Le Associazioni ambientaliste e culturali, vista l'assenza delle Istituzioni, si sono date appuntamento sabato 4 gennaio per una giornata di pulizia straordinaria della spiaggia di Roseto degli Abruzzi.
Siete tutti invitati!
29.12.13
24.12.13
Bilancio Ambiente WWF Italia
È tempo di bilanci di fine anno e questa
volta il WWF accende i riflettori sui temi cruciali per la sostenibilità e la
tutela della biodiversità e degli ambienti vitali del pianeta, scegliendo 3 immagini simbolo dei fatti principali
accaduti nel 2013 che meritano di essere ricordati: la scoperta di nuove specie
in Amazzonia, il triste record di novembre quale mese più caldo nella storia e
l’alluvione in Sardegna. Buone e cattive notizie sulle quali il WWF propone una
riflessione su come avviare impegni concreti a partire dal nuovo anno.
Per il focus italiano, l’Eco-Barometro del WWF delle politiche
ambientali in Italia, raffrontate con le linee di tendenza e gli impegni su
scala internazionale e comunitaria.
Il 2013, infatti,
non è passato invano nel nostro Paese: sono stati recepiti i primi segnali
rispetto al valore da dare alla natura nelle decisioni politiche ed
economico-finanziarie. Il WWF si augura che questi primi passi, alcuni dei
quali descritti nell’ultima Conferenza nazionale sulla Biodiversità promossa
dal Ministero dell’Ambiente, siano solo l’inizio di un vero Green Deal per l’Italia.
Una sintesi del
bilancio WWF più dettagliato sui vari capitoli che riguardano le politiche
ambientali dell’Italia è contenuta nell’Eco-barometro scaricabile dal sito www.wwf.it.
La buona notizia dell’anno parla di
biodiversità e proviene dal bacino forestale tra i più importanti del nostro
pianeta, quello dell’Amazzonia: lo scorso autunno è stata annunciata la
scoperta di oltre 440 nuove specie di animali e piante a conclusione di 4 anni
di ricerca, a conferma del fatto che quest’area costituisce uno dei più
importanti serbatoi di biodiversità del mondo e regolatore del clima al livello
globale. Tra le specie scoperte una minuscola rana (Allobates amissibilis) piccola come l’unghia del pollice come
recita il nome inglese (thumbnail size frog).
Già nel 2012 un report del WWF, basato su 10
anni di ricerche, aveva svelato 1.200 specie nuove, praticamente “un pianeta
nel pianeta”.
Il “Rapporto WWF della biodiversità”
nel mondo e in Italia, lanciato a dicembre, ricorda che mentre registriamo la
presenza di oltre un milione e mezzo di specie
animali e vegetali classificate dagli studiosi
sul pianeta, l’attuale
tasso di estinzione delle specie viventi giunge oggi ad un ritmo fino a 1.000
volte superiore a quello naturale. Purtroppo il rischio di deforestazione in Amazzonia, come in molte
altre foreste del Pianeta, è ancora incombente: la distruzione della sua foresta
pluviale è aumentata di almeno un terzo nell’ultimo anno, un’inversione di
rotta rispetto ad un lungo trend di riduzione del tasso di deforestazione.
Per questo nel 2014 il WWF concentrerà i
propri sforzi per proteggere questa grande polmone verde e assicurare un
utilizzo sostenibile delle sue risorse.
Novembre
2013 eletto a mese più caldo mai registrato, con temperature superiori di 0.78
gradi Celsius rispetto alla media globale del XX secolo. L’Orso polare è una
delle specie simbolo colpite dagli effetti
dei cambiamenti globali.
Il
risultato di registrazioni climatiche scientificamente validate effettuate da
almeno il 1880 giunge dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e conclude un anno di eventi climatici
estremi che hanno attraversato tutto il globo.
L’anno passato ha registrato tanti, ulteriori segnali di
allarme per il clima, ma questo non ha indotto i Governi a compiere passi
significativi verso l’accordo globale, tanto che le maggiori associazioni del
mondo, compreso il WWF, hanno deciso di abbandonare il lavori della Conferenza
ONU di Varsavia. La prossima conferenza sul clima si terrà a Lima ed il
Ministero dell’Ambiente peruviano ha già detto: non venite in Perù se non
volete cambiare!
L’alluvione del 18
novembre in Sardegna è la dimostrazione di come in Italia si sottovalutino gli
effetti sugli ecosistemi naturali provocati dal consumo del suolo e dalla
cementificazione del territorio, non si tenga conto dei vincoli delle
conoscenze, di quanto di grave accaduto in questi ultimi 50 anni e non si
faccia prevenzione del rischio idrogeologico.
Il tutto si accompagna
alla mancanza di interventi urgenti e necessari per l’adattamento ai
cambiamenti climatici (solo recentemente il Ministero dell’Ambiente ha posto la Strategia nazionale a
consultazione).
Nel Piano di Assetto
Idrogeologico sardo già nel 2006 si evidenziava, tra le “cause principali di
esondazione”, l’interazione tra infrastrutture di trasporto e reticolo idrografico,
unitamente ad una scarsa manutenzione fluviale”: il Piano riportava come “su
1055 casi di pericolosità, oltre la metà delle cause deve ascriversi a
insufficienza della luce libera sotto i ponti, per il 32%, e a scarsa
manutenzione fluviale, per il 19%”.
Purtroppo la gestione virtuosa del
territorio difetta nelle Amministrazioni Pubbliche.
Quanto è accaduto in
Sardegna non rappresenta certo l’eccezione, ma la regola: tutta l’Italia è
costantemente a rischio. C’è bisogno di un radicale cambio di passo nella
strategia complessiva, puntando su una gestione razionale del territorio,
investimenti per una politica di prevenzione che punti a ridurre il dissesto
idrogeologico ed un serio piano di adattamento ai
cambiamenti climatici.
Per la manutenzione del territorio
il Ministero dell’Ambiente ha calcolato che ci sarebbe bisogno di un
investimento di almeno 1,6 miliardi euro/anno per 15 anni, mentre nel 2014-16
al momento sono stanziati solo 180 milioni di euro.
16.12.13
150.000 firme per il Parco Sirente-Velino

Le Associazioni ambientaliste, in una conferenza stampa a Pescara a cui ha partecipato anche il consigliere regionale, Maurizio Acerbo, hanno lanciato un appello all’intero Consiglio
regionale affinché sia sventato il tentativo del Consigliere Ricciuti di
riperimetrare il Parco regionale del Sirente–Velino sottraendo al suo regime di
tutela un’area tra le più belle e
preziose del Parco.
La formidabile mobilitazione che ha permesso di raccogliere quasi 140.000
firme di adesione alla petizione lanciata da Animal Amnesty ed appoggiata dal WWF e da tutte le associazioni
ambientaliste abruzzesi è un segnale importante che la classe politica
regionale non deve sottovalutare.
Il sistema Parchi della nostra regione è una risorsa che può essere
discussa e riformata, ma per essere resa più efficiente ed efficace per gli
ambienti che protegge e per le popolazioni che vi abitano, ma mai con procedure
poco trasparenti che non coinvolgano tutti gli interessati o a favore di
interessi limitati e poco chiari nelle loro finalità. Nessuno di noi scorda che
poco più di un anno fa nello stesso Parco, nell’area del Comune di Aielli, si è
già proceduto ad un taglio di territorio di circa 90 ha, purtroppo passato
totalmente inosservato. Il risultato immediato è stata una mattanza organizzata
da cacciatori giunti da fuori area
talmente vergognosa che la locale ATC (l’associazione dei cacciatori
locali) intervenne per ripristinare il divieto di caccia nella zona. A questo
scempio, pochi mesi dopo, è seguita la costruzione, senza la prescritta
valutazione d’Incidenza ambientale, di una strada rovinosa sul piano ambientale
e paesaggistico e di nessuna utilità pratica, se non quella di favorire il
bracconaggio.
È questo il destino che vogliamo riservare ad una parte dei Piani di Pezza
o alla Terranera? Aree di assoluta importanza naturalistica e paesaggistica,
inserite, nella Rete di Natura 2000, cioè nell’elenco delle aree di maggior
valore naturalistico d’Europa, che gli Stati membri dell’Unione Europea sono
tenuti a tutelare adeguatamente. La Comunità europea ha finanziato progetti di
miglioramento ambientale e per consentire gli spostamenti indisturbati della
grande fauna del nostro sistema Parchi tra cui spicca l’orso marsicano animale
simbolo della nostra regione ed in grave pericolo di estinzione. Che senso
hanno gli impegni presi in suo favore verbalmente dalla Regione Abruzzo con il
Ministro Orlando in un paio di recentissime riunioni tenutesi al Ministero
dell’Ambiente se questi impegni vengono nei fatti poi disattesi?
Si approvi invece il piano del Parco regionale atteso da quasi vent’anni,
con una corretta zonizzazione che regolamenti e permetta le attività produttive
e tradizionali dei luoghi con efficienza e flessibilità senza inutili e
vessatori vincoli che poi nemmeno il parco sa come far rispettare e si
concentrino le attività di conservazione, ricerca scientifica,
rinaturalizzazione e vigilanza nelle aree critiche e di maggior valenza naturalistica.
Ma per far questo deve finire la stagione delle riperimetrazioni e dei tagli
arbitrari e clientelari.
La mobilitazione di questi giorni dimostra che c’è un’opinione pubblica
vigile e cosciente dell’importanza di difendere l’Abruzzo, regione verde
d’Europa. Sta ora alla classe politica regionale prenderne atto e comportarsi
di conseguenza.
Domani saremo a L’Aquila per un presidio in difesa del Parco Sirente Velino
a partire dalle ore 10 davanti alla sede del Consiglio Regionale. Prima che
cominci la seduta cercheremo di consegnare le firme a Chiodi e Pagano.
Antonella Agostini, Lav
Stefano Allavena, LIPU
Mario Cipollone, Salviamo l’orso
Federica De Angelis, Animal Amnesty
Augusto De Sanctis, Stazione Ornitologica Abruzzese
Angelo Di Matteo, Legambiente
Luciano Di Tizio, WWF Abruzzo
Massimo Fraticelli, Mountain Wilderness
Giancarlo Pelagatti, Italia Nostra
Antonio Perrotti, Terre Pubbliche
Daniele
Valfré, Altura
Lo dico al Tg
Giovedì 19 dicembre, alle ore 17, presso la Sala San Carlo del Museo
Archeologico di Teramo in via Delfico, sarà presentato il libro “Lo dico al Tg”
di Umberto Braccili, nato dalla trasmissione che ormai va avanti da sei anni
sulla TgR della Rai Abruzzo, e che ha raccolto i disagi del vivere di oggi in
Abruzzo. Nel libro anche molti casi di aggressione al territorio e all’ambiente
della nostra regione.
l libro si pone anche un interrogativo. Se un viadotto è stato prima
costruito e poi fatto brillare perché hanno sbagliato qualcosa, chi ha pagato?
Il lavoro dimostra che per il 99% dei casi nessuno ha pagato. Lo sperpero di
ieri... le tasse aumentate di oggi. Il disagio, la povertà, la mala burocrazia
dei semplici cittadini sono gli errori di ieri e le tasse di oggi!
Umberto Braccili in “Lo dico al Tg” ha raccolto le segnalazioni, gli sfoghi
dei cittadini, fatte attraverso i messaggi lasciati a una segreteria
telefonica, una e-mail o con una lettera su carta scritta con la vecchia e
ormai pensionata “Olivetti 22”.
È un libro di denuncia, attraverso un “racconto” per dar voce
alla gente comune, che altrimenti non l'avrebbe!
150 storie, tra le tante trattate dal 2007 a oggi in TV, tutte attuali...
Ogni capitolo è composto da una segnalazione, dal servizio che ne è seguito e
da un aggiornamento al 2013.
Per il libro, essendo nato dal lavoro quotidiano nella rubrica ancora in
onda alle 7.30 e alle 14 di ogni martedì sul TgR Abruzzo, l’Autore non prenderà
nessun compenso: le spettanze totali dell’autore e una parte del ricavo dell’editore,
Ricerche&Redazioni di Teramo, andranno a sostegno delle attività di varie
associazioni di volontariato.
29.11.13
23.11.13
Lavorare con la natura
Venerdì 29 novembre all'Oasi WWF del Lago di Penne, convegno nazionale "Lavorare con la Natura: dalla teoria alle buone pratiche".
SOS fauna: il WWF in soccorso!
Una delle attività che il WWF Teramo porta avanti da anni è il recupero della piccola fauna in difficoltà.
Questi ultimi mesi, dalla
primavera ad oggi, sono stati caratterizzati da moltissimi interventi da parte
dei volontari WWF per aiutare gli animali in difficoltà. Sono molti i
cittadini, infatti, che segnalano al WWF animali selvatici feriti che
necessitano di cure.
Come sempre i primi casi critici
si sono registrati in primavera con l'arrivo dei migratori in città, che stanchi
dal lungo ed impegnativo viaggio, hanno avuto anche la sfortuna di
incorrere in qualche incidente. L’attività è poi proseguita con
il salvataggio di due faine che si erano rifugiate in pieno centro
cittadino, probabilmente stremate dalle basse temperature primaverili. Con
l'avanzare della stagione estiva le richieste di aiuto si sono succedute con la
media di una o due al giorno. Ora il problema è il freddo intenso che viene
annunciato e le nevicate invernali che rendono difficile procurarsi il cibo.
Con la collaborazione anche dei
volontari dell’Oipa, il WWF è intervenuto in tutta la provincia. È stato anche
organizzato, insieme all’Università degli Studi di Teramo, un ciclo di lezioni
per gli studenti della Facoltà di Veterinaria sulla fauna selvatica in città.
“Tutte le persone che ci hanno
interpellato hanno dimostrato una grande sensibilità e piena disponibilità a
collaborare con noi per salvare gli animali in difficoltà”, dichiara Donatella
Policreti del direttivo del WWF Teramo. “Tra le specie su cui ci siamo attivati
e che abbiamo rimesso in libertà, ricordiamo l’occhiocotto, il verzellino, il rondone,
il balestruccio, il merlo, la tortora, la gallinella d'acqua, la faina, il gabbiano
ed il pipistrello. Dobbiamo ringraziare tanti amici veterinari che, come sempre,
hanno prestato la loro opera gratuitamente: senza di loro i risultati non
sarebbero stati così incoraggianti. La Provincia di Teramo, purtroppo, a
differenza di quella di Pescara, non possiede alcun centro recupero. E le
situazioni nelle quali ci troviamo ad operare talvolta sono così complicate che
diventa impossibile raggiungere il presidio di Pescara. Comunque cerchiamo
sempre la collaborazione degli organi competenti, ad iniziare dal Corpo Forestale
dello Stato”.
Un’altra attività portata avanti
dal WWF è stata quella di fornire assistenza ed informazioni a coloro che
intendono proteggere i siti di nidificazione urbana delle specie
migratorie. In special modo per quegli edifici interessati da lavori di
ristrutturazione.
“I nidi sono tutelati da leggi
internazionali e nazionali”, prosegue Donatella Policreti, “e riteniamo che
tutte le Amministrazioni comunali dovrebbero dotarsi di ordinanze che, in
presenza di nidi, autorizzino eventuali ristrutturazioni negli edifici fuori
dal periodo di svezzamento. Sono molte le città che hanno adottato
provvedimenti del genere, da Firenze a Roma, da Modena a Città Di Castello, da Verona
a Casalecchio di Reno”.
“Siamo soddisfatti ed orgogliosi
della fiducia che tanti cittadini ripongono in noi” conclude Donatella
Policreti. “Il nostro unico rammarico è non essere riusciti, con i nostri
appelli, a salvare la vita al citello teramano. Avevamo avuto pareri di
specialisti che indicavano nella cattura e nel trasferimento
l'unico rimedio corretto per metterlo in sicurezza, purtroppo
si è preferito agire diversamente”.
16.11.13
Tutta discesa
Giovedì 28 novembre il WWF Teramo incontra Marina Girardi, autrice del libro "Tutta discesa. Una cavalcata appenninica su due ruote".
"Tutta discesa" è il diario a fumetti di un viaggio in bicicletta dai colli bolognesi fino al cuore dell'Abruzzo attraverso l'Appennino centrale.
Il viatico della bicicletta rende possibile l'incontro con un'Italia che scorre silenziosa fuori dal corso principale mentre lo sguardo disegnato rivela l'eredità delle storie nascoste tra i suoi fondali montuosi.
L'incontro si terrà alle ore 17 presso la sala convegni dell'Associazione Teramo Nostra in via Fedele Romani n. 1 a Teramo.
La mattina Marina Girardi incontrerà i ragazzi del Liceo Artistico di Teramo.
16.10.13
In pochi minuti sparisce un pino secolare
Questa mattina Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, ha presentato un esposto al Sindaco del Comune ed al Comando dei Vigili Urbani di Teramo in merito al taglio di un pino secolare sul ciglio della strada in via IV novembre nei pressi di un cantiere dove un’impresa edile sta conducendo dei lavori. Come segnalato da numerosi cittadini, la pianta risulta essere stata tagliata nella giornata di lunedì. Nei mesi scorsi, a seguito di una segnalazione, il WWF aveva fatto visionare la pianta da propri attivisti che non avevano verificato segni di malattia o deterioramento.
Nell’esposto presentato il WWF chiede al Sindaco chi ha autorizzato l’abbattimento della pianta e chi vi ha provveduto. E inoltre quale relazione tecnica sia stata predisposta a giustificazione dell’abbattimento.
“Purtroppo dobbiamo constatare che tali atti si ripetono molto spesso sul nostro territorio” dichiara Claudio Calisti, Presiedente del WWF Teramo. “Il tutto a discapito della tutela del patrimonio arboreo, in contrasto anche con quanto disposto dalla recente legge 14 gennaio 2013, n. 10 sullo sviluppo delle aree verdi urbane. Le aree verdi sono fondamentali in una città, ma anche una singola pianta, specialmente quando si tratta di alberi secolari, assume una particolare funzione anche dal punto di vista estetico e rende un centro urbano più bello e vivibile. A noi non risulta che la pianta presentasse problemi: in ogni caso, se anche così fosse, si sarebbe potuto intervenire per tempo, evitando di dover ricorrere ad un ulteriore taglio che rende Teramo sicuramente meno bella e più grigia”.
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