18.6.15

Ennesimo sversamento nel Fiume Tordino. Nuovo esposto del WWF Teramo


Questa mattina il Presidente del WWF Teramo, Claudio Calisti, ha presentato un nuovo esposto alla Procura di Teramo, al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Provinciale di Teramo, alla Polizia Municipale di Teramo ed all'Amministrazione Comunale di Teramo per segnalare l'ennesimo inquinamento del fiume Tordino.
L'inquinamento è causato da uno sversamento vicino ad una conduttura di scarico posizionata nelle adiacenze del percorso ciclopedonale del lungofiume in zona Cona.
Rispetto ai mesi passati, quando il WWF Teramo presentò un altro esposto per un medesimo episodio nello stesso luogo, lo sversamento è aumentato, provocando il cambio di colore nel fiume ed un odore nauseabondo che colpisce tutti coloro che transitano lungo la pista.
All’esposto sono stati allegati filmati e fotografie.
Il WWF auspica che questa volta le Autorità competenti interverranno efficacemente e prenderanno provvedimenti definitivi per la risoluzione del problema. 
 

16.6.15

Alla scoperta degli orapi


Domenica 21 giugno 2015, nell'ambito del programma escursionistico, "Dal verde al blu", è in programma un'Escursione alla scoperta degli orapi (spinaci selvatici) con degustazione finale.
 
Programma della giornata
Ore 7:30: appuntamento al piazzale San Francesco (terminal autobus) a Teramo;
Ore 7:40: trasferimento con pulmini o auto proprie a Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;
Ore 8:30 partenza escursione da località Pianello fino alla Fiumata (sorgenti del Tordino);
Ore 13:45: rientro presso l'albergo "La Pineta" a Fonte Palumbo di Cortino (TE);
Ore 14: pranzo.
 
Dislivello in salita e discesa: 350 m.
Costo per persona: 20 euro.
Per informazioni e prenotazioni: 328.3608866. 

A Montorio al Vomano vince l'autodromo (per ora)

 
Domenica 14 giugno, poco più del 40% degli aventi diritto al voto nel Comune di Montorio al Vomano hanno partecipato al referendum sulla costruzione di un autodromo in località San Mauro.
Il 61,43% dei votanti hanno votato sì, il 38,57% hanno votato no.
L’Amministrazione Comunale, prima del voto, aveva dichiarato che avrebbe tenuto conto della volontà della maggioranza dei cittadini. In realtà su 7.525 aventi diritto al voto si sono dichiarate favorevoli all’autodromo solo 1.867 persone, poco più del 24% del totale.
Ora la situazione è nella mani del Comune che dovrà prendere una decisione per quanto di sua competenza. Lo dovrà fare nel rispetto delle leggi e degli strumenti urbanistici. E nel farlo dimostrerà come intende gestire il proprio territorio.
Nel corso della campagna referendaria sono state diffuse tante notizie fuorvianti, ad iniziare dal fatto che coloro che propongono la realizzazione dell’autodromo sarebbero già in possesso di tutte le autorizzazioni e sarebbero proprietari di tutti i terreni interessati.
Entrambe queste affermazioni sono false. Il progetto non è stato ancora autorizzato e meno del 50% del territorio interessato è di proprietà della società che propone di realizzare l’autodromo. Il resto è ancora di proprietà degli abitanti di San Mauro che hanno già dichiarato di non voler vendere e di essere intenzionati a resistere ad eventuali azioni di esproprio, essendo peraltro ancora tutto da dimostrare l’interesse pubblico dell’opera.
Il vero confronto sull’autodromo, quindi, è solo all’inizio.
Per quanto riguarda il WWF, la battaglia per bloccare la distruzione delle colline di San Mauro continuerà in tutte le sedi decisionali e non mancheremo di evidenziare le contraddizioni di questo progetto e quelli che, a nostro parere, sono gli elementi di contrasto con le normative vigenti e gli strumenti urbanistici.
Resta sicuramente il rammarico di non essere riusciti a porre in luce a sufficienza la follia di cementificare 52 ettari di territorio agricolo per costruire un autodromo che, se proprio si volesse realizzare, potrebbe essere costruito in tanti altri luoghi, a partire dalla tante aree industriali dismesse, senza determinare il devastante impatto ambientale che creerebbe a San Mauro. 

14.6.15

Passo avanti contro i richiami vivi

Come ricorderanno i nostri lettori, alcuni mesi fa avevamo seguito anche noi del blog La Gramigna la vicenda dei richiami vivi, una pratica di caccia particolarmente detestabile. 
In questi giorni abbiamo segnato un punto a favore della nostra battaglia!
Con l'approvazione alla Camera dei Deputati dell'articolo 19 della Legge europea 2014, l'Italia vieta di fatto ogni possibile cattura di uccelli selvatici al fine di richiamo e si avvia a sanare la sua infrazione comunitaria alla Direttiva europea 2009/147/CE (Direttiva Uccelli). 
L'infrazione era già stata evidenziata nel 2010 con un'indagine (procedura EU-Pilot 1611/10/ENVI) attraverso la quale la Commissione europea denunciava come l'Italia, catturando con le reti uccelli selvatici a fini di richiamo per l'attività venatoria, infrangesse l'articolo 8 della direttiva Uccelli.
Come avevamo previsto e affermato, gli interventi legislativi adottati lo scorso anno da Governo e Parlamento, sono risultati non idonei a rispondere ai rilievi della Commissione europea, che peraltro non si limitava a chiedere lo stop delle catture con mezzi vietati (e dunque, di fatto, con ogni mezzo) ma faceva notare all'Italia anche l'opportunità di rinunciare definitivamente all'utilizzo stesso di uccelli vivi come richiami per la caccia. La caccia, sostiene infatti giustamente la Commissione europea, può benissimo esercitarsi senza l'ausilio di richiami vivi.
La successiva procedura di infrazione attivata dall'Europa(2014/2006) ha finalmente costretto l'Italia ad adottare una soluzione opportuna, che ha condotto ieri all'approvazione dell'articolo 19 della legge Europea che vieta l'utilizzo delle reti per catturare gli uccelli selvatici e, in sostanza, pone fine a ogni forma di cattura degli uccelli a fini di richiamo.
"Si tratta di un passo importantissimo, atteso da decenni, per il quale ringraziamo i deputati che si sono battuti e lo stesso Governo che, dopo i tentennamenti degli anni scorsi, si è finalmente convinto ad agire per il meglio", hanno dichiarato le Associazioni ambientaliste, tra cui il WWF. "Ora il testo passa al Senato, che dovrà confermarlo senza cambiare una sola virgola e trasformarlo in legge, cosicché finalmente, archiviato il triste capitolo delle catture degli uccelli selvatici, si possa lavorare all'abolizione completa dei richiami vivi".

11.6.15

Autodromo: Montorio al Vomano al bivio!

L'area dove dovrebbe sorgere l'autodromo (clicca per ingrandire)
Domenica 14 giugno le cittadine e i cittadini di Montorio al Vomano saranno chiamati a pronunciarsi in un referendum consultivo sulla realizzazione dell’autodromo in località San Mauro.
Un mostro di cemento ed asfalto di 52 ettari incombe su un’area agricola con sbancamenti, riporti di terreno e tagli di ulivi secolari: un vero e proprio scempio che stravolgerà colline e valli alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Non si comprende come si possa ipotizzare di realizzare un’opera così impattante in un’area che tutti i piani urbanistici e paesaggistici hanno destinato al verde ed all’agricoltura, calpestando oltretutto la volontà dei cittadini che abitano quei luoghi e che lì svolgono le loro attività lavorative.
Al di là del ritorno economico che questo tipo di intervento potrà avere (tutto da dimostrare), resta il dato della localizzazione che è totalmente priva di senso.
In provincia di Teramo ci sono decine e decine aree industriali, artigianali e produttive ormai abbandonate dove si potrebbe realizzare un autodromo, senza cementificare ulteriore territorio e senza dover creare nuova viabilità. Solo in provincia di Teramo, la Regione Abruzzo nel 2014 ha individuato ben 37 siti industriali dismessi.
Ad ogni pioggia un po’ più forte del normale tutto il nostro territorio frana. E una delle cause di tale situazione è l’impermeabilizzazione dei terreni. Come è possibile continuare a costruire in aree agricole?
È evidente che si tratti di un intervento sbagliato per Montorio al Vomano e per tutta la provincia di Teramo. Come è possibile che gli Enti preposti alla pianificazione di quel territorio non dicano nulla?Cosa pensa il Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga di un’opera del genere posta alle porte dell’area protetta nazionale che presiede? Nei convegni si parla tanto della tutela delle produzioni agricole locali e ora non si dice nulla contro la cementificazione di 52 ettari di territorio agricolo al confine di un’area naturale protetta di valenza nazionale?
Cosa pensa il Presidente della Provincia di Teramo, visto che l’Ente da lui presieduto sostiene che vada attuata la politica del consumo zero del territorio? San Mauro di Montorio al Vomano non fa più parte della provincia di Teramo?
Cosa pensa il Sindaco di Montorio al Vomano? Possibile che non voglia pronunciarsi? È d’accordo che 52 ettari di terreni agricoli siano cementificati? Trova normale che decine di famiglie di suoi concittadini siano espropriate dei loro terreni e si ritrovino a vivere a fianco di un autodromo?
Si è scelta la strada della consultazione dei cittadini. E questa è una cosa condivisibile. Meno condivisibile è però un comportamento pilatesco!
Il WWF auspica che i cittadini di Montorio al Vomano vogliano proteggere il loro ambiente e la loro salute, andando a votare domenica prossima e votando NO! 

Consultazione globale su clima ed energia


Il Centro di Educazione Ambientale "Monti della Laga", gestito dal WWF di Teramo, è stato invitato dalla Regione Abruzzo a prendere parte alla Consultazione Cittadina Planetaria sul Clima e l'Energia (World Wide Views on Climate and Energy) che si è svolta in tutto il mondo sabato 6 Giugno 2015.
In Abruzzo l'evento si è tenuto presso la Camera di Commercio di Chieti ed ha visto la partecipazione di circa un centinaio di cittadine e cittadini abruzzesi di ogni età rappresentativi della nostra Regione.
Si è trattato di un primo, importante esperimento di partecipazione a scala mondiale in vista della COP21 sul clima che si terrà a Parigi a dicembre 2015.
I risultati della consultazione sono riportati qui: http://climateandenergy.wwviews.org/.
 
Di seguito riportiamo l'introduzione della pubblicazione distribuita ai partecipanti che illustra le motivazioni della Consultazione.
Siete stati invitati a prendere parte al Consultazione globale per discutere di Clima ed Energia in quanto crediamo che i leader politici debbano essere consapevoli delle vostre opinioni sulle azioni da intraprendere per combattere il cambiamento climatico. Siamo interessati ad ascoltare il vostro parere e a far conoscere le vostre idee a chi ha il potere decisionale e all’opinione pubblica.
Il cambiamento del clima ha impatti determinanti su gran parte della popolazione mondiale. Stiamo già riscontrando cambiamenti climatici in tutti i continenti, e variazioni delle condizioni meteorologiche che potrebbero essere una conseguenza dei cambiamenti climatici. I nostri figli e nipoti rischiano di subire conseguenze ancora più drammatiche. I politici possono decidere il futuro del pianeta, ma voi, in quanto cittadini, e i vostri figli, dovrete convivere con le conseguenze.
Per questo motivo, la vostra opinione è fondamentale.
Durante la conferenza del Consultazione globale avrete la possibilità di condividere e confrontare le vostre idee con altri concittadini. Il presente opuscolo intende fornire informazioni scientifiche generali in merito al cambiamento climatico e i diversi punti di vista su come affrontarne gli effetti. L’opuscolo servirà da quadro comune di riferimento per i dibattiti che si terranno durante la Consultazione globale. Si concentra su tematiche che saranno oggetto di negoziati durante la conferenza ONU sul clima che si svolgerà a Parigi il prossimo dicembre 2015.
La scienza ci fornisce i dati. Non ci dice cosa fare. La decisione è nostra. Dite la vostra.

4.6.15

Delfini e tartarughe all'Area Marina Protetta "Torre del Cerrano"


Questa mattina due tartarughe sono state rilasciate nello specchio di mare dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, nel corso di una bellissima manifestazione a caratterizzazione ambientale, organizzata dall’AMP in collaborazione con il Centro Studi Cetacei Onlus e la Capitaneria di Porto, che ha visto la partecipazione di numerose scolaresche di Silvi e Pineto, volontari e tanti cittadini.
Le due tartarughe sono arrivate all’Info Point di Torre del Cerrano, inaugurato per la stagione estiva, accompagnate dal Presidente del Centro Studi Cetacei Onlus, Vincenzo Olivieri. Una delle due, di un’età presunta di quattordici anni, si era accidentalmente impigliata, circa quattro mesi, fa nella rete a strascico di un pescatore, che ha prontamente richiesto l’intervento degli esperti del suddetto Centro, i quali l’hanno salvata da una morte certa, poiché presentava segni evidenti di soffocamento ed un principio di polmonite. La seconda, in ordine di recupero, di un’età approssimativa di quattro anni si è spiaggiata il 2 marzo scorso, in seguito ad una grandissima mareggiata, proprio sull’arenile dell’AMP ed anche in questo caso soccorsa e ricoverata presso il centro Studi Cetacei. Oggi, perfettamente ristabilite, grazie alle cure somministrate dagli esperti del Centro, sono state liberate a tre miglia dalla costa, nei pressi della piattaforma ‘Fratello Cluster’. E così hanno ripreso il mare, lo stesso mare dell’AMP dal quale provenivano.
Il dottor Vincenzo Oliveri, visibilmente soddisfatto, ha detto: "In caso di avvistamento di tartarughe spiaggiate o impigliate nelle reti a strascico è necessario avvertire immediatamente il Centro Studi Cetacei Onlus al numero 347.769194".
 
 
Solo tre giorni fa, a metà pomeriggio, un’altra visita straordinaria aveva allietato la Torre del Cerrano: un branco di delfini ha fatto la sua apparizione nella zona B dell’Area Marina Protetta, quella a maggior tutela, proprio a qualche decina di metri dalla riva.

3.6.15

Referendum ai nastri di partenza!

Il prossimo 14 giugno si terrà a Montorio al Vomano (TE) il referendum sulla realizzazione di un autodromo, proposto da privati, in località San Mauro.
Le Associazioni ambientaliste esprimono la loro contrarietà a tale progetto che, nonostante le rassicurazioni e le mirabolanti promesse di sviluppo economico e turistico dei proponenti, sembra destinato ad essere l’ennesimo scempio ambientale nel nostro territorio con nessun reale beneficio per le popolazioni locali.
L’opera comporterebbe lo stravolgimento di un’intera area collinare che dovrebbe essere sbancata e livellata per fare posto ad una pista lunga circa 4 km e larga 10 metri: una colata di cemento ed asfalto che andrebbe ad occupare un’area oggi agricola, contribuendo ulteriormente alla cementificazione del nostro territorio.
A parole tutti parlano di consumo di suolo zero, ma nei fatti si continua a proporre la realizzazione di opere che vanno a cementificare zone verdi, ad alta valenza paesaggistica e produttiva, come se tali zone fossero “improduttive”.
Anche il Piano Territoriale di Coordinamento, adottato dalla Provincia di Teramo, indica nel “consumo suolo zero” la via da seguire come unica reale alternativa per lo sviluppo dei nostri territori e strumento di tutela dal dissesto idrogeologico. Il Piano impone anche conferenze di pianificazione che coinvolgano tutti i territori interessati, non solo il singolo comune dove si realizza l’opera, proprio al fine di valutare insediamenti che abbiano impatti di area vasta.
L’impianto dovrebbe sorgere in un’area agricola non servita da infrastrutture per cui sarà necessario investire fondi pubblici per adeguare la viabilità esistente: una simile evenienza appare una vera e propria contraddizione in un periodo durante il quale chiudono ospedali e punti nascita e gli enti pubblici non hanno neppure i soldi per la manutenzione ordinaria delle strade!
E tutto questo, nonostante nel territorio provinciale di Teramo vi siano ettari ed ettari di aree industriali ormai abbandonate che, proprio perché già trasformate, potrebbero essere destinate ad ospitare un impianto come quello proposto a Montorio al Vomano.
Perché distruggere ancora altro territorio e non convertire e recuperare spazi già compromessi?
Sorge poi la domanda su chi decide di un territorio.
Gli abitanti dei nuclei abitativi posti nelle vicinanze dell’area dove dovrebbe sorgere l’autodromo si sono tutti dichiarati contrari a quest’opera. Perché non si vuole tenere conto della loro volontà?
L’area scelta dai proponenti è un’area agricola che è stata destinata dagli strumenti urbanistici, approvati dai rappresentanti dei cittadini, a qualcosa di completamento diverso da una pista dove far correre le auto. Perché degli amministratori comunali si dovrebbero piegare così supinamente alle richieste di privati che perseguono i propri interessi? Non dovrebbero avere a cuore gli interessi generali dei cittadini, garantendo un ordinato ed armonico sviluppo del territorio?
Montorio al Vomano dovrebbe essere una delle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. In che modo si coniuga questa vocazione con la distruzione di una collina e la sua cementificazione?
Perché non si favoriscono altre opere come parchi e aree naturali, percorsi ciclabili per collegare le zone interne montane con la costa adriatica, itinerari escursionistici a piedi e a cavallo, circuiti religiosi, enogastronomici e naturalistici per fare di questo comune il fulcro di una rete ecologicamente sostenibile per il turismo ambientale, mettendo al primo posto le peculiarità dei luoghi, siano esse ambientali, culturali, storiche, ecc.. In questo modo si avrebbero sicuramente maggiori ricadute economiche sul territorio rispetto alla distruzione di un’area verde per il vantaggio di pochi.
Oggi in Europa il solo cicloturismo muove 44 miliardi di euro e il turismo verde segna in Italia una costante crescita, con un fatturato di oltre 12 miliardi di euro nelle aree naturali protette.
Si tratta di importanti risultati economici per un turismo che rispetta l’ambiente e il territorio.
Un autodromo potrà dare tanto? Quale ricchezza dovrebbe portare? Quante saranno le assunzioni stabili? E quale potrà essere l’indotto? Chi ha fatto effettivamente questo tipo di calcoli? Un ente pubblico autonomo, o ci si è limitati a recepire i dati forniti da coloro che propongono l’intervento?
Le Associazioni ambientaliste ritengono che Montorio al Vomano debba puntare su un altro tipo di sviluppo, conservando il suo territorio e valorizzando il suo patrimonio naturale, storico, architettonico ed artistico.

WWF
FIAB
Legambiente
LIPU
Italia Nostra

Grande successo alla Biciclettata Adriatica







1.6.15

Domani, la Biciclettata Adriatica!


Martedì 2 giugno, torna, per il quinto anno consecutivo, la “Biciclettata Adriatica”, manifestazione in bicicletta che ha per sottotitolo “sul corridoio verde per una mobilità sostenibile” e vuole promuovere la realizzazione del percorso ciclabile costiero adriatico e di una rete di percorsi ciclabili regionali, oltre alla mobilità ciclistica, urbana ed extraurbana, nella nostra Regione.
Anche questo è un modo per combattere la deriva petrolifera che sta colpendo l’Abruzzo attraverso la promozione di un mezzo di trasporto pulito e sostenibile.
L’evento quest’anno sarà dedicato al prof. Lucio De Marcellis, recentemente scomparso, uno dei pionieri della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta in Abruzzo.
Come di consueto la biciclettata partirà contemporaneamente a nord da San Benedetto del Tronto (unendo, idealmente, Marche e Abruzzo, e auspicando la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Tronto), e a sud da Francavilla al Mare, per giungere a Pineto, intorno alle 13.00, dopo numerose tappe in ogni cittadina adriatica attraversata.
Nel suo percorso le due carovane toccheranno da nord le città di San Benedetto del Tronto, Porto d’Ascoli, Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova, Cologna Spiaggia, Roseto degli Abruzzi e Scerne di Pineto, e da sud Francavilla al Mare, Pescara, Montesilvano e Silvi Marina. In ogni tappa le associazioni organizzatrici hanno allestito punti ristoro dove ci si potrà riposare e da dove ci si potrà aggregare. Come ogni anno, infatti, ci si potrà unire alla Biciclettata in qualunque posto e si potrà pedalare fino a dove se ne avrà voglia.
All’arrivo a Pineto ci sarà una festa finale con tante attività in collaborazione con l’Area Marina Protette Torre del Cerrano e il Comune di Pineto.
La biciclettata si tiene in occasione del Bicitalia Day, evento nazionale promosso da FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, creato per chiedere la realizzazione della Rete Ciclistica Nazionale Bicitalia.
Numerose le associazioni aderenti, da quelle ambientaliste (WWF, Legambiente, Task Force Ambientale, CEA Scuola Blu, ecc.) a quelle di promozione della mobilità ciclistica (Coordinamento Abruzzese Mobilità Sostenibile, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana, Ciclisti Anonimi Pescaresi, Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, MTB Teramo, ecc.), ad altre, come Exclamè, ITACA, AVIS Pescara, tutte unite per promuovere una mobilità dolce, città a misura d’uomo e un turismo rispettoso dei territori e delle popolazioni che li abitano.
Alla carovana proveniente da nord, a Scerne di Pineto, si uniranno ciclisti provenienti dai percorsi della vallata del Vomano, interessata dal progetto di promozione turistica “Valle delle Abbazie”, sperimentando così il collegamento ciclabile verso l’interno che, in un futuro, potrebbe collegare le colline e le montagne abruzzesi alla ciclabile costiera prevista dal progetto regionale Bike to Coast.
E proprio il progetto Bike to Coast, oltre al progetto di bike sharing regionale ViaVai, saranno i protagonisti della meta pinetese, dove quest’anno i pedalatori e pattinatori (nel gruppo, tradizionalmente, si aggregano anche gli amanti dei pattini a rotelle), incontreranno i Comuni coinvolti dal progetto della ciclabile costiera, chiamati a raccolta dalla Regione Abruzzo.
A Pineto, infatti, saranno presenti il Governatore D’Alfonso, l’assessore regionale al cicloturismo Pepe, il consigliere regionale Monticelli (già primo cittadino di Pineto) e il sindaco pinetese Verrocchio, che saluteranno i partecipanti e illustreranno le politiche regionali sulla mobilità ciclistica e il cicloturismo per i prossimi anni.
Bike to Coast, con i suoi 131 km di percorso, i 19 Comuni e le 3 Province attraversate, oltre al nuovo ponte ciclabile sul Vomano e ai percorsi ciclabili sui ponti sul Saline e sul Piomba, si candida ad essere uno dei percorsi ciclabili più importanti d’Italia.
Si tratta di un progetto importante ed ambizioso che però procede a rilento. Come fanno notare le associazioni organizzatrici della Biciclettata Adriatica, quest’anno neppure un nuovo metro di ciclabile in più potrà essere percorso rispetto alle ultime edizioni della Biciclettata.
La Regione assicura che, entro settembre di quest’anno, tutti i lavori saranno affidati e, per il 2016, forse, la sesta edizione della Biciclettata potrà aggiungere nuovi km di ciclabili a quelle fino ad oggi esistenti.
Ma il popolo dei ciclisti, pur se felice delle iniziative regionali di cui attende la concreta realizzazione, guarda avanti e rilancia: intermodalità bicicletta/treno/autobus; piano regionale della mobilità ciclistica; zone trenta negli ambiti urbani e una rete diffusa di percorsi ciclabili; politiche per incentivare l’uso della bicicletta; percorsi casa-scuola e casa-lavoro protetti; e molte altre azioni vengono chieste alla Regione e agli altri Enti competenti.
Perché, come dimostrano ormai tanti esempi italiani e europei, il futuro è nelle due ruote.