Anche Spider-Man all'Ora della Terra!
E voi che aspettate?
Appuntamento a Teramo ed Atri sabato 29 marzo dalle 19 ad Atri e della 20:30 a Teramo.
27.3.14
Area Marina Protetta di Torre del Cerrano: chi vuole distruggerla?
![]() |
Turbosoffianti all'assalto dell'Area Marina Protetta di Torre del Cerrano |
Per l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano il
2014 si è aperto con una Delibera della Giunta Regionale d’Abruzzo che, dopo
ben 8 anni, si è rimangiata il suo precedente parere favorevole sul Regolamento
dell’Area Marina Protetta.
Una scelta inspiegabile ed illogica che sembra
avere l’unico obiettivo di racimolare qualche voto alle prossime elezioni
regionali, promettendo di far entrare all’interno dell’Area Protetta le imbarcazioni
da pesca dotate di draga idraulica, le cosiddette turbosoffianti. In pratica si
vorrebbe consentire quanto è vietato in tutte le altre aree marine protette
d’Italia.
Una scelta profondamente sbagliata, sia dal punto
di vista ambientale perché le turbosoffianti distruggono completamente i
fondali marini, sia dal punto di vista economico perché le aree marine protette
costituiscono serbatoi e nursery di preziose risorse ittiche che poi si
diffondono anche al di fuori delle aree protette.
Tale pretesa è portata avanti da anni dal
Co.Ge.Vo. (Consorzio di Gestione della Vongola) di Giulianova e testimonia lo
stato di prostrazione delle risorse ittiche nostrane, dato che gli stessi
vongolari dichiarano di non trovare più vongole se non all’interno del
perimetro dell’Area Marina Protetta del Cerrano. E di chi sarebbe la
responsabilità? Non sarà anche di chi ha distrutto i fondali ricorrendo a mezzi
di pesca assolutamente incompatibili con i tempi naturali del mare?
Evidentemente la gestione della risorsa naturale
affidata ai vongolari tramite licenze dal Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali si è rivelata fallimentare, al punto che in più
circostanze il prelievo illegale delle vongole con turbosoffianti all’interno
dell’AMP Torre del Cerrano è stato giustificato dal Co.Ge.Vo. come una scelta
vitale in quanto non si trovano più molluschi nel compartimento di pesca a loro
affidato.
Queste violazioni del regolamento nazionale di
istituzione dell’Area Marina Protetta Torre di Cerrano si sono ripetute più
volte a partire dal Natale 2012 in poi, con un’intensificazione sotto le feste
di Natale 2013.
Tuttavia, la posizione ambigua di alcuni politici
locali ha sempre creato un colpevole clima di tolleranza verso tali evidenti
violazioni. Politici locali che invece ignorano le richieste di quelle
categorie economiche che hanno legato le loro strategie di marketing turistico
e commerciale proprio alla promozione di un’area marina protetta nel loro
territorio e che in passato si sono espresse a favore
della tutela del mare. Le attività di albergatori, balneatori, commercianti e
artigiani di Silvi e Pineto subiscono gravi danni economici e d’immagine
da queste violazioni del regolamento del parco, eppure sono inspiegabilmente
ignorate dalla politica locale.
Eccessivo prelievo ed inquinamento
stanno distruggendo un patrimonio naturale che, se ben amministrato, può essere
– come in passato – una fonte di reddito per tanti settori.
Pur non disponendo di dati
attendibili, il Co.Ge.Vo. afferma continuamente di aver subito danni
dall’istituzione dell’Area Marina Protetta. Eppure i dati ufficiali pubblicati
dall’IREPA - Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l'Acquacoltura (http://www.irepa.org/it/dati-sistan/dati-regionali/2012/category/238-abruzzo.html)
testimoniano come che l’andamento delle catture e la produzione lorda vendibile
per il sistema di pesca con Draga Idraulica in Abruzzo dal 2004 al 2012 è aumentata ed ha raggiunto i suoi valori
massimi proprio negli ultimi anni.
Purtroppo oggi del mare di una volta è rimasto ben poco per colpa dell’ingordigia di qualcuno
e dell’indifferenza di molti. Nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano si ricomparsi
delfini, stelle e cavallucci marini, ma qualcuno ritiene che nemmeno 7 km di
costa possono restare immuni dalla distruzione generale.
Se effettivamente c’è stato un mancato guadagno
legato al divieto di utilizzo delle turbosoffianti, è giusto che lo Stato o la
Regione Abruzzo indennizzino, a seguito di comprovati raffronti economici con
gli anni passati, i vongolari, ma questo potrà avvenire solo a condizione che
ogni azione dei vongolari in spregio della legge istitutiva dell’Area Protetta
e della volontà popolare che l’ha istituita nel territorio di Pineto e Silvi
cessino per sempre.
Le Associazioni WWF Abruzzo, Legambiente Abruzzo, LIPU Abruzzo, Italia Nostra Abruzzo, Pro Natura Abruzzo, Touring Club Abruzzo, Alternativa Abruzzo, Altura Abruzzo, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, CONALPA, Marelibero, Marevivo, Lega Navale Italiana Pineto, Acqua e Beni Comuni Chieti, Arci Provinciale di Chieti chiedono:
- la difesa dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano da parte del Presidente della stessa e degli esponenti politici locali;
- l’assoluto rispetto del divieto di pesca con le turbosoffianti nell’Area Marina Protette e l'introduzione del divieto di transito delle stesse all’interno della zona di protezione C;
- che l’Area Marina Protetta si doti di comitati tecnico-scientifici che si pronuncino su questioni inerenti alla conservazione della natura;
- la difesa dell’attuale perimetro dell’Area Marina Protetta e, nel caso, il suo allargamento fino alla foce del Vomano per conservare ulteriormente le risorse marine ormai al collasso e favorire la vocazione turistica del territorio del Cerrano.
22.3.14
Banchetto per l'Ora della Terra
Oggi banchetto in corso San Giorgio a Teramo per l'Ora della Terra.
Vi aspettiamo sabato 29 marzo a Teramo in piazza Martiri della Libertà (ore 20:30) o ad Atri in piazza Duca d'Acquaviva (ore 19).
21.3.14
Attacco ai Parchi
La Commissione Ambiente del Senato ha completato la
discussione sulle proposte di Legge per la modifica della normativa quadro
sulle aree naturali protette, la Legge 394 del 1991, definendo il testo unico
che andrà all’approvazione definitiva. Le maggiori Associazioni ambientaliste,
CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club
Italiano e WWF Italia lanciano l’allarme per un autentico ed inaccettabile
attacco alla natura. La proposta di legge prevede l’introduzione del silenzio
assenso per il nulla osta rilasciato dagli Enti Parco, la caccia nei parchi
mascherata da controllo faunistico per tutte le specie, royalty per le opere ad
elevato impatto ambientale, aumento del potere dei Comuni nella gestione dei
parchi e nuove categorie di parchi per soddisfare solo gli interessi di alcuni
territori.
Le 8 maggiori Associazioni ambientaliste si appellano ai Senatori chiedendo di fermare questo colpo di mano che rischia di trasformare la Legge quadro sulle aree naturali protette in uno strumento per sferrare un attacco mortale al patrimonio naturale del nostro Paese. Questa proposta di riforma della Commissione Ambiente del Senato non è solo inopportuna ma è pericolosa per le sorti della natura italiana.
Le Associazioni ambientaliste chiedono per questo l’eliminazione dal testo unificato che sarà portato in aula per l’approvazione definitiva delle modifiche ritenute lesive dei principi e finalità della Legge quadro approvata nel 1991 e rivolgono un appello ai Senatori della tredicesima Commissione affinché sia fermata questa sciagurata riforma.
Le Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia chiedono al Parlamento di favorire le condizioni per un ampio confronto con tutte le parti interessate sul rilancio del ruolo dei parchi e delle riserve naturali per garantire una efficace conservazione del patrimonio naturale del Paese e si adopereranno nei prossimi giorni per far meglio comprendere al Senato la necessità di fermare questa riforma.
COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA LEGGE 394/1991 PROPOSTA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO:
Ecco le principali proposte di modifica della Legge quadro sulle aree naturali protette che preparano il nuovo attacco alla Natura d’Italia:
NASCONO I PARCHI GEOLOGICI SOLO A VANTAGGIO DI ALCUNI TERRITORI: Viene introdotta nella Legge quadro la categoria dei Parchi geologici nazionali, categoria non prevista dalla classificazione internazionale dell’IUCN, per finanziare la fallimentare esperienza dei parchi geominerari. Il condivisibile obiettivo del recupero delle miniere e cave abbandonate non può essere spacciato per conservazione della natura favorendo la nascita di Parchi nazionali speciali con una ridotta tutela del patrimonio naturale (nei parchi geologici sarebbe ad esempio consentita la caccia). La Legge 394 del 1991 già consente oggi la nascita di Parchi nazionali per tutelare emergenze geologiche e geomorfologiche, come già avvenuto nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio.
La richiesta delle 8 maggiori Associazioni ambientaliste è di stralciare questi punti dal testo che il Senato dovrà approvare nelle prossime settimane, favorendo un percorso diverso e mirato al rilancio delle aree protette e della loro missione.
Le 8 maggiori Associazioni ambientaliste si appellano ai Senatori chiedendo di fermare questo colpo di mano che rischia di trasformare la Legge quadro sulle aree naturali protette in uno strumento per sferrare un attacco mortale al patrimonio naturale del nostro Paese. Questa proposta di riforma della Commissione Ambiente del Senato non è solo inopportuna ma è pericolosa per le sorti della natura italiana.
Le Associazioni ambientaliste chiedono per questo l’eliminazione dal testo unificato che sarà portato in aula per l’approvazione definitiva delle modifiche ritenute lesive dei principi e finalità della Legge quadro approvata nel 1991 e rivolgono un appello ai Senatori della tredicesima Commissione affinché sia fermata questa sciagurata riforma.
Le Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia chiedono al Parlamento di favorire le condizioni per un ampio confronto con tutte le parti interessate sul rilancio del ruolo dei parchi e delle riserve naturali per garantire una efficace conservazione del patrimonio naturale del Paese e si adopereranno nei prossimi giorni per far meglio comprendere al Senato la necessità di fermare questa riforma.
COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA LEGGE 394/1991 PROPOSTA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO:
Ecco le principali proposte di modifica della Legge quadro sulle aree naturali protette che preparano il nuovo attacco alla Natura d’Italia:
CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA NELLE AREE NATURALI
PROTETTE: Le Associazioni evidenziano i rischi di pericolosi effetti
collaterali delle modifiche proposte alla Legge quadro sui parchi sulla
normativa nazionale sulla caccia (la Legge n.157/92), che porterebbero
sicuramente all’avvio di una nuova procedura d’infrazione dal parte dell’Unione
Europea. Con artifizi giuridici si vuole legittimare l’ingresso dei cacciatori
nei parchi per la gestione della fauna selvatica, confermando pratiche che si
sono già diffuse in molti parchi senza una soluzione concreta dei problemi
dovuti al sovrannumero di alcune specie, come il cinghiale.
GESTIONE DEI PARCHI IN MANO AI COMUNI: La proposta
di riforma del Senato prevede nella procedura di approvazione del Piano del
Parco, il principale strumento di gestione dell’area naturale protetta,
l’obbligo dell’intesa con i Comuni. Il Piano del Parco viene oggi adottato dal
Consiglio Direttivo dell’Ente costituito al 50% dai Comuni, dopo consultazione
della Comunità del Parco costituita dai Comuni e da altri Enti Locali. La
proposta del Senato introdurrebbe anche l’obbligo dell’intesa con i Comuni da
parte della Regione che approva definitivamente il Piano. Si consegna
definitivamente in questo modo la gestione dei Parchi nelle mani dei Comuni.
FINANZIAMENTO DEI PARCHI ATTRAVERSO ROYALTY:
Contestato dalle Associazioni ambientaliste il meccanismo di pagamento di
royalty agli Enti Parco da parte di titolari di attività economiche ad elevato
impatto ambientale operanti o possibili all’interno delle aree naturali
protette e nelle aree contigue. Il rischio di gravi condizionamenti
dell’operato degli Enti Parco è senza dubbio elevato se dovesse essere
confermato l’approccio previsto dalla proposta del Senato. Serve piuttosto un necessario
approfondimento per introdurre nel nostro ordinamento il tema del pagamento dei
servizi ecosistemici per assicurare comunque la prevalenza della tutela della
natura su altri particolari interessi economici e, al tempo stesso, il
rafforzamento dei divieti nella legge, in modo da porre il Parco più al riparo
dalle possibili, e anzi probabili, pressioni finalizzate all’ingresso di nuove
attività il più delle volte non compatibili con la specifica qualità ambientale
dei Parchi italiani.
COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI DIRETTIVI: Dopo
l’approvazione del DPR n.78 del 2013 che ha rivisto la composizione dei
Consigli direttivi dei Parchi nazionali, portando da 12 a 8 i componenti e
modificando i soggetti coinvolti, si ritiene inopportuno intervenire di nuovo
con l’inserimento di un rappresentante delle Associazioni di categoria degli
agricoltori, senza rivedere la composizione ed il ruolo della Comunità del
Parco. Nell’organo di governo dei parchi nazionali devono sempre prevalere gli
interessi pubblici generali rispetto a pur legittimi interessi particolari e di
settore. In una eventuale revisione della composizione dei Consigli direttivi
dovrebbe essere valutato anche
l’inserimento di un esperto in temi di tutela paesaggistica e beni culturali. Su questo tema tra l’altro
è già intervenuto il Governo con un articolo presente nel collegato ambientale
alla Legge di Stabilità.
NASCONO I PARCHI GEOLOGICI SOLO A VANTAGGIO DI ALCUNI TERRITORI: Viene introdotta nella Legge quadro la categoria dei Parchi geologici nazionali, categoria non prevista dalla classificazione internazionale dell’IUCN, per finanziare la fallimentare esperienza dei parchi geominerari. Il condivisibile obiettivo del recupero delle miniere e cave abbandonate non può essere spacciato per conservazione della natura favorendo la nascita di Parchi nazionali speciali con una ridotta tutela del patrimonio naturale (nei parchi geologici sarebbe ad esempio consentita la caccia). La Legge 394 del 1991 già consente oggi la nascita di Parchi nazionali per tutelare emergenze geologiche e geomorfologiche, come già avvenuto nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio.
IL RUOLO DELLA FEDERPARCHI: La proposte di Legge
dei Senatori attribuirebbero a Federparchi il ruolo esclusivo di rappresentanza
degli Enti gestori delle aree naturali protette, sebbene Federparchi sia
un’Associazione di categoria che non riunisce tutti i soggetti che hanno oggi
la responsabilità della gestione delle aree naturali protette. Si costituirebbe
per legge una sorta di monopolio della rappresentanza degli Enti gestori dei
Parchi e Riserve naturali del nostro Paese che davvero non pare giustificato e
corretto.
La richiesta delle 8 maggiori Associazioni ambientaliste è di stralciare questi punti dal testo che il Senato dovrà approvare nelle prossime settimane, favorendo un percorso diverso e mirato al rilancio delle aree protette e della loro missione.
19.3.14
Cosa non si farebbe per quattro voti...
Continua la
sistematica aggressione alle aree naturali protette ed all'ambiente da parte della
Regione Abruzzo.
Questa volta il bersaglio è l'Area Marina Protetta “Torre di
Cerrano”, colpevole, agli occhi del governo abruzzese, di tutelare un piccolo
tratto di mare da una eccessiva pressione della pesca che altrove sta
pesantemente danneggiando quella che, ai fini alieutici, viene detta la
“produttività” del mare. Una tutela, peraltro, che va a favore degli stessi pescatori,
concedendo alla fauna marina una piccola area nella quale riprodursi e crescere
al riparo delle reti e delle turbosoffianti, con benefici generalizzati per
tutti.
Per quella che nei
depliant turistici continua ad autoincensarsi come Regione Verde d'Europa o
Regione dei Parchi, invece, l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, istituita
nel 2009 dal Ministero dell'Ambiente, rappresenta evidentemente soltanto un
fastidio.
L'ultima “trovata”
della Giunta Chiodi è la deliberazione 148/c del 10 marzo scorso con la quale
il Governo regionale smentisce se stesso ed annulla la delibera 1035 del 25
settembre 2006 che contiene il parere favorevole della Regione al “Regolamento
recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'area
marina protetta”.
La formale
giustificazione per questo inconcepibile passo indietro viene offerta
considerando il parere su un regolamento come se fosse inerente agli indirizzi
generali e di settore della programmazione nazionale, questi ultimi di
competenza del Consiglio e non della Giunta. Una interpretazione che poco
convince e comunque se anche fosse vera, sarebbe ben preoccupante: in pratica
la Regione si accorge di un suo presunto errore dopo 8 anni!
“L’obiettivo
palese, del resto esplicitamente dichiarato nel testo, è quello di cedere alla
richieste di quei pescatori che vedono nell'Area Marina protetta un ostacolo e
non una opportunità. È significativo – sottolinea il Presidente del WWF Italia,
Dante Caserta – che alla riunione di Giunta, che ha preso questa sconsiderata
decisione, non abbia partecipato l'Assessore regionale all'ambiente Giuliante”.
“L'attuale maggioranza
regionale – conclude il Presidente del WWF Abruzzo, Luciano Di Tizio – in questi
ultimi mesi di legislatura sta assurdamente prendendo di mira l'ambiente, prima
con l'ennesimo tentativo di ridimensionare il Parco regionale Sirente Velino,
ora con un attacco senza precedenti a un'area protetta nazionale. Sinceramente
mi aspetterei ben altro atteggiamento, soprattutto alla vigilia del voto:
probabilmente gli attuali assessori non si sono accorti che la stragrande
maggioranza degli abruzzesi vorrebbe per sé e per la regione un futuro diverso
e più verde”.
L'Ora della Terra a Teramo
Sabato 29 marzo torna l'Ora della Terra.
In tutto il mondo, per un'ora, si spegneranno le luci di monumenti, città, case ed uffici per chiedere una politica energetica sostenibile.
A Teramo il WWF e "Teramo Cammina" organizzano una passeggiata per la città.
Appuntamento alle ore 20:30 in piazza Martiri della Libertà.
17.3.14
Pulizie di primavera!
Il WWF aderisce e promuove la giornata di pulizia
della spiaggia dell’Area Marina
Protetta Torre del Cerrano, lanciata in
occasione della Ocean Initiatives 2014, giornata di volontariato internazionale
organizzata contemporaneamente in tutto il mondo, ed in coincidenza con la
ricorrenza del World Water Day. Tutti
gli amanti del mare, bambini e adulti,
sono invitati a partecipare per raccogliere i rifiuti (plastica, vetro,
lattine, ecc.) sparsi lungo la costa e gli ambienti di duna, in seguito alle
ultime mareggiate. L’apporto del volontariato è essenziale ad evitare
l’intervento di mezzi meccanizzati lungo i delicati ecosistemi del parco
marino.
L’appuntamento è
alle ore 10.00 per la consegna di
guanti e sacchi di plastica per la raccolta scegliendo per la partenza uno dei
due punti d’incontro:
Pineto: Lido Marco’s beach presso via Cellini
Silvi Marina:
Lido ex-Moby Dick (ora Twenty beach) su
via Taranto
Da lì si procederà a
piedi operando la pulizia lungo la spiaggia e muovendosi in direzione di Torre
Cerrano. Prima di iniziare, le Guide del Cerrano che guideranno i due gruppi forniranno
indicazioni sulle modalità di raccolta e sui processi di differenziazione dei
rifiuti.
Tutti i volontari si
ritroveranno a Torre Cerrano alle 13.30 per un rinfresco a base di prodotti tipici offerto dall’Area Marina
Protetta.
A seguire si
svolgerà una attività didattica e le Guide del Cerrano illustreranno ai
partecipanti le peculiarità degli habitat di duna costiera e le abitudini dell’uccello
Fratino (Charadrius alexandrinus).
Il giorno prima, sabato 22 marzo, si svolgerà un'altra iniziativa all'interno dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri che ha lanciato l'iniziativa "Piomba Pulito", riservata ai soli soci attivisti, data la difficoltà dei luoghi in cui si dovrà operare.
L'inquinamento del mare è causato anche dai fiumi dove finiscono bottiglie, cartacce e rifiuti che tanti buttano per strada e nei fossi: la pulizia del mare inizia dalla pulizia dei fiumi!
Il giorno prima, sabato 22 marzo, si svolgerà un'altra iniziativa all'interno dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri che ha lanciato l'iniziativa "Piomba Pulito", riservata ai soli soci attivisti, data la difficoltà dei luoghi in cui si dovrà operare.
L'inquinamento del mare è causato anche dai fiumi dove finiscono bottiglie, cartacce e rifiuti che tanti buttano per strada e nei fossi: la pulizia del mare inizia dalla pulizia dei fiumi!
16.3.14
Pop Economix Live Show
Martedì 18 marzo
alle ore 19 all’Auditorium Le Crocelle di via dei Crociferi a Chieti, Banca
Etica presenta, in collaborazione con WWF, ARCI, CSI e Centro interculturale
Chieti, lo spettacolo teatrale “Pop Economix Live Show” di Alberto Pagliarino,
Nadia Lambiase e Paolo Piacenza.
Lo spettacolo racconta la
crisi globale che ci ha investito e lo fa in modo semplice e puntuale, con
sguardo leggero e ironico, contribuendo a spiegare i complessi meccanismi della
crisi economica e pure (anzi soprattutto) gli effetti su ciascuno di noi.
5.3.14
L'Ora della Terra ad Atri
Sabato 29 marzo torna Earth Hour, l'Ora della Terra, la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico.
L'Oasi WWF dei Calanchi di Atri ha organizzato una bella cena a lume di candela.
Chiodi spara a Bambi?
Gli
slogan “verdi” ampiamente utilizzati per la promozione turistica vengono
clamorosamente disattesi dai ripetuti tentativi di provocare danni irreparabili
e da una assoluta e conclamata indifferenza alle sorti dell'orso marsicano,
animale simbolo d'Abruzzo e specie prioritaria a livello comunitario.
Pochi
giorni fa a Roma ISPRA e Ministero dell'Ambiente hanno presentato i risultati
del 3° Rapporto Direttiva Habitat. La situazione del nostro orso è drammatica:
la popolazione marsicana è in un cattivo stato di conservazione e “molto al di
sotto di una soglia che assicuri possibilità di persistenza nel medio lungo
periodo”.
Servirebbero
provvedimenti eccezionali, a cominciare da una drastica riduzione della
pressione venatoria in territori frequentati anche solo marginalmente dall'orso.
La Regione invece che fa? Rispolvera alla chetichella un provvedimento già
ritirato nell’ottobre 2012: nel dicembre scorso con una delibera di Giunta ha
approvato un regolamento che sostanzialmente apre la caccia al cervo e al
capriolo.
Si
tratta di due specie che sono tornate in Abruzzo, dopo che la caccia le aveva
completamente distrutte, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie ad
un’intelligente operazione di reintroduzione in parchi e riserve naturali. Da
allora le due specie si sono gradualmente diffuse anche all’esterno delle aree
protette, ma ancora oggi vi sono ampie zone, potenzialmente adatte, in cui,
soprattutto il cervo, è molto raro o assente.
La
LIPU e il WWF ritengono assurdo pensare di aprire la caccia a queste due
specie, visto che è ancora in pieno svolgimento il processo di ricolonizzazione
di vaste aree, e comunque senza studi adeguati sulla loro presenza in Abruzzo.
In ogni caso ogni progetto di questo genere va respinto di fronte alla
necessità prioritaria di tutela dell'orso bruno marsicano.
La
massima concentrazione di cervi si trova infatti nella Zona di Protezione
Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo. Aprire la caccia al cervo e al capriolo
in questa zona, di estrema importanza per l’orso, significa aggiungere un
ulteriore grave fattore di disturbo ai già molti presenti nella zona, a
cominciare dalla caccia al cinghiale,
e anche di minaccia di uccisione fortuita, tanto più che il periodo della
caccia al cervo verrebbe in gran parte a sovrapporsi con quello cosiddetto
della “iperfagia”, quello cioè in cui gli orsi devono nutrirsi abbondantemente
per prepararsi ai mesi invernali. Invece di cercare di adottare misure per
assicurare la massima protezione all’habitat dell’orso marsicano tutelandone
gli ambienti dentro e fuori dai Parchi, come raccomandato dai tecnici e dagli
studiosi che da anni seguono la specie, e in particolare dal PATOM, dal piano
cioè per la tutela dell’orso marsicano, ufficialmente adottato dalla Giunta
regionale, la Regione Abruzzo, continua a coprirsi gli occhi. I cittadini che amano
la natura sapranno valutare...
Iscriviti a:
Post (Atom)