge del provvedimento, che scelga la via della regionalizzazione.
"Ben prima dell'emanazione del Decreto 78/2015, le nostre Associazioni avevano consegnato al Sottosegretario degli Affari regionali Gianclaudio Bressa una dettagliata nota con cui si illustravano con chiarezza i problemi e si indicavano le soluzioni atte a di garantire la prosecuzione dei servizi, anche attraverso opportune forme di regionalizzazione. La scelta del Governo, dettata apparentemente da mere ragioni di tagli lineari, è stata invece di segno opposto e sta conducendo a quello che può davvero rivelarsi un errore gravissimo per la tutela ambientale in Italia. 
La mobilità indotta, verso i comuni con piccoli vuoti di organico, svilirebbe i ben diversi compiti di 2.700 ufficiali e agenti provinciali e farebbe disperdere competenze acquisite negli anni, in materie molto delicate quali lo smaltimento dei rifiuti, la difesa del suolo, la tutela della qualità dell’aria, l'inquinamento acustico e delle acque, la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica.
Si tratta evidentemente di funzioni essenziali e fortemente specializzate, che non troverebbero alcuna sostituzione e dunque resterebbero scoperte, con rischi ambientali davvero incalcolabili e persino risvolti di infrazione al diritto ambientale europeo, vista la sostanziale impossibilità di realizzare una soddisfacente vigilanza sulla corretta applicazione delle norme ambientali comunitarie.
Quella delle polizie provinciali non è tuttavia l'unica preoccupazione che la riorganizzazione territoriale partita con la legge Delrio sta suscitando. Oasi di protezione, Riserve naturali, Centri per il recupero della fauna selvatica, su cui vigeva la competenza provinciale, si trovano oggi in gran parte d'Italia in seria difficoltà, in termini di deficit gestionale, assenza di finanziamenti e mancanza di rifermenti tecnico-istituzionali. Una situazione davvero grave, che il Governo e le Amministrazioni locali non possono più ignorare e che deve trovare subito, già dalla conversione del Decreto 78/2015, una soluzione adeguata".
Dunque il Governo corregga questo madornale errore o lo faccia il Parlamento, con i giusti emendamenti all'articolo 5 al fine di restituire le preziose funzioni alle polizie provinciali assegnandole alle regioni o alle rispettive agenzie di protezione ambientale.

Invito della Presidente del WWF Italia alla marcia internazionale "Una Terra, una famiglia umana"

 
Carissimi amici,
dopo l’uscita il 18 giugno scorso dell’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, un grande manifesto di riflessione teologica e di impegno laico, di uno dei più ascoltati leader mondiali, il WWF con sempre maggiore convinzione parteciperà alla marcia internazionale “Una Terra, una famiglia umana” che si svolgerà a Roma domenica 28 giugno, a partire della 9.30, da piazza Farnese a San Pietro (appuntamento per il WWF alle 9.00) sul grave problema dei cambiamenti climatici, in un anno cruciale delle trattative in vista della COP 21 di Parigi del dicembre 2015.
165. Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti - specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas - deve essere sostituita progressivamente e senza indugio. In attesa di un ampio sviluppo delle energie rinnovabili, che dovrebbe già essere cominciato, è legittimo optare per il male minore o ricorrere a soluzioni transitorie. (…) La politica e l’industria rispondono con lentezza lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali. In questo senso si può dire che, mentre l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c’è da augurarsi che l’umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per avere assunto con generosità le proprie gravi responsabilità”.
Queste parole tratte dall’Enciclica “Laudato si’”, che richiama l’apporto fondamentale del movimento ecologico mondiale nel pensare a lungo termine e nel far pressione sulle istituzioni perché siano finalmente raggiunti accordi globali realmente significativi ed efficaci, ci convincono a partecipare in massa.
La manifestazione, a cui il WWF ha aderito con entusiasmo, è coordinata in Italia da FOCSIV, la Federazione degli Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana, che ha raccolto la proposta della Campagna OurVoices diretta dalla GreenFaith che nel settembre 2014 ha portato in piazza un milione di persone in 159 Paesi.

“Diamo speranza al futuro!” questo è lo slogan che comparirà nello striscione di apertura dello spezzone del WWF Italia alla Manifestazione del 28 giugno.
Palloncini WWF e magliette con lo slogan “Save the Humans” saranno distribuiti a tutti coloro che parteciperanno.
L’appuntamento per il WWF sarà alle ore 9.00 in piazza Campo dei Fiori, all’imbocco di via dei Giubbonari (a ridosso di piazza Farnese), raggiungibile dalla Stazione Termini con il bus 64, decima fermata - Corso V. Emanuele/Piazza Navona.
Sotto le bandiere del Panda!
Vi chiedo di partecipare numerosi alla Marcia del 28 giugno da Roma deve arrivare un segnale forte a tutti i leader mondiali perché a Parigi a dicembre siano finalmente assunti impegni stringenti e concreti per la riduzione delle emissioni di gas serra.
Cari saluti e grazie per il vostro impegno,
 
Donatella Bianchi – Presidente WWF Italia

20.6.15

Grande mobilitazione internazionale in difesa dell’Adriatico contro la petrolizzazione

In Abruzzo Legambiente, WWF, Italia Nostra, Lipu, Arci, Pro Natura, Marevivo e Zona22, insieme a comitati e cittadini, si uniscono all'appello promosso e lanciato oggi a Rovigno dalla coalizione ambientalista croata SOS Adriatico e da numerose altre associazioni, sigle e cittadini per fermare la folle corsa all’oro nero e difendere il mare e le coste dell’Adriatico dall’assalto delle compagnie petrolifere.
Il manifesto #StopSeadrilling - NO OIL è un impegno comune per il futuro del mare Adriatico che vede in prima linea cittadini, associazioni, istituzioni, comitati ma anche pescatori e balneatori, in diverse città che si affacciano sull’Adriatico tra le quali Trieste, Caorle, Jesolo, San Michele al Tagliamento, Rosolina, Ravenna, Ancona, Pescara, Polignano... Oggi in diverse di queste città, così come in in Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia Herzegovina saranno organizzate iniziative in contemporanea. Tutti potranno partecipare alla protesta disegnando il proprio striscione per chiedere lo stop alle estrazioni di petrolio. Un appello rivolto anche al popolo social che potrà interagire con l’hashtag #STOPseadrilling.
L’Adriatico, per le sue caratteristiche di “mare chiuso”, è un ecosistema molto importante e un ambiente estremamente fragile messo a dura prova con 78 concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio, 17 permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 in fase di rilascio in quella croata cui si aggiungono 24 richieste avanzate per il tratto italiano, tutto questo per un’area di circa 55.595 kmq. A queste dobbiamo aggiungere il via libera rilasciato ad inizio giugno dal nostro ministero dell’Ambiente a due compagnie per compiere prospezioni su oltre 45mila kmq nell’Adriatico italiano. Le quantità di idrocarburi in gioco, tra l’altro, inciderebbero ben poco sull’economia e sull’indipendenza energetica dello Stato. Tutto il greggio presente sotto il mare italiano, stimato in circa 10 milioni di tonnellate, sarebbe infatti sufficiente, stando ai consumi attuali, al fabbisogno energetico di sole 8 settimane. La maggior parte del guadagno andrebbe a compagnie private; gli eventuali e possibili danni ricadrebbero sulla collettività.
Ma di questi fattori non sembra tener conto il governo italiano, come testimoniano i dieci decreti di VIA positiva su altrettante richieste fatte in Adriatico da compagnie petrolifere, emanati dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali solo da inizio giugno.
“La scelta di puntare su nuove attività di estrazioni di idrocarburi intrapresa da alcuni Paesi, Croazia e Italia in primis, è miope, di breve durata e anacronistica – dichiarano i partecipanti - Scelte che sono in assoluto contrasto con ogni strategia contro i cambiamenti climatici e che mettono a rischio tutta l'economia sana della zona. Per questo riteniamo necessario un tavolo che coinvolga l’Italia, la Croazia e tutti i Paesi Costieri per ragionare su una scala più vasta, al di là dei limiti territoriali nazionali, su quale deve essere il futuro del Mare Adriatico, con le popolazioni locali, le associazioni e i portatori di interesse, a beneficio della collettività. Oggi abbiamo la possibilità di investire per un grande futuro per questo bacino che metta al centro la tutela della biodiversità marina, il rilancio dell’economia legata ad una pesca sostenibile e la promozione di una nuova idea di turismo legato al mare che faccia della sostenibilità ambientale il suo punto di forza”.
Proprio la pesca è uno dei settori che sarà direttamente coinvolto dalle conseguenze delle attività estrattive e, a tal proposito, è utile citare gli studi del Norvegian Institute of Marine Research che calcolano una diminuzione del pescato anche del 50 per cento intorno a una sorgente sonora che utilizza airgun. Così come coinvolto da questa insensata corsa al petrolio sarà il settore turistico, un patrimonio importantissimo per l’economia di quest’area, che rischia di subire un notevole impatto negativo dal moltiplicarsi degli impianti estrattivi presenti e in arrivo nel mar Adriatico. A richiamare un’analisi riguardo l’impatto delle attività connesse alla ricerca e estrazione di idrocarburi in Adriatico è stato recentemente lo stesso ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, nel documento di osservazioni presentato nel corso della procedura di VAS transfrontaliera per il programma croato, con particolare attenzione alle conseguenze dell’inquinamento acustico sulle specie presenti. Come fonte principale di inquinamento acustico si cita la tecnica dell’airgun e le numerose normative, regolamenti e accordi internazionali che sanciscono la necessità di una riduzione del rumore sottomarino. Peccato che lo stesso ministero non abbia usato la stessa attenzione e rigorosità verso le acque di cui è competente e continui a rilasciare permessi senza una dovuta valutazione degli impatti nell’habitat costiero.
Per questo, le associazioni firmatarie del manifesto #StopSeadrilling - NO OIL chiedono che sia messa in campo un'azione per la tutela del mare Adriatico, con un impegno su vasta scala, fra tutti i Paesi costieri, con il concorso di tutte le realtà istituzionali, politiche ed economiche delle sue coste. A cominciare dall’istituzione dell’area sensibile nell’alto e medio Adriatico, per dare un quadro di certezza e di norme agli interventi necessari per la tutela e la valorizzazione di questa grande risorsa che stiamo assurdamente mettendo a rischio.
In difesa del nostro mare sono già in programma in Abruzzo due importanti appuntamenti: nel prossimo fine settimana farà scalo a Ortona la nave scuola Palinuro, nell’ambito della campagna MEdiTErraneo del WWF e della Marina Militare. A luglio sarà nelle nostre acque la Goletta Verde di Legambiente che oggi parte proprio dalla Croazia e sosterà a Vasto i giorni 5 e 6.

18.6.15

Laudato si': appello morale e chiamata all'azione

 
Il WWF commenta con le parole delle Presidenti internazionale e italiana il testo dell’Enciclica “Laudato si’, sulla cura della casa comune’” di Papa Francesco presentata questa mattina presso l’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.
La gratitudine e il sostegno del WWF alle parole del Pontefice verranno espresse anche attraverso la partecipazione alla Marcia “Una Terra. Una Famiglia umana” che si svolgerà il prossimo 28 giugno (domenica) a Roma, organizzata da Focsiv – Volontari nel mondo.
Per Yolanda Kakabadse, Presidente del WWF Internazionale, "Il messaggio di Papa Francesco aggiunge un approccio morale, tanto necessario per il dibattito sul clima. Il cambiamento climatico non è più solo una questione scientifica: è sempre più una questione morale ed etica. Esso colpisce le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti di tutti, in particolare delle comunità povere, emarginate e vulnerabili. Di fronte a questa sfida con la natura e la famiglia umana, dobbiamo rispettare la nostra casa comune e usarla con giudizio e con giustizia. Solo riscoprendo la nostra solidarietà con l'altro, riducendo gli sprechi e adottando consumo e produzione sostenibili, possiamo salvare il pianeta, la sua vibrante diversità della vita e garantire un futuro prospero per tutti noi. Il WWF, in quanto organizzazione ambientalista, è mosso dallo stesso impulso ad avere un mondo in cui gli esseri umani possano vivere in armonia, sia tra di loro che con la natura, con equità e solidarietà. Ci auguriamo che la maggiore attenzione di quest’anno sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile si trasformi in veri e propri impegni di tutti i governi. Il 2015 deve essere l’anno di decisioni concrete, giuste e di ampia portata, l'anno in cui nessuno potrà sottrarsi all'azione”.
Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia, presente alla conferenza stampa in Vaticano, ha dichiarato: “Abbiamo letto le parole del Papa con profonda emozione. Già Papa Giovanni Paolo II e, soprattutto, Papa Benedetto XVI, avevano più volte richiamato alla salvaguardia della natura e dell’ambiente. Papa Francesco, dedicando un’intera Enciclica alla cura della Casa comune, indica l’ampiezza e l’urgenza dell’azione, esaminando nel dettaglio il legame tra la vita umana e i meccanismi biologici che la sostengono. Il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversità, l’esaurimento delle risorse, gli sprechi non sono solo danni da motivare scientificamente, ma diventano con l’Enciclica questione morale ed etica. A essere colpita è la vita, i mezzi di sussistenza e i diritti di tutti, in particolare delle comunità povere, emarginate e vulnerabili. Meccanismi biologici che si sono raffinati in milioni e milioni di anni vengono distrutti per appetiti a breve termine di pochi. Si lede il diritto a un pianeta prospero e abitabile per le future generazioni . Come WWF abbiamo approfondito molto le motivazioni scientifiche e la necessità di adeguare i comportamenti individuali e collettivi (gli stili di vita) alla salvaguardia della casa comune; ma da sempre sappiamo che gli aspetti ambientali non possono essere disgiunti da quelli sociali, questo è lo sviluppo sostenibile. La Casa comune si difende con la solidarietà e la pace, non con la sopraffazione e l’avidità. Cogliamo quindi nell’appello del Papa l’invito ad agire insieme rivolto alle persone di buona volontà animate dalla stessa speranza di un mondo in cui gli esseri umani possano vivere in armonia, sia tra di loro che con la natura, con equità e solidarietà. Ci auguriamo davvero che l’alto messaggio del Papa smuova i cuori di tutti, a partire da quelli di chi ci governa”.